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INDAGATO UMBERTO BOSSI

Umberto Bossi è indagato dalla procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta sui fondi della Lega. Indagati anche i figli Renzo e Riccardo. Umberto Bossi è indagato dalla procura di Milano per truffa ai danni dello Stato in concorso con l'ex tesoriere Francesco Belsito. L'accusa riguarda i rimborsi elettorali ottenuti dal partito con un rendiconto, secondo l'accusa, infedele presentato nell'agosto del 2011. Umberto Bossi e suoi figli Renzo e Riccardo hanno ricevuto un'informazione di garanzia firmata dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dai pm Roberto Pellicano e Paolo Filippini titolari dell'inchiesta. Nei confronti del leader della Lega, in concorso con l'ex tesoriere Francesco Belsito, si contesta il reato di truffa ai danni dello Stato. Nei suoi confronti ci sarebbero agli atti dell'indagine non solo le dichiarazioni rese dallo stesso Belsito ma anche elementi documentali. Renzo e Riccardo Bossi sono indagati dalla procura di Milano per appropriazione indebita in relazione alle loro spese personali pagate, secondo l'accusa, con i fondi del partito. I due rispondono di appropriazione indebita in concorso con l'ex tesoriere della Lega Francesco Belsito. Il senatore Piergiorgio Stiffoni è indagato dalla Procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta sui fondi della Lega Nord. Piergiorgio Stiffoni ha ricevuto un'informazione di garanzia nella quale si contesta il reato di peculato. Il sospetto del procuratore aggiunto Alfredo Robledo, che coordina le indagini assieme ai pm Roberto Pellicano e Paolo Filippini, è che abbia usato a fini personali i fondi destinati al Senato e sul cui conto corrente aveva la firma. "Umberto Bossi firmava i rendiconti del partito". È quanto avrebbe detto in sostanza al pm di Milano la responsabile amministrativa di via Bellerio, Nadia Dagrada. Le dichiarazioni della dirigente sarebbero, da quanto si è saputo, uno degli elementi su cui si fonda l'accusa di truffa ai danni dello stato a carico del senatur. Umberto Bossi, indagato dalla procura di Milano per truffa ai danni dello Stato nell'ambito dell'inchiesta sui fondi della Lega Nord, risponde come legale rappresentante del partito in quanto firma i rendiconti che portano all'erogazione dei rimborsi elettorali. Nei confronti del leader del Carroccio, a differenza dei suoi due figli, da quanto si è saputo, non c'é alcuna contestazione che riguarda presunte spese personali.

 

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CRISI ITALIANA

"Le prossime settimane saranno decisive per il futuro del nostro Paese e anche dell'Unione europea". Così il premier Mario Monti, aggiungendo che per l'Italia questo "non è il momento di allentare la presa". Il capo del Governo, quindi, ha tenuto a sottolineare di non aver ''mai, dico, dico mai, usato la parola austerità. Non era il nostro obiettivo''. ''Un Paese che era sull'orlo del precipizio - ha detto ancora - aveva bisogno di consolidare i conti pubblici. Non avendola invocata non ho ragioni di abbandonarla". "Se per fase uno parliamo di gestire una crisi che comporta ancora aspetti di emergenza siamo ancora nel pieno della fase uno". Lo sottolinea il presidente del Consiglio, Mario Monti, accennando a "quello che vediamo in Europa, e in Grecia. E all'agenda del G8 di Camp David dove a preoccupare è soprattutto l'economia dell'eurozona". Parlando al convegno di inaugurazione del Forum P.A., Monti ha sottolineato di non vedere "distinzioni tra fase uno e fase due" sul fronte della crisi. Ed ha poi aggiunto che se per fase due si intende l'impegno per la crescita comunque è un lavoro che il governo sta facendo "fin dal suo insediamento". L'Italia affronta la crisi ancora in quella che può essere definita una fase 1, ancora con "aspetti di emergenza". Ma, ha affermato il presidente del Consiglio, abbiamo fatto grandi passi avanti "rispetto a novembre quando l'Italia stessa era fonte di crisi". "Malgrado il contributo di Stati Uniti e paesi europei, se la crisi dovesse tracimare l'Italia si troverebbe con la coscienza pulita anche se con mercati finanziari turbati". Il premier Mario Monti lo ha detto dopo aver accennato all'agenda del G8 di Camp David che sarà incentrata soprattutto sull'allarme Eurozona. "Se fase 1 significa gestire una crisi che comporta anche aspetti di emergenza, allora, signori, siamo ancora nel pieno di una fase 1", ha detto Monti al convegno inaugurale del Forum Pa. "Vediamo - ha quindi spiegato - qual'é la preoccupazione principale dell'agenda del G8 che comincerà presto a Camp David: è soprattutto su temi strategici di vasta portata, sul tema economico dell'economia europea, dell'Eurozona". Noi, sottolinea il presidente del Consiglio, "abbiamo la grande tranquillità psicologica e politica che all'interno e all'esterno del Paese, e credo che l'ambasciatore Usa Thorne (presente al convegno) potrebbe autorevolmente confermarlo" che "l'Italia si trova in una situazione completamente diversa" se si confronta "una situazione di crisi come quella di oggi con quella nella quale questo Governo ha esordito a metà novembre". Monti ha più volte sottolineato che è una semplificazione comprensibile ma non corretta quella di distinguere una fase 1 ed una fase 2 nell'azione del Governo sul fronte della crisi. Perché fin da suo insediamento il Governo ha lavorato anche per "salvaguardare le prospettive di crescita. L'impegno mio, di tutto il Governo, e credo di tutto il sistema pubblico italiano - ha quindi sottolineato il presidente del Consiglio - è di portare avanti una fase 1 ed una fase 2 che si sviluppano in modo molto abbracciato". "Il governo ringrazia i dipendenti della Pubblica amministrazione che corrono rischi per la loro incolumità fisica". "Ribadisco, e avrò in futuro occasioni per farlo più da vicino, la vicinanza del governo ai membri della pubblica amministrazione chiamati a funzioni impopolari". Lo ha detto il premier Mario Monti inaugurando il forum PA. "Il fatto che una certa insofferenza sia giustificata non significa che la loro importanza sia meno essenziale e che non debbano avere il rispetto dei cittadini. Lavoreremo per ricostruire un rapporto basato sulla fiducia".

 

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LO SPREAD E LE BORSE

Lo spread tra il btp decennale e l'equivalente bund tedesco cala sotto i 440 punti base (438). Il tasso sul titolo del Tesoro scende al 5,86%. In calo anche il differenziale della Spagna. La forbice Madrid-Berlino si restringe a 485 punti dai 507 di stamane col tasso sui bonos in discesa al 6,33%. Avvicinandosi a metà giornata Piazza Affari è tornata in negativo, con tutte le Borse europee nervose in attesa dei dati macroeconomici Usa di giornata, in particolare su mercato immobiliare e produzione industriale: l'indice Ftse Mib segna una perdita dello 0,64%, l'Ftse All Share un ribasso dello 0,71%. Sempre molto deboli Monte dei Paschi (-5,33%), Mediolanum (-4,26%) e Pirelli, che cede il 3,51%. Tiene Unicredit (+0,64%), sale Intesa (+1,61%), mentre corre sempre del 5,11% Finmeccanica. Si è allentata la pressione sulle borse europee dopo un avvio pesante sui persistenti timori sul destino della Grecia e della zona euro. A livello settoriale le banche perdono lo 0,73%, più pesanti le materie prime (-2,3% il Dj stoxx comparto), le auto (-1,6%) e le costruzioni (-1,5%). In linea con le altre Borse europee, Piazza Affari si riporta attorno alla parità: l'indice Ftse Mib segna una crescita dello 0,10%, l'Ftse All Share un calo dello 0,06%. Tra i titoli principali, Mediolanum cede il 4,1% e Mps poco più del 3%, mentre Fiat e Telecom restano piatte sulla chiusura di ieri mentre Unicredit e Intesa SanPaolo crescono oltre il punto percentuale. Sempre in rally Finmeccanica: +5,1%. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse europee: - Londra -1,03% - Parigi -0,18% - Francoforte -0,90% - Madrid -1,67% - Milano +0,10% - Amsterdam -0,77% - Stoccolma -1,92% - Zurigo -0,14%. La Spagna corre il rischio di non avere più accesso ai mercati per finanziarsi. A lanciare l'allarme è lo stesso primo ministro Mariano Rajoy. "Al momento c'é un rischio concreto di essere tagliati fuori dai mercati, oppure dover pagare tassi astronomici", ha detto il premier al parlamento di Madrid". "Tutte le misure che stiamo prendendo sono necessarie per uscire dal tunnel", ha sottolineato Rajoy. L'appello del premier spagnolo arriva con lo spread Madrid-Berlino al record storico di 507 punti base e con il rendimento dei bonos al 6,49%. A marzo i titoli decennali iberici pagavano meno del 5%. Chiusura in netto ribasso per la Borsa di Tokyo. L'indice Nikkei segna un calo dell'1,12% a 8.801,17 punti. Anche le Borse asiatiche dopo quelle europee accusano l'incertezza che grava sulla zona euro con la Grecia che si avvia a nuove elezioni: l'indice Msci Asia Pacific che raggruppa i maggiori titoli dell'Estremo Oriente cede circa due punti percentuali, con Seul che cede oltre il 3%. Molto male anche Hong Kong, che perde oltre il 3% il peggior scivolone degli ultimi sei mesi, mentre Tokyo ha cercato di contenere i ribassi. Sul mercato giapponese, in particolare, pesano i cali della Tepco (-5,03%) e del gruppo automobilistico Isuzu, mentre qualche acquisto si registra tra i gruppi del cemento. Inferiore al punto percentuale il ribasso delle Borse cinesi, mentre molto male è andata anche a Sidney, dove sono quotati diversi titoli che possono anticipare l'avvio dei loro settori in Europa. Deboli sul mercato australiano soprattutto i grandi gruppi delle materie prime e le società dei macchinari industriali, che hanno accusato il forte calo degli ordini nel comparto in Giappone. Segno che la ripresa, anche in Asia, è lontana e incerta.

 

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LA SITUAZIONE GRECA

"La vicenda Grecia è stata gestita malissimo" e "l'Europa ancora adesso forse pretende cose impossibili". Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nel corso di Uno mattina. In ogni caso, ha proseguito, "credo che l'euro possa reggere anche senza Atene: è un fatto acquisito o quanto meno un'ipotesi molto ragionevole". Secondo Passera, invece, "bisognerebbe aiutare la Grecia a uscire da questa situazione". Tornando sulla gestione della crisi a livello internazionale, il ministro ha poi sottolineato che il problema "era relativamente piccolo, rappresentava pochissimi punti percentuali del pil europeo", invece "é stato gestito malissimo" e l'Europa "ancora adesso forse pretende cose impossibili, dopo i grandi sacrifici che i greci hanno pagato". Comunque, ha concluso, "non è in discussione la credibilità dell'euro". "Non si può rinegoziare il piano di aiuti" per la Grecia. Lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble. "E' un programma studiato in modo molto dettagliato e non si può rinegoziare". Già ieri, al termine dell'Ecofin a Bruxelles, il ministro tedesco aveva dichiarato che il voto anticipato in Grecia "non cambia la situazione" e Atene deve "attuare il suo programma per rimanere nell'euro", come è "nella volontà della maggioranza dei suoi cittadini". La Banca Centrale Europea ha ridotto drasticamente gli aiuti finanziari alle banche greche negli ultimi mesi. Secondo quanto scrive il quotidiano olandese Het Financieele Dagblad, l'Eurotower ha più che dimezzato l'iniezione di liquidità nelle banche elleniche dai 73 miliardi di gennaio. La decisione di Francoforte di ridurre il sostegno finanziario é dovuta al fatto che in Grecia non è in corso nessuna ricapitalizzazione delle banche, aggiunge il giornale.

 

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ARRESTATI FALSI INVALIDI

I carabinieri del comando provinciale di Napoli stanno seguendo un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 56 falsi invalidi. Sono accusati di truffa aggravata ai danni dello Stato, contraffazione di sigilli, falsità materiale e ideologica e distruzione di atti. Sono stati sequestrati 16 appartamenti, tre terreni, 170 conti e depositi bancari e 100 automezzi. A 52 degli arrestati sono stati concessi gli arresti domiciliari; quattro sono stati chiusi nel carcere di Poggioreale. Le indagini che hanno portato all'operazione sono cominciate nel 2009, affidate alla Sezione reati contro la Pubblica Amministrazione della procura della Repubblica di Napoli con un apposito pool costituito da tre magistrati. Fino ad ora tali indagini hanno consentito l'arresto di 287 persone ed il sequestro di beni mobili ed immobili per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro. Le indagini che hanno portato agli arresti di oggi hanno permesso di verificare il coinvolgimento anche di persone in qualche modo collegate alla criminalità organizzata nella truffa ai danni dell' Inps, facendo emergere l'ipotesi che i proventi delle false pensioni di invalidità possano costituire un ulteriore canale di approvvigionamento economico a favore di persone direttamente o indirettamente collegate a gruppi camorristici. Tale dato è stato confermato anche da una recente sentenza di condanna del Tribunale di Napoli a otto anni di reclusione di alcune persone - organiche ad un clan camorristico radicato nel centro storico di Napoli - arrestate nel febbraio 2011, che agivano quali procacciatori di falsi invalidi. I destinatari della misura cautelare emesse dal gip ed eseguite oggi dai carabinieri sono persone che, mediante falsa documentazione, hanno indebitamente ottenuto pensioni di invalidità, comprensive di indennità di accompagnamento, causando all'Inps un danno quantificato in oltre 2 milioni di euro. Nel corso delle indagini si è verificato anche un tentativo di ostacolare l'attività degli inquirenti, realizzato mediante la distruzione di documentazione medica e amministrativa contraffatta. Anche Patrizia Ferriero ed Assunta Stolder, rispettivamente moglie e sorella del boss della camorra del quartiere Forcella, Raffaele Stolder sono tra le persone alle quali i carabinieri hanno notificato questa mattina ordinanze di custodia cautelare nell'ambito dell'inchiesta sui falsi invalidi. Dalle indagini, coordinate dal pm Giancarlo Novelli, è emerso che entrambe, da diversi anni, percepivano pensione di invalidità ed indennità di accompagnamento, dal momento che risultavano affette da gravi disturbi psichici. A Patrizia Ferriero, arrestata nei giorni scorsi per associazione camorristica, la misura cautelare è stata notificata in carcere. La cognata, invece, ha avuto il beneficio degli arresti domiciliari. Ferriero è la madre di Nunzia Stolder, eletta negli anni scorsi nelle lsite del Pdl nel consiglio circoscrizionale del quartiere San Lorenzo Vicaria.

 

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SPENDING REVIEW

"Sicuramente è possibile ci siano dei tagli sulla spesa sanitaria. Per quanto riguarda le auto blu che sono di mia competenza abbiamo previsto un risparmio calcolabile in 350 milioni". Così il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi rispondendo a chi gli chiedeva se vosse vero che i maggiori introiti previsti dalla spending review arriveranno da tagli alla sanità e dal taglio delle auto blu. Secondo altre ipotesi dal primo resoconto di spesa, che il commissario Enrico Bondi dovrà presentare in settimana a Monti, dovrebbe risultare che la parte più consistente dei 4,2 miliardi di risparmi previsti dalla spending review dovrebbe derivare per 3 miliardi dalla riorganizzazione degli appalti. Il ministero della Funzione Pubblica ha istituito una task force per il monitoraggio delle consulenze esterne delle pubbliche amministrazioni sull'esempio del monitoraggio sulle auto blu. Lo ha annunciato Patroni Griffi prima di un'audizione in commissione finanza alla Camera. Della Task Force faranno parte la Corte dei Conti, l'ispettorato delle finanze e l'ispettorato della funzione pubblica. I dati sui distacchi sindacali "non lasciano indifferenti. Stiamo riflettendo su questo aspetto con il professor Amato che deve approfondire il tema del finanziamento a partiti e sindacati". Così il ministro della Funzione Pubblica commentando la relazione della Corte dei Conti sul lavoro nel settore pubblico diffusa ieri. I distacchi, ha spiegato, potrebbero essere configurati come "finanziamento indiretto ai sindacati".

 

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LETTERA MINATORIA

Una lettera con minacce al presidente di Equitalia Sud è arrivata questa mattina nella redazione centrale del quotidiano 'Calabria Ora'. La busta è stata lasciata nella cassetta delle lettere. All'interno c'erano i fogli con l'intestazione del Nucleo Olga, Federazione anarchica informale Fronte rivoluzionario internazionale. ''Fai Calabria - si legge nella lettera - avvisa che Equitalia Sud sarà oggetto di attenzione nella persona del suo presidente, becero uomo d'affari e servitore del potere economico''. Gli anarchici proseguono: ''La riscossione in Italia è divenuta una ruberia al popolo che sarà segnata con il marchio della vita, ma questa volta vi avvisiamo prima, una serie di provvedimenti contro il popolo sono stati la causa del fallimento sociale e ci ha 'obbligati' a militare sul campo di battaglia''. ''La Signora, ministro Cancellieri - si legge nella lettera - ha detto che se si attacca Equitalia è come attaccare lo Stato, quindi attaccheremo lo Stato anche attraverso Equitalia fin quando lo Stato non cambierà marcia a tutela il Popolo, gli Operai e le Imprese''. Ogni altro suicidio per la crisi, prosegue il testo, ''è ritenuto un omicidio di Stato'' e sarà ''punito con il marchio della vita sino ad elevare il livello a ricordo della vita''. I terroristi nel testo scrivono che lo Stato potrebbe ''modificare il Durc facendolo divenire strumento di compensazione tra Stato e Imprese che si vedono fallite proprio perché tale documento, il Durc, non è più regolare per forza di cose, potrebbe anche eliminare tale documento in blocco''. ''Diciamo - si legge ancora - a Monti che lui è uno dei 7 rimasti e che il Popolo non ha nessun interesse a rimanere in Europa, a salvare le banche, a saldare i conti di uno Stato che ha sperperato per conto proprio, nessun interesse ad acquistare aerei a propulsione nucleare, ad avere Maserati blindate, nessun interesse a pareggiare un bilancio di chi dopo 60 mesi va in pensione milionaria, il Popolo ci ha dato mandato e sacrificheremo anche le nostre vite per la causa giusta''. La missiva termina con la frase ''Lunga vita alla cospirazione delle cellule di fuoco, lunga vita alla Fai/Fri, viva l'anarchia''.

 

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HOLLANDE INCONTRA LA MERKEL

"Francia e Germania hanno la volontà di lavorare insieme per i due paesi e per l'Europa intera". Lo ha dichiarato Francois Hollande (nella foto) nel corso della conferenza stampa con Angela Merkel. "Conosciamo le responsabilità che sono le nostre come francesi e tedeschi e cercheremo di trovare le soluzioni ai problemi esistenti", ha detto la cancelliera tedesca. Che riguardo la Grecia ha ribadito: "Auspichiamo che la Grecia resti nell'Euro, e una maggioranza di greci ha lo stesso desiderio". E assicura: "Con Hollande siamo d'accordo, la Grecia deve far parte dell'Ue". Hollande è stato accolto con gli onori militari al suo arrivo a Berlino. Una breve cerimonia che ha preceduto il colloquio tra il presidente francese e il cancelliere Angela Merkel.

 

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TROPPI VEICOLI IN ITALIA

Se l'Italia avesse messo in campo, nel decennio 2001-2010, politiche di miglioramento dell'accessibilità stradale, il modo in cui i centri urbani sono collegati alla rete nel suo complesso, tali da allineare il sistema-paese all'andamento dello stesso indicatore in Germania, si sarebbe registrato un incremento del Pil pari a 142 miliardi di euro. La perdita è stata calcolata dall'ufficio studi di Confcommercio e pubblicata nel Libro Bianco sui Trasporti e le Infrastrutture presentato oggi. Con un parco veicoli circolante di 41,4 milioni di unità l'Italia ha un record mondiale ed europeo per densità in rapporto alla propria rete stradale. E' quanto emerge dal Libro bianco su Trasporti e Infrastrutture presentato oggi da Confcommercio in cui si afferma che l'aumento, rispetto al 1970, è stato del 271%, a fronte di una crescita dell'intera rete stradale del paese del 34%. Si dunque è passati da 81 a 225 veicoli per ogni km di strada disponibile. Sul fronte infrastrutturale, si legge nel documento, l'Italia ha una densità autostradale di 2,2 km ogni 100 km quadrati rispetto a 5,5 di Olanda, Belgio e Lussemburgo, 3,6 della Spagna e 2,7 della Germania. Aspettano di essere realizzate o completate da quasi mezzo secolo: sono le cosiddette 'incompiute', un gruppo di 27 infrastrutture viarie cominciate e mai portate a termine. Tutte insieme valgono 31 miliardi e hanno accumulato ritardi che variano da un minimo di 5 anni (la terza corsia dell'A11 in Toscana e il prolungamento dell'A27 in Veneto) a un massimo di 50 (il tunnel Rapallo Fontanabuona in Liguria e la trasversale Fano-Grosseto in Toscana). Lo dice il Libro Bianco su Infrastrutture e Trasporti di Confcommercio. La velocità media attuale nei maggiori centri urbani italiani ricorda da vicino quella raggiunta alla fine del '700: oscilla intorno ai 15 km/h e scende fino a 7-8 km/h nelle ore di punta. È quanto afferma il Libro bianco sui Trasporti e le Infrastrutture presentato oggi da Confcommercio che nel capitolo 'Il Bel Paese congestionato' afferma che si tratta di uno dei sintomi più macroscopici del 'congestionamento' delle reti urbane e metropolitane italiane. Tra gli indicatori maggiormente utilizzati per misurare la congestione ci sono l'accessibilità, che analizza il modo in cui i singoli nodi (come i centri urbani) sono collegati alla rete nel suo complesso, e la connettività, che esamina gli spostamenti all'interno delle aree designate dai singoli nodi. La connettività media nelle province italiane evidenzia decrementi medi che oscillano tra il 20 e il 30%, con trend di peggioramento medio nel decennio di osservazione (2001-2010) del 2,5% all'anno in termini relativi; l'accessibilità ha fatto segnare nello stesso periodo un calo costante in tutte le regioni italiane: dal 19,4% perso in Abruzzo (massima performance negativa) all'1,5% perso in Sicilia. La media nazionale evidenzia un peggioramento del 15%, che appare particolarmente grave se rapportato ai trend positivi registrati invece tra i principali competitor europei, Germania in primis.

 

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IMMATRICOLAZIONI IN CALO

Ad aprile la domanda di nuove auto nella UE è stato negativa per il settimo mese consecutivo, con 1.017.912 immatricolazioni pari a un calo del 6,9% rispetto allo stesso mese dello scorso anno. Lo comunica l'Acea, l'Associazione delle case costruttrici che operano in Europa. Dall'inizio dell'anno, il mercato dell'Ue si è ridotto del 7,5%, rispetto allo stesso periodo di un anno fa, con un totale di 4.332.342 nuove registrazioni. Risultati negativi sulle immatricolazioni di nuove auto a marzo si sono registrati in Italia (-18%), Francia (-1,9%) e Spagna (-21,7%), mentre il Regno Unito (+3,3%) e Germania (+2,9%) hanno registrato una performance migliore rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Da gennaio ad aprile, le performance nei vari paesi restano contrastanti: quello tedesco (+1,8%) e quello britannico (+1,4%) si confermano in crescita mentre quello spagnolo è sceso del 7,0%, così come Italia (-20,2%) e Francia (-17,5%). Quanto al gruppo Fiat ha immatricolato nei 27 paesi Ue oltre a quelli aderenti all'Efta 75.426 vetture, per una quota del 7,1% (era del 5,4% a marzo), in calo dell'11,3% rispetto a un anno fa. Nei primi quattro mesi dell'anno le immatricolazioni del Lingotto sono oltre 293mila (-17,9%) con una quota del 6,5%. Per quanto riguarda il marchio Fiat le auto immatricolate in Europa ad aprile sono state 54.500 (-10,9%), per una quota del 5,2%. Sono oltre 9.342 le Lancia/Chrysler immatricolate nell'ultimo mese (+8,1%) e 8.704 le Alfa Romeo (-31,3%). Prosegue la crescita di Jeep in Europa che ad aprile ha immatricolato 2.308 auto (+31,9% rispetto allo scorso anno). Quanto a Ferrari e Maserati hanno immatricolato, complessivamente, ad aprile 434 auto. Per quanto riguarda il marchio Fiat "nonostante il calo del mercato penalizzi soprattutto il segmento delle city car, dove Fiat è particolarmente forte, Panda e 500 -rileva la società- si confermano ancora una volta le vetture più vendute del segmento A. Oltre 17mila le Panda immatricolate in aprile per una quota del 17,8% del segmento. Alle sue spalle la 500, con 12.500 vendite e il 12,8% di quota. Bene anche Punto e Freemont, tra le top ten dei loro segmenti così come Qubo e Doblò lo sono tra i multispazio''. Per Lancia/Chrysler ''il marchio -sottolinea il Lingotto- ottiene risultati di rilievo in tutte le principali nazioni europee. Oltre all'Italia, dove raggiunge una quota del 5,8%, in crescita rispetto all'anno scorso di 0,9 punti percentuali, Lancia/Chrysler in Germania aumenta i volumi dell'82,6%, in Francia del 120,5% , nel Regno Unito (dove lo scorso anno il brand era presente solo con Chrysler) addirittura del 1.105,6% e raggiunge lo 0,2% di quota. Bene anche in Spagna, dove migliora la quota di 0,1 punti percentuali e si attesta allo 0,3%".

 

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DECRETO FORNERO

Il decreto sui lavoratori esodati è pronto e riguarda una platea di 65 mila persone. Lo ha detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ai sindacati nel corso dell'incontro al ministero del Lavoro. Il decreto interministeriale, secondo quanto riferiscono i sindacati, conferma che saranno salvaguardati i lavoratori esodati che hanno fatto un accordo con l'azienda e che raggiungeranno i requisiti per accedere alla pensione con le vecchie regole entro il 2013. Il vincolo delle risorse "non può essere messo in discussione": così il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, al tavolo sugli esodati, confermando che saranno salvaguardati in 65mila. Per quelli che sono fuori "si vedrà. Mi prendo - avrebbe detto secondo partecipanti alla riunione - tutta l'impopolarità di un provvedimento impopolare". Sotto il profilo "dell'attenzione ai segmenti più deboli, forse siamo in ritardo". Lo ha detto il ministro del Lavoro Elsa Fornero parlando all'assemblea delle Confcooperative. “Ammetto una qualche mia responsabilità - ha detto ancora Fornero - è mancata forse una maggiore attenzione a quelli che sono i più sofferenti nel Paese". Il governo, ha spiegato ancora, ha puntato sul rigore necessario per uscire dalla crisi pensando a una crescita a breve "che non si è avuta e si è pensato che ci sarebbe stata più attenzione ai segmenti più deboli". Via libera della commissione Affari Costituzionali della Camera all'emendamento dei relatori, Gianclaudio Bressa (Pd) e Peppino Calderisi (Pdl), alla proposta di legge sui controlli e finanziamenti dei partiti, che innalza dal 33% al 50% il taglio della rata dei rimborsi elettorali prevista per luglio. “I partiti" che "intendano concorrere alla ripartizione dei rimborsi" sono tenuti a dotarsi di un atto costitutivo e di uno statuto, trasmessi al presidente del Senato e a quello della Camera". Lo prevede un emendamento dei relatori alla proposta di legge sui partiti in discussione in commissione Affari Costituzionali alla Camera. Atto costitutivo e statuto sono in forma di "atto pubblico" e devono indicare "l'organo competente ad approvare il rendiconto di esercizio" e la "gestione economico-finanziaria".

 

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GUAI PER MONTE DEI PASCHI

Una cinquantina di finanzieri si sono presentati questa mattina, prima dell'apertura degli uffici, a Rocca Salimbeni, sede di Banca Monte dei Paschi di Siena. Secondo quanto si appreso, dopo aver chiesto a tutti i dipendenti in arrivo l'ufficio di appartenenza, gli uomini della Gdf si sarebbero spostati negli uffici finanziari. L'inchiesta della procura di Siena, che questa mattina ha determinato l'accesso della Guardia di finanza nella sede del Monte dei Paschi riguarda presunti reati di aggiotaggio e ostacolo agli organi di Vigilanza. L'apprende l'Ansa da fonti contattate a Siena. L'abitazione e l'ufficio senese dell'ex presidente della banca Mps Giuseppe Mussari, ora presidente dell'Abi, sono stati perquisiti questa mattina dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta sull'acquisizione di Antonveneta. Lo apprende l'ANSA da fonti qualificate. Mussari - viene ribadito - non è indagato. L'indagine su Banca Monte dei Paschi e in particolare sulla acquisizione di Antonveneta sarebbe partita nell'autunno scorso. È quanto si apprende da fonti investigative. In particolare uomini del gruppo valutario della Guardia di Finanza di Roma vogliono capire come il Monte abbia acquisito l'Istituto veneto ad un prezzo di 9,3 miliardi di euro, poi salito a 10,3 dall'Istituto spagnolo Santander che solo due mesi prima aveva pagato la stessa Antonveneta 6,6miliardi di euro. Stamani gli uomini della Gdf hanno perquisito anche l'abitazione senese dell'ex dg della Fondazione Marco Parlangeli. L'acquisizione di Antonveneta avvenuta da parte del Monte dei Paschi nel 2008. È questo il motivo, secondo quanto si apprende, che ha portato questa mattina ad un blitz della Gdf negli uffici della banca toscana. L'inchiesta è coordinata dalla Procura di Siena. L'accesso della Guardia di finanza nella sede del Monte dei Paschi è stato disposto dalla Procura della Repubblica di Siena che ha ordinato una serie molto estesa di perquisizioni, sia in uffici di istituti di credito collegati, sia nelle abitazioni di alcuni dirigenti della banca. Sulla vicenda vi è per il momento un rigoroso riserbo da parte degli investigatori. Stanno operando finanzieri del nucleo di polizia valutaria e del comando provinciale di Siena. Mediobanca è stata oggetto di una perquisizione della Guardia di Finanza come istituzione informata dei fatti in relazione a operazioni poste in essere dal gruppo Mps, nelle quali Mediobanca ha ricoperto insieme ad altre primarie istituzioni internazionali un ruolo tecnico connesso con la sua ordinaria operatività. È quanto si apprende da fonti vicine alla banca. Dopo il passaggio in asta di volatilità sull'emotività della notizia delle indagini della Procura di Siena, Monte dei Paschi di Siena è tornata alle normali trattative di Piazza Affari, con il titolo che cede il 6,70% a 0,23 euro. Ingenti ma non eccezionali gli scambi: al momento sono passate di mano 140 milioni di azioni Mps, contro una media quotidiana dell'ultimo mese di Borsa di 184 milioni di 'pezzi'. Sono almeno due gli indagati nell'ambito dell'inchiesta della procura di Siena sull'acquisizione di Antonveneta da parte di Mps. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati a esponenti di Mps. L'inchiesta sarebbe nata un paio di mesi fa su iniziativa degli investigatori senesi. Nell'inchiesta della Procura di Siena sull'acquisizione di Antonveneta da parte del Monte dei Paschi, sono indagati "alcuni dirigenti dell'istituto senese e di altre società di credito". Lo si apprende da fonti vicine all'inchiesta.

 

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CROLLA LA BORSA

Lo spread tra Btp e Bund supera i 410 punti base (413) con il rendimento del Btp decennale in rialzo al 5,64%. Il rendimento del Bund a 10 anni e' sceso sotto la soglia dell'1,50%, a 1,498%, per la prima volta dal 1989 in base alle serie storiche di Bloomberg. A nuovi minimi anche il tasso del quinquennale tedesco, sceso allo 0,518%. Lo spread tra i decennali spagnolo e tedeschi è vicino a quota 460 (457,8) e quello della Francia a 136,9. In attesa dell'avvio di Wall street cedono le Borse europee, tutte in forte calo e appesantite da Madrid, che perde il 3,5%, e da Milano, in calo di due punti percentuali. Le vendite seguono di pari passo la forte tensione sui titoli di Stato spagnoli e italiani, con i decennali che segnano aumenti dei loro rendimenti superiori ai 20 punti base e spread contro i Bund tedeschi in crescita evidente: il Btp decennale segna un differenziale sempre sopra quota 400. L'indice Stoxx 600, che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, perde oltre un punto percentuale e i cali più evidenti sono accusati dai titoli delle banche e dell'energia. Tiene il mercato finanziario di Atene, che oscilla attorno parità. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse europee: - Londra -1,25% - Parigi -1,21% - Francoforte -0,81% - Madrid -3,57% - Milano -2,03% - Amsterdam -1,15% - Stoccolma -0,79% - Zurigo -1,26%. Precipita ai minimi dal 2003 la Borsa di Madrid. L'indice di riferimento Ibex 35 cede in chiusura il 2,77%, scendendo a 6.812,70 punti, il livello più basso da ottobre 2003.

 

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MONTI ELOGIA BERLUSCONI

"Il governo precedente ha fatto molto in termini di riforme strutturali ma noi crediamo,così come lo credono i mercati e la Ue, che l'Italia ora debba fare di più".Lo ha detto Mario Monti a Firenze. "Credo che ci sia stata una forte continuità tra i vari governi italiani da molto tempo, da Prodi a Berlusconi ad altri",ha aggiunto il premier,  parlando della fiducia nell'integrazione europea. "Spero che nella scia di questa tradizione e con una rinnovata credibilità sulla volontà degli italiani di disciplinare il loro comportamento economico l'Italia - ha aggiunto Monti - saprà dare un aiuto a tutta la Ue a trovare rapidamente una via sostenibile e significativa per la crescita". Diciamo ad esempio che "per i prossimi tre anni gli investimenti per la broad band o l'agenda digitale vengono incoraggiati" perché "non andranno contati ai fini del Fiscal Compact". È la proposta lanciata a Firenze da Mario Monti, sottolineando che in questa ipotesi "non c'é proprio niente di elusivo della disciplina di bilancio". L'integrazione Ue non si può fermare "alle politiche di bilancio" ma deve "promuovere convergenze tra le economie" per una "più intensa e sostenibile crescita". "E tutto ciò richiede il superamento di ogni remora allo sviluppo dell'unione politica, assicurandone anche le indispensabili basi istituzionali". Così Giorgio Napolitano. "Oggi è la forza delle cose, degli stessi progressi già compiuti su quella strada e dei radicali mutamenti intervenuti nel quadro mondiale, a porci l'imperativo di un balzo in avanti dell'Europa unita, secondo l'originaria ispirazione democratica e federale". Nell'ambito della crisi l'Europa si sta muovendo "nella direzione giusta". Lo ha detto Fabrizio Saccomanni, direttore della Banca d'Italia, intervenendo al convegno 'The State of the Union' a Firenze. "Ci stiamo muovendo - ha proseguito - verso il rafforzamento delle azioni e della attività delle istituzioni europee: ciò permetterà di avere una flessibilità e una interoperabilità che consentirà alla Ue di far fronte alle crisi generate dai mercati finanziari globlali".

 

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GRECIA INGOVERNABILE

Alexis Tsipras (nella foto), leader della Coalizione delle Sinistre radicali (Syriza), impegnato in una serie di colloqui con gli altri partiti greci nel tentativo di formare il governo, ha chiesto un incontro con il neo presidente francese Francois Hollande. Lo riferiscono le radio ateniesi. "Abbiamo chiesto un incontro con Hollande giovedì o venerdì in occasione della visita a Parigi di Tsipras per colloqui con il leader della sinistra radicale francese Jean-Luc Mélenchon", ha spiegato un portavoce di Syriza. ''Se la Grecia decide di uscire dall'euro, non possiamo costringerla''. A dirlo è il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, secondo l'agenzia Bloomberg. ''Saranno loro - dice Schaeuble - a decidere se restare o no''. L'ipotesi che la Grecia voglia rinegoziare i termini del pacchetto di aiuti ricevuto dall'Europa rischia di causare una ''incertezza catastrofica''. Tutti gli occhi sulla Grecia, dove la situazione sta degenerando aumentando i rischi per l'euro. Gli investitori e Wall Street fanno i conti su un'eventuale uscita di Atene dall'area euro: l'impatto sarebbe pesante. Lo afferma il Wall Street Journal, sottolineando che ''se le prospettive di un'uscita della Grecia aumentassaro sarebbe difficile fermare una fuga dalla periferia dell'Europa. Un'uscita metterebbe in dubbio i contratti in euro, con conseguenze sull'economia reale, non solo sul mercato finanziario''. Ma - mette in evidenza il Wall Street Journal - ci sono motivi forti per far restare la Grecia nell'area euro, almeno nel breve termine. ''Lasciare l'euro è difficile per la Grecia: anche se Atene smettesse di ripagare il proprio debito, il governo si troverebbe in ogni caso a spendere più di quanto sia nelle sue possibilità. Il salvataggio è l'unica voce che consente al governo di Atene di andare avanti e senza la Grecia non avrebbe altra scelta che imporre i dolorosi tagli contro i quali i greci si sono schierati''. A questo si aggiunge il fatto che il salvataggio ha lasciato i governi europei, la Banca Centrale Europea (Bce) e il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) come principali creditori della Grecia. ''Lasciare uscire la Grecia significherebbe assumersi perdite''.

 

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AGENZIA DELLE ENTRATE OCCUPATA

Centinaia di operai della Fiat hanno occupato la sede dell'Agenzia delle Entrate a Termini Imerese. Gli operai della Fiat e delle aziende dell'indotto hanno deciso di occupare a oltranza l'Agenzia delle Entrate di Termini Imerese. "Non ce ne andremo da qui fino a quando non sarà trovata una soluzione per i 2.200 lavoratori, compresi i 670 esodati per i quali il governo deve subito intervenire", dice il segretario della Fiom di Palermo, Roberto Mastrosimone. L'Agenzia è stata occupata stamattina dopo un'assemblea davanti i cancelli della Fiat. Tra i lavoratori c'è molta tensione. Il blitz è scattato alla fine dell'assemblea organizzata da Fim, Fiom e Uilm davanti ai cancelli dello stabilimento, dove la produzione è ferma dallo scorso dicembre. Il passaggio della fabbrica alla Dr Motor di Massimo Di Risio non è stato ancora perfezionato per le difficoltà dell'imprenditore ad ottenere fondi dalle banche per capitalizzare la società. Sono complessivamente 2200 gli operai che temono per il proprio futuro, tra questi ci sono 600 ''esodati'' in attesa delle decisioni del ministro del Lavoro Elsa Fornero.

 

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SUICIDIO IN REGIONE A BOLOGNA

Choc a Bologna. Il consigliere regionale e comunale Maurizio Cevenini (nella foto con Bersani), 58 anni, ex candidato sindaco del Pd e recordman in Italia per celebrazioni dei matrimoni civili, è morto suicida gettandosi dal palazzo dell'assemblea legislativa. Stava male da tempo, era molto depresso, secondo quanto si è appreso. Cevenini si ritirò il 25 ottobre 2010 dalla corsa per la poltrona di primo cittadino a Bologna in seguito ad un attacco ischemico. Sarebbero diversi i biglietti che Cevenini avrebbe lasciato prima di suicidarsi. È molto probabile che il suicidio sia stato compiuto ieri in serata o nella notte, visto che la sua macchina è rimasta parcheggiata nel parcheggio sotterraneo e non risulterebbero accessi in mattinata. Ora la famosa smart bianca con le bande rossoblu, come i colori del Bologna, è stata portata nel piazzale della Regione, guidata da un agente. Ieri Cevenini aveva partecipato alla seduta dell'Assemblea legislativa. "Pensate a mia moglie e mia figlia", ha scritto in uno dei biglietti lasciati sulla propria scrivania prima di lanciarsi dall'alto, probabilmente proprio dal suo ufficio di consigliere segretario nell'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea legislativa dell'Emilia-Romagna. Da lì si sarebbe gettato nel vuoto, cadendo sul tetto di una palazzina rialzata sul retro dell'edificio. Gli accertamenti sulla vicenda sono condotti dalla polizia: uno degli elementi da capire è se Cevenini abbia passato la notte nel palazzo.  Il corpo sarebbe stato trovato infatti da una guardia giurata poco prima delle 8. Ieri sera Maurizio Cevenini è stato atteso, invano, ad una festa dei club dei tifosi del Bologna. All'Estragon doveva, com'era solito fare, visto che era uno 'specialista' del genere, condurre una lotteria di beneficienza. C'erano circa 500 persone e una decina di calciatori della squadra. "Verso le 21.15 - racconta Matteo Fogacci, giornalista sportivo che poi l'ha dovuto sostituire come battitore - lo abbiamo chiamato e ci ha risposto che sarebbe arrivato in un quarto d'ora. Ma poi non si é visto. L'ho richiamato alle 22.30 perché dovevamo cominciare, ma da quel momento non ha più risposto". "Apprendo con sgomento la tragica notizia. Lo ricordo come un uomo animato da passione civile e politica, pieno di energie e molto amato dalla sua città", afferma Massimo D'Alema.  Cevenini era "davvero un pezzo importante della nostra città. Era la personificazione di una politica aperta e serena. Si era sempre messo a servizio degli obiettivi comuni", fa sapere l'ex presidente del Consiglio, Romano Prodi. "Notizia sconvolgente, non riesco a crederci", commenta il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. "È una notizia che mi sconvolge. È un colpo all'intero PD, non solo in Emilia Romagna ma a livello nazionale. Cevenini era un uomo nato e cresciuto tra la gente che aveva una popolarità altissima, pari all'amore che riceveva dalle persone", commenta Francesco Boccia (Pd). "Sono molto triste per Maurizio Cevenini, un bolognese doc, un serio amministratore, un grande tifoso del Bologna. Che vuoto, addio...", ha scritto su Twitter il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. Cordoglio espresso anche dall'Idv. Il Comune di Bologna ha esposto la bandiera a lutto. A Palazzo d'Accursio gli appuntamenti della giornata sono stati annullati. Gli sguardi di tutti sono increduli e tristi. Il sindaco Virginio Merola, a Roma per impegni istituzionali, ha deciso di rientrare al più presto. Alcuni in Comune l'avevano visto di recente e ricordano un Cevenini un po' spento, con meno sprint del solito. Anche presso la sede della Provincia la bandiera è a lutto. Dopo la tragica notizia il Pd ha deciso di annullare la manifestazione al Pantheon promossa in occasione della Giornata dell'Europa  e prevista per oggi pomeriggio.

 

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FISCO

Italia e Svizzera hanno aperto un dialogo per affrontare "i diversi temi finanziari e fiscali". Lo rende noto il Ministero del Tesoro. Durante un colloquio bilaterale "si è discusso del modello di convenzione sulla regolarizzazione dei valori patrimoniali detenuti in Svizzera da non residenti". Risolta la questione dei frontalieri. Le discussioni hanno riguardato l'accesso ai mercati finanziari, le black list esistenti, la revisione della Convenzione bilaterale per evitare le doppie imposizioni (anche con riferimento allo scambio di informazioni) e l'accordo relativo all'imposizione dei lavoratori frontalieri. Le parti - informa il Tesoro - hanno convenuto l'istituzione di un gruppo di pilotaggio che si riunirà il 24 maggio 2012. Risolto il blocco dei ristorni dei frontalieri e il relativo ordine di pagamento in favore dell'Italia è stato dato. "Prossimamente" il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti avrà un incontro di lavoro con la Presidente della Confederazione Svizzera Eveline Widmer-Schlumpf su temi finanziari e fiscali. Oggi il consigliere diplomatico del Ministro dell'Economia e delle Finanze, Carlo Baldocci e il segretario di Stato del Dipartimento Federale delle Finanze svizzero, Michael Ambùhl, hanno tenuto un colloquio preparatorio "anche alla luce dei recenti sviluppi a livello di Unione Europea".

 

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LA FESTA DEI LAVORATORI

Un 1 maggio all'insegna della crisi tanto che c'è chi azzarda anche un possibile parallelo tra la situazione odierna e quella della Grande Depressione americana. Si allunga la lista dei suicidi per la perdita del lavoro o per i fallimenti, dovuti alle difficili condizioni economiche. A Napoli ieri un portinaio si è tolto la vita, dopo aver ricevuto la lettera di licenziamento, mentre a uccidersi il giorno prima era stato un imprenditore nel nuorese. Meno di una settimana fa è stata la volta di un immobiliarista al Vomero. A togliersi la vita, denuncia la Cgia di Mestre sono sempre più anche gli imprenditori. Sono stati i 23 suicidi tra gli appartenenti a questa categoria dall'inizio di quest'anno. Dal rapporto mondiale dell'Ilo, l'agenzia specializzata sul lavoro dell'Onu, arriva poi un nuovo allarme disoccupazione per l'Italia. Ha raggiunto il 9,7% nel quarto trimestre 2011 e, soprattutto, il tasso reale potrebbe essere più alto vista la massa di lavoratori in cassa integrazione. La disoccupazione in Italia, certifica l'Ilo, raggiunge nel quarto trimestre 2011 il livello più alto dal 2001, al 9,7%. Ma ''il tasso reale potrebbe essere più alto", perché ai quasi 2,1 milioni di disoccupati si aggiungono 250mila lavoratori in cig''. Le categorie più colpite sono quella dei giovani e quella dei disoccupati di lunga durata. La disoccupazione giovanile, salita al 32,6% durante il 4° trimestre del 2011, è più che raddoppiata dall'inizio del 2008. Allo stesso modo, i disoccupati di lunga durata rappresentano il 51,1% del totale dei disoccupati durante il 4° trimestre del 2011. Inoltre, prosegue l'Ilo, molti lavoratori escono completamente fuori dal mercato del lavoro: nello scorso anno, il tasso dei lavoratori che non cercano più lavoro ha raggiunto il 5% del totale della forza lavoro. Il numero dei Neet (giovani che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi di formazione) ha raggiunto il livello "allarmante" di 1,5 milioni. Crescono anche le pratiche riguardanti cittadini italiani che partono dai tavoli dei volontari di Avvocato di Strada, l'associazione non profit che offre assistenza legale ai senza fissa dimora. Il dato emerge dal convegno 'I diritti al tempo della crisi' in seno al quale l'associazione ha presentato il rapporto annuale delle proprie attività. "Durante il 2011, - afferma Antonio Mumolo, presidente e fondatore di Avvocato di Strada - sono state aperte dai nostri avvocati volontari 2360 pratiche. Nei dodici mesi precedenti le pratiche erano state 2212: un incremento dovuto a fattori diversi, fra cui senza dubbio la crisi economica che ha indebolito ulteriormente categorie già fragili e ne ha create di nuove". Dai dati globali emerge una prevalenza delle persone di origine extra-comunitaria (1392 pratiche, il 59% del totale), ma sono ancora in crescita gli italiani, che sono stati 732, pari al 31% del totale: erano stati 395 nel 2008. In crescita anche il numero delle pratiche che riguardano donne finite in strada e che sono state 779, pari al 33% del totale".

 

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I TAGLI DEL GOVERNO

Dovrà avere una fiera determinazione il commissario straordinario del governo, spalleggiato dal Comitato di revisione, per portare a termine nella maniera più efficace il progetto della spending review. Quale che sarà l'impatto finale del taglio alla spesa pubblica (secondo le stime del governo 4,2 miliardi per il 2012), l'operazione dovrà passare tra le forche caudine dei partiti, tutti pronti a muovere osservazioni nei confronti di questa iniziativa del governo. Per rendere operativa la spending review, il governo si appresta a varare un decreto legge con cui verrà nominato il commissario straordinario. Che, su proposta del ministro Piero Giarda, sarà Enrico Bondi e si occuperà solo del capitolo 'beni e servizi'. Queste, a quanto si apprende, le decisioni prese dal consiglio dei ministri. Il capitolo beni e servizi nel 2011 è stato pari a 140 miliardi di euro, tra spese dello stato centrale e degli enti. Il commissario, si legge nella bozza del provvedimento, dovrà definire il ''livello di spesa per l'acquisto di beni e servizi'' e ne coordina l'attività di acquisizione. Inoltre dovrà presentare un cronoprogramma, potrà chiedere informazioni alla pubblica amministrazione, dovrà disporre ispezioni ad opera della Ragioneria generale dello stato e dovrà segnalare al Cdm le attività suscettibili di soppressione. Il provvedimento prevede il rispetto obbligatorio dei parametri Consip per gli acquisti. Per il coordinamento generale delle attività di spending review è costituito ''il comitato dei ministri per la revisione della spesa pubblica'' che sarà presieduto dal presidente del consiglio dei ministri, dal ministro delegato per il programma di governo, dal ministro della pubblica amministrazione, dal viceministro dell'economia, dal sottosegretario della presidenza del Consiglio dei ministri. Il comitato, che sarà costituito presso il ministero delegato per il programma di governo, avrà il compito di ''analizzare la struttura della spesa pubblica, nelle diverse amministrazioni e con la finalità di proporne a razionalizzazione e la riqualificazione''. Sempre nella bozza si legge che i ministeri dovranno presentare la loro relazione sui tagli di spesa entro il 31 maggio di quest'anno. Ma la questione dei tagli agita i partiti. Nei confronti della spending review, infatti, in queste ore si è andato formando un fronte abbastanza compatto che vede tutti gli schieramenti, di maggioranza e opposizione, impegnati in un 'pressing' sul governo e in particolare su Monti per dare ai tagli questa o quella direzione precisa. E' l'impostazione stessa dell'intervento, insomma, che ognuno rivendica a modo suo. Tra i più determinati, oggi, a fare sentire la propria voce è stato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, che ne ha parlato nel corso di un tour elettorale a Palermo. "Non credo proprio che ci siano margini per toccare la scuola nell'ambito della spending review. Forse si può parlare di riorganizzazione ma non di tagli, altrimenti ci diamo altre mazzate e pregiudichiamo la crescita. Diciamo da sempre che abbiamo una spesa pubblica squilibrata", ha chiarito Bersani. Il leader Pd ha indicato dove la forbice dovrebbe affondare: "Si può incidere sul settore della spesa della pubblica amministrazione, ad esempio l'acquisto di beni e servizi. Ma non si può tagliare su stato sociale o istruzione, sul lavoro e gli investimenti perché altrimenti crolliamo". Secondo Bersani sono altri i settori che devono mettere mano al portafogli: "Bisogna tassare le transazioni finanziarie, la finanza deve pagare per tutto ciò che ha prodotto". Le indicazioni dei democratici combaciano poco, però, con le priorità che il Pdl ha sottoposto al governo in fatto di tagli. "È chiaro che bisogna usare i bisturi e non l'accetta - ha premesso Fabrizio Cicchitto-. Mentre possono essere ridimensionate le spese inerenti il personale amministrativo, è necessario prestare molta attenzione a non tagliare le spese per quanto riguarda la sicurezza in quanto tale: quello che sta avvenendo in questi giorni, infatti, sta dimostrando che c'è una emergenza sicurezza rispetto alla quale i cittadini non possono essere lasciati da soli". Anche Futuro e libertà ha bacchettato il governo sulla spending review. Italo Bocchino ha subito contestato i termini massimi dell'intervento: "Se il governo taglia solo qualche miliardo di spesa pubblica non è spending review ma spending caress, una carezza al grande carrozzone della pubblica amministrazione che spende 800 miliardi all'anno tra le cui pieghe sono annidati clientelismo, sperpero e corruzione". Secondo il vicepresidente di Fli, "limitarsi a una sforbiciata dello 0,5% non serve granché e Futuro e Libertà insiste affinché si punti a un taglio di almeno 40 miliardi. La nostra proposta è dimezzare i finanziamenti a fondo perduto alle imprese, risparmiando oltre venti miliardi e trasformando il residuo in credito d'imposta, nonché tagliare i costi per gli acquisti di beni e servizi bloccandoli al 2009, risparmiando così altri 15 miliardi circa". Anche Francesco Rutelli ha la sua ricetta: bisogna intervenire "sulla pesa sanitaria delle Regioni, sono oltre 110 miliardi, e c'è una quota abbastanza significativa di sprechi -ha detto il leader dell'Api-. Si può anche tagliare sui fondi perduti per le aziende trasformandoli in credito di imposta, e nella finta formazione. Questi tre capitoli che comportano un accordo con le regioni potrebbero portare a risparmi importanti e dunque impedire che ci siano nuove tasse". Se questa è l'aria che tira nella maggioranza, figurarsi nell'opposizione: "Quella che sta facendo il governo è una spending review all'acqua di rose, giusto un ritocco di facciata, un buffetto sulle guance di qua e di là per non dare fastidio a nessuno. Non si fa quello che serve davvero, ovvero, agire sul cuore improduttivo e parassitario della spesa pubblica di questo Paese", ha spiegato Massimo Donadi. Secondo il capogruppo di Idv alla Camera, "bisogna agire con la scure su quei settori dove si è incrostata l'intermediazione della politica e dove si annidano sprechi e malaffare: la sanità, dove la spesa è aumentata del 50 per cento senza alcun vantaggio per i cittadini; le 7.000 aziende controllate dagli enti locali; tagli seri ai 7 miliardi di euro per le auto blu, ai 7 miliardi per le consulenze, ai 20 miliardi per la sanità e ai 60 miliardi di euro che ogni anno vengono bruciati dalla corruzione". E Oliviero Diliberto è amaro: "Se si volesse fare uno spending review vero, per far uscire l'Italia da questa crisi, bisognerebbe puntare su due questioni chiave: primo, cancellare i 30 miliardi di finanziamento a fondo perduto annuo alle imprese e secondo tagliare le spese per la difesa, a partire dall'acquisto dei cacciabombardieri. Ho la sensazione che invece sia l'ennesimo titolo dietro il quale si nasconderà un massacro verso le fasce deboli".

 

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AUMENTI INSOSTENIBILI

Sempre più caro il carrello della spesa per gli italiani. I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza, rileva l'Istat, registrano un aumento su base mensile dello 0,4% e il tasso di crescita tendenziale sale al 4,7% dal 4,6% di marzo. Per effetto soprattutto dei rialzi congiunturali dei beni energetici regolamentati (energia elettrica e gas), i prezzi dei prodotti a media frequenza d'acquisto subiscono forti rincari (+0,9%) e crescono su base annua del 2,9% (in lieve decelerazione dal 3,1% di marzo 2012). Dall'Istat arriva poi il dato sulla benzina. Con il prezzo che aumenta del 3,1% sul mese precedente e con il tasso di crescita tendenziale sale al 20,8% (in sensibile accelerazione dal 18,6% di marzo). Il prezzo del Gasolio per mezzi di trasporto segna un rialzo su base mensile dello 0,9% e cresce su base annua del 20,5% (dal 22,5% del mese precedente). Un rincaro congiunturale marcato si registra per il prezzo degli Altri carburanti (+4,4%), il cui tasso di variazione tendenziale accelera ulteriormente e sale al 12,5% (dal 7,7% di marzo). Infine, il prezzo del Gasolio per riscaldamento aumenta dello 0,3% sul mese precedente e del 10,1% su quello corrispondente del 2011 (era +11,7% a marzo)". Nel mese di aprile, secondo le stime preliminari, l'indice nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), comprensivo dei tabacchi, registra un aumento dello 0,5% rispetto al mese precedente e del 3,3% nei confronti di aprile 2011 (lo stesso valore registrato a marzo). L'inflazione acquisita per il 2012 è pari al 2,7%''. È quanto rileva l'Istat. ''L'inflazione di fondo, calcolata al netto dei beni energetici e degli alimentari freschi, resta al 2,3%. Al netto dei soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell'indice dei prezzi al consumo resta stazionario al 2,2% - continua l'Istat -.La stabilizzazione dell'inflazione è il risultato della stazionarietà (al 4,2%) del tasso di crescita tendenziale dei prezzi dei beni, accompagnato da un lieve rallentamento di quello dei servizi (2,2% dal 2,3% del mese precedente). Come conseguenza di questi andamenti, il differenziale inflazionistico tra beni e servizi aumenta di un decimo di punto percentuale rispetto al mese di marzo''. ''Sotto il profilo settoriale, nel mese di aprile i più rilevanti effetti di sostegno alla dinamica congiunturale dell'indice generale vanno imputati ai Beni energetici regolamentati e non regolamentati (rispettivamente +2,2% e +2,0%). Impatti significativi derivano, inoltre, dagli aumenti su base mensile dei prezzi dei Servizi relativi ai Trasporti (+1,3%) e dei Ricreativi, culturali e per la cura della persona (+1,2%)'', continua l'Istat. ''I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza registrano un aumento su base mensile dello 0,4% e il tasso di crescita tendenziale sale al 4,7% dal 4,6% di marzo. Per effetto soprattutto dei rialzi congiunturali dei beni energetici regolamentati (energia elettrica e gas), i prezzi dei prodotti a media frequenza d'acquisto subiscono forti rincari (+0,9%) e crescono su base annua del 2,9% (in lieve decelerazione dal 3,1% di marzo 2012) -conclude la nota-. Sulla base delle stime preliminari, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta dello 0,9% sul mese precedente e del 3,8% su quello corrispondente del 2011 (lo stesso valore di marzo)''. Sui dati lancia l'allarme il Codacons: ''Secondo le stime preliminari dell'Istat rese note oggi, ad aprile il rincaro annuo del cosiddetto carrello della spesa, cioè dei prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza, è stato del 4,7%, un valore ancora più alto del record del mese scorso. Tradotto in termini di costo della vita significa che una famiglia di 3 persone spenderà, per fare la spesa di tutti i giorni, 635 euro in più su base annua, mentre per una famiglia di 4 persone la stangata sarà di 686 euro all'anno''. È quanto scrive il Codacons in una nota. ''È evidente che aumentare ad ottobre l'Iva significherebbe una ulteriore spinta sui prezzi già alle stelle", concludono i consumatori. Inflazione in calo al 2,6% ad aprile nell'eurozona. È la stima flash diffusa da Eurostat, che ricorda che a marzo il tasso di inflazione annuale era stato del 2,7%.

 

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LA LEGA E STIFFONI

La posizione del senatore leghista Piergiorgio Stiffoni, autosospesosi venerdì dagli incarichi, al vaglio dei magistrati milanesi che indagano sull'ex tesoriere della Lega Francesco Belsito. Stando a quanto si apprende il senatore, attraverso il conto del gruppo del Carroccio aperto presso una sede della Bnl, avrebbe fatto operazioni sospette tra le quali emissione di assegni circolari e prelievo di contanti. Operazioni sulle quali anche l'Unità di Informazione Finanziaria di Bankitalia ha fatto delle segnalazioni. Le somme 'interessate' vengono definite rilevanti ma non ancora quantificate nel dettaglio. Tra il 2010 e il 2011, sul conto, sarebbero transitati tra i 3 e i 4 milioni di euro. Soldi frutto di rimborsi statali destinati al gruppo che assume così una funzione pubblica. Per questo l'ipotesi che gli inquirenti potrebbero fare nei prossimi giorni a carico di Stiffoni potrebbe essere quella di peculato. Per Stiffoni, intanto, è scattata l'espulsione dal Carroccio. "Abbiamo preso atto della autosospensione del senatore Stiffoni e il consiglio federale ha deliberato la sua cancellazione dal libro dei soci ordinari militanti il che equivale tecnicamente all'espulsione e Stiffoni quindi è fuori dal movimento", ha annunciato il triumviro Maroni al termine del consiglio federale tenutosi questo pomeriggio nella sede della Lega Nord di via Bellerio, Davanti ad uno scandalo che si allarga di giorno in giorno, Roberto Maroni assicura che ''fatta pulizia, ripartiremo più forti di prima''. Anche se, aggiunge l'ex ministro dell'Interno, ''capisco la reazione di chi legge sui giornali notizie che lo sconvolgono e dice di non fidarsi più di noi". "Ai leghisti confusi e delusi - afferma Maroni, intervenendo a Como a sostegno della campagna elettorale del candidato sindaco del Carroccio, Alberto Mascetti - voglio dire che capisco appunto la loro reazione, ma errare è umano. L'importante è stato reagire subito e noi lo abbiamo fatto. Si poteva reagire in due modi: o facendo finta di niente o aprendo le finestre e cambiando aria. Non chiedo la fede assoluta ai leghisti, ma chiedo loro di valutare attentamente quanto fatto in queste settimane dalla Lega.

 

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AMMINISTRATIVE COMMISSARIATE

Saranno 30, su 770 in totale, i Comuni che si presenteranno commissariati alle elezioni amministrative per precedenti dimissioni dei sindaci e crisi politiche locali. Tra questi anche tre capoluoghi di provincia: Brindisi, Parma e Catanzaro. Gli altri 27 Comuni commissariati sono Platì (RC), Pignataro Maggiore (CE), Ascoli Satriano (FG), Azeglio (TO), Simeri Crichi (CZ), Coriano (RN), Montegrotto Terme (PD), Villa Faraldi (IM), Scansano (GR), Lardirago (PV), Cavagnolo (TO), Acerra (NA), Pofi (FR), Lombriasco (TO), Spoltore (PE), San Salvo (CH), Carolei (CS), San Michele di Bari (BA), Luzzi (CS), Campodolcino (SO), Mazzano Romano (ROMA), Campolieto (CB), Saluggia (VC), Longiano (FC), Chivasso (TO), Alice Belcolle (AL), Cassinetta (MI).

 

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LA CRISI NEL LAVORO

Esplode la richiesta di ore di cig a marzo. Secondo la Cgil con poco meno di 100 mln di ore è il peggiore risultato degli ultimi 10 mesi. Le 99.722.546 ore di marzo segnano su febbraio un +21,63%. Da inizio anno oltre 455 mila lavoratori hanno subito un taglio del reddito per circa 908 mln di euro, pari a 1.900 euro per ogni singolo lavoratore. Il ministro Elsa Fornero ha proposto ai sindacati "un primo incontro per ricercare soluzioni quanto più condivise" sul problema degli esodati. La lettera, che non individua ancora una data, sottolinea il "comune interesse" a "collaborare per rassicurare i lavoratori interessati, evitando incresciose incomprensioni e fraintendimenti".Il ministro del Lavoro ha scritto una lettera di due pagine ai leader di Cigl, Cisl, Uil e Ugl. Affronta il tema degli esodati ma indica che un incontro "potrebbe costituire occasione utile anche per un esame della problematica connessa alle ricongiunzioni onerose", altro nodo sul fronte delle pensioni al centro della manifestazione unitaria dei sindacati della scorsa settimana. Elsa Fornero premette di aver già chiarito "come si sia arrivati, in sede tecnicà ha determinare il numero" degli esodati, che il ministero definisce "salvaguardati". Ed auspica "pertanto che ogni dubbio, alimentato da notizie e dati basati su elementi non omogenei né coerenti, possa essere stato fugato". Dubbi e incertezze, indica il ministro, sarebbero nati "dalla confusione tra tre platee ben distinte: quella appunto dei salvaguardati" e "la platea del tutto diversa dei lavoratori per i quali, in base ad accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011 fosse previsto, al termine di un percorso di fruizione di strumenti di integrazione reddituale (cig, mobilità) l'accesso al trattamento pensionistico". Per questa seconda platea, ribadisce il ministro, "il governo sta valutando l'adozione di specifici interventi, ai fini dei quali é indispensabile definire le caratteristiche e le reali dimensioni, in relazione anche all'arco temporale che separa ciascuno dei lavoratori dal raggiungimento dei requisiti pensionistici, da un lato, previgenti, e, dall'altro, introdotti dalla riforma. È evidente che in funzione di ciò vanno modulate le misure volte a garantire tutela reddituale per i casi di maggiore problematicità". Confido, dice il ministro, che "ove il lasso temporale che separa il lavoratore dalla pensione sia ampio non si debba ipotizzare il ricorso solo ad un accesso al trattamento pensionistico piuttosto che di prolungamento di integrazione salariale, quanto lavorare anche nella prospettiva di offrire nuove opportunità occupazionali in funzione dell'auspicata ripresa economica, così da evitare di disperdere professionalità utili". "Naturalmente", rileva il ministro del Lavoro, "ogni soluzione non potrà che essere ricercata in un quadro di compatibilità finanziaria, ancor più imposta dalla persistente situazione di difficoltà economica".

 

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LEGA NELLA BUFERA

Umberto Bossi è arrivato, a sorpresa, ad un incontro pubblico elettorale tenuto da Roberto Maroni a Besozzo, nel Varesotto. I due stanno parlottando tra loro e sorridendo dietro il palco del comizio. Oggi la Lega si compatta e torna la forza politica principale del Paese" ha detto Umberto Bossi, riferendosi all'incontro con Roberto Maroni. "Maroni - ha proseguito il Senatur – è il bene della Lega: Io voto per il bene della Lega -  ha proseguito e - e lui è il bene della Lega". Roberto Maroni ha detto che "il rilancio è già avvenuto alla serata dell'orgoglio leghista a Bergamo: da lì è ripresa l'attività politica della Lega insieme alle pulizie, unico partito, che stiamo facendo e che continueremo a fare finché non sarà sistemato tutto". La Lega Nord - ha proseguito Maroni parlando dei progetti di Angelino Alfano e Pier Ferdinando Casini - è "l'unico punto fermo nel panorama politico italiano, perché la Lega Nord é e rimarrà la Lega Nord". Quanto agli altri partiti che si stanno rinnovando "é un casino".  "Casini - prosegue -  disfa e fa un nuovo partito e non si sa che partito farà", ha risposto il triumviro leghista a chi gli chiedeva se si possa in futuro dialogare con le nuove formazioni. Alfano dice che farà la rivoluzione... "Si vedrà - risponde - quando capiremo che cosa succederà allora potremo anche dialogare, ma per adesso c'é solo confusione". L'ex ministro dell'Interno ha quindi tenuto ad osservare che "la differenza fra la Lega e gli altri partiti è che gli altri hanno bisogno continuamente di cambiare identità o simbolo o nome, mentre noi siamo orgogliosamente leghisti e continueremo ad esserlo con l'ambizione di diventare il primo partito del Nord".

 

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IL CASO RUBY

''Le donne sono per loro natura esibizioniste. E se poi sono donne dello spettacolo, gli piace di montare degli spettacolini''. È destinata a sollevare delle polemiche la frase pronunciata ieri da Silvio Berlusconi durante una pausa dell'udienza del processo Ruby, nel quale è imputato per concussione e prostituzione minorile. A proposito degli spettacoli delle sue ospiti ad Arcore, l'ex premier ha affermato che non erano spogliarelli ma solo gare di ''burlesque''. ''Le donne sono per loro natura esibizioniste. - ha aggiunto Berlusconi - E se poi sono donne dello spettacolo, gli piace di montare degli spettacolini, e quindi - riferendosi alle ragazze, alcune delle quali già showgirl televisive - facevano delle gare di burlesque''.

 

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SEQUESTRATI

La Guardia di Finanza ha sequestrato titoli di credito di Stato americani per un valore nominale di circa 1,5 miliardi di dollari e certificati di deposito per mille tonnellate d'oro per un controvalore di oltre 3 miliardi di euro, poiché ritenuti di dubbia provenienza. Il sequestro rientra nell'ambito di un'operazione denominata 'Million dollar', che ha interessato le province di Roma e Viterbo e arriva a conclusione di un'indagine condotta dai militari delle Fiamme gialle durata diversi mesi su un giro di titoli del debito pubblico Usa emessi 'al portatore'. Titoli che sono stati emessi dalla Federal Reserve negli anni Trenta e tuttora in circolazione. Secondo gli investigatori, i titoli erano presumibilmente destinati a garanzia di prestiti o per realizzare opache transazioni finanziarie internazionali.

 

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UE HA FIDUCIA IN ITALIA

Nella casse del Fondo monetario internazionale (Fmi) potrebbero arrivare più di 400 miliardi di dollari di risorse aggiuntive per rafforzare la sua capacità di aiutare i Paesi membri colpiti dalla crisi, non solo quelli europei. La cifra è quella indicata nella bozza del comunicato finale del G20 ancora in corso a Washington. Ma le resistenze degli Stati Uniti e all'interno del gruppo di Paesi dei cosiddetti Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) rischiano di sminuire la portata dell'accordo. Al momento - come ha spiegato la stessa numero uno del Fondo, Christine Lagarde, mentre la riunione prosegue - la somma raccolta ammonta a 357 miliardi di dollari. Gli ultimi Paesi che hanno deciso di dare il loro contributo per il rafforzamento della dotazione finanziaria del Fmi sono il Regno Unito e la Corea del Sud con 15 miliardi di dollari ciascuno e Australia e Singapore con 7 miliardi per uno. Se questo fosse il risultato finale non si potrebbe certo parlare di un successo, visto che la cifra indicata nella bozza di comunicato approdata sul tavolo del G20 all'inizio della riunione è già inferiore a quanto era stato richiesto dal Fondo monetario, 600 miliardi di dollari.La preoccupazione è per come potrebbero reagire i mercati, che si attendono un aumento delle risorse del Fmi di almeno 400 miliardi. Questo in una giornata in cui le tensioni finanziarie sono tornate a turbare il clima dell'Eurozona, con lo spread tra i titoli italiani e i bund tedeschi che ha nuovamente toccato i 400 punti: "E' la volatilità. Non vedo nulla di nuovo rispetto ai giorni passati", ha commentato il viceministro dell'economia, Vittorio Grilli, che partecipa ai lavori del G20 insieme al governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, e al presidente della Bce, Mario Draghi. Intanto il commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli Rehn, ha ribadito la sua fiducia nell'azione portata avanti dal governo Monti, al quale ha riconosciuto "forte determinazione e impegno nell'affrontare sia la sfida del consolidamento dei conti sia quella della crescita con le liberalizzazioni e la riforma del mercato del lavoro".L'Europa è stata chiaramente al centro della riunione del G20. Nella bozza di comunicato si parla di una crescita 2012 dell'economia mondiale "ancora moderata, mentre persistono significativi rischi al ribasso". Questo vale soprattutto per il Vecchio Continente che continua a rappresentare l'epicentro della crisi. Preoccupazioni anche per l'elevato livello raggiunto dal prezzo del petrolio, che si riflette inevitabilmente in un aumento dei prezzi dell'energia. Su questo fronte i Paesi del G20 "si impegnano a vigilare e sono pronti a ulteriori azioni se necessario". Viene quindi sottolineato "l'impegno dei Paesi produttori per assicurare un'adeguata fornitura"."Il G20 apprezza gli sforzi fatti da Italia e Spagna". Lo ha detto il presidente della Bce, Mario Draghi. Italia e Spagna "hanno compiuto progressi notevoli" negli ultimi mesi ha aggiunto esprimendo soddisfazione per la risposta alla crisi che sta arrivando dai singoli Paesi europei, a partire da Italia e Spagna. "Entrambi - ha detto nel corso di una conferenza stampa al termine della riunione del G20 a Washington - stanno facendo progressi rispetto alla situazione dello scorso novembre, sia sul fronte del consolidamento delle finanze pubbliche sia su quello delle riforme. Progressi - aggiunto - che sono notevoli". "Se paragoniamo la situazione di oggi con quella di cinque, sei mesi fa - ha aggiunto Draghi - si vede chiaramente che è decisamente migliorata". I titoli di Stato di Italia, Spagna e anche Francia continuano a soffrire, con lo spread dei Btp tornato sopra i 400 punti base. Ma le borse respirano, aiutate da trimestrali e dati macroeconomici positivi, a partire dalla fiducia tedesca e dal 'firewall' del Fondo monetario internazionale che verrà probabilmente potenziato di 400 miliardi di euro per sostenere l'Europa. Dopo l'aggiornamento delle previsioni economiche italiane e i nuovi obiettivi di finanza pubblica del 'Def', oggi Bruxelles ha speso parole a favore di Roma: "L'Italia è impegnata in un piano di riforme molto ambiziose a lungo termine e questo ha bisogno di essere valutato sul lungo termine", ha detto un portavoce dell'Ue rifiutandosi di commentare i "movimenti speculativi". Un 'assist' che arrivava mentre, stamani, lo spread tornava oltre i 400 centesimi arrivando a toccare secondo l'agenzia Reuters quota 414, un massimo da inizio febbraio, e chiudere a 405 (396 sugli schermi Bloomberg) con rendimento decennale arrivato fino a 5,74%. Il mercato è sotto pressione, soffre anche la Francia (spread vicino a 140), ma è la Spagna il punto più debole: il premio di rendimento dei 'bonos' decennali ha sfiorato i 436 centesimi, con un rendimento decennale oltre il 6%: livelli di guardia.

 

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ELEZIONI IN FRANCIA

Sarkozy chiama a raccolta i suoi per smentire i sondaggi negativi e attacca il rivale socialista Hollande (nella foto): sarà ostaggio dell'estrema sinistra. Assist da Berlino: sì ai controlli nazionali anti clandestini. Hollande per l'intervento Onu in Siria e la riduzione dei tassi Bce. Oggi silenzio elettorale. Domani il primo turno. "Unitevi, mobilitatevi, prendete la parola, imponete la vostra vittoria, venite in massa domenica, ogni scheda costruirà la vittoria, abbiamo bisogno di tutti": così, Nicolas Sarkozy - emozionato - si è rivolto venerdì ai suoi fedelissimi, tutti in piedi, concludendo l'ultimo comizio a Nizza prima del silenzio elettorale di sabato. A due giorni dal primo turno delle presidenziali, Sarkozy ha lanciato un appello e tentato di rianimare una squadra un po' avvilita dai sondaggi negativi: "Sono un sentimentale, la presidenza non mi ha trasformato, non sono diventato una mummia - ha detto il presidente - sono un essere umano che ama profondamente la sua patria, la sua gente". Poi, è venuto il momento dell'appello, gridato a squarciagola: "Sono impegnato per il mio Paese, amo il mio Paese. Mobilitatevi, prendete la parola, imponete la vostra vittoria, venite in massa domenica, ogni scheda costruirà la vittoria. Abbiamo bisogno di tutti. Le forze contro di noi sono così imponenti che solo il popolo francese potrà dire che la scelta è quella della Francia, della Francia forte". ''Resteremo uniti, tutti insieme, fino alla vittoria della rivoluzione dei cittadini''. Con queste parole Jean-Luc Melenchon ha ufficialmente chiuso la sua campagna elettorale per il primo turno delle presidenziali francesi, davanti a 70.000 sostenitori e centinaia di bandiere rosse, radunati al Parco delle esposizioni di Parigi, e ad altre migliaia che lo seguivano via Internet, attraverso il suo sito. Prima di Melenchon sono saliti sul palco tutti i 'senatori' della coalizione che lo sostiene, il Front de gauche, dal responsabile di campagna ed ex leader del Partito comunista operaio (Pcof) Christian Pierrel, alla co-presidente del Parti de gauche Martine Billard, al segretario generale del Partito comunista francese (Pcf) Pierre Laurent. Tutti con il collo ornato da una sciarpa rossa, in tinta con l'immancabile cravatta che è ormai diventata il marchio di fabbrica del candidato di estrema sinistra. Sono ormai quasi le 20 quando Melenchon, acclamato dai militanti, è salito sul palco, ripercorrendo tutti i temi del programma del Fdg e della sinistra europea: il rifiuto della retorica della sicurezza e dello spauracchio islamista, la ''lotta di classe'' per difendere i salari, gli attacchi ai banchieri e alla politica europea di risposta alla crisi, in testa il finanziamento a tasso agevolato delle banche da parte della Bce, il richiamo all'internazionalismo dei valori progressisti. Ma anche la critica alla stampa ''che si definisce di sinistra'', e in particolare al settimanale Nouvel Observateur, reo di sostenere troppo apertamente i socialisti. E, più in generale, a tutti quelli che hanno giudicato ''utopico'' il suo programma. La soddisfazione è palpabile, tanto tra i leader del Front de gauche quanto tra i loro sostenitori, e comprensibile: quella che fino a un anno fa era considerata una piccola coalizione di partiti estremisti e minoritari nel corso della campagna elettorale ha pian piano guadagnato punti nei sondaggi e attenzione dei media, diventando la vera novità del panorama politico francese e arrivando ad aspirare al terzo posto nel primo turno. Un successo inatteso, frutto di una serie di fattori: l'indiscutibile carisma di Melenchon e la sua capacità di presentarsi come elemento di aggregazione nel campo spesso frammentario dell'estrema sinistra, ma anche l'efficiente supporto logistico offerto dalla capillare rete territoriale del Partito comunista francese. Forte di questo exploit, il candidato dalla cravatta rossa tiene a marcare con chiarezza le distanze tra il suo progetto politico e quello del partito socialista, pur senza mettere in discussione un eventuale appoggio nel ballottaggio: ''Non mi sono candidato per essere il primo ministro di Francois Hollande, - afferma in un'intervista pubblicata oggi da Les Echos - ci sono due tesi differenti a sinistra, perché negarlo? Io ne incarno una''.

 

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I SINDACATI CONTRO LA FORNERO

Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero "ha un comportamento molto bizzarro". Così il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni commenta la decisione del ministro del Lavoro di incontrare i lavoratori della Alenia di Torino. Andasse pure nelle fabbriche - sottolinea Bonanni a margine della manifestazione Cisl in Lombardia per il lavoro in corso a Milano - però interloquisse anche con i sindacati. È strana la cosa che il ministro va nelle fabbriche a discutere, non si capisce che cosa, ma poi non discute con i lavoratori stessi sugli esodati, ad esempio, e non chiarisce perché non firma ancora il decreto di 800 milioni di euro per il salario di produttività. Il suo - conclude Bonanni- è un modo molto bizzarro di comportarsi ed è chiaro che lei è libera di fare ciò che vuole però la sostanza e la forma sono importanti". ''Tanto tuonò che piovve'', commenta poi Bonanni riguardo l'apertura venuta dal ministro del Lavoro Fornero sul caso degli esodati. Bonanni sollecita affinché ''l'incontro si faccia subito, non abbiamo ancora una data ma la vorremmo avere al più presto -conclude Bonanni- perché questo incontro deve rassicurare tante persone che aspettano da diverso tempo''. Anche Susanna Camusso boccia la scelta del ministro Elsa Fornero di partecipare all'assemblea dei lavoratori dell'Alenia a Caselle per discutere con loro la riforma del lavoro. "È una logica di sfida", afferma la leader della Cgil, ma il ministro ribatte: "I lavoratori di Alenia hanno raccolto 1.000 firme, non accettare sarebbe stato scortese. Se lei ha un altro modo di intendere la cortesia..".

 

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RIMBORSI ELETTORALI

"Parte oggi la campagna 'Giù le mani dal sacco' contro il finanziamento pubblico ai partiti mascherato da rimborso elettorale". Lo dichiara il leader dell'Italia dei valori Antonio Di Pietro, che questa mattina sarà ai banchetti di Termoli. "L'Idv restituisce la parola ai cittadini che troveranno in tutte le piazze d'Italia i nostri banchetti e gazebo per la raccolta firme a sostegno della proposta di legge d'iniziativa popolare per abrogare i rimborsi elettorali", prosegue. "Cancellare lo sperpero immorale di denaro pubblico è l'unica strada per combattere alla fonte la corruzione e ristabilire la sovranità popolare tradita dopo il referendum del '93. Ancora una volta, saranno gli italiani a fare quelle riforme che il Parlamento non ha il coraggio di fare", conclude il leader Idv.

 

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PARTE IL NUOVO TRENO “ITALO”

"Dobbiamo raggiungere il 20-25% del mercato entro il 2014". Lo ha indicato il presidente di Ntv Luca Cordero di Montezemolo a margine del viaggio inaugurale di Italo, il treno della società privata che dal 28 aprile farà concorrenza a Trenitalia sull'alta velocità. "Nessun nuovo ingresso di azionisti in vista per Ntv", ha spiegato Luca Cordero di Montezemolo: "non per il momento, non è previsto", ha risposto a chi gli chiedeva se fosse prevedibile l'ingresso di nuovi azionisti. Il presidente di Ntv, a margine del viaggio inaugurale di Italo, ha puntualizzato che l'umore degli azionisti "non è dei migliori, perché abbiamo investito tanto, ma non abbiamo staccato ancora nessun biglietto, ma ci crediamo molto". A proposito dell'umore degli azionisti di Ntv, Montezemolo ha precisato che "c'é grande entusiasmo e voglia di fare bene". "Domani avremo sul treno i nostri azionisti", ha aggiunto il presidente della società riferendosi al viaggio inaugurale dedicato alle autorità. "C'e una bella squadra convinta di questa sfida", ha aggiunto Montezemolo, sottolineando che questa è un'impresa che "non ha dietro Pantalone, gli imprenditori rischiano di tasca propria e ci credono". "Si parla tanto di crescita, questa è la vera crescita del Paese, di chi investe e rischia", secondo Montezemolo, parlando della propria società. "Abbiamo un miliardo di investimenti, 1.000 persone di età media sotto i 30 anni, tutti a tempo indeterminato e almeno la metà donne - ha detto - questi sono segnali veri. È una giornata importante - ha proseguito - dopo tanto lavoro, una giornata che dimostra che abbiamo fiducia in questo Paese. Dobbiamo essere orgogliosi a essere i primi in Europa ad avere un azionista privato nell'alta velocità". "Fra qualche tempo, avviato il servizio, lascerò la presidenza", ha annunciato il presidente di Ntv precisando che rimarrà comunque azionista della società. A proposito della decisione di lasciare la presidenza di Ntv, Montezemolo ha poi puntualizzato che "non è un discorso di oggi. Prima o poi lasciamo - ha detto a margine del viaggio inaugurale di Italo - e torniamo a fare gli azionisti". "Ntv punta a raggiungere un load factor (fattore di riempimento) del 30% entro fine maggio". Lo ha dichiarato l'ad della società che dal 28 aprile farà concorrenza a Trenitalia sull'alta velocità, Giuseppe Sciarrone. "All'inizio pensiamo di raggiungere un load factor del 30% nel primo mese e poi gradualmente cresceremo", ha detto Sciarrone a margine del viaggio inaugurale di Italo.

 

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MILLE MIGLIA 2012

Vladimir Putin, presidente eletto della Russia, è stato invitato a partecipare alla Mille Miglia 2012. L'annuncio è stato dato oggi a Firenze, alla presentazione in anteprima nazionale della edizione di quest'anno della corsa, 1600 km da Brescia a Roma e ritorno dal 17 al 19 maggio. Cinque vetture d'epoca saranno messe a disposizione di regnanti e capi di Stato esteri: oltre a Putin sono stati invitati il sultano del Brunei Hassanal Bolkiah, il re di Giordania Abdullah II, il principe ereditario di Abu Dhabi Mohammed Bin Zayed Al Mahyan, più una personalità di cui non é stato reso noto il nome per ragioni si sicurezza. "Gli inviti sono stati inviati direttamente dal Governo italiano", ha spiegato Sandro Binelli, segretario generale del comitato organizzatore. Molti membri del governo, a partire dal premier Mario Monti, sono nel comitato d'onore della corsa. Riserbo sui partecipanti, tra cui ci sarà "il gotha dell'industria mondiale - ha detto Binelli - e dei board delle case automobilistiche". Fra gli ex piloti, il vincitore della 24 Ore di Le Mans del 1989 Jochen Mass, e l'83enne leggenda della Formula 1 Stirling Moss (nella foto) che, col 91enne collaudatore Norman Dewis, porterà in strada la Jaguar C-Type del 1952. La trentesima rievocazione della corsa è un evento che "ha saputo coniugare in maniera perfetta - ha dichiarato il presidente dell'Aci, Angelo Sticchi Damiani - un passato glorioso, nella continuazione di una grande tradizione, con un presente altrettanto ricco", Tre le tappe: Brescia-Ferrara, Ferrara-Roma, Roma-Brescia, con fermate in Toscana a Sansepolcro e San Casciano Val di Pesa. Il 15 maggio alla Fiera di Brescia 375 vetture si allineeranno per formare la freccia rossa logo della Mille Miglia, un mosaico fotografato dall'alto per entrare nel Guinness World Record. La Mille Miglia torna a passare dopo 5 anni per la via Cassia, con sosta per il pranzo a San Casciano Val di Pesa, e un passaggio presso la casa di Niccolò Machiavelli a cinque secoli dalla stesura de 'Il Principe'. Il percorso è stato presentato oggi a Firenze. "È importante per noi tornare sul percorso storico della Cassia", ha detto il segretario generale del comitato organizzatore, Sandro Binelli: proprio per le curve della Cassia, negli anni d'oro della corsa, si svolgevano i duelli decisivi prima di varcare l'Appennino. L'ultima tappa, il 19 maggio da Roma a Brescia, risalirà la penisola passando per Siena, immettendosi sulla Cassia presso Bargino, giungendo a Firenze per proseguire verso il passo della Futa. "La corsa più bella del mondo ha un folto seguito di appassionati nel nostro territorio", ha dichiarato Massimiliano Pescini, sindaco di San Casciano, cittadina storico punto di rifornimento e assistenza per le vetture ufficiali Alfa Romeo: in una mostra curata dall'Officina Bellini il pubblico vedrà auto d'epoca e foto di campioni leggendari come Tazio Nuvolari. "Ci saranno anche 140 Ferrari per il 'Tribute to Mille Miglia' in testa alla carovana", ha spiegato Gianluca Selvi, presidente della società Settepuntotredici che cura il passaggio nel Chianti. I passaggi della prima Ferrari a San Casciano e Firenze sono previsti per le ore 11.56 e 12.31, mentre l'ultima vettura delle 375 in gara, tutte auto da corsa d'epoca col 'pedigree' da Mille Miglia 1927-57, passerà da San Casciano alle 15.31 e da Firenze alle 16. La sosta nel Chianti, con prodotti tipici per il pranzo, si svolgerà in collaborazione con il Comune di San Casciano e l'Aci di Firenze: gli sponsor sono Chiantibanca, Confindustria Firenze sud Chianti, Consorzio del vino Chianti Classico Gallo Nero, Azienda olearia del Chianti, Convivium Firenze.

 

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L’FMI SULL’ITALIA

L'economia italiana si contrarrà nel 2012 dell'1,9% e nel 2013 dello 0,3%. La stima è del Fondo Monetario Internazionale (Fmi), che rivede così al rialzo le precedenti previsioni di gennaio rispettivamente di 0,2 e 0,3 punti percentuali. a contrazione dell'1,9% dell'economia italiana nel 2012 si confronta con il -1,8% del Pil della Spagna (stime riviste al ribasso di 0,2 punti percentuali rispetto a gennaio). L'economia spagnola ripartirà nel 2013, quando è atteso un Pil in crescita dello 0,1%. Il Fondo Monetario Internazionale rivede al rialzo le stime della crescita mondiale per il 2012 e il 2013. Il Pil crescerà quest'anno del 3,5% e il prossimo del 4,1%, rispettivamente 0,2 e 0,1 punti percentuali in più rispetto alle stime di gennaio. L'economia americana crescerà quest'anno del 2,1% per poi accelerare nel 2013 al +2,4%. Il Fmi stima per Eurolandia una contrazione del Pil dello 0,3% quest'anno. Il pil dell'area euro crescere dello 0,9% nel 2013. La ripresa economica italiana inizierà solo nel 2013 dopo una recessione più profonda rispetto a quella dell'area euro nel suo complesso, per la quale é prevista una contrazione del Pil nella prima metà del 2012. Ma poi inizierà la ripresa. Il Fmi prevede per l'Italia per il quarto trimestre 2013 un Pil in progresso dello 0,7% contro il -2,0% del quarto trimestre 2012. "Le elezioni in Spagna e la nomina di un nuovo presidente del consiglio in Italia hanno dato qualche rassicurazione agli investitori", afferma Olivier Blanchard, capo economista del Fmi, nella lettera di introduzione del Wolrd Economci Outlook. L'Italia, come gli altri Paesi dell'area euro con una posizione di bilancio debole deve attuare i piani approvati. Il tasso di disoccupazione in Italia si attesterà al 9,5% nel 2012 e salirà al 9,7% nel 2013. È la stima del Fmi, secondo il quale la disoccupazione nell'area euro sarà pari al 10,9% quest'anno e al 10,8% il prossimo. La Spagna è il paese europeo con la disoccupazione più alta, al 24,2% nel 2012 e al 23,09% nel 2013. Le prospettive per l'economia mondiale si stanno gradualmente rafforzando, ma i recenti miglioramenti sono fragili e i rischi al ribasso elevati. Il Fmi sottolinea che i rischi maggiori che pesano sull'economia sono l'Europa e il petrolio, con le tensioni geopolitiche che hanno effetto sul mercato e potrebbero causare, in caso di distruzioni alla produzione in Iran, un balzo dei prezzi. "Le condizioni del mercato del lavoro resteranno molto difficili in diverse economie avanzate", mette in evidenza il Fmi, secondo il quale fra gli altri rischi che potrebbero pesare sull'economia ci sono le pressioni disinflazionistiche. "Nel breve termine il rischio maggiore è il reintensificarsi" dell'interazione negativa fra la qualità degli asset delle banche e il rischio sovrano. "La maggiore preoccupazione è che l'economia globale continui a essere suscettibile di rischi al ribasso che pesano sulla fiducia dei consumatori e degli investitori e che la ripresa resterà anemica nelle economie avanzate. Le previsioni del Fmi di un calo del Pil italiano dell'1,9% nel 2012 "sono troppo pessimiste". È quanto afferma il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, che rileva come siano migliori le stime sia della Bce che della Commissione Ue e che una ripresa sarà possibile "già alla fine di quest'anno.

 

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IMU A RATE

L'Imu sulla prima casa potrà essere pagata, a scelta del contribuente, in due o tre rate. Lo prevede un emendamento di Gianluca Galletti dell'Udc, al dl fiscale, approvato dalla commissione Finanze della Camera. Secondo questa novità introdotta nel decreto il contribuente entro il 16 giugno, scadenza della prima rata, potrà decidere se pagare il 33%, e avere altre due rate (a settembre e dicembre), oppure pagare il 50% e avere una seconda e ultima rata a dicembre. La novità riguarda sempre l'Imu sulla prima casa e sulle pertinenze. La revisione del catasto annunciata con la delega fiscale non farà aumentare le tasse sulla casa. Lo ha detto il viceministro all'Economia, Vittorio Grilli, parlando in commissione finanze al Senato. ''L'obiettivo della revisione del catasto - spiega - non è quello di aumentare le entrate dall'Imu''. "I Comuni possono considerare direttamente adibita ad abitazione principale" la casa di proprietà di anziani o disabili "che acquisiscono la residenza in istituti di ricovero o sanitari" a condizione che la stessa non risulti locata. Lo prevede un emendamento del relatore approvato dalla commissione Finanze della Camera. I Comuni potranno agevolare, come una abitazione principale, la casa "posseduta da cittadini italiani non residenti nel territorio dello Stato, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a condizione che non risulti locata". Lo prevede un emendamento del relatore al dl fiscale approvato dalla commissione Finanze della Camera. È stato dichiarato ammissibile l'emendamento del governo sul beauty contest del governo al dl fiscale. È quanto si apprende da fonti della presidenza della Camera. L'emendamento sulle nuove frequenze tv, presentato al dl fiscale, che è all'esame della Commissione Finanze della Camera, prevede che saranno "assegnate mediante pubblica gara indetta entro 120 giorni dall'entrata in vigore del presente articolo". L'emendamento del governo, che azzera il beauty contest, prevede l'assegnazione delle frequenze "ad operatori di rete sulla base di differenti lotti, mediante procedure di gara aggiudicate all'offerta economica più elevata anche mediante rilanci competitivi, assicurando la separazione verticale tra fornitori di programmi e operatori di rete".

 

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I PARTITI POLITICI PER NAPOLITANO

I partiti "non sono il regno del male, del calcolo particolaristico e della corruzione", sottolinea il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ricordando la figura di Benigno Zaccagnini. "Guai a fare di tutte le erbe un fascio - aggiunge - a demonizzare i partiti, a rifiutare la politica".  ''Il marcio ha sempre potuto manifestarsi - scrive il Capo dello Stato in un messaggio per la commemorazione di Benigno Zaccagnini - e sempre si deve estirpare: ma anche quando sembra diffondersi e farsi soffocante, non dimentichiamo tutti gli esempi passati e presenti di onestà e serietà politica, di personale disinteresse, di applicazione appassionata ai problemi della comunità. Guai a fare di tutte le erbe un fascio, a demonizzare i partiti, a rifiutare la politica". Ha concluso il Capo dello Stato: "E per cambiare quel che va cambiato, per riformare quel che va riformato oggi qui, senza ulteriore indugio, per trasmettere ai giovani la 'vocazione alla politica', è il momento di trarre respiro e fiducia dall'esempio, tra i più alti e limpidi che possiamo ricordare, di Benigno Zaccagnini". "Ehi! Non pensate di cavarvela così. Con qualche comparsata televisiva e un Rigor Montis radiocomandato, mantenendovi a distanza dai cittadini sparando frasi fatte sull'antipolitica". Ma "nessuno uscirà da qui senza un pubblico dibattimento. Senza una pena esemplare". Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog. In un lungo post pubblicato sul suo blog, Beppe Grillo mette nero su bianco (senza però citare nessun nome) le sue accuse alla politica. E afferma: "Lo so che confidate nella memoria breve degli italiani. Vi volete ripresentare, riverginati dai media, alle elezioni 2013. Avete il terrore di perdere il controllo delle operazioni. Sapete bene cosa vuol dire non disporre più di giornali e televisioni infarciti di servi e senza le forze dell'Ordine ai vostri comandi. Vuol dire essere messi sotto processo dalla Nazione che avete distrutto". "Nessuno uscirà di qui, parafrasando Jim Morrison, senza un pubblico dibattimento. Senza una pena esemplare", scrive il fondatore del Movimento 5 Stelle. "C'é assoluta urgenza di controlli sui finanziamenti in corso ai partiti. Chi non li vuole subito, vuol dire che ha qualcosa da nascondere". Così Pierluigi Bersani chiede la riforma immediata sui controlli, al termine della segreteria del Partito democratica. "Io ribadisco il concetto: può anche essere un solo euro, ma il finanziamento ci deve essere. Perché non esiste democrazia che non riconosca che la politica é un processo collettivo. Questo è un principio sul quale non transigo". Così Bersani ribadisce la tesi, sostenuta con i leader Pdl e Udc Alfano e Casini, che sarebbe "un drammatico errore cancellare il finanziamento pubblico ai partiti". "Bisogna arrivare ad un sistema che porti a regime i contributi volontari e riduca i finanziamenti pubblici, ma che non metta i partiti tra le mani delle lobby altrimenti creiamo un problema più grande". Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, a Ravenna per i 100 anni della nascita di Benigno Zaccagnini, parlamentare, ministro e segretario della Dc, torna a parlare così del finanziamento ai partiti.

 

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LA CRISI DELLA LEGA

"Ho sentito un dovere in questo momento in cui il mio partito è continuamente sui giornali". Davide Boni (nella foto) ha spiegato così le sue dimissioni da presidente del Consiglio regionale della Lombardia. "Ne ho sentito il bisogno", ha poi aggiunto l'esponente della Lega in una conferenza stampa, aggiungendo che "non c'é stato altro, la mia situazione giudiziaria non è cambiata rispetto a 5 settimane fa" e "sono estraneo" a quella vicenda. Boni ha spiegato che le sue dimissioni dal Pirellone saranno depositate domattina (18 aprile), mentre il sostituto (che sarà sempre leghista) verrà eletto l'8 maggio, nella prima seduta del Consiglio regionale. Di conseguenza, Boni lascerà anche la presidenza della Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome. "La Lega è la mia vita, da domani tornerò alla politica attiva, che mi mancava", ha sostenuto l'esponente della Lega spiegando in una conferenza stampa i motivi delle sue dimissioni. Ma non c'é solo questo che, a suo dire, lo ha indotto a fare un passo indietro che era stato evitato più di un mese fa. "Dopo 35 giorni - ha detto facendo riferimento all'informazione di garanzia ricevuta per un presunto giro di tangenti - la situazione non è facile, soprattutto a livello personale, soprattutto avendo una famiglia". Boni ha assicurato di essere comunque "sereno". Quella delle dimissioni è stata una "scelta maturata nel tempo, sofferta, che ho preso io con la mia famiglia. E per una volta non ho obbedito né a Maroni, né a Calderoli né a Bossi", ha aggiunto, ricordando di aver ricevuto "anche ieri la fiducia" dei triumviri della Lega e di aver incontrato in via Bellerio anche Umberto Bossi. "Maroni e Calderoli - ha concluso - sono stati i primi a telefonarmi oggi per ringraziarmi". "Se devo essere polemico, il mio pensiero va a Nichi Vendola e Vasco Errani": ha risposto così Davide Boni a chi in conferenza stampa gli ha chiesto un parere sulle polemiche che riguardano le scelte di Filippo Penati. Il presidente dimissionario del Consiglio regionale della Lombardia ha fatto riferimento ai due governatori del centrosinistra che sono indagati e non si dimettono. "Io il passo l'ho fatto - ha aggiunto l'esponente della Lega - qualcun altro evidentemente non se la sente". "In funzione di quanto ha fatto il mio Segretario federale, Umberto Bossi, che ha fatto un passo indietro per agevolare una serena condizione politica per il movimento, faccio anch'io un passo indietro, precisando che nessuno me l'ha mai chiesto, in totale autonomia", fatto sapere Boni con una nota. "Nessuno me l'ha mai chiesto" di dimettermi, ha spiegato il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, dicendo di averlo fatto "in totale autonomia, quindi, ed in assenza di qualsivoglia nuovo elemento riguardante le indagini che mi hanno mio malgrado coinvolto". "Dopo 22 anni di militanza - continua Boni - non posso e non voglio però fare altro, ancora una volta, che seguire l'esempio del mio segretario federale, Umberto Bossi, al quale già rimisi il mandato un mese fa. Se fa un passo indietro lui, diviene un imperativo morale per me seguirlo". L'esponente della Lega conferma infine che finora ha sempre avuto la fiducia di via Bellerio, dopo l'emergere dell'indagine per corruzione a suo carico, a inizio marzo: "Il triumvirato sia in precedenza sia in occasione della riunione con i consiglieri regionali, durante la quale sono state discusse le dimissioni di Monica Rizzi, non ha mai chiesto le mie dimissioni, rinnovandomi la fiducia". La stessa cosa che "peraltro fin da subito la segreteria politica federale, alla quale ho dato le mie spiegazioni, mi ha concesso fiducia incondizionata, confermandola nel tempo". Con le dimissioni annunciate da Davide Boni da presidente del Consiglio regionale della Lombardia sale a tre il numero degli esponenti della Lega che hanno lasciato nell'ultima settimana il Pirellone. Martedì della scorsa settimana è toccato a Renzo Bossi formalizzare le sue dimissioni da consigliere per lo scandalo dell'uso dei rimborsi elettorali del Carroccio. Proprio stamani Boni ha messo in votazione la ratifica. Ieri Monica Rizzi, che aveva curato la candidatura di Bossi Jr a Brescia nel 2010, si è dimessa da assessore allo Sport della Giunta Formigoni su pressione del movimento. Il passo indietro di Boni oggi chiude anche la polemiche per le sue mancate dimissioni dopo essere stato indagato per corruzione e finanziamento illecito dei partiti a inizio marzo. Sempre dichiaratosi innocente, Boni mise a disposizione il suo mandato ai vertici della Lega, che però gli rinnovarono la fiducia a livello di segreteria federale. Ma le nuove indagini che hanno coinvolto il Carroccio, e le conseguenti dimissioni di Bossi Jr e della Rizzi, hanno cambiato il quadro della situazione. Roberto Formigoni non intende lasciare il suo incarico di presidente della Lombardia. "In questo momento - ha spiegato alla Telefonata di Belpietro su Canale 5 - confermo che il mio desiderio è di completare la legislatura fino al 2015 dando dimostrazione che il nostro è e resta e sarà in questi tre anni un buon governo a vantaggio dei cittadini". "Non la do certamente vinta - è la sua conclusione - a chi penserebbe di mettermi in fuga o trovare scorciatoie". "Anche Gesù ha sbagliato a scegliersi uno dei collaboratori, non pensiamo di essere impeccabili. Può essere che ciascuno di noi abbia nelle sue infinite conoscenze una persona che non è perfettamente limpida ma questo lo stabilirà la magistratura"; così il presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, a margine dell'inaugurazione del Salone del Mobile a Fieramilano, ha risposto a una domanda sui suoi rapporti con Pierluigi Daccò, coinvolto nell'inchiesta sul San Raffaele e la Fondazione Maugeri. Le dimissioni da consigliere regionale del leghista Renzo Bossi sono state accolte all'unanimità dall'aula del Pirellone. Ma la votazione, un passaggio di solito formale, è stata accompagnata da uno scambio polemico. "La vicenda del consigliere Renzo Bossi - ha detto Luca Gaffuri (Pd) - è l'immagine di una legislatura andata a male e che deve finire presto". Stefano Galli (Lega) ha però chiesto "soprattutto all'opposizione di fare autocritica: noi siamo coerenti". Per prassi l'accettazione delle dimissioni di un consigliere regionale non viene accompagnata da dibattito, ma le opposizioni hanno voluto evidenziare che il passo indietro di Renzo Bossi non è come gli altri. La discussione è durata un quarto d'ora: una volta ratificate all'unanimità le dimissioni, in Aula ha fatto il suo ingresso Clotilde Lupatini, leghista bresciana che ha preso il posto di Bossi Jr, eletta nello stesso collegio. Non è naturalmente in Aula Monica Rizzi, altra leghista bresciana che si è dimessa ieri (16 marzo) da assessore regionale allo Sport che non è consigliere e dunque ha concluso la sua esperienza al Pirellone.

 

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MONTI  E IL TALLONE DI ACHILLE

"Siamo d'accordo che il tallone d'Achille dell'Europa è la questione della crescita. Italia e Finlandia concordano sulla ricetta da seguire: riforme strutturali che diano maggiore flessibilità all'offerta e aumento alla competitività". Lo afferma il premier Mario Monti al termine dell'incontro con il primo ministro della Repubblica di Finlandia, Jyrki Katainen.  "Le tensioni delle ultime settimane mostrano che non dobbiamo abbassare la guardia. Occorre continuare a lavorare per porre le finanze pubbliche su una base più sana e proseguire con le riforme", aggiunge Monti. Borse europee di buon passo a metà mattinata con lo Stoxx 600 che guadagna quasi un punto percentuale dopo che l'indice che misura le aspettative sull'economia tedesca è inaspettatamente salito rivedendo i massimi da giugno 2010. Prosegue la corsa di Milano (Ftse Mib +2,46%, Ftse All Share +2,31%). Sopra o a ridosso del punto Parigi (+1,3%) Francoforte (+1,08%), Madrid (+1,03%). A spingere gli indici è la corsa delle banche (+2,68%). In luce Banco Popolare (+6,32%), Bpm (+6,1%), Intesa (+5,03%). Scende sotto quota 380 punti base lo spread Btp-Bund. La forbice si restringe a 373 punti dopo l'esito dell' asta della Spagna che ha collocato più del target massimo di 3 miliardi ma a tassi più alti. Il rendimento del 10 anni italiano scende al 5,49%. Il divario Spagna-Germania si riduce sotto i 420 punti base (a 415,8) con il tasso dei Bonos che torna sotto il 6% (5,92%).

 

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LIBERATA

Una donna italiana rapita da uomini armati nel deserto meridionale dell'Algeria sarebbe stata rilasciata. Lo riferisce la tv al Arabiya in una breaking news sul suo sito. In Algeria sono state rapite la turista Maria Sandra Mariani (nella foto) e la coooperante sarda Rossella Urru. Al momento non ci sono altre conferme. "La Farnesina e lo stesso ministro degli Esteri Giulio Terzi, personalmente e attraverso l'Unità di Crisi, stanno seguendo costantemente gli sviluppi" circa la presunta liberazione di un'italiana rapita in Algeria riferita da media arabi. Al ministero fanno sapere che "sono in corso le verifiche".

 

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LA CRISI E I SUICIDI

È in prevalenza la mancanza del lavoro o comunque di qualche prospettiva economica la ragione del dilagare dei suicidi nel nostro Paese, che ormai ogni giorno miete vittime soprattutto tra i disoccupati e tra i cosiddetti 'esodati', tra coloro cioè che anche per ragioni anagrafiche nutrono meno speranze di altri di trovare un'altra occupazione. A livello territoriale, al di là delle ragioni più strettamente legate al lavoro, è il Centro-Nord a detenere il triste scettro dei casi di suicidio, con la Lombardia al primo posto. Il fenomeno dei tanti che quotidianamente compiono il gesto estremo è però riconducibile, racconta il Secondo Rapporto dell'Eures ('Il suicidio in Italia al tempo della crisi), soprattutto alla figura maschile. Nel 2010 sono stati 362 i suicidi dei disoccupati, spiega l'Eures, superando così i 357 del 2009, che già rappresentavano una forte impennata rispetto ai 270 accertati in media nel triennio precedente. Il numero dei suicidi tra i disoccupati tra il 2008 e il 2010 si attesta complessivamente al 39,2% del totale, salendo al 44,7% tra quanti hanno perso il lavoro. Considerando la sola componente maschile, l'aumento dei suicidi dei senza lavoro appare ancora più preoccupante (da 213 casi nel 2008 a 303 nel 2009, a 310 nel 2010), attestandosi a +45,5% tra il 2008 e il 2010, confermando così la centralità della variabile occupazionale nella definizione dell'identità e del ruolo sociale degli uomini. Ma la crisi si fa sentire soprattutto sui cosiddetti 'esodati', vale a dire tra coloro che hanno tra i 45 e i 64 anni, con un incremento del 12,6% nel 2010 rispetto al 2009 e del 16,8% rispetto al 2008. Ma la disoccupazione, informa l'Eures, è anche alla base dei suicidi nelle fasce di età tra 45 e i 54 anni, aumentati del 13,3% rispetto al 2009, e in quella 55-64 anni (+10,5%); il tutto a fronte di una crescita complessiva dell'8,1%. Tuttavia, come confermano anche le cronache di queste ultime settimane, a sentire il fiato sul collo della gelata economica sono anche gli artigiani e i commercianti. E secondo l'Eures nel 2010 336 tra questi hanno deciso di farla finita (contro i 343 del 2009). Lo studio definisce "molto alto il rischio suicidario" in questo ambito: in particolare nel 2010 si sono contate 192 vittime tra i lavoratori in proprio (artigiani e commercianti) e 144 tra gli imprenditori e i liberi professionisti (151 nel 2009), nel 90% dei casi uomini. Secondo la fotografia dell'Eures sono aumentati nel 2010 i suicidi nelle regioni del Centro-Nord; ma a livello territoriale il primato se l'é aggiudicato la Lombardia (con 496 casi, +3% rispetto al 2009), seguita dal Veneto (320, pari al 10,5% del totale, con un aumento del 16,4% sul 2009) e l'Emilia Romagna (278, 9,1%). Più della metà dei suicidi censiti in Italia si verifica in una regione del Nord (1.628 casi nel 2010, pari al 53,4% del totale), a fronte del 20,5% al Centro (624 casi) e del 26,1% al Sud (796 casi). Anche in termini relativi il Nord conferma i valori più alti, con 5,9 suicidi ogni 100 mila abitanti, contro i 5,3 del Centro e dei 3,8 del Sud. Ma è il Centro Italia a registrare nel 2010 la crescita più consistente, con un +11,2% sul 2009, che sale a +27,3% nel Lazio, con 266 suicidi.

 

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LO RIFAREI DI NUOVO

"Lo rifarei di nuovo". Così Anders Breivik, durante la sua testimonianza nella seconda giornata del processo per le stragi di Oslo e Utoya. "Ho messo in atto il più sofisticato e spettacolare attacco politico commesso in Europa dalla Seconda Guerra Mondiale" ha detto ancora Anders Breivik,  che ha poi aggiunto che per lui finire la sua vita in prigione o morire per il suo popolo rappresentano "il più grande onore" che potesse ottenere. Durante la sua deposizione Breivik ha affermato che i ragazzi uccisi a Utoya non erano "giovani innocenti". "I militanti del Partito laburista sono indottrinati: non bambini innocenti, ma attivisti politici", ha spiegato l'autore delle stragi del 22 luglio scorso che ha aggiunto: "Uccidere 70 persone può impedire una guerra civile". "Le persone che mi accusano di essere malvagio, confondono il fatto di essere malvagi con l'essere violenti", si difende il killer che si è professato non colpevole. La differenza, secondo Breivik, risiede nelle intenzioni: certi atti di violenza possono prevenire violenza maggiori. "Quando la rivoluzione pacifica è impossibile, l'unica via è la rivoluzione violenta". Il killer al suo arrivo in aula si è di nuovo rivolto ai giudici con il saluto di estrema destra (pugno chiuso prima sul cuore e poi a braccio teso) Anders Breivik, in apertura della seconda giornata del processo per la strage di Oslo e Utoya, costate la vita a 77 persone. Un  giudice popolare, che aveva invocato su internet la morte per Anders Breivik, è stato ricusato dai giudici, che hanno esaminato la richiesta avanzata da accusa, difesa e parti civili. Il processo, dopo una sospensione di mezz'ora, è ripreso con il tribunale che ha autorizzato il killer, chiamato a testimoniare, a leggere una sua dichiarazione. Ieri il procuratore norvegese, Svein Holden, ha mostrato un video dove si vedono gli attimi successivi alla prima esplosione davanti alla sede del governo nella capitale. Breivik non ha mostrato alcuna emozione mentre scorrevano le immagini, mentre le famiglie delle vittime si sono commosse e sono esplose in un grido liberatorio nel momento in cui la bomba esplodeva. Nel corso dell'udienza l'accusa ha fatto ascoltare la drammatica telefonata di una giovane donna che si trovava nell'isola di Utoya mentre chiamava la polizia. ''Venite subito... spara continuamente'', è l'appello della ragazza che supplica le forze dell'ordine. Non è chiaro se la giovane sia sopravvissuta o meno alla carneficina. Breivik, anche in questo caso è rimasto impassibile. "Non riconosco i tribunali norvegesi. Avete ricevuto il vostro mandato da partiti politici che sostengono il multiculturalismo", è stata la sua prima dichiarazione alla corte, davanti alla quale ha sottolineato di "riconoscere i fatti ma non mi riconosco colpevole" da un punto di vista penale.

 

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COME CAMBIANO I COGNOMI IN ITALIA

Per la prima volta una grande città del nord registra il primato di un cognome esclusivamente meridionale: Russo conquista Torino, scalzando il nome di famiglia piemontese per eccellenza, Ferrero. Sempre per la prima volta un cognome straniero conquista il 1° posto assoluto in una delle prime 10 città italiane più popolose del nord, accade a Brescia, con il cognome Singh, indiano-pakistano. Ed ancora per la prima volta anche città medie o piccole presentano cognomi stranieri tra i primi: il tunisino Fatnassi 2° a Imperia, i singalesi Fernando e Warnakulasuriya, 14° e 22° a Verona. È Chen il cognome più pratese. I signori e le signore Chen, di origine cinese, strappano dunque il podio ai signori e alle signore Gori, quest'ultimo fino ad ora il cognome più diffuso a Prato, la città toscana che ospita una delle comunità orientali più consistenti d'Italia: tra regolari e no si contano ben oltre trentamila cinesi su 188 mila abitanti. La ricerca sui cognomi italiani, realizzata da Enzo Caffarelli, professore di Onomastica presso l’università di Roma, Tor Vergata, grazie alla collaborazione delle Anagrafi dei Comuni italiani e pubblicata sull’ultimo numero di Anci Rivista, può vantare molti primati: per la prima volta sono disponibili dati del XXI secolo e per la prima volta un’inchiesta sui cognomi più diffusi nelle città italiane viene realizzata sull’intera popolazione anziché sui titolari di abbonamenti telefonici, che sono invece soltanto una piccola parte dei residenti e non rappresentano milioni di giovani e di bambini. I dati che emergono meritano attenzione: il cognome Esposito è ora 12° a Torino, mentre nella Aosta regginizzata sono calabresi ben 8 cognomi sui primi 10 e 11. Un fatto notevole è rappresentato dalle divergenze tra le classifiche riportate anche in un recente passato e le nuove. Tale differenza si manifesta con spostamenti di posizione notevoli. Se confrontiamo i dati forniti dai Comuni ad Anci Rivista nel 2011 con quelli di Seat/Pagine Gialle del 1999-2000, troviamo per esempio Rossi non più 1° a Latina, superato da Russo, e 1° invece a Viterbo, dove sorpassa il locale Delle Monache, a Udine al posto di Rizzi nonché a Rovigo per Ferrari. Russo è il primo cognome per diffusione in Sicilia, il 2º in Campania, Puglia, Basilicata e Calabria e complessivamente il n.1 del Meridione, mentre nel Centro-nord il primato appartiene a Rossi. Secondo le leggi fonetiche della nostra lingua e nei nostri dialetti, Russo non può essersi in alcun modo generato in Piemonte o in Lombardia o in Emilia o in Toscana o nel Lazio. Eppure oggi è diventato il n. 1 a Torino, come detto, e a Latina. Inoltre sale a Novara dal 14º al 5º posto, a Genova dal 19º al 12º, a Bologna dall’86º addirittura al 14º, a Trieste dal 46º al 14º, a Livorno dal 98º al 44º, a Grosseto dal 98º al 17º.

 

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ANGELINA E BRAD PRESTO SPOSI

Ora che Brad Pitt e Angelina Jolie sono ufficialmente fidanzati, l'attenzione si è spostata sull'organizzazione del grande evento, di cui sino ad oggi non erano emersi dettagli. Ma secondo quanto riportano ora alcuni siti di gossip, le due star stanno organizzando il matrimonio nella loro gigantesca tenuta nel sud della Francia, in estate, per poi spostarsi per almeno due anni a vivere in Inghilterra insieme alla loro tribù di figli (sei, tra naturali e adottivi). Secondo il New York Post, i due futuri sposi hanno passato gli ultimi sei mesi ad organizzare le nozze, a cui dovrebbero partecipare circa 200-300 persone, la maggior parte dei quali provenienti dall'elite di Hollywood. "Sono stati in silenzio per mesi per preparare uno dei più affascinanti matrimoni di tutti i tempi. - ha detto un amico della coppia - Ho visto il loro castello, è il luogo più romantico che si possa immaginare". Tra gli invitati sono già dati per certi Matt Damon, George Clooney, Johnny Depp e Tom Cruise. E in molti si chiedono se alle nozze prenderà parte anche l'ex moglie di Brad, Jennifer Aniston, che avrebbe detto di non poter essere più felice di quanto già lo sia per Pitt.

 

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ITALIA IN RECESSIONE

“Gli ambiziosi obiettivi di bilancio dell'Italia potrebbero essere compromessi dalla recessione e da tassi d'interesse troppo alti e il governo potrebbe essere costretto a varare nuove misure di austerità per portare a termine il programma”. Lo scrive il Financial Times, citando un rapporto confidenziale circolato all'ultimo vertice a Copenhagen. Secondo il dossier, dal titolo 'La situazione di Bilancio in Italia' e compilato dalla Commissione Europea, Roma da maggio 2010 ha varato misure "davvero notevoli" per consolidare il bilancio, pari a più di 100 miliardi di euro ed equivalente al 7% del Pil. Tutto questo le ha permesso "di riguadagnarsi la fiducia dei mercati ed ora è in rotta verso l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013, dopo aver segnato un deficit pari al 3,9% del Pil nel 2011". Ma, prosegue il rapporto citato dal quotidiano londinese, "gli sforzi dell'Italia per raggiungere gli obiettivi di bilancio potrebbero essere messi a rischio da prospettive deprimenti per quanto riguarda la crescita e da tassi d'interesse relativamente alti". Quindi "il governo dovrebbe essere pronto a evitare ogni ritardo nell'esecuzione delle misure e intraprendere ulteriori azioni se necessario". La redditività delle banche italiane continuerà ad essere bassa nei prossimi anni e ciò le spingerà ad adottare una politica di dividendi conservativa. È quanto scrive Standard & Poor's in un rapporto, spiegando che questo scenario è dovuto alle perdite riportate nei bilanci 2011 per le ingenti svalutazioni degli avviamenti. Avvio di seduta all'insegna della cautela per le borse europee che aspettano indicazioni dagli Usa, dove nel pomeriggio verranno resi noti i dati sulla ordini industriali e in serata i verbali della riunione della Fed a febbraio. Nonostante la chiusura positiva dei listini asiatici, le borse europee hanno iniziato le contrattazioni segnando ribassi frazionali, con Francoforte e Londra che si mantengono appena sopra la parità, mentre gli spread dell'area euro con i bund tedeschi non segnano particolari tensioni. Guidano i ribassi bancari e materie prime (entrambi gli indici Dj Stoxx di settore cedono lo 0,47%) mentre tengono i titoli dell'energia (+0,29%), supportati dal caro-petrolio. Di seguito gli indici dei titoli guida delle principali borse del Vecchio Continente: - Londra +0,08% - Parigi -0,09% - Francoforte +0,06% - Madrid -0,20% - Milano -0,22% - Amsterdam -0,05% - Stoccolma -0,26% - Zurigo -0,22%. Lo spread fra il btp decennale e l'analogo bund tedesco apre la giornata a 330 punti, stessa indicazione della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale si attesta al 5,12%.

 

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LAVORO

Per il governo "la situazione non soddisfacente nel mercato del lavoro" rappresenta "un ostacolo" alla crescita e alle prospettive per nuova occupazione. Lo spiega il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ad Amman. "Il disegno di legge sarà presentato da qui a qualche giorno", ha detto Napolitano sottolineando che Monti sta esaminando il progetto sul lavoro preparato dal ministro Fornero. "Domani sera vedrò lo stato dell'arte perché il presidente del Consiglio doveva esaminare il progetto preparato dal ministro Fornero e da altri membri del governo, e vedrà se è pronto per sottoporlo alla mia firma", spiega Napolitano sottolineando che la sua firma "é soltanto di autorizzazione alla presentazione al Parlamento" in quanto "non è un decreto legge". "Meglio fare la riforma insieme che separati. Il tema però è cosa si fa se la Cgil dice no alla modifica dell'art. 18. Ci preoccupa che l'agenda la detti il sindacato e non il governo che ha come bussola il bene dell'Italia e degli italiani". L'ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, a margine di un convegno a Palermo.. Alfano ha aggiunto: "Se il tentativo è quello di non scontentare la Cgil, il nostro è quello di non scontentare gli italiani approvando una riforma che crei più sviluppo e occupazione". Il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, ritiene che sull'art. 18 si arriverà ad un accordo prima della tornata delle elezioni amministrative. "Io ci credo". Bersani, a chi parla di un Pd schiacciato dalla Cgil, replica di non voler rispondere "neanche più. Perché non voglio essere offensivo. Noi siamo un grande partito, più grande di quello di Alfano e ragioniamo con le nostre teste. Naturalmente ascoltando imprenditori e lavoratori, ma ragionando sulla nostra idea di società che, per esempio, non può prevedere che il posto di lavoro sia sempre, unicamente, semplicemente, monetizzato anche in assenza di una giusta causa di licenziamento". "Non appartiene - ha ribadito Bersani - ad un modello di società che abbiamo in testa noi. E non assomiglia ai migliori modelli di società che ci sono in Europa. Tocca - ha spiegato - ai sindacati fare il loro mestiere, agli imprenditori il loro mestiere, ma tocca ai partiti di dare un'idea di quale sia l'Italia che vogliamo nel futuro". Bersani ha rilevato che "ragionando e approfondendo, un'intesa sia possibile. Anche perché noi non poniamo un tema di bandiera del Pd. Ho sentito - ha ricordato - parole sagge dal presidente di Confagricoltura e dal card. Bagnasco e da tanti imprenditori che hanno detto 'cerchiamo di risolvere il problema centrale'. Quindi se non vogliono ascoltare me, ascoltino chi si sta pronunciando, ascoltino l'orientamento dell'opinione pubblica italiana che non è un orientamento a conservare, ma a riformare tutti insieme. Non possiamo accendere i fuochi inutili in un momento così difficili; ma tutti insieme si riprende la strada". Se saltano le modifiche all'articolo 18, per la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, "deve esserci allora una nuova proposta completamente diversa". A suo avviso infatti, "in questo modo salta l'equilibrio della riforma, e piuttosto che una cattiva riforma del mercato del lavoro è meglio non farla o farla in un altro momento". Il Governo deve decidere se vuole essere equilibrato o attaccare solo la condizione dei lavoratori: lo ha detto il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso rispondendo a una domanda dei conduttori di "Un giorno da pecora". Alla domanda se il Governo cederà sull'artiocolo 18 Camusso ha risposto "gli farebbe bene". La leader Cgil ha ribadito che contro le modifiche all'articolo 18 introdotte dal Governo con il Ddl la Cgil "continuerà la sua battaglia". "La pratica dell'articolo 18 non può rimanere per mesi sul tavolo della discussione fino alle prossime elezioni politiche perché rischia di provocare lacerazioni sociali e tensioni fra i partiti che sostengono il governo Monti, cosa di cui in questo momento non c'é assolutamente bisogno". Lo ha detto il presidente dell'Udc, Pier Ferdinando Casini intervenendo oggi alla presentazione della lista Udc a sostegno del candidato sindaco per Cuneo, Federico Borgna. "Credo - ha affermato - che almeno un ramo del Parlamento debba riuscire ad approvare la riforma del mercato del lavoro entro le Amministrative del 6 e 7 maggio. Sono convinto che si riuscirà a trovare un accordo e che alla fine potremo sostenere il progetto che il governo Monti porterà in Parlamento". "Credo - ha ancora detto Casini rivelando di aver parlato con il ministro Elsa Fornero sia ieri che stamani - che prima delle amministrative almeno un ramo del Parlamento debba approvare la riforma del lavoro che però, ribadisco, è molto più complessa del solo articolo 18". "Il governo - ha concluso - prenderà le decisioni e noi lo sosterremo. Questa azione di modernizzazione non può restare a metà strada".

 

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ACCONTO IMU

L'acconto di giugno dell'Imu si pagherà con "le aliquote di base e la detrazione" già fissata per la prima abitazione. Lo prevede un emendamento dei relatori al dl fiscale appena depositato alle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato. "Per l'anno 2012 il pagamento della prima rata dell'imposta municipale propria - si legge nell'emendamento a firma dei relatori - è effettuato, senza applicazione di sanzioni ed interessi, in misura pari al 50% dell'importo ottenuto applicando le aliquote di base e la detrazione previste". La seconda rata "é versata a saldo dell'imposta complessivamente dovuta per l'intero anno con conguaglio sulla prima rata".

 

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LEGA INDAGATA

Carabinieri e uomini della Finanza si sono presentati stamani nella sede della Lega in via Bellerio a Milano. La perquisizione in corso riguarda, a quanto si è appreso, una inchiesta relativa alla vicenda degli investimenti in Tanzania effettuati dal tesoriere del partito Francesco Belsito (nella foto), il quale risulta indagato per appropriazione indebita e truffa ai danni dello Stato.  Oltre alla Guardia di Finanza in via Bellerio si sono recati i carabinieri del Noe e del Nucleo Operativo Ecologico di Roma. Con loro c'é il pm napoletano Henry John Woodcock. Stamattina nell'ambito delle indagini coordinate dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dai pm Paolo Filippini e Roberto Pellicano, come spiega una nota del procuratore della Repubblica di Milano Edmondo Bruti Liberati, "sono state eseguite perquisizioni nei luoghi in disponibilità degli indagati, nonché di soggetti loro collegati". La procura di Milano "procede per il reato di appropriazione indebita aggravata a carico di Belsito Francesco, Scala Paolo e Bonet Stefano, con riferimento al denaro sottratto al partito politico Lega Nord". I pm procedono "inoltre per il delitto di truffa aggravata ai danni dello stato a carico dello stesso Belsito con riferimento delle somme ricevute a titolo di rimborso spese elettorali". La procura, infine, procede "per truffa ai danni dello Stato a carico di Bonet Stefano e Belsito Francesco con riferimento alle erogazioni concesse allo Stato sotto forma di credito di imposta in favore della società Siram Spa con sede a Milano". I presunti reati sarebbero stati commessi "in Milano e altrove dal 2010 al gennaio 2012". L'attività di indagine, conclude la nota, "é svolta in coordinamento con le procura di Napoli e Reggio Calabria". Le perquisizioni sono coordinate dalle procure di Napoli, Milano e Reggio Calabria. Per quanto concerne l'indagine degli inquirenti partenopei l'ipotesi di reato formulata è di riciclaggio. A quanto si è appreso l'inchiesta della procura di Napoli scaturisce dall'indagine che portò al coinvolgimento del direttore dell'Avanti! Valter Lavitola e dell'imprenditore barese Gianpaolo Tarantini. I magistrati di Napoli sono alla ricerca di prove in relazione al presunto riciclaggio e indagano in particolare sui rapporti tra un imprenditore veneto e il tesoriere della Lega Francesco Belsito. Fonti della procura precisano che tuttavia la Lega non è coinvolta in attività di riciclaggio.

 

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MORTI IN MARE

Dieci migranti, sei somali e quattro eritrei, sarebbero morti in mare durante la traversata tra la Libia e le coste italiane. Soccorsi dalla nave Orione della Marina Militare e da una motovedetta della Guardia Costiera. I migranti, tutti provenienti da paesi dell'Africa sub sahariana, hanno raccontato che i loro compagni di viaggio sarebbero affogati dopo essere finiti in mare. Sono stati gli stessi extracomunitari a lanciare l'Sos con un telefono satellitare. Le operazioni sono state condotte dalle unità italiane nonostante l'imbarcazione si trovasse in acque Sar (ricerca e soccorso ndr) di competenza maltese. I profughi, tra i quali 12 donne tre delle quali in avanzato stato di gravidanza, erano su un gommone alla deriva che rischiava di affondare a causa del mare Forza 4-5. I superstiti, giunti in serata a Lampedusa profondamente provati dalla traversata, hanno ribadito quanto avevano già sostenuto nel corso delle loro telefonate. Le dieci vittime sarebbero finite in mare poche ore dopo la partenza, avvenuta nella notte tra venerdì e sabato da un porto al confine tra la Libia e la Tunisia. Il racconto viene ritenuto attendibile dagli operatori umanitari che hanno raccolto le testimonianze degli immigrati. I 48 superstiti sono già stati imbarcati sul traghetto di linea che li trasferirà a Porto Empedocle.

 

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EVASORI TOTALI

È proprietaria di uno yacht da oltre un milione di euro (1.200.000 euro), ma è sconosciuta al fisco. L'ha scoperta la guardia di finanza nel corso di un'operazione che hanno chiamato 'Sailing money' e che è stata condotta dal Roan di Bari in tutta la Puglia per il monitoraggio delle imbarcazioni da diporto di particolare pregio all'ormeggio e per la verifica della congruità contributiva dei proprietari contro evasione o elusione fiscale. Nel corso dell'operazione, sono state 963 le imbarcazioni controllate, tra le quali 755 yacht oltre i 10 metri di lunghezza. Nell'incrocio con le banche dati sono quindi emerse 286 posizioni di 'significativo potenziale interesse', spiegano dalla Guardia di finanza.  Le situazioni 'sospette' individuate dal reparto aeronavale di Bari della guardia di finanza riguardano in genere persone fisiche che dichiarano redditi apparentemente non coerenti con il valore dell'imbarcazione posseduta o dei canoni di leasing versati per l'acquisto, e anche società che non si occupano della gestione di imbarcazioni per il diporto. Dai controlli si è individuato il proprietario di uno yacht da 310 mila euro che non ha presentato alcuna dichiarazione al fisco, ma versa un leasing da 50 mila euro annui. Si è inoltre scoperta una società con reddito dichiarato di 36.354 euro intestataria di una barca a vela del valore di 120 mila euro. Un'altra azienda, con un reddito dichiarato di 1.326 euro e specializzata in attività diversa dalla gestione delle imbarcazioni risulta intestataria di uno yacht a motore del valore di 700 mila euro. Le posizioni sospette emerse nei controlli vengono approfondite - fa sapere la guardia di finanza - dai militari dei Comandi provinciali, per trovare ulteriori elementi di rilievo fiscale e di reddito e verificare la corrispondenza e la congruità rispetto alla effettiva capacità contributiva e al tenore di vita manifestato anche dal possesso delle imbarcazioni di particolare pregio.

 

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POMPE BENZINA MANOMESSE

Otto persone sono state denunciate dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma per aver manomesso pistole e colonnine dei distributori di benzina. Le Fiamme Gialle hanno proceduto anche al sequestro di 22 colonnine e 52 pistole erogatrici di carburante.

 

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MONTI E IL RISANAMENTO

No a "prematuri e pericolosi impulsi a rilassamento" del quadro di risanamento. Lo ha detto il premier Mario Monti parlando in commissione Attività produttive e Finanze della Camera. "Ogni arretramento - ha poi aggiunto - può dare cadute gravi del sistema". "In queste ultime settimane c'é stata una distensione del quadro finanziario italiano e europeo ma che non si è perfettamente normalizzato. Siamo in una posizione di attenta vigilanza rispetto ai mercati finanziari". Dopo "lo scrutinio positivo dei mercati e delle organizzazioni internazionali" sui conti pubblici dell'Italia, testimoniato "dall'andamento dello spread", ora "occorre rilanciare la crescita". Il confronto sulla riforma del mercato del lavoro "è in dirittura d'arrivo". Lo ha detto il premier Mario Monti alle commissioni Attività produttive e Finanze della Camera. "Il risultato" ha detto Monti verrà "portato in Parlamento". "Stiamo lavorando attivamente con partner europei fino a poco mesi fa inavvicinabili. Penso alla Germania con cui ci siamo avvicinati per coniugare politiche di rigore finanziarie e politiche per la crescita". "Credo che sia da considerare lo sforzo per le liberalizzazioni non di ossequio a un principio ma uno sforzo concreto per più crescita e più equità. È un dovere contribuire a questo sforzo". Lo afferma Mario Monti davanti le commissioni della Camera, sottolineando come non sia frequente "servire" queste due cause. Il decreto legge sulla concorrenza "non ha perso un grammo del quantum di liberalizzazioni ma anzi ha acquistato in realismo e capacità di applicazione". Monti replica così a quanti anche all'estero hanno più volte parlato di "arretramenti" durante l'iter. Sul fronte liberalizzazioni "l'attività normativa non può dirsi mai finita: non si elimina l'obbligo per il governo di presentare ddl sulla concorrenza. Quella può esser sede appropriata per continuare l'opera e andare più in là, per fare una manutenzione intelligente ed adeguata". "Non posso che pensar bene su una intesa. Naturalmente abbiamo sempre confidato sul senso di responsabilità dei partiti e anche sull'abilità di certi ministri che stanno lavorando per la mediazione su un tema delicato e sensibile che interessa la crescita del Paese". Lo dice il presidente del Senato, Renato Schifani. "Mi auguro, stiamo lavorando per questo, che l'accordo" sulla riforma del mercato del lavoro "sia raggiunto entro pochi giorni". Lo dice il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, esprimendo "fiducia". Un accordo che sia raggiunto, sottolinea Fornero intervenendo ad un convegno per ricordare Marco Biagi a 10 anni dalla sua morte, "non perché proposto da un governo tecnico, ma perché scaturisce dal Paese nel suo insieme, dal desiderio di guardare al futuro del Paese" ed in particolare ai giovani. "Esprimo la mia fiducia che l'accordo sarà realizzato", afferma il ministro. "Una volta fatto l'accordo, poi non sarà tutto facile, bisogna lavorare subito perché funzioni, perché alle regole seguano i comportamenti" altrimenti l'accordo resta "lettera morta", arrivando a "modificare anche atteggiamenti consolidati. Spero questo accordo migliori le prospettive dei giovani, perché - evidenzia Fornero - è il primo obiettivo che ci siamo dati". Sulla base di "principi" che guardano ad un mercato del lavoro che sia "il più inclusivo possibile, non segmentato, non esclusivo e un po' meno incerto". Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, in accordo con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero, ha convocato a Palazzo Chigi le Parti Sociali per martedì 20 marzo alle ore 15.30. "Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, in accordo con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero - si legge nella nota di Palazzo Chigi - ha convocato a Palazzo Chigi le Parti Sociali per martedì 20 marzo alle ore 15.30. La riunione verterà sulla 'Riforma del mercato del lavoro in una prospettiva di crescita' e sarà l'occasione per tirare le somme di un percorso di dialogo avviato a Palazzo Chigi il 23 gennaio 2012 e che porterà ad una conclusione, auspicabilmente con un pieno accordo, entro la fine di marzo". "Il Governo - prosegue la nota - ha sempre considerato la riforma del mercato del lavoro una priorità della sua azione nonché uno strumento essenziale per offrire nuovo impulso alla crescita del Paese. Anche per questo considera positivamente lo spirito di collaborazione e il contributo di idee offerto sin dal primo momento dalle Parti Sociali". "All'incontro prenderanno parte anche il Ministro dello sviluppo economico Corrado Passera, il Ministro dell'istruzione e della ricerca scientifica Francesco Profumo, il Vice Ministro dell'economia e delle finanze Vittorio Grilli e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio Catricalà", conclude. "Tutte le nostre energie e il nostro impegno sono volti a far sì che il governo possa varare entro la prossima settimana la riforma del mercato del lavoro. Serve una riforma coraggiosa, che sia equa e solidale e che non penalizzi le piccole e medie imprese ed i lavoratori. Questa è la vera priorità che il Paese attende, e che attendono anche i mercati finanziari e l'Europa". Lo scrive su Facebook il segretario del Pdl Angelino Alfano. "La proposta Fornero sul lavoro avrà alcune conseguenze chiare: colpisce le piccole e medie aziende aumentando i contributi, burocratizza ancor di più i contratti del lavoro inibendo le possibilità di ingresso per i giovani e disegna un approccio al tema lavoro che non ci consentirà di competere con il resto del mondo e non parla nemmeno dei temi collegati all'art. 18. Ho grande rispetto per la signora Fornero e la sua schiettezza, ma questa soluzione non é accettabile". Lo dice Guido Crosetto (PdL). "C'é la possibilità di arrivare ad un accordo ma c'é ancora qualche problema su cui stasera bisognerà discutere. Non tanto l'articolo 18 ma il tema degli ammortizzatori, dei contratti e delle risorse". Così Pier Luigi Bersani che oggi ha continuato il giro di contatti con le parti sociali sulla riforma del lavoro. "Mi aspetto - ha affermato Bersani - parole chiare e passi avanti sulla riforma. Noi abbiamo avuto contatti con tutti e c'é la possibilità di arrivare ad un accordo se si risolve ancora qualche problema". Per il leader del Pd "bisogna rendere moderno il sistema di tutele e se facciamo una operazione buona tutti insieme diciamo una cosa chiara: che l'Italia può riprendere il cammino".

 

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LA STRAGE DEL BUS

Resta riservata la prognosi di tre bambini ricoverati a Losanna dopo il drammatico incidente del pullman belga martedì sera in Svizzera. Le loro condizioni sono ancora preoccupanti e "la loro prognosi vitale è riservata", ha riferito stamane l'agenzia di stampa svizzera Ats. Tutti e tre sono in terapia intensiva presso il Centro ospedaliero universitario di Losanna (Chuv). Le loro famiglie sono presenti. Almeno sei tra i bambini feriti nell'incidente di Sierre, ricoverati nell'ospedale di Vist, saranno rimpatriati oggi. Lo ha riferito Michel Callens, responsabile sanitario dell'organizzazione cattolica belga Intersoc. Per domani è invece previsto il rientro di 13 altri bambini che si trovano nell'ospedale di Sion. Un quattordicesimo paziente è ancora in terapia intensiva, ma non è in pericolo di vita. Più gravi i piccoli pazienti che sono a Berna e Losanna "di cui per ora non è previsto il rimpatrio". Una squadra di medici legali è al lavoro nell'obitorio di Sion per il riconoscimento delle 28 salme. Lo riferisce la polizia cantonale del capoluogo del cantone vallese. A partire dalle 8.30 di oggi le famiglie delle 28 vittime vengono condotte ad una ad una alla camera mortuaria di Sion per il riconoscimento dei corpi. Una dolorosa staffetta di auto e furgoni della polizia fa la spola tra l'Hotel de Vigne, centro di raccolta dei parenti e l'obitorio. Tutti i famigliari sono accompagnati da medici e psicologi. Tutto si svolge con grande compostezza, anche se all'uscita del centro funerario i genitori non riescono a nascondere la disperazione, alcuni vengono sorretti dai sanitari che sono con loro. All'obitorio di Sion è anche al lavoro in queste ore, secondo quanto ha riferito la polizia cantonale, un'equipe di medici legali che sta effettuando test del Dna su quei corpi che sono stati resi irriconoscibili dall'impatto di martedì sera. "La polizia cantonale ha interrogato tutti i bambini feriti" sull'incidente. Lo ha detto Michel Callens, responsabile sanitario dell'organizzazione cattolica Intersoc, incontrando i giornalisti davanti all'ospedale di Sion. "Su questo - ha aggiunto - non posso fornire ulteriori dettagli". "Dove sono i nostri amici?". È questa la domanda più ricorrente che si pongono i bambini feriti ricoverati dopo l'incidente nel tunnel di Sierre. Lo ha riferito Michel Callens, medico dell'organizzazione Intersoc, che ha organizzato la settimana bianca dei ragazzi belgi. "Si pongono tante domande. - ha riferito ancora il medico - Si chiedono cosa è successo e per ora è meglio non spiegarlo loro nei dettagli". Il Papa esprime il suo dolore e il suo cordoglio per le vittime dell'incidente. "Il Papa - si legge in un telegramma che il Segretario di Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, ha inviato a nome di Benedetto XVI all'arcivescovo di Bruxelles, André Leonard - si unisce nella preghiera al dolore delle famiglie e affida le vittime alla misericordia di Dio, pregando di accoglierle nella sua luce. Egli esprime la sua profonda vicinanza alle persone ferite e alle loro famiglie, ai soccorritori, pregando il Signore di portare loro aiuto e consolazione in questa prova". Poco prima dell'incidente stradale l'autista dell'autobus avrebbe inserito un Dvd nel lettore del veicolo: lo scrive il giornale fiammingo Het Laatste Nieuws sul suo sito Internet citando le testimonianze di alcuni bambini sopravvissuti alla strage. Un attimo di disattenzione da parte dell'autista, scrive il giornale, potrebbe quindi avergli fatto perdere il controllo del mezzo. Da parte sua, tuttavia, un portavoce della polizia svizzera - citato dal giornale elvetico Aargauer Zeitung - ha detto che si tratta di "speculazioni", sottolineando che dalle immagini video delle telecamere nella galleria non risulta che l'autista fosse alle prese con un Dvd prima dell'incidente. Ma il racconto dei piccoli testimoni oculari parla chiaro: "Poco prima dell'incidente, l'autista ha voluto mettere un Dvd" nel lettore, hanno detto alcuni bambini che sono rimasti feriti nell'incidente ai loro genitori e al personale dell'ospedale in cui sono ricoverati in Svizzera, secondo quanto riporta il sito del giornale fiammingo. Sempre sulla base di queste testimonianze anonime, lo stesso quotidiano scrive che un insegnante della scuola di Heverlee (centro) avrebbe dato un Dvd all'autista poco prima dell'incidente. I familiari delle vittime del tragico incidente del pullman belga hanno visitato oggi il luogo della tragedia, la galleria autostradale di Sierre (Svizzera) all'interno del quale si è schiantato il veicolo. In un mesto pellegrinaggio, i familiari sono giunti sul luogo del dramma a bordo di pulmini con i vetri scuri. Scortati dalla polizia, molti genitori portavano in mano rose e messaggi, lasciati sul posto in memoria delle 28 vittime, tra cui 22 bambini, ha riferito l'agenzia di stampa svizzera. Una cappella ardente è stata allestita a Sion e una marcia bianca dovrebbe peraltro svolgersi stasera alle 20.00 a Martigny, sempre nel Vallese. L'iniziativa è stata lanciata in modo spontaneo su Facebook, ha detto all'Ats il sindaco della località Marc-Henri Favre.

 

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BENE LO SPREAD ITALIANO

''Tra i Paesi dell'area euro, l'Italia ha riportato il maggiore restringimento dei differenziali di rendimento sulle obbligazioni sovrane nonostante il suo declassamento da parte delle tre principali agenzie di rating''. Lo scrive la Bce notando il calo dello 'spread' di 166 punti fra fine novembre e inizio marzo. In Italia la fiducia dei consumatori ''si è gradualmente indebolita per riportarsi su livelli analoghi a quelli osservati durante la recessione del 2008-2009''. La Bce nota invece un ''rafforzamento significativo'' della fiducia in Germania e Spagna, e un recupero ''contenuto'' in Francia. I due maxi-prestiti a lungo termine sborsati dalla Banca centrale europea a dicembre e febbraio sono stati decisi ''a fronte di circostanze straordinarie nell'ultimo trimestre del 2011'' e ''potrebbero aver contribuito a contenere gli effetti di contagio della crisi del debito sovrano''. Il 'fiscal compact' per rendere più stringenti le regole europee di bilancio ''è un passo nella giusta direzione''. Tuttavia, in prospettiva, serviranno ''progressi verso un'autentica fiscal stability union''. Il board dell'Fmi ha dato il via libera ad aiuti per 28 miliardi di euro alla Grecia. L'approvazione dei 28 miliardi di euro in quattro anni - si legge in una nota del Fondo - comporta un esborso immediato di 1,65 miliardi di euro in favore di Atene.

 

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CONTI CORRENTI GRATIS

Giallo nel governo sui Conti Correnti gratis ai pensionati con trattamenti pensionistici fino a 1.500 euro. Polillo: misura verrà cambiata, ma viene smentito da De Vincenti. Il governo interverrà, con un successivo provvedimento, sulla misura del dl liberalizzazioni che prevede la gratuità dei conti correnti per i pensionati che percepiscono fino a 1.500 euro al mese. Lo ha detto il sottosegretario all'Economia Gianfranco Polillo alla Camera sottolineando come la misura sia un danno per le banche. Il sottosegretario all'Economia Gianfranco Polillo sottolinea come le misure sui conti correnti gratis per i soggetti titolari di trattamenti pensionistici fino a 1.500 euro, "comportando un notevole danno per le banche, potrebbero causare un'ulteriore stretta creditizia che si riverbererebbe inevitabilmente sulle imprese e le famiglie". Inoltre, rileva "come la disposizione sulla riduzione delle commissioni interbancarie si risolverebbe in una riduzione dei ricavi per le banche con effetti indiretti anche sul gettito fiscale". Sempre secondo quanto riferito dai bollettini, Polillo segnala come la commissione Bilancio del Senato abbia ritenuto di dare nulla osta sul punto per la mancanza di effetti diretti sulla finanza pubblica, malgrado la contrarietà del Governo" e fa dunque "presente che il Governo si riserva di intervenire in merito, presumibilmente con un successivo provvedimento, data la difficoltà di introdurre modifiche a quello in esame". Polillo, come si legge nel bollettino delle commissioni parlamentari, ricorda come "siano state introdotte nel corso dell'esame presso il Senato con il parere contrario del Governo e rileva come tale contrarietà fosse dovuta, più che a motivazioni di merito, a ragioni di metodo, in quanto, a suo avviso, sarebbe stata preferibile la convocazione di un tavolo tecnico tra i soggetti interessati, piuttosto che intervenire con legge". Il Sottosegretario "osserva peraltro come la disposizione porrebbe anche problemi di natura applicativa, non essendo espressamente prevista l'esclusione dei soggetti che percepiscono altri redditi tali da fare superare, magari largamente, la soglia dei 1.500 euro mensili". Il sottosegretario allo Sviluppo Claudio De Vincenti ha smentito il suo collega all'Economia Gianfranco Polillo sull'intenzione del Governo di modificare la norma del dl liberalizzazioni sui conti correnti gratis. La smentita è stata fatta durante i lavori della Commissione finanze e attività produttive della Camera. All'inizio dei lavori diversi parlamentari hanno chiesto chiarimenti a De Vincenti sulle parole di Polillo in Commissione Bilancio. "Sulla norma sui conti correnti - ha replicato il sottosegretario - assolutamente il Governo ha dato parere positivo. Di ciò che riporta un lancio d'agenzia non ci importa nulla". Incalzato da altri deputati, il sottosegretario ha ribadito: "Vale ciò che il Parlamento ha deciso".

 

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L’ESPRESSO ACCUSA

Il tesoriere della Margherita Luigi Lusi (nella foto) avrebbe girato centinaia di migliaia di euro della Margherita al Centro per il futuro sostenibile (Cfs), la fondazione di cui Francesco Rutelli è presidente. È quanto rivela il settimanale 'L'Espresso’, al quale risulta che il Cfs ha ricevuto da Lusi, dal novembre 2009 al luglio 2011, ben 866 mila euro, in media oltre 43 mila euro al mese. Secondo il settimanale, il primo bonifico alla fondazione (conto corrente Unicredit-Banca di Roma numero 000401107758) è del 13 novembre 2009, quando Rutelli, dopo aver lasciato il Pd, sta lanciando l'Api, il suo partito personale nato appena due giorni prima. La fondazione il 13 novembre riceve da Lusi i primi 48 mila euro della Margherita. Altri 48 mila arrivano a gennaio del 2010. Poi, tra quelli che risultano a 'l'Espresso’ ne giungono altri 140 mila a ottobre, 145 mila a novembre, altri 140 mila il 17 dicembre 2010. Nel 2011 per Rutelli e la sua fondazione il primo febbraio arrivano dalle casse del partito, che non esiste più, ulteriori 145 mila euro, mentre altri 200 mila piovono con due distinti versamenti nel mese di luglio. "Accuse ridicole". Così Francesco Rutelli definisce le rivelazioni dell'Espresso sul caso Lusi. Rutelli assicura di non aver avuto da Lusi "nemmeno un centesimo". E accusa L'Espresso di essersi prestato a un'opera di "inquinamento e depistaggio" dell'indagine in corso. Per questo Rutelli querelerà il settimanale. La precisazione di Rutelli è contenuta in una lunga nota del suo ufficio stampa che risponde "alle notizie e alle falsità pubblicate da l'Espresso". "Le informazioni, quelle vere e quelle false si legge nella nota - sono state certamente fornite dall'ex tesoriere Lusi, come parte della sua azione di inquinamento del procedimento penale in corso contro di lui, già sanzionata dagli inquirenti della Procura della Repubblica di Roma, che hanno definito i precedenti articoli 'assai verosimilmente ispirati dallo stesso indagato'; 'segnali preoccupanti', poiché contengono 'circostanze che non emergono dagli atti e dai documenti acquisiti al fascicolo processuale e che, qualora veritiere, sarebbero probabilmente note al solo Lusi'. Proprio tali attività - prosegue la nota - hanno reso necessario procedere senza indugi al sequestro, lo scorso 8 marzo, di ulteriori beni di Lusi e dei suoi familiari indagati. Per lo stesso motivo i magistrati hanno acquisito al processo la registrazione dell'intervista di Lusi alla trasmissione Servizio Pubblico. Dunque, l'Espresso sapeva di rendersi strumento di una condotta di inquinamento e depistaggio dell'indagine e del tentativo vano di intimidazione delle persone offese". "L'accusa esplicita a Rutelli - si legge ancora nella nota - é assolutamente ridicola. Egli è stato per dieci anni il leader del Partito - e tuttora è responsabile, in base allo Statuto, della rappresentanza politica e dell'attività dell'organizzazione. È stato Rutelli colui che ha portato un incessante impegno anche per la trasparente acquisizione delle risorse della Margherita, attraverso le campagne elettorali e l'autofinanziamento. Rutelli non ha avuto personalmente neppure un centesimo dalla Margherita: ha svolto il suo incarico a titolo assolutamente gratuito. È bene, anzi, rivendicare uno stile che forse non ha in Italia molti riscontri: Rutelli è leader dell'ApI, e non riceve un centesimo (nell'ultimo anno, ha anzi versato quasi 50.000 euro di contributi al suo movimento). È capogruppo al Senato, e ha scelto di non avere alcuna indennità per questo impegno istituzionale. Lo stesso vale per le altre attività, di puro volontariato politico: la co-Presidenza del Partito Democratico Europeo e il ruolo di consigliere comunale a Roma (dove non riscuote neppure un gettone di presenza). Il titolo dell'Espresso ('Da Lusi 866mila euro a Rutellì) è puramente e semplicemente un falso, e come tale sarà perseguito". "Nel pieno rispetto delle regole e delle previsioni statutarie - prosegue la nota - il tesoriere della Margherita ha disposto il finanziamento di centinaia di iniziative. Tra queste, nell'arco di dieci anni, iniziative politico-culturali di alto valore che stavano e stanno molto a cuore a Rutelli, quali il Centro di Formazione Politica di Milano, il Centro per un Futuro Sostenibile, l'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di liberazione in Italia (INSMLI). È arduo sostenere che tali iniziative meritino biasimo, anziché apprezzamento. In particolare, il CFS, nato per iniziativa di Rutelli nel 1989, si occupa di ambiente, vi partecipano politici di ogni schieramento politico e scienziati di qualità, e sarebbe il colmo se venisse presentato quasi fosse un'attività collegata alle malefatte del Lusi! Anche in questo caso, Rutelli non ha mai riscosso un centesimo per il suo impegno dal 1989 ad oggi; al contrario, contribuisce economicamente alle attività (nel 2012, ha finora versato un contributo personale di 2.500 euro). Lo stesso spirito di volontariato vale per tutti gli altri promotori (salvo, ovviamente, per il piccolo staff). È straordinariamente falso che Rutelli sia accusato di aver ricevuto soldi da una Fondazione cui invece contribuisce con la sua attività di volontariato". "È invece gravissima - continua la nota - l'accusa implicita, l'allusione ripetuta in tutto l'articolo dell'Espresso: che l'attività di iniziativa e volontariato politico di Rutelli sia in realtà finanziamento occulto all'ApI: 'i soldi alla fondazione del leader dell'ApI proprio quando l'ex sindaco di Roma aveva appena lasciato il PD per fondare il suo nuovo partito. Si tratta di un accostamento inqualificabile, incluse le malizie sugli uffici, condivisi con l'Alliance of democrats, con cui il Centro ha indetto molti impegni pubblici da anni a questa parte, italiani ed internazionali, con la partecipazione di capi di stato, leader politici, scienziati e associazioni di prestigio internazionale". "Per questa serie di motivi, e tutti gli altri che saranno rinvenuti dagli avvocati difensori di Rutelli - Titta Madia e Vincenzo Zeno Zencovich - l'Espresso (che ha ricevuto e riceve molti fondi pubblici), e quanti riportassero tali diffamazioni, saranno chiamati a rispondere in giudizio".

 

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NUOVO RINVIO

L'Alta Corte del Kerala ha oggi rinviato a lunedì 19 marzo la discussione sulla richiesta italiana riguardante la giurisdizione sull'incidente in mare del 15 febbraio in cui sono morti due pescatori indiani e due marò sono finiti in carcere a Trivandrum. Durante l'udienza davanti al giudice P.S. Gopinathan, durata oltre due ore, la pubblica accusa ha presentato una miriade di leggi indiane e internazionali, oltre a precedenti giuridici, a sostegno delle leggi indiane sulla cosiddetta "zona contigua", che si estende dopo acque territoriali (fino a 12 miglia nautiche), e dove si trovava la Enrica Lexie al momento dell'incidente. A presentare le tesi sono stati i legali dello stato del Kerala, del governo centrale e i due avvocati che rappresentano i familiari dei pescatori uccisi. A un certo punto l'accusa ha anche mostrato al giudice una mappa dell'Oceano Indiano in cui si mostrano le rotte seguite dai mercantili che "per evitare i pirati somali" preferiscono passare vicino alla costa occidentale dell'India considerata più sicura, anche se più "a rischio" per la presenza dei pescherecci. Nella sua arringa l'avvocato Raman Pillai, del team italiano, ha parlato di "confusione" delle tesi accusatorie basate in particolare su una convenzione dell'Organizzazione marittima internazionale che, secondo lui, si applica soltanto agli atti di terrorismo internazionale e alla pirateria in alto mare. Il giudice ha quindi deciso di continuare la discussione lunedì. Sempre nella stessa sezione dell'Alta Corte del Kerala è prevista per martedì una nuova udienza sulla richiesta dell'armatore di autorizzare la partenza della petroliera ancorata al largo del porto di Kochi. L'Alta Corte del Kerala ha deciso di non permettere per ora la partenza della petroliera Enrica Lexie in quanto le indagini sull'uccisione di due pescatori sono ancora in corso. Secondo il giudice, la petizione presentata dall'armatore sarà deferita a un'altra sezione del tribunale che sta esaminando un ricorso presentato dai familiari di una delle 2 vittime. Per la pubblica accusa, "la presenza della nave è richiesta" almeno fino a quando non sarà noto l'esito della perizia balistica. - Mentre cresce la suspense per le elezioni di Piravom, piccolo centro agricolo a un'ora di auto da Kochi, si apre uno spiraglio per la sistemazione dei marò fuori dal carcere come richiesto con insistenza dalla autorità italiane. Un quotidiano scriveva stamane che il trasferimento in una "guest house" potrebbe avvenire la prossima settimana. Il voto suppletivo di sabato, cruciale test per il partito del Congresso, sta tenendo il mondo politico del Kerala con il fiato sospeso, condizionando anche la battaglia legale in corso all'Alta Corte dove domani si tengono due importanti udienze per la liberazione dei marò e il "rilascio" della petroliera Enrica Lexie, ancorata al largo del porto di Kochi con a bordo quattro fucilieri del San Marco, cinque ufficiali e 19 marinai indiani. Proprio la nave, coinvolta lo scorso 15 febbraio nell'uccisione di due pescatori indiani scambiati per pirati, continua a essere al centro della polemica sulla responsabilità di chi ha permesso che entrasse in acque territoriali indiane. In un'audizione, il ministro della Difesa, Giampaolo Di Paola, confermando la versione del collega Giulio Terzi - e anche le iniziali rivelazioni della stampa locale - ha detto che è stato usato l'inganno. In particolare, la decisione di condurre il mercantile nel porto di Kochi è stata presa dall'armatore dietro una precisa richiesta scritta delle autorità indiane a proposito di un presunto attacco di pirati. La ricostruzione coincide anche con quella del legale di Luigi D'amato, proprietario della Lexie, che oggi ha ammesso: "é stata l'unica cosa saggia da fare" in quanto le autorità indiane con un sotterfugio avevano chiesto collaborazione per un sospetto attacco di pirateria. L'avvocato ha poi svelato il drammatico "pressing" delle autorità indiane per convincere il comandante a "collaborare" e a consegnare i due marò. La petroliera è stata infatti scortata nella rada di Kochi da due motovedette della guardia costiera e da un elicottero. Proprio questo particolare mostra però la "buona fede" del capitano convinto di "non avere nulla da nascondere". I giudici dell'Alta Corte del Kerala si devono pronunciare domani sul mercantile che ha chiesto di poter riprendere il mare dopo aver pagato le cauzioni (circa 450 mila euro) richieste dai familiari delle vittime. Spunta però un'altra petizione, quella delle sorelle del giovane pescatore Ajash Pink che chiedono l'arresto del comandante Umberto Vitelli e che sarà esaminata domani. Sempre all'Alta Corte, domani, c'é una nuova udienza sul ricorso in merito alla giurisdizione internazionale sostenuta dall'Italia ma contestata con fermezza dall'India. "Pensiamo non sia ancora conclusiva" ha detto il ministro degli Esteri, Giulio Terzi, in aula alla Camera, aggiungendo che le autorità italiane sono inoltre "ancora in attesa della perizia balistica" sulle pallottole che hanno colpito i due pescatori indiani. Ma anche in questo caso, forse, bisognerà aspettare il verdetto di Piravom, dove sembra che i comunisti siano favoriti sul candidato del Congresso del chief minister Oommen Chandy che guida il Kerala.

 

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NOVEMILA MORTI IN SIRIA

Il ministro degli Esteri turco, Ahmet Davutoglu, ha tracciato un quadro della repressione siriana più grave di quello ufficiale alzando la cifra delle vittime a "circa 9.000" col rischio che siano in realtà fino a 20 mila considerando i dispersi. "Fino ad oggi ci sono circa 9.000 morti. Si dice che, con i dispersi, siano circa 20 mila", ha detto Davutoglu in un'intervista televisiva riferita dall'agenzia turca Anadolu. "Più di 70 mila sono arrestati", ha aggiunto il ministro sottolineando che il regime ha perso ogni legittimità. La stima accreditata da Davutoglu supera quella formulata l'altro ieri dal presidente dell' Assemblea generale dell'Onu, Nassir Abdulaziz al-Nasser (più di 8.000) e quella attribuita all'Osservatorio siriano per i diritti dell'Uomo (Osdh, più di 8.500). Solo il Consiglio nazionale siriano (Snc, la vacillante piattaforma degli oppositori siriani all'estero) parla comunemente di 10 mila (come fatto l'altro ieri dal suo presidente, Burhan Ghalioun). Davutoglu, nell'intervista trasmessa ieri sera, come riferisce ancora l'Anadolu ha affermato che "non c"e un briciolo di legittimità in Assad, agli occhi di chi ha perso i propri parenti. Le elezioni appena annunciate per il 7 maggio saranno solo "un voto cosmetico" finche Assad rimarrà al potere, ha detto ancora il ministro sottolineando che la leadership siriana si è mossa troppo tardi per riformare il Paese. Gli attivisti siriani dei Comitati di coordinamento locali anti-regime hanno documentato oggi l'uccisione di 46 persone, per lo più nella regione di Idlib, da parte delle forze fedeli al presidente Bashar al Assad. I Comitati pubblicano una lista dettagliata con le generalità delle vittime e le circostanze della loro morte. Continua sostenuto l'afflusso di profughi siriani in Turchia: come riferisce l'emittente turca Ntv in sovrimpressione, mille persone hanno passato la frontiera nelle ultime 24 ore. L'emittente cita fonti ufficiali contattate dalla Reuters. Già ieri autorità turche avevano fatto sapere di attendersi un flusso di circa 50 mila profughi oltre ai 13.500 già accolti attualmente nelle sette tendopoli turche. L'Italia ha sospeso l'attività della propria Ambasciata a Damasco e rimpatriato dello staff della sede diplomatica, secondo quanto riferisce la Farnesina. "Anche in considerazione delle gravi condizioni di sicurezza, insieme ai principali partner dell'Unione Europea, abbiamo inteso ribadire la più ferma condanna verso le inaccettabili violenze attuate dal regime siriano nei confronti dei propri cittadini", informa il ministero degli Esteri. "L'Italia continuerà a sostenere il popolo siriano e a lavorare per una soluzione pacifica della crisi, che ne garantisca i diritti fondamentali e le legittime aspirazioni democratiche. - continua la Farnesina - Sosteniamo pienamente gli sforzi dell'Inviato Speciale dell' ONU e della Lega Araba, Kofi Annan, per ottenere uno stop immediato alla violenza e per consentire l'accesso degli operatori umanitari e l'avvio del dialogo politico". L'esercito siriano ha preso il totale controllo della città ribelle di Idlib, nel nord-ovest della Siria, dopo un assalto durato quattro giorni. Lo ha riferito un attivista che parla anche di 10 morti ieri in tutto il Paese e in particolare nelle provincia di Idlib. "Da ieri a Idlib non si compatte più, l'Esercito libero siriano si è ritirato e l'esercito regolare ha preso d'assalto l'intera città, conducendo anche perquisizioni casa per casa", ha raccontato Noureddine al-Abdo da Idlib. Maltrattamenti e torture sistematiche nelle carceri siriane ai danni degli oppositori del regime del presidente Bashar al Assad: lo denuncia un nuovo rapporto di Amnesty International sulla situazione in Siria alla vigilia dell'anniversario del 15 marzo, a un anno dall'esplosione della rivolta. "Volevo morire: parlano i sopravvissuti alla tortura in Siria", si intitola il rapporto che documenta 31 metodi di tortura e maltrattamenti praticati dalle forze di sicurezza, dai militari e dalle shabiha (le bande armate filo-governative) attraverso i racconti di testimoni e vittime che l'organizzazione per i diritti umani ha incontrato in Giordania nel febbraio di quest'anno. "Le testimonianze che abbiamo ascoltato - afferma Ann Harrison, vicedirettrice ad interim del Programma Medio Oriente e Africa del Nord di Amnesty International - descrivono dall'interno un sistema di detenzione e interrogatori che, a un anno dall'inizio delle proteste, ha il principale obiettivo di degradare, umiliare e mettere a tacere col terrore le vittime". Molte vittime denunciano l'haflet al-istiqbal ('festa di benvenuto), all'arrivo nel centro di detenzione, con pugni e percosse con bastoni, calci dei fucili, fruste e cavi di corda intrecciata. Il momento di maggior pericolo è "quello dell'interrogatorio": i sopravvissuti hanno descritto la tecnica del dulab ('pneumatico): il detenuto è infilato in un pneumatico da camion e viene picchiato, anche con cavi e bastoni. Poi c'é lo shabeh: il detenuto "é appeso a un gancio o ad altro attrezzo in modo che i piedi fluttuino nel vuoto o le loro dita tocchino a malapena il pavimento; spesso, in questa posizione, viene picchiato". E ancora, scosse elettriche, abusi e violenze sessuali: l'elenco dell'orrore nelle carceri siriane è senza fine.

 

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AFGHANISTAN

Gli Stati Uniti non credono che il presidente afghano Hamid Karzai (nella foto) abbia chiesto alle forze Isaf di ritirarsi immediatamente da tutti i villaggi del Paese dopo la strage di 16 civili compiuta da un soldato americano. Lo afferma una fonte della Difesa Usa. È quanto ha affermato ai giornalisti una fonte anonima della Difesa Usa Da parte sua il portavoce del Pentagono George Little ha aggiunto: "Siamo convinti che l'affermazione di Karzai rifletta un obiettivo: fare in modo che il suo Paese diventi il prima possibile indipendente e sovrano. Pensiamo che si debba lavorare insieme, perché questo è anche l'obiettivo dell'America, e crediamo che si debba realizzare in modo responsabile". Il programma del presidente Usa Barack Obama sul processo di transizione in Afghanistan è in linea con quanto dichiarato oggi dal presidente Hamid Karzai. Lo sostiene una fonte del Pentagono secondo la quale questa valutazione è condivisa anche dal segretario alla Difesa Leon Panetta. Il presidente afghano Hamid Karzai ha chiesto alle forze dell'Isaf di ritirarsi da tutti i villaggi del paese dopo la strage di 16 civili compiuta da un soldato americano. Inoltre il governo afghano intende assicurare la sicurezza del paese al posto dell'Isaf, la forza internazionale sotto comando Nato, a partire dal 2013 e non alla fine del 2014 come previsto fino ad oggi. Intanto i talebani hanno annunciato la sospensione dei colloqui di pace con gli Stati Uniti. Il dipendente afghano della base di Camp Bastion che ha fatto esplodere ieri un camion nell' aeroporto di una base militare britannica del Sud dell'Afghanistan dove stava per arrivare il Segretario alla Difesa americano Leon Panetta, ha cercato di colpire un gruppo di militari americani che si trovavano sul posto ad accoglierlo. Lo ha detto un ufficiale dell'esercito Usa oggi a Kabul. L'afghano che ieri ha fatto esplodere un'auto sulla pista dell'aeroporto militare della provincia di Helmand (Afghanistan meridionale) dove stava per atterrare un aereo con a bordo il Segretario alla Difesa americano Leon Panetta, è morto a seguito delle gravi ustioni riportate. Lo ha detto il vice capo della Forza internazionale di assistenza alla sicurezza, generale Curtis Scaparotti, secondo cui l'attentatore aveva probabilmente un contenitore di benzina a cui ha dato fuoco per realizzare l'attentato. È salito ad almeno 13 morti, di cui molte donne e bambini, il bilancio dello scoppio di un rudimentale ordigno (ied) oggi su una strada della provincia meridionale afghana di Uruzgan. Lo riferisce l'agenzia di stampa Afghan Islamic Press (AIP). Farid Hayel, portavoce della polizia provinciale, ha confermato che "la mina è stata collocata dai talebani ed è scoppiata al passaggio di un veicolo su cui viaggiavano i civili". L'incidente, ha infine detto il portavoce, è avvenuto a metà giornata nell'area di Siyachoi del distretto di Diarawud. "La sicurezza in Afghanistan migliora. Le forze afgane possono agire di più autonomamente. Resta però molto da fare". Lo ha detto il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert rispondendo ad alcune domane su Twitter, a un anno dal suo ingresso sul social network. Seibert ha risposto in questi termini a chi chiedeva in base a quali valutazioni si è deciso il ritiro delle truppe nel 2014. Nei giorni scorsi la cancelliera è stata in missione in Afghanistan, e Seibert ha risposto a una domanda anche sul viaggio lampo della Merkel. Il portavoce ha riferito di "colloqui intensi" nel Paese, rispondendo a chi glielo ha chiesto che la delegazione "con la protezione dell'esercito tedesco si è sentita al sicuro".

 

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COPPIE GAY E FAMIGLIA

Le coppie omosessuali, se con l'attuale legislazione "non possono far valere il diritto a contrarre matrimonio né il diritto alla trascrizione del matrimonio celebrato all'estero", tuttavia hanno il "diritto alla 'vita familiare'" e a "vivere liberamente una condizione di coppia" con la possibilità, in presenza di "specifiche situazioni", di un "trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata". Lo afferma la Cassazione, in una sentenza depositata oggi. È la prima volta, lo scrive la stessa Corte nella sentenza n.4184, che la Cassazione si trova ad affrontare il caso di una coppia gay che chiede il riconoscimento del proprio matrimonio contratto all'estero: i due uomini si erano sposati nel 2002 a L'Aja ed avevano poi chiesto la trascrizione del certificato di nozze, come atto pubblico, al comune di Latina dove sono residenti. Al rifiuto del Comune di riconoscere questo certificato e quindi il matrimonio, la coppia ha fatto ricorso sia in Tribunale che alla Corte d'Appello di Roma, ricorsi entrambi respinti. Di qui l'ulteriore istanza in Cassazione, dove la Prima Sezione Civile motiva la sua decisione - che è comunque di rigetto del ricorso - in circa 80 pagine. La Suprema Corte spiega che, se è vero che in Italia ancora non esiste una legislazione che preveda il matrimonio tra gay (citando a questo riguardo anche la recente sentenza della Corte Costituzionale che appunto aveva detto no ai matrimoni omosessuali), il quadro europeo dei diritti dei gay ed il contesto sociale è fortemente cambiato. Infatti, essendo stata superata grazie alla Convenzione Europea dei diritti dell'Uomo "la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi é presupposto indispensabile, per così dire naturalistico della stessa esistenza del matrimonio", la Cassazione sottolinea che "l'intrascrivibilità delle unioni omosessuali dipende non più dalla loro 'inesistenza' e neppure dalla loro invalidità ma dalla loro inidoneità a produrre quali atti di matrimonio, appunto, qualsiasi effetto giuridico nell'ordinamento italiano". Le coppie gay, come i coniugi, hanno però il diritto ad una "vita familiare" e ad esigere e a far valere per questo il diritto ad un "trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata". Il Circolo Mario Mieli definisce "storica" la sentenza odierna della Cassazione. "Ieri l'Europa oggi la Cassazione" sottolinea aggiungendo che alla luce di questa sentenza "appare evidente come sia urgente che il legislatore si adegui rapidamente alla mutata realtà sociale". "Non solo, infatti - fa notare il Circolo Mieli - sono venuti meno gli ostacoli che qualcuno immaginava al riconoscimento di questi diritti, ma le coppie omosessuali risultano ormai titolari del diritto a un 'trattamento omogeneo a quello assicurato' alle coppie etero regolarmente sposate". Il Circolo Mario Mieli offre quindi la sua piena assistenza legale a tutte le coppie omosessuali conviventi che, alla luce di questa sentenza, vorranno far valere nel concreto i loro diritti dinnanzi ai giudici ma chiede "con vigore" che "sia la politica a dare risposte concrete e adeguate a questa forte richiesta di giustizia ed eguaglianza. Non si può più aspettare". La sentenza della Cassazione "ha segnato un altro importante passo avanti sulla strada di una sempre più efficace protezione delle coppie omosessuali". Lo dichiara Paolo Patané, presidente nazionale Arcigay. "Sono almeno tre i punti che - spiega - ci sembrano configurare un'autentica rivoluzione copernicana. Da una parte la Corte afferma che le coppie omosessuali godono pienamente di un 'diritto alla vita familiare', recependo quindi l'orientamento già espresso dalla Corte europea dei diritti dell'uomo nel 2010. In secondo luogo la Cassazione riecheggia quasi testualmente la decisione già adottata dalla nostra Corte costituzionale sempre nel 2010, riconoscendo alle persone omosessuali 'il diritto a vivere liberamente una condizione di coppia' con la possibilità di ricorrere ai giudici 'a prescindere dall'intervento del legislatore in materia. Ma soprattutto - osserva Patané - la Corte formula importanti affermazioni di principio che sembrano smentire le posizioni recentemente espresse da alcuni politici circa la natura necessariamente eterosessuale del matrimonio. Difatti, la sentenza chiarisce che 'e' stata radicalmente superata la concezione secondo cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimoniò. Grande riconoscenza all'avvocato Francesco Bilotta, vero padre di una strategia giudiziaria che sta trascinando l'Italia dei politici pavidi e balbettanti più vicino all'Europa delle grandi scelte e dei grandi ideali. Da oggi principi fino a ieri incredibili entrano nel nostro ordinamento come autentico diritto vivente". "Che cosa aspetta il nostro Parlamento a prendere atto che la società è cambiata e con essa la geografia delle relazioni affettive?"Lo dichiara Imma Battaglia, presidente Dì Gay Project. "Ieri segnali forti dalle istituzioni europee; oggi dalla Cassazione". "Quando ci si deciderà a colmare una volta per tutte il vuoto legislativo che pone ostacoli alla tutela dei diritti di tutte le coppie? Se non ora - chiede Imma Battaglia - quando?". La Cassazione ha "ritenuto irrilevante l'identità di sesso" per la "qualificazione del rapporto di coppia" di tipo matrimoniale. E questo indica tra l'altro una "perdita di valore dell'essenza del matrimonio in quanto tale". Lo afferma il presidente dei giuristi cattolici italiani, Francesco D'Agostino, a proposito della sentenza della Cassazione che stabilisce che le coppie dello stesso sesso "possono adire i giudici comuni per far valere... il diritto ad un trattamento omogeneo a quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata". "Mi pare che, adesso, la Corte di Cassazione - afferma D'Agostino interpellato sul tema dalla Radio vaticana - si sia mossa secondo le linee indicate dalla Corte Costituzionale, riconoscendo che, per rapporti di coppia come quello di cui stiamo parlando, si deve applicare non una nuova normativa - che solo il legislatore potrebbe elaborare - ma si potrebbero applicare, secondo specifiche esigenze per le coppie di fatto omosessuali, situazioni già previste per le coppie coniugali. Questo avviene già, in Italia, per le coppie di fatto eterosessuali per cui, in molti casi, si applicano normative previste per le coppie coniugali. Quello che mi sembra da notare é che, seguendo la Corte Costituzionale, la Cassazione, con una sentenza che certamente farà discutere, ha ritenuto irrilevante l'identità di sesso per la qualificazione di questo rapporto di coppia".  A giudizio di D'Agostino, "dietro a tutta questa dinamica - che riguarda ormai la grande maggioranza dei Paesi occidentali - non c'é tanto una nuova consapevolezza del valore del rapporto di coppia omosessuale quanto, piuttosto, una continua e, sembra, inarrestabile perdita di valore dell'essenza del matrimonio in quanto tale. Quanto più il matrimonio viene interpretato come un'esperienza eticamente ed antropologicamente fragile, e priva comunque di un grande spessore sociale, tanto più diventa facile equiparare al matrimonio esperienze di rapporto - come quella omosessuale - che, con il matrimonio autentico, hanno ben poco a che fare, ma che possono diventare apparentemente simili al matrimonio quando il matrimonio eterosessuale viene progressivamente svuotato di senso, di valore o di dignità".

 

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VENDITE AUTO FIAT IN RECESSIONE

A febbraio Fiat Group Automobiles ha immatricolato in Europa (27 Paesi Ue + Efta) 66.249 nuove vetture, segnando un calo del 16,5% rispetto alle 79.309 dello stesso mese del 2011. Nel gennaio scorso le vendite del Lingotto in Europa erano scese del 15,9% a 69.479 unità. Per quanto riguarda i singoli brand del Gruppo del Lingotto, secondo i dati forniti dall'Acea, Fiat a febbraio ha immatricolato in Europa (Ue 27 + Efta) 46.671 vetture, in calo del 18,3% rispetto alle 57.112 unità del febbraio 2011. Alfa Romeo ha venduto 8.102 unità, segnando un calo del 29,4%. In controtendenza, invece Lancia/Chrysler, che ha venduto 8.887 vetture, in crescita del 3,1%; e Jeep, con 2.257 immatricolazioni, in aumento del 58,1%. A febbraio la quota di mercato in Europa (27 Paesi Ue + Efta) di Fiat Group Automobiles si è attestata al 7,2%, in calo dal 7,8% di febbraio 2011, ma in progresso rispetto al 6,9% del gennaio scorso. Per quanto riguarda i singoli marchi, Fiat a febbraio ha segnato in Europa una quota di mercato del 5,1%, in calo rispetto al 5,6% dell'anno precedente. In flessione anche la quota di Alfa Romeo, allo 0,9% dall'1,1% del febbraio 2011. Aumentano invece le quote di mercato di Lancia/Chrysler, salita all'1% dallo 0,8% dell'anno precedente, e di Jeep, cresciuta allo 0,2% dallo 0,1% del 2011.

 

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RIFIUTI A ROMA

"Vorrei capire se si può trovare una soluzione a breve. Delle due l'una: o Malagrotta forever o c'é la possibilità concreta di trovare una soluzione", per la quale "mi sono dato 10 giorni". Così il ministro Clini sui rifiuti a Roma in audizione in commissione Ecomafie, nel corso della quale critica l'uso di procedure straordinarie. "Il 22 mi auguro - il ministro dell'Ambiente Corrado Clini in audizione in commissione Ecomafie - di avere elementi per fare passo avanti. E' evidente che non possiamo permetterci il lusso di un'emergenza nella Capitale d'Italia. Sappiamo tutti cosa questo vorrebbe significare". "Nulla è tramontato. Il ministro Clini ha costituito su nostra richiesta un tavolo tecnico insieme al commissario Pecoraro e li si esamineranno dal punto di vista tecnico tutte le ipotesi. Ci sarà una graduatoria della realizzabilità dei siti". Così il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a margine della presentazione del Manifesto per la sostenibilità ambientale, risponde a chi gli chiede se le due ipotesi di discarica a Riano e Corcolle siano tramontate.

 

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FALSI

Centomila oggetti con il marchio 'Thun' contraffatto sono stati sequestrati a Cittanova dai finanzieri della Compagnia di Palmi. Gli oggetti sono stati trovati in un capannone, dentro degli scatoloni. I finanzieri hanno accertato che gli oggetti con il marchio contraffatto della ditta altoatesina, venivano importati direttamente dalla Cina dal commerciante a cui sono stati sequestrati e che è stato denunciato.Inizio modulo

 

 

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COM’È DIFFICILE FARE QUALCOSA IN ITALIA

Vertice a Palazzo Chigi per l'asse ferroviario Tav Torino-Lione. Alla riunione partecipano il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri; il ministro dello Sviluppo Economico, Trasporti e Infrastrutture, Corrado Passera; il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà; e il commissario straordinario di governo, Mario Virano. "Chiediamo al governo di costituire con la Ue un tavolo tecnico per valutare l'opportunità del progetto Tav in Val di Susa visto che è vecchio di oltre 20 anni. E nell'attesa sospendere i lavori". Lo afferma il leader Idv, Antonio Di Pietro, al termine dell'esecutivo nazionale del partito. È stato dichiarato fuori pericolo Luca Abbà, il leader No Tav rimasto folgorato lunedì su un traliccio dell'alta tensione sul quale era salito per protestare contro l'ampliamento del cantiere della Tav in Val di Susa. Lo ha reso noto Maurizio Berardino, direttore della rianimazione dell'ospedale Cto di Torino dove Abbà è ricoverato. Luca Abbà - ha riferito Berardino - é stato sottoposto a un intervento di chirurgia plastica muscolare al fine di ridurre le conseguenze della scarica elettrica. Il quadro generale - ha aggiunto - ha confermato la tendenza al miglioramento della funzione renale e respiratoria. La risonanza magnetica eseguita ha permesso di valutare l'entità del danno da folgorazione, che ha interessato soprattutto il braccio destro, danneggiato nella componente muscolare e nervosa, e la gamba destra, cha ha riportato soltanto danni muscolari. Attualmente - ha reso noto Berardino - è in corso un intervento di fasciotomia esplorativa effettuata dai medici del gruppo di chirurgia plastica per grandi ustionati dell'ospedale, diretto da Maurizio Stella. Il problema delle tossine nel sangue, invece, è stato già risolto. Secondo quanto riferito da Berardino, vi potranno essere problemi motori almeno all'inizio e il lavoro sui nervi comincerà a partire dal secondo o terzo mese dall'incidente. "La posizione del governo è stata espressa in modo chiaro: rigoroso rispetto delle normative italiane ed Europee in materia ambientale ma anche fare le infrastrutture che servono a questo Paese". Così il ministro dell'Ambiente Clini a proposito della Tav parlando a margine di una iniziativa sui rifiuti promossa dal Cobat. Si a tenere "i canali di comunicazione aperti con la popolazione locale", ma "é in atto un'occupazione della val di Susa non da parte delle forze dell'ordine, ma da parte di movimenti antagonisti che non c'entrano con la val di Susa e che vogliono dare una rappresentazione sbagliata: la maggioranza della gente è a favore dell'opera". Il governatore del Piemonte, Roberto Cota, intervenendo questa mattina a Radio Anch'io ha ribadito la necessità di realizzare l'infrastruttura. "Un referendum tra la popolazione - ha aggiunto Cota - di fatto c'é stato attraverso l'ultima consultazione elettorale che ha avuto al centro proprio il tema della Tav. Il progetto è stato più volte discusso e modificato tanto che è stato istituito un osservatorio e si è arrivato a cambiare il progetto iniziale. il progetto attuale non ha un impatto ambientale. Le preoccupazioni sull' ambiente sono già state affrontate e risolte". Cota contesta anche chi ritiene l'opera troppo costosa: "Adesso si realizza una prima tranche e il costo viene in gran parte assorbito dalla Francia", ha ricordato Cota. È trascorsa tranquilla, senza manifestazioni in strada, né altri episodi di rilievo - secondo quanto si apprende dalla Questura di Torino - la notte in valle di Susa, dopo la manifestazione di ieri sera e l'occupazione, per circa tre ore, dell'autostrada A32 Torino-Bardonecchia da parte degli attivisti del movimento No Tav. Dopo le operazioni di bonifica e la verifica delle condizioni di sicurezza, in particolare nella zona della galleria 'Parontin', dove ieri sera si è svolta la manifestazione No Tav, l'autostrada è interamente percorribile in entrambi i sensi di marcia. Una breve protesta No-Tav si è verificata stamani, a Milano, in una stazione secondaria, quella di Rogoredo. Una ventina di manifestanti, intorno alle 8, all'arrivo di un treno Frecciarossa proveniente da Torino e diretto a Roma, hanno occupato temporaneamente i binari per lasciarli prima dell' arrivo della Polfer. Secondo quanto riferito dalla polizia non ci sono stati attimi di tensione e il treno è ripartito. "Margini non ce ne sono: l'opera è di valore fondamentale per il Paese, e non solo per il Piemonte e fa parte di impegni presi con il l'Europa. Non ci sono spazi": è stato chiaro il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, parlando della Tav su Radio 1 a Radio Anch'Io. "L'opera - ha aggiunto il ministro - è stata meditata e partecipata. Ci sono stati incontri con la popolazione e fatte importanti modifiche al progetto: siamo ad un punto di non ritorno". "Abbiamo dato massima disponibilità all'ascolto - ha proseguito il ministro Cancellieri - per avere compensazioni maggiori o perché quelle promesse arrivino nei tempi puntuali. Ieri abbiamo avuto incontro al Viminale con i presidenti della Regione, della Provincia e con il sindaco di Torino. L'opera è inderogabile ma c'é una apertura ad ascoltare la minoranza dei sindaci che dissentono anche se non sono direttamente interessati all'opera. Chi è nel territorio é favorevole, accanto ci sono queste contestazioni. Occorre ascoltare tutti ma quando si fanno delle scelte vanno portate avanti. Non c'é nessun dubbio che l'opera debba andare avanti". "Ognuno - ha concluso il ministro - deve assumersi la responsabilità del proprio ruolo, anche di fronte alle generazioni future. Quando uno Stato fa delle scelte, sono molto meditate e occorre attenervisi, rispettarle, ci sono interessi generali che vanno oltre al piccolo interesse singolo". “Io purtroppo il film degli anni di piombo l'ho visto e vissuto già da funzionario. Il nostro impegno è questo: tutto quello che dobbiamo fare lo faremo affinché quel film non si ripeta". Lo ha detto il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, intervenendo a Radio Anch'Io su Radio 1. "È una storia che abbiamo già visto. Le persone devono aiutarci, chi ha voglia di vivere un Paese sereno. Solo col concorso di tutti riusciremo a fronteggiare pericoli che vogliamo che si ripetano". Il Presidente del Consiglio Mario Monti - informa una nota di P. Chigi - ha convocato per oggi pomeriggio a Palazzo Chigi, al suo rientro da Bruxelles dove si trova per il Consiglio europeo, una riunione sui lavori per l'asse ferroviario TAV Torino-Lione, per verificarne lo stato di avanzamento nelle necessarie misure di sicurezza. La linea del governo sulla Tav resta la stessa? ''Si''. Così il presidente del consiglio Mario Monti ha risposto ad una domanda dei giornalisti, al termine del consiglio europeo. Un appello al Governo da esponenti della società civile, della cultura e della politica per la riapertura di un dialogo in Valsusa. Nel documento chiedono "con forza che il Governo Italiano risponda positivamente alla richiesta d'incontro da parte dei sindaci della Valsusa affinché si possa svolgere un confronto democratico con i territori direttamente interessati dall'opera". Ritengono necessario, inoltre, che si apra "un confronto tecnico sul merito dell'opera". Tra i firmatari don Ciotti, il presidente della Regione Puglia Niki Vendola, il sindaco di Napoli Luigi De Magistris, di Bari Michele Emiliano, Livio Pepino (giurista, già componente Consiglio superiore magistratura), Michele Curto (capogruppo Sinistra, ecologia e libertà, Comune Torino), Giorgio Airaudo (responsabile nazionale auto della Fiom) docenti universitari tra cui lo storico Marco Revelli, Monica Frassoni (presidente Verdi europei), Paolo Beni (presidente nazionale Arci), Giovanni Palombarini (giurista, già Procuratore aggiunto Cassazione).

 

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DOMENICA I FUNERALI DI DALLA

Il funerale di Lucio Dalla si svolgerà domenica, nel giorno del suo compleanno, nella basilica di San Petronio di Piazza Maggiore a Bologna, alle 14,30. La camera ardente sarà allestita domani, dalle 9.30, nel cortile d'onore di Palazzo d'Accursio, il palazzo comunale che si affaccia sempre su piazza Maggiore e resterà aperta fino a quando ci sarà gente in coda per rendergli omaggio. Il Comune si sta preparando a gestire l'arrivo da tutta Italia di migliaia di fan per l'ultimo saluto all'artista. Dopo il funerale nella basilica di San Petronio, Lucio Dalla sarà sepolto al cimitero della Certosa di Bologna, vicino alle tombe dei due genitori. Il carro funebre che trasporta il feretro di Lucio Dalla ha lasciato la camera mortuaria cappella Saint-Roch di Losanna poco dopo le 11.30 alla volta di Bologna, con un'ora di ritardo rispetto all'orario annunciato. La partenza del feretro è stata salutata da alcuni fan con baci e lanci di fiori. Nella camera mortuaria un gruppo ristretto di amici e collaboratori, che è un po' anche la famiglia del cantautore, ha vegliato per tutta la notte la salma. Il cantante Ron è stato visto uscire, a bordo di un'automobile con targa italiana, poco prima delle 11, dal garage della cappella. Il feretro di Lucio Dalla è poi arrivato a Bologna alle 18.15, attraversando la 'sua' piazza Maggiore ha raggiunto la vicinissima casa di via D'Azeglio. Il carro funebre è stato accolto da un lungo applauso delle tante persone presenti ad aspettarlo. A seguirlo la sua Porsche gialla. Intanto è stato deciso che in piazza Maggiore, risuoneranno le canzoni di Lucio Dalla e domenica, giorno del funerale, a Bologna sarà lutto cittadino. Lo ha annunciato il sindaco di Bologna Virginio Merola. "Da stasera - ha detto il sindaco Merola - esporremo da Palazzo d'Accursio un'immagine di Lucio Dalla con la scritta 'Ciao Lucio'. Domenica il lutto si manifesterà con i rintocchi della campana dell'Arengo in concomitanza con la partenza del feretro dal Palazzo Comunale". "La scomparsa di Lucio è una perdita per tutto il mondo della cultura, pertanto credo sia giusto mettere a disposizione la città per ricordarlo ogni 4 marzo, e che sia la comunità degli artisti a decidere modalità e forme". Lo ha annunciato il sindaco di Bologna Virginio Merola. Il sindaco ha anche apprezzato "la bella idea di sonorizzare via D'Azeglio con le sue musiche, come proposto dal consigliere Benedetto Zacchiroli". Sono in prevalenza immigrati italiani in Svizzera i fan che si sono presentati davanti alla camera mortuaria. "Abito qui vicino, ho saputo adesso dalla televisione che Lucio Dalla era qui e sono corsa subito", racconta Maria Castrenzi, italiana di nascita ma in Svizzera da molto tempo. "Sono davvero dispiaciuta e triste - aggiunge - era uno di famiglia". Porta in mano una rosa rossa e un bigliettino ("é un messaggio personale a Dalla") la signora Begonia, spagnola di origine. Natale Trimarchi, siciliano, ma da 30 anni a Losanna, vorrebbe entrare nella struttura funeraria per rendere omaggio al feretro, ma glielo impediscono. "Sto andando a lavorare, faccio l'autista di autobus - fa sapere -, ma prima voglio vedere Dalla, lo voglio salutare, purtroppo non ho potuto partecipare al suo ultimo concerto". Arriva alla Cappella Saint Roch anche Flavio Durante, fisarmonicista che ha anche accompagnato Dalla in alcuni concerti: "Sono un suo amico - racconta - contavo di vederlo in una sua tappa del tour, non ne ho avuto il tempo, era una brava persona, onesta, che non si può dimenticare". Lucio Dalla viene ricordato questa mattina anche con numerosi necrologi, soprattutto dal mondo della musica, della cultura e dello sport, ma non solo. "Lascia un vuoto incolmabile nella cultura e nella tradizione musicale italiana", scrive la casa discografica Emi Music Publishing Italia, mentre la Federazione Industria musicale italiana (Fimi) lo definisce "autore e grande interprete della scena musicale italiana" e l'Associazione Fonografici italiani ne ricorda "il genio creativo e la Sua continua attività artistica in favore della musica italiana", e annuncia una messa in suffragio martedì prossimo nella chiesa S.Francesco di Paola "da Lui frequentata" a Milano, in via Montenapoleone. Per Assomusica, Dalla "con il suo genio e la sua sensibilità ha reso unica la sua musica e quella italiana". La Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna ricorda di aver condiviso con l'artista "molte iniziative qualificate dalla sua professionalità e silenziosa generosità", il rettore dell'Università di Bologna Ivano Dionigi lo definisce non solo "innovatore e protagonista del mondo musicale", ma anche "uno dei più cari Laureati dell'Alma Mater". La Doctor Dixie Jazz Band "piange con affetto, commozione e ammirazione l'improvvisa scomparsa dell'amico di sempre e grande artista", così come il suo leader Nardo Giardina e il regista Pupi Avati. Il Coni di Bologna lo ricorda "sempre vicino allo sport della città", per tutto il Bologna Fc 1909 - con il presidente Albano Guaraldi - era un "artista sublime e appassionato sostenitore dei nostri colori". Giorgio Armani, "con infinita tristezza e commozione, ricorderà sempre l' amico e il grande artista". "La tua presenza e le tue canzoni ci hanno tenuto compagnia per tanti anni - scrive lo staff del ristorante Cesarina - ci marcherai moltissimo, ma resterai sempre vivo nei nostri cuori".

 

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MONTI PLAUDE ALLE MISURE UE

Lo spread btp-bund chiude la settimana sui minimi di settembre scorso a 310,7 punti base. Il rendimento del decennale si attesta al 4,91%. Nel corso della giornata il rendimento del titolo italiano a 10 anni è sceso anche sotto quello della Spagna per la prima volta da agosto, per poi chiudere la seduta in pareggio al 4,91%. L'Italia 'sorpassa' la Spagna nella corsa dello spread. Il differenziale nei confronti della Spagna é diventato positivo per l'Italia per 0,003 punti percentuali, con il rendimento dei Btp che è sceso brevemente sotto quello dei bonos spagnoli per la prima volta dal 5 agosto 2011, per poi risalire. L'Italia è rimasta soddisfatta dalle misure per la crescita emerse dal consiglio europeo. Lo ha detto il premier Mario Monti al termine del consiglio Ue. Fiscal compact ora "l'Europa si avvia a definire quello che chiamerei 'Econoimic compact'", un patto cioé per le riforme economiche. Lo ha detto il premier Monti in conferenza stampa a Bruxelles. "Già nel consiglio di fine gennaio dissi che se volgiamo veramente avere un rafforzamento della governance dell'Unione economica e monetaria non bastava avere un rafforzamento dell'Unione monetaria, ma occorre un'adeguata governance dell'Unione economica in quanto tale e oggi sono stati fatti passi notevoli. Governance economica vuol dire governance dell'integrazione". Lo afferma il premier. Abbiamo ricevuto apprezzamenti per la diminuzione dei nostri tassi d'interesse, ma soprattutto quello che stiamo facendo sul piano della politica economica". ha detto Monti. "Molti collegano le necessarie azioni che i paesi devono fare, come ad esempio la Grecia, alla necessità di accompagnarle ad un vigoroso contrasto all'evasione che richiede però, per poter essere vigoroso, maggiori sforzi al livello europeo, anche per quanto riguarda paesi terzi come in primo luogo la Svizzera".Così Mario Monti. Il voto del Senato, ieri, sulle liberalizzazioni "riguarda in grandissima parte i servizi, dalla distribuzione del gas a quelli finanziari e bancari alle libere professioni" che devono essere "mossi" per avere un mercato più attivo ed efficiente. Lo ha detto il premier Mario Monti parlando di uno "sforzo comune" europeo. "Fa piacere che per la prima volta da due anni in qua il consiglio europeo non è stato dominato da crisi finanziaria ma finalmente è stato dedicato alla crescita e l'occupazione". Lo ha detto il premier Mario Monti al termine del vertice Ue. Sia sul mercato del lavoro che sulle liberalizzazioni "un filone della letteratura quotidiana ci ha accusati di essere forti con i deboli e deboli con i forti". Ma, "ad esempio sulle banche, senza entrare nel merito non mi sembra che queste abbiano considerato morbida l'azione del governo". Lo ha detto il premier Mario Monti. Sulle liberalizzazioni relative al settore dei taxi "non vedo grande differenza fra l'impostazione originaria e quella finale che mi sembra più operativa". Lo ha detto il premier Mario Monti, aggiungendo che "grave sarebbe stato se avessero continuato ad essere i comuni a decidere sulle licenze" e che non si è "ceduto alle pressioni". "Abbiamo agito con realismo, realismo che significa non cedere alle pressioni, abbiamo resisto e mi sarei preoccupato se ci fossero stati arretramenti". Lo afferma il presidente del consiglio. Il 2011 si chiude con una crescita del Pil dello 0,4%. Lo rileva l'Istat, aggiungendo che nel 2010 l'aumento era stato dell'1,8% (dato rivisto al rialzo). Si è così registrata una netta frenata della crescita. L'ultima previsione del governo stimava un Pil nel 2011 a +0,6%. Nel 2011 il Pil ai prezzi di mercato é stato pari a 1.580.220 milioni di euro correnti, con un aumento dell'1,7% rispetto all'anno precedente. La variazione del Pil in volume è stata pari allo 0,4%. Si tratta del dato grezzo, mentre il dato corretto per gli effetti di calendario era stato duffuso nella stima preliminare di metà febbraio (+0,4%). Dal lato della domanda nel 2011 si registra una crescita del 5,6% delle esportazioni di beni e servizi e una diminuzione dell'1,9% degli investimenti fissi lordi, mentre i consumi finali nazionali sono rimasti stazionari. Le importazioni sono aumentate dello 0,4%. A livello settoriale, il valore aggiunto ha registrato un aumento in volume pari all'1,2% nell'industria in senso stretto e allo 0,8% nei servizi; le costruzioni hanno invece mostrato una flessione del 3,5% e l'agricoltura, silvicoltura e pesca dello 0,5%. Nel 2011 il rapporto tra debito pubblico e Pil in Italia sale a quota 120,1%. Si tratta del livello più alto dal 1996. Lo comunica l'Istat, aggiungendo che nel 2010 il rapporto era stato pari al 118,7%. Il rapporto deficit-Pil si è attestato nel 2011 al 3,9%. L'Istat ricorda che nel 2010 il rapporto è stato del 4,6%. Si è, quindi, rilevato un miglioramento. Le ultime stime del governo prevedevano un rapporto nel 2011 pari al 3,8%. Il Pil italiano, in termini di volume, rimane inferiore ai livelli pre-crisi. "Nonostante la crescita degli ultimi due anni - afferma l'Istat - nel 2011 il Pil in volume si è attestato su livelli ancora inferiori a quelli registrati negli anni precedenti la crisi economica del 2008-2009". Il Pil segna una crescita dello 0,4% in 2011, in rallentamento netto sul 2010, quando l'aumento era stato più consistente e pari all'1,8%, in deciso recupero rispetto alla flessione del 5,5% manifestatasi nel 2009. Nel 2011 la spesa per consumi finali delle famiglie residenti sale in volume dello 0,2%, in frenata rispetto al 2010 (+1,2%). A trainare i consumi - per l'Istat - é la spesa per i servizi (+1,6%), mentre il consumo di beni cala (-0,9%); particolarmente marcata nella media dell'anno è stata la flessione della spesa per i generi alimentari (-1,3%). Cala lievemente la pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil) risultando pari a 42,5%, in riduzione di 0,1 punti percentuali sul 2010. Lo comunica l'Istat. Le entrate totali, pari al 46,6% del Pil, sono aumentate nel 2011 dell'1,7% rispetto all'anno precedente (+1,1% nel 2010). Lo comunica l'Istat, precisando che le entrate correnti hanno registrato un incremento dell'1,3%, attestandosi al 45,9% del Pil. In particolare, le imposte indirette sono cresciute del 2,0%, trainate prevalentemente dall'aumento del gettito dell'Iva e delle imposte sugli oli minerali e gas metano. Le imposte dirette sono risultate in riduzione dello 0,1%, essenzialmente per effetto della contrazione dell'Irpef. La dinamica delle entrate complessive, più sostenuta rispetto a quella delle entrate correnti, è da ascrivere principalmente all'aumento di quelle in conto capitale (+47,2%), spiega l'Istat. Queste ultime risentono della forte crescita delle imposte in conto capitale (+99,1%), dovuta prevalentemente ai versamenti una tantum dell'imposta sostitutiva sul riallineamento dei valori contabili ai principi internazionali Ias. Nel 2011 il saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) è risultato é pari a 15.658 milioni di euro correnti, valore questo pari all'1,0% del Pil. Lo comunica l'Istat. Nel 2010 era risultato nullo. I redditi da lavoro dipendente sono aumentati dell'1,8% nel 2011, quanto le retribuzioni lorde. Lo comunica l'Istat. Tuttavia guardando alle uscite delle Amministrazioni pubbliche i redditi da lavoro dipendente si sono ridotti dell'1,2%, in presenza di una riduzione delle unità di lavoro delle Amministrazioni pubbliche.

 

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TORNA IL MALTEMPO

Ha le ore contate l'ondata di caldo fuori stagione che ha caratterizzato l'ultima parte di febbraio e i primi giorni di marzo. Sino a sabato si potranno registrare ancora temperature oltre i 20 gradi, ma domenica torna l'inverno e la colonnina delle temperature segnerà dieci grandi in meno. Sull'imminente ritorno del freddo sono concordi le previsioni fornite da 3bmeteo e da Ilmeteo.it. Oggi, sottolinea dal sito Ilmeteo.it, il meteorologo Antonio Sanò, sarà la giornate più calda con clima primaverile anomalo, fino a 21 gradi centigradi, e 20°C anche in Toscana, Lazio e sulla Sicilia. "Anomalo, ma non eccezionale" osserva Sanò, "perché già nel 2008 si registrarono picchi record di oltre 27 gradi centigradi sulla Pianura Padana. Sabato aumenteranno le nubi e prime pioviggini sulla Liguria annunceranno un peggioramento. Domenica cambierà il tempo con piogge e temporali al Nordest e piogge al Sud dal pomeriggio. Mentre lunedì 5 Marzo, quando aria più fresca dalla Francia, di origine polare marittima (islandese), raggiungerà tutte le nostre regioni. Nevicherà copiosamente sulle Alpi e sull'Appennino emiliano, e tra lunedì e martedì pioggia mista a neve cadrà anche sulle pianure del Piemonte fino a Torino e tanta neve a 300m cadrà sul Cuneese, astigiano, alessandrino, in Liguria e sull'Appennino Emiliano. Insomma, un colpo di coda invernale. In particolare, secondo Francesco Nucera di 3bmeteo, da domenica l'Italia sarà colpita da un'ondata di maltempo, che porterà pioggia e neve sui rilievi. Le temperature scenderanno di 10 gradi, lasciando il posto a valori più normali per il periodo. Il mese di marzo sarà caratterizzato dall'alternanza di periodi soleggiati a quelli più freddi ed instabili.

 

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PAROLE OFFENSIVE

“Vorremmo avere un sindacato che non protegge assenteisti cronici, ladri e quelli che non fanno il loro lavoro". Così la leader di Confindustria, Emma Marcegaglia, al convegno di Federmeccanica: "noi abbiamo detto che l'art.18 deve rimanere per atti discriminatori ma vogliamo poter licenziare quelli che non fanno il loro lavoro". La presidente Marcegaglia ha sottolineato come anche gli industriali vogliono una revisione della "flessibilità cattiva" in entrata, ossia "siamo consapevoli che ci sono stati degli abusi e questi vanno combattuti". Ma d'altra parte "vogliamo rivedere anche la flessibilità cattiva in uscita". A questo proposito, ha ricordato l'episodio che vide al centro di una contestazione il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni: "La persona che aveva tirato un candelotto a Bonanni era in malattia: il datore di lavoro - ha detto Marcegaglia - lo licenziò, il giudice lo ha riassunto". Certo, una revisione dell'art.18 "sarà molto difficile ma noi non molliamo, andiamo avanti" pur volendo comunque lasciarlo per tutti quegli atti discriminatori ma "vogliamo poter licenziare quelli che non fanno il loro lavoro". "La trovo offensiva". E' l'unico commento del segretario della Cgil Susanna Camusso, oggi a Modena, alle parole di Emma Marcegaglia sull'art.18 pronunciate al convegno di Federmeccanica. Parlando ad un'iniziativa della Cgil, Camusso ha ribadito che sostenere che "l'articolo 18 sia un ostacolo a licenziare significa dire che si vuole una logica per cui se hai gli occhi azzurri, tu puoi essere licenziato: si chiama discriminazione". Per questo, ha proseguito, "noi diciamo di no, non perché difendiamo i privilegi di qualcuno contro altri, ma per l'idea che quando sei un lavoratore hai dei diritti e dei doveri e se hai solo dei doveri non sei una persona libera". Queste, ha concluso Camusso, "sembrano banalità ma non lo sono, quando in una grande impresa non si viene più assunti se hai in tasca la tessera Fiom-Cgil". "Dire, come fa Marcegaglia, di volere un sindacato che non protegge assenteisti cronici, ladri e chi non fa il proprio lavoro è davvero troppo". Lo afferma la Cgil su Twitter in risposta a quanto detto dalla leader di Confindustria. Sono "affermazioni non vere che offendono il ruolo del sindacato confederale. Le smentisca". L'accordo sulla riforma del mercato del lavoro è possibile? "Secondo me sì, assolutamente", risponde il ministro del Welfare, Elsa Fornero, a margine di un'audizione alla Camera. "Io lavoro per un accordo con i sindacati", aggiunge. E a chi chiede al ministro del Welfare un commento sulle parole del leader della Cisl, Raffaele Bonanni, che 'accusa' il governo di voler rompere la trattativa, il ministro replica: "Bonanni non accusa...". "Minacciare non serve mai". È la risposta del leader della Cgil Susanna Camusso al premier Monti per il quale l'accordo sul mercato del lavoro si troverà comunque, anche senza l'ok dei sindacati. A un incontro alla facoltà di Giurisprudenza di Modena, Camusso ha detto che le parole di Monti non sono una novità: "Questa cosa l'ha detta molte volte, ma noi continuiamo ad insistere che su una materia così complessa come l'ingresso al lavoro e gli ammortizzatori é bene fare un accordo con le parti sociali". In vista del prossimo incontro con il governo, la Cgil si aspetta dall'esecutivo un "taglio diverso" nella trattativa sulle modifiche al mercato del lavoro. A chiederlo, da Modena dove è ospite di un incontro all'università, è stata la segretaria Susanna Camusso: "Ci aspettiamo molte risposte che non ci sono state ieri", ha detto, sottolineando che "quando si parla di un ammortizzatore universale bisogna anche indicare quanto vale, quanto dura e come lo si matura". Dunque la Cgil chiede al governo un cambio di marcia: "Se l'idea che ha espresso il governo è quella di una riduzione della spese, è chiaro che lo strumento non è universale e la risposta non è sufficiente". Per la Camusso, infatti, "sicuramente se si intende estendere la platea degli ammortizzatori, bisogna immaginarsi che le risorse che sono state spese in questo periodo vadano in gran parte confermate". "Inchioderemo il governo alle sue responsabilità: infatti, da quello che ho capito, per fare quello che vuole, vuole rompere la trattativa. Non lo permetteremo". Lo ha detto a Firenze Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, parlando della riforma del mercato del lavoro. "La cosa che deve capire il governo è che noi non molleremo il tavolo, e sbaglia chi pensa di farlo", ha detto, aggiungendo che "saremo inchiodati al tavolo per trovare soluzioni responsabili". Sciopero generale, se il governo non ascolterà le richieste dei sindacati, sulla riforma del mercato del lavoro? "Non penso che sia utile mettere il carro davanti ai buoi per adesso", ha risposto Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, parlando coi giornalisti a Firenze, a margine dell'assemblea regionale dei delegati Fim-Cisl della Toscana. "Il governo - ha affermato - deve prendersi le sue reponsabilità: non può ritenere che lo scenario che dobbiamo costruire è che loro tirino dritti per fare quello che vogliono, e noi facciamo lo sciopero generale. No, c'e in mezzo una realtà molto più conveniente per gli italiani e per i lavoratori", ha concluso Bonanni, che si è detto a favore del sistema di disincentivi alla flessibilità in entrata proposto dal ministro Elsa Fornero e criticato da Confindustria. La task force della Commissione europea per l'occupazione (European Commission Action team) è partita per l'Italia per "lavorare in stretto contatto con una squadra di esperti nazionali e individuare ulteriori azioni mirate per far fronte alla disoccupazione giovanile e sostenere le piccole e medie imprese": lo ha reso noto oggi l'esecutivo Ue in un comunicato. In particolare, la task force cercherà di valutare come meglio procedere per "promuovere l'uso della quota del 29% dei fondi strutturali Ue che deve essere ancora assegnata in Italia a progetti in grado di fare la maggiore differenza in un breve periodo di tempo", ha spiegato la Commissione. "In generale - prosegue la nota -, l'attuazione dei fondi strutturali (in Italia) rimane sotto la media Ue, soprattutto nelle Regioni del Sud" e un più veloce utilizzo di queste risorse "potrebbe creare nuove opportunità". Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero ha convocato le parti sociali per proseguire il confronto sulla riforma del mercato del lavoro per giovedì 23 febbraio alle 18.00 nella sede del ministero a Via Veneto. Lo si apprende da fonti sindacali. La convocazione è indirizzata a nove sigle (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Confindustria, Rete Imprese, Abi, Ania e Alleanza delle cooperative.

 

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I REDDITI DEI MINISTRI

Boom di accessi al sito del governo sul quale vengono pubblicati i redditi di ministri e componenti dell'esecutivo. La pagina on line è andata temporaneamente in tilt per i troppi click. Al momento solo il premier Mario Monti non ha ancora pubblicato on-line la propria dichiarazione patrimoniale. "Si deve dire che chi guadagna e paga le tasse non è un peccatore, e va guardato con benevolenza, non con invidia". Lo ha detto il ministro della giustizia Paola Severino rispondendo ai giornalisti che le ricordavano che il suo reddito è fra i più alti fra quelli dei ministri. "Chi produce redditi in nero - ha aggiunto il ministro - deve essere considerato in termini negativi, ma chi guadagna e paga le tasse deve essere guardato positivamente". Il ministro ha poi ricordato di aver "pienamente concordato con il presidente del Consiglio su questa iniziativa" della pubblicazione dei redditi on line. Slitta a giovedì la comunicazione del ministro della Pubblica Amministrazione, Filippo Patroni Griffi, sugli stipendi dei supermanager interessati dal tetto previsto dal dl 'salva-Italia'. Le commissioni Affari Costituzionali e Lavoro della Camera che stanno esaminando il decreto della presidenza del Consiglio sulla norma hanno chiesto nei giorni scorsi che venga pubblicata la lista dei dirigenti interessati. "Ho inviato una circolare - dice il ministro - per raccogliere i dati che conto di avere giovedì". Elsa Fornero passa da un reddito di 402 mila euro nel 2010 a uno stipendio nel 2012 da ministro del Lavoro di 199 mila euro (cui vanno aggiunte una diaria mensile di 129,68 euro e una giornaliera di 224,895, per un massimo di 15 giorni di permanenza a Roma). Fornero ha una Toyota Aygo del 2011 e cinque immobili in proprietà o comproprietà. Ha infine 227 azioni Pirelli, 227 Prelios spa ex Pirelli Real Estate e 630 Warrant azioni ordinarie Parmalat. Il ministro della giustizia Paola Severino (nella foto) ha totalizzato nel 2011 (redditi riferiti al 2010) un imponibile netto di 7.005.649,00 di euro ed ha versato tasse, contributi ed imposte per 4.017.761,00 di euro. Il compenso annuo lordo per l'attività ministeriale sarà pari a 195.225,20 euro. Il ministro Severino - secondo i dati sulla trasparenza pubblicati sul sito del ministero - risulta proprietario di due appartamenti a Roma e di uno a Cortina d'Ampezzo (gravato di mutuo); possiede due autovetture e una imbarcazione (in leasing); ha in portafoglio 4.576 azioni Generali e 500 azioni Gbm; e obbligazioni (compresi Btp) per un valore nominale di oltre quattro milioni di euro. Noto avvocato, il ministro Severino è anche professore ordinario alla Luiss di Roma, ma ora non riceve compensi essendo in aspettativa. Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado Passera, nel 2011 ha avuto un reddito complessivo di circa 3,5 milioni di euro, su cui ha pagato 1,4 milioni di tasse. È quanto emerge dalla posizione patrimoniale e reddituale pubblicata sul sito del ministero. Da ministro, il compenso scenderà a 220mila euro circa. Nel patrimonio figurano, tra l'altro, depositi per 8,8 milioni sostanzialmente derivanti dalla vendita delle azioni Intesa, azioni, obbligazioni, una casa a Parigi e una Mercedes. Come annunciato ieri dal premier Mario Monti, dunque, Passera ha pubblicato online il proprio patrimonio e il proprio reddito. Nel dettaglio, il reddito complessivo dichiarato dal ministro nel 2011 (anno d'imposta 2010) è stato pari a 3.529.602 euro, con un imponibile di 3.185.043 euro. I beni immobili indicati nella dichiarazione dei redditi sono un fabbricato di 141 metri quadrati a Parigi e un terreno di 3.220 metri quadrati a Casale Marettimo (Pisa), detenuti entrambi al 100%. Nella casella beni mobili figura solo una Mercedes A180 immatricolata nel 2010. Più corposa la voce relativa agli strumenti finanziari: Passera possiede azioni della Lariohotels spa, pari al 33% circa (di cui il 21,6% in nuda proprietà) per un valore patrimoniale complessivo di circa 5 milioni e il 33,33% della Immobiliare Venezia Srl, per un valore di 1,6 milioni. Tra gli altri depositi figurano, oltre agli 8,8 milioni derivanti dalla vendita delle azioni Intesa a fine dicembre, titoli obbligazionari per 169mila euro, titoli obbligazionari in dollari per 23mila euro, polizze vita per 1,28 milioni e fondo pensione complementare per 3,3 milioni. Il ministro Passera, infine, registra un indebitamento finanziario (mutui accesi per l'acquisto degli immobili) pari 2 milioni di euro (importo residuo) con il Banco di Brescia e a 910mila euro (importo residuo) con il Credit Lyonnais. Il ministro degli Esteri Giulio Terzi di Sant'Agata nel 2012 riceverà per il suo incarico 203 mila euro lordi. Nel 2010 percepiva 123 mila euro di stipendio, più 214 mila di indennità da ambasciatore negli Usa. Con la nomina alla Farnesina 'perde' dunque virtualmente oltre 100 mila euro. Il ministro possiede una Golf del 2012, una Ford Focus del 2004 e una Harley Davidson 883 del 2005. Ha terreni agricoli a Curno e Brembate di Sopra (Bg), una villa a Brembate di Sopra e due comproprietà, a Roma e New York. Nessuna azione. Il ministro Giulio Terzi di Santagata percepirà nel 2012 uno stipendio di 203.653,44 euro. Nel 2010 il suo reddito è stato di 123.643 euro, cui si deve aggiungere un'indennità non reddituale di 214.939,41 euro, percepita per il servizio all'estero come Ambasciatore d'Italia a Washington. Attualmente Terzi non riveste altri incarichi oltre a quello di ministro e non riceve altri compensi. Non ha nessun investimento in strumenti finanziari. Ma ha cinque immobili, tra proprietà e comproprietà. E' titolare al 100% di circa 30 mila mq di terreni agricoli a Curno (Bergamo) e Brembate (Bergamo). Inoltre ha la proprietà di una villa con pertinenze e annesso giardino a Brembate di Sopra (Bergamo) e un garage a Bergamo. Sono invece in comproprietà, rispettivamente al 75% e al 50%, i due appartamento del ministro a Roma e a New York. Per il 2010 il ministro della Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi ha dichiarato un reddito complessivo di 504.367 euro pagando un'imposta netta di 208.743 euro. È quanto si legge nella dichiarazione dei redditi 2011 del ministro pubblicata sul sito. Nel 2012 il reddito con l'incarico da ministro dovrebbe dimezzarsi dato che il compenso annuo lordo sarà di 205.915 euro. Il ministro, secondo quanto si legge sulla posizione patrimoniale pubblicata sul sito, ha piena proprietà solo di un fabbricato a Roma di tre vani mentre per altri tre fabbricati e un terreno ha una nuda proprietà condivisa. Il compenso lordo 2012 del ministro per gli Affari Europei Enzo Moavero Milanesi, è di 199.788,25 euro e risulta leggermente inferiore a quanto percepito nel precedente incarico presso il Tribunale dell'Unione europea, dal quale ha dato le dimissioni: 222.804 euro, inclusivo delle indennità. Il ministro non ricopre attualmente altri incarichi e ha sospeso anche le collaborazioni a titolo gratuito che svolgeva presso alcune università. Moavero possiede al 50% con la sorella la 'Gerundo srl', che loca alcuni locali commerciali: valore, 213 mila euro. Ha inoltre 100 mila euro in Btp, circa 200 mila euro in fondi comuni di investimento e circa 200 mila in gestioni di portafogli di investimento. Il ministro ha inoltre un appartamento di 11 vani a Roma e due appartamenti contigui a Bruxelles (abitazione della famiglia). È anche comproprietario con la sorella di un appartamento con box a Monte Argentario (Grosseto), uno a Roma, una casa con rustico e giardino a Cavenago d'Adda (Lodi) e due comproprietà condominiali all'8% a Roma. Infine, il ministro ha un'auto: una Lancia Y del 2001. Lorenzo Ornaghi prevede di guadagnare 194.813,04 euro lordi nel 2012 come ministro dei Beni culturali. Ma a differenza dei colleghi di governo, non indica sulla scheda patrimoniale pubblicata sul sito del ministero i redditi percepiti nel 2010 da professore ordinario all'Università Cattolica del Sacro Cuore, incarico dal quale è in aspettativa dallo scorso novembre. Ornaghi dichiara invece la proprietà di tre appartamenti: uno di 90 mq con box a Villasanta (Monza), una comproprietà al 50% di 60 mq a Porto Valtravaglia sul lago Maggiore e un altro appartamento di 115 mq con box a Concorezzo (Monza). Ornaghi non possiede auto. Ha invece 8.373 azioni Unicredit spa e 1.100 azioni Conafi prestito. Sul conto corrente bancario ha 25 mila euro e possiede inoltre Btp a diversa scadenza per un totale di 145 mila euro. Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri riceverà nel 2012 per il suo incarico uno stipendio lordo di 183 mila euro, mentre nulla emerge sui redditi dichiarati nel 2011. Dalla dichiarazione pubblicata sul sito del ministero risulta che Cancellieri ha la proprietà di cinque immobili a Milano e due a Roma. Ha inoltre 17 comproprietà: un negozio al 50% a Milano, nonchéterreni e fabbricati al 20% a Palazzolo Acreide (SR). Possiede anche 100 azioni della Banca Popolare di Vicenza e una Toyota Land Cruiser del 2001. Il ministro della Difesa Giampaolo di Paola per il suo incarico percepirà 199 mila euro lordi nel 2012 (25 mila nel 2011). Nel 2011 ha ricevuto inoltre 314 mila euro di pensione provvisoria e 29 mila per servizio all'estero. Di Paola risulta proprietario al 50% di una casa a Livorno di 130 mq. Ha due auto, una Mercedes Classe B e una Volkswagen Polo CV. Ed è titolare di azioni Enel, Finmeccanica, Deutesche Telekom. E di Bot/Btp per 150.000 euro, una polizza assicurativa Generali di 85.000 euro e obbligazioni per 655.000 euro. Per quanto riguarda le azioni, il ministro ne possiede 398 di Enel, 68 di Finmeccanica e 14 di Deutesche Telekom. Possiede inoltre alcune quote di fondi comuni di investimento: 1.468 di Pioneer Paesi Emergenti, pari a 15mila euro, e 5.877 di Pioneer SSF Euro, pari a 30mila euro. Il ministro dell'istruzione Francesco Profumo nel 2012 riceverà per il suo incarico 199 mila euro lordi. È in aspettativa non retribuita da professore al Politecnico di Torino. E nel 2010 dichiarava un reddito lordo di 227 mila euro. Profumo possiede 7 tra proprietà e comproprietà di immobili ad Albissola Mare (Sv), Savona e Torino e un appartamento al 50% a Salina (Me). Auto: una Lancia Lybra del 2001. E inoltre azioni di Intesa, Monte dei Paschi, De Longhi, Enel, Telecom Italia, Unicredit e Finmeccanica. E' di 199.778 euro lo stipendio lordo che percepirà nel 2012 il ministro Francesco Profumo. In calo rispetto al reddito lordo dichiarato per il 2010, prima di ricevere l'incarico di governo: 227.512 euro. Il ministro dell'Istruzione ha la proprietà di una casa a Savona, mentre possiede al 50% altri due appartamenti, uno a Torino, l'altro a Salina (Messina). Nella dichiarazione patrimoniale pubblicata sul sito del ministero compaiono inoltre tre garage in comproprietà al 50% a Torino e un appartamento e un garage in comproprietà al 25% ad Albissola Mare (Savona). Profumo dichiara inoltre 894 azioni di Intesa San Paolo, 1.210 azioni di Monte dei Paschi di Siena e 5.199 di Unicredit, 250 azioni De Longhi e 262 Enel, 3.630 azioni di Telecom Italia, 137 di Finmeccanica, 250 di Delclima spa. Il ministro ha anche una quota nel fondo comune di investimento Pioneer euro governativo breve termine. E la gestione di un portafoglio di investimento Pioneer Investment Management SGRpA, del valore di 42.070,38 euro. Guadagnava più da dipendente del ministero che da ministro, Mario Catania. Il titolare delle Politiche agricole percepirà infatti 211 mila euro nel 2012, mentre nel 2010 ne prendeva 213 mila e nel 2011, prima della nomina, aveva uno stipendio di 280 mila euro. I suoi risparmi sono tutti investiti in titoli di Stato, per un valore di 450 mila euro. Catania ha inoltre una Volkswagen Golf del 2004. Ed é proprietario della casa in cui vive a Roma: circa 120 mq. Ha anche la proprietà del 50% di una casa a Manciano (Gr). Il ministro Mario Catania ha dichiarato per il 2010 un reddito di 213.700 euro, interamente ascrivibile "alla retribuzione da lavoro dipendente presso il ministero" delle Politiche agricole, da capo dipartimento delle politiche europee ed internazionali. Nel 2011 gli spettava una retribuzione lorda annua di 280.600, ma, scrive Catania nella sua dichiarazione patrimoniale, "per effetto della nomina a ministro la retribuzione annua lorda è scesa a 211.047,46 euro", reddito previsto per il 2012. Catania è nato a Roma il 5 marzo 1952. Non è sposato e non ha figli. E' proprietario dell'appartamento in cui vive a Roma (circa 120 mq) ed ha inoltre la proprietà del 50% di una abitazione monofamiliare di circa 120 mq nel comune di Manciano, in provincia di Grosseto. Il ministro guida una Volkswagen Golf 1600 cc. del 2004. Non é titolare di imprese e non possiede quote e azioni societarie, ma ha investito i suoi risparmi in titoli di Stato, per un valore di 450.000 euro. Nel 2010 il ministro dell'Ambiente Corrado Clini ha percepito un reddito di 173.383 euro come compenso annuo lordo da direttore generale del ministero dell'Ambiente, incarico per il quale ora è collocato in aspettativa senza assegni. Leggermente superiore lo stipendio da ministro per il 2012: 199.778,25 euro. Clini è proprietario del 50% di un appartamento a Mirano (Venezia) e di una Fiat 500 immatricolata nel 2010. Non possiede azioni. Il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi percepirà nel 2012 per il suo incarico 199.778,25 euro. Dal marzo 2011 riceve inoltre una pensione da professore universitario di 81.154,58 euro. Per un totale di circa 280 mila euro. Nel 2010 Riccardi dichiarava invece un reddito lordo di 120.309 euro. Il ministro possiede un appartamento e un terreno a Trevi (Pg) e la nuda proprietà di un appartamento a Roma, in usufrutto alla madre. E due depositi titoli presso Unicredit e Monte dei Paschi di Siena. “Il reddito 2012 dipenderà dalla durata del governo". Questa la nota sulla dichiarazione patrimoniale di Pietro Giarda. Il ministro per i rapporti con il Parlamento percepisce un compenso mensile lordo di 16.234 euro. Mentre nel 2010 dichiarava redditi per 262.288 euro. Giarda risulta proprietario di 10 immobili, tra cui quattro baite un pascolo e un terreno sulle Alpi, ad Alagna Valsesia. Auto: una Seat Ibiza del 2002. E inoltre 501.411 euro di attività finanziarie. Nel 2010 Piero Giarda ha dichiarato 262.288 euro totali, esclusi i redditi di pensione: 31.145 euro da lavoro autonomo, più 4.224 dal possesso di alcuni fabbricati, più i compensi per gli incarichi in due consigli di amministrazione e un collegio dei revisori, per 226.919 euro. Il ministro risulta proprietario di 10 immobili, tra i quali: una antica baita in legno da ristrutturare, tre baitelli in pietra, un appartamento di 90 mq, un appezzamento di terreno e un terreno da pascolo, tutti in comproprietà ad Alagna Valsesia (Vercelli). Inoltre un terreno e fabbricato rurale a Cassina Valsassina (Lc), in comproprietà. Giarda possiede anche un appartamento a Milano da 175 metri quadri, con box. Tra le attività finanziarie il ministro annovera azioni in 14 società quotate in borsa per l'ammontare di 405.306 euro, obbligazioni per 44.063 euro, titoli di stato e depositi per 51mila 987 euro. In totale le attività finanziarie di Giarda ammontano a 501.411 euro. Il ministro della Salute Renato Balduzzi guadagnerà quest'anno 199.778 euro, contro i 143.750 dichiarati nel 2010. Lo rende noto nella dichiarazione patrimoniale pubblicata sul sito del ministero. Balduzzi dichiara 11 immobili, in proprietà e comproprietà, ad Alessandria, Molino dé Torti (Al), Avise (Ao) e Bordighera (Im): tra gli altri anche una cantina. Tre le auto del ministro, tutte del 2006: una Subaru B9 Tribeca, una Fiat Multipla e una Fiat Panda. Numerose le azioni possedute. Il ministro per la Coesione territoriale Fabrizio Barca guadagnerà nel 2012 199.778,25 euro. Una cifra superiore rispetto al reddito complessivo dichiarato nel 2010, di 160.484,00 euro. Barca, che allega anche dichiarazione dei redditi della moglie Clarissa Botsford (24.004 euro), ha la proprietà di un fabbricato a Roma di tre vani (70 mq) e uno a Roccagorga, in provincia di Latina (35 mq), in comproprietà al 50% con la moglie. La moglie è proprietaria di 3 vani (70 mq) a Roma. In comunione di beni con il coniuge, il ministro dichiara inoltre polizze vita per 117.203 euro, obbligazioni per 112.510 euro e altri strumenti finanziari per 9.735 euro. Sempre in comunione di beni, l'auto di famiglia: una Renault New Kangoo del 2010 (di proprietà della moglie). Il sottosegretario ai Beni culturali Roberto Cecchi riceve per il suo incarico uno stipendio annuo lordo di 186.346,54 euro. Nella posizione patrimoniale pubblicata sul sito del ministero non dichiara invece i redditi degli scorsi anni. Cecchi ricopre anche tre incarichi a titolo gratuito: componente della commissione scientifica delle Scuderie del Quirinale, presidente del Comitato scientifico della Fondazione Città Italia e componente del consiglio generale della Fondazione G.Cini. E' in aspettativa non retribuita da segretario generale del ministero. Mentre dopo la nomina a sottosegretario ha dato le dimissioni dagli incarichi di componente dell'Ufficio di piano presso il ministero delle Infrastrutture e membro del Comitato tecnico scientifico del commissario delegato per l'emergenza della mobilità sull'A4. Il sottosegretario dichiara inoltre di non avere azioni, ma di possedere il 50% di un appartamento di circa 100 mq a Milano e la comproprietà di due appartamenti a Firenze: il 16,6% di uno di 80 mq e il 33,3% di uno di 100 mq. Cecchi ha infine un'auto Volkswagen Passat KW103 del 2011 e una moto BMW R 1200 R del 2010. Arriva anche (con un ritardo dovuto a motivi 'tenici') la dichiarazione dell'altro sottosegretario all'Economia, Vieri Ceriani. Per il 2012 percepisce "nella presunzione di vigenza della carica" un compenso lordo annuale di 188.868,91 euro, così come l'altro sottosegretario all'Economia Gianfranco Polillo. Ceriani dichiara poi di essere proprietario "al 100%" di due appartamenti a Roma - uno di 7,5 e l'altro di 9,5 vani -, di due fabbricati e un terreno a Serravalle (PT). Il sottosegretario ha una moto Morini 350 del 1991, una moto Honda Trasalp del 1989 e, dal 2009, la sua auto è una Peugeot 807. Detiene infine "50 azioni CSR (valore 1.559,00) e non è titolare di attività patrimoniali, di gestioni patrimoniali fiduciarie, di portafogli di investimento, né di patrimoni destinati ad uno specifico affare".

 

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MONTI OTTIMISTA

“Siamo certamente meno vicini al baratro di quanto non fossimo tre mesi fa e questo è percepito dai mercati e dal mondo”. Così il presidente del consiglio Mario Monti, in una conferenza stampa a Bruxelles al termine dell'Ecofin. Il premier commenta l'accordo della notte sugli aiuti alla Grecia osservando che è importante perché toglie i rischi immediati di contagio. Adesso sia in Europa che in Italia, argomenta, è il momento di guardare alla crescita, senza perdere di vista la necessità di tenere al sicuro i conti. "Adesso sia in Europa che in Italia, senza perdere di vista nemmeno un momento la necessità di tenere al sicuro i conti, è il momento di concentrarsi sulla crescita". Francia, Germania e Stati Uniti hanno avuto "una parte psicologica e uno stimolo importanti" per l'opera di risanamento avviata dall'Italia per uscire dal "baratro della crisi finanziaria". "Non trovo che i mercati non abbiano dato una buona accoglienza" all'accordo sulla Grecia - ha detto il premier Mario Monti sottolineando che - lo spread é sceso un pelo anche oggi". Quanto alle Borse, ha osservato che "sono importanti ma non mi sono mai persuaso che dobbiamo leggere lì il pronostico sull'efficacia delle misure di politica economia". A suo parere "é coerente che l'impatto si colga più sulle dinamiche dei tassi e degli spread che sui corsi azionari". Per un beneficio "quantitativo" per i contribuenti dalla lotta all'evasione "bisogna aspettare un momento", ma non è detto che ciò significhi dover aspettare il 2014 visto che qualcosa può essere fatto anche prima. Monti ha di fatto smentito che nel prossimo Cdm ci saranno interventi a riduzione delle tasse grazie alle entrate derivanti dall'evasione fiscale. "Ho letto anche io negli organi di stampa tempi, obiettivi e scansioni del girare i risultati della lotta all'evasione in benefici per i contribuenti onesti", ha premesso il presidente del Consiglio in conferenza stampa a Bruxelles. "Sapete che andiamo coi piedi di piombo, nell'interesse dei cittadini, e non abbiamo contabilizzato nessun beneficio dalla lotta all'evasione, ma ce ne attendiamo di robusti di benefici, per le azioni condotte, per gli strumenti a disposizione e per il cambiamento di psicologia nel Paese". Tuttavia, ha proseguito, "non ci sarà questo venerdì nel Cdm, come a leggere alcune speranze parrebbe, una serie di misure di riforma fiscale rivolte anche a questo obiettivo; c'é un'importante serie di misure di semplificazione fiscale, e credo che l'azione - che io credo debba essere necessariamente un po' vigorosa per combattere l'evasione - debba poi rifluire in beneficio della collettività in termini di finanza pubblica più sicura e solida, ma anche in termini di beneficio quantitativo ai contribuenti onesti. Un aspetto del beneficio quantitativo per i contribuenti privati e le imprese - ha sottolineato Monti - è quello di un sistema fiscale più semplice e su questo avremo diverse cose nel provvedimento di venerdì". Per quanto riguarda "invece un ristoro e un ristorno quantitativo dei benefici dall'evasione bisogna aspettare un momento". Lo stesso premier ha però fatto capire che un intervento di riduzione delle tasse potrebbe arrivare prima del 2014: è affrettato dire che "nel 2013 c'é il pareggio di bilancio e quindi solo da allora si può cominciare a sorridere da parte del fisco", ha spiegato. "Non è detto" che sia così, ha proseguito, "perché il pareggio di bilancio, che resta un obiettivo fondamentale per il 2013, può essere perseguito con varie combinazioni di entrate e uscite e quindi ci riserviamo di disegnare un profilo tenendo conto di tutte le circostanze, compresa la legittima aspettativa del contribuente onesto a vedere, non dico premiata la propria onestà perché l'essere onesti è un dovere", ma perlomeno a vedersi "riconosciuto" il proprio comportamento. Sull'Ici sui beni commerciali della Chiesa "siamo in dirittura d'arrivo". Lo ha detto Mario Monti. "Non so se viaggia con il decreto di venerdì - ha detto rimandando ai tecnici di Palazzo Chigi - ma è in dirittura d'arrivo". "Chiediamo scusa - ha ironizzato - se prendiamo tempo di riflettere fino all'ultimo come per le Olimpiadi". Sarà la Commissione europea, ed in particolare il commissario Almunia, a decidere sulla eventualità che possa essere chiesto un rimborso per gli aiuti di stato concessi dall'Italia per la mancata richiesta di pagamento dell'Ici sugli immobili della Chiesa. "C'é una disciplina ma è un tema che lascio ad Almunia" ha detto Monti spiegando come non esiste un obbligo di rimborso. Citando il "clamoroso caso del 2002, quando la Commissione europea ha ottenuto dalla Gertmania l'eliminazione delle garanzie alle banche pubbliche che esistevano da un secolo" Monti ha osservato che "se fosse stato un obbligo, il rimborso sarebbe stato una bomba nucleare e non sarebbe stato possibile toglierle".

 

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TASSE E FISCO

I proventi della lotta all'evasione dal 2014 saranno in parte destinati "a misure anche non strutturali di sostegno del reddito di soggetti appartenenti alle fasce di reddito più basse, con riferimento all'incremento delle detrazioni fiscali per i familiari a carico". Lo prevede la bozza del dl fiscale all'esame del pre consiglio. Il calo delle tasse, "a decorrere dall'anno 2014", cioè dall'anno successivo al pareggio di bilancio, è legato al maggior gettito della lotta all'evasione realizzate nel 2012-13 e sarà condizionato comunque al "rispetto degli obiettivi di finanza pubblica". Per combattere i giochi illegali e l'evasione nel settore sarà possibile per gli ispettori dei Monopoli entrare in una sala e 'giocare'. La bozza del dl Fisco che fissa in 100.000 euro l'anno la dotazione di "un fondo destinato alle operazioni di gioco a fini di controllo".Gli appartenenti all'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato saranno dunque "autorizzati ad effettuare operazioni di gioco - si legge nella bozza del dl Fisco - presso locali in cui si effettuano scommesse o sono installati apparecchi" da gioco "al solo fine di acquisire elementi di prova in ordine alle eventuali violazioni in materia di gioco pubblico, ivi comprese quelle relative al divieto di gioco dei minori". Stessa possibilità di fingersi scommettitori viene data "al personale della Polizia di Stato, all'Arma dei carabinieri, al Corpo della Guardia di Finanza" che "agiscono previo concerto con le competenti strutture dell'Amministrazione autonoma dei monopoli di Stato". Aumenta di sei volte la sanzione per chi esporta illegalmente capitali all'estero. Passerà infatti dal 5% al 30%, sulla somma eccedente il limite di valuta esportabile, la multa prevista in caso di violazioni. "L'Agenzia delle entrate elabora, nell'ambito della propria attività di pianificazione degli accertamenti, liste selettive di contribuenti, i quali siano stati ripetutamente segnalati in forma non anonima all'Agenzia stessa o al Corpo della Guardia di Finanza in ordine alla violazione dell'obbligo di emissione della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale, ovvero del documento certificativo dei corrispettivi". "A decorrere dall'esercizio finanziario 2012 possono partecipare al riparto del 5 per mille dell'imposta sul reddito delle persone fisiche gli enti che pur non avendo assolto in tutto o in parte, entro i termini di scadenza, agli adempimenti richiesti per l'ammissione al contributo, abbiano i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento; presentino le domande di iscrizione e provvedano alle successive integrazioni documentali entro il 30 settembre". "L'obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai fini dell'Iva per le quali è previsto l'obbligo di emissione della fattura è assolto con la trasmissione, per ciascun cliente e fornitore, dell'importo di tutte le operazioni attive e passive effettuate. Per le operazioni per le quali non è previsto l'obbligo di emissione della fattura la comunicazione deve essere effettuata qualora le operazioni siano di importo non inferiore ad euro 3.600, comprensivo dell'Iva". È prevista l' "eliminazione dell'obbligo di chiedere l'indicazione del domicilio fiscale negli atti presentati all'Amministrazione finanziaria". "Il debitore può chiedere che il piano di rateazione" dei debiti fiscali "preveda, in luogo di rate costanti, rate variabili di importo crescente per ciascun anno". “A decorrere dal 1° luglio 2012, non si procede all'accertamento, all'iscrizione a ruolo e alla riscossione dei crediti relativi ai tributi erariali, regionali e locali, qualora l'ammontare dovuto, comprensivo di sanzioni amministrative e interessi, non superi, per ciascun credito, l'importo di euro 30, con riferimento ad ogni periodo d'imposta. La disposizione non si applica qualora il credito derivi da ripetuta violazione degli obblighi di versamento relativi ad un medesimo tributo".

 

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MARCHIONNE PRO BOMBASSEI

Il programma di Alberto Bombassei "é certamente innovativo e votato al radicale cambiamento dell'associazione". Lo indica l'ad di Fiat Sergio Marchionne (nella foto), che dice: "Noi ci riconosciamo in questo processo di rinnovamento che se dovesse essere completato, porrebbe le basi per un rientro della Fiat in Confindustria". "Il modo di operare che Confindustria ha attuato fino ad oggi non basta più", sottolinea l'ad di Fiat con una nota. "Pur essendo la Fiat uscita da Confindustria riconosco l'importanza che l'Associazione potrà avere nel rilancio dell'economia italiana", premette Marchionne, che scrive: "La scelta del futuro presidente è quindi molto importante. Giorgio Squinzi e Alberto Bombassei sono due persone per bene e due grandi industriali. Su Squinzi non mi posso pronunciare perché non lo conosco personalmente. Bombassei, invece, lo conosco molto bene: è un imprenditore di assoluto valore che guida un'azienda che da anni fornisce prodotti d'eccellenza alla Fiat, alla Ferrari e da qualche tempo alla Chrysler. La Brembo è all'avanguardia tecnologica e con una forte vocazione internazionale". Alberto Bombassei, dice il numero uno del Lingotto "é un uomo aperto al dialogo, all'innovazione e al cambiamento. Queste sue doti sarebbero molto utili a Confindustria che dovrà essere profondamente rinnovata per partecipare da protagonista alla modernizzazione del nostro Paese, in linea con le riforme che il Governo Monti sta portando avanti".

 

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OCCUPAZIONE GIOVANILE IN CALO

L'occupazione dei giovani tra i 18 e i 29 anni continua a calare, "nella media dei primi tre trimestri del 2011 ha subito una flessione del 2,5% (circa 80 mila unità)". È quanto ha affermato il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, nel corso di un'audizione alla commissione Bilancio della Camera dei deputati. Guardando alla fascia d'età 15-24 anni la disoccupazione in Italia risulta pari al 31%, "la più alta dopo la Spagna". E' quanto ha affermato il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, nel corso dell'audizione alla commissione Bilancio della Camera dei deputati. Un'analisi dell'Istat, proposta in via sperimentale per il 2005, "mostra come tra i servizi la quota del sommerso economico raggiunga il 56,8% per l'aggregato degli alberghi e pubblici esercizi e il 52,9% per il lavoro domestico". Lo ha affermato il presidente dell'Istituto, Enrico Giovannini, nel corso dell'audizione in commissione Bilancio alla Camera dei deputati, spiegando che "la rilevanza dell'economia sommersa è molto diversificata tra le attività", e raggiunge nei settori citati delle punte.

 

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L’ITALIA È UN PAESE CORROTTO

"Illegalità, corruzione e malaffare sono fenomeni ancora notevolmente presenti nel Paese le cui dimensioni sono di gran lunga superiori a quelle che vengono, spesso faticosamente, alla luce". Lo ha detto il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino (nella foto con Napolitano), nel discorso di inaugurazione dell'anno giudiziario. In Italia e in Europa si assiste ad "una caduta della compliance. Per la sola imposta sul valore aggiunto per l'Italia si evidenzia un tax gap superiore al 36%, di gran lunga il più elevato tra i grandi Paesi europei, con l'eccezione della Spagna". Il 2011 "sarà ricordato nella storia della finanza pubblica italiana, per la severità della situazione economica e per l'affanno con il quale i governi hanno rincorso i rimedi necessari a fronteggiarla e ad arginarne gli effetti più devastanti". Lo ha detto il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino, nel discorso di inaugurazione dell'anno giudiziario. Incarichi e consulenze restano una spina nel fianco della pubblica amministrazione. Nonostante le sentenze e le leggi, ci sono ancora "casi macroscopici" in cui si perseguono "obiettivi personalistici cui è estraneo l'interesse pubblico". Lo ha detto il procuratore generale aggiunto della Corte dei Conti Maria Teresa Arganelli.

 

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MOODY’S BOCCIA

Moody's ha abbassato il rating o rivisto le prospettive (outlook) su 114 banche europee appartenenti a 16 Paesi diversi. Lo si legge in una nota. Tra gli istituti colpiti 24 sono italiani. Le azioni sui rating riflettono, afferma Moody's, "la pressione combinata" derivante in primo luogo dall' "avverso e prolungato impatto della crisi dell'area dell'euro che rende il contesto operativo molto difficile per le banche europee", in secondo luogo dal "deterioramento del merito di credito dei rating sovrani, che ha portato all'aggiustamento dei rating di nove Paesi lo scorso 13 febbraio" e infine dalle "sfide importanti" che dovranno affrontare le banche con "significative attività sui mercati dei capitali". Queste difficoltà, secondo Moody's, non riescono ad essere compensate dalla presenza di fattori positivi come il supporto offerto dai governi al sistema bancario e la politica monetaria accomodante. Moody's ha tagliato il rating dell'Eni e delle Poste da A2 ad A3, mantenendo negative le prospettive, e ha rivisto da stabile a negativo l'outlook di Finmeccanica. Lo si legge in una nota dell'agenzia in cui si spiega che la decisione fa seguito all'abbassamento del rating dell'Italia da A2 ad A3 decisa lo scorso 13 febbraio. Moody's ha rivisto il giudizio su 9 gruppi assicurativi europei. L'agenzia di rating ha abbassato il rating di Unipol, Generali, Mapfre, Caser e Allianz Spa a causa "degli investimenti e dell'esposizione operativa in Italia e Spagna" mentre ha rivisto l'outlook di Allianz Se, Axa, Aviva a causa dell'indebolimento delle condizioni economiche e delle prospettive per l'Eurozona. Sotto osservazione per un possibile downgrade anche Scottish Widows, Clerical Medical e Sns Reaal. - Sono in tutto 24 le banche italiane, molte sono comunque società controllate e di piccole dimensioni, colpite dalla scure di Moody's: il maggior numero in Europa. L'Italia precede Spagna (21 istituti colpiti), Francia (10) e Gran Bretagna (9). Diverse sono le istituzioni finite nel mirino dell'agenzia in Austria, Danimarca, Germania, Olanda e Portogallo. In Svizzera due le banche sotto revisione, mentre in Belgio, Finlandia, Lussemburgo e Norvegia solo una. Nelle 19 pagine dedicate ai tagli da Moody's, spunta un nuovo acronimo destinato a diventare familiare: RuR Down (Rating under Review for Downgrade, rating sotto osservazione in vista di un nuovo taglio), che rappresenta un peggioramento rispetto anche al precedente outlook negativo. Nel dettaglio, il RuR Down tocca alle italiane capogruppo Banca Carige, Banca della Marca Credito Cooperativo, Banca delle Marche, Banca Monastler e del Sile, Monte dei Paschi (che c'era già prima), Bnl, Banca Poolare Alto Adige, Banca popolare di Cividale, Banca popolare di Marostica, Banca popolare di Spoleto, Banca Sella, Banca Tercas, Banco Popolare, Cassa di Risparmio di Bolzano, Cassa di Risparmio della Provincia di Chieti, Cassa di Risparmio di Cesena, Cassa di Risparmio di Parma e Piacenza, Credito Emiliano, Credito Valtellinese, Iccrea Bancaimpresa, Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi Banca e Unipol Banca.  Si 'salvano', restando con l'outlook negativo, solo Cassa Depositi e Prestiti e l'Istituto Servizi Mercato Agricolo Alimentare (Ismea), entrambe a controllo pubblico. Le Borse europee faticano sotto le incertezze per il salvataggio della Grecia e le azioni di Moody's su banche, assicurazioni e società europee e sui big del credito mondiale. Maglia nera è Madrid (-2,5%), davanti a Milano (-1,8%) e Francoforte (-1,1%) mentre le perdite degli altri listini si attestano sotto il punto percentuale, con l'eccezione di Atene (-2,9%). In Borsa soffrono banche, auto, assicurazioni e materie prime mentre sul mercato dei titoli di stato si registra un allargamento degli spread con i Bund tedeschi da parte dei Paesi periferici, con il Btp decennale italiano che si mantiene a ridosso dei 400 punti base. Male Bbva (-4,7%) assieme agli altri istituti spagnoli, oggetto di divieto di vendite allo scoperto, scivola Abb (-4,3%) dopo i profitti sotto le attese nel quarto trimestre del 2011 (830 milioni di dollari). I titoli dell'auto sono penalizzati dal calo delle vendite a gennaio in Europa, con Fiat (-3,2%) e Peugeot (-4,5%) che segnano i ribassi più consistenti. Bene invece Renault (+3,1%) grazie ai conti. Si appesantisce ancora Piazza Affari, oggi tra i peggiori listini del Vecchio Continente. Il Ftse Mib cede l'1,98% sotto zavorrata dall'Enel (-5,47%), Unipol (-4,44%), Mediobanca (-4,24%) e Fiat (-3,81%). Borse asiatiche in calo sui timori per il salvataggio della Grecia e dopo l'annuncio di Moody's che potrebbe tagliare il rating delle banche mondiali a causa dei crescenti costi della raccolta generati dalla crisi del debito sovrano in Europa. Tokyo ha chiuso in calo dello 0,24%, Hong Kong cede lo 0,61% mentre Seul (-1,38%) e Sydney (-1,68%) sono stati i listini peggiori. Lo spread tra Btp e Bund tedesco si é riportato decisamente sotto quota 400 punti, attestandosi, intorno alle 13, a 394. In discesa il rendimento del Btp, al 5,77%.

 

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LA TASSA SUGLI IMMOBILI

"Secondo nostre stime sugli introiti dell'Ici sugli immobili commerciali della Chiesa l'importo complessivo dovrebbe attestarsi tra i 500 e i 600 milioni di euro, anche se uno studio dell'Ifel parla di 1 miliardo di euro": lo ha reso noto il presidente dell'Anci Graziano Delrio al termine di un Ufficio di Presidenza dell'Associazione tenutasi questa mattina. Sarebbe stato opportuno, ha detto ancora Delrio, "che su questo tema il governo discutesse anche con noi", in ogni caso "é bene ricordare che l'intenzione dell'esecutivo è aderente con le direttive Ue, e allo stesso tempo anche la Chiesa si è detta disponibile a discutere". L'emendamento sull'Ici proposto dal premier Monti "costituisce un progresso sensibile". Lo ha detto il portavoce del commissario Ue alla Concorrenza Almunia. "Una volta approvato, sarà attentamente esaminato. L'emendamento ci sembra un progresso sensibile e noi speriamo di potere chiudere la procedura di infrazione contro l'Italia". ''Si è parlato di tutto ma non di Ici''. Lo ha riferito ai giornalisti l'ambasciatore dell'Italia presso la Santa Sede, Francesco Maria Greco, al termine dell' incontro bilaterale Governo-Chiesa in occasione dell'anniversario della firma dei Patti Lateranensi. Il premier Monti ha invece lasciato l'incontro senza rilasciare commenti. ''Non può essere il problema dell'Ici a mettere in discussione o ad inquinare i rapporti che ha lo Stato italiano con la Chiesa''. Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani al termine delle celebrazioni dei Patti Lateranensi. "Se il Governo ha individuato delle norme non punitive nei confronti della Chiesa le valuteremo con favore". Così il segretario del Pdl, Angelino Alfano in merito all'emendamento per il pagamento dell'Ici anche per alcuni immobili della Chiesa. "Non abbiamo ancora visto il testo - ha concluso Alfano - ma non abbiamo nessun pregiudizio".