Casella di testo: AGENZIA STAMPA MH
informazione giornalistica quotidiana internazionale
 

 

 

 

 

 

 


ARTEE-MAIL                                           

 

     

 

                                                        MOSTRA DI DIPINTI           

 

 

 

 

COMUNICAZIONE AI LETTORI DI MHPRESS

L'Agenzia Stampa MH è stata una delle prime agenzie di informazione giornalistica nazionale quotidiana a pubblicare le notizie in un sito Internet gratuito alla fine degli anni '90. In questi 15 anni il nostro sito internet ha potuto godere di un notevole successo di pubblico di lettori e tutt'ora vanta un pubblico di oltre un milione e trecentomila lettori al mese. L'informazione quotidiana ha avuto però negli anni un calo progressivo, dovuto senz'altro al proliferare dei siti internet di informazione giornalistica. Oramai infatti tutte le agenzie stampa e i quotidiani italiani hanno un proprio sito internet accessibile gratuitamente. Le notizie che tutti leggiamo in questi siti internet sono sempre le stesse, cioè ogni agenzia stampa ed ogni quotidiano ci propongono sempre le identiche notizie di politica, di cronaca, di spettacolo, di sport, ecc. Naturalmente fino ad ora anche la nostra agenzia ha sempre pubblicato quelle stesse notizie riportate da tutti i media italiani. Ci siamo allora chiesti se il nostro lavoro, il nostro impegno di divulgare queste notizie non fosse alla fine inutile, perché già pubblicate da gli altri media (dai colossi della stampa fino ai piccoli informatori). In effetti ci siamo convinti che potevamo svolgere il nostro compito di informatori cercando di pubblicare quelle notizie o parte delle stesse non pubblicate mai o raramente dai media. Da oggi MHPRESS cambia totalmente la propria informazione cercando di far conoscere ai lettori quelle notizie che solitamente non vengono pubblicate dai media. Speriamo così di riuscire a suscitare un nuovo interesse nei numerosi lettori di internet.

 

 

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LUFTHANSA ASSUME

Da una nota della compagnia aerea Lufthansa si legge che la stessa è alla ricerca di nuovo personale. Alla ricerca soprattutto, grazie alla crescita dei voli economici, la Eurowings Luftverkehrs AG, una compagnia aerea regionale con sede a Düsseldorf, in Germania che fa parte del gruppo Lufthansa e la compagnia aerea CityLine, con base a Colonia, Germania, che è completamente partecipata da Lufthansa ed è la più grande compagnia aerea regionale in Europa. La ricerca è aperta a 2800 assistenti di volo cioè hostess e steward, definiti nel Codice della navigazione anche come “personale addetto ai servizi complementari di bordo”; queste figure professionali dovranno garantire la sicurezza dei passeggeri e saper intervenire tempestivamente in caso di emergenze di tipo medico. È quindi necessario che sappiano usare strumenti di primo soccorso e che siano in grado di gestire una veloce evacuazione dei passeggeri in caso di pericolo. Tra i loro compiti c’è anche quello di prevenire episodi che possano mettere a rischio l’incolumità dei passeggeri effettuando i necessari controlli di sicurezza sull’aereo prima del decollo e dopo l’atterraggio. Inoltre il gruppo vuole assumere anche 240 piloti, 140 per Eurowings e 100 per le linee aeree dell'Austria. Sarebbero da aggiungere molti tirocinanti in oltre 30 occupazioni, come pure 150 addetti da impiegare all'aeroporto di Monaco di Baviera. Anche Austrian Airlines, Eurowings e Lufthansa CityLine stanno ampliando il personale con nuove assunzioni che riguarderanno per lo più il personale di volo. Lufthansa, è la principale compagnia aerea tedesca, ed è la settima compagnia aerea del mondo con una flotta di oltre 340 aerei e circa 119.000 dipendenti in tutto il mondo.

 

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ALLARME IN CENTRALE NUCLEARE

Nel corso della tarda serata di sabato 2 gennaio 2016 alle ore 18,00 il reattore nucleare 1 della centrale nucleare di Doel in Belgio si è arrestato automaticamente. La centrale nucleare di Doel è una centrale elettronucleare situata presso la città di Doel, nella regione delle Fiandre, in Belgio. L'impianto è composto da 4 reattori PWR da 2.910 MW di potenza netta complessiva. Il reattore 1 è stato riavviato il 30 dicembre dopo l'incidente di sabato 31 ottobre 2015 ed è stato accoppiato alla rete. Il reattore è stato arrestato a febbraio 2015. Nel frattempo, il reattore 2 è stato riavviato alla vigilia di Natale. Come il reattore 3 di Doel, esso è stato arrestato la notte del 24-25 dicembre a causa della perdita di acqua che si è verificato in un generatore della parte non nucleare della pianta, quattro giorni dopo il suo riavvio. La centrale si trova nella zona più densamente popolata in Europa tra le aree entro i 75 chilometri di diametro da uno di questi reattori, per questo motivo c’è stato qualche attimo di apprensione tra i cittadini. Un allarme nelle procedure di sicurezza è scattato nell'edificio che ospita il reattore mentre la situazione è sotto controllo, (il reattore) si è interrotto e sono state approntate tutte le procedure e misure di emergenza. Il sistema di sicurezza dell'impianto ha funzionato a dovere. Il reattore si è automaticamente interrotto ed è completamente sotto controllo. Non è stato rilevato alcun incremento di radioattività nei dintorni. In questo stabilimento nucleare lavorano circa 800 persone, e dei 4 reattori il numero 1 è stato costruito tra il 1969 ed il 1974. Il portavoce della società energetica belga Electrabel che gestisce l’impianto nucleare in questione, spera di ripristinare questo reattore il 6 gennaio.

 

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STUDIO SULLO SMOG

L'inquinamento dell'aria è un killer silenzioso ma letale, che è più dannoso di qualunque chiacchierato batterio e rimane il rischio più elevato per la salute. Non solo accorcia la durata della vita e contribuisce alla diffusione delle malattie cardiache, dei problemi respiratori e del cancro, ma aumenta il rischio di ammalarsi di Sclerosi multipla, malattia neurodegenerativa che provoca lesioni a carico del sistema nervoso centrale. A destare l'allarme uno studio pubblicato sul sito della rivista scientifica "Revue Neurologique" e condotto da un team internazionale guidato da Lilian Calderón-Garcidueñas, del Centro di neuroscienze funzionali e strutturali dell'Università del Montana. Non solo dunque una ben nota causa di malattie respiratorie, oncologiche e cardiovascolari, l'inquinamento atmosferico è, già da anni, sospettato di essere anche un potente fattore di rischio ambientale per le malattie neurologiche e le neuropatologie. In particolare, lo studio appena pubblicato, si concentra sugli effetti del PM10 e degli ossidi di azoto e ne esamina le conseguenze cliniche, cognitive, strutturali cerebrali e metaboliche. Per concludere che diffuse neuroinfiammazioni, danni all'apparato neurovascolare e produzione di autoanticorpi contro le proteine neurali sono risultati "preoccupanti nei bambini cronicamente esposti a concentrazioni superiori alle norme vigenti per l'ozono e il particolato fine (PM2.5), e possono costituire significativi fattori di rischio per lo sviluppo della malattia di Alzheimer" in età avanzata.Mentre pochi giorni fa un altro studio, pubblicato sul sito della rivista scientifica "Environmental Research", mostrava come l'esposizione al Pm10 aumenti i ricoveri ospedalieri per sclerosi multipla. A realizzare il monitoraggio un gruppo di ricercatori lombardi che ha rilevato un aumento acuto nelle risposte infiammatorie sistemiche e nella neuroinfiammazione, ipotizzando che l'inquinamento atmosferico possa avere un ruolo nel determinare la presenza e le recidive di sclerosi multipla.

 

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DENTIFRICIO PERICOLOSO

Il triclosan ancora una volta sotto accusa. Secondo alcuni studi, questa sostanza chimica, che è presente nei dentifrici, che vengono utilizzati da milioni di persone, aumenterebbe il rischio di crescita delle cellule tumorali, secondo un articolo apparso sul quotidiano britannico Daily Mail. Il produttore Colgate Total ha insistito sul fatto che il triclosan, che in determinate dosi fa parte del dentifricio e previene le malattie gengivali, è sicuro da usare ed è stato approvato dall'FDA Food and Drug Administration (FDA), l'agenzia federale americana che si occupa dei farmaci, nel lontano 1997.  Tuttavia, si è scoperto che uno studio che presumibilmente conferma la sicurezza del dentifricio per la salute umana sarebbe stato condotto con l'assistenza stessa del produttore di Colgate Total, il che amplificherebbe i dubbi circa l'indipendenza e l'autenticità dei documenti presentati e delle relazioni. In effetti il triclosan potrebbe promuovere la crescita delle cellule tumorali, tuttavia, secondo il costruttore Colgate, questa sostanza chimica è pericolosa solo in grandi dosi. Un nuovo studio fornisce ulteriori prove del pericolo della sostanza - compreso il rischio di parto prematuro, e danni al tessuto osseo negli animali. Nonostante le prove - compresa la prova di difetti ossei fetali in topi e ratti - Colgate non attribuisce importanza ai risultati, perché gli studi sarebbero condotti su animali e non esseri umani. La multinazionale, quindi, ha affermato di non riconoscere la validità di questa ricerca, pubblicato su 35 pagine, partendo dal presupposto che il loro dentifricio è completamente sicuro per gli esseri umani, come evidenziato da 80 studi clinici in 19 000 persone. Nonostante le rassicurazioni di uno dei principali produttori, alla luce delle indagini che gettano ombre sulla sicurezza del triclosan, si ritiene utile una più accurata e approfondita revisione da parte delle autorità sanitarie europee e nazionali al fine di dirimere ogni dubbio in merito.

 

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CRACKERS E SALMONELLA

Alcuni scienziati americani hanno scoperto che gli alimenti non comunemente associati con un'intossicazione alimentare, come biscotti e crackers, e in generale tutti quelli secchi hanno la capacità potenziale di portare pericolosi batteri per molto più tempo di quanto pensato. Dopo un aumento del numero di focolai di tossinfezioni alimentari, un team di ricercatori dell’University of Georgia ha studiato la salmonella all’interno dei cibi secchi e sono rimasti sorpresi nel rilevare che l'agente patogeno nocivo è sopravvissuto per almeno sei mesi. L’equipe ha utilizzato cinque diversi ceppi di salmonella e ha deliberatamente contaminato alcuni cibi con basso contenuto di umidità, come biscotti e cracker. Formaggio, burro, vaniglia e cioccolati ripieni sono stati tutti utilizzati per replicare i tipi di cracker e biscotti regolarmente trovati nei negozi e distributori automatici. Dopo aver analizzato i diversi cibi, gli scienziati sono stati in grado di determinare quanto tempo la salmonella è sopravvissuta. I ricercatori americani sono rimasti scioccati nello scoprire che la salmonella è sopravvissuta per così tanto tempo. Questi risultati si aggiungono alla prova che un'intossicazione alimentare può avvenire anche perché la salmonella riesce a sopravvivere per un periodo di tempo sufficientemente lungo in ambienti asciutti. Alla luce di tali risultati, gli esperti della salute hanno quindi avvertito che dovrebbero essere prese ulteriori precauzioni per impedire le contaminazioni nel processo di fabbricazione. La Food Standard Agency, un ente pubblico britannico, stima che le intossicazioni alimentari colpiscono fino a 5,5 milioni di persone nel Regno Unito ogni anno. Si pensa che la cifra reale potrebbe essere molto più alta, poiché molti casi non sono denunciati. Le intossicazioni alimentari causerebbero la morte di ben 125.000 bambini ogni anno nel mondo e che se si usassero maggiori precauzioni anche nella preparazione e confezionamento dei cibi, si potrebbero evitare moltissime tragedie.

 

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BURRO E DIABETE

Bistrattato, sostituito, ingiustamente accusato. Il burro così come molti latticini fanno bene tanto da poter scongiurare il diabete. A sostenerlo uno studio pubblicato sulla rivista PLOS One. I risultati suggeriscono che il burro potrebbe giocare un ruolo cruciale nell'arrestare un'epidemia che sta imperversando in Europa. Come? Grazie ad un tipo specifico di grasso saturo, chiamato acido eptadecanoico. Lo studio condotto nientemeno che sui delfini dalla National Marine Mammal Foundation ha scoperto infatti che questo grasso saturo, potrebbe contribuire a invertire il prediabete negli esseri umani. I ricercatori marini hanno scoperto che i tursiopi possono sviluppare la sindrome metabolica, una condizione subclinica che viene appunto chiamata prediabete negli esseri umani. “Per capirla meglio, abbiamo iniziato ad esaminare la loro dieta, che è essenzialmente di pesce”, ha affermato Stephanie Venn-Watson, autore principale dello studio. Il team di scienziati ha iniziato valutando i livelli ematici degli acidi grassi omega 3 in 49 delfini, così come nei pesci di cui si cibavano. “Siamo stati sorpresi di rilevare che tra i 55 acidi grassi studiati, l’acido eptadecanoico o margarico sembra aver avuto l’impatto più positivo sul metabolismo dei delfini: i mammiferi con i più alti livelli di questa sostanza nel sangue avevano insulina e trigliceridi bassi”. Lo studio ha anche mostrato che, mentre alcuni pesci hanno livelli elevati di acido margarico al loro interno, altri non ne hanno, suggerendo possibili ‘dritte’ per modificare anche la nostra dieta. La scoperta del Nmmf si allinea con la crescente evidenza scientifica che dimostra come alcuni grassi potrebbero non essere così negativi come si pensava in passato. Inoltre secondo gli esperti, le migliori fonti di questa sostanza nutriente sono lo yogurt, il latte intero e soprattutto l'amato burro. I ricercatori hanno concluso lo studio mettendo sotto accusa la tendenza dei caseifici ad abbassare o ad eliminare addirittura il contenuto di grassi nei prodotti caseari. Questo trend, a sua volta "potrebbe avere un ruolo nella pandemia globale del diabete." L'altra notizia che l'acido eptadecanoico può anche essere presente in pesci e segale. Questo significa che ora possiamo mangiare burro senza sensi di colpa? Venn-Watson dice: “Il burro può avere sia grassi saturi buoni che cattivi, ma è sempre meglio parlare con il medico prima di apportare modifiche alla dieta”.

 

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PORSCHE DIFETTOSE

La Casa automobilistica tedesca ha richiamato 2893 Macan per scongiurare il rischio di incendio che potrebbe divamparsi per un corto circuito nel vano motore. Un provvedimento adottato in seguito alla segnalazione della Federal Agency on Technical Regulation and Metrology (Rosstandart) della Russia. Il problema sarebbe collegato ad un errore di fabbricazione che potrebbe causare eventuali perdite dai tubi del carburante ad iniezione. Il richiamo tecnico in officina è stato predisposto dalla Casa auto e diramato dal Rosstandart russa nel suo ultimo bollettino del 28 dicembre. Inoltre il rischio di incendio persiste anche quando l'auto viene lasciata incustodita. Le vetture interessate dal richiamo sono state venduti nel periodo compreso fra il 24 gennaio 2014 e il 26 ottobre 2015. La casa automobilistica ha precisato di non essere a conoscenza di incidenti. È necessario, quindi, prestare la massima attenzione e rivolgersi alle autofficine autorizzate o ai Concessionari Porsche Italia, nel caso in cui la propria autovettura corrisponda al modello in questione. Gli uomini della rinomata casa automobilistica tedesca dovranno apportare i dovuti correttivi e risolvere un problema non certo grave, che durerà mezz'ora, ma destinato comunque a suscitare non poca preoccupazione per la difettosità segnalata che è ancora più rischiosa se si pensa alla potenza di accelerazione che hanno questi modelli.

 

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TEST PER I PILOTI D'AEREO

Arrivano nuove regole per la sicurezza degli aerei. Il governo tedesco intende introdurre dall'anno prossimo test a sorpresa per verificare l'uso di alcool, droga e farmaci da parte dei piloti di aerei di linea. Dopo il disastro Germanwings dello scorso marzo, l’Europa si sta muovendo per fissare standard più stringenti, soprattutto per il personale di bordo. Lo ha dichiarato il ministro dei Trasporti, Alexander Dobrindt, al quotidiano 'Bild am Sonntag'. Così l’Europa si prepara a rafforzare ancora una volta i sistemi di sicurezza degli aerei, imponendo nuovi standard per le cabine di pilotaggio, maggiore attenzione alle condizioni psico-fisiche dei piloti, test per monitorare l’uso di alcol e droghe.  La decisione si collega alla tragedia del marzo scorso sulle Alpi francesi, dove il copilota di un volo della Germanwings portò volontariamente l'aereo a schiantarsi contro una parete, uccidendo tutte le 149 persone a bordo. Una decisione ragionevole, che con tali misure renderà più sicuri i collegamenti aerei. Inoltre simili test sui piloti sono già vigenti negli Usa e in Australia. Queste misure di sicurezza diventeranno obbligatorie per tutte le compagnie che viaggiano in Europa e quindi anche per i nostri piloti.

 

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AUTO FERRARI DIFETTOSE

La Casa di Maranello sta per richiamare alcune California T per scongiurare il rischio di incendio che potrebbe divamparsi per una fuoriuscita di carburante dal vano motore. Un provvedimento adottato in seguito alla segnalazione della National Highway Traffic Safety Administration statunitense. Il problema sarebbe collegato ad un errore di fabbricazione che potrebbe causare il distacco del tubo dalla pompa d’alimentazione. Il richiamo tecnico in officina è stato predisposto dalla Casa auto per circa 185 Ferrari e riguarda il modello 2016 prodotto fra l'8 settembre e l'11 novembre 2015. Secondo quanto riportato nel comunicato dell'Agenzia americana, tale collegamento difettoso aumenta il rischio di perdite di carburante nel vano motore, a sua volta, aumentando il rischio di incendio. La Ferrari, ha precisato di non essere a conoscenza di incidenti. È necessario prestare la massima attenzione e rivolgersi alle autofficine autorizzate o ai Concessionari Ferrari Italia, nel caso in cui la propria autovettura corrisponda al modello in questione. Gli uomini della rinomata casa automobilistica italiana dovranno apportare i dovuti correttivi e risolvere un problema non certo grave, che durerà mezz'ora, ma destinato comunque a suscitare non poca preoccupazione per la difettosità segnalata che è ancora più rischiosa se si pensa alla potenza di accelerazione che hanno questi modelli. Anche la Maserati quattroporte saranno richiamate per un problema simile.

 

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ITALIA DI SERIE B

Allarme studio Gb, l'Italia fuori dal G8? Il Belpaese, ora l'ottava economia globale, scivolerà in 13ma posizione entro il 2030. L'Italia al rallentatore rischia di uscire dal G8 delle maggiori al mondo. Fuori uno dentro la Spagna mentre la Cina supererà gli Stati Uniti. E la Gran Bretagna si appresta a diventare la quarta al mondo. È quanto ipotizza uno studio del Center for Economics Business and Research inglese che fotografa l'economia mondiale nel prossimo decennio. A pesare sull'Italia è la crescita piatta, che la rende l'economia con la crescita più lenta fra i paesi avanzati. L'Italia ha inoltre il secondo debito più alto nell'area euro, al 132% del Pil, dopo la Grecia. Un'eventuale uscita dell Italia dal G8 avrebbe delle implicazioni geopolitiche. Secondo il Center for Economics Business and Research, le cinque maggiori economie al mondo dopo il 2030 saranno Cina in prima posizione, seguita da Stati Uniti, India, Gran Bretagna e Brasile. Il recente rallentamento della crescita cinese farà slittare al 2029 il grande sorpasso degli Stati Uniti in termini di Pil nominale. Un sorpasso che era inizialmente atteso per il 2025. Sulla classifica pesano però rischi politici. La corsa della Gran Bretagna potrebbe essere bruscamente bloccata da un'uscita dall'Unione Europea. La 'Brexit' avrebbe un impatto pesante e si tradurrebbe in una crescita più lenta. L'afflusso dei migranti, invece, aiuterà la Germania a mantenere la sua forza. "I migranti faranno aumentare i profitti, rallenteranno la crescita dei salari e allevieranno la mancanza di talenti".

 

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SONDAGGIO EUROMEDIA

Una lista unica di centrodestra sarebbe oggi il primo partito in Italia. È quanto emerge da un sondaggio di Euromedia Research pubblicato dal quotidiano on line Affaritaliani.it   che così commenta: “Il 2015 non si chiude nel migliore dei modi per Matteo Renzi. Anzi, il suo Partito Democratico – secondo l’ultimo sondaggio Euromedia Research- cede un altro 0,3% e cala al 30,2″. Una flessione costante nelle ultime settimane e legata, probabilmente, allo scandalo delle banche. Il Movimento 5 Stelle torna a crescere e raggiunge il 27,5% (+0,3). Ma rimane terzo e, in caso di ballottaggio sulla base dell’Italicum, sarebbe fuori dai giochi. Ma vediamo, in dettaglio, il risultato del sondagiio in rapporto alle singole liste.  In leggera salita  la Lega Nord al 16,1% (+0,1). Forza Italia (-0,1) scende sotto la soglia del 12% (11,9). Fratelli d’Italia-An si conferma molto tonica, sale dello 0,1 e raggiunge il 4,9%. Area Popolare-Ncd-Udc vale l’1,6% (+0,1). Sinistra Italiana, nel suo complesso, si attesta al 5,7% in calo dello 0,2. In base a questo sondaggio, l’ultimo prima della fine di quest’anno, un listone di centrodestra (Lega-Forza Italia-Fdi) sarebbe appunto il primo partito con il 32,9% superando il Pd (30,2%) anche se fosse alleato con i centristi di Area Popolare (31,8%). Il M5S, stando a questi numeri, nonostante un’ottima performance e una costante crescita, sarebbe escluso dal secondo turno di ballottaggio. Non fa bene al dunque  al Pd la crisi delle 4 banche protagoniste del cosiddetto decreto Salva Banche, con il suo retaggio di polemiche e accuse al governo, soprattutto nella persona del ministro Boschi. Il partito di Renzi è crollato in una settimana dell’1,5 secondo quanto risulta da un sondaggio, sempre di Euromedia, pubblicato da Termometropolitico.it.

 

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MOSTRA SULLA CALLAS

Grazie al sostegno della Fondazione Pasquinelli la celeberrima Traviata di Luchino Visconti interpretata da Maria Callas rivive negli spazi aperti al pubblico di Corso Magenta 42. Inaugura mercoledì 9 dicembre alle 18.30 presso la Fondazione Pasquinelli la mostra "Un dì, felice, etere. L’opera si veste di nuovo" dedicata alla “divina” Maria Callas e al poliedrico regista milanese Luchino Visconti, attraverso la ricostruzione di due costumi disegnati da Lila de Nobili per "La Traviata" che andò in scena al Teatro alla Scala nel 1955. La mostra rappresenta l’occasione per festeggiare un anno dall’inizio di un importante sodalizio tutto milanese tra la Fondazione Pasquinelli e l’Accademia Teatro alla Scala; la Fondazione infatti promuove un progetto triennale, in linea con il suo costante impegno verso i giovani, chiamato "Un patrimonio da tramandare – A Scuola di Scala", destinato a sostenere alcuni dei corsi di palcoscenico dell’Accademia scaligera, corsi che si fondano sulla trasmissione del sapere artigianale e dell’abilità manuale, con una metodologia che, come nella bottega rinascimentale, privilegia il contatto diretto del maestro con l’allievo in un percorso di costante apprendimento quotidiano. All’interno di questa tradizione di altissimo artigianato, il corso per sarti dello spettacolo, nato nel 1997 per volontà di Cinzia Rosselli, responsabile del Reparto sartoria del Teatro alla Scala e ancora oggi coordinatore tecnico del corso, permette di acquisire competenze specifiche per la realizzazione di abiti di scena attraverso un programma che abbraccia tutte le fasi di lavorazione del costume, dalla preparazione e confezione alla manutenzione e conservazione. Nell’ambito del piano didattico, è nato il progetto di ricostruzione dei costumi disegnati dalla de Nobili, andati irrimediabilmente perduti in circostanze ancora oggi non chiarite. Gli allievi hanno compiuto un lavoro filologicamente accurato e corretto, attingendo sia alla documentazione fotografica dello spettacolo scaligero sia alla testimonianza della nipote del regista, Cristina Gastel Chiarelli.

 

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GABBIANI KILLER

Un nuovo studio punta il dito contro i gabbiani  etichettandoli come  possibile causa della morte dei balenotteri. Lo studio pubblicato sull'ultimo numero della rivista internazionale “PLOS ONE”, ha ipotizzato che i gabbiani sono diventati infatti un vero pericolo per le balene. Secondo i ricercatori fuori della penisola di Valdes, luogo di riproduzione delle balene, gli uccelli banchettano strappando le carni per mangiarne il grasso. E con il passare degli anni, a partire dal 1970 da quando sono stati avvistati i primi attacchi, i gabbiani sono diventati sempre più aggressivi rivolgendo la loro attenzione sui piccoli dei cetacei. I biologi sostengono che il numero dei gabbiani sia aumentato esponenzialmente e che gli uccelli abbiano iniziato prima a sorvolare i cetacei semplicemente passando sopra l'acqua, poi nutrendosi della pelle morta, e successivamente ad attaccando le balene in superficie, strappando le carni per mangiarne pelle e grasso. Ma hanno avuto coraggio attaccando solo le balene, formando dei fori che col passare del tempo sono diventati più grandi su ogni cetaceo. Per lo studio, negli anni ' 70 solo il 2 per cento delle madri delle balene in vita e i loro piccoli hanno avuto lesioni causate dai gabbiani; tre decenni più tardi, hanno ferito il 99 per cento. Le madri delle balene si sono fatte furbe e hanno iniziato a tenere le spalle sott'acqua, ma i gabbiani poi hanno preso d'assalto i più piccoli. Un autore dello Studio "Live Science" ha dichiarato " I piccoli cetacei non sanno come tenere le spalle sott'acqua." "Le spalle sono troppo piccole per arcuarle, e ora gli obiettivi primari dei gabbiani sono i balenotteri appena nati". Lo studio ha documentato un piccolo che ha avuto il 19 per cento della parte posteriore coperta da lesioni. Per gli scienziati gli uccelli sono diventati infatti un vero pericolo per le balene in quanto le ferite possono causare infezioni, disidratazione e altri patologie, che potrebbero avere un impatto sulla loro mortalità complessiva. Un incubo per tutti coloro che sono rimasti traumatizzati dal celebre film di Hitchcock, in cui gli uccelli facevano strage di esseri umani. Uno scenario che, secondo i biologi, non è tanto lontano dalla sfera del possibile. Quella dei gabbiani killer è una questione che preoccupa gli scienziati che stanno effettuando in questi ultimi anni, studi sugli uccelli marini. Secondo Simon Prentis, un 61enne attivista, in seguito all'aggressione da parte di gabbiani ai danni di animali domestici e persone, culminata con l'uccisione di un cane e una tartaruga in Cornovaglia, ha ipotizzato che ben presto gli uccelli violenti potrebbero scagliarsi sui bambini. Anche in Italia stanno diventando sempre di più e sempre più pericolosi i gabbiani che vivono nelle nostre città italiane. Sono varie le città che sono più soggette ad attacchi da parte dei gabbiani, ma su tutte c’è la capitale d’Italia, Roma, seguita da Napoli, Venezia e Trieste. La specie di gabbiani in questione è la Larus michahellis: gabbiani reali a zampe gialle che si nutrono di pesci, carcasse, uova, piccoli animali, rifiuti e anche altri uccelli come piccioni, in quanto sono carnivori e possono trasformarsi in veri avvoltoi pur di nutrirsi. Grazie al loro becco riescono a uccidere e sventrare le loro vittime e con le feci si difendono da attacchi di disturbo.  

 

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BICI TARGATE E TASSATE

Il solerte Senatore PD Marco Filippi ha presentato un emendamento al DDL 1638 per istituire “un’idonea tariffa per i proprietari delle biciclette e dei veicoli a pedali adibiti al trasporto, pubblico e privato, di merci e di persone (...)”. L’Italia prima al mondo a tassare la bici! Mentre a Parigi in queste ore i grandi della terra discutono su come cambiare le sorti del clima del nostro pianeta malato di 'asma' da smog con la Conferenza sul Clima, la COP 21, un intraprendente, informato ed illuminato politico italiano si contraddistingue per intuizione e tempismo scrivendo un emendamento per tassare la bicicletta. Le ragioni: impellenti motivi di sicurezza. Insomma mentre si discute di come fermare il riscaldamento del pianeta, uno studio scientifico effettuato da ITDP e UC Davis intitolato “A Global High Shift Cycling Scenario: The Potential for Dramatically Increasing Bicycle and E-bike Use in Cities Around the World, with Estimated Energy, CO2, and Cost Impacts”, dimostra che l’utilizzo della bicicletta e dell'e-bike possono ridurre il consumo energetico e le emissioni di CO2 del trasporto urbano nel mondo fino al 10% entro il 2050 rispetto alle stime attuali, oltre al risparmio di migliaia di miliardi di dollari per la società, da queste parti si pensa a come 'fare cassa' su un mercato in forte crescita. Bisogna poter identificare chi usa il mezzo per un’attività illegale, è questo il profondo e sensato intrinseco motivo dell'emendamento 'panacea di tutta l'illegalità'. E mentre i furti continueranno a proliferare fuori e dentro le nostre proprietà, gli abusivi continueranno a rendere i nostri centri urbani delle 'casbe', senza parlare di cose più alte e gravi: corruzione e concussione, avremo però le nostre forze dell'ordine prodighe ad inseguire 'ladri di biciclette'...

 

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BIC ECOLOGICA 2015

La bici più esclusiva è firmata Carter. La e-bike più cool del 2015 è tecnologica, bella, affidabile e in coccodrillo, nata dalla collaborazione tra Carter e Stefano Ricci, la famosa maison fiorentina del lusso. Venduta a più di 30.000 euro. Le e-bike Carter, nell’esclusiva versione in coccodrillo, sono perfette per chi vuole fare del proprio mezzo di trasporto un elegante status symbol. Belle, leggere, resistenti e confortevoli sono il compagno perfetto per un uso metropolitano. Potranno essere acquistate in selezionate boutique della Stefano Ricci Spa, solo su ordinazione. La preziosa collaborazione nasce nel segno dell’eccellenza, dell’artigianalità e di Firenze. Il brand di moda, noto in tutto il mondo per l’altissima qualità dei suoi capi, ha accolto la sfida di immaginare una veste d’eccezione per biciclette elettriche dalle straordinarie prestazioni e dal design giovane e accattivante. Da qui la scelta di un materiale prezioso come il coccodrillo per vestire la bici del momento.

 

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RECORD INQUINAMENTO PER L'ITALIA

L'Italia è il paese europeo con il maggior numero di morti per inquinamento atmosferico. I dati arrivano dall'ultimo Rapporto dell'Agenzia Europea per l'ambiente, secondo cui ci sono stati 84.400 decessi nel 2012 su un totale di 491 mila totali. L'Italia è il Paese dell'Unione europea che segna il record del numero di morti prematuri rispetto alla normale aspettativa di vita per l'inquinamento dell'aria. La stima arriva dal rapporto dell'Agenzia europea dell'ambiente (Aea): il Belpease nel 2012 ha registrato 84.400 decessi di questo tipo, su un totale di 491mila a livello Ue. Tre i 'killer' sotto accusa per questo triste primato. Le micro polveri sottili (Pm2.5), il biossido di azoto (NO2) e l'ozono, quello nei bassi strati dell'atmosfera (O3), a cui lo studio attribuisce rispettivamente 59.500, 21.600 e 3.300 morti premature in Italia. Il bilancio più grave se lo aggiudicano le micropolveri sottili, che provocano 403mila vittime nell'Ue a 28 e 432mila nel complesso dei 40 Paesi europei considerati dallo studio. L'impatto stimato dell'esposizione al biossido di azoto e all'ozono invece è di circa 72mila e 16mila vittime precoci nei 28 Paesi Ue e di 75mila e 17mila per 40 Paesi europei. L'area più colpita in Italia dal problema delle micro polveri si conferma quella della Pianura Padana, con Brescia, Monza, Milano, ma anche Torino, che oltrepassano il limite fissato a livello Ue di una concentrazione media annua di 25 microgrammi per metro cubo d'aria, sfiorata invece da Venezia. Considerando poi la soglia ben più bassa raccomandata dall'Oms di 10 microgrammi per metro cubo, il quadro italiano peggiora sensibilmente, a partire da altre grandi città come Roma, Firenze, Napoli, Bologna, arrivando fino a Cagliari.

 

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LE AUTO ECOLOGICHE

Il mercato delle auto a combustione torna a correre con un +23,5% rispetto al 2014, il mercato dei mezzi ibridi resta in scia con un +27,8% mentre quello elettrico fermo con il freno a mano tirato da ottobre, segnando un nuovo -3,3%. Trainato dal mercato delle auto tradizionali, che anche a novembre annota segni positivi + 23% circa, il mercato dei mezzi ibridi raccoglie un buon + 27,8%, continuando a raccogliere consensi tra gli automobilisti italiani rivolti al risparmio di carburante e di emissioni. D’altro canto mezzi elettrici vedono ferma la crescita dal mese di ottobre registrando un nuovo arresto - 3,3%, rispetto allo stesso mese del 2014. Le vetture ibride sono una concreta alternativa agli acquisti di auto grazie ad una gamma sempre più varia e a prezzi accessibili, la quota di mercato a novembre è del 1,8%. Viceversa in Italia per i mezzi elettrici ancora ci sono tante difficoltà e incertezze da sanare per aiutare i clienti a scelte ancora un po troppo  poco convenzionali. Infrastrutture di ricarica, costi d’acquisto e autonomia i tre limiti storici sui quali continuare a lavorare. In dettaglio: Mercato ibrido: Le auto ibride immatricolate a novembre 2015 sono state 2.449 rispetto alle 1.916 del 2014, registrando un + 27,8%. Il totale delle auto immatricolate da inizio anno sono state 23.721 rispetto alle 19.738 dello stesso periodo dello scorso anno; la percentuale di incremento è di + 20,2%. La quota di mercato è del 1,8% rispetto al mercato generale. Le auto più vendute di novembre sono: Toyota Yaris (1.043), Toyota Auris (804), Lexus  NX (271) Lexus CT (77), Lexus IS (48). Toyota Yaris è l’auto ibrida più venduta da inizio anno con 11.224 immatricolazioni. Mercato elettrico: Le auto elettriche immatricolate a novembre 2015 sono state 88 rispetto alle 91 del 2014, segnando un -3,3%. Il totale delle auto immatricolate da inizio anno sono state 1.335 rispetto alle 1.015 dello stesso periodo dello scorso anno; la percentuale di incremento viene rosicchiata ulteriormente ma resta comunque di + 31,5%. La quota di mercato è dell’0,1% rispetto al mercato generale. Le auto più vendute a ottobre sono: Renault Zoe (32), Tesla (15), Nissan Leaf (14), Volkswagen UP (9). Nissan leaf è l’auto elettrica più venduta da inizio anno con 367 immatricolazioni.

 

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FINE DEL SEGRETO BANCARIO

Un accordo comunitario con il Liechtenstein, che renderà più difficile per i cittadini dell'Unione europea aprire conti bancari in tale Paese per nascondere capitali al fisco, è stato approvato mercoledì dal Parlamento. In base all'accordo, a partire dal 2018 l'Unione europea e il Liechtenstein si scambieranno automaticamente le informazioni sui conti finanziari dei reciproci residenti. L'UE e il Liechtenstein si erano accordati nel mese di ottobre scorso per reprimere le frodi e l'evasione fiscale. Le informazioni saranno scambiate non solo sul reddito, come interessi e dividendi, ma anche sui saldi e sui proventi della cessione di attività finanziarie. L'accordo, approvato con 561 voti a favore, 49 contrari e 30 astensioni, garantisce che il Liechtenstein applicherà misure più restrittive, equivalenti a quelle in vigore dal marzo 2014 nell'Unione europea. L'accordo è anche conforme allo standard globale 2014 sullo scambio automatico di informazioni sui conti finanziari promosso dall'OCSE. Le amministrazioni fiscali degli Stati membri UE e in Liechtenstein potranno: identificare in modo chiaro ed inequivocabile i contribuenti interessati, amministrare e far applicare le loro legislazioni fiscali in situazioni transfrontaliere, valutare la probabilità di evasioni fiscali perpetrate, evitare ulteriori indagini non necessarie. L'accordo entrerà in vigore il 1° gennaio 2016.

 

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A FORLÌ SINDACO INCAPACE

Non sarebbe bastato un manifesto per elencare tutti gli errori, i passi falsi, le incongruenze, e le forzature, per non dire prepotenze, politiche di questa Amministrazione comunale che ormai da un anno ha portato Forlì nella palude di una stagnazione e decadenza socio-economica senza ritorno. Le dimissioni dell'assessore all'ambiente Alberto Bellini sono soltanto l'ultimo atto dello scollamento fra il partito di maggioranza, il Pd che governa o meglio: sgoverna la città, e la società civile. Uno stato di abbandono e di insipienza politica che non ha precedenti”. È questo l ' attacco politico che il consigliere comunale di Forza Italia, Lauro Biondi, sferra al sindaco Davide Drei ed alla sua giunta tutta, colpevole fra l'altro di: “aver tartassato i cittadini  con l’aumento dell’addizionale Irpef ai massimi livelli  resosi necessario per coprire i conti in rosso, per non parlare dell'enorme buco di bilancio costituito  dalle spese legali non ancora pagate per l’affidamento di 159 cause di vario genere affidate a 9 avvocati esterni per un ammontare complessivo di 1 milione e 429mila euro. Una cifra che per essere ripianata vedrà esaurire le risorse che il Comune doveva destinare alle emergenze ambientali”. "Come dire – spiega meglio Lauro Biondi - casse del Municipio sempre più vuote e servizi sempre più inefficienti da propinare ai cittadini: strade rovinate, fogne da rifare perchè alla prima pioggia si allagano i quartieri , marciapiedi pericolosi, zone abbandonate e degradate, centro storico “occupato” da immigrati anche clandestini , parcheggi mancanti e autobus vuoti … e loro cosa fanno? Pensano ad abbattere alberi sani, come in corso Diaz con appalti da alcune centinaia di migliaia di euro che saranno realizzati da società come il  Consorzio cesenate Formula Ambiente che era in qualche modo collegata alla coop “29 Giugno” di Salvatore Buzzi, l’uomo che insieme a Carminati avrebbe gestito la rete fuorilegge degli appalti a Roma del sistema corruttivo ‘Mafia Capitale’.Si apprestano a posizionare telecamere ai varchi e all'ingresso della Ztl per tartassare i cittadini ed elevare il volume di multe già ai massimi storici. E si dimenticano di azzerare società a capitale pubblico come Serinar, della cui utilità non esiste traccia. Per non parlare degli svantaggi che presto potremo misurare con il pasticcio di Livia Tellus e il progetto della società in house. È ormai evidente che tutta l’Amministrazione è un fallimento. Compreso il primo cittadino, il quale invece di prenderne atto e tornarsene a casa si dice convinto di amministrare nel migliore dei mondi. Giusto il tempo di smentirsi da solo quando: prima annuncia in prefettura che la criminalità a Forlì è sotto controllo e non sono necessarie misure particolari e poco dopo lancia un appello a prefetto e governo chiedendo rinforzi e soluzioni concrete per arginare la piaga dei furti nelle abitazioni e delle rapine in casa e in azienda”: continua il suo atto d'accusa Lauro Biondi, forte del suo numero maggiore di voti all'interno di Forza Italia. Questa giunta e il partito di maggioranza in città, il Pd, scontano quotidianamente una mancanza di capacità di governo e autorevolezza politica in Regione e nel Paese, subiscono schiaffi politici senza reagire , come nel caso delle affermazioni del sindaco di Bologna Virginio Merola contro il salvataggio (ad opera di privati) dell'aeroporto di Forlì. Imprese private che certamente non sono al centro delle politiche di sviluppo e di sostegno del sindaco Drei”: rincara la dose il consigliere comunale di Forza Italia Lauro Biondi che per concludere ironizza: “se l'estate del 2015 è stata una fra le più calde degli ultimi decenni, il clima autunnale sarà torrido : perché fra poche settimane i principali nodi dello stallo politico amministrativo locale verranno al pettine. E ad alcuni 'compagni' del centrodestra e di Forza Italia, in particolare , che più volte hanno già offerto il loro voto al centrosinistra togliendo le castagne dal fuoco al Pd lancio un messaggio: coerenza e onesta … Forza Italia ha bisogno solo di questo”: conclude Lauro Biondi. 

 

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OPEN HOUSE A GERUSALEMME

Open House a Gerusalemme è uno di quegli eventi stagionali di cui tutti parlano. Dal 22 al 24 ottobre l’atmosfera che si respirerà nella capitale sarà ancora più effervescente del solito, carica di aspettative. L’evento Open House permetterà di scoprire spazi come loft di design, ville urbane, sinagoghe uniche ed edifici di pregevole rilevanza architettonica altrimenti chiusi al pubblico o comunque poco conosciuti, tra cui anche piazze e giardini. In queste date, il pubblico avrà l’opportunità di partire per un viaggio di scoperta e riscoperta insieme ad esperti del settore come architetti, sviluppatori, proprietari di dimore private. Nel weekend saranno aperti più di 100 strutture e siti, visitabili gratuitamente. Saranno anche organizzati dei tour guidati che focalizzeranno le visite su aspetti legati all’architettura, alla storia, alla tecnologia o ad aspetti sociali. La prima edizione di Open House Gerusalemme venne lanciata nel 2007 e prese ispirazione dagli eventi capostipiti del genere di Londra e New York, seguendone il format e i punti di forza. Per partecipare alla prossima edizione di Open House, si può prenotare il pacchetto di Gattinoni Viaggi: 4 giorni / 3 notti, partenze da Milano e Roma, trasferimenti privati da e per l’aeroporto, sistemazione in hotel con trattamento b/b, ingressi a musei, case e altri edifici, visita di Gerusalemme con guida parlante italiano, quota a persona a partire da 790 €.

 

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ARRIVA IL VIAGRA ROSA

FDA, l'ente governativo statunitense che si occupa della regolamentazione dei prodotti alimentari e farmaceutici, esaminerà nuovamente questo giovedì una richiesta per la commercializzazione della flibanserina che, se approvata, sarebbe la prima pillola al mondo capace di accrescere il desiderio sessuale nelle donne. Per la terza volta infatti la società farmaceutica tenta di farsi autorizzare la vendita del “flibanserin”. È il Santo Graal per cui i produttori di farmaci sono in fibrillazione poichè ci sono in ballo brevetti e denaro per milioni di dollari. Il cosiddetto Viagra rosa, è un farmaco che che stimola il corpo e la mente. Testato su un campione di circa 11.000 donne con risultati notevoli, il farmaco però è già stato bocciato due volte dalla “FDA”. Le motivazioni del rigetto hanno riguardato gli esiti non abbastanza chiari, soprattutto quando si parla di «soddisfazione sessuale». Tuttavia i medici e gli scienziati che hanno sovrinteso alla ricerca hanno spiegato che il farmaco non garantisce «soddisfazione» ma «desiderio» sessuale, cioè ha il compito di far rinascere la voglia e l’eccitazione nella donna, non di soddisfarla. Inoltre i fautori del “flibanserin” notano che mentre da un lato per gli uomini si riconosce l’importanza delle cure alle disfunzioni erettili, lo stesso atteggiamento non lo si tiene nei confronti delle esigenze femminili. Anche per questo è partita la campagna “Even the score” (Pareggiamo i conti) che unisce tante associazioni femminili e mira ad ottenere parità di trattamento a livello di salute sessuale. In aggiunta la flibanserina, chiamata anche "viagra rosa" o "viagra femminile" è rivolta alle donne che non sono andate in menopausa, produce non trascurabili effetti collaterali nausea, vertigini e sonnolenza. Il Comitato consultivo composto da esperti indipendenti e convocato dalla FDA, giovedì assisterà all'illustrazione di studi clinici e sentirà le testimonianze di gruppi di sostegno di specialisti e di donne. Alla fine della giornata, è prevista una votazione che solitamente segue la chiusura dei lavori di questi comitati.

 

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ACRILAMIDE PERICOLOSO

Patatine fritte e biscotti. I bambini ne vanno matti e saranno gustosissimi. Ma purtroppo, come tanti prodotti alimentari assai saporiti e diffusi, non sono così salutari. L'EFSA, l'autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, in un parere scientifico pubblicato giovedì, ha stimato che l'Acrilammide contenuta in alcuni alimenti come biscotti o patatine fritte presenta un rischio elevato per la salute pubblica. L'Acrilammide è un composto chimico che migliora la solubilità dei liquidi ed è utilizzata nell'industria della carta, delle vernici e nei filtri per l'acqua potabile. L'Acrilammide può raggiungere livelli da 1 fino a 4 mg/kg in alcuni campioni di patatine, mentre è 1000 volte inferiore nell'acqua potabile. Questa sostanza è neurotossica ed è classificata come probabilmente cancerogena dall'Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC), in riferimento a esposizioni e incidenti sul luogo di lavoro. L'osservazione di alcuni alimenti e in particolare le patate fritte, le patatine e altri cereali cotti a elevata temperatura (corn flakes, ma anche certi tipi di pane e pasta), contengono livelli quantificabili di Acrilammide e potessero costituire un rischio di cancro per la popolazione generale. L'Acrilammide si produrrebbe riscaldando a temperatura elevata i cereali. L'EFSA ha condotto uno studio sulla valutazione dei rischi di questa sostanza nella dieta basata su centinaia di studi scientifici e dei dati raccolti da consumatori, dall'ONG e dal settore dell'industria agro-alimentare. L'autorità europea ha concluso per un'associazione tra fonti di Acrilammide e rischio di cancro. Gli studi sugli animali hanno infatti dimostrato che l'acrilammide è risultata genotossica e cancerogena, e che questo composto potrebbe quindi danneggiare il DNA e causare il cancro. L'EFSA ha sottolineato che i bambini sono i più vulnerabili.

 

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CALO VENDITE DELLE AUTO GREEN

Brusca fermata per la crescita costante registrata nei primi 4 mesi dell'anno delle auto Green. Anche il mercato delle automobili ibride va in controtendenza dopo due anni di crescita accusando un -22,9% rispetto a maggio 2014. Improvvisamente calano le vendite del mercato 'eco' in totale controtendenza rispetto all'andamento del mercato tradizionale che fa registrate un +10% circa: le elettriche raccolgono un -29,8% e le ibride - 22,9%. L'analisi non è semplice, come già sottolineato in precedenti approfondimenti, il mercato dei mezzi green è molto labile e suscettibile a piccoli cambiamenti dovuti a molteplici variabili quali: politiche di prezzi, incentivi locali e governativi, progetti privati ed istituzionali, strategie aziendali e tanto altro che oggi può condizionare le vendite di un mercato emergente e perciò frenetico e altalenante. Ma andiamo nel dettaglio: Il mercato ibrido. Dopo tanti mesi di crescita che lo ha fatto arrivare a toccate la quota di mercato del 2%, il mercato dei mezzi ibridi capitanato dal gruppo Toyota/Lexus, ha visto la sua prima fermata. e auto venduto nel mese di maggio sono state 2.161 rispetto alle 2.802 di maggio 2014, pari a -22,9%. Questo stop li ha riportati ad una quota di mercato del 1,5% sempre rispetto all'anno passato. Da dire che da inizio anno la crescita resta comunque positiva registrando un +15% nei primi 5 mesi del 2015 con una quota dell'1,5%. Tra le auto più vendute a spartirsi le prime quattro posizioni due Toyota e due Lexus: Toyota Yaris (1.235), Toyota Auris (526), Lexus NX (103), Lexus CT (89); piacevole sorpresa l'arrivo di Volkswagen Golf al quinto posto con 64 auto vendute. Stop anche del mercato delle auto totalmente elettriche che vedono solo 92 i mezzi venduti rispetto ai 131 del 2014, -29,8%. Unica nota lieta il dato positivo registrato nelle vendite dei primi 5 mesi dell'anno 2015 che fa comunque registrare un +87%, ciò dovuto all'ottimo andamento dei mesi precedenti. Nulla invece di nuovo per la quota di mercato che resta inchiodata allo 0,1%. Tra i mezzi più venduti questo mese spiccano: Renault Zoe (50), BMW i3 (12), Smart fortwo(7), Tesla Model S (7).

 

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ANTIDOLORIFICI E MAL DI TESTA

Molti utilizzano gli antidolorifici per combattere il mal di testa. Il problema è che possono scatenare mal di testa permanente. Principi attivi come l'acido acetilsalicilico, l'ibuprofene e paracetamolo possono ridurre il dolore opprimente del mal di testa. Ma i mal di testa permanenti sono più frequenti nelle persone colpite da emicrania, perché molto spesso prendono antidolorifici.  Prendendo specifici farmaci per l'emicrania può portare ad attacchi più frequenti.  Lo segnala l' Associazione Professionale dei neurologi tedeschi (BVDN). Il neurolo DR. Frank Bergmann  consiglia: "Quando il mal di testa è cronico o ricorrente, bisogna evitare di prendere qualsiasi farmaco analgesico per almeno 14 giorni". "Circa l'80 per cento delle persone colpite, ha dichiarato che poi va meglio."  Senza prescrizione da parte del medico non devono essere assunti antidolorifici e farmaci speciali contro l'emicrania per più di dieci volte al mese e non più di tre giorni.  Chi ha spesso mal di testa, dovrebbe andare da uno specialista.  Si può determinare il tipo di cefalea e trattarla di conseguenza. L'emicrania può essere curata non solo con i farmaci ha inoltre dichiarato Bergmann: "Per esempio, l'esercizio aerobico come il nuoto, il ciclismo o il nordic walking la camminata con bastoni riducono la frequenza degli attacchi di emicrania". Tecniche come il rilassamento muscolare progressivo contribuiscono al relax e al miglioramento della qualità della vita. L'emicrania è una delle malattie neurologiche più comuni: in Italia, colpisce circa 10 milioni di persone in modo episodico, 2 milioni in modo cronico, con valori più elevati per le donne (9,1%), rispetto agli uomini (7,8%) con un costo totale, nel 2004, di 3,5 miliardi di euro. Non solo: secondo un'indagine ISTAT, nel nostro Paese la cefalea/emicrania ricorrente, è tra le patologie croniche con maggiore incidenza, quarta solo dopo l'artrosi, l'ipertensione arteriosa e le malattie allergiche.

 

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CONCERTO NEL DUOMO DI PESARO

Mercoledì 10 giugno 2015 alle ore 21.15, nella splendida cornice della Cattedrale di Pesaro si terrà un concerto di musica sacra, che vedrà la partecipazione straordinaria del soprano Felicia Bongiovanni, accompagnata dai Cori di San Terenzio e Cristo Re, diretto dal M° Martino Porcile e dall'organista M ° Giuliana Maccaroni. Durante il concerto, organizzato per l'annuale Festa delle Parrocchie del Centro storico, saranno eseguite arie della tradizione sacra e del repertorio sacro rossiniano, in omaggio al compositore pesarese, in vista anche della prossima apertura del Rossini Opera Festival, di cui Felicia Bongiovanni è stata fra i protagonisti della scorsa stagione 2014, esibendosi nel Barbiere di Siviglia che tanto successo ha riscosso tra il pubblico e la critica. Interprete raffinata e sensibile del repertorio operistico, Felicia Bongiovanni è inoltre artista nota per le sue iniziative a favore del dialogo tra i popoli e della solidarietà: è infatti reduce da un importante concerto tenutosi nei giorni scorsi ad  Algeri, presso la Basilica di Notre Dame d'Afrique, in collaborazione con l'Ambasciata Italiana e alla presenza del Nunzio Apostolico in Algeria Mons. Thomas Yeh Sheng-Nan. Negli ultimi anni, Felicia Bongiovanni si è esibita, come testimonial del bel canto e della cultura italiana, in collaborazione con il Ministero degli Esteri portando un messaggio di pace in vari paesi dell'Asia e dell'Africa.

 

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STUDENTI ITALIANI IN TICINO

Negli ultimi anni sembra che dall’Italia sia in corso una vero e proprio esodo di studenti verso le Università, private per lo più, dei Paesi comunitari. Italiani quindi che partono da diplomati e ritornano in patria da dottori. In Ticino sono stati aperti dieci istituti di formazione che si presentano come università o politecnici. Di questi, soltanto due sono però riconosciuti dalle autorità elvetiche, che ora hanno deciso di fare chiarezza. A frequentare questi istituti, stando all’inchiesta della Radiotelevisione svizzera, sono soprattutto giovani studenti italiani.In alcuni casi, questi centri hanno approfittato di un vuoto legislativo in Ticino e hanno puntato su formazioni per le quali in Italia esiste attualmente un numero chiuso, principalmente nel settore medico. In questo modo sono riusciti facilmente a suscitare un interesse oltreconfine.Al contempo, appoggiandosi ad atenei riconosciuti dall'Unione europea, soprattutto nei paesi dell'Est, questi istituti possono rilasciare diplomi che teoricamente dovrebbero essere riconosciuti anche in Italia, ma non in Svizzera. Per lo più si tratta di giovani che si iscrivono ai corsi di Medicina. Una escamotage questo, probabilmente per aggirare i test d'ingresso previsti nelle Università italiane che limitano fortemente le aspirazioni di tanti giovani. Purtroppo un fenomeno quello delle iscrizioni ai corsi di laurea di Medicina all'estero figlio del numero chiuso che c’è qui in Italia. Il timore è che però, questo nuovo modo di intraprendere la carriera universitaria possa aprire la strada a speculazioni. Un primo e semplice passo per una maggiore trasparenza, contro il fenomeno del 'turismo delle lauree', potrebbe consistere nel realizzare una direttiva dell'Unione europea che regoli in tutta Europa l'accesso alle università pubbliche e private. Senza disparità tra Paese e Paese.

 

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FURTI AI TURISTI ITALIANI ALL'ESTERO

Raffica di furti ai danni di turisti italiani all'estero tanto che in molti hanno interrotto la loro vacanza decidendo di tornare a casa. L'ultima disavventura per tre giovani amiche in vacanza nel sud della Florida. Appena iniziato a godersi questa meravigliosa località turistica e dopo una giornata di shopping a Sawgrass Mills Mall, domenica le donne avevano lasciato i loro acquisti al primo piano in albergo ed erano andate a cena a South Beach. Ritornate e salite nella loro camera del Crest Hotel di Miami Beach a South Beach, hanno scoperto che, tutti i loro soldi, più di 4.000 dollari,oggetti personali e regali, erano spariti. La cosa più strana sta nel fatto che, la porta non aveva nessun segno di scasso. Dopo la denuncia di rito alla polizia, le turiste, indignate, hanno deciso di interrompere la villeggiatura in anticipo e ritornare nel loro paese. Una delle tre ragazze, tale Antonini, ha dichiarato: "Un vero disastro", "Abbiamo perso tutto", "I nostri regali, le nostre borse, le scarpe, tutto". Con loro porteranno il ricordo di un'esperienza decisamente poco felice e difficilmente sceglieranno ancora per le loro vacanze il sole e le spiagge americane. Un sito americano ha inserito Miami Beach tra le spiagge più pericolose del mondo. Secondo l’Associazione uno dei migliori sistemi per evitare sorprese è sicuramente un'idea vincente camminare in gruppo,  non avventurarsi da soli a piedi di notte e soprattutto lasciare in albergo oggetti di valore. Negli hotel si mischiano al viavai, salgono ai piani ed entrano nelle stanze i potenziali malfattori. Ma può pure capitare che il turista vada a colazione e al ritorno sia sparita la videocamera. E questo accade, indipendentemente dal numero di stelle e dal tipo di struttura. Quindi meglio mettere sempre gli oggetti di valore nella cassaforte.

 

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IL MANAGER FCA CHE RUBA

Non se n'è parlato in Italia, ma in Australia è stato segnalato come il più grande scandalo per l'industria automobilistica locale che riguarderebbe Fiat Chrysler Automobiles (FCA) ed in particolare il suo ex ad per l'Australia Clyde Campbell che avrebbe riguardato la sottrazione di ben 30 milioni di fondi aziendali durante il suo mandato, da ottobre 2010 a maggio 2013, tanto che la stessa multinazionale ha deciso di citarlo in tribunale.Secondo i documenti depositati in tribunale, Campbell avrebbe "violato i suoi doveri fiduciari" e usato fondi aziendali anche "direttamente o indirettamente" per comprare uno yacht, un aereo, e viaggi sontuosi oltreoceano. L'atto di citazione depositato presso il Registro vittoriano della Corte Federale d'Australia riguarderebbe anche Veronica Johns - che è entrata in azienda nel 1998 come assistente personale per il direttore finanziario e maggio 2013 è diventata la prima donna australiana a capo di un azienda automobilistica - che usufruito di un contribuito per ristrutturare un immobile con fondi aziendali. Nello scandalo sarebbero coinvolti anche altri dirigenti che avrebbero collaborato con l'ex ad  quando questi era il direttore generale delle vendite di Mercedes-Benz.

 

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LA GERMANIA DISCRIMINA GLI STRANIERI

Il ministro dei Trasporti tedesco Alexander Dobrindt (Csu) aveva dichiarato :"il pedaggio deciso è conforme al diritto europeo". Un annuncio, quello dell'introduzione della tassa autostradale solo per gli utenti stranieri prevista per il 2016 dato in conferenza stampa a Berlino, che arrivava dopo le riserve espresse a Bruxelles di fronte a una tassa che discriminerebbe gli stranieri e che ha sollevato molte discussioni in Germania. E' notizia di sabato che la Commissione Ue vuole denunciare la Germania alla Corte di giustizia europea per violazione di trattati sul pedaggio autostradale, varato dal governo della Grosse Koalition, e recentemente approvato anche dal Bundesrat. Secondo una fonte citata da Welt, la Commissione ritiene che la norma "discrimini gli stranieri". L'ammontare del pedaggio verrà infatti 'restituitò a chi risiede in Germania con uno sgravio sulla tassa di circolazione. Secondo la fonte non sono state fatte le modifiche chieste da Bruxelles. La procedura potrebbe essere avviata agli inizi di agosto e la tempistica dipenderà da quando il presidente della Repubblica Joachim Gauck sottoscriverà la legge, cavallo di battaglia della Csu bavarese di Horst Seehofer. Una disposizione che appare discriminatoria nei confronti degli automobilisti di altri Stati europei e contraria alla normativa UE sulla libera circolazione di persone e beni. In tal senso è da ritenersi lodevole l'intervento urgente di Bruxelles per stoppare l'iniziativa.

 

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LA SAUNA FA BENE ALLA SALUTE

Amata da chi è in cerca di un po' di relax, la sauna fa bene alla salute. Le temperature elevate a cui si espone il corpo durante la sessione di sauna migliora la circolazione, aumenta la flessibilità dei vasi sanguigni e regola la pressione e quindi non solo hanno un impatto sul cuore e sul sistema circolatorio ma anche migliorano l'aspetto della pelle, rendendola visibilmente meno unta e più sana, in particolare detossinando l'organismo. I benefici della sauna sono il risultato di una combinazione di effetti termici e biologici. Come spiegano gli esperti nella sauna, il calore permette il rilassamento dei muscoli e la vasodilatazione, ma causa anche un aumento di peptidi oppiodi in circolo che determinano il noto effetto antalgico. Infine sulle patologie infiammatorie croniche si è visto esservi un meccanismo biologico di regolazione del sistema immunitario. D'altra parte, gli effetti di questa pratica sul movimento hanno un impatto diretto sui muscoli e la capacità di allungamento del corpo che può essere usato come un preparazione prima della routine di allenamento o riabilitazione. Le qualità detossificanti di questa pratica sono state studiate da numerose ricerche, evidenziando le loro capacità di curare malattie croniche o che sono il prodotto dell'ambiente, così come ridurre il rischio di comparsa di tumori e rafforzare il sistema immunitario. È buona regola fare una doccia a temperatura ambiente per “aprire” i pori e rilassarsi; entrare poi bagnati per qualche minuto nella sauna, uscire nuovamente per fare un’altra doccia più fredda, quindi rientrare nella sauna stessa. Si consiglia di non superare i 15-20 minuti e comunque di adattarsi con gradualità, iniziando con tempi più brevi, per evitare disturbi della pressione arteriosa. Il “bagno di calore” fa eliminare, attraverso il sudore, le tossine ed i rifiuti della pelle, aumentando la traspirazione. Spesso si utilizza per dimagrire, uno dei miti da sfatare: la sauna non ha un effetto dimagrante. Il peso che si perde durante la seduta è legato alla perdita di liquidi con il sudore; liquidi che vengono reintegrati bevendo all’uscita della sauna stessa.

 

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IL GRANDE FRATELLO

Samsung mette in guardia i proprietari di case 'intelligenti' che hanno le apparecchiature elettriche collegate alla presa scart o HDMI del televisore (Smart TV) perché, in caso di attivazione della funzione di riconoscimento vocale, è probabile che il dispositivo può catturare le conversazioni e trasmetterle a terzi. Il produttore sudcoreano di elettronica lo ha segnalato nelle condizioni d'uso del suo "smart". È solo questione di tempo ma l'antivirus sarà necessario anche sul televisore di casa, quando un nuovo malware per televisioni sarà reso pubblico dai criminali informatici. Problemi di sicurezza stanno diventando certamente concreti se si pensa al proliferare delle Smart TV, sempre connesse a Internet e in grado di funzionare come un vero e proprio PC, non fa che rendere sempre più concreta una minaccia informatica nel salotto di casa. Alcuni utenti di Internet sono riusciti a fare il parallelo con il 'Grande fratello' e i metodi di spionaggio del celebre romanzo "1984" di George Orwell. Basti pensare che gli ultimi studi della società di ricerche NPD prevedono che nel 2015 i televisori intelligenti saranno ben 23 milioni, un numero considerevole, che farà certamente gola ai criminali informatici. Di fatto è semplice trasformare il televisore in una Smart TV. Per esempio la principale novità dei televisori LCD e plasma è rappresentata dal collegamento Internet integrato e dai servizi che è possibile sfruttare una volta online. Si tratta dell’evoluzione del concetto di Internet TV introdotto un paio di anni fa e che ora viene universalmente identificato con il termine Smart TV, ovvero TV intelligente. Quando collegato alla Rete, il televisore permette infatti di navigare sul Web, scaricare e installare app, accedere a servizi di streaming video anche in alta definizione, sfruttare le potenzialità della catch-up TV e, infine, fare da punto di raccolta per tutti i contenuti digitali presenti nella rete casalinga grazie al protocollo DLNA. Se il televisore non è dotato di questa funzionalità, che necessita innanzitutto di una presa Ethernet sul retro dell’apparecchio o di un ricevitore Wi-Fi, è sempre possibile farlo diventare “Smart” con accessori specifici. Innanzitutto esistono piccoli lettori multimediali con una spiccata vocazione per il Web che, una volta collegati via HDMI al TV, permettono di accedere a svariati servizi gratuiti e a pagamento.Rientrano in questa categoria i player multimediali di produttori come Western Digital, Emtec, Packard Bell, Lacie, Seagate e D-Link. Una soluzione diversa è l’LG Smarty, un apparecchio realizzato dalla casa coreana proprio con lo scopo di rendere accessibile a qualsiasi televisore la piattaforma Smart TV proprietaria di LG e che funziona con televisori di qualsiasi marca purché dotati di HDMI. In alternativa, per usufruire con facilità dei servizi Internet offerti delle piattaforme Smart TV sviluppate dalle varie case produttrici, possiamo aggiungere al sistema audio/video del salotto un lettore Blu-ray o un impianto home theater dotati di connettività Web e che integrino le rispettive piattaforme Smart TV, idealmente della stessa marca del televisore. Anche le recenti surroundbar di produttori attivi in questo settore, come LG e Philips, contengono le rispettive piattaforme NetCast e Net TV, così da completare il televisore sprovvisto di tali tecnologie ma non per questo non più valido. Da non dimenticare infine le notevoli potenzialità di cui sono dotate le console da gioco, ormai divenute centri di intrattenimento a tutto tondo, compresa una robusta sezione online con film e video di vario genere in streaming, musica, navigazione Web, condivisione di foto e videochat.

 

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POLIZIA VENEZIANA PREOCCUPATA

Riceviamo dal Segretario Generale Provinciale della Polizia di Venezia, Mauro Armelao, il seguente comunicato: "Ormai è chiaro a tutti che questi gruppi di terroristi possono colpire in qualsiasi parte del mondo, infatti non passa giorno che non si parli di atti di efferata crudeltà nei confronti di tutti coloro che vengono definiti “infedeli”. Questi terroristi, stanno minacciando di colpire l’Occidente con attentati eclatanti. Le minacce di questo spietato gruppo terroristico e quelle di altri gruppi terroristici minori ma comunque legati alla jihad, sono state confermati anche dalle Agenzie di Intelligence europee e americane, dai quali si rileva che l’Europa e quindi anche l’Italia, rientrano negli obiettivi dei terroristi. Ieri, le minacce all’Occidente, si sono materializzate con il sanguinoso attentato alla sede del giornale satirico francese Charlie Hebdo e, purtroppo, dobbiamo evidenziare che la “strategia del terrore” attuata dal commando terrorista, sta sconvolgendo tutti gli equilibri politici, religiosi e culturali che esistono in Europa. A questo punto, riteniamo che anche in Italia e più precisamente qui a Venezia, il livello di allerta terrorismo dovrebbe essere portato ai massimi livelli, predisponendo specifici servizi di sicurezza agli obiettivi definiti sensibili. Ma di fronte a tutto questo, sembra che i nostri politici romani, non vogliano capire quanto importante sia l’aeroporto di venezia, che da ormai molto tempo è completamente sprovvisto della cosiddetta squadra laser, un reparto altamente specializzato e formato, da utilizzare in caso di voli a rischio. Beh di tutto questo a Venezia nemmeno l’ombra a causa della cronica carenza di personale. Non vogliamo assolutamente allarmare l’opinione pubblica ma in considerazione alla specificità della nostra professione e data l’affluenza delle persone che usufruiscono dei servizi offerti dall’aeroporto Marco Polo di Tessera, chiediamo a gran voce l’intervento del ministro Alfano, affinchè aumenti il personale in servizio all’aeroporto di Venezia, ripristinando altresì la squadra laser, e sia riservata particolare attenzione anche al personale presente in questura, in quanto Venezia potrebbe essere considerata una delle città europee a rischio, alla pari di Roma, Milano , Firenze, ecc. Concludendo, sarebbero da rivedere anche i sistemi di sicurezza passiva in tutti gli uffici di polizia, in particolar modo negli uffici che trattano le pratiche di immigrazione, quindi quelli esposti maggiormente a flusso di persone; ci riferiamo a metal detector agli ingressi e controlli più serrati agli ingressi principali. In un momento storico come questo, dove la sicurezza non può essere lasciata al caso, si devono attuare tutte le misure necessarie a prevenire che l’Italia possa essere colpita dalla “strategia del terrore” dei terroristi legati alla jihad".

 

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CONTRACCENZIONE A RISCHIO HIV

Ricercatori della Università della California, San Francisco, hanno analizzato 18 studi basati su dati individuali di 40.000 donne dell'Africa sub-sahariana, da cui emerge una correlazione tra l'uso del contraccettivo ormonale iniettabile DMPA e un aumento dei nuovi casi di HIV nelle donne. Le evidenze scientifiche sulla contraccezione con preparati iniettabili per cui può aumentare il rischio di infezione è perché Depo è costituito da combinazioni di ormone che potrebbero alterare il tratto genitale della donna, sistema immunitario o batteri vaginali, che potrebbero aumentare il rischio per le donne di contrarre l'infezione da HIV. Per lo studio sono stati raccolti i dati di 18 studi condotti nell'Africa meridionale ed orientale, allo scopo di analizzare il rischio di infezione con l'HIV in rapporto all'uso di contraccettivi. Dalla meta-analisi è emerso che le donne che utilizzavano il medrossiprogesterone acetato depot (DMPA, Depo Provera) o il noretisterone enantato (NET-En, Noristerat), entrambi contraccettivi iniettabili, avevano un rischio di infezione maggiore di circa il 50% rispetto a quelle che non ricorrevano ad alcun tipo di contraccezione, oltre che considerevolmente più elevato rispetto a chi usava un contraccettivo orale. I risultati dello studio sono stati pubblicati online il 9 gennaio sulla rivista scientifica The Lancet Infectious Diseases. In base alle informazioni comunicate da parte degli autori, in tutto il mondo, sono circa 144 milioni le donne che usano la contraccezione ormonale. Circa 41 milioni di donne usano i contraccettivi iniettabili come il Depo-Provera e 103 milioni prendono la pillola contraccettiva per via orale.

 

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I SELFIE DISTURBANO LA PSICHE

Secondo uno studio dell'università State University dell’Ohio, gli autoscatti nuociono all'equilibrio mentale maschile. Lo studio diffuso giovedì dai ricercatori afferma che gli uomini che si fanno troppi autoscatti, noti ormai come "selfie", sarebbero egoisti e con tratti antisociali. Lo studio ha coinvolto 800 uomini tra i 18 e i 40 anni, ai quali è stato chiesto di compilare un questionario online. Oltre a chiedere con quale frequenza pubblicano foto su Facebook o Instagram, è stato chiesto quante volte modificano le immagini prima di pubblicarle. Lo studio inoltre ha evidenziato che un uomo maniaco degli autoscatti, ovvero che ha una vera mania per l'autoscatto, è spesso un narciso e può presentare persino dei tratti psicopatici legati all'aggressività che possono sfociare in depressione e problemi alimentari.

 

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MAPPE D'ITALIA

Un'analisi che alla tradizionale dimensione del bilancio dello stato dell'arte unisce quello delle potenzialità, arrivando così a quantificare e tracciare, per i territori, la capacità di produrre innovazione e "qualità del futuro". Un po' come, per utilizzare una metafora sportiva, scovare i talenti destinati a diventare campioni.  Il progetto si chiama "Mappe d'Italia" ed è promosso dall'Istituto Nazionale di Urbanistica. Attualmente si trova nella fase sperimentale ed è concentrato sull'area emiliano - romagnola (coinvolti, tra gli altri, i Comuni di Reggio Emilia, Cervia e Imola) ma una volta messi a punti gli indicatori e "rodato" il processo valutativo sarà possibile estenderlo, in prospettiva, a tutto il territorio nazionale. Le possibili applicazioni sono notevoli: i risultati del lavoro potranno essere utilizzati, ad esempio, dalle aziende che vorranno impostare investimenti a lungo termine e che hanno necessità di tenere conto delle potenzialità di sviluppo di un territorio e dallo Stato e dalle sue articolazioni che, in tempi di risorse finanziarie sempre più magre, hanno assoluto bisogno di ottimizzare l'efficacia della spesa. Le "Mappe d'Italia" potranno essere inoltre un utile punto di riferimento per individuare difetti e margini di miglioramento, e correggere le storture. Per valutare i territori nella dimensione della prospettiva e delle traiettorie di sviluppo, si terrà conto di fattori come la sostenibilità ambientale e sociale, la resilienza, i paradigmi smart. Non è detto che le città e i territori dove le ricerche tradizionali individuano tassi più alti di qualità della vita siano quelli in grado di mantenere la leadership in futuro, così come non è dato sapere, con gli strumenti attuali, quali sono quelli ora nelle parti inferiori delle classifiche ma che stanno sviluppando da ora le capacità di ripresa. "Mappe d'Italia" si prefigge proprio questo. Spiega Gianluca Cristoforetti, responsabile del progetto: "L'obiettivo è la mappatura relativa alla capacità dei territori di immaginare la 'qualità del futuro' provando a superare il concetto per cui la qualità della vita (analisi della situazione presente) possa essere anche e necessariamente qualità del futuro. Mappare l'importanza della pianificazione del buon uso dei beni comuni, ad esempio, o delle strategie che provano a mettere le comunità al centro dei processi decisionali. Questo, al di là degli slogan tipo 'zero consumo di suolo', permetterebbe di tracciare realmente le traiettorie di sviluppo dei territori mettendo a sistema qualità dell'ambiente, resilienza, paradigma smart e sostenibilità sociale". Cristoforetti sottolinea che la novità del progetto risiedono nella "valorizzazione di un patrimonio straordinario del nostro Paese, che negli ultimi tempi abbiamo fortemente smarrito: la capacità di prefigurare, immaginare, progettare i nostri territori coniugando il fare delle nostre comunità con la bellezza che ha pervaso, fino a un certo punto, la nostra storia. L'Italia può farcela se ritrova la capacità di costruire qualità, anche del proprio futuro, attraverso la pianificazione che oggi qualcuno paradossalmente ritiene un freno allo sviluppo. Per questo dobbiamo essere in grado di valutarci, di verificare quali sono i nostri gap, di comprendere che esistono territori dove investire risorse produce ricchezza ed altri dove gli investimenti hanno bisogno di un territorio capace prima di apprendere e poi caso mai di spendere".

 

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CRESCE LA CRIMINALITÀ?

Ogni occasione è buona, per  tranquillizzare i cittadini, in materia di sicurezza. Certo, è giusto non destare allarmismi, ma è anche giusto  che i cittadini possano vivere serenamente e tranquillamente, il loro “quotidiano”, e svolgere in piena sicurezza, le loro attività. Seguendo i fatti di cronaca, si ha la sensazione, qualcuno direbbe la “percezione”, che la situazione della sicurezza pubblica, peggiori   sempre di più. Tanti cittadini – ha dichiarato il Presidente Nazionale del Libero Sindacato di Polizia – LI.SI.PO., Antonio de Lieto - si sentono indifesi anche nelle loro case, infatti le intrusionI nelle abitazioni, con vere e proprie razzie, sono cosa di tutti i giorni, come pure le truffe, forse anche a causa delle pene miti, sono  in costante aumento, a danno ovviamente, di anziani e soggetti deboli. Risse, furti, rapine, estorsioni, violenze di vario tipo e genere,  diventano sempre più preoccupanti, sia per il numero dei casi  che per l’entità. Le periferie e non solo, delle grandi e medie città, rischiano di diventare delle polveriere pronte ad esplodere da un momento all’altro. Anche l’ordine pubblico – ha continuato de Lieto - rischia di degenerare, sotto la spinta di tensioni sociali  che si accentuano sempre di più, sia per il problema alloggiativo, che occupazionale. Tanta gente, ha paura a lasciare la propria abitazione, temendo la visita di ladri  o di ritrovarsi la casa occupata. Il nostro sembra un  Paese senza certezze  ed il momento è difficile per l’Italia e per gli Italiani. In questo quadro, sembrerebbe quasi naturale programmare un aumento dell’organico, l’istituzione di nuovi posti ed uffici di Polizia, come consiglierebbe del resto la possibile ombra del terrorismo che potrebbe l’ambire anche il nostro Paese, invece no !!! L’organico della Polizia di Stato è diminuiti di migliaia di operatori, si pensa di chiudere tantissimi uffici e posti di Polizia  ed in maniera significativa, si “taglia”, la presenta della Polizia Postale, ferroviaria, stradale  ecc. in tantissime località, in sintesi, forse nel nome del risparmio, si pensa che con degli accorgimenti innovativi, si possa tranquillamente ridurre la presenza della Polizia di Stato, in alcune realtà. Certo, l’attenzione del Governo  per i problemi degli uomini e delle donne della Polizia di Stato, non è esaltante – ha rimarcato il leader del LI.SI.PO. - come non è esaltante l’attenzione  verso l’istituzione Polizia di Stato. Stipendi e remunerazioni fermi, contratto bloccato, carenza di mezzi e di risorse. Una situazione difficile a cui gli operatori di Polizia rispondono facendo per intero il loro dovere verso la collettività nazionale, con senso di responsabilità e disciplina, consapevoli che il Paese ha fiducia in  loro e che nonostante le difficoltà, è necessario garantire ordine e sicurezza. Il Libero Sindacato di Polizia (LI.SI.PO) – ha concluso de Lieto – invita il Governo, a porre fine alla politica della “lesina” nei confronti della Polizia di Stato e di tutte le Forze di Polizia e provvedere all’adeguamento  degli stipendi ed a garantire  mezzi e risorse necessari. per permettere agli operatori di Polizia, di svolgere al meglio, il loro lavoro.

 

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IL BIOGAS ITALIANO FA SCUOLA

Il biogas made in Italy fa scuola: per studiare il modello di attività su cui, negli ultimi anni, hanno puntato diverse aziende agricole in Italia, gli agricoltori della storica cooperativa Drinagh (http://drinagh.com) hanno scelto Greenway. La società agricola del Medio Friuli ha realizzato e completato nel 2012 nel Comune di Bertiolo (UD) un impianto a biomasse alimentato da una filiera corta di una quindicina di imprese agricole che hanno reagito alla crisi del settore convertendo la propria attività tradizionale nella produzione di biogas. Una scelta che sta pagando in termini di risultati e che rappresenta una via locale all’energia pulita in cui l’Italia, per produzione, può vantare un lusinghiero terzo posto nel mondo alle spalle di Cina e Germania con1,8 miliardi di metri cubi di metano equivalente annui, 12mila addetti e 4,5 miliardi di euro di investimenti (dati Consorzio italiano biogas). «Quello di Greenway è un modello vincente che vogliamo provare ad applicare in Irlanda – ha affermato il responsabile della cooperativa Drinagh, Maurice O’Callaghan, a seguito dell’ultima visita fatta a dicembre alla centrale di Bertiolo–. Anche in Irlanda gli agricoltori conoscono le difficoltà che hanno investito il settore in Italia e stanno provando a riorientare parte della propria attività: il biogas, che da noi non ha trovato ancora diffusione, rappresenta una soluzione di grande interesse che vogliamo percorrere a breve». «Recentemente il Consorzio italiano biogas ha sottolineato le grandi potenzialità che si schiudono al nostro settore e cui possono dare ulteriore impulso alcuni orientamenti normativi sia a livello comunitario sia nazionale che rispecchiano una sensibilità sempre più marcata verso gli impatti ambientali positivi di questa fonte energetica  –commenta Marco Tam, presidente di Greenway Agricola a r.l. –, siamo soddisfatti quindi di mettere il nostro know-how a disposizione di colleghi stranieri interessati sia alle opportunità di business che si schiudono, sia ai temi dell’ambiente e della sostenibilità, centrali in una scelta strategica come quella del biogas, che è a impatto zero e che stimola l’economia dei territori». Fino a oggi la scelta del biogas fatta da Greenway, si è rivelata vincente permettendo alle imprese agricole che non reggevano più il ribasso delle commodities di restare sul mercato. Queste hanno diversificato il proprio modello di attività e sfruttato le opportunità offerte dalle rinnovabili ricavando dalle biomasse di colture erbacee energia pulita che è stata ceduta alla rete; la prossima frontiera sarà ricavare dal biogas il biometano, il carburante che potrà dare una spinta decisiva alla mobilità sostenibile. Aggiunge Tam: «Considerando che già oggi in Italia il parco auto alimentate a metano è di 750mila veicoli, se si andrà in questa direzione per il settore si apriranno nuove possibilità in termini di occupazione e di innovazione, oltre ad avere evidenti benefici ambientali e di economicità». Nei suoi primi tre anni di attività, cominciata all’inizio del 2012, la centrale a biomasse Greenway di Bertiolo (Udine) ha prodotto circa 25mila Mwh, risparmiato 4,5mila tonnellate equivalenti di petrolio, realizzato un fatturato complessivo di circa 6 milioni di euro, la metà dei quali di ricaduta sul Pil locale. Un bilancio positivo, secondo Tam: «Siamo in linea con il nostro piano industriale; segno che le basi su cui abbiamo costruito questo progetto erano solide. La centrale è ben dimensionata, la scelta della filiera corta ha creato una rete locale molto efficiente intorno all’impianto. Mi preme sottolineare proprio questo aspetto: la scelta di produrre biogas fatta dal sistema agricolo del Medio Friuli non ha prodotto soltanto fatturato, ma ha enormemente arricchito in termini di know-how le persone attive in questa filiera; un patrimonio di conoscenze che sarà molto utile in prospettiva, perché il settore, per essere competitivo, dovrà essere in grado di innovarsi continuamente». La centrale, situata nell’area industriale di Bertiolo, con una potenza di un Megawatt e in grado di produrre quasi 8500 MwH l’anno, è alimentata da una filiera autoctona costituita da una quindicina di imprese agricole che producono, su circa 300 ettari di terreno, tutta la biomassa necessaria. Nella filiera che si è creata intorno al funzionamento dell’impianto lavorano, in relazione alle stagioni, un numero oscillante fra le 35 e le 30 persone. La centrale, inoltre, produce del digestato, materiale organico che si utilizza per concimare i terreni “produttori” e ne migliora la qualità. L’impianto Greenway di Bertiolo, costato 5 milioni di euro, ha un fatturato annuo di due milioni e una ricaduta sul Pil locale di oltre 1 milione  euro l’anno. Greenway Società agricola a rl, con sede a Bertiolo (UD) è una società costituita da tre famiglie di imprenditori agricoli, con Marco Tam presidente e Gabriele Gardisan vicepresidente. Portata a termine nel 2012, la centrale Greenway Bertiolo (Udine) è uno dei più grandi impianti a biogas del Medio Friuli. Il progetto è stato realizzato insieme con altri attori economici locali.