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LE NOTIZIE AUTO E MOTO SU:

DIREZIONE
GIUSTA
"Non
c'é differenza tra ciò che viene perseguito a Roma e a Bruxelles. L'Italia sta
andando nella giusta direzione in modo che il suo contributo possa essere a
favore di una Europa più prospera". Lo dice Herman
Achille Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo,
al termine dell'incontro con il premier Mario Monti a Palazzo
Chigi. "Oggi il presidente Monti mi ha descritto un nuovo pacchetto
di misure, iniziando con una liberalizzazione dell'economia" che è
"cruciale per riguadagnare la fiducia dei mercati". Lo afferma Herman Achille Van Rompuy,
presidente del Consiglio europeo, al termine dell'incontro con il premier Mario
Monti a Palazzo Chigi. "Il rallentamento dell'economica rischia di
aumentare il numero" dei disoccupati che in Europa sono già 23 milioni,
soprattutto giovani. È l'allarme lanciato dal presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy al termine
dell'incontro con il premier Mario Monti: "Dobbiamo creare nuovi e
migliori posti di lavoro", ha aggiunto. “L'Esm
entrerà in vigore a luglio 2012, prima del previsto". Lo afferma Herman Achille Van Rompuy,
presidente del Consiglio europeo, al termine dell'incontro con il premier Mario
Monti a Palazzo Chigi. "Ho presentato al presidente Van Rompuy i progressi che stiamo realizzando nella condotta
dell'economia italiana sia con decreto legge di dicembre sia con le misure di
maggiore concorrenza che ci accingiamo a prendere questa settimana". Lo
afferma il premier Mario Monti al termine dell'incontro con il presidente del
Consiglio europeo, Herman Achille Van Rompuy, a Palazzo Chigi.

LA TRAGEDIA DELLA NAVE
CONCORDIA
Berlino non esclude che vi siano vittime
tedesche nel disastro della nave Costa Concordia e il ministero degli Esteri,
secondo media locali, parla di almeno 10 dispersi. Andreas
Peschke, il portavoce del ministro Guido Westerwelle, aveva parlato di una "situazione ancora poco
chiara". Per la Bild i dispersi sono 11. A causa
del mare mosso la nave Concordia
ha cominciato a muoversi dalla posizione in cui si era incagliata. Il
coordinamento dei soccorsi ha sospeso le ricerche e evacuato i sub di vigili
del fuoco e capitanerie. Al momento la nave si è spostata di 9 centimetri sulla
verticale e 1,5 in orizzontale. L'allarme che ha fatto scattare l'ordine di
evacuazione dei vigili del fuoco "è scattato alle ore 11,38", quando
"sono stati ravvisati rumori di fondo dai sommozzatori in
immersione". È quanto spiega una nota dell'unità di crisi presieduta dal
prefetto Giuseppe Linardi. Quando gli strumenti di
misurazione hanno segnalato movimenti dello scafo, "sono state sospese le operazioni"
ed evacuati i soccorritori. "Il monitoraggio è continuo" conclude la
nota e riprenderanno appena "la situazione si stabilizza". Sulla responsabilità del comandante Francesco
Schettino il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio
ha detto che "l'idea che ci siamo fatti nell'immediatezza del fatto sta
trovando conferme dalle prime indagini delle forze dell'ordine e delle autorità
marittime". 'Finora sono stati sentiti centinaia di testimoni tra membri dell'equipaggio, turisti a bordo
e soccorritori" nell'inchiesta sul naufragio della nave Costa Concordia
davanti all'isola del Giglio la sera del 13 gennaio. Ha riferito il procuratore
capo di Grosseto. I vigili del fuoco, che hanno lavorato tutta la notte alla
ricerca dei dispersi della Concordia, hanno ritrovato, a bordo della nave, il
cadavere di un uomo. Si tratta della sesta vittima accertata del naufragio. Il
corpo era nel secondo ponte, in una parte non invasa dall'acqua. Aveva il
giubbotto salvagente ed era un passeggero. Riprendono le operazioni di soccorso
sulla Concordia. I dati arrivati dagli strumenti di monitoraggio hanno
consentito al coordinamento dei soccorsi di accertare che, al momento, la poppa
della Concordia é ferma mentre c'é una flessione della prua. Per motivi di
sicurezza si è deciso di riprendere le operazioni che, però, saranno sospese
durante la notte. I Saf dei vigili del fuoco stanno
ora rientrando nella nave per riprendere le ricerche e recuperare il cadavere
ritrovato questa mattina. "Il rischio ambientale per l'Isola del Giglio è
altissimo. L'obiettivo è di evitare che
il carburante esca dalla nave: stiamo lavorando su questo. L'intervento
è urgente, abbiamo fretta". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado
Clini parlando del rischio ambientale dovuto al naufragio della Costa
Concordia. L'area interessata dal possibile rischio ambientale "dipende
dalle correnti: sicuramente l'Isola del Giglio, probabilmente l'intero
arcipelago, forse la costa. Dipende da come si muove il mare".

LE
RESPONSABILITÀ DEL COMANDANTE
Sulla responsabilità del comandante
Francesco Schettino il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio ha detto che ''l'idea che ci siamo fatti
nell'immediatezza del fatto sta trovando conferme dalle prime indagini delle
forze dell'ordine e delle autorità marittime''. ''Dalle prime indagini troviamo
conferme che il comandante, al momento dell'impatto con lo scoglio, era in
plancia e che quindi era lui alla guida della nave''. È stato appurato anche
che ''ha lasciato la nave mentre ancora c'erano tante persone da soccorrere''.
Così il procuratore capo Francesco Verusio illustra
stamani lo stato dell'inchiesta sul naufragio della Costa Concordia. Domani il
gip del tribunale di Grosseto interrogherà il comandante della nave Costa
Concordia Francesco Schettino durante l'udienza di convalida del fermo disposto
a suo carico con le accuse di omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono
di nave. Il comandante della nave si trova adesso nel carcere di Grosseto. Un
ex ammiraglio viene sentito in queste ore dai magistrati della Procura di
Grosseto nell'inchiesta su il naufragio della nave Costa Concordia. È quanto si
apprende da fonti inquirenti. L'ex ammiraglio viene ascoltato rispetto
all'inspiegabile avvicinamento della nave all'isola del Giglio per il
cosiddetto 'inchino'. Secondo quanto appreso i Pm grossetani vogliono chiarire
se è vero che il comandante della Costa Concordia si è avvicinato troppo
all'isola del Giglio per salutare con luci e sirene accese l'ex ammiraglio
Mario Palombo, figura carismatica della marineria italiana. L'ex ammiraglio
abitualmente vive al Giglio ma la sera del 13 gennaio era a Grosseto. Al vaglio
ci sarebbe anche una telefonata tra l'ammiraglio e la Capitaneria di porto,
circostanza riferita da alcuni giornali. ''Non accetto di essere tirato in ballo
in questa storia, anche indirettamente, perché non ha proprio senso'': così
l'ex comandante Mario Palombo, intervistato dal Secolo XIX, risponde circa
l'ipotesi, avanzata da alcuni giornali, che l''inchino' della Costa Concordia
all'isola del Giglio fosse per lui. Savonese di nascita e gigliese
di origine, Palombo è unanimemente riconosciuto come un grande comandante. Per
questo passando davanti al Giglio il comandante Francesco Schettino avrebbe
voluto rendergli omaggio con 'l'inchino' della
Concordia. Palombo ha confermato al Secolo XIX che la navigazione costiera
ravvicinata è una consuetudine per molte navi da crociera. Ma ha respinto ogni
illazione circa un suo coinvolgimento nella vicenda. ''È vero, ho compiuto in
alcune occasioni avvicinamenti alla costa. Ma sempre avvisando la Capitaneria,
sebbene non fosse obbligatorio, e in massima sicurezza. Non accetto di essere
tirato in ballo in questa storia''. ''Non navigo più dal 2006, - ha aggiunto -
comandavo la Costa Fortuna, gemella della Concordia''. ''Non riesco a capire
cosa sia accaduto davvero. E mi pare strano che quel passaggio vicino al porto
non fosse stato riferito alla Guardia Costiera''. La Costa Concordia ha
navigato sotto costa, davanti all'isola del Giglio per fare un omaggio al capo
maitre gigliese Antonello Tievoli:
l'''inchino'', il saluto con le sirene, era per l'isola, per il capo dei
camerieri e per i suoi anziani genitori. Lo sostengono Il Corriere della Sera e
Il Tirreno. Il maitre è Antonello Tievoli, vive a
Rosignano (Livorno), ha 46 anni e da cinque anni è a bordo delle navi Costa.
Secondo Il Corriere della Sera, il comandante Francesco Schettino lo avrebbe
chiamato sul ponte di comando. ''Antonello vieni a vedere che stiamo sopra al
tuo Giglio'', gli avrebbero detto. Il maitre, dopo il naufragio, ai compaesani
avrebbe detto: ''Mai avrei immaginato di sbarcare a casa mia''. Secondo quanto
riporta Il Tirreno, Tievoli nel pomeriggio di venerdì
13, il giorno del naufragio, avrebbe chiamato gli anziani genitori dicendo
loro: ''Passeremo verso le 9,30, affacciatevi. I genitori vivono nell'ovest
dell'isola, nella zona del Saraceno. ''Chiama i tuoi - avrebbe detto Schettino,
secondo quanto riporta Il Tirreno - avvisa che tra poco ci avviciniamo''. Il
cognato di Tievoli, Alvaro Andolfi,
gigliese, è sull'isola, nota la manovra, e dopo il
naufragio dirà': ''Troppa sicurezza da parte del comandante''. ''Mio marito è
sconvolto e non vuole parlare. Spero che lo comprendiate''. Lo ha detto la
moglie di Antonello Tievoli, il maitre gigliese al quale il comandante della Costa Concordia,
Francesco Schettino, avrebbe dedicato l'''inchino'', passando sottocosta
all'isola del Giglio. La famiglia vive in una villetta bifamiliare in una zona
residenziale di Rosignano Solvay. Sembrerebbe escluso, invece, che l'inchino
fosse destinato al comandante in pensione, Mario Palombo, che vive a Grosseto e
solo nei mesi estive si trasferisce al Giglio.

SOFRI
LIBERO
Adriano
Sofri è libero per aver finito di scontare la pena. Per l'ex leader di Lotta
Continua, condannato a 22 anni per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi,
l'ufficio di sorveglianza di Firenze sabato ha firmato il provvedimento. Sofri
scontava la pena ai domiciliari per motivi di salute e aveva permessi per uscire.
L'ufficio di sorveglianza di Firenze spiega che la liberazione doveva avvenire
a febbraio; è stata anticipata dopo la richiesta di Sofri di avvalersi
dell'ultima riduzione di pena: ogni sei mesi i detenuti maturano uno sconto di
45 giorni per buona condotta. Al provvedimento dell'ufficio di sorveglianza
dovrebbe già aver fatto seguito l'ordine di scarcerazione, per 'fine pena
anticipata', firmato dalla procura generale di Milano. Sofri era agli arresti
domiciliari nella sua casa di Impruneta, sulle colline
attorno a Firenze dallo scorso 2 luglio. All'epoca Sofri, che venne operato per
la rottura dell'esofago avvenuta nel 2005 quando si trovava recluso nel carcere
'Don Bosco' di Pisa, stava beneficiando del differimento della pena. La
decisione del tribunale di sorveglianza a favore dei domiciliari era stata
presa sulla base di una perizia medica che, esprimendosi sulla compatibilità
dello stato di salute dell'ex leader di Lotta Continua con la carcerazione,
aveva evidenziato la ''persistenza di rischi per la salute stessa''. Quindi
Sofri, che mai ha voluto chiedere la grazia (come invece ha fatto Ovidio
Bompressi a cui è stata concessa dal presidente Giorgio Napolitano), era stato
ammesso al lavoro esterno (archivista alla scuola Normale di Pisa e curatore di
uno sterminato Fondo librario), ma la sera era costretto a rientrare nella
sezione 'esterni' del carcere di Pisa. Una situazione incompatibile con il suo
stato di salute. Con l'assegnazione agli arresti domiciliari di Adriano Sofri,
dei condannati per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi nessuno è più in
galera. Chi a Parigi, chi a casa propria, chi graziato, insomma tutti liberi.
Il regime cui è stato assoggettato Adriano Sofri è di detenzione a tutti gli
effetti: poteva solo usufruire di permessi permanenti per ragioni di salute e
poteva uscire dalla sua abitazione di Impruneta solo
per quattro ore al giorno e senza allontanarsi dal territorio comunale. Poteva
tuttavia partecipare ad avvenimenti pubblici, solo se preventivamente
autorizzato.

INFLAZIONE
Nella media del 2011 il carrello della
spesa, il raggruppamento dei prodotti acquistati con più frequenza (dal cibo ai
carburanti) registra un aumento annuo del 3,5%, nettamente superiore a quello
del 2010 (+2,0%) e al tasso d'inflazione medio annuo totale (+2,8%). Lo
comunica l'Istat, aggiungendo che si tratta del valore più alto dal 2008. Il
tasso d'inflazione medio annuo per il 2011 è pari al 2,8%, in sensibile accelerazione
rispetto all'1,5% del 2010. Lo comunica l'Istat, confermando le stime
preliminari. Si tratta del valore medio annuo più alto dal 2008 (+3,3%). Il
tasso d'inflazione a dicembre, su base annua, è rimasto stabile al 3,3%, lo
stesso valore già registrato a novembre. Lo rileva l'Istat confermando le stime
provvisorie e indicando un aumento dei prezzi su base mensile dello 0,4%. Il
tasso d'inflazione medio annuo che il 2012 eredita dal 2011 è pari all' 1,3%.
Lo comunica l'Istat precisando che si tratta del cosiddetto trascinamento,
ovvero la variazione media annua che si determinerebbe in presenza di
variazioni congiunturali nulle dell'indice generale dei prezzi.

LA
BORSA
Fluttuano
tra rialzi e ribassi gli indici dei principali mercati azionari. Le Borse
mostrano una relativa tenuta dopo l'azione di S&P
e non sembrano muoversi all'annuncio di MOody's che
conferma la tripla A alla Francia. Deboli le banche (-0,63%) mentre corrono i
titoli del settore auto (+2%). Fiat corre in rialzo del 4% con Goldman Sachs
che ribadisce il suo "attraente". In luce anche Pirelli (+3,2%)
aggiunta dagli analisti di Goldman nella loro lista 'convinction
buy' insieme a Daimler (+2,3%). Di seguito, gli indici dei titoli guida delle
principali borse europee. - Londra -0,11% - Parigi -0,22% - Francoforte +0,50%
- Madrid -0,33% - Milano -0,05% - Amsterdam +0,28% - Stoccolma -0,29% - Zurigo
+0,34%. In altalena lo spread Btp-Bund: il differenziale è sceso di nuovo sotto i 490
punti (487) e il rendimento del 10 anni italiano è in calo al 6,65%. Euro in
calo a 1,2695 contro il dollaro (1,2863 venerdì scorso dopo la chiusura
di Wall street). La moneta
unica è a 97,219 contro lo yen. Petrolio
in crescita con il greggio con consegna a febbraio in aumento dello 0,3%
a 98,91 dollari il barile.In crescita anche il brent
con consegna a febbraio, scambiato a 110,83 dollari il barile. Moody's ha confermato il rating 'tripla A' alla Francia. È
quanto riporta l'agenzia France Press. L'outlook è
stabile si legge in una nota di Moody's in cui si
rileva tuttavia che il rating di 'Tripla A' della Francia potrebbe risentire di
un eventuale peggioramento della crisi dell'eurozona e del rapporto fra debito
e Pil. Proprio l'alto livello del debito - sottolinea l'agenzia - limita la
capacità del governo francese di far fronte agli choc mentre le prospettive di
crescita interna ed esterna rappresentano significativi fattori di rischio per
gli obiettivi di bilancio di Parigi. Servono nuove regole di trasparenza per le
agenzie di rating, e per limitarne l'influenza in Europa. Lo ha detto il
ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble.
''D'ora in avanti lavoriamo in Europa a regole che possano imporre alle agenzie
di rating obblighi di trasparenza e garantire che le agenzie non abbiano i loro
interessi'', ha detto in un'intervista alla Deutschlandfunk.
''Io non credo che S&P's abbia capito cosa stiamo mettendo in atto in
Europa'', ha aggiunto il ministro. Il ritmo di crescita del Prodotto Interno
Lordo (Pil) della Cina potrebbe essere sceso al 9% nell' ultimo trimestre del
2011, secondo le previsioni di alcuni economisti interpellati oggi dall'
agenzia Nuova Cina. Si tratterebbe del tasso più basso da due anni e mezzo. La
Borsa di Tokyo termina gli scambi in brusca flessione (-1,43%) con il taglio
dei rating su 9 Paesi dell'Eurozona deciso da Standard & Poor's, che ha tra l' altro privato la Francia della Tripla
A e mandato l'Italia a BBB+. L'indice Nikkei, con la crisi del debito di Eurolandia
ancora lontana dall'essere risolta, s'attesta a quota 8.378,36 e brucia 121,66
punti, appesantito dallo yen che ha aggiornato i massimi degli ultimi 11 anni
sull'euro (sceso a 97,04) e mantenuto la sua solidità sul dollaro (in calo a
76,83). Seduta in calo e sul finale gli indici dell'area Asia Pacifico ampliano
le perdite, toccando i minimi di un mese. Si guarda all'asta francese (circa
8,7 miliardi di euro di titoli di stato in offerta) dopo che S&P ha tagliato il rating del paese insieme a quello di
altre 8 nazioni europee. L'MSCI Asia Pacific Index cede l'1,3%, il massimo in quasi un mese. Pesante
Shanghai che si attende un calo nel Pil. Deboli le banche e i titoli export.
Australia & New Zealand Banking Group ha perso
l'1,6% Mitsubishi UFJ Financial Group, il più grande istituto giapponese, il
2,7%, HSBC lo 0,7 per cento. Sony, che ottiene il 21 per cento del suo
fatturato in Europa, ha perso il 2,3 per cento, Canon il 2,2%, Hutchison Whampoa l'1,5 per
cento. Di seguito gli indici dei titoli guida delle principali borse dell'area
asiatica: - Tokyo -1,43% - Shanghai -1,71% - Hong Kong -1% - Taiwan -1,09% -
Seul -0,87% - Sydney -1,16%.

LIBERALIZZAZIONI
Figisc e Anisa, le due associazioni dei gestori dei distributori di
benzina aderenti a Confcommercio, hanno proclamato lo sciopero contro le
ipotesi di liberalizzazione del settore. Date e modalità devono ancora essere
decise ma, informa una nota, ''si tratterà di una chiusura prolungata: 7
giornate di chiusura degli impianti''. ''La scelta di
intervenire sull'esclusiva di fornitura nella rete carburanti, avvertono Figisc e Anisa, non produrrà
alcun effetto sui prezzi, ma otterrà il risultato di far espellere i gestori
dalla rete alla scadenza dei loro contratti e di far rendere loro dalle aziende
petrolifere e dai retisti convenzionati la vita ancor
più impossibile fin da subito. Non solo, perché la norma che autorizza gli
impianti a funzionare 24 ore su 24 solo nella modalità self service senza più
la presenza dell'operatore è un altro grossissimo chiodo piantato sulla bara
della categoria. Insomma, ci vuole davvero coraggio a sostenere che queste
siano le misure di sviluppo necessarie a far uscire dalla crisi economica il
Paese''. Le modalità e le date precise, continuano il presidente della Figisc, Luca Squeri, e quello di Anisa
(autostrade), Stefano Cantarelli, verranno decise nei prossimi giorni, ''anche
alla luce dei provvedimenti che il Governo assumerà nel prossimo Consiglio dei
Ministri''. La posta in gioco, continuano, ''è talmente importante da non
consentire incertezze di sorta: ne va davvero dell'esistenza della categoria'',
anche perché ''l'attacco contro i gestori non si può giustificare con
l'obiettivo di calmierare i prezzi dei carburanti'', dovuto ''per l'80%
all'aumento delle imposte deciso con le reiterate manovre sulle accise, mentre
l'aumento della materia prima ha inciso per il 20%''. Insomma, ''la fretta di
'liberalizzare' questo settore'' e' ''una mossa tutta 'politica' per dare una
qualche risposta mediatica alle tensioni sui prezzi''. Insomma, ''dopo avere
pescato a piene mani sulla fiscalità dei carburanti, si vuol fare intendere
agli italiani di restituire loro qualcosa scagliando il pallone nella rete del
sistema distributivo senza curarsi di chi se la prende direttamente in faccia''.
Più farmacie, più licenze per i taxi, più notai, addio alle tariffe minime per
i professionisti, gare pubbliche per le concessioni delle spiagge. Sono queste
le principali misure contenute nel decreto liberalizzazioni cui sta lavorando
il Governo che, dopo un primo giro di tavolo oggi al consiglio dei ministri,
accelererà il passo nei prossimi giorni per arrivare al varo il 19 gennaio.
Nella 'bozza' che circola c'e' anche una deroga per l'articolo 18 dello Statuto
dei Lavoratori anche se, secondo quanto si apprende, la norma potrebbe essere
non inserita nel testo definitivo. Continuano intanto le proteste delle
categorie colpite mentre la Cgia di Mestre avverte
che negli anni le liberalizzazioni non hanno portato risparmi ai consumatori,
ma sono costate alle famiglie italiane quasi 110 mld
di euro (109,6 mld di euro, 286 euro l'anno a
famiglia). Solo l'apertura del mercato dell'energia elettrica ha dato risultati
positivi. Altroconsumo stima invece notevoli risparmi
per i cittadini: 500 milioni annui dall'apertura di nuove farmacie, oltre 3
miliardi di euro per il sistema Italia (circa 150 euro all'anno per famiglia)
dalle misure sui carburanti, un calo del 30% delle tariffe dalla
liberalizzazione delle professioni. Ecco tutte le novità secondo quanto scritto
nelle diverse bozze del decreto legge circolate in queste ore. Sull’articolo 18
in caso di incorporazione o fusione di due o più imprese che occupano 15 o meno
dipendenti, il numero di prestatori d'opera è elevato a 50. Questo è quanto
indicato nella bozza del dl, che nell'ultima versione presenta però un appunto
a penna: tre punti interrogativi, lasciando intendere che la materia potrebbe
essere rinviata all'attenzione del ministro del Lavoro Elsa Fornero.
Le licenze di taxi saranno fornite dall'Autorità per la vigilanza sui contratti
pubblici di lavori servizi e forniture, che potrà decidere quante licenze
rilasciare per ogni Comune. I commercianti potranno decidere in autonomia il
periodo nel quale effettuare sconti, saldi o vendite straordinarie, la durata
delle promozioni e l'entità delle riduzioni. Il numero delle autorizzazioni per
le farmacie è stabilito in modo che ve ne sia una ogni 3.000 abitanti. Nelle
Regioni con numero di farmacie inferiore al fabbisogno stimato, i farmaci di
fascia C potranno essere venduti anche negli esercizi commerciali. Entro il 30
giugno 2012 è bandito un concorso pubblico per la nomina a notaio per 500
posti. Entro il 30 giugno 2013 è bandito un ulteriore concorso pubblico per la
nomina a notaio per 500 posti. Sono abrogate tutte le tariffe professionali,
sia minime sia massime. Eliminato l'obbligo di applicare i contratti collettivi
di settore nel trasporto ferroviario. Scorporo della rete ferroviaria dal
Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Le azioni di Rfi
dovrebbero essere cedute al ministero dell'Economia. I benzinai potranno
decidere di acquistare i carburanti presso i grossisti meno cari, anche se non
hanno il marchio a cui l'impianto fa riferimento. Presso le pompe di carburante
sarà anche possibile vendere tabacchi, giornali e altri beni. La selezione del
concessionario sui beni del demanio marittimo avverrà attraverso procedure ad
evidenza pubblica trasparenti, competitive e debitamente pubblicizzate, secondo
il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Le concessioni non
possono avere durata superiore a quattro anni. I debiti potranno essere pagate
con rate di ''importo crescente'' per aiutare i contribuenti nel periodo di
crisi. Tetto alle commissioni bancarie. Cade il 'limite minimo' di superficie
per vendere quotidiani e stampa periodica nei distributori di benzina, nei
supermercati e nelle librerie. Doppio canale per i risarcimenti delle
assicurazioni a seconda che sia danneggiato il veicolo o la persona. Le
funzioni di Authority dei trasporti vengono assegnate all'Autorità di vigilanza
sui contratti pubblici o, in alternativa, all'Autorità per l'energia e il gas,
che assumono il nome di 'Autorità delle reti'. L'Agcom
chiede in una segnalazione a Governo e Parlamento di istituirla attraverso la
legge sulla concorrenza e propone anche l'istituzione di cabina di regia
gestita dal Ministro dello sviluppo economico.

FISCO
Nei primi undici mesi del 2011 le
entrate tributarie si sono attestate a quota 330,592 miliardi di euro, in
crescita dell'1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2010. È quanto
risulta dai dati diffusi dalla Banca d'Italia nel Supplemento al Bollettino
Statistico dedicato alla Finanza pubblica. Il debito pubblico italiano a
novembre è sceso a 1.905,012 miliardi di euro, rispetto ai 1.909,1 di ottobre.
Risulta dai dati diffusi dalla Banca d'Italia nel Supplemento al Bollettino
statistico.

TAXI
IN SCIOPERO
Arrivano
alla spicciolata i tassisti convenuti da tutta Italia per l'assemblea che si
svolgerà fino alle 14 al Circo Massimo a Roma. Sono già presenti delegazioni di
Napoli, Milano, Torino, Firenze, Verona e un gruppo di tassiste di Palermo. Al
momento sono circa 300 i driver convenuti. Nella giornata di ieri la
convocazione dell'assemblea odierna era stata in forse dopo le dichiarazioni
del presidente di Uritaxi, Loreno
Bittarelli, che la aveva posticipata al 18 gennaio,
ovvero un giorno dopo l'incontro tra la categoria e il governo. Una presa di
posizione definita da numerose sigle sindacali (tra cui Unica-Cgil,
Ugl Taxi, Federtaxi e Cisl)
''unilaterale''. Per questo i sindacati nel pomeriggio di ieri si erano recati
dal questore per definire le modalità dell'assemblea al Circo Massimo. Il
governo avrebbe convocato i rappresentanti di tutte le sigle sindacali dei
tassisti per martedì 17 gennaio, alle 18, a Palazzo Chigi. È quanto si apprende
da fonti sindacali. La convocazione sarebbe giunta in mattinata. Disagi e
proteste nella stazioni della linea 2 della Metropolitana di Napoli a causa
dello sciopero proclamato dalle segreterie regionali dei sindacati di settore.
L'agitazione, in programma dalle 10 alle 18, sta provocando pesanti conseguenze
anche alla luce dell'assenza di taxi in circolazione a causa della protesta che
dall'11 gennaio ha portato al fermo dei mezzi. Diversi utenti hanno lamentato
una ''mancata informazione'' sullo sciopero denunciando le pesanti difficoltà
negli spostamenti cittadini. Durante lo sciopero circolano regolarmente i treni
a lunga percorrenza mentre il programma delle corse regionali e metropolitane
viene modificato in relazione alla effettiva adesione del personale alla
protesta sindacale. Oltre cento taxi, con bandiere azzurre di Confartigianato
esposte dai finestrini, sono sfilati stamane nel centro di Ancona, paralizzando
il traffico del capoluogo, per protestare contro la liberalizzazione delle
licenze prospettata dal Governo Monti. I taxi si sono radunati davanti alla
stazione ferroviaria, per poi percorrere tutte le vie principali e fermarsi
nella centrale piazza della Repubblica, dove ha parlato il dirigente
Confartigianato Gilberto Gasparoni spiegando le
ragioni della protesta. Quella odierna, ha spiegato, ''è la prima
manifestazione a sostegno delle ragioni dei tassisti, in vista dell'incontro
nazionale con il governo in programma domani a Roma. Diciamo no alla
liberalizzazione - ha proseguito - che non gioverebbe ne' agli attuali né ai
futuri tassisti''. Si invece a una concertazione ''vera'' con i Comuni, ''che
non sia però unilaterale da parte delle amministrazioni'', e disponibilità a
effettuare servizi innovativi, come ad esempio collegamenti intercomunali o
notturni, in sostituzione del trasporto pubblico. Nelle Marche (circa 1,4
milioni di abitanti) i tassisti sono in tutto 250.

I CONTROLLI DELLA GDF
Sabato i
negozi dello shopping, ora agli abusivi che espongono merce sui marciapiedi. I
controlli delle Fiamme Gialle a Roma sono proseguiti contro abusivismo e
contraffazione. I 'baschi verdi' hanno eseguito diversi sequestri soprattutto
nelle strade centrali via del Corso, via dei Condotti, Piazza di Spagna, viale
della Conciliazione, via Cola di Rienzo, Castel
Sant'Angelo), ma anche a Ostia, viale Marconi, via Portuense
e viale Europa. In provincia i controlli hanno riguardato negozi, bar,
ristoranti: il 50% è risultato non emettere regolare scontrino fiscale.
Militari in abiti civili hanno battuto a tappeto Frascati, Tivoli, Velletri, Colleferro, Fiumicino, Ladispoli, Civitavecchia, Nettuno e
Pomezia. Di 292 esercenti, sono state contestate 152 violazioni alla regolare
emissione di documenti fiscali. Intanto non si placa la 'battaglia' del sindaco
di Cortina, Andrea Franceschi, per ottenere
dall'Agenzia delle Entrate i risultati completi dei controlli fiscali
effettuati da una task force delle Entrate il 30
dicembre scorso nella località turistica ampezzana.
L'ultimo capitolo è la lettera inviata dallo stesso sindaco all'Agenzia delle
Entrate e al direttore Attilio Befera alla luce del
fax ricevuto dal primo cittadino a firma dello stesso Befera
che, dopo una spiegazione sull'attività e sui metodi utilizzati per i
controlli, in merito ai risultati delle verifiche a Cortina è indicato che le
norme vigenti impediscono i dati richiesti da Franceschi
con una lettera del 9 gennaio scorso. “Durante la trasmissione televisiva
‘L'Arena’ dell'8 gennaio, il portavoce e capo settore della comunicazione
dell'agenzia delle entrate, Dott.sa Antonella Gorret,
- ricorda oggi il sindaco, commentando la risposta - aveva dichiarato davanti a
milioni di italiani che l'Agenzia delle Entrate è un'istituzione pubblica che
non manipola i dati e aveva garantito che gli stessi sarebbero stati forniti
nel corso della settimana successiva. Questa retromarcia è veramente molto
strana e ci rafforza ancor di più nella convinzione che i dati medi
dimostrerebbero chiaramente che il sistema imprenditoriale e sociale di Cortina
d'Ampezzo è complessivamente sano e ben distante da certe raffigurazioni fatte
da alcuni organi di informazione. L'Agenzia delle Entrate è un'istituzione
pubblica e ci attendiamo che nei confronti di un'altra istituzione pubblica ci
sia assoluta trasparenza. Pertanto chiediamo con serenità e fermezza che sia
fatta luce sull'intera vicenda".

LO SMOG NELLE CITTÀ
Al via
questa mattina alle 7.30 Area C, cioè il ticket di ingresso da cinque euro nel
centro di Milano per quasi tutte le auto, in vigore dal lunedì al venerdì fino
alle 19.30. Da giorni ai 43 varchi di ingresso e in tutta la città sono stati
montati i cartelli di avviso, e oggi ad ogni varco ci sono anche due agenti
della polizia locale. Al call center del Comune sonno
a disposizione 140 operatori, mentre Atm, cioè l'azienda dei trasporti, ha
preparato il personale, inclusi 70 addetti per dirigere il traffico sulle
banchine più affollate delle metropolitane. Dalla 'congestion
charge' sono esentati solo moto e motorini, mezzi
elettrici e (fino a dicembre) gpl, metano, bifuel e
ibridi, oltre alle auto di disabili, malati cronici e di enti e associazioni di
volontariato. Non possono invece entrare in centro auto benzina non catalitiche
e diesel euro 0, 1, 2 e 3 (salvo quelle di servizio e dei residenti). I
residenti del centro hanno 40 ingressi gratuiti e poi pagheranno un ticket
'scontato' di due euro. Gli altri devono pagarne cinque, il giorno stesso o il
giorno dopo l'ingresso. È previsto comunque un periodo di tolleranza: ci sono,
infatti, due mesi (cioè fino al 17 marzo) per pagare i ticket di questo primo
periodo. I primi effetti di Area C sul traffico milanese si sono già fatti
sentire: la congestion charge,
entrata in vigore oggi e che obbliga quasi tutti gli automobilisti a pagare 5
euro per fare ingresso in centro, ha determinato un calo del 40% degli accessi
nella Cerchia dei Bastioni. Il numero degli ingressi è infatti aumentato di un
10% (400 le auto in più) prima del debutto di Area C, tra le 7 e le 7.30,
dimezzandosi invece nella prima mezz'ora di telecamere accese (-50%). Un dato
che va confermandosi anche tra le 8 e le 8.30. Intanto il traffico intorno al
centro, specie sulla circonvallazione esterna, segnalano dalla centrale dei
vigili, non registra particolari criticità. Per non pagare il ticket di
ingresso in centro a Milano per le macchine, in vigore da oggi, il Pdl ha deciso di entrare nella cerchia dei Bastioni con un
calesse trainato da un cavallo. "Chi non vuole pagare - ha detto il
capogruppo del Popolo della libertà in Comune, Carlo Masseroli
- ha due scelte: o va in calesse o firma la nostra petizione", servono
infatti 30 mila firme per richiedere un referendum sul provvedimento e al
momento il partito di Berlusconi ne ha raccolte circa quattromila. "Quando
arriveranno le multe - ha profetizzato l'ex vice sindaco Riccardo De Corato -,
lì ci saranno davvero le proteste. Bisogna tener conto che questa mattina i
negozi sono chiusi e molti sono entrati in centro pensando di pagare le vecchie
tariffe", cioé l'Ecopass
da cui erano esentate le macchine meno inquinanti. Secondo il Pdl, questo nuovo ticket è "inutile per l'ambiente e
per il traffico ed è solo una nuova tassa che i cittadini non devono
pagare". A Londra, ad esempio, "hanno dimezzato e stanno pensando di
togliere la congestion charge".
"Noi proponiamo delle alternative - ha aggiunto Masseroli
-, ripartire col piano dei parcheggi, organizzare meglio la sosta, usare le
nuove tecnologie come l'asfalto mangia smog". Ad ammirare l'ingresso di De
Corato e Masseroli in calesse da Porta Venezia c'era
anche il consigliere Pd Carlo Monguzzi.
"Solidarietà al compagno cavallo - ha ironizzato -. Se questa é
l'opposizione ci fa piacere, noi facciamo cose serie, loro vanno in
calesse". Prime 12 multe per Area
C, non per il mancato pagamento del ticket per entrare in centro (c'é infatti
tempo fino al 17 marzo per regolarizzarsi), ma per l'accesso con auto super
inquinanti che con la nuova congestion charge, oggi al debutto, non possono entrare nella Cerchia
dei Bastioni. Le vetture sanzionate dalle pattuglie dei vigili rientrano in
quelle classi la cui circolazione non è consentita all'interno di Area C negli
orari in cui il provvedimento è in vigore (7.30-19.30, da lunedì a venerdì),
ovvero i veicoli benzina Euro 0 e diesel Euro 0, 1, 2 e 3 senza filtro
antiparticolato. Regolare il servizio di trasporto delle tre linee della
metropolitana, comunica l'Atm, dove è entrato in vigore, così come per i mezzi
di superficie, il potenziamento del servizio. L' informazione ai milanesi e non
passa per i 'facilitatori' e il personale Atm nelle fermate del metrò e di tram
e bus più frequentate e per i volontari e i vigili ai varchi. Sono in funzione,
inoltre, anche il sito internet e i due call center:
l'infoline del Comune 020202 e il call
center di Atm 800.437.437 a cui lavorano oggi 230 operatori. Ai centralini
della polizia locale sono arrivate oltre 2.200 richieste di informazioni. Ha
preso il via alle 9 il primo giorno di targhe alterne a Roma. Oggi la fascia
verde della Capitale è off-limits per i veicoli, moto e motorini compresi, con
targa dispari dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 21. Domani toccherà alle pari.
Sono escluse dal provvedimento le auto euro 5, i ciclomotori a 2 ruote 4 tempi
euro 2 e i motocicli euro 3. Via libera anche ai veicoli a trazione elettrica,
ibrida, alimentati a gpl e metano, e alle altre categorie derogate. Dalle 7:30
alle 20:30, inoltre, non potranno circolare i veicoli più inquinanti: auto a
benzina euro 0 e 1; diesel euro 0 -1- 2; ciclomotori e motoveicoli a due, tre,
quattro ruote a 2 e 4 tempi euro 0-1.

IACCHETTI CONTRO
MORANDI
Enzo
Iacchetti attacca Gianni Morandi e sul suo profilo Facebook
gli invia un grande 'vaffa' per la selezione delle
canzoni dei sei giovani in gara e l'esclusione di alcuni brani di Sanremo
Social che pure sono stati molto votati sul web. "Caro Gianni Morandi, sei
proprio un ignorante di musica dei giorni nostri, sei rimasto alla
‘Fisarmonica’ e adesso sei il capo delle giurie che scelgono i giovani per
Sanremo. Avete fatto tu e la Rai questa porcata di Sanremo Social, per dare una
possibilità agli ascoltatori del web (che stanno diventando fondamentali per il
futuro della musica) di esprimersi con un voto verso le canzoni preferite. Bene
le canzoni più votate dal web non sono state prese" scrive Iacchetti nella
sua invettiva che sta riscuotendo tanti consensi sul web. "Bella presa per
il culo non pensi? Non credi che facendo così non fai che alimentare il
sospetto che sia già tutto stabilito? Siete schiavi delle majors
della discografia. Perché non lo ammetti? È già tutto stabilito e voi prendete
per il culo centinaia di ragazzi che scrivono molto meglio della vostra musica
da buttare. In migliaia hanno speso soldi per farsi i video clip, per
iscriversi alle accademie, arrivi tu e prendi i più scarsi. Morandi, ma vattene
a fanculo va" conclude Iacchetti e firma
"Il tuo ex amico Enzo Iacchetti". "Quelli di Iacchetti sono solo
volgari insulti e come tali non meritano alcuna risposta". È la replica
del direttore di Rai1 Mauro Mazza e del direttore artistico del festival di
Sanremo, Gianmarco Mazzi, alle critiche, postate dall'attore su Facebook, alla selezione dei giovani. Come già programmato
da tempo, domani la chat del Tg1, curata da Vincenzo Mollica, ospiterà alle
14.00 Gianni Morandi e Gianmarco Mazzi che incontreranno gli utenti del web. In
quell'occasione, spiega una nota della Rai, saranno date tutte le notizie e fornite
tutte le risposte che riguardano Sanremo Social.

FESTA PER I 70 ANNI DI ALÌ
Alì? ''Mi ha insegnato ad essere più
forte''. Gli occhi di Angelo Dundee, 90 anni, storico trainer di Mohamed Alì si
illuminano nel parlare dell'amico di una vita. Dundee è una delle oltre 300
persone che hanno partecipato a Louisville, nel Kentucky, alla grande festa
organizzata per celebrare i settant'anni della leggenda della boxe. Ma anche di
un uomo che negli anni '70 si è battuto per l'uguaglianza tra bianchi e neri.
Nella città natale di Cassius Marcellus Clay i
festeggiamenti sono già partiti da giorni. E al Mohamed Alì Center sabato sera
c'erano proprio tutti: parenti, amici, politici, personalità del mondo dello
sport e dello spettacolo. E c'era anche il campionissimo, con quell'aria un po'
svanita che oramai lo caratterizza a causa della malattia, del morbo di
Parkinson. Le immagini ci consegnano un Alì compiaciuto da tanta dimostrazione
di affetto, ma anche sofferente, indebolito, spesso assistito da sua moglie,
sempre al suo fianco. ''A Mohamed piacciono i festeggiamenti - spiega Lonnie Alì - soprattutto quando riguardano lui. Da questo
punto di vista è ancora come un grande bambino''. ''Noi siamo stati una vera e
propria famiglia, siamo una famiglia e saremo per sempre una famiglia'',
afferma commosso l'anziano ex allenatore. ''Ogni cosa questo ragazzo fa e
continua a fare è grande - aggiunge Dundee - e siccome ho novant'anni posso
ancora chiamarlo ragazzo. Lui mi ha insegnato ad essere più duro, ma anche ad
essere più paziente. Insomma, mi ha insegnato ad essere più forte'.

ALTRI
GUAI PER CORONA
Il Pg di Torino Vittorio Corsi ha chiesto oggi la condanna di Fabrizio Corona a cinque anni di reclusione nel processo di appello per una presunta estorsione all'ex calciatore della Juventus David Trezeguet. Secondo l'accusa, nel 2009, a Trezeguet erano stati chiesti 25.000 euro per evitare la pubblicazione di alcune foto che lo ritraevano all'ingresso e all'uscita dell'appartamento di una ragazza conosciuta in un locale di Milano. I reati contestati a Corona sono estorsione aggravata e trattamento illecito di dati. Per gli stessi reati, il fotografo é stato condannato già in primo grado a tre anni e quattro mesi di reclusione. La sentenza è stata impugnata sia dalla Procura della Repubblica, sia dalla difesa di Corona.

BUROCRAZIA COSTOSA
Italia sconfitta dal Terzo mondo.
Ruanda, Zambia, Ghana e Namibia hanno più attrattiva del Belpaese per chi deve avviare
un'impresa. Norme complicate e burocrazia lumaca ci fanno scivolare nella
classifica fornita dalla Banca Mondiale, mentre i costi pesano come un macigno
su sviluppo e rilancio: circa lo 0,5% annuo del Pil, quasi 10 miliardi di euro,
secondo la stima dell'Istituto Bruno Leoni. In Italia il debutto nel mondo
dell'imprenditoria costa 2.673 euro contro una media europea di 399 euro.
Numeri che preoccupano Viale dell'Astronomia. I Giovani di Confindustria
chiedono al governo Monti un intervento deciso per attrarre investimenti e far
ripartire l'economia. "Serve un'azione seria di semplificazione e
liberalizzazioni - dice il presidente Jacopo Morelli-, ma anche la diffusione
di infrastrutture che rendano più agevole fare impresa: dalla rete energetica a
quella digitale". Nel Regno Unito sono sufficienti 33 euro per avviare
un'impresa, ne bastano 50 in Irlanda e sei euro in più in Bulgaria. Scegliere
la Spagna comporta un costo di 115 euro, ne servono 176 in Germania, mentre in
Romania la cifra non supera i 125 euro. Più care Svezia ed Estonia (185),
seguono Malta (210) e Cipro (265). Bisogna mettere in conto tra i 330 e i 392
euro se si opta per Finlandia, Ungheria, Repubblica Ceca, Austria, Portogallo o
Slovacchia. In Belgio la spesa iniziale sale a 517 euro e lievita in
Lussemburgo (1.000 euro), Paesi Bassi (1.040) e Grecia (1.101). Nulla a che
vedere con l'Italia, che supera di quasi 7 volte la media europea. Una
differenza che frena, inevitabilmente, la nascita di nuove aziende. I costi nel
nostro Paese non si traducono in velocità: se da aprile 2010 è possibile
registrare un'impresa in un giorno (nel 2008 era 13 giorni) ne basta uno anche
in Portogallo e ne sono sufficienti due nella Danimarca a 'costo zero'. Nella
media Ue, 7 giorni secondo i dati della Commissione Europea, rientrano inoltre
Germania, Francia e Regno Unito. Da una analisi delle variabili contenuta
invece nel 'Doing business in a more transparent world 2012' elaborata dalla Banca Mondiale
emerge che per aprire una impresa in Italia serve lo stesso numero di giorni e
di procedure che negli Usa, ma il costo incide 18 volte di più sul reddito
individuale ed è richiesto un capitale minimo pari al 10% del reddito contro lo
zero della Germania. Per avere accesso all'elettricità in Italia si impiegano
più di 6 mesi, contro due settimane in Germania. Un imprenditore del Belpaese
impiega 285 ore per adempiere alle procedure per pagare le tasse (più di 35
giorni) e la tassazione incide per il 68% sul profitto, contro il 46% della
Germania. Difficile così pensare di attrarre investimenti esteri. Se ai primi 4
posti della classifica mondiale ci sono Singapore, Hong Kong, Nuova Zelanda e
Stati Uniti, è evidente anche la distanza dalle economie dell'area euro.
Settimo il Regno Unito, 19esima la Germania e 29esima la Francia. L'Italia
perde 4 posizioni rispetto allo scorso anno e 10 rispetto al 2010 e si piazza
87esima su 183. Peggio di noi nel Vecchio Continente fa solo la Grecia. Non va
meglio il confronto con il resto del mondo. Il Ruanda scala la classifica e si
piazza 45esimo, in Polinesia il Tonga ci guarda dall'alto in basso, così come
il Botswana al centro dell'Africa meridionale o l'Armenia. E il sorpasso riesce
anche a Mongolia, Bahamas, Ghana, Namibia e Zambia. Chiude la classifica lo
stato africano del Ciad, mentre il Marocco registra la migliore performance
passando dal 115esimo al 94 posto, complici le numerose semplificazioni
introdotte nel settore edilizio che hanno alleggerito gli adempimenti fiscali.
Tempi lunghi per ottenere permessi di costruzione, difficoltà di accesso al
credito, imposte onerose, poche tutele in caso di insolvenza dei debitori sono
solo alcuni degli ostacoli che affronta chi tenta di mettersi in proprio.
Difficoltà che si riflettono sulla predisposizione dei giovani a fare impresa.
Solo un giovane italiano su tre sogna di diventare imprenditore, secondo
l'ultimo rapporto Censis. Pronto all'avventura il 32,5% dei giovani italiani
tra i 15 e 35 anni, contro il 56,3% dei coetanei spagnoli, il 48,4% dei
francesi e il 35,3% dei tedeschi. A scoraggiarci la burocrazia, "è troppo
complicato" per il 26,7% contro il 14% della media dei giovani europei, o
la paura di rischiare (17,8% contro il 15,4% della media Ue).

INCONTRO A ROMA
Il 20
gennaio il presidente Francese Sakozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel
saranno a Roma per una trilaterale con il presidente del Consiglio Mario Monti.
"Sono grato a Sarkozy - ha poi detto il premier
Mario Monti a proposito del vertice a Roma con il presidente francese e la cancelliera tedesca Merkel - di
aver confermato la sua disponibilità all'incontro di Roma. Con lui ci sarà
anche la cancelliera Merkel.
Tutto questo - ha spiegato - va visto nella sequenza stretta e ravvicina di
incontri in vista dell'Eurogruppo e del Consiglio europeo del 30 gennaio".
"Se l'Italia, come sta facendo in questi mesi con intensità, riesce a non
essere più un problema per l'Europa, si tratta già di una buona notizia per
l'Europa stessa": lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, in
un'intervista esclusiva alla tv France 24, poco prima di ripartire per
l'Italia. "Affinché l'Italia, la Francia e gli altri Paesi - ha aggiunto
Monti - possano essere al riparo dalle enormi perturbazioni dei mercati,
bisogna poi che l'Europa tutta insieme faccia il proprio dovere di accelerare
questo meccanismo di sostegno alla zona euro nel suo insieme. In questo, la
cooperazione con la Francia è di primaria importanza". "Per fortuna
dobbiamo andare in Parlamento ogni volta, sennò saremmo fuori dalla
democrazia" ha aggiunto Monti.

MANI IN TASCA
"È inammissibile che una porzione importante
di reddito sfugga ad ogni tassazione a fronte dei pesanti
sacrifici dei lavoratori". Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti a
Reggio Emilia, in occasione della sua visita per le celebrazione del 215°
anniversario del Tricolore, ricevendo un lungo applauso dalla platea. È
necessario, lo so bene anch'io - ha aggiunto - evitare una pressione fiscale eccessiva". Quanto agli
accertamenti fiscali, "devono essere rispettosi dei diritti individuali:
su questo vigilo e vigilerò, ma a
uomini e a donne della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Entrate voglio
dire il mio grazie e assicurare il mio appoggio", ha sottolineato
il premier. "L'espressione 'mettere
le mani nelle tasche degli italiani' non mi ha mai persuaso - ha continuato
- e comunque è incompleta" perché a metterle "nelle tasche dei
contribuenti onesti" sono
"gli italiani che evadono" e quei "privilegi e
rendite" che sono "un inciampo al gioco della concorrenza e del
mercato". Quindi, ha scherzato il presidente del Consiglio, se c'è
"un filo conduttore tra la fase 1 la fase 2 del governo è l'invito a tutti
a tenere le mani a posto". Riguardo alla crisi, il premier ha ricordato
che l'Italia con la manovra approvata il 23 dicembre ha fatto la sua parte ma occorre ora che "tutti i
componenti" dell'Unione Europa facciano altrettanto. "Noi
continueremo a fare la nostra parte", ha assicurato. "Nessuno può immaginare che l'Europa rinunci a
crescere. Non è problema di Nord o Sud. Nessun paese è tanto forte da andare avanti solo, ma ciascuno ha
bisogno di attuare politiche comuni e coordinare la crescita", ha
sottolineato Monti. "Vogliamo anche noi - ha aggiunto - un'Europa con i conti in ordine che
riesca a raggiungere la stabilità anche accettando meccanismi severi, che sono nel nostro comune interesse".
"Quanti danni, in passato - ha continuato - sono stati fatti
inconsapevolmente dicendo di sì ad ogni istanza sociale senza riguardo al fatto
che mentre dire dei no dopo scelte difficili e responsabili comporta costi
politici nel presente, dire di sì a
tutti comporta costi drammatici per coloro che non votano e forse non sono
ancora nati". "Se guardiamo dentro di noi - ha proseguito - sappiamo che l'Italia ce la può fare,
l'Italia ha sempre risposto nei momenti di difficoltà". Servono
"sacrifici", ne abbiamo chiesti "a tutti ma il governo seguirà come stella polare
giustizia sociale e equità". Il premier ha poi ribadito la volontà
del governo di andare avanti in modo incisivo sulle liberalizzazioni. "Faremo
saltare i colli di bottiglia", ha garantito. Le liberalizzazioni -
ha assicurato - saranno equilibrate e pragmatiche ma non timide". Il
premier ha spiegato che nella 'fase 2' ci sarà ampio spazio per questo capitolo
"riconoscendo che ogni settore dà un contributo, ma che è più equo se
avviene in regime di libera concorrenza". Nei prossimi mesi l'esecutivo,
ha annunciato, metterà in atto una "scossa e una accelerazione potente alla lotta contro la corruzione che
frena gli investimenti. Il governo opererà con provvedimenti legislativi e
amministrativi", ha precisato. Al termine del suo intervento al Teatro
municipale Valli, i presenti hanno tributato al premier un lungo e caloroso applauso alzandosi tutti in piedi. Al suo
arrivo il premier aveva invece subito una contestazione da parte di numerosi
sostenitori della Lega affiancati, a qualche decina di metri, da giovani de La
Destra. A contestare il capo del governo c'erano inoltre alcuni
militanti di Rifondazione comunista. Prima di recarsi al Teatro municipale,
questa mattina il premier ha preso parte alla cerimonia dell'alzabandiera in
piazza Prampolini, quindi ha incontrato nella Sala
del Tricolore alcuni giovani ai quali
ha consegnato copia della Costituzione. "I giovani sono la chiave di ispirazione delle misure che il nostro
governo con molta rapidità e incisività si è trovato a dover prendere nel mese
scorso - ha detto Monti - e che dovremo prendere ancora per qualche
tempo". Terminate le celebrazioni, il presidente del Consiglio si è
brevemente intrattenuto in un colloquio
privato con il segretario del Pd Pierluigi Bersani. Tema dell'incontro
ovviamente riservato, ma l'esponente del Pd potrebbe aver insistito con il capo
del governo sulle nuove misure che l'esecutivo dovrebbe prendere in tempi
stretti e in particolare sulle liberalizzazioni e sui temi legati al mondo del
lavoro.

LIBERALIZZAZIONI
''L'emergenza
non è finita. Il peggio è passato: abbiamo corso davvero il rischio della
Grecia, del disastro. Non siamo ancora fuori dal tunnel. Però un progetto di
rilancio del Paese è stato avviato con determinazione''. Lo afferma il ministro
dello Sviluppo Economico, Corrado Passera (nella foto), in una lunga intervista
al Corriere della Sera, nella quale descrive i prossimi interventi del suo
dicastero e sottolinea l'attenzione al ''disagio occupazionale'' che interessa
''almeno sei milioni di persone''. ''La politica deve misurarsi in termini di
posti di lavoro creati - afferma Passera - non solo di Pil e di equilibrio dei
conti''. Per le imprese, il ministro annuncia che sarà ''saldato lo scaduto dei
pagamenti privati e pubblici: 60-80 miliardi di debito forzoso'', mentre sulle
liberalizzazioni e' pronto a varare anche più di un decreto al mese, ''non solo
sulle liberalizzazioni ma su tutti i temi della crescita'', precisa. ''Per
questo procederemo in ogni campo: gas, energia, commercio, trasporti,
professioni''. Quanto alle banche italiane, il ministro riconosce che ''quando
l'economia reale va male, ne risentono'' ma ''ciò non toglie che siano banche
strutturalmente sane e forti''. Il tessuto industriale dell'Italia si fonda
''su una base di aziende che tiene su l'Italia. Sono le aziende che fanno il
30% del Pil grazie alle loro esportazioni - rileva Passera - grazie a loro,
l'Italia non perde quote del commercio internazionale. Dobbiamo fare di tutto
per aiutare queste aziende''. Per finanziare i provvedimenti, Passera esclude
che si farà ricorso alla tassazione dei cittadini. ''Finito. Quel che c'era da fare
è stato fatto'', le risorse si troveranno attraverso la riduzione dei ''costi
degli apparati pubblici''. Sul mercato del lavoro, il ministro riconosce che va
''migliorata la flessibilità in entrata e resa più logica la flessibilità in
uscita'', quindi ''servono contratti più chiari, più responsabilizzanti per le
aziende''. ''Dobbiamo ridurre l'abuso del precariato - aggiunge - valorizzare
il contratto di apprendistato, liberare una generazione dalla condanna a
sottolavori senza prospettive''.

CAMERON CONTRO TOBIN
TAX
Cameron ha detto che bloccherà una Tobin Tax europea. Alla Bbc, il
premier ha detto: ''se i francesi vogliono introdurre una tassa sulle transazioni
nel loro Paese dovrebbero essere liberi di farlo. Ma l'idea di una nuova tassa
europea quando quella tassa non verrà introdotta in altri luoghi non penso sia
logica e la bloccherò''. Cameron ha sottolineato come imporre la tassa in
Europa senza che simili misure vengano introdotte altrove danneggerebbe
soltanto i posti di lavoro e la prosperità dei Paesi europei. In risposta a
quanto dichiarato dal ministro delle Finanze francese Francois
Baroin - che ha affermato che la Francia potrebbe
introdurre la tassa, nonostante l'ostilità britannica - il premier ha detto che
i francesi sono liberi di fare quello che vogliono e ha aggiunto: ''In realtà
una tassa sulle transazione in Gran Bretagna esiste già e abbiamo uno dei
mercati più competitivi e di successo. Ma l'idea di una nuova tassa europea,
quando quella tassa non esisterà in altri luoghi, credo non abbia senso e la
bloccherò a meno che il resto del mondo si metta d'accordo nello stesso momento
e introduca un qualche tipo di tassa''.

È
CACCIA AGLI ASSASSINI
"Parlavano
in italiano o comunque dall'accento potrebbero essere dell'est-Europa".
È quanto avrebbe riferito agli investigatori, a proposito dei due
rapinatori-killer, Zengh Lia, la mamma della bimba di
9 mesi uccisa a Roma insieme al padre, un cittadino cinese di 31 anni, nel
quartiere di Torpignattara. "Per i tanti segnali
di forte inquietudine che mi arrivano posso dire che non mi aspetto un anno
tranquillo". Lo afferma il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri,
in un'intervista a Repubblica, nella quale sottolinea che la sua preoccupazione
va dai pacchi bomba a Equitalia, alla protesta per
Finmeccanica, alla Tav e agli episodi di cronaca come
la rapina finita male a Roma che ha portato alla morte di un uomo cinese e
della sua bambina di pochi mesi. "Purtroppo c'é un uso troppo facile delle
armi - aggiunge il ministro - ci sono armi ovunque", e sul caso del
duplice delitto a Tor Pignattara
fa sapere che "dal ministro fino all' ultimo agente siamo impegnati e
faremo di tutto per prendere quegli assassini". Il ministro rassicura
sulla necessità di reperire fondi per la sicurezza, "le risorse le
troveremo - afferma - Qui serve un salto culturale e di sicuro serve più intelligence.
Ma deve essere chiaro che un'azione di sola polizia non basta, ci vuole anche
uno stretto raccordo con la magistratura, unità d'intenti e forte impegno
sociale". Quanto alle perquisizioni senza il via libera del giudice,
Cancellieri assicura che "non sarà una pratica generalizzata ma per le
situazioni di grave emergenza". L'Ambasciata cinese in Italia ha
confermato che si terrà il 14 gennaio a Roma, come previsto, la festa del
Capodanno cinese, nonostante la comunità cinese sia scossa dall'omicidio della
piccola Joy e del papà Zhou Zeng.
Alle due vittime verrà dedicato un particolare ricordo durante la
manifestazione. Lo ha detto la portavoce della sede diplomatica di Pechino,
Yang Yenyen. La festa servirà a ribadire, ha spiegato
Yang, che le due comunità italiana e cinese oggi "sono ancora più vicine e
che una simile tragedia non deve accadere mai più ". L'ambasciatore cinese
Ding Wei e il sindaco di
Roma Gianni Alemanno daranno il via alle 14.00 in piazza del Popolo alla
manifestazione che celebra l'avvio dell'Anno del Drago.

IRAN NUCLEARE
Un sito
sotterraneo per l'arricchimento di uranio sarà "operativo in un prossimo
futuro", secondo quanto riferiscono oggi i media iraniani citando un alto
responsabile del programma nucleare. "L'impianto nucleare di Fordow per l'arricchimento sarà operativo in un prossimo
futuro", ha annunciato oggi al quotidiano Kayahan
il capo dell'Organizzazione per l'energia atomica iraniana, Fereydoun
Abbasi Davani. Il
responsabile ha precisato che in "questo sito può essere prodotto uranio
arricchito al 20%, 3,5% e 4%". L'annuncio rischia di acuire le tensioni
fra l'Iran e l'Occidente, che, a dispetto delle assicurazioni di Teheran,
sospetta che il suo programma nucleare abbia finalità militari. L'Iran è pronto
a fornire servizi e tecnologie nucleari ai "Paesi amici che ne facciano
richiesta". Lo ha detto il capo dell'Organizzazione per l'energia atomica
iraniana, Fereydoun Abbasi Davani, al termine di un incontro di cui riferiscono oggi
vari quotidiani iraniani. In particolare, precisa il quotidiano Sharq, l'offerta è diretta ai Paesi africani che hanno
ampie risorse di uranio. L'Iran ha sempre sostenuto che il suo programma
nucleare ha finalità civili, e che l'arricchimento di uranio fino al 20% è
mirato a rispondere a necessità mediche. Le autorità iraniane annunciano spesso
nuovi traguardi tecnologici raggiunti dall'industria nazionale a dispetto delle
sanzioni Onu, e proprio il primo gennaio scorso era stato comunicato che era
stata testata con successo, nell'alimentazione del reattore di ricerca di
Teheran, la prima barra di uranio prodotta nel Paese. Gli scienziati iraniani,
era stato precisato, hanno prodotto la barra arricchendo uranio al 20% e hanno
impiegato circa un mese per effettuare i test. Abbasi
ha parlato anche dei risultati nella produzione di energia nucleare, ricordando
il recente collegamento della centrale di Bushehr
alla rete elettrica nazionale.

INCARICO DOPO VOTO
La leader
dell'opposizione birmana, il premio Nobel Aung Sang Suu Kyi,
potrebbe ricevere un incarico ufficiale nel governo dopo le prossime elezioni,
secondo quanto indicato da un consigliere presidenziale birmano. Secondo quanto
dichiarato all'Afp dal Nay Zin Latt, consigliere della
presidenza birmana, Aung Sang
Suu Kyi potrebbe avere un
ruolo del governo "civile" se conquisterà un seggio dopo le
legislative parziali dell'1 aprile. Potrebbe ricevere un posto
"appropriato" nell'alta amministrazione pubblica, ma "è anche
possibile che sia nominata nel governo", ha aggiunto, precisando che ciò
dipenderà anche dai suoi desideri.

CADAVERE IN MARE
La conferma arriverà solo con l'esame
del Dna, ma è quasi certo che il cadavere rinvenuto stamani nel porticciolo del
rione Palese di Bari sia Roberto Straccia, il 24enne originario di Moresco
(Fermo), studente di lingue all'università di Pescara, scomparso lo scorso 14
dicembre dopo essere uscito dal suo appartamento pescarese per andare a
correre. Nonostante il padre, la madre e la sorella del giovane, a causa delle
pessime condizioni di conservazione, non abbiano riconosciuto il cadavere, ci
sono elementi che portano a pensare che il corpo sia proprio quello di Roberto.
Non solo l'età apparente, ma soprattutto gli indumenti, compatibili con quelli
indossati dal 24enne il giorno della scomparsa. Pantaloncini rossi con strisce
laterali bianche, k-way blu e scarpe da ginnastica grigie, oltre all'iPod e ad un mazzo di chiavi. Quest'ultimi sono stati
riconosciuti dalla madre come quelli del figlio. Si tratta comunque di elementi
su cui si stanno ora concentrando gli accertamenti degli investigatori.
L'allarme è scattato stamani, quando nel capoluogo pugliese il mare in burrasca
ha restituito il cadavere di un giovane. Gli investigatori hanno subito parlato
di ''concrete possibilità'' che il corpo fosse quello dello studente
marchigiano. Il padre e la sorella di Straccia, Mario e Lorena, così come i
Carabinieri di Pescara, sono immediatamente partiti per Bari, dove nel tardo
pomeriggio li ha raggiunti anche la madre, Rita. Dall'esame esterno sul
cadavere non è emerso alcun elemento utile all'individuazione delle cause della
morte. A dare risposte certe, dunque, sarà l'autopsia disposta dalla Procura di
Bari, che sarà eseguita non prima di lunedì. La magistratura del capoluogo pugliese
ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, ma l'ipotesi di reato -
spiegano fonti giudiziarie - è un atto tecnico che consente agli inquirenti di
disporre gli accertamenti necessari. Intanto, fonti vicine alla Procura di
Pescara, che sulla scomparsa di Straccia aveva aperto un fascicolo per
sequestro di persona - un atto dovuto per consentire le indagini -, fanno
sapere che il ritrovamento del cadavere ''non rafforza o indebolisce nessuna
delle ipotesi fatte fino ad ora'' e ribadiscono che sarà proprio l'autopsia a
far luce su quanto accaduto. Ma gli amici del 24enne non credono che Roberto
sia caduto in acqua, così come continuano ad escludere il suicidio: ''Roberto
non aveva alcun tipo di problema - affermano -, era un ragazzo perfetto. Se
stava in mare, qualcuno ce l'ha messo...''. Sono tanti i dubbi su questa
vicenda. È certo che, nel giorno della scomparsa, dopo essere uscito
dall'appartamento pescarese, il giovane sia andato a correre, come dimostrano
le immagini di una videocamera di sorveglianza, ma non è chiaro cosa sia
accaduto nelle ore successive. Numerosi i particolari sul passato dello
studente emersi dalle indagini, come, ad esempio, l'episodio risalente al 2004,
quando Straccia, all'epoca 17enne, finì in ospedale per un avvelenamento e si
pensò ad un atto di autolesionismo. Tra centinaia di segnalazioni relative alla
presenza del giovane in diverse zone d'Italia e battute di ricerca anche nei
giorni di festa, i Carabinieri di Pescara, in questi 24 giorni, non hanno
escluso alcuna ipotesi. Dall'allontanamento volontario, al suicidio fino al
rapimento. Ipotesi, quella del rapimento, più volte ribadita anche dalla
famiglia Straccia, convinta, dall'inizio, che Roberto fosse trattenuto contro
la sua volontà. Una morte che - ha detto il sindaco di Moresco, Amato Mercuri,
rappresenta un grande dolore per la comunità.

SEMPRE
I SOLITI
Per divieto di sosta la polizia locale di
Courmayeur ha multato nei giorni scorsi il Suv di
Daniela Santanché, ex sottosegretario del governo
Berlusconi ed esponente del Pdl, e da alcuni anni habituè della località turistica valdostana. Il fuoristrada
era parcheggiato sulla strada regionale, a poca distanza dalla zona pedonale,
ma al di fuori delle aree adibite alla sosta. Sul posto è intervenuta in un
primo momento la polizia locale, che ha comminato la contravvenzione; poco dopo
sono giunti anche i carabinieri di Courmayeur. Secondo quanto riferito da fonti
locali, il Suv è normalmente utilizzato dalla Santanché quando viene in vacanza ai piedi del Monte
Bianco. La multa è di circa 50 euro.

DOPO
CORTINA
Il blitz di Cortina non è né il primo né
l'ultimo: l'attività degli 007 del fisco proseguirà, come sempre, e punterà
soprattutto sui luoghi frequentati dai Vip. Anche perché l'evasione più forte
non si annida certo nei quartieri popolari o d'inverno tra gli stabilimenti balneari
chiusi. Questa l'indicazione che arriva dall'Agenzia delle Entrate dopo il
clamore e le polemiche suscitate dal blitz di Cortina. E non si tratta, spiega
il numero uno dell'Agenzia Attilio Befera, di
un'attività "discrezionale". Come dire: facciamo solo il nostro
dovere. Un dovere che non ha - come invece accusano alcuni esponenti della Lega
- una matrice politica. E questo é dimostrato anche dalla gran quantità di
controlli effettuati soprattutto d'estate a sud dello stivale. In fondo la
logica dei controlli è chiara: ci si concentra soprattutto sulle zone più
frequentate proprio durante il picco della stagione turistica per stanare, ad
esempio, gli esercenti furbetti che non emettono lo scontrino. Anche se per
esempio Fiscoequo denuncia che questo tipo di
attività di controllo è sempre meno frequente con un calo l'anno scorso del
700%. Ma - sostengono i commercialisti - molto meglio i controlli reali che le
elaborazioni statistiche. E i blitz piacciono anche ad Adusbef
e Federconsumatori. Da segnalare però anche oggi
nuovi attacchi ad Equitalia: minacce a Modena, busta
con proiettile al direttore di Livorno e insulti contro la sede di Caserta.
Tanti che il Direttore centrale 'servizi enti e contribuenti' di Equitalia, Angelo Coco, afferma: siamo preoccupati, ma
andremo avanti. Befera risponde alle accuse di aver
creato problemi alla stagione turistica di Cortina: "abbiamo fatto andar
bene gli affari, in quel giorno. I ristoranti hanno aumentato i loro ricavi del
300% rispetto allo stesso giorno dell'anno precedente. Quindi non abbiamo
danneggiato il turismo, tutt'altro: abbiamo favorito gli esercizi
commerciali". E rispondendo alla vecchia frase dell'ex premier, Silvio
Berlusconi ("se uno Stato mi chiede il 50% di quello che guadagno mi sento
moralmente autorizzato ad evadere") aggiunge: se si dice che evadere è
giusto vuol dire che "non siamo in un mondo civile". In ogni caso
"se i controlli li abbiamo fatti a Cortina non è per un pregiudizio verso
qualcuno ma perché sapevamo, segnalazioni alla mano, a cosa andavamo
incontro". Quindi controlli "se ne faranno ancora" e "gli
italiani devono decidere che cosa vogliono. E lo dico a chi, come Beppe Grillo,
sull'argomento mi pare in confusione. Perché a parole tutti sono d'accordo a
fare la lotta all'evasione ma solo quando non li riguarda". Ancora molto
arrabbiato si mostra però il sindaco di Cortina, Andrea Franceschi:
"é emerso che i dati forniti dalle Entrate sono stati palesemente
manipolati per far notizia e giustificare un'azione da stato di polizia".
Preoccupati anche gli albergatori che annunciano le prime disdette. Arrabbiato
anche il governatore del Veneto Luca Zaia che, in
polemica con Salvo Fleres di Grande Sud che aveva
bollato come 'stupidaggini' le rimostranze del Governatore, chiama in causa direttamente
Mario Monti: "utilizzi questa polemica per dimostrare che non ci sono due
pesi e due misure". Taglia corto Antonio De Poli (Udc): non esiste una
lotta all'evasione del Sud o del nord. Ne nasce una polemica politica che vede
due schieramenti contrapposti: chi dice che allora bisogna controllare anche a
Sud e chi, come il Futurista, gli punta il dito addosso accusandoli di voler
proteggere gli evasori. Una cosa è certa i blitz proseguiranno: "la
stagione invernale è ancora lunga...", dice il direttore
dell'accertamento, Luigi Magistro.

LAVORO
In Italia oltre due persone su tre in
cerca di lavoro si affidano a un intermediario che può essere un parente o anche
un sindacato. Ricorrere a chi si conosce già è la prima strada che si percorre
per trovare un posto. A certificare le usanze degli italiani a caccia di un
impiego è Eurostat nel rapporto 'Methods used for seeking
work', secondo dati aggiornati al secondo trimestre del 2011. Nella Penisola
chi bussa alle porte di amici, parenti o sindacati è, infatti, pari al 76,9%,
una quota superiore alla media dell'area euro (68,9%), a quella dell'Unione
europea nel complesso (69,1%) e soprattutto circa doppia a confronto con quella
di Paesi come Germania (40,2%), Belgio (36,8%), Finlandia (34,8%). Anche se nel
Vecchio continente c'è chi fa peggio, è il caso della Grecia (92,2%), ma pure
di Irlanda e Spagna. Nell'Unione europea, inoltre, si fa molta pubblicità del proprio
curriculum, del proprio percorso di studi, (68,8% Ue 17 e 71,5% Ue 27), una
modalità che viene anche seguita in Italia ma con una percentuale inferiore
(63,9%), tra le più basse, in particolare a confronto con Irlanda e Slovenia,
dove quello che Eurostat definisce come lo Study advertisement è praticato da più di nove persone su dieci
in cerca di lavoro. L'Italia risulta anche tra i Paesi che meno fanno
affidamento agli annunci di lavoro che compaiono sulla stampa o sul web, con
solo il 31,4% che si rende disponibile a una precisa prestazione o risponde a
un'offerta di impiego. Insomma, gli italiani credono poco nei contatti a
distanza e privilegiano di gran lunga gli approcci diretti e informali. Non a
caso è anche al di sotto dei valori medi europei la quota di coloro che si
rivolgono ad operatori istituzionali, come i centri pubblici per l'impiego
(31,9%), addirittura l'Italia è penultima nell'eurozona, alle spalle solo di
Cipro, con una forte distanza dalla Germania (82,8%). Un discorso simile vale per
i centri privati di impiego, come possono essere le agenzie del lavoro. In
generale, in tutta Europa chi contatta soggetti privati per essere assunto è
una minoranza, ma in Italia la fetta è ancora più risicata (18,0%). Tornado
alle preferenze degli italiani, la seconda via scelta per trovare
un'occupazione consiste nel chiedere direttamente al datore di lavoro, sempre
secondo le tabelle di Eurostat oltre sei persone su dieci in cerca si rivolge
al principale. Molto probabilmente si tratta di una modalità favorita dalla
struttura produttiva del Paese, con tantissime piccole e medie aziende, dove,
quindi, è più facile entrare in rapporto con i 'capi'.

LA
CRISI E GLI ITALIANI
Gli italiani guardano con timore e
diffidenza al 2012: quasi uno su due (48%) ritiene che la situazione economica
del Belpaese sia pessima e il 36% si aspetta un ulteriore peggioramento delle
condizioni della propria famiglia. È quanto emerge dal sondaggio Confesercenti-Swg. Inoltre, nel 2011 83 italiani su 10
(83%) hanno tagliato le spese e la crisi continua a mordere: solo il 62% riesce
a coprire con lo stipendio le spese mensili, mentre uno su quattro (28%) arriva
solo alla terza settimana. Il sondaggio Confesercenti-Swg
sulle prospettive economiche per il 2012 evidenzia un maggior pessimismo
rispetto allo scorso anno: a dichiarare che la situazione economica italiana è
pessima è il 48% contro il 33% del 2010, mentre il 36% (contro il 18% dello
scorso anno) ritiene di aspettarsi un ulteriore peggioramento delle condizioni
economiche della propria famiglia nei prossimi 12 mesi. Si affievolisce inoltre
la fiducia nel cambiamento: il 47% non crede in un cambio di marcia per l'anno
appena cominciato, sia in positivo sia in negativo, mentre coloro che si
dichiarano fiduciosi in un futuro miglioramento sono solo il 17% (in calo
rispetto al 24% dell'anno precedente). Anche il 2011 è stato caratterizzato da
prudenza: l'83% (contro il 69% del 2010) ha tagliato le spese, soprattutto
riguardo l'abbigliamento e le calzature, le vacanze e gli acquisti per la casa;
mentre solo il 5% ha aumentato le spese. Aumenta inoltre la difficoltà a far
quadrare il bilancio familiare per arrivare a fine del mese: scende infatti la
quota di persone che riesce, con il proprio il reddito, a coprire in
tranquillità le spese mensili (il 62% contro il 72% del 2010), mentre sale al
28% la fetta che riesce a far fronte a tutte le spese fino alla terza settimana
(era il 20% nel 2010). Il 10% confessa di arrivare solo alla seconda. Dalla
classe politica, infine, gli italiani si aspettano onestà (45%) e serietà
(24%). Sembrano invece interessare meno la questione morale (13%) ed il
rispetto dei principi di un'etica comune (10%). L'umiltà (8%) è la qualità meno
richiesta per una buona classe politica.

RECORD
BENZINA
Nuova fiammata dei prezzi della benzina.
Con i rialzi delle addizionali regionali sulle accise, il prezzo sfiora oggi
1,74 euro al litro. Secondo il monitoraggio di Quotidiano energia all'Ip si tocca infatti la cifra di 1,738 euro, ma al Sud e al
Centro, dove è più forte l'effetto addizionali, si arriva quasi 1,8 euro al
litro. Le addizionali, che riguardano solo la benzina e non il diesel, sono
scattate ieri in sei regioni (Piemonte, Liguria, Toscana, Marche, Umbria e
Lazio) e hanno fatto inevitabilmente lievitare i prezzi in gran parte dei
distributori italiani. Tra le compagnie petrolifere ad aggiustare i listini è
infatti stata solo la Tamoil (+0,4 cent sulla verde). Tutte le altre hanno
'subito' gli effetti delle decisioni prese dalle giunte regionali. E la riprova
sta proprio nel prezzo del gasolio, rimasto sostanzialmente stabile intorno a
1,7 euro al litro. A livello Paese, rileva QE, il prezzo medio praticato dalla
benzina (in modalità servito) va oggi da 1,729 euro al litro degli impianti Shell all'1,738 di quelli IP (no-logo in salita a 1,640).
Per il diesel si passa dall'1,699 euro al litro di Eni all'1,702 di Tamoil
(no-logo a 1,599). Il Gpl è invece tra gli 0,744 euro al litro di Eni e lo
0,756 di Tamoil (no-logo a 0,726).

PENSIONI
L'Inps informa che sono state inviate circa
450 mila comunicazioni ai pensionati che percepiscono pensioni mensili di
importo complessivamente superiore a mille euro, pagate in contanti, per
invitarli a comunicare all'Istituto entro il mese di febbraio 2012 modalità
alternative di riscossione. Come è noto, la legge n. 214 del 22 dicembre 2011,
ha stabilito che le Pubbliche Amministrazioni devono utilizzare strumenti di
pagamento elettronici, disponibili presso il sistema bancario o postale, per la
corresponsione di stipendi, pensioni e compensi di importo superiore a mille
euro (limite che potrà essere modificato in futuro con decreto del Ministero
dell'Economia e delle Finanze). L'adeguamento alle nuove modalità di pagamento
dovrà avvenire entro il 6 marzo 2012. L'Istituto quindi non potrà effettuare
pagamenti in contanti di importo superiore a mille euro a partire dal 7 marzo
2012. I pensionati che stanno ricevendo la lettera dell'Istituto potranno
comunicare entro il mese di febbraio 2012 le nuove modalità di riscossione,
scegliendo tra l'accredito in conto corrente, su libretto postale o su carta
ricaricabile. La richiesta di variazione della modalità di pagamento potrà
essere inoltrata attraverso il sito istituzionale da parte dei soggetti in
possesso di Pin, oppure direttamente ad una Struttura Territoriale
dell'Istituto. In alternativa, la richiesta potrà essere fatta presso gli
uffici bancari o postali, secondo le consuete modalità.

RISCHIO
TENSIONI SOCIALI
C'è un rischio reale di tensioni sociali
nei prossimi mesi". A lanciare l'allarme tramite Twitter
è la leader Cgil Susanna Camusso (nella foto). La
segretaria nazionale chiede quindi "un piano per il lavoro"
individuato come "vera emergenza". Tre i punti chiave individuati
dalla Camusso: ''Ridurre la precarietà da 46 forme di
assunzione a tre o quattro, introdurre forme flessibili più costose e
incentivare l'apprendistato''. In serata il premier Mario Monti ha chiamato i
leader di Cgil, Cisl e Uil esprimendo la volontà di raggiungere la
"massima intesa con le parti sociali sui temi del mercato del lavoro e
dell’occupazione, pur nell’esigenza di operare con la sollecitudine imposta
dalla situazione".

NAPOLITANO
AGLI ITALIANI
"L'Italia può e deve farcela".
È questo il concetto chiave lanciato dal Presidente della Repubblica nel suo
discorso di fine anno. Un messaggio durato 21 minuti con cui il capo dello Stato
ribadisce la gravità della situazione ma sottolinea anche come gli italiani,
con impegno e fiducia, potranno uscire dalla crisi. Sono necessari quindi
sacrifici, avverte Napolitano, ma questi daranno i loro frutti.
"L'emergenza resta grave - dice - e la fiducia rischia di essere oscurata
da interrogativi angosciosi che possono tradursi in scoraggiamento e indurre al
pessimismo''. "È faticoso riguadagnare credibilità, dopo aver perduto
pesantemente terreno; i nostri Buoni del Tesoro - nonostante i segnali
incoraggianti degli ultimi giorni - restano sotto attacco; il debito pubblico
che abbiamo accumulato nei decenni pesa come un macigno e ci costa tassi di
interesse pericolosamente alti" aggiunge Napolitano. "Lo sforzo di
risanamento del bilancio culminato nell'ultimo, impegnativo decreto, deve
perciò essere portato avanti con rigore. Ma siamo convinti che i frutti non
mancheranno. I sacrifici non risulteranno inutili. Specie se l'economia
riprenderà a crescere: il che dipende da adeguate scelte politiche e
imprenditoriali, come da comportamenti diffusi, improntati a laboriosità e
dinamismo, capaci di produrre coesione sociale e nazionale". Dalla crisi
si esce dando un futuro ai giovani, sottolinea il capo dello Stato. "Si è
diffusa ormai la convinzione - dice Napolitano - che dei sacrifici siano
inevitabili per tutti: ma la preoccupazione maggiore che emerge tra i cittadini
è quella di assicurare un futuro ai figli, ai giovani. È questo l'impegno cui
non possiamo sottrarci". La crisi può essere un'occasione per rendere la
nostra società "più severa e più giusta, più dinamica, moralmente e
civilmente più viva, più aperta, più coesa". La parte centrale del
discorso di Napolitano è dedicata al lavoro. Il presidente sottolinea che
''occorre definire nuove forme di sicurezza sociale che sono state finora
trascurate a favore di una copertura pensionistica più alta che in altri paesi
o anche di provvidenze generatrici di sprechi''. Il presidente della Repubblica
ricorda dunque la sua storia di sinistra, la sua vicinanza ai lavoratori, e si
rivolge ai sindacati e alle forze sociali per sottolineare come il mondo sia
ormai cambiato. Per questo occorre "ripensare e rinnovare le politiche
sociali", senza rinunciare al modello europeo fatto di dignità e diritti
del lavoro. "Sento molto le difficoltà di chi lavora e di chi rischia di
perdere il lavoro", dice, ma credo che i lavoratori e le loro
organizzazioni debbano esprimere uno "slancio costruttivo nel
confronto", fare sacrifici e avere "visione e ruolo nazionale"
come seppero fare nel Dopoguerra e nel tragico 1977 dell'inflazione al 20% e
del terrorismo. Il capo dello Stato punta poi il dito contro la
"patologia" tutta italiana, da combattere con una seria lotta
all'evasione e alla corruzione. "A partire dagli anni Ottanta - dice - la
spesa pubblica è cresciuta in modo sempre più incontrollato, e ormai
insostenibile. E c'è anche chi ne ha tratto e continua a trarne indebito
profitto: a ciò si legano strettamente fenomeni di dilagante corruzione e
parassitismo, di diffusa illegalità e anche di inquinamento criminale. Né,
quando si parla di conti pubblici da raddrizzare, si può fare a meno di mettere
nel mirino l'altra grande patologia italiana: una massiccia e ingiustificabile
evasione fiscale. Che ci si debba impegnare a fondo per colpire corruzione ed
evasione fiscale, è fuori discussione". Napolitano difende poi la nascita
del governo Monti e sottolinea che il ricorso al voto anticipato sarebbe stato
"un azzardo pesante dal punto di vista dell'interesse generale del Paese".
Napolitano riconosce quindi il "merito" dei partiti che hanno deciso
di sostenere Monti ed esorta a continuare su questa strada. Ai cittadini
infine, spetta il compito di vigilare sull'operato dei politici, senza cadere
nell'antipolitica "perché - conclude Napolitano - non c'è futuro per
l'Italia senza rigenerazione della politica e della fiducia nella
politica".

CACCIA
AGLI EVASORI
''Il nostro impegno continua e siamo sicuri
che il 2012 sarà un anno ancora più proficuo, grazie ai nuovi strumenti che
Governo e Parlamento ci hanno messo a disposizione per scovare gli evasori''.
Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera,
lo spiega in un'intervista al 'Messaggero'. ''negli ultimi anni le manovre
varate ci hanno fornito strumenti sempre più incisivi di recupero dell'evasione
fiscale. - continua Befera - Oggi, con il nuovo
redditometro, che è in fase di test, possiamo scovare l'evasione in modo più
preciso, attraverso il raffronto tra quanto dichiarato dal contribuente e le
spese che ha sostenuto''. ''La manovra 'Salva Italia' ha ulteriormente
potenziato gli effetti di questo tipo di controlli, grazie ai dati che ci
giungeranno sulle movimentazioni finanziarie e che saranno determinanti per
l'analisi del rischio di evasione ancor più precisa. - continua Befera - Va sottolineato che il redditometro è efficace non
solo per l'attività di controllo, ma soprattutto per incentivare la tax compliance. È inutile
nascondersi che tutte queste misure devono essere accompagnate da un
cambiamento diffuso del senso civico''. Befera, poi, sgomba il campo dagli equivoci su possibili violazioni
della privacy: ''Nessun rischio Grande fratello. Da gennaio le bance e gli operatori ci invieranno in automatico i
movimenti effettuati. Queste informazioni saranno accessibili a pochissime
persone solo dalla sede centrale, dotate di credenziali di sicurezza e i cui
movimenti saranno tracciati dal sistema informatico. Il tutto secondo le indicazioni
che ci fornirà il Garante delle Privacy. I dati saranno utilizzati
esclusivamente per selezionare i contribuenti da controllare e portare alla
luce con estrema facilità le disparità esistenti tra i redditi dichiarati e le
disponibilità finanziarie. Gli unici a doversi preoccupare sono gli evasori''.
''Il primo aspetto è la mancata quantificazione ufficiale del fenomeno. Molti
considerano che l’evasione sia uguale alla percentuale di sommerso, vale a dire
circa il 17% del Pil che sale al 20% se escludiamo la pubblica amministrazione.
Una percentuale, tra l'altro, con profonde differenze tra settore e settore''.
Il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, lo afferma in un'intervista al
'Sole 24 Ore'. ''Il sommerso calcolato dall'Istat in base a criteri statistici
potrebbe essere diverso dall'imponibile da indicare nella dichiarazione dei
redditi. - continua Giovannini - Poi questa stima riguarda solo i flussi di
reddito: non c'è, per esempio, alcuna indicazione sull'evasione delle imposte
sugli immobili né su quelle relative ad altri patrimoni detenuti dai
contribuenti''. ''È necessaria un'iniziativa scientifica valida e basata su
modelli anche utilizzati all'estero che quantifichi l'evasione sia complessiva
che per singolo tributo, il cosiddetto tax-gap. -
conclude Giannini - Solo in questo modo una parte dell'evasione recuperata
potrebbe essere destinata automaticamente, ad altri fini, ad esempio a ridurre
le aliquote legali. La mancanza di questa stima precisa fa si che non si
riescano né a cogliere miglioramenti nella lotta all'evasione, né a
quantificarli, né eventualmente a dedicare una parte dei risultati, a politiche
di redistribuzione del carico fiscale''.

POVERI
DEPUTATI
La crisi morde e i sacrifici incalzano,
anche per gli onorevoli. Così, da oggi, scatta il caro tazzina alla buvette di
Montecitorio. Il bar della Camera ritocca i prezzi all'insù, come era già stato
fatto a palazzo Madama. Un aumento che naturalmente riguarderà, alla sua
riapertura, anche il ristorante dei deputati. Gli onorevoli, intanto,
pagheranno 20 centesimi in più per la classica accoppiata della prima
colazione, cappuccino e cornetto, che passano rispettivamente da 1 euro ad 1
euro e 10 centesimi e da 80 a 90 centesimi. Costerà di più anche il caffè, da
oggi a 80 centesimi anziché 70. Più sostanzioso l'aumento (20 centesimi) per
l'orzo, per il decaffeinato (da 1 euro ad 1 euro e 20) e per il cappuccino
decaffeinato (da 1 euro ad 1 euro e 30). Anche il panino consumato al volo tra
una votazione e l'altra costerà di più ai deputati: quello con prosciutto e
mozzarella costerà 3 euro anziché 2,50; il tramezzino semplice 2,50 anziché 2
euro e quello special 2,80 anziché 2,50. Prezzi più
alti anche al bancone dei fritti: supplì, arancini e crocchette passeranno da 1
euro a 1 euro e 30 centesimi. Raddoppia il prezzo dei succhi di frutta, da 1 a
2 euro, mentre aumenta di 50 centesimi (da 2,50 a 3 euro) il trancio di pizza
bianca farcita con prosciutto e formaggio o con mortadella. Da 3 euro a 3,50 la
fetta di torta rustica, mentre la pizzetta rossa passa da 1,50 a 2,50 euro.
Prezzi in salita anche per la frutta: quella singola (mele, pere, banane) costa
ora 1 euro anziché 50 centesimi, mentre ananas, melone, mandarini, arance e uva
passano d 1 a 2 euro a porzione. Anche l'ora del tè sarà più cara per gli
onorevoli: per sorseggiare un tè caldo pagheranno 1 euro e 50 anziché 80
centesimi, mentre il tè freddo passa da 1 a 2 euro. Offrire l'aperitivo ad un
collega sarà da oggi più dispendioso: 3,50 euro anziché 1,50 per un analcolico,
e ben 4,50 euro (dai 2,00 del listino 2011) per un aperitivo alcolico. Dagli
aumenti non si salva neppure il vino: un bicchiere di bianco o di rosso passa
da 1 a 3 euro.

LE
BORSE EUROPEE
Borse europee in rialzo nella prima
seduta dell'anno. Chiuse Londra e Zurigo la Piazza più tonica é Francoforte
spinta da Volkswagen (+1,47%), Allianz (+1,14%),
Metro (+1,17%) ed E.On (+1,02%). L'indice d'area Stxe 600 sale dello 0,16% mentre a livello settoriale
guadagna mezzo punto il settore automobilistico. Poco mossi i bancari
(sottoindice dj stoxx +0,01%) con Bper
che cede il 2,08% dopo l'addio di Fabrizio Viola nuovo dg
di Mps. Deboli anche Banco Popular
Espanol (-0,57%), Unicredit (-0,7%). Piazza Affari
incrementa il rialzo dell'apertura. Il Ftse Mib sale
dell'1,16% a 15.265 punti e il Ftse All Share dell'1,12% a 16.028 punti. Tra i titoli in
evidenza FonSai (+4,84%) Terna (+3,94%), Finmeccanica
(+2,87%), Generali (+2,58%), Mps (+2,2%). Bene anche
Fiat (+1,8%), Mediaset (+1,87%), Intesa SanPaolo
(+1,62%), Bpm (+1,57%). Poco mossi Ansaldo Sts (+0,14%), Unicredit (+0,31%), Tod's (+0,32%). Lo spread
Btp-Bund stringe a 504,8 punti base e il rendimento
del 10 anni italiano torna sotto il 7% al 6,91%. In tensione il differenziale Francia-Germania che viaggia sopra i 130 punti (134),
mentre quello della Spagna oscilla sui 320 punti. Prima seduta dell'anno debole
per le Borse di Asia e Pacifico con buona parte delle Piazze però ancora chiuse
per le festività. Da segnalare la debolezza dell'euro sui timori che la ripresa
globale venga ancora ostacolata dalla crisi del debito in Europa. L'indice
d'area Msci è sotto la parità così come sono visti in
negativo i futures sul Vecchio Continente. Per un
riferimento sui mercati, tra i pochi listini aperti da evidenziare la debolezza
di Seul con le esportazioni del Paese previste in decremento quest'anno.
"Con molti mercati chiusi è difficile fare previsioni a senso unico
specialmente in assenza di scambi forti", spiega un gestore della Samsung Asset. "C'é la crisi in corso in Europa e la domanda
mondiale continuerà ad essere generalmente debole quest'anno. Bisogna vedere
quanto la Cina può ammortizzare, ma è ancora poco chiaro", spiega. Di
seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse di Asia e Pacifico.
- Tokyo chiusa per festività - Hong Kong chiusa per festività - Shanghai chiusa
per festività - Taiwan -1,69% - Seul +0,03% - Sidney chiusa per festività -
Singapore chiusa per festività - Bangkok chiusa per festività.

ARRIVA
IL MALTEMPO
In arrivo sull'Italia una lunga fase di
maltempo. Piogge e freddo caratterizzeranno infatti il ponte dell'Epifania. Le
previsioni del meteorologo Mario Giuliacci danno in
arrivo, in rapida successione, numerose perturbazioni nord atlantiche, sospinte
da veloci correnti settentrionali, che porteranno piogge in prevalenza al Centrosud e anche nevicate, sebbene per lo più limitate
Alpi di confine. Una prima perturbazione ha già raggiunto oggi la penisola con
piogge su gran parte del Centronord e domani al Centrosud. Mercoledì un'altra perturbazione darà luogo a
piogge soprattutto sulle regioni centrali. Giovedì una terza perturbazione
porterà un po' di nuvole ovunque e qualche pioggia al Sud, mentre il giorno
dell'Epifania la medesima perturbazione insisterà sull'Italia con
precipitazioni al Sud. Per quanto riguarda le temperature, resteranno miti fino
al 5 gennaio ma tra il 6 e l'8 di gennaio è prevista una moderata ondata di
freddo su tutta la penisola. Il tempo
nei prossimi giorni: Martedì 3, sereno su Alpi e regioni di Nordovest;
piogge su regioni del Medio Adriatico e su tutto il Sud tranne la Puglia.
Mercoledì 4, sereno sulle regioni di Nordovest per venti di Foehn;
nubi sul resto d'Italia; piogge su regioni centrali, Campania e Nord Sardegna;
nevicate sulle Alpi di Confine. Giovedì 5, sereno sulle regioni di Nordovest
per un secondo episodio di Foehn; un po' di nubi sul
resto d'Italia; qualche pioggia su Calabria e Sicilia; nevicate lungo le Alpi
di confine. Venerdi 6, piogge su tutto il Sud; bello
al Centronord; nevicate fino a bassa quota sui
rilievi abruzzesi, campani e calabro-lucani; freddo
ventoso ovunque per venti di Tramontana. Sabato 7, bel tempo su tutta l'Italia;
freddo e ventoso, specie al Centrosud, per venti di
Bora e di Grecale. Domenica 8, nubi al Sud; qualche pioggia sulla Puglia;
sereno sul resto d'Italia; ancora freddo ovunque per venti di Tramontana.
Lasciandosi alle spalle un avvio incerto di stagione dovuto alla mancanza di
neve, la Valle d'Aosta, ora abbondantemente innevata, scala la classifica delle
mete sciistiche più ambite, facendo registrare in questi giorni, fino
all'Epifania, il tutto esaurito e molte presenze vip. I principali comprensori,
da Breuil-Cervinia a Courmayeur, da La Thuile a Pila e al Monte Rosa, sono aperti a pieno regime.
Un tempo incerta, con qualche nevicata che si alterna a schiarite, non
scoraggia gli amanti dello sci, favoriti comunque da temperature miti rispetto
alle medie stagionali. Fino a domenica si prevedono giornate prevalentemente
soleggiate e ancora qualche precipitazione, soprattutto ai confini con Francia
e Svizzera. Grande affluenza anche per le due grandi mostre dell'inverno
valdostano: quella di Andy Warhol 'Dall'apparenza
alla trascendenzà al Centro Saint Benin di Aosta e,
al Forte di Bard, 'I tesori del Principe. Rubens, Brueghel,
Rembrandt, Cranach, Canaletto, Hayez...
Capolavori delle Collezioni del Principe del Liechtenstein'. Forte della
vetrina offerta dal Capodanno di Rai uno, in diretta da Courmayeur, la Valle
d'Aosta sta incassando in queste festività di inizio anno il gradimento del
grande pubblico, proveniente dalle regioni limitrofe, ma non solo. Tra i vip
avvistati sulle nevi valdostane il ministro dell'interno Annamaria Cancellieri
a Champoluc, quello del welfare Elsa Fornero a Courmayeur, dove ci sono anche gli ex ministri
Ignazio La Russa e Ferruccio Fazio. Il sindaco di Londra Boris Johnson sta trascorrendo qualche giorno di vacanza in Val d'Ayas.

I
FUNERALI DI DON VERZÉ
È il giorno
dell'ultimo saluto a don Verzé, il sacerdote
fondatore del San Raffaele morto a Milano sabato a 91 anni. Su di lui, a detta
del cantante Al Bano, sono state scritte "delle
cose veramente vergognose e che non si meritava", e per questo, Al Bano si augura "un po' di pace per quest'uomo che se
lo merita". Dopo essere stato nella camera ardente del fondatore del San
Raffaele, Al Bano ha spiegato che aveva scritto un
discorso che però non si è sentito di leggere perché "l'emozione,
talvolta, frega anche gli artisti". "Preferisco ricordarlo anche con
il canto - ha proseguito - attraverso tutte le cose che ha fatto e ne ha fatte
veramente tante. È un uomo che va oltre le parole". "Ho letto delle
cose veramente vergognose - ha osservato -, non se le meritava". Lo stress
può aver contribuito alla sua morte? è stato chiesto ad Al Bano.
"L'età c'era - ha risposto il cantante - si è detto che lo hanno aiutato a
morire, nel senso che tutti questi eventi non hanno facilitato il suo rimanere
in vita". Don Verzé, ha aggiunto Albano,
"parlerà sempre, vivrà sempre, grazie alle cose che ha fatto".
"Lo dico perché l'ho conosciuto bene, ho conosciuto la sua umanità, la sua
determinazione nei suoi progetti - ha aggiunto - quale uomo a 90 anni fa ancora
progetti per gli altri?". "Quella famosa cupola sapete che cos'é? -
ha detto Al Bano indicando l'ormai famosa cupola del
San Raffale - un unione tra lui e il Divino. Lui mi
disse 'voglio morire lassù', vicino al suo angelo Raffaele. Nessuno ha parlato
di cosa c'é sotto quella cupola: una bella università, una bella fucina di
cervelli di cui l'Italia ha bisogno". Al Bano ha
concluso dicendo che, per don Verzé, "i soldi
erano l'ultimo pensiero. Era un uomo senza una lira". Un applauso ha
salutato l'uscita del feretro dalla camera ardente allestita al San Raffaele.
Il corteo funebre è partito alla volta di Illasi
(Verona), dove nacque don Verzé e dove nel pomeriggio
si terranno i funerali. Nella camera ardente anche l'ex sindaco di Venezia,
Massimo Cacciari (nella foto), che insegna all'università Vita e Salute del San
Raffaele stesso, e il comico Renato Pozzetto, amico del sacerdote. Numerosi
anche i medici e gli infermieri che hanno voluto rendere omaggio mentre nella
camera ardente vengono letti messaggi per ricordarlo. "È stato un uomo
eccezionale, vedete tutto quello che ha fatto", ha detto Vittorio Malacalza, che fa parte della cordata con lo Ior per acquisire il controllo dell'ospedale San Raffaele,
che attraversa una grave crisi finanziaria. Rilancerete l'offerta di Giuseppe Rotelli? "Stiamo ancora valutando", ha risposto Malacalza riguardo l'offerta di oltre 305 milioni lanciata
dall'imprenditore. Siete pronti a raccogliere l'eredità di Don Verzé? "Forse - ha detto - non ne saremo degni".
"Il San Raffaele continuerà la sua opera perché la sua fiamma è salda e
viva", ha invece detto Giuseppe Profiti,
vicepresidente della fondazione San Raffaele del Monte Tabor,
intervenendo nella camera ardente allestita per il sacerdote all'interno della
basilica del San Raffaele.

MISSILI
IRANIANI
L'Iran ha effettuato con successo il
lancio di prova di un missile balistico a lungo raggio nel corso delle esercitazioni
navali che sta compiendo nel Golfo Persico: lo ha dichiarato l'agenzia
ufficiale iraniana Irna. "Abbiamo collaudato un
missile terra-mare chiamato Qader, che è riuscito con
successo a distruggere bersagli predeterminati nel Golfo" Persico, ha
scritto l'Irna citando il portavoce delle manovre
navali iraniane, l'ammiraglio Mahmud Mussavi. Poche
ore prima Mussavi aveva annunciato il lancio di prova del Qader
(Capace) e di un altro missile balistico a lungo raggio, il Nour.
Il collaudo era già stato annunciato e poi smentito due giorni fa. Da 10 giorni
(dal 24 dicembre) l'Iran sta conducendo un'esercitazione navale nel Golfo
Persico, dopo aver minacciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio
obbligato di tutte le rotte petrolifere dal Golfo, in un crescendo di tensione
con l'Occidente. In questi giorni Teheran ha annunciato e poi smentito almeno
una volta il lancio-test dei suoi missili balistici a lungo raggio - in grado
di colpire Israele e le basi Usa - e ieri ha annunciato il collaudo avvenuto di
un missile terra-aria.

INIZIANO
I SALDI
Al via i
saldi invernali. La stagione degli acquisti scontati 2012 si apre oggi in
Sicilia e in Basilicata ma in quasi tutte le regioni e nelle grandi città, da
Milano a Roma, da Torino a Bologna, Firenze, Napoli e Bari, partirà giovedì 5
gennaio. A fare eccezione sono il Molise e la provincia autonoma di Bolzano
dove si dovrà invece attendere il 7 gennaio, mentre i valdostani, come da
tradizione, aspetteranno fino al 10 gennaio. Per Trento la data è libera. Tutto
pronto, dunque, per l'appuntamento ufficiale, anche se - tra crisi economica e
consumi al palo - sconti, promozioni e sottoscosto imperversano un po' ovunque
già da settimane. Con le svendite invernali ogni famiglia, secondo una stima
dell'Ufficio studi di Confcommercio, spenderà in media 403 euro per l'acquisto
di capi d'abbigliamento ed accessori, per un valore complessivo di 6,1 miliardi
di euro, pari al 18% del fatturato annuo del settore (una stima più o meno
sugli stessi livelli dell'anno scorso). In media, secondo la stessa indagine,
ogni persona spenderà 168 euro. Una previsione che però viene giudicata
ottimistica dalle associazioni dei consumatori. Mentre per la Confesercenti i commercianti si attendono ''una leggera
flessione, coerentemente alla situazione economica dell'Italia''. Il Codacons,
al contrario, prevede un clamoroso flop per i prossimi sconti stagionali,
sostenendo che solo il 40% delle famiglie potrà permettersi qualche acquisto e
la spesa procapite si attesterà sui 110 euro, così da portare, in base ai primi
risultati emersi da una propria indagine, un calo delle vendite che raggiungerà
''quota -30%'' rispetto ai precedenti saldi invernali. Anche Federconsumatori e Adusbef si
aspettano nulla di buono: la spesa complessiva per i saldi, secondo prime stime
delle stesse associazioni dei consumatori, sarà di appena 2,4 miliardi di euro
e ogni famiglia spenderà in media, quindi, circa 223 euro. Al di là della disputa
sulle cifre e sulle previsioni, i commercianti confidano che i saldi portino
una boccata d'ossigeno per le vendite, fino ad oggi per niente brillanti, a
causa in primo luogo della crisi economica ma anche della stagione mite che non
ha spinto gli acquisti autunno-inverno. Restano, intanto, valide le regole
d'oro per evitare 'bufale', a partire dall'indicazione obbligatoria per il
negoziante del prezzo: quello normale di vendita, lo sconto e il prezzo.

MAXI EVASIONE
Oltre 1
milione di euro incassati e nascosti al Fisco a partire dal 2008 e più di 60
lavoratori retribuiti in nero, da parte di un'azienda di vendita di frutta e
verdura all'ingrosso che opera all'interno del mercato ortofrutticolo di
Palermo sottoposta a verifica fiscale dal Nucleo di polizia tributaria della
Guardia di Finanza. La consistente evasione fiscale e contributiva posta in
essere dalla società è stata scoperta dalle Fiamme Gialle che sono riuscite a
individuare, sui computer della ditta, tutti i files
contenenti la contabilità in nero, parallela a quella ufficiale, attraverso un
software decriptato dai militari. Fra le cartelle scoperte i dati riepilogativi
di tutti gli stipendi di 24 lavoratori completamente in nero nonché i
cosiddetti ''fuori busta'', vale a dire compensi corrisposti in nero ad altri
36 dipendenti che, pur essendo regolarmente assunti arrotondavano con ulteriore
somme non certificate che poi non dichiaravano al fisco. Tra questi emolumenti
anche quelli corrisposti, per oltre 80 mila euro, agli amministratori della
società, due fratelli palermitani di 45 e 32 anni. Sulla base della contabilità
informatica parallela, i finanzieri hanno ricostruito nel dettaglio tutto il
reale giro d'affari, accertando che l'azienda aveva omesso di dichiarare al
fisco ricavi per oltre 1 milione di euro, con un'evasione all'Iva per oltre 300
mila euro e, in aggiunta, ritenute operate sui redditi di lavoro dipendente
corrisposti ma non versate al fisco per oltre 200 mila euro. Per l'impiego dei
lavoratori in nero, la ditta verificata è stata segnalata all'Inps ed all'Inail
per violazione della legislazione sul lavoro.

PARTE LA SECONDA FASE
Il governo
c'é ed è al lavoro: è il messaggio che il premier Mario Monti vuole trasmettere
al Paese, ai mercati e all'Europa, interrompendo le vacanze di Natale e
convocando un consiglio dei ministri che, anche se non approverà provvedimenti, avvia di fatto la 'fase 2'
dell'esecutivo, crescita e sviluppo dopo i sacrifici chiesti con la
manovra. Ma mercoledì e giovedì sarà per il Professore anche un test per quanto
fatto finora visto che, mentre lo spread resta sopra i 500 punti, il Tesoro
metterà all'asta titoli di Stato fino a un totale di 11,5 miliardi e dopodomani
Btp fino a 8,5 miliardi e dai rendimenti si capirà la fiducia nell'esecutivo.
Anche se il governo è consapevole, ammettono fonti del governo, della pressione
di media e partiti per varare misure che muovano il Pil e scongiurino lo
spettro della recessione, è difficile che il consiglio dei ministri convocato
per le 15 approvi provvedimenti per la crescita. Una cautela dovuta non alla
mancanza di idee per rilanciare la crescita - i capitoli delle prossime misure, dallo sblocco delle infrastrutture
alle liberalizzazioni fino al mercato del lavoro, sono già stati annunciati dal
premier - ma alla necessità di evitare passi falsi e di fare i conti con
la richiesta di confronto arrivato anche a suon di proteste dai sindacati e
dalla politica. Monti illustrerà ai ministri, e giovedì all'opinione pubblica
nella conferenza stampa di fine anno, la road map dei
prossimi mesi, convinto che nella manovra ci sono già "i semi" per lo
sviluppo. Crescita che è anche al centro delle preoccupazioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
che ha incontro il ministro Corrado Passera. Per smuovere il Pil, spiegano
fonti del ministero dello Sviluppo, il primo obiettivo è far diventare
operativi provvedimenti, come gli sgravi Irap, approvati con il decreto. Poi,
mese per mese, definire pacchetti diversificati: le liberalizzazioni, ad
esempio, potrebbero arrivare in tranche diverse vista la varietà dei temi, da
farmacie e taxi, accantonati in manovra, ai servizi pubblici locali fino agli
ordini professionali. C'é poi il capitolo infrastrutture, con il nuovo impulso
al project financing. Sul tavolo del governo anche il
'cantiere' fisco e il nodo della riforma del mercato del lavoro, "tema
chiave" per Monti, ma, dopo l'alt dei sindacati, sarà affrontato solo dopo
un confronto serrato con le parti sociali. Dialogo che lo stesso premier
ritiene fondamentale anche con i vertici delle istituzioni bancarie e
finanziarie: l'ex commissario Ue potrebbe incontrare nei prossimi giorni il governatore Ignazio Visco e il presidente
della Consob Giuseppe Vegas per un confronto su possibili azioni che
possano calmare i mercati. Dopo i faccia a faccia pre-natalizi, non sono
previsti incontri con i partiti della variegata maggioranza che lo sostiene.
Che, però, non smettono di mandare messaggi al governo, alternando professione
di fede a paletti che talvolta suonano come ultimatum. Mentre la Lega con
Calderoli invita Monti "ad andare in vacanza" accusando Berlusconi di
'favoreggiamento', si allarga nel Pdl il malumore nei
confronti del Governo con i due capigruppo Fabrizio Cicchitto
e Maurizio Gasparri che danno l'altolà "all'iperattivismo
di alcuni ministri" e contemporaneamente chiariscono che le
liberalizzazioni non vanno fatte "con colpi di mano unilaterali".

PDL SCONTENTO
Il Silvio
Berlusconi che si ripresenta sulla scena per dire che resta in pista attaccando
ad alzo zero la manovra di Mario Monti ridà fiato alle voci critiche del Pdl contro il governo. E proprio alla vigilia del consiglio
dei ministri convocato per impostare la 'fase 2', con singolare sincronismo, in
tanti scoraggiano protagonismi degli attuali ministri e ricordano al governo il
suo orizzonte temporale limitato. Ma il Berlusconi tornato battagliero continua
a non bastare alla Lega, nonostante
l'attacco a Monti avesse come obiettivo principale compiacere l'ex
alleato leghista. "Monti vada in vacanza e rinunci ad ogni ulteriore
Consiglio dei Ministri, visto che dopo ogni seduta del cdm
il Paese sprofonda sempre di più verso il disastro", tuona il coordinatore
delle segreterie del Carroccio, Roberto Calderoli, che invoca anche "un
tribunale del popolo" per giudicare "questo Governo che ha ridotto in
miseria i cittadini". Ma - dando per scontati i toni da opposizione
utilizzati contro l'esecutivo - l'affondo più duro è per il Cavaliere:
"Berlusconi predica bene, considerato il suo giudizio critico sulla
manovra, ma razzola male, perché questa manovra killer l'ha votata lui e quindi
è un complice di Bersani, Casini e Monti". "È surreale come la
politica si comporti nei confronti del Governo Monti", posta intanto su Facebook il leader Udc Pier Ferdinando Casini, il più
assiduo insieme al resto del Terzo Polo nel difendere il nuovo esecutivo
persino prospettandone una evoluzione 'politica'. "Leggendo i giornali -
scrive infatti Casini - sembra che molti, scampato il pericolo, siano pronti a
riprendere le vecchie abitudini. Ma il pericolo è più che mai davanti a noi e,
se non cancelliamo le vecchie abitudini, potrebbe travolgerci". Come sia sia, non
aveva visto male Monti quando - nel giorno della approvazione della manovra al
Senato - aveva bacchettato i partiti, che nei colloqui privati mostrano
grande appoggio e incoraggiamento al governo e in pubblico piantavano paletti e
ponevano veti. Dopo l'uscita di Berlusconi si rianima chi - da Cicchitto a Gasparri a Crosetto -
fin dall'inizio ha visto nel governo Monti un esecutivo a termine. E oggi
ribadisce il concetto, di fronte al gran parlare di futuri scenari che vedano
come protagonisti i ministri dell'esecutivo tecnico (un nome per tutti, Corrado
Passera) Il capogruppo dl Pdl alla Camera Cicchitto alza la guardia rispetto ad eventuali fantasiosi
progetti politici dei neo-ministri: "Nessun ministro usi il governo per
montare o smontare operazioni e schieramenti politici". Ci si limiti a
gestire l'emergenza a tre condizioni: "che dopo una durissima manovra che
ha forti elementi restrittivi seguano consistenti operazioni funzionali alla
crescita, che i processi di liberalizzazione e di privatizzazioni non si
risolvano in piccole operazioni punitive ma riguardino una serie di grandi e
impegnative questioni (trasporti ferroviari, energia, autostrade, poste,
acqua,aziende e servizi pubblici locali,la vendita di partecipazioni mobiliari
non strategiche e di larga parte del patrimonio immobiliare), che nessun
ministro usi il governo per montare e smontare operazioni e schieramenti
politici". Un tema ripreso dall'ex sottosegretario Guido Crosetto e dal Presidente dei senatori pidiellini
Maurizio Gasparri, che vuole essere chiaro: "Sosteniamo il governo Monti
per un'opera di risanamento economico
sempre più complessa, vista la crisi internazionale. Ma riteniamo che i
temi della politica, della riforma elettorale, della riforma costituzionale,
debbano essere competenza dei partiti politici". Orizzonti limitati,
dunque: "Sarebbe ben strano se un governo tecnico si intromettesse, anche
attraverso suoi esponenti, in queste vicende. E l'iperattivismo
di alcuni potrebbe causare tensioni con conseguenze dannose e sconsigliabili.
Il governo si limiti ai compiti per il quale è nato e per i quali ha ottenuto
la fiducia. Alcuni protagonismi possono causare solo danni. E non ci riferiamo,
ovviamente, al presidente Monti".

IL
NUOVO CATASTO
Saranno i
metri quadrati e non più il numero dei vani a determinare il calcolo del valore
degli immobili nella riforma del nuovo e aggiornato catasto che il governo si
prepara a varare. L'obiettivo sarà quello di aggiornare i dati dell'immenso
archivio edilizio italiano, adeguandoli alla realtà e ai valori di mercato, ora
3,73 volte più alti. Ma la riforma, che servirà anche a riequilibrare gli
estimi delle grandi città sperequati tra centro e periferia. Secondo il governo
sarà a costo zero, perché l'adeguamento della base imponibile dovrà essere
accompagnata da una riduzione delle aliquote. Vedremo, perché la riforma la
farà il governo, ma le aliquote le applicheranno i vari Comuni. L'ultimo
tentativo era stato fatto nel 2006, quando l'allora governo Prodi presentò un
collegato alla Finanziaria per mettere mano in modo organico al catasto, di
fatto ancora strutturato con il sistema di categorie e classi introdotto alla
sua nascita, con rendite rivalutate l'ultima volta nel 1990, con riferimento al
biennio precedente. Ma, la fine anticipata della legislatura, fece cadere il
progetto. Il nuovo provvedimento potrebbe adesso arrivare velocemente, proprio
per evitare la tagliola di fine legislatura. Il nuovo catasto, secondo il primo
criterio fissato dal ministero dell'Economia, dovrà comprendere oltre alla
rendita (il reddito medio ottenuto al netto delle spese di manutenzione e
gestione del bene) il valore patrimoniale del bene, per assicurare una base
imponibile adeguata da utilizzare nelle diverse tipologie di tassazione.
Scompariranno anche le attuali undici classi attualmente utilizzate.

BENE L’ASTA BOT
Già esaurito
l'effetto asta sullo spread btp-bund. Il
differenziale di rendimento tra i due titoli ritorna sulla soglia psicologica
dei 500 punti base dopo essere sceso fino a 482 punti sulla scia dei risultati
dell'asta Bot e Ctz. Il tasso sul decennale sale al
6,91%. Il Tesoro colloca Bot a 6 mesi e il rendimento medio è crollato al
3,251% dal 6,504% di fine novembre. Il Tesoro ha collocato Ctz
scadenza 2013 riuscendo a strappare un netto calo dei rendimenti al 4,853% dal
7,814% di fine novembre. Nell'asta Ctz sono stati
assegnati 1,733 miliardi, un importo che si colloca nella parte bassa della
forchetta di 1,5-2,5 miliardi, ma la domanda ha evidenziato una netta crescita
con un rapporto bid-to cover in rialzo a 2,24 da 1,59
di novembre. Altalenanti le borse europee: (Londra +0,4%, Parigi +0,1%, Madrid
e Francoforte -0,2%) dopo l'avvio di Wall street e anche Milano si è 'bruciata' quasi tutti i
guadagni segnati dopo l'asta dei titoli di Stato: l'indice Ftse
Mib segna una crescita dello 0,16%, l'Ftse All Share un aumento dello 0,19%. Nel paniere a elevata
capitalizzazione di Piazza Affari, il titolo più pesante è quello di Fondiaria
Sai, che ha accusato una nuova corrente di vendite e scende del 3,69%. Male
anche il Banco popolare (-2,30%) e Mediobanca (-2,03%). In calo Fiat (-1,22%)
mentre rimane in territorio positivo Intesa SanPaolo,
che sale dell'1,25%. Bene Lottomatica, che cresce del 2,20%, mentre tra i
titoli minori Rdb è in asta di volatilità in aumento
teorico del 32% dopo la sottoscrizione dell'aumento di capitale. Nuovo record dei depositi overnight delle
banche dell'eurozona presso la Bce: ieri gli istituti hanno parcheggiato 452
miliardi di euro un livello mai raggiunti dall'introduzione dell'euro e che
batte il massimo toccato il giorno precedente a quota 411,8 miliardi. Borse
asiatiche ancora in calo sui timori di un rallentamento della crescita
economica nell'area e con un occhio alla zona euro e alle aste di titoli di
stato oggi e domani in Italia. Ad appesantire i listini hanno contribuito in
particolare il calo della produzione industriale in Giappone e la caduta ai
minimi degli ultimi 30 mesi della fiducia del settore manifatturiero in Corea
del Sud. A Tokyo c'é da registrare poi il tonfo (-12%) di Tepco
(Tokyo Electric Power) sui
minimi dal 1951, quando la società è andata in borsa, con l'ipotesi di una
presa di controllo temporanea da parte del governo per garantire la sopravvivenza
del gruppo cui fa capo la centrale nucleare di Fukushima.
Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse di Asia e
Pacifico. - Tokyo -0,20% - Hong Kong -0,71% (seduta in corso) - Shanghai +0,18%
- Taiwan -0,40 - Seul -0,92% - Sidney -1,25% - Mumbai -0,95% (seduta in corso)
- Singapore -0,30% (seduta in corso) - Bangkok -0,27%.

CALCIO SCOMESSE
Il giocatore
del Piacenza Carlo Gervasoni, dopo il suo arresto, ha
fatto "una scelta di piena collaborazione", confermando "la
sussistenza degli episodi di frode sportiva di maggior rilievo" facendo
venire "alla luce altri episodi significativi per le indagini e altri
soggetti coinvolti sinora sconosciuti agli investigatori".In particolare
"l'alterazione di molti risultati di serie B e di alcuni di Serie A e
Coppa Italia". Lo scrive il Gip di Cremona Guido Salvini
nel concedere i domiciliari al calciatore. "In particolare - annota
nell'ordinanza il giudice Salvini - Gervasoni ha narrato come nel 2009 il gruppo degli Zingari
di cui era portavoce Gegic, dopo aver manipolato
molte partite di calcio in Svizzera, abbia intrapreso in modo sistematico
contatti con giocatori italiani, grazie anche all'aiuto di Bressan
molto legato a Gegic, come da tale rapporto, che ha
coinvolto decine di giocatori, sia conseguita l'alterazione di molti risultati
di serie B e di alcuni di Serie A e Coppa Italia ( con il coinvolgimento per la
Cremonese anche di Paoloni )". Per il giudice,
"tale comportamento appare segno di una riflessione e di resipiscenza in
relazione all'attività di frode avvenuta" e Gervasoni
"si è impegnato a completare la sua ricostruzione", "fornendo i
chiarimenti che risultassero necessari". L’ex preparatore atletico del Ravenna
Nicola Santoni è ora interrogato dal Pm Roberto Di Martino su richiesta del
quale è stato arrestato il 19 dicembre nell'ambito dell'inchiesta sul Calcioscommesse. Santoni, assistito dall'avvocato Lorenzo Tomassini, ha poi ottenuto i domiciliari. "Ho letto le
agenzie di stampa che vorrebbero accreditare l'esistenza di un'intercettazione
ambientale in cui Santoni coinvolgerebbe Buffon, Fabio Cannavaro e Gattuso.
Tengo a precisare che Nicola Santoni non ha mai conosciuto i predetti
calciatori né con gli stessi ha mai avuto alcun rapporto, nemmeno
indirettamente". Ha dichiarato in una nota l’avvocato Tomassini,
"Appena possibile chiederò l'ascolto di tutte le intercettazioni,
telefoniche ed ambientali con la convinzione che la contestualizzazione dei
colloqui, primo tra i quali quello in argomento, relegherà molti scoop
giornalistici al rango di chiacchiere da bar". L'intercettazione in
questione è del 30 settembre scorso ed é una conversazione registrata nell'auto
di Santoni, tra quest' ultimo e un conoscente, Maurinho,
che in una successiva informativa la polizia presuppone possa essere
identificato in Maurinho Ernandes,
di 53 anni.

STRANIERI IN ITALIA
TRIPLICATI
La popolazione
straniera in Italia é destinata ad aumentare in modo considerevole nei prossimi
anni: passerà dagli attuali 4,6 milioni a 14,1 milioni nel 2065, con una
forbice compresa tra i 12,6 e i 15,5 milioni. A rilevarlo è l'Istat nel report
sul futuro demografico del Paese. Nel 2065 saremo 61,3 milioni: la previsione è
dell'Istat che oggi ha reso noti i dati sul futuro demografico in Italia.
Tenendo conto della variabilità associata ad eventi demografici - calcolano gli
studiosi dell'Istat - la stima della popolazione oscilla da un minimo di 53,4
milioni ad un massimo di 69,1 milioni. L'altro dato significativo è che la
popolazione italiana è destinata ad invecchiare gradualmente. L'età media
aumenta da 43,5 anni nel 2011 a 49,8 nel 2059. Nei prossimi 30 anni aumenterà
in modo accentuato il numero degli anziani: gli ultra 65enni, oggi pari al
20,3% del totale, aumenteranno fino al 2043, anno in cui oltrepasseranno il
32%. Dopo questo anno, tuttavia, la quota degli ultra 65enni si consoliderà
intorno al valore del 32-33%, con un massimo del 33,2% nel 2056. E' quanto
rileva l'Istat illustrando il futuro demografico del Paese. Al tempo stesso la
popolazione fino a 14 anni di età, oggi pari al 14%, decrescerà fino al
2037,anno in cui sarà pari al 12,4%. Per quanto riguarda l'invecchiamento,
l'Istat rileva che dopo il 2059 l'età media si stabilizza sul valore di 49,7
anni, a indicare una presumibile conclusione del processo di invecchiamento
della popolazione. Sul fronte dell'età degli italiani, dopo il 2043 la quota di
ultra 65enni si consolida intorno al valore del 32-33%, con un massimo del
33,2% nel 2056. Per quanto riguarda i giovani, invece, dopo il 2037 la
percentuale degli under 15enni si assesta fino a raggiungere un massimo del
12,7% nel 2065. Il margine di incertezza associato a questa stima fa comunque
ritenere che nello stesso anno la quota potrebbe oscillare in un intervallo
compreso tra l'11% e il 14%. Diminuisce la popolazione in età lavorativa, tra i
15 e i 64 anni: passerà dall'attuale 65,7% al 62,8% nel 2026. A rilevarlo è
l'Istat, nel report sul futuro demografico del Paese. Nel lungo termine la
riduzione sarà più accentuata, fino a un minimo del 54,3% nel 2056,anno dopo il
quale l'indicatore si stabilizza a 54,7% nel 2065.

CAPODANNO A CASA
Crisi e
tasse spengono il Capodanno: l'86% degli italiani celebrerà il nuovo anno a
casa, mai così tanti negli ultimi cinque anni. È quanto emerge dall'indagine Confesercenti-Swg, secondo cui il "taglio"
comincerà dal veglione per cui si spenderà in totale 2,4 miliardi, ben 328
milioni in meno del 2010. Circa 6 italiani su 10 spenderanno meno di 75 euro
ciascuno, trascinando la spesa media a quota 92 euro, il 12% in meno dello scorso
anno, un record: dal 2003 ad oggi non era mai stata così bassa. Nel 2007, allo
scoppio della crisi - ricorda Confesercenti - rimase
fra le mura domestiche l'83% delle persone, il 4% in meno di questo Capodanno.
Il taglio comincerà dal veglione: in totale gli italiani spenderanno 2,4
miliardi per celebrare il nuovo anno, 328 milioni in meno del 2010. Circa 6
italiani su 10 spenderanno meno di 75 euro ciascuno, trascinando la spesa media
a quota 92 euro, il 12% in meno dello scorso anno. Anche questo è un record:
dal 2003 ad oggi non era mai stata così bassa. Crollano dal 7% al 2%, invece,
gli italiani che sceglieranno di cenare al ristorante, e diminuiscono anche le
persone che vogliono festeggiare la fine dell'anno in discoteca: nel 2010 erano
il 2%, quest'anno la metà. Rimangono stabili, al 4%, coloro che non faranno
alcun festeggiamento per Capodanno perché in difficoltà economica. Si riduce la
quota di italiani che mette in conto una vacanza tra il 22 dicembre ed il 6
gennaio del 2012: si passa dal 21% del 2010 al 17% di quest'anno. Nello
specifico, partirà per Capodanno solo il 6% degli intervistati, contro il 10%
dello scorso anno. Scende dal 5% al 4% la percentuale di italiani che andranno
in vacanza in Italia, mentre raddoppia, dall'1% al 2%, la quota di chi sceglie
come destinazione l'Europa. A rinunciare alla vacanza - spiega Confesercenti - sono specialmente le fasce professionali
più basse e le famiglie più numerose, un dato che può essere facilmente
interpretato nel momento in cui si identifica come principale motivo di
rinuncia alla vacanza la difficoltà finanziaria, probabilmente collegata alla
congiuntura economica negativa che ha caratterizzato l'Italia negli ultimi
anni. Al calo dei viaggi consegue la diminuzione delle prenotazioni, stimata tra
il 23% e il 28%, con una flessione sia per il lungo raggio che per il medio.

CALA
IL PIL
Il prodotto interno lordo nel terzo
trimestre 2011 è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Nei
confronti del terzo trimestre 2010 si rileva invece un aumento dello 0,2%. Lo
comunica l'Istat. L'Istat ha rivisto al ribasso i dati sul prodotto interno
lordo nei primi due trimestri del 2011. La crescita tendenziale, cioè rispetto
al trimestre corrispondente del 2010, del primo trimestre di quest'anno è stata
rivista da +1% a +0,8%, mentre quella del secondo trimestre passa da +0,8% a
+0,7%. Restano invece invariati i dati sulla crescita congiunturale, cioè
rispetto al trimestre precedente: +0,1% nel primo trimestre 2011 e +0,3% nel
secondo trimestre. Con un calo dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, nel
periodo luglio-settembre 2011 si registra il primo dato negativo del prodotto
interno lordo dal quarto trimestre 2009, quando si era registrato un calo dello
0,1%. E' quanto risulta dai dati Istat. La crescita acquisita per il 2011 è
pari allo 0,5%. Lo comunica l'Istat, spiegando che è il risultato che si
otterrebbe se nel quarto trimestre la variazione congiunturale fosse nulla. Nel
terzo trimestre 2011 "tutte le componenti della domanda interna sono
risultate in diminuzione", riferisce ancora l'Istat. Le importazioni si
sono ridotte dell'1,1%, le esportazioni sono cresciute dell'1,6%. Il terzo
trimestre 2011 - informa ancora l'istituto di statistica - ha avuto due
giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e una giornata
lavorativa in meno del terzo trimestre 2010. Richieste boom per 489 miliardi di
euro alla prima asta di rifinanziamento a 3 anni della Bce senza limite di
ammontare e al tasso dell'1%: all'operazione hanno partecipato 523 banche.
L'assegnazione dei fondi da parte della Bce è in programma domani. La domanda
delle banche è stata dunque molto forte collocandosi nella parte alta della
forchetta di previsione che oscillava in un range
molto ampio tra i 300 e i 500 miliardi. Oltre a questa asta straordinaria
varata dalla Bce per iniettare liquidità nel sistema e scongiurare un credit crunch, l'istituto di
Francoforte ha assegnato oggi altri 30 miliardi nell'asta a tre mesi e 33
miliardi di dollari nell'operazione a 14 giorni. Si allenta la pressione sui
titoli di stato italiani e lo spread Btp-Bund si
restringe a 480 punti base. Il rendimento del 10 anni italiano è al 6,73%. Il
differenziale tra Oat francesi e il Bund è a 119,6 e quello dei Bonos
spagnoli a 332. Dopo aver allungato in scia all'asta della Bce Piazza Affari
riduce il rialzo: l'indice Ftse Mib segna un
progresso limitato allo 0,6%. Resta tonica Intesa Sanpaolo
(+3,33%), mentre si appesantisce Fonsai (-4,73%),
sulle attese per una possibile ricapitalizzazione. Debole anche Unicredit
(-1,69%), che della compagnia assicurativa controlla il 6,98%. Sul listino
delle blue chips prevale il
segno meno, che interessa Prysmian (-2,65%), Fiat
(-1,39%) e Fiat Industrial (-1,09%), insieme a Mps
(-1,07%) e Bpm (-1,5%). In territorio positivo
Generali (+1,67%) e Telecom (+0,5%). Tra i titoli a minor capitalizzazione
balzo di Apulia Contoprestito
(+33,98%), che si adegua al prezzo dell'opa a 0,3
euro lanciata da Banca Apulia per il ritiro dal
listino. Bene Interpump (+1,33%), che ha annunciato
un'acquisizione in Brasile. Il dato sulla costruzione di nuove abitazioni negli
Usa, segno di una ripresa dell'economia, e la riduzione della tensione sul
debito pubblico europeo dopo il successo dell'asta dei titoli di stato
spagnoli, hanno favorito anche le borse di Asia e Pacifico, che hanno replicato
la corsa dei listini occidentali di ieri. Gli investitori hanno premiato i
titoli dei grandi esportatori, favoriti anche dal rialzo delle quotazioni
dell'euro rispetto allo yen. A parte lo scivolone di Tepco
(-9,83%), gestore dell'impianto nucleare di Fukushima,
sulla piazza nipponica sono cresciuti i titoli dell'elettronica e dell'auto, da
Sony (+3,42%)a Mazda Motor (+3,01%), Tdk (+2,53%),
Honda (+2,42%) e Fujifilm (+2,06%). Bene Aluminum
Corporation of China (+3,35%) e Petrochina
(+3,4%) ad Hong Kong, ancora aperta, grazie all'andamento delle quotazioni dei
metalli e del greggio, che ha sfiorato i 98,3 dollari per barile. A Sidney,
oltre agli estrattivo-minerari Atlas
Iron (+6,23%), Alacer Gold (+5,74%) e Bhp Billiton (+2,96%), si segnala il balzo di James Hardie Industries (+1,83%),
grande esportatore negli Usa di prefabbricati e materiali edili. Di seguito,
gli indici dei titoli guida delle principali borse di Asia e Pacifico. - Tokyo
+1,48% - Hong Kong +1,51% (seduta in corso) - Shanghai -1,12% - Taiwan +4,56% -
Seul +3,09% - Sidney +2,13% - Mumbai +1,70% (seduta in corso) - Singapore
+2,08% - Bangkok +1,35% - Giakarta +0,84% (seduta in
corso). La Borsa di Seul azzera le pesanti perdite di lunedì seguite allo shock
della morte del 'caro leader' Kim Jong-il grazie a
una doppia seduta positiva, di una, quella di oggi, segnata da un balzo del
3,09%. L'indice Kospi, sostenuto dai segnali di
ripresa in Europa e Usa, sale di 55,35 punti, a quota 1.848,41.

ALT
DI BERSANI SU ART.18
''Il governo lo deve capire, lo capirà, altrimenti...''.
Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, conversando con i giornalisti durante
il brindisi al gruppo del Pd, torna ad esprimere le sue perplessità sul fatto
che sulla riforma del mercato del lavoro si parta dall'art.18 e dalle norme sui
licenziamenti mentre la priorità è favorire le assunzioni. Il prossimo anno,
sostiene Bersani, ''non sarà semplice e bisogna mettere al centro le condizioni
reali delle persone, l'occupazione, il lavoro, i redditi''. Quindi, commenta il
leader Pd, ''è roba da matti''
pensare di toccare l'art.18. "Avremo un anno di recessione, ormai é chiaro
e partiamo da livelli già bassi di occupazioni e redditi. Bisogna focalizzarsi
sulla grande questione sociale. L'Italia non si salva senza cambiamento e
coesione". Lo afferma Pier Luigi Bersani nel brindisi al gruppo Pd alla
Camera. ''Il paese - ha affermato il segretario Pd - non si salva senza
cambiamento e coesione, ci vogliono tutte e due le cose, pensare di salvarlo
con una sola non va bene''. E coesione significa ''orecchie a terra agli
interlocutori sociali''. Sulla questione sociale il Pd, assicura Bersani,
''riuscirà a dare qualche buon riferimento al governo''
e in un anno ''non semplice l'asset del Pd è lavoro e
redditi''. ''Voglio sperare che sull'articolo 18, si possa intervenire con un
ddl organico, garantendo, naturalmente, un canale privilegiato ma senza
ricorrere alla decretazione d'urgenza, proprio per evitare uno scontro sociale
che non vuole il Parlamento, né certamente vuole il governo''.
Lo ha afferma il presidente del Senato, Renato Schifani, nel corso
dell'incontro con la Stampa parlamentare. ''Siamo pronti - assicura Schifani -
ad assumerci le nostre responsabilità perché, mai come ora, il Paese ha bisogno
di coesione politica e sociale''. Quindi è necessario un rapporto organico,
sereno, costruttivo e responsabile tra istituzioni, governo e parti sociali che
devono dare una mano al Paese in questo momento'' conclude il presidente del
Senato. ''Mi trovo a disagio con situazioni reimportate dal bipolarismo
distruttivo. La Cisl vuole un patto sociale e un cambio di passo, in modo che
le questioni, da lavoro a fisco, siano dentro un equilibrio che mandi avanti la
società in modo condiviso''. Lo ha detto il segretario generale Cisl, Raffaele Bonanni.

AUMENTARE
I SALARI
Sulla
riforma del mercato del lavoro la disponibilità del Governo al dialogo con le
parti sociali è piena ma si deve poter parlare di tutto perché non ci possono
essere ''terreni inesplorati''. Il ministro del Welfare Elsa Fornero tira dritto anche sul lavoro, e sottolinea che tra
le priorità del Governo c'è l'aumento dei salari, ''perché sono bassi'' e
perché il divario nella distribuzione del reddito ''è cresciuto negli ultimi 15
anni''. La sfida quindi è quella della riforma del sistema con una maggiore
flessibilità e nello stesso tempo buste paga più pesanti per i lavoratori. Per
ora non c'è ancora una proposta ma la direzione dovrebbe essere quella del
cuneo fiscale con la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente.
Una misura che però ha bisogno di risorse consistenti ed è possibile quindi che
l'intervento del Governo si limiti a una agevolazione sui contratti di secondo
livello e quindi sugli aumenti salariali legati alla produttività. Certo che la
signora Fornero è per lo meno un personaggio assai
stravagante: vuole aumentare i salari dei lavoratori perché li ritiene troppo
bassi, ma nella recente manovra ha voluto a tutti i costi bloccare per due anni
l’indicizzazione di pensioni da poco più di 1.400 euro che sono senz’altro
inferiori agli stipendi dei dipendenti. Un comportamento che sommato alle
lacrime da “coccodrillo” in diretta televisiva ci fanno pensare che questi
tecnici, oltre che incompetenti, provino divertimento nel loro nuovo ruolo
istituzionale e ci sorge un dubbio: non è che ci stanno prendendo per i
fondelli?. Intanto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, invita
al senso della misura e ad evitare esasperazioni: ''Credo non giovino giudizi
perentori, battute prezzanti, contrapposizioni sempliciste. Si blocchi sul
nascere ogni esasperazione polemica'', osserva il Capo dello Stato (d’altronde
Monti l’ha voluto lui, prima facendolo senatore a vita, poi favorendone l’ascesa
a capo del governo, e forse ora inizia ad avere i primi dubbi). Intanto l'a.d. Fiat, Sergio Marchionne, si limita ad auspicare un
accordo sul tema: ''l'unica cosa che posso dire . che ci si metta d'accordo e
si vada avanti. Abbiamo riconquistato un po' di credibilità, bisogna portare il
discorso a conclusione''. Alla collega Fornero arriva
poi la solidarietà di un'altra donna ministro, Anna Maria Cancellieri, secondo
cui ''non è possibile essere esposti al linciaggio morale per un'intervista''.
''Prima di gennaio non ci sono appuntamenti - ha detto Fornero
- l'impegno è di studiare la materia''. Alla domanda se il Governo interverrà
sul mercato del lavoro Fornero ha risposto: ''dipende
se ce lo lasciano. Da parte mia la disponibilità al dialogo (e alle lacrime,
ndr) è piena ma non ci devono essere preclusioni di nessun tipo. Dobbiamo
parlare del mondo del lavoro e delle giovani generazioni, non si vuole
preconizzare nessuno più di quanto lo sia già. Bisogna riuscire ad aumentare i
salari perché sono bassi''. Quanto alla possibilità di un intervento che tenga
fuori dalla discussione l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (quello che
prevede il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento senza giusta
causa) Fornero dice che ''non ci sono cose che sono
terreni inesplorati''. Dello stesso avviso la presidente di Confindustria, Emma
Marcegaglia: "siamo interessati a un accordo con i sindacati a patto che
nessuno ponga pregiudiziali", sottolinea. In Italia un lavoratore
dipendente single senza figli prende in media 25.155 dollari piazzandosi al
22mo posto della classifica Ocse (superando, rispetto all'anno scorso, la
Grecia). L'Italia è comunque ultima per media salariale tra i Paesi del G7. Il
numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni ribadisce il
proprio no a interventi sull'articolo 18 mentre è pronto a parlare di come
aumentare i salari. ''Io sfido la Fornero - ha detto
- a discutere come alzare il salario ai flessibili e di come il Governo debba
incentivare fiscalmente e con altri strumenti questa possibilità, questo
significa andare incontro ai giovani''. ''Più che i salari, che può darsi siano
un po' più bassi (del resto d'Europa) - ha detto il vice presidente di
Confindustria Alberto Bombassei - il problema è il
costo del lavoro che è molto più alto. Bisogna conciliare - ha detto - maggiori
salari e minor costo del lavoro''.

MONTEZEMOLO E LA
POLITICA
''Il
prossimo anno occorrerà preparare, in vista del 2013, l'apertura di una nuova
stagione della politica italiana''. Lo scrive Luca Cordero di Montezemolo sul
sito di Italia Futura. ''Le prossime elezioni non saranno una tappa di routine,
ma un appuntamento storico che dovrà aprire una nuova stagione''. In una
lettera agli associati di Italia Futura Luca Cordero di Montezemolo sottolinea
che, in vista di un appuntamento "storico" come le prossime elezioni
politiche, "nel 2012 l'impegno di Italia Futura sarà rivolto in questa
direzione, promuovendo la svolta di programmi e persone che l'Italia si
merita". "La seconda repubblica ha fallito - afferma - Ostaggio di
populismi di destra e sinistra, la politica ha perso progressivamente contatto
con i problemi quotidiani degli italiani e con le sfide imposte da uno scenario
internazionale difficile, ma anche ricco di opportunità". "Alla nuova
stagione politica che si aprirà - nota Montezemolo - gli italiani vogliono
partecipare con spirito civico e passione per ricostruire la nostra democrazia.
Ripristinare una politica forte, autorevole e credibile è la vera sfida che ci
attende nel prossimo anno. Perché sarebbe del tutto velleitario sperare, come
pure qualcuno fa nelle stanze dei partiti, che tutto cambi affinché niente
cambi". "Quando le scadenze istituzionali porteranno nuovamente i cittadini
alle urne, l'offerta elettorale dovrà essere composta da una nuova leva di idee
e classi dirigenti che si contenderanno il consenso democratico lasciandosi
alle spalle una stagione fallimentare. - prosegue - In nessun caso gli italiani
accetterebbero di veder tornare gli stessi protagonisti che hanno condotto il
Paese a questa situazione. Rinnovare profondamente la classe dirigente politica
rimane per l'Italia una priorità assoluta", sottolinea Montezemolo. Perciò
Italia Futura intensificherà "il lavoro sul territorio, con l'obiettivo di
avere una rete regionale forte e radicata in tutta Italia entro giugno".
Promuoverà inoltre "l'adozione di provvedimenti, concreti e
operativi", a partire da "una proposta per la rapida alienazione del
patrimonio pubblico e la conseguente riduzione del debito”.

EVASORI TOTALI
Il Nucleo di Polizia Tributaria della
Guardia di Finanza di Como sta dando esecuzione, dalle prime ore della mattina,
al sequestro di beni mobili, immobili e conti correnti, nei confronti di 46
persone indagate nell'ambito di una complessa indagine su una frode fiscale
internazionale, inchiesta diretta dal pm Mirko Monti della Procura della
Repubblica di Busto Arsizio. I reati a vario titolo contestati sono
l'associazione per delinquere, la frode fiscale, la truffa, il falso e il
favoreggiamento. I sequestri riguardano 37 immobili ubicati in 6 province, 17
conti correnti, 6 depositi titoli, 4 cassette di sicurezza, e 9 automezzi, per
un valore complessivo di 26 milioni di euro. Nell'indagine è stato applicato
l'istituto del sequestro per equivalente, grazie al quale possono essere
sottoposti a confisca anche beni non direttamente connessi al reato, ma che
siano nella disponibilità dell'indagato. In caso di condanna, tali beni
verranno confiscati e acquisiti dall'erario. Gli indagati sono accusati di far
parte di un'organizzazione dedita a una frode fiscale internazionale messa in
atto con il sistema del cosiddetto ''carosello''. Secondo quanto ricostruito
dalla Finanza varie società ''cartiere'' emettevano false fatture relative a
prodotti elettronici che venivano acquistati in esenzione di Iva da paesi
dell'Unione Europea e poi venivano ceduti a operatori italiani senza ricaricare
l'imposta, come invece prevede la legge. Questo ha consentito agli indagati,
oltre che di evadere il pagamento dell'Iva, di immettere sul mercato una grande
quantità di prodotti a prezzi illegalmente concorrenziali, che mettevano fuori
mercato gli operatori che invece applicavano correttamente l'imposta. Le cifre
del sistema fraudolento sono importanti: sono state accertate un'evasione
fiscale di oltre 300 milioni di euro, e l'emissione di fatture false per 184
milioni di euro. Le indagini hanno inoltre permesso di accertare anche una
truffa da 6 milioni di euro ai danni di varie banche e finanziarie, le quali
concedevano crediti alle imprese coinvolte, sulla base di anticipi fatture
emesse nei confronti di società inesistenti. Le indagini, durate quasi 3 anni,
hanno interessato l'intero territorio nazionale, con collegamenti in altri
Paesi comunitari, tra i quali Romania, Spagna, Austria, Francia e Germania, o
anche extra-Ue, come la Repubblica di Panama, noto
paradiso fiscale. Sono 38 le società coinvolte nel sistema fraudolento con sede
in Lombardia, Veneto, Puglia, Lazio, Campania, Umbria, Emilia Romagna, Piemonte
e Abruzzo, nonché in Paesi dell'Unione Europea. Tra queste, 12 sono risultate
evasori totali.

CALCIO
SCOMESSE
Spuntano nuovi particolari
dall'ordinanza di custodia cautelare che ha portato all'arresto di Cristiano
Doni (nella foto). Nelle intercettazioni figura una chiamata del giocatore
(effettuata con la scheda rumena) a un'utenza mobile intestata alla società Mdf Italia spa di Milano, di cui è presidente il
consigliere d'amministrazione atalantino Isidoro Fratus.
Lo ha rilevato L'Eco di Bergamo nell'edizione di stamattina. Interpellato dal
quotidiano, Fratus non ha voluto rilasciare commenti.
Doni contatta il telefonino della Mdf il 24 marzo
2011, due giorni prima di Padova-Atalanta, una delle
partite finite nel mirino degli inquirenti di Cremona. La telefonata avviene
alle 18.18 e dura 4 minuti, preceduta dallo scambio di tre sms. A proposito di Padova-Atalanta (finita 1-1), il gip Salvini
scrive nell'ordinanza che si tratta di "una partita che, secondo quanto si
desume dalle intercettazioni, ha visto raggiunto l'obiettivo che le squadre
stesse si proponevano". E ancora: "L'esistenza di un accordo tra le
due società è sostanzialmente confermato dalle dichiarazioni rese in occasione
degli interrogatori". Sulla partita sarebbe stata giocata "una cifra
enorme che conferma la combine". In un'intercettazione Bellavista, ex
capitano del Bari arrestato in estate, informa che in Asia erano stati giocati
23 milioni di euro sul pareggio. Lo stesso Doni, per interposta persona,
avrebbe scommesso 10 mila euro sul risultato.

CROLLO
NELLE DOLOMITI
Una parte rocciosa alla base del Sass Maor, nel gruppo dolomitico
della Pale di San Martino, è franata. Il cedimento, avvenuto nella parete est, non
ha provocato nessun danno alle persone ma ha cancellato gran parte di tre vie
alpinistiche. La frana, con una base di circa 300 metri secondo i primi
rilievi, è avvenuta due giorni fa di prima mattina, quando in zona era presente
una fitta nebbia, ma solo ora ci si è potuti rendere conto della portata del
fenomeno. Secondo gli esperti, il distacco potrebbe essere stato provocato
dall'azione degli agenti atmosferici sulla roccia, come già era avvenuto tre
anni fa sempre nel gruppo delle Pale sul pilastro Castiglioni.
Sempre nelle Dolomiti si sono verificati negli ultimi anni altri due imponenti
distacchi: nel 2007 in val Fiscalina e nell'agosto di
quest'anno a Cima Una nella zona di Sesto Pusteria.

PIRATERIA
La nave Savina
Caylyn è stata liberata. Lo confermano fonti vicine
alle famiglie dei marittimi imbarcati sulla nave presa in ostaggio dai pirati
somali e sequestrata lo scorso febbraio. La notizia si sta già diffondendo a
Procida, luogo d'origine di diversi marinai ed è stata accolta con grande
gioia. I pirati hanno ricevuto 'l'ultima tranche di 3 milioni di dollari su un
totale di 11,5' per il riscatto della Savina Caylyn. Lo ha affermato un pirata all'agenzia Reuters. ''Non voglio dire nulla fino a quando non avrò la
conferma ufficiale che la Savina Caylyn
è stata liberata''. Sono le uniche parole pronunciate da Adriano Bon, il padre
di Eugenio, marinaio imbarcato sulla nave sequestrata dai pirati somali e
liberata oggi. L'uomo si è chiuso in casa, un appartamento nel centro di
Trieste, limitandosi a dire solo queste parole ai tanti cronisti e fotografi
che si accalcano in queste ore davanti all'edificio. Per ora affidano a Facebook la gioia per la liberazione dei loro parenti, i
marinai della Savina Caylyn
dopo più di dieci mesi nelle mani dei pirati somali. Libera Lubrano Lavadera, figlia del comandante Giuseppe, ha scritto nel
suo status: 'Finalmente liberi'. Anche Annarita Guardascione,
sorella del terzo ufficiale di coperta, Crescenzo Guardascione, ha scelto una sola parola: 'Libero!!!'.

UCCISI
SOLDATI NATO
Cinque soldati delle forze della Nato in
Afghanistan, l'Isaf, sono stati uccisi in un agguato
in Afghanistan. Una bomba artigianale è esplosa mentre il convoglio militare si
trovava nei pressi di Ghazni, nel sud ovest del
Paese, secondo quando indicano a Kabul fonti della coalizione, senza dare
maggiori dettagli. Secondo i Talebani, il convoglio vittima dell'agguato era
polacco. Da Varsavia, fonti giornalistiche confermano che le cinque vittime
sono polacche.

UCCISI
CIVILI IN SIRIA
Almeno 111 civili sono stati uccisi martedì
dalle forze si sicurezza siriane a Kafrueid, nella
regione d'Idleb, nel nord est della Siria, secondo un
nuovo bilancio dell'Osservatorio siriano dei diritti umani. Ieri, la stessa
associazione, basata in Gran Bretagna, aveva parlato di 37 morti nella stessa
città, precisando però di temere un massacro nel villaggio, dove ''decine di
civili'' erano stati accerchiati dalle Forze armate.

AEREO
CADE SU AUTOSTRADA
Un piccolo aereo privato si è schiantato
al suolo, esplodendo, su una autostrada del New Jersey, e tutte le cinque
persone a bordo, tra cui un uomo d'affari di New York, sono rimaste uccise.
Nonostante l'intenso traffico sull'autostrada, la interstatale 287, nessun automobilista
è rimasto coinvolto nell'incidente. Il piccolo aereo, un monomotore Socata, era decollato dall'aeroporto di Teterboro
ed era diretto ad Atlanta, in Georgia. Ai comandi c'era l'uomo d'affari, Jeffery Buckalew, di 45 anni,
direttore esecutivo di una società di consulenze finanziarie di Manhattan, la Greenhill North American Advisory.
Con lui, che era il proprietario dell'aereo e aveva un'esperienza di molte ore
di volo, a bordo c'erano sua moglie, due dei loro figli, e un suo collega della
stessa società, Rakesh Chawla.
Le cause dell'incidente non sono ancora state chiarite, ma non si esclude il
cedimento strutturale. Secondo le prime indicazioni, un'ala del velivolo è
stata trovata su un albero a circa mezzo chilometro dal luogo dell'impatto.

I
REATORI DI FUKUSIMA
I reattori
della disastrata centrale nucleare di Fukushima
saranno smantellati in 30-40 anni, in linea con le anticipazioni circolate dei giorni
scorsi dopo la diffusione di una bozza sul piano generale. È quanto infatti
prevede il progetto di governo giapponese e Tepco, il
gestore della struttura, reso pubblico a pochi giorni dall'annuncio ufficiale
sulla messa in sicurezza dell'impianto. Il periodo fino a 40 anni, di cui
almeno 25 anni necessari per recuperare il combustibile nucleare parzialmente
fuso dei reattori 1, 2 e 3, è pari al doppio del periodo dedicato per lo
smantellamento dell'impianto di Tokai e rimarca le difficoltà per operare nella
struttura contaminata dalle radiazioni. I lavori richiederanno più del doppio
di quanto richiesto dall'incidente del 1979 all'unità n.2 di Three Mile Island (Usa), interessato da parziale fusione. La Tepco ha illustrato la road map
necessaria per preparare la rimozione delle barre di carburante dai tre
reattori danneggiati che richiederà 10 anni, includendo l'immediata riparazione
delle strutture di contenimento e lo svuotamento delle vasche del combustibile
esausto nelle quali dovrebbero essere stoccate le barre recuperate.

ALONSO SI SEPARA DALLA
MOGLIE
Il pilota
spagnolo della Ferrari Fernando Alonso ha annunciato in un comunicato diffuso sul
suo sito web la separazione dalla moglie, la cantante Raquel del Rosario.
''Dopo cinque anni di matrimonio abbiamo deciso di porre fine alla nostra
relazione come coppia'', si spiega nella dichiarazione, firmata da Alonso e del
Rosario. ''È una decisione molto meditata e presa di comune accordo. Ci
separiamo come coppia ma non come amici. Fra di noi rimane una relazione molto
buona ed una reciproca ammirazione''. ''Con questo comunicato - prosegue
la dichiarazione sottoscritta da Alonso e da Raquel del Rosario - vogliamo
evitare qualsiasi tipo di speculazione sulla nostra decisione'' e ''chiediamo
ai media di rispettare la nostra vita personale''. Nessuna spiegazione viene
fornita sui motivi alla base della decisione. Il pilota e la cantante, ricorda
Abc online, si erano conosciuti a un concerto del gruppo El
Sueno de Morfeo organizzato a Madrid per festeggiare
dopo la prima vittoria iridata del campione spagnolo con la scuderia Renault.

MANOVRA APPROVATA
La Camera
conferma la fiducia al governo sulla manovra economica con 495 voti a favore,
88 contrari e quattro astenuti. "Vorrei concludere con una nota di
responsabile serenità. Ho letto stamattina: 'Monti è disperato. Ho fatto un rapido
esame di coscienza dopo aver letto quel titolo e per un attimo mi sono sentito
colpevole perché non mi sento affatto disperato", ha detto Mario Monti.
"Poi svegliatomi un po' - conclude - quella parvenza di colpevolezza è
sparita perché non c'é motivo di disperazione per quel che mi riguarda e
soprattutto per le nostre istituzioni politiche e civili e per quanto riguarda
il nostro Paese". Certo. Ha ragione Monti, i disperati sono solo quei
poveri italiani che il presidente del Consiglio ha tartassato con la manovra.
Attenti alle lobby: "Le liberalizzazioni le abbiamo iniziate le
proseguiremo e le faremo insieme, governo e Parlamento. Non saranno contro
qualcuno ma con convinzione a favore dei cittadini". Lo afferma il premier
Mario Monti intervenendo in aula alla Camera. "Abbiamo fatto una manovra
molto pesante. Non intendiamo rincorrere manovra su manovra perché facendo così
si va contro un muro". Pier Luigi Bersani, in conferenza stampa con il
candidato all'Eliseo François Holland, avverte così
il governo sostenendo che al rigore è necessario unire la crescita. "Noi
siamo a sostegno - ha spiegato Bersani - di un governo di emergenza e
transizione affidato a due obiettivi: portare via l'Italia dal precipizio e
evitare che l'Italia sia un rischio per l'euro e per l'Europa e affinché
l'Italia torni ad avere una voce forte per una correzione forte delle politiche
europee impostate dai governi di destra". Per colpa di Berlusconi
"che per anni ha detto che i conti erano a posto ci siamo trovati sull'orlo
di un caso greco, ci siamo fermati sull'orlo del precipizio e siamo in una
situazione politica di emergenza e transizione rispetto alla quale il Pd sarà
coerente e fermo e, anche se non avremo il cento per cento di quello che
faremmo noi, daremo una mano". Il nuovo Trattato per il Patto di bilancio
potrà entrare in vigore anche solo con l'adesione di nove Paesi dell'Eurozona.
È quanto prevede la bozza del testo diffusa oggi. I negoziati per arrivare alla
stesura definitiva del documento prenderanno il via martedì e Londra vi
parteciperà con lo status di osservatore. "Un ritorno autorevole
dell'Italia al tavolo delle istituzioni europee e nella cerchia di impegnativi
incontri ristretti è già in atto". Lo ha detto il capo dello Stato Giorgio
Napolitano intervenendo alla conferenza degli ambasciatori. Il Pd darà una mano
perché l'Italia si allontani dal precipizio e non metta a rischio la stabilità
dell'euro e lo farà "con la generosità di chi è primo partito nel Paese ma
questa fase non è il nostro orizzonte che é invece un appuntamento
elettorale": Pier Luigi Bersani spiega così il sostegno del Pd al governo.
“Il pacchetto che ha avuto la fiducia dalla Camera è molto convincente anche se
c'é ancora molto da fare soprattutto su occupazione e crescita e voglio esprimere
un apprezzamento per il ruolo del Parlamento per il supporto che sta dando al
governo". Lo ha detto il commissario agli Affari economici e monetari Olli Rehn incontrando i media
italiani. Non hanno votato la manovra del governo 23 deputati del Pdl, 3 di Fli e 2 del Pd, più 5
del Misto e due di Popolo e Territorio. Quattro gli astenuti, tutti del Pdl. Sei i parlamentari in missione. Tra gli assenti
spiccano i nomi degli ex ministri Giulio Tremonti (principale autore della
rovina italiana) e Paolo Romani, oltre a Michela Brambilla. Gli altri deputati
assenti del Pdl
sono: Filippo Ascierto, Vincenzo Barba,
Viviana Beccalossi, Isabella Bertolini, Maurizio Bianconi, Guido Crosetto, Marcello De Angelis, Rocco Girlanda,
Antonello Iannarilli, Pietro Lunardi, Gianni Mancuso,
Barbara Mannucci, Antonio Martino, Fiamma Nirenstein, Alfonso Papa, Adriano Paroli,
Mauro Pili, Maria Rosaria Rossi, Roberto Rosso, Stefano Saglia. Di Fli mancavano all'appello Giulia Bongiorno, Carmelo Briguglio e Mirko Tremaglia. Dell'Udc, Riccardo Antonio
Merlo. Per il Pd non hanno votato Gianclaudio Bressa e Francesca Cilluffo. Due
gli assenti anche per 'Popolo e Territorio': Domenico Scilipoti
e Maria Grazia Siliquini. Nel Misto mancavano Aurelio Misiti,
Luciano Sardelli, Antonio Gaglione,
Beppe Giulietti, Francesco Stagno d'Alcontres. Sono 4 i deputati del Pdl
che si sono astenuti nel voto di fiducia sulla manovra. Sono Deborah Bergamini, Giulio Marini, Giuseppe Moles
e Giuseppina Castiello. Il governo Monti arriverà a
fine legislatura? "Ma siete matti!": così il leader della Lega,
Umberto Bossi uscendo dall'Aula a Montecitorio.

CRISI E MINACCE
Fitch minaccia di
tagliare il rating di sei Paesi fra cui l'Italia. Lo comunica l'agenzia di
rating, precisando che i Paesi coinvolti sono Spagna, Belgio, Slovenia, Cipro e
Irlanda. I timori che aleggiano su Eurolandia restano
"pressanti e non sono stati attenuati" dall'ultimo vertice Ue, spiega
Fitch, sottolineando che "desta particolare
preoccupazione l'assenza di un piano finanziario credibile". Secondo
l'agenzia di rating "é necessario un coinvolgimento più attivo della BCe" per venire a capo della crisi. Fitch prevede di concludere la revisione dei sei Paesi
messi sotto osservazione entro la fine del mese prossimo. La recessione
nell'eurozona l'anno prossimo sarà più profonda di quanto previsto finora. E'
l'avvertimento che lancia Standard & Poor's,
sottolineando che Paesi esportatori come Germania, Austria, Olanda, Belgio e
Finlandia saranno vulnerabili alla recessione. I paesi esportatori
dell'Eurozona rischiano di subire una contrazione della crescita più forte
rispetto ai paesi importatori col peggioramento della crisi e il calo della
domanda, spiega S&P. Secondo l'agenzia di rating a pesare l'anno prossimo
saranno soprattutto le misure di austerità varate in Eurolandia
per fronteggiare la crisi dei debiti sovrani. La Camera dà la fiducia alla
manovra sui conti pubblici italiani del governo di Mario Monti ma le borse, che
erano salite nell'attesa del voto, cominciano invece ora ad oscillare e a
indebolirsi. L'attesa si sposta, secondo gli operatori, sui prezzi al consumo
negli Stati Uniti. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali
borse europee: Londra +0,48%; Parigi -0,05%; Francoforte -0,07%; Madrid -0,34%,
Milano +0,42%; Amsterdam +0,16%; Stoccolma -0,45%; Zurigo -0,53%. Lo spread tra
il btp e il bund si riporta
sopra quota 450 punti base a 452. Il rendimento del decennale sale al 6,43%. La
recessione nell'eurozona l'anno prossimo sarà più profonda di quanto previsto
finora. È l'avvertimento che lancia Standard & Poor's,
sottolineando che Paesi esportatori come Germania, Austria, Olanda, Belgio e
Finlandia saranno vulnerabili alla recessione. Seduta in rialzo per le Borse
nell'area Asia Pacifico interrompendo la serie negativa dopo i dati Usa
macroeconomici migliori delle attese. Le nuove richieste di sussidio di
disoccupazione in America sono calate ai minimi da oltre tre anni a questa
parte mentre la produzione industriale negli Stati Uniti a novembre è calata
meno del previsto. Questo lascia sperare i mercati in una soluzione alla crisi
del debito in Europa o almeno che questa non trascini poi tutta l'economia
globale in recessione. Bene i titoli export come Samsung che guadagna oltre il
2%, Hyundai Motor il 2%, Li&Fung l'1,1 per cento.
Rally per i titoli tecnologici e in particolare per le 'internet company' dopo
il report di Nomura che mostra una forte crescita
della domanda per l'ecommerce. CyberAgent,
un'azienda di pubblicità online, ha fatto un balzo a Tokyo del 4,1%, DeNa un operatore nei social media ha guadagnato il 4,3 per
cento. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse di Asia e
Pacifico. Chiusura in modesto rialzo oggi per Wall
Street, con il Dow Jones che sale dello 0,32 per
cento, a 11.861,85 punti, il Nasdaq che sale dello 0,07 per cento a 2.541,01
punti, e lo S&P 500 che sale dello 0,33 per cento
a 1.215,85 punti.

DATI ISTAT
Nel
2010 ben quattro disoccupati su dieci risultano essere under trenta. È
quanto emerge dai dati contenuti nelle tabelle dell'Annuario statistico
italiano 2011. A fronte, infatti, di un totale di 2,1 milioni di persone in
cerca di occupazione i giovani disoccupati sotto i 30 anni sono 834 mila,
ovvero il 39,7%. La spesa delle famiglie italiane nel 2011 è aumentata di
appena 11 euro rispetto al 2009 raggiungendo i 2.453 euro medi al mese (+0,5%).
È quanto rileva l'Istat spiegando che la spesa incorpora anche l'inflazione
(+1,5% nell'anno). I consumi nel 2010 sono quindi al palo con gli italiani
costretti a stringere la cinghia. La natalità in Italia diminuisce e nel 2010,
con 561.944 nuovi bebè tocca il livello minimo dal 2006 (quando furono
560.010). Lo rivela l'Istat nell'annuario statistico. I nuovi nati italiani nel
2010 sono stati 483.862 mentre gli stranieri sono stati 78.082. Il numero dei
nuovi nati italiani è il più basso dal '95,inizio delle serie storiche. Italia
sempre più paese "anziano", con le nascite che continuano a calare,
con 6 cittadini su 100 che sono ultraottantenni, e con una fuga dal matrimonio
(meno 13 mila) anche se si preferisce ancora la cerimonia tradizionale in
chiesa. È la foto del Paese che emerge dall'Annuario 2011 dell'Istat dove
l'aumento della popolazione è dovuto soltanto agli arrivi di stranieri. Alla
fine del 2010 l'Italia conta 60.626.442 residenti, circa 286.000 in più
rispetto all'anno precedente. L'incremento si deve al saldo attivo del
movimento migratorio (+311.658 unità) che, pur in calo, neutralizza l'effetto
negativo del saldo naturale (-25.544 unità). Le nascite segnano, infatti, una
nuova battuta d'arresto (dai 568.857 nati vivi del 2009 ai 561.944 del 2010),
un dato che risulta diffuso su tutta la Penisola. L'Italia continua ad essere
un Paese con i "capelli grigi". A fine 2010 un residente ogni cinque
ha più di 65 anni e gli ultraottantenni sono ormai il 6% della popolazione.
L'indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione con più di 65 anni e quella
con meno di 15) raggiunge il valore di 144,5 a livello nazionale; tuttavia,
mentre il processo di invecchiamento prosegue nel Mezzogiorno (che tuttavia
resta la ripartizione con maggiore equilibrio fra giovani anziani), nelle altre
aree del Paese si registra un lieve calo. Stabile risulta la graduatoria
internazionale (dati 2009): la Germania, con un indice pari a 150,2, si
conferma il paese con la struttura per età più "vecchia", seguito da
Italia (144), Grecia (131,9) e Bulgaria (129,2). I residenti stranieri in
Italia hanno superato quota 4,5 milioni, sono il 7,5% della popolazione totale
e provengono per la maggior parte dall'Unione europea (29,2%), dall'Europa
centro-orientale (24,0%) e dall'Africa settentrionale (14,9%). Si tratta per lo
più di una popolazione giovane: quasi la metà dei cittadini stranieri ha un'età
compresa fra i 18 e i 39 anni, mentre oltre uno su cinque è minorenne. Nel 2010
il numero medio di figli per donna si attesta a 1,41, lo stesso valore
dell'anno precedente. Si conferma, quindi, l'arresto della crescita che si era
avuta successivamente al 1995, anno in cui la fecondità italiana toccò il
minimo (1,19 figli per donna). Prosegue anche nel 2010 il trend discendente
della nuzialità registrato dopo la ripresa del 2007. Con oltre 13.000 matrimoni
in meno celebrati (217.185), il tasso di nuzialità scende dal 3,8 al 3,6 per
mille. Il matrimonio religioso resta la scelta più diffusa in tutta la Penisola
(63,1%): nelle regioni meridionali la percentuale sale al 77,6%, contro il
51,4% del Nord e il 55,1% del Centro. La spesa per la protezione sociale
(previdenza, assistenza e sanità) nel 2010 ha raggiunto quota 463,324 miliardi
con una crescita del 2,2% sul 2009 e una incidenza sul Pil pari al 29,9%. E'
quanto emerge dall'annuario statistico Istat 2011 secondo il quale il 93,6%
della spesa (433,524 miliardi) è stata effettuata dalle amministrazioni
pubbliche. L'Istat segnala che la protezione sociale è finanziata per il 52,8%
da contributi sociali, voce in calo sul 2009 (erano il 55,6% delle fonti di
finanziamento). La spesa per la protezione sociale effettuata dalle
amministrazioni pubbliche (434 miliardi) nel 20101 - precisa l'Istat - è stata
destinata per 412 miliardi alle prestazioni per i cittadini, il 2,5% in più
dell'anno precedente, con un'incidenza del 26,6% sul Pil (26,5% nel 2009) e del
55,8% sulla spesa pubblica corrente. Quasi due terzi della spesa delle
amministrazioni pubbliche si concentra nella previdenza (66,4% pari a oltre 273
miliardi), alla sanità è destinato il 25,6% (oltre 105 miliardi) mentre per
l'assistenza si spende l'8% del totale (oltre 33 miliardi). L'incidenza sul
prodotto interno lordo è pari al 17,7% per la previdenza, al 6,8% per la sanità,
al 2,1% per l'assistenza. Fra le fonti di finanziamento, i contributi sociali
rappresentano il 52,8% del totale (55,6% nel 2007). Fra il 2007 e il 2010 -
precisa l'Istituto di statistica - i contributi sociali effettivi a carico dei
datori di lavoro, che hanno beneficiato in questo arco di tempo di sgravi
contributivi per quasi 26 miliardi di euro, crescono in media dello 0,8%,
quelli a carico dei lavoratori (dipendenti e indipendenti) dell'1,8%. La
seconda voce rilevante, pari al 46,2%, è quella delle contribuzioni diverse,
costituita in gran parte da trasferimenti statali (74,2% nel 2010 contro il 70%
del 2007). Nel 2010, rispetto al 2009, l'aumento delle retribuzioni
contrattuali per dipendente a tempo pieno maggiore è stato registrato per la
Presidenza del Consiglio, con un +15,2%. Un vera e propria impennata se si
considera il rialzo medio, pari al 2,1%. Risulta dalle tabelle dell'Istat
contenute dall'Annuario statistico italiano 2011.

ARRIVANO I PROIETTILI
Dieci buste
con proiettili e un volantino di minacce firmato dal Movimento Armati
proletari, rivolte al premier Monti, all'ex premier Berlusconi e ai direttori
di alcuni quotidiani nazionali sono state intercettate nella serata di ieri al
Centro meccanografico di Poste Italiane di Lamezia Terme. Le buste contenenti i
proiettili di vario calibro sono indirizzate al premier Mario Monti (con un
proiettile calibro 9) e a Silvio Berlusconi, ma anche a Pier Luigi Bersani
(calibro 7.65), al ministro del Welfare Elsa Fornero
(calibro 9.21). Plichi con un proiettile calibro 12 sono stati inviate a
Pierferdinando Casini e ai direttori Ferruccio De Bortoli
(Corriere della Sera), Ezio Mauro (La Repubblica), Maurizio Belpietro
(Libero), Leonardo Boriano (La Padania), Mario Sechi
(Il Tempo).

DISAGI PER LO SCIOPERO
DEI MEZZI PUBBLICI
Metropolitane
chiuse, stop di quasi tutti i treni non garantiti, fermi molti autobus e tram.
E' questa la situazione al momento dello sciopero di 24 ore degli addetti al
trasporto locale e ferroviario dei trasporti in corso fino a stasera (fino alle
21 nelle ferrovie e fino al termine del servizio nel trasporto pubblico
locale). I sindacati fanno sapere che, secondo i primi dati, le adesioni sono
"molto alte su tutto il territorio nazionale": si registra, infatti,
"lo stop di quasi tutti i treni non garantiti dalla legge e, dopo l'alta
adesione di ieri nella maggior parte dei collegamenti extraurbani,
un'elevatissima partecipazione anche nei trasporti pubblici delle principali
città". A Roma sono ferme le due linee della metropolitana i collegamenti
ferroviari concessi con Roma Pantano e Lido, la Roma Viterbo e oltre l'80% dei
bus con punte del 95% nella aziende private. A Milano chiuse le tre linee della
metropolitana e fermi oltre il 60% dei mezzi pubblici. A Torino chiusa la
metropolitana e fermi circa il 90% dei bus. A Genova ferma la metropolitana e
le funicolari ed adesioni del 98% dei mezzi di superficie. A Venezia fermi 70%
dei vaporetti ed a Mestre il 86% dei bus; a Bologna ieri adesioni del 95% nella
circolazione. A Firenze stop all'82% dei mezzi di superficie; a Napoli
circumvesuviana, metropolitane e funicolari sono ferme l'80% dei mezzi pubblici
di superficie. Fermi inoltre oltre il 95% dei mezzi pubblici a Bari con
adesioni fino al 98% e stop all'80% dei servizi urbani a Cagliari. A Napoli e
provincia, lo stop sta provocando notevoli disagi all'utenza. In particolare,
risultano totalmente ferme le linee della Metropolitana 1 e 6 e le quattro
Funicolari. Stessa situazione per quanto Circumvesuviana e Sepsa,
rispettate le fascie di garanzie. All'Anm, l'Azienda
napoletana mobilità, risultano rientrati nei depositi il 68,8% dei mezzi. Lo
sciopero si sta svolgendo nel rispetto della legge sui servizi pubblici e sono
garantiti i servizi minimi essenziali previsti, precisano Filt
Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti,
Ugltrasporti, Orsa trasporti, Faisa
e Fast, ricordando che la protesta è stata indetta "per il ripristino dei
finanziamenti al servizio pubblico locale ed al servizio ferroviario universale
e per il nuovo contratto della mobilità". "Per evitare il rischio di
una drastica riduzione del servizio pubblico per il 2012 - sostengono i
sindacati - è necessario il ripristino delle risorse finanziarie necessarie a
sostenere il trasporto pubblico locale e ferroviario e la sottoscrizione del
contratto della Mobilità che sancisca le nuove regole per la gestione delle
aziende e la regolazione del lavoro".

ARRIVA IL FREDDO
In arrivo
freddo e neve in tutta Italia a causa di tre forti perturbazioni: la prima,
nord-atlantica, da domani abbasserà le temperature di ben 10 gradi. La previsione
è del meteorologo Antonio Sanò del sito Ilmeteo.it.
Se già stasera sono previsti forti rovesci in Toscana, Lazio e Campania, venti
fino a 100 km/h su mar Ligure, di Corsica e alto Tirreno, nel weekend, spiega
Sanò, la colonnina di mercurio scenderà bruscamente, e sono previsti rovesci e
neve in collina su Campania, Irpinia, Puglia, Calabria. Domenica pomeriggio una
nuova perturbazione colpirà il centrosud e le isole,
con neve a 400m su tutto il centro, 600m al sud e risalita dei fenomeni sino in
Romagna con neve a 200m. Lunedì 19, spiega il meteorologo, sono poi previsti
rovesci al sud, Sicilia, medio Adriatico, neve a 300m/500m, e temperature di 4
gradi sotto lo zero al centronord. Martedì 20, poi,
una forte perturbazione polare marittima colpirà tutto il centrosud
con neve fino a 300m. Mercoledì, infine, è previsto maltempo al centrosud, in Sicilia, medio Adriatico, neve a 400-500m su
Lazio, Campania, Irpinia, Lucania, Puglia, 1000m su Calabria e Sicilia, e
temperature di 4 gradi sotto lo zero al nord. Un'abbondante nevicata sta
interessando dalla notte scorsa la Valle d'Aosta, con precipitazioni più
intense nella zona nord-occidentale (Monte Bianco e Gran San Bernardo) e nelle
valli del Gran Paradiso. Ad Aosta sono caduti circa 20 centimetri di neve
fresca, a La Thuile e Courmayeur quasi mezzo metro, a
Cervinia 40 centimetri, ad Ayas 30 centimetri, a Gressoney
20 centimetri, a Cogne 40 centimetri. Per le nuove precipitazioni e lo scarso
consolidamento del manto nevoso il pericolo valanghe è 'forte' (indice 4 su una
scala di 5 punti) in Valgrisenche, Valdigne, Gran San
Bernardo, Valpelline, alta Valtournenche, Val di Rhemes, Valsavarenche e Val di
Cogne mentre sul restante territorio è 'marcato' con possibili evoluzioni. A
causa del rischio slavine sono state chiuse le strade regionali della val di Rhemes e della valsavarenche,
oltre alla strada comunale della Val Ferret (Courmayeur). Per quanto riguarda la viabilità sono
segnalati rallentamenti sulla statale 27 del Gran San Bernardo e al traforo del
Monte Bianco. Domani è prevista un'attenuazione della perturbazione con
parziali schiarite al pomeriggio. Il forte vento e la mareggiata che si stanno
abbattendo sulla Liguria creano problemi all'ingresso e all'uscita delle navi
dal porto di Genova. A causa delle condizioni del mare, sono stati annullati
infatti i collegamenti con la Sardegna, sia per Porto Torres che per Olbia.
Rallentate le attività al Vte e al terminal Rinfuse. Disagi anche all'aeroporto Cristoforo Colombo del
capoluogo ligure: il volo Lufthansa proveniente da Monaco è atterrato a Pisa,
mentre quello da Parigi dell'Air France non è neppure partito. Decine gli
interventi dei vigili del fuoco per rami, alberi e cartelli pericolanti in
tutta la città. A partire dal pomeriggio di oggi e per tutta la giornata di
domani, la Protezione civile della Campania prevede un sensibile rinforzo dei
venti (di libeccio prima e di maestrale poi) che potranno raggiungere forza 8,
ossia il livello definito di "burrasca". Questa situazione determinerà
anche una conseguente intensificazione del moto ondoso sull'intera fascia
costiera campana, il mare potrà essere molto agitato o grosso: a rischio i
collegamenti con le isole, che potrebbero subire interruzioni. Lo comunica
l'assessore alla Protezione civile della Regione Campania Edoardo Cosenza, a
seguito dell'emissione di un avviso di avverse condizioni meteo, per ciò che
riguarda vento e mare, da parte del Centro funzionale. Dalla serata, potranno
verificarsi brevi precipitazioni, anche a carattere temporalesco. La Sala
operativa della protezione civile regionale ha provveduto ad informare gli enti
locali e le autorità interessate, trasmettendo il bollettino con le relative
avvertenze. Si raccomanda pertanto di prestare attenzione in prossimità di moli
e banchine o di strutture soggette a sollecitazioni del vento.

I SOLITI FURBETTI
Aveva dichiarato un reddito pari a zero
ma intanto il figlio girava in Ferrari. Un modello tipo "360" serie
"Modena" di color nero che non è sfuggito ai controlli della guardia
di Finanza. E quando i militari della Tenenza di Lugo hanno messo mano ai
documenti, hanno scoperto che quei 2,7 milioni di euro incassati nell'ambito
dell'attività di costruzioni, erano spariti per il fisco. L'uomo, un
imprenditore edile di Bagnacavallo, nel Ravennate. è stato denunciato e
segnalato all'autorità giudiziaria per infedele dichiarazione. Gli accertamenti delle Fiamme Gialle erano
scattati proprio dal bolide intestato al figlio. È poi emerso che il padre, pur
avendo presentato il modello unico 2008 (relativo al 2007) , aveva indicato
redditi nulli, nonostante un volume di affari milionario. I finanzieri, secondo
quanto riferito in una nota, hanno constatato che le rimanenze finali,
consistenti in appartamenti non venduti, l'anno successivo erano sparite senza
che l'uomo avesse dichiarato i redditi derivati dalla vendita di tutti gli
immobili. Ed è così che si arriva ai circa 2,7 milioni non dichiarati, compresi
200 mila euro di Iva indebitamente detratta e Irap evasa per più di 100 mila
euro.

GOVERNO
TECNICO O INCOMPETENTE
L'intervento del premier Mario Monti alle
commissioni Bilancio e Finanze di Montecitorio è previsto per le 22, a ridosso
del voto conclusivo sul provvedimento. Lo confermano fonti parlamentari. Il Consiglio dei ministri ha autorizzato il
governo a porre la fiducia sul decreto qualora le circostanze lo rendessero
necessario. Il Consiglio dei Ministri ha approvato le deleghe di
funzioni conferite dal Presidente del Consiglio ai Ministri senza portafoglio
Enzo Moavero Milanesi, Pietro Gnudi,
Fabrizio Barca, Pietro Giarda, Andrea Riccardi e
Filippo Patroni Griffi, nonché le deleghe ai Ministri Profumo (innovazione
tecnologica) e Fornero (pari opportunità). Lo
annuncia un comunicato in cui si precisa che al sottosegretario Mario Ciaccia (infrastrutture e trasporti) è stato attribuito
l'incarico di viceministro. Il Cdm ha deliberato, su
proposta del Ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, alcune nomine e
movimenti di Prefetti, nonché nomine di dirigenti generali di pubblica
sicurezza. Lo annuncia un comunicato della Presidenza del Consiglio. La
rivalutazione automatica delle pensioni è riconosciuta "per l'anno 2012
esclusivamente ai trattamenti pensionistici di importo complessivo fino a 3
volte il trattamento minimo". Lo prevede l'emendamento del governo nel
quale si precisa che per il 2013 si torna al blocco della rivalutazione per le
pensioni oltre 2 volte il minimo. Dovrebbe salire fino al 2% il prelievo sui
patrimoni 'scudati' mentre l'indicizzazione delle pensioni dovrebbe salire fino
a quelle a 1.200-1.300 euro e sull'Ici si prevede un'esenzione di 200 euro per
tutti più 50 euro a figlio. Sarebbe questa, a quanto si apprende da fonti
parlamentari, la mediazione tra governo e capigruppo. Nella riunione informale
tra il ministro Giarda e i capigruppo si sarebbe dunque raggiunta una mediazione
che non soddisfa in pieno le richieste dei partiti ma é un passo avanti che
dovrebbe permettere di chiudere i lavori in commissione per portare il decreto
domani in aula. Sull'Imu sarebbe prevista
un'esenzione di 200 euro per tutti, più uno sconto di 50 euro per figlio fino a
quattro figli. Una mediazione che viene incontro alla richiesta del Terzo Polo
di inserire nella manovra misure per le famiglie. Per quanto riguarda le
pensioni la copertura per le indicizzazioni arriverebbe fino a 1.200-1.300 euro
utilizzando il contributo per i patrimoni scudati che dovrebbe salire dall'1,5
al 2% mentre sarebbe allo studio una tassa per chi vuole mantenere il segreto
bancario. Le liberalizzazioni partiranno all'entrata in vigore della manovra.
Le Commissioni Bilancio e Finanze della Camera hanno infatti tolto il rinvio
previsto dall'emendamento dei relatori che le facevano scattare dalla fine del
2012, quindi dal 2013. "Sono molto contento della correzione", dice
il capogruppo di Fli, Benedetto Della Vedova. Per gli
stipendi della pubblica amministrazione ci sarà un tetto massimo: il
trattamento economico del primo presidente della Corte di Cassazione. Lo
stabilisce un emendamento alla manovra appena presentato dai relatori. "In
via eccezionale" sarà possibile per "i lavoratori che abbiano
maturato un'anzianità contributiva di almeno 35 anni entro il 31 dicembre 2012
i quali avrebbero maturato, prima dell'entrata in vigore del decreto, i
requisiti per il trattamento pensionistico entro il 31 dicembre 2012"
andare in "pensione anticipata al compimento di un'età anagrafica non
inferiore a 64 anni". Lo prevede l'emendamento del governo alla manovra.
"Le lavoratrici possono conseguire il trattamento di vecchiaia, si legge
nell'emendamento alla manovra, oltre che, se più favorevole, con un'età
anagrafica non inferiore a 64 anni qualora maturino entro il 31 dicembre 2012
un'anzianità contributiva di almeno 20 anni e alla stessa data conseguano
un'età anagrafica di almeno 60 anni di età". Arriva un contributo sulle
pensioni d'oro: "per la parte eccedente 200.000 euro": è fissato al
"15 per cento". È quanto prevede l'emendamento del governo alla
manovra. Per gli estratti conto inviati dalle banche ai clienti è prevista
un'imposta fissa di 34,20 euro se il cliente è persona fisica e di 100 euro se
il cliente è soggetto diverso da persona fisica. Lo prevede l'emendamento del
governo alla manovra. Le attività finanziarie oggetto di emersione sono
soggette ad un'imposta di bollo speciale del 10 per mille negli anni 2012 e
2013, mentre l'aliquota ordinaria è fissata al 4 per mille. Lo prevede
l'emendamento del governo depositato alle Commissioni Bilancio e Finanze della
Camera. Un'imposta dello 0,76% del valore sugli immobili all'estero. È quanto
prevede l'emendamento del Governo appena depositato in Commissione alla Camera.
La proposta istituisce anche dall'anno in corso un'imposta sul valore delle
attività finanziarie all'estero dei residenti in Italia. Nessun passo indietro
sulla liberalizzazione dei farmaci di fascia C ma "é possibile pensare a
forme ulteriori di garanzia per la salute dei cittadini". Così il ministro
della Salute Renato Balduzzi, sottolineando che
"la scelta politica è stata quella di andare verso una limitata
liberalizzazione del settore". "Non ho alcuna intenzione di differire
ulteriormente" la discussione della manovra in Aula. Lo ha detto il
presidente della Camera, Gianfranco Fini precisando di aver comunicato alle
commissioni di concludere i lavori entro stasera. "La manovra doveva
andare oggi, è stata differita ma domani mattina sarà in Aula", ha detto.
"Il trasporto di persone mediante autoservizi pubblici non di linea"
viene escluso "dall'ambito di applicazione" dalle misure di
liberalizzazione delle attività economiche previste dall'articolo 34 della
manovra. Lo prevede un emendamento del governo presentato alle Commissioni
Bilancio e Finanze della Camera. Il processo di liberalizzazione potrebbe però
interessare, "entro sei mesi dalla entrata in vigore" della manovra,
i servizi di mobilità urbana, dunque anche i taxi, nell'ambito delle più ampie
"disposizioni volte a realizzare una compiuta liberalizzazione e una
efficiente regolazione nel settore dei trasporti e dell'accesso alle relative
infrastrutture". Lo prevede un emendamento del governo nel quale si sceglie
una dizione più ampia ("settore dei trasporti") rispetto a quella
precedente che indicava per il futuro processo di liberalizzazione solo il
"settore ferroviario, aereo e marittimo". Scende a 64 il numero dei
Componenti del Cnel, il Consiglio nazionale
dell'economia e del lavoro. Lo stabilisce un emendamento dei relatori, Pier
Paolo Baretta e Maurizio Leo, alla manovra. Il
decreto stabiliva già una sforbiciata al numero dei componenti del Cnel, portandolo da 111 (più il presidente) a 68. Ora i
relatori limano ulteriormente tale cifra sino a 64.

STRAGE
A FIRENZE
Firenze violenta. È morto Gianluca
Casseri l'uomo che stamani ha ucciso due senegalesi e ferito un terzo in piazza
Dalmazia, alla immediata periferia della città, e poi ha sparato ad altri due
in San Lorenzo per poi fare fuoco contro se stesso. Sono gravissimi, tutti
ricoverati in prognosi riservata in ospedali di Firenze, i tre senegalesi
feriti con una pistola calibro 357 Magnum Smith & Wesson
da Gianluca Casseri, il killer che poi si è suicidato nel posteggio sotterraneo
del mercato di San Lorenzo vedendosi accerchiato da agenti di polizia.
All'ospedale di Santa Maria Nuova é stato operato un senegalese di 42 anni,
colpito all'addome, mentre sono in corso gli accertamenti dei medici, tra cui
una Tac, su un altro ferito, di 32 anni, colpito al torace e di cui potrebbe
essere programmato un intervento chirurgico. Entrambi sono stati obiettivi di
Casseri nel suo raid nel pomeriggio presso il mercato di San Lorenzo. Rimangono
molto gravi anche le condizioni del primo senegalese, 37 anni, che invece è
stato portato stamani al pronto soccorso di Careggi:
anche lui è in prognosi riservata. Era uno scrittore politicamente collocato a
destra, appassionato di fantasy, Gianluca Casseri, l'uomo che stamane a Firenze
ha ucciso due senegalesi in piazza Dalmazia, e ferito due persone al mercato di
San Lorenzo. 50 anni, pistoiese, Casseri era nato ed aveva vissuto a lungo a Ciriegio, un paese sulla montagna pistoiese ma da qualche
tempo si era trasferito a Firenze. Il killer aveva scritto, tra l'altro, 'La
Chiave del caos', insieme con Enrico Rulli, romanzo storico che ruota attorno
alla figura di un mago, matematico e alchimista. Casseri era conosciuto come
una persona molto introversa, un solitario. Il suo libro, edito da Punto
d'incontro, era uscito nel 2010 e Casseri l'aveva presentato in più di
un'occasione in incontri in Toscana. Gianluca Casseri aveva un regolare porto d'armi e possedeva una
pistola. È quanto sta emergendo dagli accertamenti dei carabinieri sul
cinquantenne che ha ucciso due senegalesi e ferito gravemente altri tre a
Firenze, aggredendoli nei mercati di piazza Dalmazia e del quartiere di San
Lorenzo. È ancora da stabilire se abbia sparato con la stessa pistola regolarmente
denunciata. Non volevano credere che Gianluca Casseri, l'uomo che ha ucciso due
senegalesi e feriti altri tre prima di uccidersi, fosse davvero morto. Così la
polizia ha consentito che un loro connazionale, accompagnato dagli agenti,
scendesse nel parcheggio sotterraneo del mercato di San Lorenzo per sincerarsi
che era vero. Quando è uscito il senegalese ha annunciato agli altri che il
killer era morto. "Non ci dite che
era un pazzo, perché se lo fosse stato avrebbe ucciso sia neri che bianchi....".
Così reagiscono alcuni dei senegalesi che si trovano in piazza San Lorenzo,
dove Gianluca Casseri ha sparato a due loro connazionali, ferendoli, per poi
uccidersi. Nessuno di loro ha tuttavia dato segni di rabbia e tutti sono calmi.
Sul posto anche l'assessore comunale Massimo Mattei che li ha rassicurati:
"Siamo tutti con voi". C'é anche il console onorario del Senegal, Erando Stefani: "C'é smarrimento e tanto dolore ma
occorre andare avanti con l'uso della ragione". Sono circa cinque-seicento i senegalesi che partecipano ad una specie
di presidio spontaneo in piazza del Duomo a Firenze. Sono le persone che hanno
partecipato al corteo che ha raggiunto la prefettura e altri connazionali che
si trovavano nei pressi del mercato di San Lorenzo, dove Gianluca Casseri si è
suicidato dopo aver ucciso due extracomunitari e feriti tre. La situazione è
tranquilla: i senegalesi parlano tra loro e ogni tanto qualcuno si issa sulla
balaustra che circonda il Battistero per un breve comizio. Così ha fatto anche
il presidente della Regione Toscana Enrico Rossi che, tradotto da un
senegalese, ha detto loro "Tutta la Toscana è con voi se manifestate
pacificamente. Era doveroso essere qui - ha aggiunto - vi porto la solidarietà
di tutta la Toscana". Al presidio spontaneo sono presenti anche alcuni
gruppi antagonisti. Prima che i senegalesi si trovassero in piazza Duomo il
loro corteo si era diretto anche verso piazza Signoria. Durante l'avvicinamento
al Duomo ci sono stati due episodi di tensione: una decina di senegalesi hanno
circondato un fotoreporter e gli hanno portato via due macchine fotografiche,
mentre alcuni ragazzi italiani se la sono presa con un cameraman buttandogli
addosso dell'acqua che ha bagnato la sua videocamera. La polizia ha fatto fuoco
contro l'auto nella quale c'era Gianluca Casseri, l'uomo che ha ucciso due
senegalesi e feriti tre prima di uccidersi. Il colpo non ha però raggiunto
l'uomo che era seduto al posto del passeggero nella vettura posteggiata nel
parcheggio sotterraneo del mercato di San Lorenzo. Quando gli agenti sono
arrivati sul posto, dopo che l'uomo aveva ferito due senegalesi nella zona di
San Lorenzo, hanno cominciato l'evacuazione del mercato e quindi del
parcheggio. Uno dei poliziotti ha scorto l'auto con Casseri a bordo e si
sarebbe avvicinato per farlo uscire. È stato a quel punto che l'uomo ha
estratto la pistola e l'agente ha fatto fuoco, colpendo la parte della vettura
opposta a quella dove si trovava Casseri. L'uomo si è quindi puntato la pistola
alla gola e ha sparato. Il proiettile è fuoriuscito dalla testa. Subito è stato
tentato di rianimarlo, ma è morto poco dopo.

BARROSO
SU ACCORDO UE
L'accordo del summit ''non è
abbastanza'', perché il problema della zona Euro ''non è solo di conti pubblici
ma anche finanziario, quindi serve rilanciare crescita e occupazione'': lo ha
detto il presidente della Commissione Ue Josè Barroso alla plenaria di
Strasburgo"Se la mossa della Gran Bretagna voleva evitare che la City e i
suoi servizi finanziari non venissero regolati, questo non succederà, perché
abbiamo imparato la lezione dalla crisi e la applicheremo anche al settore
finanziario": lo ha detto il commissario agli affari economici Olli Rehn. Inoltre, ha spiegato Rehn, la Gran Bretagna con il suo 'no' non è riuscita
nemmeno ad evitare la maggiore sorveglianza sui bilanci, perché Londra è già
dentro il six pack, ovvero quella serie di regole che
entra in vigore da domani e che rafforzarà la
sorveglianza sui conti con sanzioni automatiche per chi sfora i vincoli. La Federal Reserve ha lasciato
invariato il livello dei tassi allo 0-0,25%. La Fed - si legge in una nota -
giudica il livello attuale dei tassi "coerente" con un'economia che
sta crescendo "in maniera moderata", un livello di inflazione
anch'esso "moderato" e i rischi persistenti sui mercati. La Fed ha
confermato che intende mantenere i tassi vicino allo zero fino alla metà del
2013. L'Eurozona dovrà percorre ''una lunga strada per ripristinare la fiducia'',
una strada che sarà ''più lunga di quanto ci si potesse aspettare''. Ha detto
il presidente del Consiglio Europeo, Herman Van Rompuy, parlando alla plenaria di Strasburgo, sostenendo
che ''servirà tempo per correggere gli errori fatti a Maastricht''. "Il
governo britannico ha sostenuto e votato il six pack
che già contiene regole per una sorveglianza rafforzata, e quindi anche deficit
e debito della Gran Bretagna subiranno gli stessi monitoraggi di tutti gli
altri, anche se le alcune regole del six pack si
applicano solo ai Paesi dell'Eurozona", ha detto Rehn.
"Vogliamo che la Gran Bretagna sia al centro dell'Europa, non al
lato", ha poi concluso Rehn. "Dispiace
profondamente la decisione della Gran Bretagna di non aderire alla nuova unione
di bilancio, non solo per il bene dell'Europa ma anche per quello dei
britannici e del loro avvenire": lo ha detto il commissario agli affari
economici Olli Rehn.
L'eventuale perdita del rating tripla A della Francia sarebbe "una
difficoltà in più, ma non una cosa insormontabile": lo dice in
un'intervista al quotidiano Le Monde il presidente francese Nicolas Sarkozy. "È un'altra Europa quella che sta per
nascere: quella dell'Eurozona, dove le parole d'ordine saranno convergenza
delle economie, delle regole di bilancio, della fiscalità": lo dice il
presidente francese, Nicolas Sarkozy, in
un'intervista al quotidiano Le Monde, in edicola nel pomeriggio.

ITALIANI
IN CRISI
La crisi
economica frena l'auto, ma i trasporti pubblici in sofferenza per i tagli non
riescono soddisfare la richiesta: il risultato è che un patentato su cinque (il
20,6%) ha ridotto l'uso del proprio veicolo, e soprattutto tra gli over 45, cresce l'abitudine ad andare a piedi o in bici.
Secondo le rilevazioni di Aci e Censis nel 19\mo rapporto, l'auto rimane
sempre, per comodità o per necessità, il mezzo preferito degli italiani, ma per
la prima volta dal 2007 scende sotto quota 90%, calando all'83,9%. Cala anche
il numero dei giorni d'uso: 4,6 giorni a settimana, rispetto ai 5,1 del 2010. E
se i giovani ripiegano su autobus o scooter (in entrambi i casi vi ricorrono il
35,7% tra i 18 e i 29 anni), tra chi ha più di 45 anni cresce la percentuale
quelli che scelgono la bicicletta (18,3%) o le camminate a piedi (42,4%, nel
2010 erano il 35,5%). Questo perché l'auto costa sempre di più: 3.278 euro in
media nel 2011, contro i 3.191 euro del 2010, con un incremento del 2,7%. ''I
costi per gli automobilisti - spiega il presidente dell'Aci, Enrico Gelpi - sono ormai al limite della sopportabilità: 165
miliardi di euro, di cui 58 miliardi come prelievo fiscale'', ''questo anno si
contano cinque aumenti delle accise, più quelli che scatteranno a gennaio'': in
questo modo ''si fa strada l'irritazione, perché il ridotto ricorso all'auto
non comporta risparmio''. E ''c'è una compressione
del diritto alla mobilità. Perché l'uso minore del mezzo privato non è
compensato dall'uso maggiore del trasporto pubblico locale, anch'esso
penalizzato dai tagli''. Sugli automobilisti pesano l'aumento del carburante,
che incide sulla spesa per quasi la metà (1.530 euro all'anno), l'assicurazione
che costa in media 715 euro (più 2,9%) e il caro parcheggi, lievitati del 5,3%
(218 euro di spesa). Sono poi in forte aumento le multe (+18%), per i maggiori
controlli. A fronte di questi aumenti, l'automobilista risparmia sulla
manutenzione ordinaria, -15,2%. Salvo poi incorrere in spese più consistenti in
via straordinaria (+8,5%). I rincari sono un ostacolo all'acquisto di nuovi
veicoli, dice il rapporto, infatti, il 7,4% degli italiani sarebbe disposto ad
acquistare un'auto nuova, ''soprattutto se caleranno i prezzi di carburanti e
assicurazioni''. Dal 2009, ultimo anno degli incentivi, c'è stato un calo di
immatricolazioni di auto del 17%. E anche il mercato delle due ruote si è
ridotto del 26%. Se si aggiunge che le rottamazioni sono contenute, l'unione di
questo fattori rende più vecchio il parco circolante. I mezzi hanno in media
9,3 anni, e un'auto su cinque ha più di 16 anni.

A MARZO ARRIVA L’NTV
Ntv, Nuovo
Trasporto Viaggiatori, la compagnia privata che farà concorrenza a Trenitalia
sull'alta velocità, partirà con il proprio servizio entro marzo. Lo ha detto
l'amministratore delegato del gruppo Giuseppe Sciarrone,
presentando il nuovo treno Italo. "Le prove di omologazione sono
terminate", ha detto Sciarrone, precisando che
il servizio partirà "non più tardi" di marzo. "Finalmente
viaggeremo bene in treno". Lo ha detto l'imprenditore Diego Della Valle,
che insieme a Montezemolo e Punzo detiene la quota di
maggioranza di Ntv,a margine della presentazione del
nuovo treno della società Italo. "Finalmente si parte - ha aggiunto Della
Valle - godiamoci il treno che io non ho ancora visto". "Abbiamo
avuto qualche resistenza di troppo, qualche problema, ma noi ci crediamo e
guardiamo avanti e siamo convinti che per i cittadini si apra finalmente un
periodo di scelta, di competizione e voglia di fare bene". Lo ha detto il
presidente di Ntv, la società privata che farà
concorrenza a Trenitalia sull'alta velocità, Luca Cordero di Montezemolo, in
occasione della presentazione del treno della società Italo. Ntv raggiungerà il pareggio operativo nel 2014. Lo ha
confermato l'a.d. della società privata dell'alta
velocità a margine della presentazione del nuovo treno. "Il break even - ha detto Sciarrone - è nel
2014, come abbiamo sempre detto ci vogliono 3 anni per raggiungerlo. Lo
confermiamo anche se c'é un po' di preoccupazione per la situazione
economica", ha detto Sciarrone assicurando che
la società metterà "in atto tutte le contromosse per evitare un impatto
sull'attività".