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VISITA:

BERLUSCONI SU FIAT
"In una
libera economia e in un libero stato un gruppo industriale è libero di
collocare dove è più conveniente la propria produzione". Mi "auguro
però che questo non accada a scapito dell'Italia e degli addetti a cui la Fiat
offre il lavoro". Lo ha detto il premier Silvio Berlusconi rispondendo ad
una domanda - nel corso della conferenza stampa con il presidente russo Dmitri
Medvedev - parlando della decisione Fiat di spostare alcune produzioni in
Serbia. "In questo periodo ho fatto qualche cambiamento importante nella
struttura del ministero ma ora posso anticipare che la prossima settimana
procederemo alla nomina del nuovo ministro dello Sviluppo economico". Così
il premier Silvio Berlusconi, durante la conferenza stampa con il premier russo
Medvedev, ha risposto a una domanda sull'interim dello sviluppo Economico. L'ad
di Fiat Sergio Marchionne non intenderebbe "pregiudicare quella 'T' che
nell'acronimo Fiat rimanda a Torino". È la percezione, insieme a quella di
una "ampia disponibilità", che il sindaco di Torino, Sergio
Chiamparino, ha tratto da un suo contatto telefonico con Marchionne. Il sindaco
lo ha detto in Consiglio comunale dopo aver parlato per telefono con l'ad Fiat
e con il ministro del lavoro Maurizio Sacconi.

NAPOLITANO SU
CORRUZIONE
"Ci
indigna e allarma l'emergere di fatti di corruzione e trame inquinanti da parte
di squallide consorterie, ma la nostra democrazia dispone di anticorpi : la
reazione morale dei cittadini, i principi costituzionali, le leggi per
applicare tali principi". Lo dice il presidente della repubblica Giorgio
Napolitano durante la cerimonia del ventaglio al Quirinale. "Occorre
guardare avanti e misurarsi con le sfide del futuro. Nessun catastrofismo sulla
situazione dell'Italia ma consapevole realismo nel valutare la situazione. Si
sta risalendo la china da una crisi pesante". La manovra, spiega il
presidente della Repubblica, si colloca negli orientamenti definiti in sede
europea ''e quindi di fronte alle esigenze di stabilizzazione finanziaria di
consolidamento dei bilanci dei nostri Stati e insieme di crescita delle nostre
economie''. Il capo dello Stato invita dunque a guardare avanti, alle sfide del
futuro, ''al di la delle divergenze e delle tensioni manifestatesi sui
contenuti del decreto che sta per essere convertito in legge e anche al fine di
tenere aperta la ricerca di risposte a problemi e domande che non hanno trovato
sbocco nel confronto finora svoltosi''. Napolitano invita però a evitare
catastrofismi e evidenzia che "si sta manifestando una significativa
ripresa della produzione industriale in particolar modo delle esportazioni e si
sta confermando la vitalità del nostro sistema imprenditoriale''. ''Occorre
definire il miglior bilanciamento possibile tra i valori e diritti, tutti
ugualmente riconosciuti in Costituzione. Questo è stato lo sforzo compiuto e
ancora in atto a proposito della legge in materia di intercettazioni e non si
può che apprezzarlo dandone merito alla dialettica parlamentare''. È il
riconoscimento che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, fa
durante la cerimonia del Ventaglio all'iter sul ddl intercettazioni. ''Si deve
intervenire senza alcuna incertezza o reticenza su ogni inquinamento o
deviazione della vita pubblica o nei comportamenti di organi dello Stato ma
senza cedere a nessun gioco al massacro tra le istituzioni e nelle
istituzioni'' ha detto Napolitano. ''L'istituzione Governo non può ormai
sottrarsi a decisioni dovute, come quello della nomina del titolare del
ministero dello Sviluppo economico o del presidente di un importante organo di
sorveglianza come la Consob'' ha detto il presidente della Repubblica alla
cerimonia del Ventaglio. Nell'incontro che avrò con ''gli uscenti e gli
entranti'' del Consiglio Superiore della Magistratura entro la fine del mese''
sono ''certo'' che il Parlamento stia per ''procedere alla dovuta elezione dei
componenti laici''. Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano,
nel corso della cerimonia del Ventaglio. ''I problema dei giovani non
impegnati'' nel mondo del lavoro o in quello dello studio ''è il problema
numero uno dell'Italia'' ha detto ancora il capo dello Stato. "Non mi
interessano scenari politici ipotetici di qualsiasi genere" ha aggiunto il
presidente della Repubblica. Napolitano auspica che il confronto sul futuro del
paese si fondi "su un'ampia condivisione degli obiettivi e delle linee di
intervento". "Non c'è spazio per l'autosufficienza né per la contrapposizione
totale", ha detto Napolitano. "Auspico che nel confronto emergano
anche visioni diverse rappresentative sul piano politico delle attuali forze di
maggioranza e delle attuali forze di opposizione non sottraendosi queste ultime
alla prova e alle responsabilità cui sono chiamate in un quadre di feconda
competizione come quello che dovrebbe caratterizzare la democrazia
del'alternanza". Lo ha detto il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano durante la cerimonia del ventaglio al Quirinale. Più volte nel suo
intervento il capo dello Stato ha richiamato la necessità di una "ampia
condivisione sui grandi obiettivi". "Per ora sicuramente vedo tanto
squallore. Poi vedremo cos'altro emergerà ". Il Presidente della
Repubblica, Giorgio Napolitano, a margine della cerimonia del Ventaglio con la
stampa parlamentare, risponde ad alcune domande sull'inchiesta 'Eolico-P3'.
"Lo squallore è certo - aggiunge - l'importante è che si riesca a far fare
alla magistratura il proprio lavoro fino in fondo per accertare fatti e
responsabilità". I magistrati, per Napolitano, devono lavorare fino in
fondo "perché purtroppo, molto spesso, il riesplodere di notizie che
riguardano le inchieste sulla stampa non aiuta il lavoro di questi stessi
magistrati a cui si applaude". Nel ricordare la necessità di una
"ampia condivisione di scelte e riforme cruciali" che devono essere
varate, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano cita anche quelle
della Carta costituzionale sottolineando che gli eventuali ritocchi devono essere
"ben mirati". Tra le "riforme cruciali", ha detto il capo
dello Stato nel corso del suo intervento alla cerimonia di consegna del
Ventaglio al Quirinale, vi sono "certo anche le riforme istituzionali e
modifiche ben mirate della Costituzione". Riforme che, ha aggiunto
Napolitano, "continuerò a sollecitare senza arrendermi al
pessimismo". "Peraltro - ha sottolineato - quella vigente è una
Costituzione che non impedisce ma consente e promuove interventi di forte
carica innovativa come quelli dettati dal titolo V, in special modo per il
federalismo fiscale nel quadro di una rinnovata unità nazionale".

IL PESO DEL FISCO
LOCALE
Il
"fisco locale" pesa ogni anno per 2.364 euro a testa sui cittadini
italiani. A fare i conti in tasca ai contribuenti alle prese con i balzelli di
Regioni, Province e Comuni è uno studio dei tecnici della Camera elaborato in
base ai dati forniti dalla Copaff, la Commissione paritetica per il federalismo
fiscale, che l'ANSA ha rielaborato. I dati, elaborati per favorire l'esame dei
provvedimenti ora in arrivo in Parlamento, sono relativi al 2008, l'ultimo anno
disponibile. Dall'elaborazione emerge che i più tartassati, nelle regioni a
contabilità ordinaria, sono i cittadini lombardi con 2.697 euro pagati a testa
a tutti gli enti territoriali. Le tasse "locali" più leggere sono
invece quelle pagate dai campani che ogni anno sborsano "soli" 1.657
euro per finanziare le amministrazioni territoriali. Lo studio fa riferimento
all'anno 2008 e i dati emergono sommando i tributi prelevati da Comuni,
Province e Regioni. Tra i primi (i lombardi) e gli ultimi (i campani) in
classifica la differenza è di 1.041 euro: in pratica in Lombardia si paga il
63% in più della Campania. Se la media italiana è di 2.364 euro, sono nove le
regioni che pagano di più. Dopo la Lombardia si piazzano a sorpresa i
contributi della Basilicata che pagano di tasse a regioni, comune e province
per 2.571 euro. Terzi sono i contribuenti del Lazio (2.546 euro); seguiti da
Emilia e Toscana (rispettivamente a 2.541 e 2.501 euro pro capite). Nella parte
bassa della classifica , sotto i 2.000 euro di balzelli, ci sono i cittadini
della Campania (1.657 euro) del Molise (1.726 euro) e dell'Abruzzo (1.994
euro). Nelle statistiche emergono anche gli importi dei trasferimenti fatti
dallo Stato per finanziare la spesa corrente delle amministrazioni regionali.
In questo caso, il Molise, che é il penultimo in classifica per livello di
tassazione, risulta al primo posto ricevendo dallo stato 1.353 euro per
cittadino. Al contrario la Lombardia è penultima per trasferimenti (solo 175
euro a testa) bruciata solo dai 166 euro procapite che il Piemonte intasca
dallo Stato. L'importo dei trasferimenti per le regioni ordinarie è in media di
331 euro. Sotto la media sono così anche le Marche (197 euro), la Basilicata
(207 euro), la Calabria (208 euro), il Veneto (211 euro) e il Lazio (217 euro).
Il cittadino ha pagato nel 2008 in media 1.932 euro di tasse alle Regioni, 344
euro ai Comuni e 88 euro alle Province. E' quanto emerge da uno studio dei
tecnici della Camera in vista dell'esame del parlamento dei decreti attuativi
del federalismo fiscale. La Campania è la regione nella quale i cittadini
pagano più di tutti ai loro Comuni la tassa sui rifiuti con 128 euro pro capite
all'anno. E' quanto emerge da uno studio della Camera in vista dell'approdo in
Parlamento dei decreti attuativi del federalismo fiscale. Anche i cittadini dei
comuni pugliesi sono piuttosto 'salassati' su questo fronte con 105 euro pro
capite versati alle amministrazioni municipali. La tariffa sui rifiuti più
bassa è invece quella pagata dai veneti con 24 euro pro capite all'anno. La
media è di 78 euro pro capite l'anno. Molise prima per trasferimenti "pro
capite", Piemonte fanalino di coda. È quanto emerge dalle tabelle
elaborate dai tecnici della Camera che calcolano gli importi 'per cittadino'
dei trasferimenti del 2008 fatti dallo Stato per finanziare la spesa corrente
delle amministrazioni regionali. In questo caso, il Molise, che è il penultimo
in classifica per livello di tassazione, risulta al primo posto ricevendo dallo
Stato 1.353 euro per cittadino. Al contrario la Lombardia é penultima per
trasferimenti (solo 175 euro a testa) bruciata solo dai 166 euro procapite che
il Piemonte intasca dallo Stato. L'importo dei trasferimenti per le regioni
ordinarie è in media di 331 euro. Sotto la media sono così anche le Marche (197
euro), la Basilicata (207 euro), la Calabria (208 euro), il Veneto (211 euro) e
il Lazio (217 euro). Ici sulla seconda casa salata per i cittadini liguri. È
quanto emerge da uno studio dei tecnici della Camera in vista dell'approdo in
Parlamento dei decreti attuativi del federalismo fiscale e che elabora dati
della Copaff che hanno come riferimento il 2008. La media dell'imposta comunale
sugli immobili sulla seconda casa è stata di 170 euro pro capite, ma i liguri
ne pagano 243 a testa. Risparmiano invece i lucani che pagano solo 86 euro a
testa così come i calabresi che ne spendono 95.

IL CALDO IN ITALIA
Ancora
giornate bollenti sull'Italia: per oggi è atteso il picco del caldo e solo dal
pomeriggio l'afa dovrebbe cedere il passo ad aria un po' più fresca. Al nord
sono però in arrivo temporali che dovrebbero portare un po' di refrigerio
mentre per tirare davvero il fiato bisognerà aspettare domani e domenica. Da
Roma a Bolzano, da Cagliari a Brescia, da Verona a Reggio Calabria sono
numerosi i centri dove oggi le temperature massime hanno superato i 30 gradi.
Secondo il sistema di monitoraggio del Dipartimento della Protezione Civile, il
livello di allerta 3, ossia quello massimo, con condizioni meteorologiche a
rischio e disagi per la popolazione, è stato segnalato per 6 città, mentre per
12 si è toccato un livello 2. E oggi i centri da bollino rosso saranno
Campobasso, Frosinone, Genova, Messina, Perugia, Roma. Da venerdì, invece,
l'allerta si allenta e, in base alle previsioni, solo due città, Cagliari e
Messina, resteranno al livello massimo. L'anticlone africano che ha fatto salire
le temperature oltre la media stagionale continuerà ad interessare il
centro-sud almeno fino alla giornata di sabato, e sulle regioni settentrionali,
arriveranno piogge e temporali che faranno scendere le temperature. E un
rientro nei valori stagionali su tutto il Paese, è previsto per la giornata di
domenica. Gli esperti meteo della Protezione Civile segnalano che a partire da
questa sera una perturbazione di origine atlantica raggiungerà prima le zone
alpine e poi la pianura padana, portando piogge e temporali soprattutto nella
giornata di oggi. Il Dipartimento ha dunque emesso un'allerta meteo per il
nord, dove si prevedono precipitazioni localmente anche molto intense,
accompagnate da fulmini, raffiche di vento e possibili grandinate. Bel tempo
invece al centro-sud, con un rialzo delle temperature sopratutto al sud e sulle
isole. Sabato mattina il maltempo si sposterà sul nord est e potrebbe
interessare anche le regioni centrali adriatiche, ma con fenomeni più
attenuati, mentre sul nord-ovest il Foehn riporterà il bel tempo. Quanto alle
temperature, nella giornata di sabato è prevista una prima diminuzione, fino a
5-6 gradi, su gran parte del Paese, con l'eccezione della Sicilia, mentre un
calo più marcato anche di 7-9 gradi in particolare al centro sud, è previsto
per domenica, quando dovrebbe terminare l'ondata di caldo delle settimane
passate. Ha i giorni contati la rovente ondata di caldo iniziata il 2 luglio
anche se tra giovedì e venerdì le temperature subiranno una nuova impennata,
specie sulle regioni centro-meridionali. Lo afferma il meteorologo, Mario
Giuliacci, secondo il quale, a seguito dell'arrivo di una fresca perturbazione
atlantica, dopo questo rialzo "il caldo abbandonerà la penisola
definitivamente, sabato prossimo al Centro nord e, domenica, anche al
Sud". Secondo Giuliacci "l'ondata in corso, in base a un primo
bilancio, si colloca al 6/o posto tra quelle più intense degli ultimi 10
anni". In merito ai valori massimi fin qui raggiunti in alcune città della
penisola tra il 2 e il 20 luglio, hanno raggiunto - riferisce ancora l'esperto
- 38 gradi a Trapani, Perugia, Taranto; 37 a Cagliari, Firenze, Verona,
Grosseto, Bologna, Bolzano, Olbia; 36 a Bergamo, Reggio C., Viterbo, Catania,
Brescia, Trieste, Ancona, Piacenza, Genova; 34 a Milano, Pescara, Napoli,
Rimini, Udine. "Quindi - afferma Mario Giuliacci - un'ondata di caldo
notevole per intensità e durata ma senza che sia stato battuto alcun record e
senza che il termometro abbia raggiunto la soglia di 40 gradi in alcuna
località della penisola". "Già da venerdì - aggiunge il meteorologo -
vi sarà una diffusa e intensa attività temporalesca su Alpi, Piemonte,
Lombardia e Venezie (tranne le coste), per l'arrivo dell'avanguardia della
perturbazione. Il nucleo freddo che segue la perturbazione valicherà sabato
prossimo le Alpi, portando venti di Foehn sulle regioni di Nordovest e
temporali sulle regioni del medio-alto Adriatico. Poi, domenica, le fresche
correnti atlantiche raggiungeranno anche le regioni meridionali, senza, però,
fenomeni di rilievo. Successivamente, tra il 26 e il 30 luglio, il tempo sarà
in prevalenza bello su gran parte della penisola e per di più con temperature
gradevoli perché per lo più comprese e tra 27 e 31 gradi". Esodo estivo al
via. Per favorire le partenze intelligenti, Autostrade per l'Italia ha
comunicato le giornate più a rischio code: il 31 luglio e il 7 agosto sono da
'bollino nero', significa cioè che sono previste le massime concentrazioni di
traffico, con code e rallentamenti su lunghissimi tratti e tempi di viaggio
Nord-Sud maggiorati di alcune ore; 'bollino rosso', invece, nei weekend tra il
23 luglio e il 7 agosto e per i rientri nei fine settimana dal 15 agosto al 1
settembre. Fino al 31 agosto, sulla rete del gruppo, resteranno aperti soltanto
14 cantieri a fronte dei 140 medi giornalieri. Nei giorni più caldi sarà attiva
la sala gestione emergenze per coordinare i presidi nei tratti più trafficati.
Ad assistere gli automobilisti ci saranno sei mila addetti, 280 pattuglie
giornaliere della Polizia stradale e 1.270 mezzi speciali di soccorso.
"Noi - ha detto Giovanni Castellucci, amministratore delegato di
Autostrade per l'Italia, presentando le iniziative - abbiamo cercato di fare al
meglio la nostra parte, ma per assicurare un viaggio sicuro è necessario che
gli automobilisti facciano la loro e si impegnino a rispettare il Codice della
strada e le regole contenute nel nostro decalogo del viaggiatore. In
particolare - aggiunge - raccomando di allacciare le cinture di sicurezza anche
nei sedili posteriori e viaggiare riposati, fermandosi al primo accenno di
stanchezza".

PRETI GAY
Se ci sono
sacerdoti gay, "coerenza vorrebbe che venissero allo scoperto",
perche "nessuno li costringe a rimanere preti, sfruttandone solo i benefici".
Lo afferma il vicariato di Roma in una nota diffusa all'indomani delle
rivelazioni di Panorama su alcuni preti che condurrebbero una "doppia
vita", frequentando nel tempo libero i locali di ritrovo degli omosessuali
della capitale. Il vicariato di Roma, pur tacciando l'articolo di scandalismo,
diffamazione e di voler screditare la Chiesa, di fatto non esclude che qualche
sacerdote possa condurre una doppia vita, precisando però che a Roma vivono
molti sacerdoti provenienti da tutto il mondo per studiare e che nulla hanno a
che fare con la Chiesa di Roma. "Non vogliamo loro del male - si afferma
nella nota pubblicata sul sito del vicariato Romasette.it - ma non possiamo
accettare che a causa dei loro comportamenti sia infangata la onorabilità di
tutti gli altri". "Chi conosce la Chiesa di Roma, dove vivono anche
molte centinaia di altri preti provenienti da tutto il mondo per studiare nelle
università, ma che non sono del clero romano né impegnati nella pastorale -
rileva il vicariato - non si ritrova minimamente nel comportamento di costoro
dalla 'doppia vita', che non hanno capito che cosa è il 'sacerdozio cattolico'
e non dovevano diventare preti. Sappiano che nessuno li costringe a rimanere
preti, sfruttandone solo i benefici. Coerenza vorrebbe che venissero allo
scoperto". Il vicariato di Roma "è impegnato a perseguire con rigore,
secondo le norme della Chiesa, ogni comportamento indegno della vita
sacerdotale": è quanto afferma in una nota riferita alla "doppia
vita" condotta da alcuni sacerdoti gay su cui punta il dito un'inchiesta
di Panorama. "Dinanzi a simili fatti - aggiunge la nota diffusa sul sito
del vicariato - aderiamo con convinzione a ciò che il Santo Padre Benedetto XVI
ha ripetuto più volte negli ultimi mesi: i peccati dei sacerdoti ci richiamano
tutti alla conversione del cuore e della vita e ad essere vigilanti a non
inquinare la fede e la vita cristiana, intaccando l'integrità della Chiesa,
indebolendo la sua capacità di profezia e di testimonianza, appannando la
bellezza del suo volto".

VENDITE IN CALO A
MAGGIO
Le vendite
al dettaglio a maggio sono calate dell'1,9% (dato grezzo) su base annua e dello
0,3% su base mensile. Lo comunica l'Istat sottolineando che si tratta di un
"risultato negativo", il secondo consecutivo, spalmato omogeneamente
a livello tendenziale sia sul comparto alimentare (-2%), che su quello non
alimentare (-2%). In termini congiunturali (al netto della stagionalità), le
vendite dei prodotti alimentari sono diminuite dello 0,1% e quei dei prodotti
non alimentari dello 0,4%. Nel confronto tra i primi cinque mesi dell'anno e il
corrispondente periodo del 2009 si è così registrato un ribasso dello 0,5%.
Tornando alla flessione tendenziale delle vendite totali, che a maggio ha sfiorato
il 2%, si tratta di una diminuzione che deriva da variazioni negative relative
sia alle vendite della grande distribuzione sia a quelle imprese operanti su
piccole superfici (rispettivamente -0,5% e -2,9%). Nella grande distribuzione
le vendite dei prodotti alimentari e quelle dei prodotti non alimentari sono
diminuite, rispettivamente, dello 0,8% e dello 0,2%. Anche per i piccoli
negozi, che hanno segnato il calo maggiore, entrambi i comparti hanno
registrato una variazione negativa: -3,9% per gli alimentari e -2,7% per i non
alimentari. Guardando più da vicino la grande distribuzione, su base annua si
registrano risultati negativi per tutte le tipologie di impresa, con la sola
eccezione degli esercizi specializzati (+0,7%). Tra gli esercizi non specializzati,
gli ipermercati hanno segnato la flessione più ampia (-1%) e i supermercati
quella più contenuta (-0,5%). Focalizzandosi sulle dimensioni delle imprese, in
termini tendenziali quelle piccole (fino a cinque addetti) hanno subito un calo
del 3,1%, quelle medie (dai 6 ai 49 addetti del 3,3%) e al contrario le imprese
più grandi (con almeno 50 addetti) hanno messo a punto un lieve aumento dello
0,1%. Per quanto riguarda le diverse tipologie di prodotti non alimentari, a
maggio tutti i gruppi hanno evidenziato risultati negativi, con l'eccezione dei
settori supporti magnetici, strumenti musicali e elettrodomestici, radio, tv e
registratori (rispettivamente +3,6% e +1,6%). I gruppi calzature, articoli in
cuoio e da viaggio e abbigliamento e pelliccerie hanno, invece, segnato le
riduzioni più marcate (rispettivamente -5,2% e -4,5%).

ACCERTAMENTI
Indagini su tutti i conti correnti
aperti dal 2004 ad oggi in istituti del gruppo Unicredit e gestiti dal coordinatore
del Pdl Denis Verdini e da Flavio Carboni: li hanno disposti i pm della procura
di Roma che indagano sulla P3, dando mandato alla Guardia di Finanza di
acquisire tutta la documentazione necessaria. L'obiettivo del procuratore
aggiunto Giancarlo Capaldo e del sostituto Rodolfo Sabelli è di accertare se
attraverso quei conti correnti siano state effettuate operazioni illecite o
siano comunque transitati fondi riconducibili a eventuali tangenti. Il governo
''intende ribadire la piena correttezza dell'operato di Caliendo in due anni di
lavoro''. Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano rispondendo
al question time alla Camera in merito alle iniziative che l'esecutivo intende
prendere in merito al coinvolgimento del sottosegretario Giacomo Caliendo che
continuerà a seguire per conto del governo il ddl intercettazioni. "Non
prendiamo neppure in considerazione l'ipotesi" che Caliendo "non si
occupi più della materia delle intercettazioni per il governo", ha
aggiunto Alfano rispondendo all'interrogazione presentata dall'Idv. "A
maggior ragione - afferma - dopo che proprio ieri Caliendo ha presentato
l'emendamento del governo" al ddl intercettazioni che "in buona parte
recepisce indicazioni provenienti da soggetti istituzionali uditi in commissione
anche dalle opposizioni". "Gli ultimi avvenimenti relativi
all'inchiesta sull'associazione segreta Loggia P3 gettano un cono d'ombra, ma
non credo che possano incidere sulla sostanza dell'attività che abbiamo svolto
al Csm". Lo ha detto il vicepresidente dell'organo di autogoverno della
magistratura, Nicola Mancino, intervistato da Sky Tg24. Mancino fa peraltro
notare che "é in corso un'inchiesta da parte della Prima commissione del
Csm" e che "lo stesso Pg della Cassazione avverte la necessità di avviare
un procedimento disciplinare. Vediamo cosa succederà". Una riflessione del
Csm sulla questione morale che si è aperta dopo la notizia del coinvolgimento
di alcuni magistrati nell'inchiesta sull'associazione segreta P3 "certo va
fatta non solo al termine del quadriennio ma anche all'inizio di quello
successivo". Il vicepresidente dell'organo di autogoverno della
magistratura, Nicola Mancino, rivela che "se per questione morale
intendiamo il complesso delle attività che hanno un rilievo di carattere etico
e morale". Allora la questione va affrontata perché - sottolinea ai
microfoni di Sky Tg 24 - qui é l'organizzazione stessa che viene messa in
discussione". A tale proposito Mancino ricorda di aver proposto a suo
tempo "la tripartizione della provvista dei componenti del Csm (1/3 scelti
dai magistrati, un terzo dalle Camere e la quota restante dal presidente della
Repubblica, ndr.), indicando nel Capo dello Stato l'autorità che avrebbe potuto
completare il plenum attraverso l'indicazione di personalità notevoli scelte
dall'autorevolezza dello stesso Presidente, naturalmente lasciando una
prevalenza di magistrati". "L'interferenza sulla libera attività del
magistrato non è mai stata posta in discussione". Così il vicepresidente
del Csm, Nicola Mancino, sottolinea in apertura del plenum torna sulla vicenda
dell'inchiesta sulla cosiddetta Loggia P3 che vede coinvolti diversi
magistrati. Mancino - dopo un intervento del consigliere del Movimento per la
giustizia, Ciro Riviezzo - che aveva rappresentato la necessità di far notare
come oltre a una magistratura "fatta di faccendieri" dovesse
rilevarsi l'esistenza "di magistrati con la schiena dritta che fanno
onestamente il loro lavoro", ha detto di condividere questa analisi. E ha
aggiunto: "Quando si parla di autonomia e di indipendenza della
magistratura ci riferiamo all'indipendenza del magistrato nell'esercizio delle
sue funzioni. Sia nelle situazioni di emergenza - ha aggiunto il vicepresidente
del Csm - sia nell'esercizio delle funzioni giurisdizionali, il magistrato è
parte di un ordine che tocca interessi generali e li risolve nell'interesse
dell'ordinamento". Il presidente della Corte di Appello di Milano, Alfonso
Marra, sarà ascoltato lunedì prossimo dalla prima commissione del Csm che ha
avviato nei suoi confronti la procedura di trasferimento di ufficio per
incompatibilità ambientale dopo gli sviluppi dell' inchiesta sulla P3. Lo
accompagnerà, nella veste di assistente tecnico, Piercamillo Davigo, ex pm del
pool di Mani Pulite, oggi consigliere di Cassazione. Ma sull'alto magistrato
milanese si abbatte una nuova tegola: il procuratore generale della Cassazione
Vitaliano Esposito ha deciso di avviare l'azione disciplinare contro Marra,
muovendogli due addebiti: il primo, di essersi rivolto all'ex giudice tributario
Pasquale Lombardi per esercitare pressioni su componenti del Csm al fine di
favorire la sua nomina alla presidenza della Corte di Appello di Milano; il
secondo, il suo presunto intervento, sollecitato da amici di Lombardi, a
valutare con attenzione particolare il ricorso del presidente della Regione
Lombardia Roberto Formigoni contro l'esclusione della sua lista dalle elezioni
regionali. Il sovrapporsi della procedura amministrativa e di quella
disciplinare potrebbe essere oggetto di valutazione già nei prossimi giorni da
parte della prima commissione, dal momento che i fatti contestati sono gli
stessi. Nella comunicazione delle contestazioni approvata ieri a larga
maggioranza con cui ha deciso la convocazione, la prima commissione ipotizza
che Marra "non possa più esercitare con la dovuta imparzialità e
indipendenza la sua attività giurisdizionale". Il motivo va ricercato
proprio nelle intercettazioni telefoniche dell' inchiesta condotta dalla
procura di Roma dalle quale risulta che Marra si sarebbe rivolto a Pasquale
Lombardi, uno degli arrestati, perché intercedesse su componenti del Csm per
facilitare la sua nomina, e il fatto che, una volta nominato, amici di Lombardi
gli abbiano chiesto il favore di verificare al meglio il ricorso del presidente
della Regione Lombardia Roberto Formigoni sull' esclusione della sua lista
dalle elezioni regionali. Marra nei giorni scorsi ha detto di essere contento
della iniziativa del Csm: "Così si chiarirà la sua posizione". La
vicenda ha, però, innescato una serie di polemiche all' interno e all' esterno
di Palazzo dei Marescialli, legate a doppio filo con la richiesta di un plenum
da dedicare alla questione morale che il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano,
che presiede l' organo di autogoverno della magistratura, ha bloccato
rimandando la questione al nuovo Csm. L' attuale assemblea di Palazzo dei
Marescialli scade alla fine del mese e, se il Parlamento nominerà gli otto
esponenti laici prima della pausa estiva, il nuovo consiglio sa già che saranno
questi i primi argomenti sui quali sarà chiamato a confrontarsi. Contro l'
iniziativa della prima commissione si è scagliato il consigliere laico del Pdl,
Gianfranco Anedda, che ha abbandonato la seduta sostenendo l' illegittimità
delle decisioni. Giuseppe Maria Berruti, indicato nelle intercettazioni come il
principale ostacolo nel Csm alla nomina di Marra, si è astenuto, come aveva
fatto anche quando è stato deciso l' avvio della procedura di trasferimento di
ufficio. Marra è solo la toga principale su cui si sta concentrando l'
attenzione della Commissione: all' autorità giudiziaria sono stati chiesti gli
atti che riguardano altri magistrati citati nell' ordinanza del Gip. Uno di
questi è il presidente della corte di Appello di Salerno, Umberto Marconi, che
ha chiesto al Csm di essere trasferito perché non più sereno nel suo ruolo per
le notizie che lo coinvolgono nell' attività di dossieraggio ai danni dell'
attuale presidente della Regione Campania, Stefano Caldoro. Accertamenti
potrebbero riguardare anche il sostituto procuratore generale di Milano Gaetano
Santamaria Amato, il procuratore aggiunto di Milano Nicola Cerrato; i
procuratori Giovanni Francesco Izzo (Nocera Inferiore) e Paolo Albano
(Isernia). "Il fatto che non faremo in tempo a chiudere la pratica e a decidere
eventuali provvedimenti, non significa che non si possa ampliare l'istruttoria.
Il prossimo Csm, in questo modo, non perderà un minuto e avrà a disposizione il
materiale su cui lavorare" ha spiegato la presidente della commissione
Fiorella Pilato, precisando: "noi non mettiamo nel mirino nessuno: ci
siamo limitati a chiedere informazioni utili per vagliare le posizioni di altri
magistrati citati nell' inchiesta".

MANOVRA
Un taglio
equivalente al 10% dell'indennità di deputati e senatori: è questa la misura
stabilita dai questori di Camera e Senato in relazione alla riduzione delle
spese prevista dalla manovra economica. La misura dovrà essere ratificata dagli
uffici di presidenza di Montecitorio e Palazzo Madama la prossima settimana. Il
taglio, è stato deciso, verrà calcolato sull'indennità. Per i deputati
l'indennità ammonta a 5.486,58 euro nette al mese per 12 mensilità: il che vuol
dire che ai deputati il taglio costerà circa 550 euro al mese. "La manovra
per la prima volta ha toccato alcuni papaveri". Lo ha detto il ministro
dell'Economia Giulio Tremonti parlando a margine dei lavori alla Camera.
"Se chiedi sacrifici agli impiegati li puoi chiedere anche a livelli più
alti", ha sottolineato il ministro. Tremonti, parlando dei
"papaveri" che hanno contestato alcune norme della manovra, ha
sottolineato che "la reazione non sembrava legata all'entità delle
riduzioni, spesso 100-200 euro su stipendi alti o comunque prestigiosi, ma
sulla lesa intoccabilità". "Non mi sembra - ha ribadito il ministro -
che nel complesso ci siano state proteste di massa. ''Non ci sarà un'altra
manovra nel corso del 2010'' ha detto il ministro parlando alla Camera.
Rivolgendosi ad un esponente dell'opposizione ha poi aggiunto: ''mi dispiace
deluderla, un'altra manovra non ci sarà''. Fare la correzione dei conti
attraverso un aumento delle tasse sarebbe stato ''un suicidio''. Il ministro ha
sottolineato che l'aggiustamento ''dal lato delle entrate sarebbe stato
suicida. Se aumenti le tasse per finanziare livelli di spesa insostenibili fai
la cosa opposta rispetto alla cosa che viene considerata giusta''. "Il
Parlamento ha fatto un buon lavoro. Le correzioni hanno avuto un senso. In
alcuni casi si è trattato di correzioni di errori", ha aggiunto Tremonti.
"Ho visto un altissimo senso di responsabilità dal basso, dalle categorie
interessate", come i lavoratori pubblici, e "un minore senso di
responsabilità dall'alto, da altri settori, come se ci fosse un attentato di
lesa maestà". Ha affermato il ministro dell'Economia. "La rottura
della coesione sociale, vi sto dando una notizia, non ci sarà neanche
quest'anno", ha assicurato il ministro ricordando che era attesa nel 2008
e nel 2009, come conseguenza della crisi economica, "e poi non c'é
stata". "Il Paese nell'insieme ha accettato questo intervento con
grande senso di responsabilità". Lo ha detto il ministro dell'Economia Giulio
Tremonti parlando della manovra alla Commissione Bilancio della Camera. "I
tempi alla politica sono imposti dalla realtà, i numeri vengono ormai prima
della politica". Ha detto il ministro dell'Economia, e riferendosi
all'anticipo dei tempi della manovra correttiva da luglio, come era avvenuto
negli ultimi anni, a fine maggio. "Sul 2010 il decreto pesa
minimamente". Tremonti ha spiegato che l'anticipazione dei tempi non è
stata dettata da problemi delle finanze pubbliche italiane ma da una decisione
presa congiuntamente in sede europea. "È la correzione che avremmo fatto a
luglio e che invece abbiamo anticipato a fine maggio, perché i tempi alla
politica sono imposti dalla realtà". Tremonti ha sottolineato che, di
fatto, questa "é la prima finanziaria europea". Poi Tremonti ha
parlato della pressione fiscale. ''È chiaro che devi conservare una quota di
spesa. Il nostro deficit è causato solo dalla caduta delle entrate perché il
Pil e' sceso. Non puoi dire: devo ridurre le imposte perché devo ridurre statisticamente
la pressione fiscale. Allora devo ridurre le medicine per gli anziani?''.
"Non c'é nessun blocco del turn-over nella sanità". "È stato
fatto uno sciopero - ha detto il ministro - contro il blocco del turn-over
nella sanità. A noi non risulta che ci sia. Non c'è".

AFGHANISTAN
Governo
battuto nell'Aula della Camera due volte di seguito su altrettanti emendamenti
al decreto legge sulla proroga delle missioni militari all'estero. L'Assemblea
di Montecitorio ha approvato, a fronte del parere contrario del governo, due
emendamenti del Pd. Il presidente della Commissione Esteri Stefani aveva
chiesto, dopo l"uno-dué una sospensione dei lavori, ma la maggioranza, che
in Aula registra molte assenze, non è stata in condizione di far sì che la sua
proposta passasse: l'esame degli emendamenti continua. I due emendamenti del Pd
sono passati rispettivamente con 258 sì, 254 no e un astenuto e con 256 sì, 254
no e tre astensioni. Non hanno impatto economico sul testo, ma i successivi ne
hanno, e la maggioranza è a rischio numerico. Entrambi gli emendamenti su cui
il governo è andato 'sotto' si riferiscono all'articolo 3 del decreto di
proroga. Il primo (primo firmatario Mario Barbi, Pd) esclude la natura
regolamentare dei decreti per il coordinamento delle missioni. Il secondo
(primo firmatario Francesco Tempestini) specifica una competenza in capo a una
direzione generale del ministero degli Esteri. "La maggioranza è stata
battuta tre volte in aula grazie alla presenza massiccia del Pd e delle
opposizioni. È sempre più evidente che riesce a stare insieme solo con i voti
di fiducia. E la prossima settimana ci sono tre decreti legge prima delle
intercettazioni". Lo afferma Dario Francescani, capogruppo del Pd alla
Camera. Sì dell'Aula della
Camera al decreto legge che proroga la partecipazione italiana alle missioni
militari all'estero, fra cui quella in Afghanistan. Il testo, approvato con 484
sì, 25 no e 11 astenuti, passa al Senato. Hanno votato contro i deputati
dell'Idv; ad astenersi i Radicali del Pd. Tra le innovazioni introdotte a
Montecitorio rispetto al testo iniziale, oltre ai due emendamenti del Pd
passati contro il parere del governo, l'assegnazione diretta (come già accade
per le polizie civili) del contributo Ue ai carabinieri impegnati nella
missione EUPM in Bosnia, grazie a un emendamento di Giuseppe Moles;
l'assegnazione di 250mila euro al Comitato Atlantico italiano; un trattamento
più favorevole per licenze e congedi per i militari impegnati nelle missioni.
"Non c'é alcun significato politico. Come si è visto subito dopo sono
arrivati i ministri". Così il capogruppo Pdl alla Camera Fabrizio
Cicchitto nega valore politico al fatto che il governo sia stato battuto per due
volte su emendamenti del Pd al decreto legge sulla proroga delle missioni
militari all'estero. "Questo decreto rinvia ulteriormente il problema
Afghanistan, che, invece, in questo momento va affrontato assolutamente sul
piano politico". Lo dicono, in una nota congiunta, Augusto Di Stanislao,
capogruppo IdV in commissione Difesa e Antonio Borghesi, vice capogruppo IdV
alla Camera. "E' per questo motivo che abbiamo votato contro - aggiungono
i deputati IdV - Nonostante il lavoro fatto fino al momento dalle nostre forze
armate sia encomiabile e di grande importanza per la popolazione, non possiamo
non riconoscere che, a nove anni di distanza dalla missione, nessuno degli
obiettivi allora previnti é stato raggiunto".

INTERCETTAZIONI
L'emendamento
governativo al ddl intercettazioni rappresenta "obiettivamente un passo in
avanti verso il corretto approccio al problema" secondo la Fieg, che chiede
però tempi certi per l'udienza filtro e ribadisce che le sanzioni agli editori
"sono tutt'al più ammissibili in caso di pubblicazione di parti delle
quali il giudice ha già disposto la distruzione o l'espunzione". Resta
dunque una "valutazione complessivamente negativa", in attesa del
testo definitivo. "In particolare - spiega la Federazione italiana editori
in una nota - l'udienza filtro diventa lo strumento volto a valutare caso per
caso ciò che è rilevante e veramente finalizzato alla conduzione dell'inchiesta
da ciò che non lo é, con la conseguenza di rendere pubblicabili le
intercettazioni che 'superano' l'udienza filtro. Cade, quindi, grazie
all'approccio caso per caso, il divieto assoluto e generalizzato di
pubblicazione da cui muoveva originariamente il ddl". "Detto ciò,
però, proprio per la rilevanza dell'udienza filtro, prima della quale tutto è
segreto e dopo la quale tutto ciò che supera il filtro è pubblicabile -
sottolineano gli editori - la mancanza di un termine lascia un margine di eccessiva
discrezionalità che incide negativamente sul diritto costituzionale di cronaca.
A ciò si ricollega il tema delle sanzioni a giornalisti ed editori, poiché la
pubblicazione della medesima registrazione comporta o meno la sanzione a
seconda che l'udienza filtro ci sia stata o meno". Dunque
"l'indeterminatezza del termine di espletamento dell'udienza filtro
comporta un eccessivo margine di discrezionalità - insiste la Fieg - in tema di
applicazione delle sanzioni penali e parapenali. Inoltre resta ferma
nell'emendamento governativo l'affermazione della responsabilità degli editori,
che è in linea di principio una violazione dell'articolo 21 della Costituzione,
per il sindacato che tale responsabilità presuppone sul contenuto del giornale
da parte dell'editore". La Fieg, quindi, "pur riconoscendo un
significativo sforzo dell'emendamento nella composizione delle contrastanti
esigenze, ribadisce che le sanzioni sono tutt'al più ammissibili in caso di
pubblicazione di parti delle quali il giudice ha già disposto la distruzione o
l'espunzione ed esprime una valutazione complessivamente negativa, riservando
il giudizio globale sul disegno di legge al testo che risulterà
dall'approvazione dei vari emendamenti che, oltre a quello governativo, sono
stati presentati al ddl da maggioranza e opposizione".

FIAT: OK ALLO SPIN OFF
Il Cda del
Lingotto ha approvato la scissione parziale proporzionale, con cui Fiat S.p.A. intende
trasferire ad una società di nuova costituzione, Fiat Industrial S.p.A., alcuni
elementi dell'attivo (prevalentemente partecipazioni) relativi ai business dei
veicoli industriali, motori 'industrial & marine', macchine agricole e per
le costruzioni, oltre a debiti finanziari. "Con la scissione - spiega Fiat
- queste attività saranno separate da quelle automobilistiche e dalla relativa
componentistica, che includono Fiat Group Automobiles, Ferrari, Maserati,
Magneti Marelli, Teksid, Comau e FPT Powertrain Technologies (attività di
motori e trasmissioni per autovetture e veicoli commerciali leggeri)".
Dalla data "di efficacia della scissione - prosegue Fiat - che si assume
possa essere il 1 gennaio 2011, le azioni di Fiat Industrial saranno assegnate
agli azionisti Fiat sulla base di un rapporto uno a uno". Lo spin off
"darà chiarezza strategica e finanziaria ad entrambi i business e
permetterà loro di svilupparsi strategicamente in modo indipendente l'uno
dall'altro". Così il cda di Fiat, che ha dato il via libera allo scorporo
dell'auto, commenta l'operazione. Inoltre - sottolinea il cda - "il
Consiglio ritiene che l'operazione consentirà la giusta valutazione sui mercati
dei capitali di entrambe le società". Fiat e Fiat Industrial "saranno
quotate separatamente presso il mercato telematico azionario di Milano e
opereranno in modo separato come società quotate indipendenti con i rispettivi
management e consigli di amministrazione". L'assemblea del Gruppo Fiat cui
spetterà l'approvazione dello spin off delle attività automobilistiche "si
terrà presumibilmente, con il quorum necessario, il 16 settembre 2010".
"La scissione - si legge nel comunicato - è soggetta all'approvazione
degli azionisti ed ai provvedimenti autorizzativi delle autorità regolamentari (Consob
e Borsa Italiana). Il Consiglio di Amministrazione ha dato mandato al
Presidente ed all'Amministratore Delegato di Fiat di convocare l'assemblea
ordinaria e straordinaria degli azionisti per approvare l'operazione ed alcune
modifiche statutarie che o sono conseguenza della scissione (inclusa la
riduzione dell'importo massimo autorizzato per l'acquisto di azioni proprie) o
sono richieste per introdurre modifiche derivanti da norme in materia
societaria entrate in vigore di recente. Considerata la presenza normale di
azionisti di Fiat, l'assemblea si terrà presumibilmente, con il quorum
necessario, il 16 settembre 2010". Utile netto a 113 milioni di euro,
contro una perdita di 179 milioni di euro nel secondo trimestre 2009, utile
della gestione ordinaria più che raddoppiato a 651 milioni, ricavi in rialzo
del 12,5% a 14,8 miliardi di euro: questi i principali dati del secondo
trimestre registrati dal Gruppo Fiat e approvati dal consiglio di
amministrazione. Nel primo semestre di quest'anno il gruppo Fiat ha messo a
segno un utile netto di 92 milioni di euro contro una perdita di 590 milioni. I
ricavi hanno registrato un incremento del 13,5% a quota 27,7 miliardi di euro.
In aumento anche l'utile della gestione ordinaria, passato da 262 milioni a 1
miliardo di euro. È quanto riporta una nota del gruppo. Gli obiettivi del
Gruppo Fiat per il 2010 "rimangono invariati, ma saranno probabilmente
rivisti al rialzo sulla base dei risultati del terzo trimestre 2010": è
quanto si legge in una nota del Gruppo.

RIPRESA
MODERATA
Secondo il
Consiglio direttivo della Bce "si prospetta un ritmo di incremento
moderato e ancora discontinuo del Pil in termini reali nel corso del tempo e in
tutte le economie e i settori di attività dell'area euro". Lo si legge nel
Bollettino di luglio dell'Eurotower. La Bce si attende infatti "che la
ripresa dell'attività sia frenata dal processo di aggiustamento dei bilanci in
corso in diversi comparti e dalle prospettive per il mercato del lavoro".
"Il risanamento dei conti pubblici dovrà essere notevolmente superiore
all'aggiustamento strutturale dello 0,5% del Pil su base annua stabilito come
requisito minimo nel Patto di Stabilita e Crescita". A sostenerlo è la Bce
nel Bollettino mensile di luglio che sottolinea "l'importanza capitale di
ripristinare gli equilibri di bilancio nel periodo successivo alla crisi".
''In maggio il tasso di disoccupazione dell'area euro è stato pari al 10% e si
attesta sul livello più elevato dall'agosto

VOTO DI FIDUCIA AL
SENATO
Al via le
dichiarazioni di voto, nell'Aula del Senato, sulla fiducia chiesta dal governo sulla
manovra. Il voto si terrà nel corso della mattinata. Dopodiché il testo, che
deve essere convertito in legge entro fine luglio, passerà all'esame della
Camera. Al via la prima chiama, nell'Aula del Senato, per le votazioni sulla
fiducia chiesta dal governo sul maxiemendamento alla manovra correttiva. Il
ministro dell'Economia Giulio Tremonti è arrivato al Senato per presenziare al
dibattito sul voto di fiducia posto dal governo sul maxiemendamento con le
misure della manovra economica. Una manovra "fortemente iniqua e
recessiva, che toglie al Paese prospettive di crescita e sviluppo" che non
coniuga le parole austerità e rigore con giustizia per il fatto che "non
pesa allo stesso modo e progressivamente, tra chi ha poco e chi invece ha ricchezze
e rendite che non vengono toccate dalla manovra". E' il giudizio che il
capogruppo del Pd Anna Finocchiaro ha espresso durante il dibattito sulla
fiducia al Senato sottolineando soprattutto i temi che non sono affrontati dal
provvedimenti, a partire dai giovani. "Non abbiamo messo mai in
discussione né la necessità né la consistenza - ha affermato la Finocchiaro -
Abbiamo invece insistito sul fatto che manovra sia fortemente iniqua e
recessiva". La Finocchiaro ha quindi parlato dei giovani e della disoccupazione
"una questione che non ricorre nel dibattito parlamentare e nelle parole
della politica". "Non c'é una misura che riguarda i ragazzi e le
ragazze di questo paese", ha detto la senatrice ricordando il livello di
disoccupazione giovanile al 25,4% e il fatto che abbiamo il più alto tasso di
giovani che sono proprio fuori dal mercato" La capogruppo del Pd ha quindi
ricordato che non ci sono misure sul mezzogiorno, e mancano investimenti e
sviluppo. Sul federalismo, poi, dopo aver ricordato che la riforma è stata
costruita in modo bipartisan con spirito di "solidarietà e responsabilità:
"quel federalismo è morto e sepolto - ha detto - Di nuovo la pistola è in
mano alle regioni ricche e ai cittadini delle Regioni più povere toccherà una
mattanza di diritti e cittadinanza". La senatrice ha quindi criticato la
sospensione dell'aspetto della riforma della Pa che prevedeva merito e
produttività. "Era inevitabile agire al più presto", dice il
Governatore della Banca d'Italia, Mario Draghi, parlando all'assemblea dell'Abi
della manovra economica. "Se la correzione possa effettivamente consentire
di raggiungere gli obiettivi di indebitamento netto potrà essere valutato solo
nei prossimi mesi, anche tenendo conto del quadro macroeconomico e delle sue
retroazioni sul bilancio", ha poi aggiunto Draghi, indicando anche che
"la stima degli effetti del contrasto all'evasione presenta
incertezze". Draghi rileva che "era necessaria una decisa correzione
di rotta rispetto alle tendenze dell'ultimo decennio". "Il riordino
dei conti pubblici e la crescita sono, insieme, condizioni essenziali per la
stabilità finanziaria". Lo sottolinea il Governatore della banca d'Italia,
Mario Draghi, parlando della manovra economica all'assemblea dell'Abi.
"All'obiettivo della crescita va orientata - avverte - la necessaria
ricomposizione dell'intero bilancio pubblico". E per Draghi "muovono
in questa direzione le riforme già avviate nella pubblica amministrazione e
quelle che innalzeranno l'età di pensionamento". Inoltre, dice Draghi,
"il contenimento dell'evasione fiscale può essere un importante leva di
sviluppo se correlato alla riduzione delle aliquote gravanti sui contribuenti
onesti". Per Draghi bisogna poi evitare che "i debiti commerciali e
quelli delle aziende di servizi pubblici controllate dalle amministrazioni non
devono essere strumento di aggiramento dei vincoli di bilancio".

EOLICO
La prima
commissione del Csm ha deciso di avviare la procedura di trasferimento di ufficio
per incompatibilità ambientale per il presidente della Corte d'Appello di
Milano, Alfonso Marra, il cui nome appare in alcune intercettazioni
dell'inchiesta sugli appalti per l'eolico. La decisione è passata con quattro
voti a favore. ha votato contro il laico del centrodestra Gianfranco Anedda. La
Prima Commissione, che aveva chiesto pochi giorni fa al Comitato di presidenza
l'apertura di una pratica dopo gli sviluppi dell'inchiesta nella quale figurano
nomi importanti della magistratura, ha deciso quindi di muoversi senza
esitazioni. Di Alfonso Marra parlano alcune delle persone finite in carcere per
l'inchiesta della Procura di Roma, facendo riferimento a pressioni su alcuni
consiglieri del Csm per favorire la sua nomina alla guida della Corte d'Appello
di Milano. A votare per l'avvio della procedura di trasferimento di ufficio
sono stati i consiglieri Pilato, Fresa, Volpi e Patrono. Non ha partecipato al
voto, invece, Giuseppe Maria Berruti che nelle intercettazioni viene indicato
come il consigliere che rappresentava il maggior ostacolo alla nomina di Marra.
Quanto agli altri magistrati - tra cui il capo degli ispettori del ministero
della Giustizia, Arcibaldo Miller - citati nell'ordinanza di custodia cautelare
del gip la Prima Commissione ha disposto un'istruttoria chiedendo all'autorità
giudiziaria gli atti anche per capire la loro esatta posizione e le eventuali
contestazioni nei loro confronti. "Sono contento che il Csm abbia aperto
la procedura così si chiarirà la mia posizione". Lo ha detto il presidente
della Corte di Appello di Milano, Alfonso Marra, in merito all'apertura da
parte del Csm della procedura per il suo trasferimento per incompatibilità
ambientale. Il nome di Marra appare in alcune intercettazioni dell'inchiesta
sugli appalti per l'eolico.

IMMATRICOLAZIONI AUTO
IN CALO
Prosegue a
giugno il trend negativo del mercato dell'auto in Europa. Il mese scorso le
nuove immatricolazioni nell'Unione europea a 27 sono scese del 6,9%
attestandosi a 1.341.092 unità contro le 1.440.475 di giugno 2009. Nell'Ue a 27
più i Paesi Efta, invece, il calo è stato del 6,2% (a 1.383.445 unità). Lo
comunica l'Associazione dei costruttori europei (Acea). Si tratta del terzo
calo del 2010, dopo quello di aprile e maggio. In Italia le vetture consegnate
a giugno sono state

IL CALDO IN ITALIA
La
situazione è "di allerta" e non migliorerà nei prossimi giorni,
quando sono previsti ancora innalzamenti della temperatura e massima allerta in
19 città. E per rispondere al meglio alle esigenze sopratutto dei soggetti più
fragili, anziani malati in primis, il ministero della Salute attiverà un numero
verde (1500) e invierà una circolare ad amministratori locali prefetti e medici
di famiglia per assicurarsi che "tutti seguano le indicazioni".
Chiamando il numero verde, che sarà attivo in un paio di giorni, i cittadini
potranno chiedere informazioni agli operatori, anche medici, su come
comportarsi e sui numeri utili da chiamare in caso di bisogno. "Siamo in
situazione di allerta - ha spiegato il ministro Ferruccio Fazio - in Nord e
centro Italia c'é una situazione meteo che fa ritenere possa essere a rischio
parte della popolazione, soprattutto gli anziani fragili". Le misure
aggiuntive sono state disposte dal ministro al termine di un incontro con gli
amministratori locali, la protezione civile, rappresentanti del ministero
dell'interno e i medici di medicina generale, nel quale si è verificata anche
l'applicazione del Piano operativo nazionale per la prevenzione degli effetti
del caldo sulla salute, varato con una ordinanza ministeriale dello scorso 19
maggio. Il Piano prevede, tra le altre cose, che i Comuni trasmettano alle Asl
gli elenchi degli over 65 e che le stesse Asl, "in collaborazione con la
protezione civile" mettano in atto "ogni opportuna iniziativa volta a
prevenire e monitorare danni gravi e irreversibili a causa delle anomale
condizioni climatiche legate alla stagione estiva", con particolare
attenzione alle persone "più suscettibili agli effetti delle ondate di
calore per condizioni di età, salute, solitudine e fattori
socio-ambientali". Grazie anche all'implementazione dei sistemi di allarme
Heat Health Watch Warning System - HHWWS, il progetto del ministero della
Salute permette di elaborare piani organizzativi di intervento differenziati
per livello di rischio climatico delle varie aree. La macchina per l'emergenza,
ha sottolineato il ministro "é già in moto" e "il Piano
operativo per far fronte alle ondate di calore è buono e sperimentato". Fazio
ha anche ribadito alcune delle avvertenze per evitare i rischi delle ondate di
calore: "Gli anziani con malattie croniche, cardiovascolari, metaboliche e
tumori, sono più a rischio". Per questi soggetti in particolare allora,
niente lunghe esposizioni alle alte temperature, e il consiglio, valido per
tutti di "bere molta acqua per evitare la disidratazione dovuta alla
sudorazione eccessiva".

ISTAT: FAMIGLIE POVERE
In Italia,
nel 2009, le famiglie in condizioni di povertà relativa sono state 2 milioni
657 mila e hanno rappresentato il 10,8% delle famiglie residenti; si tratta di
7 milioni 810 mila individui poveri, il 13,1% dell'intera popolazione. Sempre
nel 2009, 1.162 mila famiglie (il 4,7% delle famiglie residenti) sono risultate
in condizione di povertà assoluta per un totale di 3 milioni e 74 mila
individui (il 5,2% dell'intera popolazione). Sia la poverta' relativa, che
quella assoluta - i dati sono contenuti nel rapporto Istat per il 2009 - sono
risultate sostanzialmente stabili rispetto al 2008, sia a livello nazionale sia
a livello di singole ripartizioni. La soglia di povertà relativa per una
famiglia di due componenti e' pari alla spesa media mensile per persona, che nel
2009 e' risultata di 983,01 euro (-1,7% rispetto al valore della soglia nel
2008). L'incidenza della poverta' assoluta viene calcolata sulla base di una
soglia di poverta' che corrisponde alla spesa mensile minima necessaria per
acquisire il paniere di beni e servizi che, nel contesto italiano e per una
determinata famiglia, sono considerati essenziali a conseguire uno standard di
vita minimamente accettabile. Nel 2009, il Mezzogiorno ha confermato gli
elevati livelli di incidenza della povertà raggiunti nel 2008 (22,7% per la
relativa, 7,7% per l'assoluta) e ha mostrato un aumento del valore
dell'intensità della povertà assoluta (dal 17,3% al 18,8%), dovuto al fatto che
il numero di famiglie assolutamente povere è rimasto pressoché identico, ma le
loro condizioni medie sono peggiorate. L'incidenza di povertà assoluta è
aumenta, tra il 2008 e il 2009, per le famiglie con persona di riferimento
operaia, (dal 5,9% al 6,9%), mentre l'incidenza di povertà relativa, per tali
famiglie, è aumentata solo nel Centro (dal 7,9% all'11,3%). L'incidenza è
diminuita, invece, a livello nazionale, tra le famiglie con un lavoratore in
proprio (dall'11,2% all'8,7% per la povertà relativa, dal 4,5% al 3,0% per
l'assoluta), più concentrate al Nord rispetto al 2008. Nel 2009, la linea di
povertà relativa (983,01 euro) è stata di circa 17 euro inferiore a quella del
2008. Nel 2009, infatti, la spesa per consumi ha mostrato una flessione in
termini reali, particolarmente evidente tra le famiglie con livelli di spesa
medio-alti. La condizione delle famiglie con i consumi più contenuti non è
risultata peggiorata rispetto a quella delle altre famiglie. Secondo l'Istat,
il motivo per il quale la povertà non è cresciuta nell'anno della crisi va
ricercato nel fatto che l'80% del calo dell'occupazione ha colpito i giovani,
in particolare quelli che vivono nella famiglia di origine, mentre due
ammortizzatori sociali fondamentali hanno mitigato gli effetti della crisi: la
famiglia, che ha protetto i giovani che avevano perso l'occupazione, e la cassa
integrazione guadagni, che ha protetto i genitori dalla perdita del lavoro
(essendo i genitori maggioritari tra i cassaintegrati). "La novità dei
dati Istat sulla povertà è legata alla loro stabilità, nonostante riguardino un
anno tra i peggiori della crisi. Questo dimostra che le politiche di sostegno,
realizzate con gli ammortizzatori sociali, hanno funzionato, aiutando i capi
famiglia che non hanno perso il lavoro". Ad affermarlo è il ministro del
Lavoro, Maurizio Sacconi che commenta il dato Istat a margine del voto di
fiducia alla Camera. "Ovviamente tre milioni di poveri sono tanti e non
c'é dubbio che bisogna occuparsene - dice Sacconi - ma non bisogna fare
confusione tra povertà assoluta e povertà relativa. Quest'ultima indica solo un
livello di diseguaglianza". Per Sacconi la povertà vera, sulla quale
intervenire, è "quella della solitudine per la quale la risposta migliore
può arrivare solo il sostegno di prossimità che può arrivare dagli enti locali
e dal mondo no-profit".

D’ALEMA SULLA CRISI
Dalla crisi
non si esce con la via giudiziaria: ora governo di transizione ma con un
premier nuovo. È la proposta di Massimo D'Alema che invita a non prendere
''attraverso una campagna moralista e giustizialista'', delle ''scorciatoie,
come può pensare parte dell'opposizione''. Intervistato dal Corriere della
Sera, D'Alema spiega: ''Siamo di fronte a un bilancio fallimentare che pone il
Paese in una condizione di emergenza'' mentre ''è evidente anche alla
maggioranza che l'attuale equilibrio non regge più'' e ''l'esecutivo non ha
credibilità''. Così, ''la prospettiva delle elezioni anticipate obbiettivamente
c'è '', ammette l'ex premier, ma ciò di cui il Paese ha bisogno, afferma, è ''un
nuovo patto sociale per la crescita, come negli anni Novanta ci fu un patto per
il risanamento''. Per questo, ''ha un senso'', dice accogliendo in parte la
proposta avanzata dal leader dell'Udc Pierferdinando Casini, ''aprire una fase
nuova attraverso un governo di transizione, di larghe intese''. ''Ovviamente -
aggiunge - in una democrazia bipolare questa non può che essere una soluzione
temporanea, legata a obiettivi precisi, compresa la riforma della legge
elettorale''. Su questo progetto, D'Alema crede che ''il maggior partito
dell'opposizione sarebbe pronto'' mentre rimette al Presidente della Repubblica
la scelta della personalità che dovrebbe guidare tale esecutivo. "Massimo
D'Alema mette in campo una proposta politica inaccettabile, che va immediatamente
rispedita al mittente". Il portavoce del Pdl, Daniele Capezzone, respinge
al mittente l'ipotesi di un governo di transizione con un premier nuovo
formulata dall'ex premier. "Gli italiani hanno votato Silvio Berlusconi
due anni fa - osserva Capezzone - e poi ancora un anno fa, e poi ancora due
mesi fa. Come si può pensare di prescindere da questo dato di fatto - si chiede
- per immaginare giochi di palazzo contrari alla volontà popolare?".
"L'analisi di Massimo D'Alema sulla crisi e le soluzioni per il Paese è
seria e largamente condivisibile, ma per fare un governo di responsabilità
nazionale, di larghe intese, occorre coinvolgere sul piano politico
Berlusconi". Lo sostiene Pierluigi Mantini (Udc), Commissione Affari
Costituzionali della Camera. "La transizione - sostiene Mantini - è fatta,
per definizione, di continuità e di discontinuità. Ma un nuovo patto nazionale
per la crescita e l'etica pubblica è necessario, come sosteniamo da tempo. Ed è
importante che il Pd rinunci al mito improduttivo dell'autosufficienza e si
metta in gioco per una fase politica nuova". - "Come si può dare
torto a D'Alema quando ritiene indispensabile un governo di emergenza per
rimediare all'insipienza e alla mancanza di credibilità del presidente del
Consiglio? L'unica soluzione possibile è un governo presieduto dallo stesso
D'Alema, la cui autorevolezza è universalmente riconosciuta, con una squadra di
governo finalmente competente onesta e politicamente illuminata, composta da
personalità di indiscusso valore quali ad esempio Montezemolo, Rodotà, eco,
ecc. Fa niente se tutti costoro non hanno ricevuto alcun mandato elettorale.
Quando sono alle porte i barbari la democrazia è un inutile peso. Ben venga
dunque la repubblica dei filosofi e degli onesti". Lo afferma Sandro Bondi,
coordinatore nazionale del Pdl.

ECONOMIA PIÙ DEBOLE
L'economia
americana di indebolisce: se la congiuntura economica dovesse deteriorasi ulteriormente
e in modo significativo, la Fed ventila la possibilità di nuove misure di
stimolo. Mentre la casa Bianca difende il maxi-piano di stimolo varato nel
febbraio 2009 che ha "creato o salvato 3 milioni di posti di lavoro"
e il presidente Barack Obama incontra il guru della finanza Warren Buffett, la
Fed taglia le stime di crescita certificando un raffreddamento della ripresa
dell'Azienda America, come era già emerso dalla sfilza di dati congiunturali
deludenti, quali il secondo calo consecutivo delle vendite al dettaglio.
L'economia si espanderà quest'anno - precisa la Fed - fra il 3% e il 3,5%, meno
quindi del 3,2/3,7% previsto il 19 maggio scorso. Limate al ribasso anche le
stime 2011 (3,5/4,2% contro il 3,4/4,5% precedente), mentre quelle della disoccupazione
sono state ritoccate al rialzo, al 9,2/9,5% per il 2010 e all'8,3/8,7% per il
prossimo anno. I mercati - osserva - sostengono meno la ripresa e questo anche
a causa della crisi europea. A giudizio delle Fed, all'economia serviranno 5-6
anni per riprendersi completamente dalla crisi finanziaria. La ripresa "si
è un po' indebolita. Se le prospettive dovessero peggiorare in modo evidente,
il comitato valuterà se ulteriori stimoli potrebbero essere appropriati".
Al momento, comunque, non ce n'é bisogno dato che il deterioramento è
"relativamente modesto". Nel ribadire che è ora inopportuno avviare
la vendita degli asset comprati per fornire liquidità ai mercati durante la
crisi, i membri della Fed sono risultati divisi in merito alle prospettive dell'inflazione:
alcuni ritengono che ci sia un pericolo deflazione, per altri non esiste.
Un'idea su come la Fed potrebbe agire nel caso di rallentamento ulteriore della
crescita potrebbe aversi nei prossimi giorni. Domani il Senato audirà i
nominati dal presidente Barack Obama al board della banca centrale, ovvero
Janet Yellen presidente della Fed di San Francisco, Peter Diamond economista
del Massachusetts Institute of Technology e Sarah Bloom Raskin. Il presidente
della Fed Ben Bernanke, inoltre, fornirà al Congresso la propria settimana gli
aggiornamenti semestrali sullo stato dell'economia. I verbali della Fed
arrivano mentre Obama organizza un altro vertice con le maggiori aziende
americane dedicato al lavoro e alla ripresa e vede, oltre a Buffett, anche
l'amministratore delegato di Bank of America, Brian Moynihan. L'attenzione è
alta nelle ultime ore sul settore bancario: domani il Senato voterà la riforma
di Wall Street e JPMorgan diffonderà i propri conti trimestrali (é la prima
grande banca a farlo). Sulla riforma di Wall Street si esprimono scetticamente
gli americani: 4 su 5 - secondo un sondaggio condotto dall'agenzia Bloomberg -
dichiarano di avere scarsa o nessuna fiducia nel progetto. Il 71% degli
americani ritiene inoltre che l'economia sia ancora in recessione. Questo
soprattutto a causa dell'elevato tasso di disoccupazione, difficile da ridurre
anche perché per la prima volta dal 1948, ovvero da quando Harry Truman era
presidente, il numero degli occupati in età pensionabile, over 65, supera di
gran lunga quello dei teenager fra i 16 e i 19 anni che lavorano o cercano
lavoro.

DDL INTERCETTAZIONI
Il
sottosegretario alla Giustizia Giacomo Caliendo ha chiesto 48 ore di tempo per
approfondire gli emendamenti presentati al ddl intercettazioni. I componenti
della comissione non hanno avuto nulla da obiettare a tale richiesta e pertanto
è molto probabile che il voto degli emendamenti comincerà la prossima
settimana. "Gli emendamenti alla legge sulle intercettazioni sono
migliorativi, ma non risolvono ancora il problema". Lo dice il leader
dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, a margine dell'Assemblea di Confcooperative.
"Noi sosterremo gli emendamenti del presidente Bongiorno - afferma Casini
- e credo che ne aggiungeremo degli altri. Siamo per fare la legge, ma con un
testo profondamente migliorato e ancora non ci siamo". Un accordo tra
finiani e berlusconiani sul fronte intercettazioni è ancora possibile. Gli
emendamenti presentati dal capogruppo Pdl in commissione Giustizia della Camera
Enrico Costa, che tentano di sciogliere alcuni dei 'nodi' del provvedimento,
non dispiacciono ai finiani. "Sono un passo in avanti", commenta il
presidente della commissione Giustizia Giulia Bongiorno, ma non sufficiente.
Così la parlamentare, dopo aver avuto una lunga riunione con il presidente
della Camera Gianfranco Fini, mette a punto alcune "integrazioni". I
contenuti delle sue proposte, osservano nel Pdl, non sono in contrasto con quelli
di Costa, sottoscritti anche dalla Lega, ma si dovrà attendere domani per
capire davvero quale sarà l'atteggiamento del governo sui 'ritocchi' suggeriti
dal consigliere giuridico di Fini. Nell'attesa è tutta una girandola di
incontri e contatti telefonici. In serata il ministro della Giustizia Angelino
Alfano avrebbe visto prima il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto
e poi si sarebbe incontrato con Fini per tentare di saggiarne intenzioni ed
umori. Quindi sarebbe andato a cena con alcuni colleghi di partito per fare il
punto sulla strategia da adottare. "Non siamo molto lontani come posizioni
- sottolinea un tecnico della giustizia berlusconiano - magari si renderà
necessaria qualche limatura, ma un accordo sembra abbastanza a portata di mano".
"La struttura portante delle modifiche al ddl (che anche oggi Silvio
Berlusconi ha definito "doveroso") sottolinea Costa - è rappresentata
dai nostri emendamenti. Le proposte dei finiani sono un'aggiuntiva base di
riflessione. Le valuteremo con attenzione nel tempo che ci rimane auspicando di
trovare una condivisione massima su un testo. Auspichiamo che ci sia una
disponibilità al confronto", conclude. Per l'Udc, intanto, le proposte di
modifica di Costa e Brigandì sono "senz'altro un passo in avanti",
come osserva il deputato Roberto Rao componente della commissione Giustizia,
"ma certo non basta". Così i centristi difendono i propri emendamenti
(una quarantina) sostenendo che si tratta di suggerimenti di contenuto,
necessari a migliorare un testo che così com'é "non va". Un testo che
invece in serata Berlusconi definisce "doveroso". Il Pd invece di
emendamenti ne presenta 400. Mentre il capogruppo alla Camera Dario
Franceschini conferma quanto annunciato nei giorni scorsi: i democratici sono
pronti a votare le modifiche dei finiani. Per quanto riguarda invece quelle
presentate da Costa e sottoscritte da Brigandì, per il capogruppo del Pd in
commissione Donatella Ferranti, si tratta solo di "una piccola operazione
di maquillage" che nulla cambia per un testo che "andrebbe riformato
completamente". Mentre la politica italiana si divide sul provvedimento,
dall'Onu arriva l'invito al governo a ritirare il disegno di legge perché
lesivo della libertà di stampa. E' vero che l'Onu dopo un po' precisa che Frank
La Rue, l'uomo che ha rivolto la critica alla cosiddetta 'legge bavaglio', è
solo "un esperto che fa capo al Consiglio dei Diritti umani delle Nazioni
Unite con base a Ginevra e presta il proprio servizio in veste indipendente
all'Onu senza ricevere alcun pagamento". Ma la polemica che scoppia nei
Palazzi è dirompente. A giornalisti ed editori piace poco il pacchetto di
proposte messo a punto dalla maggioranza. E' vero che ci riducono le sanzioni,
spiegano alla Fieg, ma la responsabilità giuridica resta. E questo non va. In
più i giornalisti lamentano il fatto che la parte che li riguarda non verrà
affatto modificata. Ma questo, spiegano ancora nel Pdl, non sarebbe stato
possibile perché le sanzioni contro la stampa sono già state votate dal Senato
e dalla Camera.

GRAN
CALDO IN ITALIA
Temperature
bollenti in molte città italiane, oggi, con punte che hanno sfiorato i 40
gradi, come era stato preannunciato nei giorni scorsi. E tanti si sono messi in
viaggio, soprattutto verso le località marine, in cerca di refrigerio, con la
conseguenza che in uscita dalle città si sono formate lunghe code. Molti gli
incidenti stradali con vittime, e due morti anche in montagna. Venezia, una
delle città con il livello di allerta caldo più alto in questi giorni, oggi si
è svuotata: tutti in spiaggia o chiusi in casa con il condizionatore acceso.
Hanno fatto eccezione solo le aree di Rialto e piazza San Marco. dove i
turisti, all'apparenza incuranti del sole implacabile, hanno affollato calli e
negozi. Ma tutto il resto del Veneto ricordava l'atmosfera del Ferragosto, con
centri storici deserti e migliaia di bagnanti alla ricerca di refrigerio in
riva al mare. E per accaparrarsi un posto sulla battigia, c'é chi si è svegliato
all'alba o si è sottoposto allo stress delle code in auto, in particolare verso
Jesolo. Altre città bollenti Torino e Milano: nel capoluogo lombardo, dove le
temperature hanno toccato i 33 gradi, cittadini e turisti hanno affollato
piscine e negozi, pieni di compratori in cerca non solo di saldi ma anche di un
po' di aria condizionata. I City Angels hanno lanciato l'allarme caldo per i
senzatetto dopo che ne hanno soccorsi nove colti da malore negli ultimi giorni
per le temperature torride. Termometro a 36 gradi in tre province del Piemonte,
al di sopra dei 30 nelle altre, ma il caldo non è stato intenso come temuto. A
Torino qualche refolo di vento e una leggera velatura di nuvole hanno attenuato
calore e afa e l'umidità si è abbassata fino al 40%. Un uomo di 30 anni, che
aveva deciso di trascorrere la giornata in riva al fiume Orco, nel torinese,
per sfuggire all'afa, è annegato davanti alla moglie. Temperature record anche
in Sardegna, dove è scattato l'allarme anziani, mentre in Abruzzo, durante la
celebrazione della messa del Papa a Sulmona numerosi sacerdoti si sono sentiti
male per il caldo. Caldo intenso anche in Umbria, con punte di 34 gradi a
Perugia: nel pomeriggio, in Valnerina, un intenso temporale ha provocato alcuni
danni. Anche in Friuli un nubifragio si è abbattuto su ampie zone del
Pordenonese: le forti raffiche di vento hanno divelto alcuni alberi che cadendo
hanno interrotto la circolazione sulla statale Pontebbana. Una decina le
vittime della strada in questa domenica torrida. Uno degli incidenti stradali
più gravi è accaduto in Alto Adige, a Luttago, paesino di montagna in cima alla
valle Aurina, dove due anziani sono morti e tre giovani sono rimasti gravemente
feriti. Altro episodio grave sulla Casilina tra Molise e Lazio: due ragazze
sono morte e altre due, minorenni, sono rimaste gravemente ferite nel tratto
fra San Pietro Infine e Venafro, quando l'auto sulla quale viaggiavano si è
schiantata contro un albero. La voglia di fuggire dalle città e trovare un po'
di fresco ha portato molti a cercare rifugio in montagna. Ma l'inesperienza o
l'imprudenza hanno provocato alcuni incidenti, con due morti, uno in Alto Adige
e l'altro sulle Alpi Graie, dove il Piemonte confina con

CALANO I CONSUMI E LE
SPESE
Nel 2009 il
valore della spesa mensile per la metà delle famiglie italiane non ha raggiunto
i 2.020 euro. Lo rende noto l'Istat nell'indagine annuale sui consumi delle
famiglie, precisando che rispetto al 2008 si è registrato un ribasso del 2,9%.
Nel 2009 la spesa media mensile per famiglia è stata pari, in valori correnti a
2.442 euro, inferiore a quella dell'anno precedente dell'1,7%. Lo comunica
l'Istat precisando che anche in termini reali la riduzione appare
"alquanto significativa", considerando che nel

BRANCHER SI DIMETTE
Il ministro
Aldo Brancher ha annunciato nell'aula del tribunale di Milano le proprie
dimissioni da ministro. Brancher ha anche rinunciato al legittimo impedimento
nell'ambito del processo per la tentata scalata alla Antonveneta.
Nell'anticipare le sue "dimissioni irrevocabili" da ministro "al
fine di consentire una rapida chiusura della vicenda che mi riguarda", ha
chiesto di poter essere giudicato con rito abbreviato incondizionato. Nel corso
della breve dichiarazione spontanea Brancher ha spiegato al giudice della
quinta sezione penale, Anna Maria Gatto, che "la mia presenza è un segno
di rispetto per il tribunale. Sono qui a difendere la mia innocenza". Aldo
Brancher in tribunale a Milano ha detto di essere venuto in aula per difendere
la sua innocenza e ha spiegato ai giudici di aver fatto una scelta "prima
di tutto nel rispetto dalla mia famiglia e anche perché finiscano le
strumentalizzazioni e le speculazioni". È questo un passaggio delle
dichiarazioni spontanee rese davanti al giudice della quinta sezione penale,
Anna Maria Gatto, dell'ormai ex ministro Aldo Brancher che oggi alla ripresa
del processo per il tentativo della scalata ad Antonveneta in cui è imputato
insieme alla moglie, ha anche preannunciato le sue dimissioni da ministro.
Brancher nel comunicare di aver rinunciato al legittimo impedimento ha detto:
"pensavo di dover privilegiare per un breve periodo gli obblighi verso il
mio Paese ma siccome questa scelta è stata indebitamente strumentalizzata ho
fatto diverse scelte: prima di tutto nel rispetto della mia famiglia e poi
anche perché finiscano le strumentalizzazioni e speculazioni". Poi ha
confermato la rinuncia al legittimo impedimento già annunciata dai suoi legali,
le dimissioni da ministro e la scelta del rito abbreviato incondizionato.
"Ho condiviso con Aldo Brancher la decisione di dimettersi da
Ministro". Lo afferma il premier Silvio Berlusconi in una nota.
"Conosco e apprezzo ormai da molti anni l'on. Brancher- prosegue- e so con
quanta passione e capacità avrebbe potuto ricoprire il ruolo che gli era stato
affidato. La volontà di evitare il trascinarsi di polemiche ingiuste e
strumentali dimostra ancora una volta la sua volontà di operare esclusivamente
per il bene del Paese e non già per interessi personali. Sono certo che
superato questo momento l'on. Brancher potrà, come sempre, offrire il suo
fattivo contributo all'operato del Governo e alla coalizione".

BERLUSCONI DECISO
Fini? Si commenta da solo. Lui si sente
già fuori dal partito, ma non sa dove andare nè con chi. Io vado avanti e sono
pronto anche alla conta interna. Silvio Berlusconi non nasconde una pesante
irritazione per le parole usate dal presidente della Camera Gianfranco Fini e
riportate dal quotidiano

TRAFFICO
DI COCAINA
Ventotto
persone ritenute affiliate ai clan camorristici Bianco e Iadonisi, attivi
nell'area occidentale del capoluogo campano, sono state arrestate dai carabinieri
del Comando Provinciale di Napoli. Nei loro confronti, il gip del Tribunale di
Napoli ha emesso un' ordinanza di custodia cautelare per associazione per
delinquere finalizzata al traffico di droga, un omicidio ed un tentativo di
omicidio, nonché per violazione della legge sulle armi ed altri reati. Nel
corso di indagini, coordinate dalla Direzione distrettuale antimafia
partenopea, i carabinieri hanno documentato un traffico di cocaina proveniente
dalla Colombia che, attraverso

TURCHIA
CONTRO ISRAELE

ALLARME BOMBA AL JFK
Sarà stata
anche la coincidenza con l'Independence Day, la festa nazionale, ma la polizia
di New York non ha voluto prendere nessun rischio e ha chiuso il Terminal One
di Jfk, il principale aeroporto di New York, per circa tre ore a causa di un
falso allarme bomba. Intorno alle 17:30, le 23:30 di ieri in Italia, le
autorità aeroportuali ricevono una telefonata minatoria: una donna annuncia lo
scoppio imminente di una bomba. Succede regolarmente e i responsabile della
sicurezza non ci fanno caso più di tanto, quando giunge poco dopo la
segnalazione di un pacco sospetto al Terminal One, quello che ospita compagnie
come Alitalia e Air France. A questo punto nessuna esitazione: bisogna evacuare
lo scalo al più presto. Centinaia di persone si riversano sul marciapiede
all'esterno del terminale e le 'bomb squad', le squadre di artificieri,
iniziano ad occuparsi del pacco sospetto, che rapidamente risulta essere
innocuo. Lo scalo viene riaperto verso le 20:30 (le 2:30 in Italia), ma si
tratta di un'operazione lunga, perché tutti, passeggeri ed inservienti
dell'aeroporto, devono ripassare i controlli e ci vuole tempo. I ritardi nei
voli, molti dei quali notturni verso l'Europa, sono di diverse ore, e le
compagnie stavano studiando, in serata, se annullarne alcuni per evitare
l'accumulo di troppi ritardi.

ESPLOSIONE NOTTURNA A
BAGDAD
Una forte
esplosione, che a prima vista non ha fatto né danni né vittime, è echeggiata durante
la notte a Baghdad, non lontano dalla blindatissima ambasciata degli Stati
Uniti, durante la visita in Iraq, a sorpresa per le feste dell'Independence
Day, del vicepresidente Usa Joe Biden e della moglie Jill. Secondo l'inviato
del quotidiano online The Politico, Mike Allen, che si trovava all'interno
dell'ambasciata al momento dei fatti, "la forte esplosione di un ordigno è
stata avvertita all'interno dell'ampio insieme che forma l'ambasciata Usa a
Baghdad domenica notte durante la visita in Iraq del vicepresidente Joe Biden e
della signora Jill Biden". Secondo una fonte Usa sempre citata da The
Politico, i Biden "sono salvi e non sono feriti". Secondo un'altra
fonte ufficiale Usa, "c'é stata una piccola esplosione nell'area internazionale
(l'ex green zone). Sull'incidente è in corso un'inchiesta, e non ci sono né
feriti né danni". Ai giornalisti americani presenti a Baghdad una fonte
della polizia irachena ha indicato che almeno cinque colpi di mortaio sono
finiti all"interno della green zone, e che le sirene dell'ambasciata hanno
iniziato ad urlare, accompagnate da avvertimenti di prudenza, per il rischio di
"fuoco indiretto". Un altro viaggio a sorpresa di Biden a Baghdad, lo
scorso settembre, era stato occasione di altri colpi di mortaio non lontano
dall'ambasciata.

NUOVO PRESIDENTE
POLACCO
Il candidato del governo alle
presidenziali in Polonia, Bronislaw Komorowski, ha vinto le elezioni e sarà il
nuovo presidente polacco: in base ai risultati dello spoglio del 95% delle
schede, ha ottenuto infatti il 52,6% dei voti. Lo sfidante, Jaroslaw Kaczynski,
ha ottenuto invece il 47,4%. Tutta la notte si sono accavallati i dati su un
testa a testa ferrato tra i due candidati che davano, una volta l'uno una volta
l'altro, vincitore.

MANOVRA O COLASSO
Questa manovra è necessaria, senza si ha
il collasso, il crollo", ha detto il ministro dell'Economia, Giulio Tremonti,
dopo l'incontro con le Regioni. "Dobbiamo fare una manovra appropriata,
altrimenti altro che recessione!". Tremonti ha poi ricordato che l'Italia
è il terzo paese al mondo per debito pubblico. "Non possiamo continuare -
ha spiegato - con l'albero storto di una finanza pubblica tutta inclinata sul
debito fuori controllo. Rifiutiamo altre considerazioni che non siano
appropriate, responsabili e tecniche e andiamo avanti con questa manovra che
abbiamo disegnato a livello europeo". "Senza questa manovra - ha
aggiunto - oltre a non esserci la crescita non c'é più la struttura
complessiva". "E' arrivato il momento di applicare la logica
evangelica: chi più ha, può dare di
più", ha detto Tremonti. "Pensiamo che le Regioni - ha
aggiunto - possano essere considerate come un comparto complessivo; tra le
speciali ce ne sono alcune che hanno moltissimo, alcune sono nel nord e penso
per esempio al Trentino. Presumo che possano concorrere un po' di più".
Restando "ferma la manovra, la sua composizione e la distribuzione - ha
concluso il ministro - possiamo discutere e vorremmo farlo mettendo insieme
tutte, anche quelle a statuto speciale più ricche (sono in Italia anche loro)
in modo che il concorso sia proporzionato alla disponibilità. Vorremmo aprire
anche con le Regioni il tavolo del federalismo fiscale". “L'obiettivo dei governi Ue è ridurre il
livello della spesa pubblica. Questo noi dobbiamo fare: se aumentiamo le tasse
facciamo una cosa storta". Così si è espresso il ministro dell'Economia
Giulio Tremonti, rispondendo ad una domanda dei giornalisti nel corso della
conferenza stampa che ha seguito l'incontro con le Regioni. "Penso che ci
sia spazio per guardare avanti", ha concluso il ministro, il quale ha
ammesso che si tratta di una"manovra complessa". "L'incontro con il Governo è stato molto
negativo: non abbiamo trovato, dal Governo, nessuna sostanziale
apertura": è il commento del presidente della Conferenza delle Regioni,
Vasco Errani. "Questa manovra - ha proseguito - di fatto mette il
federalismo fiscale in una condizione di non praticabilità". L'impatto
della manovra sul Pil è negativo: nel triennio 2010-2012 la riduzione è pari a
0,5%. Di conseguenza per il 2010 la crescita del Pil cala dall'1% previsto
dalla Relazione unificata sull'economia e la finanza allo 0,9%. È quanto
prevede una tabella consegnata dal Tesoro in commissione Bilancio al Senato,
aggiornata al giugno 2010, e che valuta l'impatto macroeconomico delle misure
per il 2011-2013 rispetto alle stime della Ruef. Sempre secondo la tabella, il
Pil nel 2011 e nel 2012 cala rispettivamente per ciascun anno dello 0,2%,
mentre nel

BERLUSCONI
CONTRO LE CORRENTI
"Ribadisco ancora una volta di
essere contrario a qualsiasi frammentazione del PdL, anche mascherata da
fondazioni o associazioni che possono dare l'impressione di dar vita a
correnti". Lo scrive in una nota il presidente del Consiglio, Silvio
Berlusconi. Il progetto che tutti insieme abbiamo concordato e approvato al
congresso fondativo nel marzo 2009 - sottolinea il premier - è rimasto lo
stesso e vede tutti noi convintamente uniti, senza distinzione di appartenenza
riguardo ai rispettivi partiti di provenienza". "Il mio obiettivo -
ricorda - è stato, è e resterà sempre quello di semplificare la politica
italiana creando un grande partito dei moderati nel quale la maggioranza degli
italiani, che non vuole tornare alla politica delle correnti e delle quote, si
riconosce. Questo partito - conclude - si chiama Popolo della Libertà, un
patrimonio straordinario che appartiene a tutti quanti noi e che non va dilapidato
ma, anzi, consolidato". - Incrinare l'unità del Pdl intorno al leader
scelto dal suo popolo "sarebbe un errore imperdonabile, é una prospettiva
a cui mi opporrò con tutte le forze sicuro di interpretare la volontà della
nostra gente. Anche la tua, caro Nino": Silvio Berlusconi, sul sito
'ForzaSilvio.it' risponde ad un "internauta" di Empoli che dice di
credere solo nel premier e di avere invece dubbi sul partito. Sia la domanda di
Nino che la risposta del premier sono in 'voce': ''Mio caro - dice Berlusconi -
il nostro non è un partito. È un grande movimento di popolo in cui siamo tutti
orgogliosi di riconoscerci, e io per primo. Il Popolo della Libertà invece è un
movimento che si rivolge a tutti. Siamo diversi dai vecchi partiti dominati
dalla nomenklatura. In primo luogo perché è nato dal basso per volontà della
nostra gente il 2 dicembre 2006 quando portammo in piazza San Giovanni 2
milioni di italiani contro il governo di Prodi e della sinistra ed unimmo per
la prima volta le bandiere di Forza Italia e di Alleanza Nazionale in difesa
della libertà contro l'oppressione fiscale, contro l'oppressione burocratica,
contro l'oppressione giudiziaria''. ''È la stessa gente – afferma Berlusconi -
che si è recata nei gazebo in tutte le piazze d'Italia per decidere il nome del
nostro movimento e ha scelto invece che il nome Partito della Libertà quello di
Popolo della Libertà. Un movimento che la nostra gente ha voluto guidato da un
leader quale espressione di grande unità politica e di democrazia diretta. E proprio
questa unità ha dato al nostro Governo la forza di fare nel modo più efficace
la crisi economica e porre l'Italia al riparo della speculazione con scelte che
sono sagge e lungimiranti''. ''Incrinare questa unità - conclude il premier -
sarebbe un errore imperdonabile, è una prospettiva a cui mi opporrò con tutte
le forze sicuro di interpretare la volontà della nostra gente'. "I giudici
politicizzati e la stampa che fa il tifo per la sinistra mi lanciano attacchi
infondati che hanno lo scopo evidente di sommergere con le calunnie i risultati
positivi del governo e i miei personali". Lo dice il premier Silvio
Berlusconi rispondendo alle domande dei suoi "fan" sul sito www.forzasilvio.it

OBAMA
RIMUOVE IL GENERALE
Il
presidente Barack Obama ha rimosso il generale Stanley McChrystal dal comando e
lo ha sostituito con il generale David Petraeus. La rimozione di McChrystal è stata
confermata da un funzionario della Casa Bianca pochi minuti prima della
dichiarazione del presidente Obama nel Giardino dele Rose. McChrystal è stato
informato da Obama nel breve colloquio di stamattina: appena 20 minuti. Il
generale aveva lasciato bruscamente

NUCLEARE

MILITARE ITALIANO MUORE
IN AFGHANISTAN
Un militare
italiano del 32/esimo genio è morto in seguito ad un incidente avvenuto nei
pressi di Shindand, nell'ovest dell'Afghanistan, nel corso di una ricognizione in
cui erano impegnati quattro veicoli della compagnia genio in forza alla
Task-Force Centre. Lo rende noto il comando del contingente italiano ad Herat.
Secondo una prima ricostruzione del comando italiano, la colonna, costituita da
due Lince e da due mezzi blindati speciali di tipo 'Cougar' e 'Buffalo', era
ferma per verificare un tratto di strada tra Shindand a Herat. Durante la sosta
il militare avrebbe perso l'equilibrio e sarebbe caduto dal 'Buffalo',
riportando un forte trauma cranico. Immediatamente soccorso dagli altri membri
della pattuglia e da un'equipe medica giunta pochi minuti dopo sul posto, il
militare è stato evacuato con un elicottero e trasferito alla base americana di
Shindad. Arrivato in gravissime condizioni, il geniere italiano è morto poco
dopo e a nulla sono valsi i tentativi di rianimazione.

GLI ESAMI DI MATURITÀ
È Platone
l'autore proposto ai maturandi per la versione di greco al classico. Il testo
della versione è su "Socrate e la politica". Al liceo scientifico
tradizionale i quesiti di matematica riguardano il calcolo differenziale,
integrale e la geometria analitica. Il sito Skuola.net ha ricevuto, subito dopo
l'apertura delle buste, le relative tracce via mms. Anche gli altri siti
studenteschi stanno mettendo in rete, via via, i quesiti di matematica e le
tracce delle seconde prove scritte proposte negli altri indirizzi di studio.
Dopo il tema d'italiano, ieri, i 500.694 maturandi alle prese con l'Esame di
Stato che chiude il ciclo delle superiori affronteranno tra poco la seconda
prova scritta. Anche questa, come la prima, è predisposta dal ministero, ma
varia da indirizzo a indirizzo. Ha come obiettivo quello di accertare che il
candidato abbia specifiche conoscenze relative al corso di studi frequentato.
La prova può essere articolata in più proposte a scelta del maturando che può
decidere anche la lingua in cui svolgere la traccia proposta nel caso per il
suo corso di studi sia uscita come materia la lingua straniera. Quest'anno gli
studenti si dovranno cimentare con greco al liceo classico, matematica allo
scientifico, lingua straniera al linguistico, figura disegnata per l'artistico.
E naturalmente con tutte le materie scelte dal ministero dell'Istruzione per
gli oltre 700 indirizzi (tra ordinamentali e sperimentali) in cui ancora si
articolano le scuole superiori (la riforma targata Gelmini, che sfoltisce i
corsi, partirà dal prossimo anno scolastico). Naturalmente restano validi anche
domani i divieti all'uso di telefonini, palmari pc e affini. In classe saranno
ammessi soltanto, come da tradizione, dizionari di lingua e calcolatrici non
programmabili. - Niente Pascoli, né Obama, ignorata la crisi economica e pure
tutti gli anniversari possibili. I temi proposti ai 500.694 maturandi
2010 hanno disatteso quest'anno tutti i pronostici e il tam tam telematico
della vigilia. Dal cilindro di viale Trastevere sono saltati fuori,
assolutamente inaspettati, Primo Levi e le Foibe. E poi - anch'essi per nulla
ipotizzati - temi sul Piacere (esplorandone tutti gli ambiti, sesso
incluso), sulla musica e la sua funzione nella società contemporanea, sulla
ricerca della felicità, sul rapporto tra giovani e politica. E ne è
spuntato fuori anche uno - ribattezzato a tempo di record 'il tema sugli Ufo' -
con l'interrogativo "Siamo soli?". Il web dunque stavolta ha
'tradito' gli studenti e ha pure reagito con insolita lentezza rispetto agli
anni passati. Se, infatti, alle 8.32 sul sito Studenti.it, sono apparse
le prime conferme su Levi, Skuola.net, un altro portale studentesco
cliccatissimo in questi giorni, ha constatato che questa prima prova
della Maturità è stata caratterizzata da una penuria di fughe di notizie
dall'interno delle scuole. "Se già intorno alle 9 del mattino si
aveva la certezza sugli argomenti delle 7 tracce, non si poteva dire la stessa
cosa - hanno notato i responsabili del sito - per i testi completi delle
stesse". E persino ScuolaZoo che ieri aveva acceso le speranze di tanti
disperati diplomandi diffondendo sul web tracce (con tanto di carta intestata
del ministero, codice a barre e numero di protocollo) ritenute
attendibilissime, ha dovuto ammettere che "il ministero ha vinto la
battaglia", nessuna traccia è trapelata prima del tempo (ma non ha
rinunciato a rilanciare: "dieci minuti dopo l'apertura delle buste già
avevamo pronti gli svolgimenti e abbiamo provveduto a smistarli ai
candidati").



AUTORI
SOTTO
“Autori sotto la torre” è la rassegna di
incontri con l’autore che dal 2001 anima le serate estive forlivesi, promossa
da Libreria Cappelli s.r.l., MEGAforlì, Libreria Mondadori Forlì, Corriere
Romagna di Forlì, Confesercenti Forlivese, Federimpresa Confartigianato
Forlì-Cesena, con la compartecipazione di Autorjtinera, Regione Emilia-Romagna
e Comune di Forlì e la collaborazione del Gruppo Video Regione. Piazzetta della
Misura è la suggestiva location che ospita da sempre “Autori sotto la torre”,
nel cuore del centro storico di Forlì.
La struttura che il Comune di Forlì allestisce ogni estate per ospitare,
oltre ad “Autori sotto la torre”, il calendario di eventi culturali di “Piazza
d’estate”, consta di un palco e di una platea di 540 posti a sedere. La
libreria Mondadori di Forlì è presente in ogni data della rassegna con un punto
vendita fornito dei testi degli autori in calendario. Questi gli appuntamenti
dell’edizione 2010: giovedì 1 luglio alle ore

TASSE
SULLE BANCHE
Un
"prelievo" sulle banche, per far sì che contribuiscano al costo della
crisi. A chiederlo sono i 27 leader della Ue che - stando al progetto di
conclusioni del vertice in corso a Bruxelles - sottolineano la necessità di
mettere a punto un meccanismo che sia "credibile". Ponendo la
questione anche al G20 di Toronto della prossima settimana. "Bisogna
tassare chi ha messo a rischio il mercato", ha tuonato arrivando al
Consiglio Ue la cancelliera tedesca, Angela Merkel, rilanciando anche l'idea di
una tassa sulle transazioni finanziarie, così come il presidente dell'Eurogruppo,
Jean-Claude Juncker. Ipotesi, questa, di cui non c'é traccia nella bozza di
conclusioni del vertice. Anche se esiste un fronte di Paesi pronto a riproporre
con forza la questione, tra i quali anche

INTERCETTAZIONI
"Se tra
Berlusconi e il presidente della Repubblica si trova una soluzione si può
andare avanti. Speriamo di trovare una soluzione". Lo afferma il leader
della Lega Nord, Umberto Bossi, al termine di un incontro alla Camera con il
presidente di Montecitorio Gianfranco Fini sul tema delle intercettazioni.
'Bisogna dare un'accelerazione per travare una via d'uscita e per farlo bisogna
parlare con Berlusconi e il Capo dello Stato perché se il presidente della
Repubblica non firma siamo fregati". Afferma il leader della Lega
conversando con i giornalisti. A chi gli chiede se ci sia già una soluzione il
senatur risponde: "su alcuni punti si può lavorare, una soluzione ancora
non c'é ma sono fiducioso". La presa di posizione di ieri del leader della
Lega Nord Umberto Bossi che si era detto pronto a prendere in considerazione
l'ipotesi di modificare il ddl intercettazioni è piaciuta al presidente della
Camera Gianfranco Fini. Quando stamattina Bossi si è avvicinato in Aula allo
scranno presidenziale, Fini lo ha ringraziato della sua 'apertura' sul fronte
del ddl e l'esponente del Carroccio ha chiesto un breve colloquio proprio per
fare il punto sul provvedimento. Il colloquio tra i due leader della
maggioranza si è svolto nella sala del governo, proprio dietro l'Aula di Montecitorio,
ed è durato oltre 20 minuti. Nel ddl intercettazioni ci sono dei punti che
andrebbero rivisti per poi essere eventualmente modificati. E' questo, in
estrema sintesi, il principio espresso dal presidente della commissione
giustizia della Camera nella sua relazione sul ddl intercettazioni. I nodi che,
secondo Giulia Bongiorno, andrebbero sciolti sono quelli che riguardano la
proroga della durata degli ascolti di tre giorni in tre giorni,
l'intercettabilità dei cosiddetti 'reati satelliti', la responsabilità
giuridica dell'editore che lascerebbe aperto il problema della possibilità per
quest'ultimo di interferire con il lavoro e l'indipendenza del direttore, i
quattro anni di condanna previsti come pena massima per il reato delle
registrazioni fraudolente. "Nella mia relazione - sottolinea la consulente
giuridica di Fini al termine della seduta di commissione - ho evidenziato gli
aspetti sui quali mi piacerebbe che si aprisse una riflessione e sui quali, a
mio avviso, dovrebbero esserci un approfondimento e delle modifiche".
"Io devo esprimere le mie perplessità nelle sedi competenti - prosegue -
non so se sono corrette, ma è mio dovere esprimerle". Anche la Lega si è
detta favorevole, con il deputato Luca Paolini, all'ipotesi di approfondire il
testo licenziato dal Senato e di prevedere un calendario di audizioni per
esaminare con la dovuta attenzione i punti più controversi". Dal punto di
vista della Dottrina sociale della Chiesa, "oltre al dovere c'è anche un
diritto all'informazione" e, letto in questa luce, il ddl sulle
intercettazioni "è una legge che limita il potere d'indagine, e quindi
della magistratura, e anche quello d'informazione". Ad affermarlo è

CONDANNATO IN APPELLO
Il prefetto Gianni De Gennaro è stato
condannato ad un anno e quattro mesi. Lo hanno deciso i giudici della seconda
sezione della Corte d'Appello di Genova nel processo di secondo grado per
istigazione alla falsa testimonianza dell'ex questore di Genova. Il secondo
imputato del processo per istigazione alla falsa testimonianza, l'ex capo della
Digos e attualmente vicequestore vicario di Torino Spartaco Mortola è stato condannato
ad un anno e due mesi. La richiesta del pg Pio Macchiavello era stata di due
anni di reclusione per De Gennaro e di un anno e quattro mesi per Mortola. In
primo grado, nel processo con rito abbreviato, entrambi erano stati assolti
poiché "non c'erano prove sufficienti di colpevolezza". I legali di
De Gennaro annunciano ricorso in Cassazione. ''È una sentenza sorprendente.
Faremo ricorso in Cassazione''. È l'unico commento che, al momento, ha fatto
l'avvocato Carlo Biondi che, insieme al professor Franco Coppi, ha difeso l'ex
capo della Polizia Gianni Di Gennaro. I giudici di appello hanno applicato la
sospensione condizionale della pena e la non menzione. Il professor Coppi non
ha rilasciato per il momento alcuna dichiarazione. ''Sono sbalordito - ha
commentato l'avvocato Pier Giovanni Iunca che difende Spartaco Mortola - la
sentenza di primo grado era ben motivata. Voglio vedere la motivazione.
Evidentemente i giudici d'appello non l'hanno pensata come quelli di primo
grado. Per questo sono perplesso. Comunque faremo ricorso in cassazione''. ''La
situazione si complica - ha aggiunto l'avvocato Iunca - perché dopo la condanna
di Mortola nel processo Diaz a 3 anni e otto mesi è un fardello in più da
portare in Cassazione''. Le reazioni alla condanna in appello non si sono fatte
attendere. "De Gennaro era e rimarrà una persona per bene, le sentenze si
accettano ma alle volte non si comprendono", dichiara il deputato del Pdl
Filippo Ascierto, membro della Commissione Difesa della Camera. "Prima
Bolzaneto, poi

MANOVRA
"È un bel problema, la manovra non
tocca il federalismo ma le Regioni si sentono nude, di avere troppo poco.
Bisognerà trovare la via per aiutare le Regioni più virtuose". Così il
ministro Umberto Bossi condivide l'allarme delle Regioni sulla manovra
economica. Bossi spiega di non aver parlato di questo nell'incontro con il
presidente della Camera Gianfranco Fini. Il presidente del Senato, Renato
Schifani, ha assicurato che la manovra all'esame del Senato "non può che
essere aperta al confronto parlamentare" e il suo impegno sarà volto
"a garantire a tale confronto i giusti tempi perché esso sia ampio e
costruttivo". Intervenendo alla presentazione della relazione sull'attività
della Commissione di garanzia dell'attuazione sulla legge sullo sciopero
ospitata quest'anno alla Sala capitolare della Biblioteca Spadolini, Schifani
ha osservato che la riduzione strutturale della spesa pubblica "non è
rinviabile, né sono più accettabili sprechi e privilegi". "La
riduzione strutturale della spesa pubblica non è rinviabile, né sono più
accettabili sprechi e privilegi. Ma i sacrifici, pur necessari, non possono
intaccare le tutele fondamentali, come quella della salute che rappresentano
sul piano della giustizia e dell'equità la difesa dei più deboli ed
emarginati": lo ha detto il presidente del Senato, Renato Schifani. Le
parole del presidente del Senato hanno raccolto le preoccupazioni manifestate
nei giorni scorsi dai governatori delle Regioni nei confronti della manovra.
"Credo che alla fine si riuscirà a trovare un'intesa, quello che conta è
che le regioni, come lo Stato, riflettano su se stesse". Lo ha detto il
ministro del lavoro, Maurizio Sacconi, commentando la protesta degli enti
locali contro i tagli previsti nella manovra. "Non hanno davvero nessun
ente da sciogliere, nessuna agenzia tra le tante prodotte in questi anni? - si
è chiesto il ministro a margine della relazione annuale della commissione di
garanzia sugli scioperi - nessuna azione di dimagrimento da fare? Sono davvero
esenti dalle esigenze che lo Stato avverte e ci hanno portato allo scioglimento
di 15 enti in questa manovra? Questa credo sia la riflessione che anche le
regioni devono fare". Sacconi ha quindi invitato anche a tenere conto del
fatto che "tutta questa discussione avviene al fondo del netto sanitario
che è garantito". "La manovra nella sua entità, non nei suoi
elementi, è fondamentale, uso un termine eccessivo, per la salvezza dell'Italia
in funzione dei mercati". Lo ha detto il presidente della Ferrari Luca di
Montezemolo condividendo in sostanza il giudizio di quanti nel governo pensano
che la manovra può anche variare nei suoi elementi ma i saldi devono restare
invariati. "È chiaro che molti si aspettano una manovra strutturale - ha
detto ancora Montezemolo parlando con i giornalisti a margine di un convegno
organizzato dalla Alma Graduate School - si tratta soprattutto di capire
esattamente i contenuti di questa manovra, cosa che oggi non è possibile. Onestamente
è difficile - ha concluso Montezemolo - fare una valutazione completa perché le
novità si susseguono ogni giorno e quindi é una materia in continuo
divenire". I sindaci manifesteranno davanti al Senato il 23 giugno
prossimo in concomitanza con la seduta della Conferenza Stato-città che deve
discutere delle proposte di emendamenti avanzate dall'Anci sulla manovra. Lo ha
detto il presidente dell'Anci, Sergio Chiamparino, parlando al direttivo
dell'associazione convocato questa mattina per discutere i contenuti della
manovra. Il presidente dell'Anci ha anche proposto ai sindaci riuniti a Roma
per il direttivo di approvare un documento con il quale chiedere al governo di
riprendere immediatamente le trattative con i Comuni per modificare la manovra.
L'incontro con il governo, secondo Chiamparino, deve avvenire prima che il
dibattito entri nella fase cruciale della discussione in aula. Il presidente
dell'Anci, Sergio Chiamparino, ha annunciato che oggi pomeriggio una
delegazione di sindaci salirà al Quirinale per incontrare il presidente Giorgio
Napolitano e parlare della manovra e ''delle iniquità verso gli enti locali''.
Chiamparino ha anche detto che la posizione dei comuni sulla manovra e'
''unanime''. "Tutti ci auguriamo - ha proseguito Chiamparino in una pausa
del direttivo che si sta concludendo - che il governo accolga le nostre
richieste e ci convochi al più presto così da potere evitare di manifestare il
23. Abbiamo deciso quella data perché in quel giorno al Senato cominciano le
votazioni ed abbiamo coinvolto cittadini e parti sociali. Quel che chiediamo è
un riequilibrio radicale dei tagli che al momento pesano per il 90%
sull'insieme delle autonomie locali mentre il centro ed in particolar modo i
ministeri vengono toccati in minima parte. Questa disparità va assolutamente
corretta altrimenti questa manovra è iniqua e quindi inaccettabile".
Chiamparino ha ribadito che i comuni non cederanno su una dimensione di tagli
"che mette in ginocchio i sindaci senza alcuna considerazione della loro
ragione principale che è quella di erogare servizi ai cittadini; in questo modo
viene meno - ha concluso - il nostro ruolo di soggetti istituzionali della
Repubblica". Con questi tagli, che riguardano in minima parte lo Stato, si
ammazzano le regioni". Lo ha detto il governatore della regione Lombardia,
Roberto Formigoni, che questa mattina è intervenuto alla trasmissione di
Radio24, 'Nove in punto', dedicato interamente alla manovra finanziaria messa a
punto dal governo. Formigoni, la cui regione è fra le più colpite, ha ribadito
ancora una volta che il 50% dei tagli grava sulle province e se a questi - ha
detto - si aggiungono i tagli agli altri enti locali "si vede che lo Stato
contribuisce in minima parte". "Un padre di famiglia - ha detto - che
ha attorno a se dei figli distribuisce equamente innanzitutto su stesso i
sacrifici e poi sui figli. Invece noi siamo di fronte, come ho già detto altre
volte, ad un padre sciamannato che carica su un unico figlio una somma
insormontabile, poi carica questi sacrifici sugli altri figli e lui se ne va
facendo spallucce". Per Formigoni guardando al taglio dell'1,2% che
riguarda i ministeri, si capisce "che c'é una ineguaglianza inaccettabile;
vuol dire che così si vogliono ammazzare le regioni". “Quello di oggi è un
tavolo tecnico perché pone le basi della condivisione dei numeri dai quali
partire". Lo ha detto la presidente della Regione Lazio Renata Polverini a
margine di un incontro con la sanità cattolica riferendosi a un tavolo
Regioni-Governo convocato per questo pomeriggio sulla manovra economica.
"Rispetto a ieri - ha aggiunto - sono molto più ottimista: abbiamo visto
che i gruppi parlamentari, il premier e lo stesso ministro Tremonti hanno dato
una disponibilità a rivedere, nell'ambito ovviamente dei saldi indicati,
l'impegno delle regioni. Le Regioni - ha proseguito Polverini - non hanno
posizioni preconcette: devono contribuire anche con la lotta agli sprechi ma
vogliono evitare che ci sia una penalizzazione dei servizi che offrono. Sono
convinta - ha concluso la governatrice - che il confronto di oggi porterà alla
condivisione di un progetto unitario". Polverini ha spiegato infine che
non parteciperà al tavolo ma vi andranno i tecnici della Conferenza delle
Regioni.

MALTEMPO
IN FRANCIA
È salito a
22 morti, soprattutto anziani, il bilancio delle inondazioni che hanno colpito
il dipartimento francese del Var, nel sud-est del Paese, dopo le piogge
torrenziali che sono scoppiate nei giorni scorsi. È quanto emerge dal più
recente bilancio della prefettura locale. Inoltre non hanno avuto pieno
successo i lavori d'emergenza per il ripristino dell'energia e, sempre nel Var,
104.000 abitazioni sono finite nuovamente senza corrente elettrica. Sono ancora
20.000 le persone che non hanno ancora accesso al loro telefono fisso. Per
garantire gli approvvigionamenti idrici, la prefettura ha sequestrato alcune
cisterne e distribuito bottiglie d'acqua. Le operazioni di soccorso sono
terminate ma le autorità non escludono di trovare altre vittime.

ISRAELE
Il gabinetto
israeliano per la sicurezza ha deciso oggi di allentare la morsa attorno alla
striscia di Gaza, approvando una serie di misure per facilitare l'ingresso di
"beni a uso civile" e di "materiali per progetti civili".
Stando al comunicato governativo emesso al termine della seduta, "cambierà
il sistema in vigore per ampliare l'ingresso di prodotti civili nella striscia
di Gaza"; inoltre "sarà ampliato in modo controllato l'ingresso di
materiali (come cemento e ferro, ndr) per progetti civili che sono sotto
supervisione internazionale". Al tempo stesso, però, Israele terrà in
vigore le esistenti misure di sicurezza al fine "di prevenire l'afflusso
di armi e di materiali bellici" nella Striscia. Questa affermazione sembra
indicare che il blocco navale di Gaza dovrebbe continuare. Il gabinetto si
riunirà di nuovo nei prossimi giorni per decidere "i passi per tradurre in
pratica questa nuova politica". Israele afferma infine di aspettarsi ora
"un intervento della comunità internazionale per l'immediata liberazione
del soldato Gilad Shalit", prigioniero di Hamas dal giugno del

Un'epidemia
che affligge 195
milioni di bambini nel mondo, uccidendone 8 milioni all'anno, di
cui un terzo non ha
ancora compiuto 5 anni. Ogni 6 secondi un bambino muore per cause
legate alla malnutrizione. Il 60% dei bambini malnutriti del mondo in via di
sviluppo vive in 10 Paesi. Contro la piaga della malnutrizione
infantile, Medici
senza frontiere (Msf) firma la campagna 'Starved for Attention: il cibo non basta',
che dopo la presentazione nei giorni scorsi a New York sbarca a Milano con una
mostra fotografica alla
Fondazione Forma (piazza Tito Lucrezio Caro 1). L'esposizione, aperta al
pubblico dal 24 giugno
al 10 luglio (orario 11-21, giovedì e venerdì 11-23, lunedì
chiusura), sarà inaugurata il 23 giugno alle 18, alla presenza dei fotografi
dell'Agenzia Seven Franco Pagetti e Jessica Dimmock, e del responsabile di Msf
Italia Gianfranco De Maio. La serata rappresenterà il lancio europeo della
campagna di Msf e VII Photo. La mostra fotografica, ricorda l'organizzazione in
una nota, fa parte di una campagna globale di Msf che sfida l'abituale
approccio rispetto al trattamento della malnutrizione, attraverso un documentario suddiviso in 7 parti. Le
immagini convenzionali sono sostituite da quelle dei genitori e degli operatori
sanitari che si impegnano per rispondere ai bisogni nutrizionali dei bambini. Le morti per malnutrizione si potrebbero
evitare, insegna la ong, se venissero soddisfatte le necessità nutritive
dei bambini. 'Starved for Attention' sottolinea che ciò è possibile,
concentrandosi sulle strategie per combattere la malnutrizione applicate ogni
giorno con successo in molti Paesi. "Le nostre equipe mediche che operano
in più di 30 Paesi con alti livelli di malnutrizione, dall'Africa sub-sahariana all'Asia del Sud - testimonia Christophe
Fournier, presidente internazionale di Msf - hanno sperimentato che, grazie a interventi con cibi equilibrati e di qualità,
a milioni di bambini possono essere risparmiate le conseguenze della
malnutrizione. Conosciamo bene ciò di cui hanno bisogno i bambini: si tratta di
fare in modo che possano davvero riceverlo". Nel 2009 Msf ha trattato 250 mila piccoli malnutriti in 34 Paesi.
Al progetto 'Starved for Attention' hanno contribuito numerosi fotogiornalisti dell'Agenzia VII:
oltre a Pagetti e Dimmock, anche Marcus Bleasdale, Ron Haviv, Antonin
Kratochvil, Stephanie Sinclair e John Stanmeyer. Tutti hanno viaggiato in zone
di guerra, villaggi rurali, capitali sovraffollate, rifugi di montagna, per
documentare la malnutrizione infantile e i suoi volti: la contraddizione di
bambini malnutriti nel lussureggiante Congo, la natura ciclica della
malnutrizione in Bangladesh, l'impatto dell'annuale stagione 'di magra' nel
Sahel. "Una delle sfide più difficili che ha dovuto affrontare la nostra
agenzia fotografica, è stata proprio quella di come documentare la
malnutrizione - spiega Haviv - Si può pensare che questa storia sia già stata
raccontata attraverso i lavori dei fotografi che hanno coperto il tema della
fame nel XX secolo. Tuttavia, per raccontarla oggi crediamo di aver trovato un
linguaggio visuale completamente nuovo e potenzialmente di grande
impatto". La campagna 'Starved for attention', possibile grazie al
supporto finanziario di LG Electronics e alla fornitura dei televisori di
ultima generazione per proiettare i documentari nelle mostre fotografiche,
punta a costruire nell'opinione pubblica una consapevolezza che potrà tradursi
nella revisione dei programmi di
assistenza nutrizionale per i bambini - è l'auspicio di Msf - e nella
mobilitazione delle risorse necessarie per estendere su vasta scala corretti
approcci di prevenzione e di terapia della malnutrizione. Gli utenti del sito
multilingue www.starvedforattention.org possono
firmare la petizione globale 'Vincere la malnutrizione: il tempo di agire è
ora'. Sul sito sono visibili i mini-documentari che compongono la mostra,
pubblicati ogni settimana, per 7 settimane.

IMMIGRATI
Sempre più
simili agli italiani. Vivono nel nostro Paese da 7 anni, hanno titoli di studio e una retribuzione di
800 euro al mese. Questo il ritratto degli immigrati che lavorano
in Italia, emerso dall'indagine svolta su un campione di circa 16 mila stranieri da
Ismu, Censis e Iprs per il ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. I
dati sono stati resi noti oggi a Roma durante il convegno di presentazione del
rapporto. Secondo lo studio, la società italiana è sempre più multietnica. Gli
immigrati, infatti, sono poco meno di 5
milioni e negli ultimi 4 anni sono aumentati di quasi 1,6 milioni: un
incremento che fa segnare un +47,2%. Questo implica una crescita dei residenti
pari al +56,5% . Gli irregolari sono invece 560 mila: l'11,3% degli stranieri
presenti sul nostro territorio. A livello di studi e professionale italiani e
stranieri non sono poi così distanti: il 40,6% degli immigrati, ad esempio, è
diplomato o laureato, rispetto al 44,9% degli italiani. A livello lavorativo un
terzo degli immigrati, il 32%, ha
lavorato in nero; mentre oggi vive la fabbrica. Altri, il 21%, si sono
trasformati in colf o badanti e il 16% presta servizio in alberghi o
ristoranti. Il 77% dei maggiorenni
svolge un'attività lavorativa regolare. Più di due terzi sono impiegati
nel settore terziario; mentre nei servizi e nel commercio sono rispettivamente
il 40,7% e il 22,5%. Tra le figure meno
diffuse quelle più qualificate: le professioni intellettuali sono solo
il 2,4%, gli operai specializzati che superano di poco il tetto dei due punti
percentuali, i medici e paramedici l'1,7%. Quasi assenti i titolari di impresa
sono quasi e i tecnici specializzati, con lo 0,5% e lo 0,2%. Tra i lavoratori
sono in maggioranza gli occupati a tempo
indeterminato (il 49,2% del totale), il 24,8% ha un impiego a tempo
determinato, il 9,7% svolge un lavoro autonomo o ha un'attività
imprenditoriale. La metà degli immigrati che lavorano in Italia dichiara di
percepire una retribuzione netta mensile compresa tra 800 e 1.200 euro; il 28%
ha un salario inferiore, compreso tra 500 e 800 euro; il 3% guadagna meno di
500 euro. Solo il 13,3% ha una retribuzione netta mensile che va da

L’ESTATE NON ARRIVA
"Dal 18 al 21 giugno circa,
la nostra penisola sarà gradualmente interessata dal sopraggiungere di un impulso proveniente dalle
fredde latitudini settentrionali. Tale evento determinerà oltre
ad un calo sensibile delle temperature, dell'ordine di 6-7 gradi rispetto ai
valori odierni, prima al Nord poi al Centro e successivamente al Sud, anche
intense precipitazioni
che potranno assumere carattere temporalesco di forte intensità e
saranno accompagnate da venti occasionalmente violenti, che renderanno i mari
molto agitati specie il Tirreno". Lo spiega il meteorologo Paolo Ernani.
"Non si esclude inoltre qualche nevicata sulle zone alpine occidentali a quote
intorno ai

CARO OMBRELLONE
Una giornata al mare per una
famiglia di quattro persone sulle spiagge italiane costa in media 95 euro, il 2,3% in
più dello scorso anno. A rilevare i prezzi sui litorali italiani è
l'associazione dei consumatori Adoc sulla base di un'indagine. Dalla ricerca
emerge poi che

IL
PIL EUROPEO
Resta stabile il Pil di Eurolandia nel
primo trimestre 2010: secondo Eurostat la crescita è stata dello 0,2%, come
negli ultimi tre mesi dello scorso anno. Stesso risultato per

CROLLO
DELLA BORSA
L'euro scende sotto la soglia 1,21
contro il dollaro e tocca il livello più basso da aprile

SCIOPERO
MAGISTRATI
''Lo sciopero dei magistrati è uno
sciopero politico, il governo chiede ai magistrati un sacrificio così come lo
chiede alle altre componenti del Paese, però mi batterò e mi impegnerò a fianco
dei giovani magistrati perché su questo aspetto si chiede un costo individuale
troppo alto''. Lo ha detto il ministro della Giustizia Angelino Alfano, a
Lussemburgo per il consiglio giustizia. ''Ai giovani magistrati si chiede un
costo individuale troppo alto a fronte di un gettito complessivo abbastanza
basso per il Paese, quindi mi impegnerò per risolvere nel percorso di
conversione questo aspetto del problema'': lo ha detto il ministro della
Giustizia. Per Alfano, ''il governo chiede ai magistrati un sacrificio così
come lo chiede alle altre componenti del Paese''. Però, ha aggiunto, ''c'è un
aspetto su cui mi batterò e mi impegnerò a fianco dei giovani magistrati''.
Perché, ha spiegato, quello delle giovani toghe ''è un ambito di un problema
più ampio'' e a loro ''si chiede un costo individuale troppo alto a fronte di
un gettito complessivo abbastanza basso per il Paese. Quindi mi impegnerò per
risolvere nel percorso di conversione questo aspetto del problema''. Sul
segreto di Stato nelle intercettazioni, e se farne oggetto di una legge 'ad
hoc' oppure inserirlo nel Ddl, si deciderà assieme al Copasir: è quanto ha
detto oggi il ministro della Giustizia, Angelino Alfano, a Lussemburgo per il
consiglio giustizia. ''Non vogliamo perdere il filo con il Copasir'', ha detto
Alfano, e ''il sottosegretario Letta, in queste ore, è in collegamento
permanente con il comitato per la sicurezza della Repubblica e insieme si
valuterà che se, stante la bontà dell'iniziativa, la sede idonea è un'altra, si
farà. Viceversa, si andrà avanti su questa strada''. Il ministro ha spiegato
che ''Letta è in contatto in queste ore con D'Alema e credo che questo lavoro
produrrà un risultato condiviso''.

UE
SU PENSIONI DONNE
Ultimatum della Commissione Ue
all'Italia: se non equiparerà immediatamente l'età pensionabile tra uomini e
donne nel settore pubblico sarà nuovamente deferita alla Corte di giustizia
europea. L’avvertimento è contenuto in una nuova lettera che Bruxelles ha
inviato alle autorità italiane, chiedendo loro di adeguarsi al più presto alla
sentenza della Corte europea di giustizia che già nel 2008 intimava all'Italia
di innalzare l'età pensionabile delle dipendenti pubbliche, portandola a 65
anni, lo stesso livello previsto per i colleghi maschi. Nella missiva si
chiedono spiegazioni sui ritardi e si sottolinea come la questione sia rimasta
irrisolta dopo i tanti richiami succedutisi negli anni; e nonostante nel giugno
2009 Bruxelles abbia aperto una nuova procedura di infrazione nei confronti del
nostro Paese proprio per la mancata attuazione della sentenza della Corte.
Nella nota diffusa dalla Commissione Ue si conferma come sia stata inviata
all'Italia un nuova richiesta di attuare la sentenza della Corte di giustizia
europea del 2008, nella quale si imputa all'Italia di "violare il
principio dell'eguaglianza delle retribuzione" tra uomini e donne nel
pubblico impiego. "L'Italia, si spiega nel comunicato di Bruxelles, ha
introdotto nuove regole per applicare la sentenza della corte Ue, ma

IL
PAPA SUI MUSSULMANI
Il Papa ha esortato tutti i cristiani ad
avere "una comune capacità" di dialogo con i musulmani che - ha
riaffermato con forza - "sono nostri fratelli nonostante le
diversità". Di ciò Benedetto XVI ha parlato durante la conferenza stampa
in aereo, nel viaggio verso Cipro. L'ombra dell'omicidio di mons. Luigi Padovese
non ha nulla a che fare, ''non può essere attribuito alla Turchia e ai turchi''
e '' non deve oscurare in alcun modo il dialogo con l'Islam'': è quanto ha
affermato Papa Benedetto XVI, nella conferenza stampa in aereo, durante il
viaggio a Cipro. ''Di sicuro - ha spiegato - non si tratta di un assassinio
politico, religioso''. Dopo il blitz di Israele contro i pacifisti diretti a
Gaza, Papa Benedetto XVI invita tutti ''alla pazienza'' e ''al coraggio di
ricominciare''.

ECOMAFIA
Il giro
d'affari dell'ecomafia è pari a 20,5 miliardi di euro, una cifra che lievita al
ritmo di 78 reati al giorno, più di 3 ogni ora. Un 'fatturato' in nero generato
dall'impennata delle infrazioni nel settore dei rifiuti (da

ARRESTI IN SICILIA
L'ex
presidente regionale dell'Ance, l'associazione dei costruttori edili, ed ex
presidente provinciale di Confindustria a Caltanissetta, Pietro Di Vincenzo, 57
anni, è stato arrestato per riciclaggio dalla Gico della Guardia di finanza
insieme a un altro imprenditore, Giuseppe Sirugo, 70 anni, di Avola (Siracusa).
Nell'inchiesta, della Dda di Caltanissetta, sono indagate complessivamente
altre 10 persone. Oltre a riciclaggio, i reati contestati sono di estorsione,
attribuzione fittizia di beni e ricettazione. Nell'ambito della stessa
operazione sono stati sequestrati beni per un valore di un milione di euro
intestati a due aziende,

NUOVO MINISTRO
Naoto Kan è stato eletto primo ministro del
Giappone dal parlamento. Naoto Kan era stato eletto in mattinata (la notte in
Italia) presidente del Partito democratico, partito di maggioranza relativa,
andato al potere l'anno scorso dopo 54 anni di dominio quasi ininterrotto del
Partito liberaldemocratico. Kan succede come primo ministro a Yukio Hatoyama,
dimissionario dopo nove mesi per non aver mantenuto la promessa elettorale di
far chiudere la base Usa di Okinawa. Kan, 63 anni, era vicepremier e ministro
delle Finanze del governo Hatoyama. Politico popolare in Giappone, sostiene la
necessità del rigore di bilancio e di una riforma del sistema fiscale, con
l'aumento della tassa sui consumi. Attivista per i diritti civili negli anni
Settanta, è stato tra i fondatori del Partito democratico nel '98. Kan ha
ottenuto 313 voti alla Camera Bassa, la più potente delle due che compongono il
parlamento giapponese composta da 480 seggi. A Sadakazu Tanigaki, presidente
dei Liberaldemocratici, il principale partito di opposizione, sono andati 116
voti. Una votazione simile è ora in corso anche alla Camera Alta. Il nuovo
premier giapponese ha sempre avuto un rapporto speciale con Romano Prodi, del
quale ha apprezzato lo sforzo per unire forze politiche diverse. Il neo primo
ministro giapponese, Naoto Kan, presenterà la squadra del suo esecutivo martedì
prossimo invece che oggi stesso, come inizialmente previsto. È stato il nuovo
premier a renderlo noto attraverso alcuni funzionari di vertice dei
Democratici, ufficializzando una posizione anticipata da Yoshito Sengoku, ex
super ministro della Strategia nazionale e già a capo del dicastero della
Riforma dell'amministrazione pubblica nel governo di Yukio Hatoyama, che ora
Kan intende designare come portavoce dell'esecutivo. La ragione del rinvio è da
collegare alla volontà di avere più tempo per l'assegnazione dei ministeri
chiave. Nel frattempo, Kan ha confermato l'alleanza con il People's New Party,
il piccolo partito guidato da Shizuka Kamei, ministro della Riforma postale in
uscita.

STRAGE
IN BANGLADESH
Un
gigantesco incendio causato probabilmente da un corto circuito è divampato nel
centro storico di Dacca, la capitale del Bangladesh causando almeno 108 morti e
centinaia di feriti. Le fiamme, che hanno avviluppato almeno sette edifici,
hanno trasformato in tragedia una festa nuziale che si svolgeva su un terrazza
e fra le vittime ci sono anche donne e bambini. Ad essere colpito è stato uno
dei quartieri più densamente popolati del centro storico di Dacca e, secondo
prime informazioni, l'incendio è stato provocato dall'esplosione di un
trasformatore elettrico alle 22:30 locali (le 18:30 in Italia). Le fiamme si
sono propagate in pochissimo tempo in una serie di edifici a più piani del
quartiere di Kayettuli, intrappolando centinaia di persone. Il rogo si era già
molto esteso prima che i vigili del fuoco riuscissero a intervenire, ha
riferito il capo dei pompieri, Abu Nayeem, segnalando che ''sul tetto di un
edificio si stava svolgendo un matrimonio'' ed è forse per questo motivo, ha
aggiunto, che il numero delle vittime è così elevato. Al piano terra dei
palazzi andati a fuoco c'erano negozi di prodotti chimici, un fattore che
sicuramente ha contribuito ad alimentare le fiamme in maniera abnorme, per
giunta in abitazioni di antica costruzione che hanno ritardato l'intervento dei
soccorritori: ''Ci siamo battuti per entrare attraverso rampe di scale molto
strette'', ha raccontato il capo dei pompieri. In Bangladesh, uno dei paesi più
densamente popolati del mondo e con un elevato tasso di povertà, gli incendi
innescati da cortocircuiti e altre carenze dei sistemi elettrici sono frequenti
dato che le normative edilizie sono rispettate solo di rado.

IRAN CONTRO ISRAELE
''Ogni mossa aggressiva da parte di
Israele significherebbe la morte del regime sionista''. Lo ha affermato oggi il
presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad. Ahmadinejad ha sottolineato che, secondo
la visione dello stesso Khomeini, ''il regime sionista è il più importante
strumento del dominio mondiale e la sua caduta significa la caduta della
colonna portante dell'arroganza globale. Le elezioni presidenziali dello scorso
anno in Iran hanno stabilito "il record della democrazia nel mondo" e
hanno confermato

MAREA
NERA
Il tappo di contenimento della Bp sta
raccogliendo mille barili di greggio al giorno. Lo ha annunciato

MANOVRA
È composto da 54 articoli e tre
allegati, per un totale di 150 pagine, il testo finale del decreto legge messo
a punto dal governo. Il provvedimento è contenuto in 150 pagine, suddivise in
tre diversi "titoli": il primo relativo alla stabilizzazione
finanziaria (art. da

CRESCITA
È EMERGENZA
La lenta crescita è per noi la vera
emergenza nazionale". Lo dice la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia,
secondo la quale "se la maggioranza dovesse ridursi, per litigi e
divisioni, all'impotenza allora non potrà esserci maggior crescita. E si
chiuderebbe nell'insuccesso la lunga promessa della politica del fare". Il
bilancio della crisi, avverte Marcegaglia, è "pesantissimo": rispetto
ai picchi del primo trimestre 2008 "abbiamo perso quasi sette punti di Pil
e oltre 700 mila posti di lavoro. Il ricorso alla cassa integrazione guadagni è
aumentato di sei volte". Non solo, "la produzione industriale é
crollata del 25%, tornando ai livelli di fine 1985: 100 trimestri
bruciati". Dalla criminalità sono arrivate "minacce gravissime che
testimoniano quanto sia vero il nostro impegno contro l'illegalita". Lo
dice la presidente di Confidustria, Emma Marcegaglia, che aggiunge: "Noi
non ci faremo intimidire". Un riferimento alle minacce ricevute dal
procuratore di Caltanissetta, Sergio Lari, dal presidente di Confindustria
Sicilia, Ivan Lo Bello, ed Antonello Montante, presidente della Camera di Commercio
di Caltanissetta e delegato in Confindustria sul fronte della sicurezza.
Marcegaglia lo ha detto all'assemblea degli industriali, accolta da un forte
applauso della platea. La manovra economica "contiene misure che
Confindustria chiede da tempo. Perciò diamo pieno sostegno alla linea di rigore
del ministro dell'Economia". Così la presidente di Confindustria, Emma
Marcegaglia. "Mancano però interventi strutturali per incidere sui
meccanismi di formazione della spesa pubblica" e "servono riforme per
rilanciare lo sviluppo". Le misure di rigore della manovra economica
"non vanno indebolite in Parlamento, vanno rafforzate". Marcegaglia
nella sua relazione all'assemblea degli industriali si è rivolta a maggioranza
e opposizione per un impegno bipartisan. "Serve una grande Assise
dell'Italia delle imprese e del lavoro": il presidente di Confindustria
rivolge un appello e una proposta "a tutte le organizzazioni sindacali e
alle associazioni datoriali". E dal palco dell'assemblea annuale dice:
"Incontriamoci subito. Diamoci l'obiettivo di una grande intesa per la
crescita. Entro l'estate". Per questo, aggiunge Marcegaglia, basta
"divisioni e contrapposizioni: vogliamo lavorare insieme". Passare
"dalla divisione alla condivisione" per dare all'Italia quella
"grande riscossa nazionale" per la quale servono "tutte le
energie, tutte le intelligenze, tutte le passioni che vivono in ogni angolo
dell'Italia", dice Marcegaglia, che chiede di unire le forze del Paese per
dargli "un'Italia capace di stare a testa alta nel mondo". Sia,
conclude Marcegaglia, "questo il nostro credo. Possiamo farlo e lo
faremo". La spesa pubblica italiana deve diminuire di almeno un punto di
Pil l'anno per i prossimi tre anni. Marcegaglia, che avverte: "Nessuna
voce è intoccabile. Occorrono tagli agli stipendi pubblici, aumenti dell'età
effettiva di pensionamento, revoca delle false invalidità, tagli alla
sanità". Sulle pensioni, spiega il Dg Giampaolo Galli, misure come lo
scorrimento delle finestre "se fatte solo per sei mesi non servono",
devono essere strutturali. ''Inaccettabile tagli sull'industria farmaceutica'':
Così Emma Marcegaglia definisce le misure per il settore previste in manovra.
''Nella sanita cominciamo subito ad applicare costi standard. Se ne imponga il
rispetto in tutte le Regioni, negando ogni copertura a chi li supera. Solo così
si riducono tutti i costi sanitari, non con l'ennesimo inaccettabile taglio
sull'industria farmaceutica, l'unica che da anni di fatto contribuisce a
ripianare i disavanzi regionali''. Marcegaglia ha anche detto di condividere la
decisione di non ripianare con i fondi FAS ''i deficit a piè di lista'' delle
regioni. ''La via prioritaria - ha concluso - al risanamento deve essere il
taglio delle spese''. "Come vedreste la Marcegaglia di fianco al presidente
del Consiglio per dargli una mano? Votate per Emma al ministero delle attività
produttive". Così il premier Silvio Berlusconi si è rivolto alla platea di
Confindustria ricordando di avere già proposto a Marcegaglia di aiutarlo
prendendo l'incarico di ministro delle attività produttive. "Ho bisogno di
essere aiutato per ridurre il perimetro dello Stato e la spesa è
difficile". Ma dalla sala non si alza nessuna mano. E il premier ribatte:
"Allora non potete prendervela più con il governo. Noi siamo dei poveracci
e abbiamo ereditato una situazione di decenni precedenti, governi che dall'80
al '92 hanno moltiplicato il debito pubblico''. Quanto alla situazione nel Pdl,
Berlusconi assicura che c'è una maggioranza coesa. "C'è qui Fini. Vi
garantiamo che nei voti alla Camera la maggioranza sarà coesa e unita",
assicura Berlusconi. Il premier chiede poi il sostegno degli industriali. Dopo
la manovra "possiamo fare di più e mi piacerebbe che anche voi ci deste
una mano". È l'invito del presidente del Consiglio alla platea di
Confindustria. "Conoscete l'indirizzo di Palazzo Chigi - ha aggiunto - chi
volesse darsi disponibile a contribuire all'operato del Governo" sappia
che ci siamo: "il Governo ha tante idee su come utilizzare le capacità
degli imprenditori e nessuno resterà deluso". "Avanti tutta ce la
faremo anche questa volta", aggiunge. "Senza ottimismo e fiducia -
conclude - non andremmo da nessuna parte". "Emma non sembri così
vecchia...": Silvio Berlusconi, in conclusione, scherza con il presidente
degli industriali Emma Marcegaglia. Il riferimento è al fatto che
l'appuntamento di oggi celebra il centenario di Confindustria.

BORSA
La borsa di Milano ha messo a segno oggi
una delle performance migliori delle ultime settimane, con un +4,5% a fine
seduta, dopo una giornata cominciata sempre con il segno positivo. Ma sono
state tutte le piazze europee ad andare con il vento in poppa, ad eccezione
della sola borsa di Atene, anche oggi andata giù (ha chiuso a -0,46%). Bene
Parigi (+3,42) e Madrid (+3,23). Pressoché identiche le chiusure di Londra
(+3,12) e Francoforte (+3,11).

FERMATO
IL PETROLIO
Grazie all'operazione
'Top Kill', in corso nel Golfo del Messico per sigillare il pozzo petrolifero
della Bp, la fuoriuscita di greggio si è per il momento fermata. Lo ha detto
l'Ammiraglio Thad Allen, responsabile per le operazioni di contenimento,
precisando però che è troppo presto ancora per cantare vittoria. Alla tv della
Lousiana WWL, Allen ha indicato che "hanno fermato il flusso di
idrocarburi, sono stati in grado di stabilizzare la testa del pozzo e stanno
immettendo fanghi" nel pozzo con forte pressione. Se l'operazione andrà in
porto dopo i fanghi,

CASO
CLAPS
La magistratura
di Salerno ha disposto l'arresto di Danilo Restivo per l'omicidio di Elisa
Claps. Si tratta della studentessa potentina scomparsa il 12 settembre 1993, il
cui cadavere è stato ritrovato il 17 marzo scorso nel sottotetto della chiesa
della Santissima Trinità di Potenza. Lo si è appreso in ambienti giudiziari. Il
provvedimento è in corso di notifica a Restivo in Inghilterra, dove l'uomo è
detenuto per un altro omicidio, quello della sarta Heather Barnett. Danilo
Restivo, per sua stessa ammissione, è stato l'ultimo ad aver visto in vita
Elisa Claps, la mattina del 12 settembre '93. I due si videro nella chiesa
della Trinità, dove Restivo aveva chiesto di incontrare la ragazza per
consegnarle, ha detto, un regalo. Restivo ha poi raccontato che Elisa si
allontanò dalla chiesa, e che egli vi si trattenne alcuni minuti in preghiera.
Sulla vicenda ha lungamente indagato prima

STOP
A FIDUCIA E MAXIEMENDAMENTi
Il
Presidente della Repubblica, nel promulgare la legge di conversione del decreto
legge n. 40 del 25 marzo 2010 (cosiddetto "decreto incentivi"), ha
inviato ai presidenti delle Camere e al Presidente del Consiglio una lettera
contenente alcuni rilievi. "Il decreto-legge che, nella sua formulazione
originaria, conteneva disposizioni riguardanti esclusivamente la repressione
delle frodi fiscali, la riscossione tributaria ed incentivi al sostegno della
domanda e delle imprese, nel corso dell'iter di conversione è stato
profondamente modificato, anche mediante l'inserimento di numerose disposizioni
estranee ai contenuti del decreto e tra loro eterogenee", scrive il Capo
dello Stato Giorgio Napolitano nella lettera inviata ai presidenti delle Camere
dopo aver promulgato, con rilievi, il decreto incentivi. Tale tecnica, ricorda
il Capo dello Stato, è stata "criticata" sia da lui che dai suoi
predecessori. "Ove si persista nella tendenza a caricare di contenuti
impropri i disegni di conversione dei decreti-legge, la preoccupazione per i
rischi che può comportare la decadenza di un determinato decreto-legge non
potrà ulteriormente trattenermi dall'esercitare la facoltà di rinvio alle
Camere della relativa legge di conversione", scrive Napolitano nella
lettera inviata ai presidenti delle Camere per informarli della promulgazione,
con rilievi, del decreto incentivi. "I motivi fin qui illustrati, in sé
considerati, potrebbero giustificare il ricorso alla facoltà attribuita al
Presidente della Repubblica dall'art. 74 della Costituzione di chiedere alle
Camere una nuova deliberazione in ordine alla legge a me trasmessa in data 20
maggio 2010. Tuttavia, trattandosi di una legge di conversione, sono
consapevole che tale richiesta, in considerazione della prossima scadenza del
termine stabilito dall'art. 77 della Costituzione, comporta il rischio della
decadenza del decreto-legge, che contiene disposizioni di indubbia utilità,
come quelle relative al contrasto dell'evasione fiscale ed al reperimento di
nuove risorse finanziarie". Inserire troppe norme eterogenee ha una
"sua incidenza negativa sulla qualità della legislazione, per la
violazione dell'articolo 15, comma 3, della legge n. 400 del 1988 e, infine,
per la possibile violazione dell'art. 77 della Costituzione allorché comporti
l'inserimento di disposizioni prive dei requisiti di straordinaria necessità ed
urgenza, eludendo la valutazione spettante al Presidente della Repubblica in
vista della emanazione dei decreti-legge", scrive Napolitano che aggiunge:
Ho anche avuto modo di rilevare, più volte e in diverse sedi, che in presenza
di una marcata eterogeneità dei testi legislativi e della frequente
approvazione degli stessi mediante ricorso alla fiducia su maxi-emendamenti, si
realizza una pesante compressione del ruolo del Parlamento, specialmente
allorché l'esame da parte delle Camere si svolga con il particolare
procedimento e nei termini tassativamente previsti dalla Costituzione per la
conversione in legge dei decreti".

SULLE INTERCETTAZIONI
"È tangibile il rischio dell'espatrio
delle notizie dall'Italia su giornali e tv straniere. Cosa accadrebbe se ciò
che dovesse essere vietato al Corriere della sera, a Repubblica o ai
telegiornali Rai e Mediaset dovesse trovare ampia ospitalità su Le Monde, sul
Times o sui grandi media internazionali a cominciare dal network di Mr.
Murdoch? Che faremo dinanzi al fenomeno inedito dell'espatrio della notizia?
Grideremo al complotto?". Lo scrive Carmelo Briguglio, vice Presidente dei Deputati del Pdl, su 'Generazione
Italia'. "Secondo noi - continua Briguglio - va evitato un altro grave
errore politico che si chiama voto di fiducia. Lo diciamo con chiarezza e per
tempo. Si conceda al Parlamento, all'opposizione ma anche alla maggioranza,
alle categorie interessate, ai cittadini tutto il tempo necessario per
discutere e trovare mediazioni sul testo. Non è una settimana di dibattito in
più che può vanificare l'esito finale". Briguglio aggiunge una "terza
istantanea considerazione. Siamo particolarmente esposti come Paese a particolari
attenzioni da parte dell'alleato americano. Putin, Gheddafi e dintorni. Certe
nostre relazioni non incontrano il massimo gradimento. La voce critica verso la
nuova normativa di un esponente del governo americano in visita in Italia
costituisca motivo di seria riflessione". "La legge sulle
intercettazioni ha bisogno di altri correttivi. Basta un granello di buon
senso. Il Pdl deve adoperarlo", conclude Briguglio. Il governo porrà la
fiducia sul provvedimento? "Non lo so, è una cosa di cui si parla in
Consiglio dei ministri e fino adesso non è stata ventilata", fa sapere
Umberto Bossi, ministro delle
Riforme e segretario della Lega Nord. "Non possiamo avallare la legge
sulle intercettazioni che sia la risposta alle inchieste giudiziarie di questi
giorni. Sarebbe una censura inammissibile", afferma Pier Ferdinando Casini. Il leader dell'Udc dice alla
maggioranza di fermarsi "perché altrimenti sarebbe un grande errore. Tutti
infatti ritengono che questa legge la facciate per tutelare il malaffare e non
per tutelare la privacy". "La battaglia che faremo sulle
intercettazioni sarà durissima", ha detto il capogruppo del Pd alla
Camera, Dario Franceschini,
intervenendo all'Assemblea nazionale del partito. "La tutela della privacy
- ha aggiunto - è un'altra cosa rispetto a questa legge che crea allarme
internazionale per la lotta al crimine. Vediamo se c'é davvero in Italia una
destra che ritiene che la libertà dei cittadini ad essere informati e la lotta
al crimine sia superiore a qualsiasi altro interesse". "La smentita e
la successiva precisazione del sottosegretario di Stato Lenny Breuer confermano
che non intendeva riferirsi ai nostri provvedimenti legislativi", sostiene
il presidente del Senato Renato Schifani.
"Sin dalla sua prima stesura - ha detto Schifani - il decreto sulle
intercettazioni non contempla alcun intervento modificativo su reati di mafia o
di terrorismo internazionale".

LETTERA
DEL MINISTRO BONDI
"Sono
esposto da più di una settimana, e chissà quanto ancora continuerà questo
incivile e violento trattamento, ad ogni genere di supposizioni, di sospetti,
di insinuazioni e di vere e proprie diffamazioni, senza che io possa in alcun
modo difendermi". Lo scrive il ministro dei Beni Culturali, Sandro Bondi
in una lettera aperta al presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, al
presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e a quello del Senato, Renato
Schifani, ma non a Gianfranco Fini, a proposito delle varie indiscrezioni di
stampa, ieri anche smentite, sul suo coinvolgimento in inchieste. "Credo
ancora in un libero giornalismo - dice il ministro - che contribuisca alla
denuncia dei mali del Paese e degli eventuali reati compiuti anche dalla classe
politica, attraverso però una scrupolosa ed attenta indagine sulle fonti. Credo
ancora in una giustizia che persegua i reati, quando vengono accertati. Così
come credo ancora in una democrazia capace di rinnovarsi senza ricorrere alla
gogna mediatica, alla punizione anticipata e preventiva di coloro che hanno la
disavventura di entrare nel tritacarne mediatico-giudiziario, senza neppure che
si attenda il responso delle indagini e dei processi e senza addirittura sapere
se esistano o meno procedimenti penali a carico della persona oggetto di tali
gravi insinuazioni". "Questo fenomeno - conclude - e questo
meccanismo lo abbiamo già visto all'opera, lo abbiamo già conosciuto nel
passato, e sappiamo che non ha condotto a nessun autentico cambiamento della
società italiana. Spesso ha condotto a gravi ingiustizie. Spero che ciò non si
ripeta ancora, perché dimostrerebbe che il nostro Paese non è capace di
rinnovarsi senza fuoriuscire dalle regole, senza passare attraverso la ricerca
di capri espiatori. Per queste ragioni mi sono rivolto a Voi, nella speranza
che il mio caso, che è piccola cosa ma vive drammaticamente in me, possa
suscitare qualche interrogativo prima che non sia troppo tardi".

'Di fronte
allo tsunami che sta mettendo a dura prova tutti i Paesi europei il solito
partito dei pessimisti e' tornato a farsi sentire e a diffondere le solite
menzogne e veleni, attribuendo al nostro governo il proposito di varare a breve
provvedimenti punitivi che sono per l'ennesima volta totalmente inventati'. Lo
afferma i presidente del Consiglio Silvio Berlusconi in un messaggio registrato
ai Promotori della Libertà. ''Chiedo il vostro impegno: dovete sapere far
sapere che non uno di questi fantasiosi provvedimenti di macelleria sociale di
cui si legge su certa stampa in questi giorni risponde al vero. Noi stiamo
lavorando in stretto contatto con le parti sociali. È assolutamente falso che
sia alle viste un aumento delle imposte''. Lo afferma i presidente del
Consiglio Silvio Berlusconi in un messaggio registrato ai Promotori della
Libertà. ''Non verranno toccate - precisa Berlusconi - né la sanità né le
pensioni, né la scuola né l'Università. È sicuro invece che il governo
continuerà a mantenere i conti pubblici in ordine con una politica prudente,
coniugando il rigore con l'equità e il sostegno alo sviluppo. E ripeto: non
aumenteremo le tasse. Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani''.
"Cercheremo invece con ogni mezzo - spiega Berlusconi - di combattere le
spese eccessive e di combattere l'evasione fiscale. Sino ad oggi siamo riusciti
a tutelare le famiglie, i ceti più deboli, le imprese (soprattutto quelle
piccole e medie) con provvedimenti mirati, concreti ed efficaci. Continueremo a
farlo nei limiti delle possibilità di bilancio portando avanti la politica di
buon senso degli ultimi due anni, con una gestione economica che mantenendo in
ordine i conti pubblici ha messo il nostro Paese al riparo: un merito che ci è
stato riconosciuto internazioalmente da tutti, anche dai più severi
osservatori. Se qualche sacrificio verrà chiesto agli italiani
"sicuramente sarà graduato su livello sociale per calibrarlo. Qualche sacrificio
dovrà essere chiesto a chi se lo può permettere". Lo ha detto il
presidente del Senato Renato Schifani parlando a margine di una manifestazione
a Buonconvento (Siena). Commentando la prossima manovra finanziaria ed
economica, Schifani ha ribadito che "sarà significativa" ma si è
detto certo che "si interverrà sulla contrazione della spesa pubblica e in
particolar modo su quella non produttiva". Il presidente del Senato ha poi
ricordato che assieme al presidente della Camera Gianfranco Fini è stato
"individuato un percorso che ci porterà mercoledì prossimo a stabilire un
taglio alle indennità dei parlamentari e altri misure di contenimento delle
spese del Palazzo". "Ho sentito per radio l'intervento di Bersani
sulla manovra e l'ho trovato sinceramente deludente". Lo ha detto il
ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, commentando l'intervista
rilasciata del leader del Pd Pier Luigi Bersani sulla prossima manovra
finanziaria. Secondo Matteoli, "in un momento come questo una forza di
opposizione poteva avere altri argomenti, ma ha usato un linguaggio non
appropriato. Noi non abbiamo mai messo le mani nelle tasche degli italiani,
abbiamo invece cercato di garantire, nonostante la crisi, un minimo verso le
famiglie mettendo in cassaforte una cifra enorme per la cassa integrazione
allargandola a categorie che mai l'avevano avuta". Il ministro
dell'Economia Giulio Tremonti ha chiesto un varo veloce della manovra
economica. Ma un esame politico, che servirebbe ad evitare tensioni nel Pdl,
potrebbe rallentarne il varo, anche se solo di qualche giorno. Silvio
Berlusconi ha così avviato un confronto con il titolare del Tesoro in un
incontro notturno a Palazzo Grazioli. Intanto, continuano a trapelare ipotesi
sulle misure all'esame, in particolare l'estensione della previsione di gettito
che deriverebbe dalla sanatoria sugli immobili fantasma che arriverebbe fino a
6 miliardi. Una ipotesi di cui dovrebbero aver parlato stanotte il ministro
dell'economia e il premier. Nel corso dell'incontro Tremonti avrebbe aggiornato
Berlusconi sulla trasferta a Bruxelles. Ma è probabile che al centro del
confronto ci sia stata la tempistica del varo della manovra. Il 'Professore'
punta ad un varo in tempi brevi con la convocazione del Cdm già martedì
prossimo. Accelerazione che Berlusconi sta frenando per consentire una
valutazione delle misure da parte dei competenti organi di partito. Certo
l'agenda dei prossimi giorni è impegnativa per il governo e il ministro del
tesoro. Giovedì c'é l'assemblea di Confindustria e poi una riunione a Parigi
dell'Ocse. Ma l'appuntamento con l'Ecofin di Lunedì 7 giugno lascia ancora una
settimana di margine per scegliere e limare le misure. Sui contenuti non vi
sarebbero divisioni, ma semmai la necessità di individuare le soluzioni più
idonee all'interno dei singoli capitoli. In particolare l'approfondimento
riguarderebbe il "tetto" oltre il quale applicare il taglio agli
stipendi dei dirigenti pubblici (la forbice varia tra 80.000 e 100.000 euro) e
dunque la platea interessata, i tempi della la chiusura delle finestre
pensionistiche, e la tracciabilità dei pagamenti in contanti ai fini anti
evasione. Per quanto riguarda le cifre si parla ancora di un intervento che
potrebbe sfiorare i 28 miliardi di euro ed esser messo nero su bianco attraverso
un decreto (che avrebbe un effetto sul 2009 rifinanziando alcune voci
'incomprimibili' di spesa) e un Ddl che riguarderebbe invece i prossimi due
anni. Sul fronte delle misure altre indiscrezioni sono filtrate nelle
ultimissime ore come quelle relative a interventi nella sicurezza e, secondo
qualcuno anche nelle missioni all'estero. E altre ipotesi prendono forma oggi:
quella di far confluire nell'Inps alcuni enti previdenziali più piccoli e
l'idea di dare una stretta sulla tracciabilità dei pagamenti. Un 'classico' tra
le armi per la lotta all'evasione. La norma che prevede il taglio agli stipendi
dei super manager della P.a. (oltre 100.000 euro) sarebbe "rischiosa"
e dunque potrebbe saltare perché a rischio di incostituzionalità. Questo anche
se la norma viene invece caldeggiata dalla Cgil ma decisamente contrastata da
chi ne sarà colpito, i dirigenti pubblici. E il dibattito politico segue anche
oggi lo stesso copione con il Pd decisamente all'attacco e alcuni sindacati (e
in particolare quello della Cgil che raggruppa la scuola, la ricerca,
l'università e formazione professionale, ecc) che chiede senza mezzi termini di
proclamare lo sciopero generale. Molte categorie, interessate dalle ipotesi che
circolano da giorni continuano a protestare: i medici sono pronti alla
mobilitazione in caso di ulteriori tagli al servizio sanitario nazionale (si
parla di risparmi di 5 miliardi per l'intero sistema). Molte le rassicurazioni
arrivano anche oggi dagli esponenti del Governo: la manovra - dice il ministro
del Lavoro, Maurizio Sacconi - non vedrà l'introduzione di nuove tasse, né
interventi strutturali, cioé le pensioni. Questo anche se nel 'mix' di misure
allo studio spunta con insistenza un intervento (ma una tantum) lo slittamento
di alcune finestre per andare in pensione. Si tratterebbe però di 2 o 3 mesi
come conferma anche il titolare della Farnesina Franco Frattini, che parla
appunto di "misure temporanee". Toccare le pensioni strutturalmente -
ribadisce inoltre il segretario della Cisl, Raffaele Bonanni, "sarebbe un
grave errore". E se le pensioni non si toccano c'é però da intervenire
sulla spesa pubblica, anche quella degli enti locali (in questo caso si parla
di un contributo di 4 miliardi): "certamente - dice infatti Sacconi -
dobbiamo ripensare il perimetro della spesa corrente dello Stato e delle
amministrazioni locali". Di lotta agli sprechi parla anche Frattini:
saranno certamente misure che colpiranno gli sprechi e quella larga evasione
che ancora esiste. Misure che ristruttureranno il sistema delle amministrazioni
che oggi è fonte di sprechi di spese inutili". Nel mirino del Governo, già
da tempo, ci sono come noto gli enti oggi considerati "inutili".

BARROSO SU CRISI
"La
crisi economica e finanziaria ha spazzato via 10 anni di crescita e di
progressi, e non è ancora passata. La situazione in Grecia e gli attacchi alla
stabilità lo dimostrano". Lo ha detto il presidente della Commissione
europea, José Manuel Barroso, durante il suo intervento alla conferenza del
Comitato economico e sociale europeo, che si è chiusa oggi a Firenze. Barroso
ha poi sottolineato che "l'Europa ha approvato un'azione coordinata per
sostenere gli Stati membri: non è stato facile, ma gli Stati si sono messi
d'accordo". "Alcuni politici degli Stati membri, quando una legge va
bene, dicono che è merito loro: quando va male dicono che è imposta da
Bruxelles". Lo ha detto il presidente della Commissione europea, José
Manuel Barroso, durante la conferenza stampa che ha chiuso i lavori,
all'Istituto degli Innocenti di Firenze, della biennale del Comitato economico
e sociale europeo, organizzata insieme alla Regione Toscana. Barroso ha
sottolineato che, ad esempio, "alcuni politici dicono che le politiche di
austerità sono colpa di Bruxelles: é bene chiarire che non sono imposte da
Bruxelles, ma sono decisioni dei governi. Non diamo colpe all'Europa per cose
che non sono di sua responsabilità". Gli obiettivi - ha aggiunto -
"sono stabiliti insieme, ma la risposta concreta in ogni singolo settore
spetta ai governi nazionali". Ad una domanda sulla riforma scolastica
predisposta dal ministro all'istruzione, Mariastella Gelmini, Barroso ha
risposto di non volere entrare nel merito delle "politiche stabilite dai
singoli Stati" anche perché "l'Europa fissa gli indirizzi
generali". "Spero che il Consiglio europeo, che si riunirà a giugno,
fissi gli obiettivi di qualità per l'istruzione e l'inclusione sociale. Se
riusciremo a trovare il consenso, proveremo a costituire entro il 2010 la
piattaforma contro la povertà per il dialogo con gli Stati membri". Lo ha
detto il presidente della Commissione europea, José Manuel Barroso, a Firenze,
all'Istituto degli Innocenti, nella conferenza del Comitato economico e sociale
europeo, dedicata al tema 'L'educazione per combattere l'esclusione socialé.
"A novembre - ha poi aggiunto Barroso - approveremo le raccomandazioni
contro l'abbandono scolastico. Nel 2011 prenderemo misure sull'istruzione per i
migranti e sulle politiche per l'infanzia". Barroso, infine, rispondendo
ai giornalisti, ha spiegato che oggi è "prematuro" fare una stima sui
fondi, ma "in autunno presenteremo le previsioni di bilancio su questi
temi". L'euro è una moneta "credibile". Lo ha ribadito a chiare
lettere il presidente della Bce, Jean Claude Trichet, in un'intervista al
tedesco Frankfurter Allgemeine Zeitung. "Siamo chiari: - ha precisato -
non è l'euro a essere in pericolo, ma la politica di bilancio di alcuni
paesi". I bruschi movimenti verificatisi sui mercati negli ultimi giorni,
ha proseguito, "sono la combinazione dell'umore degli investitori e
dell'influenza degli speculatori, come gli hedge fund". Il presidente
della Bce ha quindi confermato anche di essere favorevole a una più stringente
regolazione del settore bancario e dei fondi speculativi: "in tutto il
settore finanziario, e non solamente in quello bancario, si sono sviluppati
alcuni comportamenti che si sono scostati profondamente dai valori fondamentali
della nostra società democratica. Abbiamo bisogno di un cambiamento dei valori
nel settore finanziario".