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LE NOTIZIE AUTO E MOTO SU:

INDAGATO UMBERTO BOSSI
Umberto
Bossi è indagato dalla procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta sui fondi
della Lega. Indagati anche i figli Renzo e Riccardo. Umberto Bossi è indagato
dalla procura di Milano per truffa ai
danni dello Stato in concorso con l'ex tesoriere Francesco Belsito.
L'accusa riguarda i rimborsi elettorali ottenuti dal partito con un rendiconto,
secondo l'accusa, infedele presentato nell'agosto del 2011. Umberto Bossi e
suoi figli Renzo e Riccardo hanno ricevuto un'informazione di garanzia firmata
dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dai pm Roberto Pellicano e Paolo
Filippini titolari dell'inchiesta. Nei confronti del leader della Lega, in
concorso con l'ex tesoriere Francesco Belsito, si contesta il reato di truffa
ai danni dello Stato. Nei suoi confronti ci sarebbero agli atti dell'indagine
non solo le dichiarazioni rese dallo stesso Belsito ma anche elementi
documentali. Renzo e Riccardo Bossi sono
indagati dalla procura di Milano per appropriazione
indebita in relazione alle loro spese personali pagate, secondo
l'accusa, con i fondi del partito. I due rispondono di appropriazione indebita
in concorso con l'ex tesoriere della Lega Francesco Belsito. Il senatore Piergiorgio Stiffoni è indagato dalla
Procura di Milano nell'ambito dell'inchiesta sui fondi della Lega Nord.
Piergiorgio Stiffoni ha ricevuto un'informazione di garanzia nella quale si
contesta il reato di peculato. Il sospetto del procuratore aggiunto Alfredo
Robledo, che coordina le indagini assieme ai pm Roberto Pellicano e Paolo
Filippini, è che abbia usato a fini personali i fondi destinati al Senato e sul
cui conto corrente aveva la firma. "Umberto Bossi firmava i rendiconti del
partito". È quanto avrebbe detto in sostanza al pm di Milano la
responsabile amministrativa di via Bellerio, Nadia Dagrada. Le dichiarazioni
della dirigente sarebbero, da quanto si è saputo, uno degli elementi su cui si
fonda l'accusa di truffa ai danni dello stato a carico del senatur. Umberto
Bossi, indagato dalla procura di Milano per truffa ai danni dello Stato
nell'ambito dell'inchiesta sui fondi della Lega Nord, risponde come legale
rappresentante del partito in quanto firma i rendiconti che portano
all'erogazione dei rimborsi elettorali. Nei confronti del leader del Carroccio,
a differenza dei suoi due figli, da quanto si è saputo, non c'é alcuna
contestazione che riguarda presunte spese personali.

CRISI ITALIANA
"Le
prossime settimane saranno decisive per il futuro del nostro Paese e anche
dell'Unione europea". Così il premier Mario Monti, aggiungendo che per
l'Italia questo "non è il momento di allentare la presa". Il capo del
Governo, quindi, ha tenuto a sottolineare di non aver ''mai, dico, dico mai,
usato la parola austerità. Non era il nostro obiettivo''. ''Un Paese che era
sull'orlo del precipizio - ha detto ancora - aveva bisogno di consolidare i
conti pubblici. Non avendola invocata non ho ragioni di abbandonarla".
"Se per fase uno parliamo di gestire una crisi che comporta ancora aspetti
di emergenza siamo ancora nel pieno
della fase uno". Lo sottolinea il presidente del Consiglio, Mario
Monti, accennando a "quello che vediamo in Europa, e in Grecia. E
all'agenda del G8 di Camp David dove a preoccupare è soprattutto l'economia
dell'eurozona". Parlando al convegno di inaugurazione del Forum P.A.,
Monti ha sottolineato di non vedere "distinzioni tra fase uno e fase
due" sul fronte della crisi. Ed ha poi aggiunto che se per fase due si intende
l'impegno per la crescita comunque è un lavoro che il governo sta facendo
"fin dal suo insediamento". L'Italia affronta la crisi ancora in
quella che può essere definita una fase 1, ancora con "aspetti di emergenza". Ma, ha affermato il
presidente del Consiglio, abbiamo fatto grandi
passi avanti "rispetto a novembre quando l'Italia stessa era fonte
di crisi". "Malgrado il contributo di Stati Uniti e paesi europei, se
la crisi dovesse tracimare l'Italia si troverebbe con la coscienza pulita anche se con mercati
finanziari turbati". Il premier Mario Monti lo ha detto dopo aver
accennato all'agenda del G8 di Camp David che sarà incentrata soprattutto
sull'allarme Eurozona. "Se fase 1 significa gestire una crisi che comporta
anche aspetti di emergenza, allora, signori, siamo ancora nel pieno di una fase
1", ha detto Monti al convegno inaugurale del Forum Pa. "Vediamo - ha
quindi spiegato - qual'é la preoccupazione principale dell'agenda del G8 che
comincerà presto a Camp David: è soprattutto su temi strategici di vasta portata,
sul tema economico dell'economia europea, dell'Eurozona". Noi, sottolinea
il presidente del Consiglio, "abbiamo la grande tranquillità psicologica e
politica che all'interno e all'esterno del Paese, e credo che l'ambasciatore
Usa Thorne (presente al convegno) potrebbe autorevolmente confermarlo" che
"l'Italia si trova in una situazione completamente diversa" se si
confronta "una situazione di crisi come quella di oggi con quella nella
quale questo Governo ha esordito a metà novembre". Monti ha più volte
sottolineato che è una semplificazione comprensibile ma non corretta quella di
distinguere una fase 1 ed una fase 2 nell'azione del Governo sul fronte della
crisi. Perché fin da suo insediamento il Governo ha lavorato anche per
"salvaguardare le prospettive di crescita. L'impegno mio, di tutto il
Governo, e credo di tutto il sistema pubblico italiano - ha quindi sottolineato
il presidente del Consiglio - è di portare avanti una fase 1 ed una fase 2 che
si sviluppano in modo molto abbracciato". "Il governo ringrazia i dipendenti della Pubblica amministrazione che
corrono rischi per la loro incolumità fisica". "Ribadisco, e
avrò in futuro occasioni per farlo più da vicino, la vicinanza del governo ai
membri della pubblica amministrazione chiamati a funzioni impopolari". Lo
ha detto il premier Mario Monti inaugurando il forum PA. "Il fatto che una
certa insofferenza sia giustificata non significa che la loro importanza sia
meno essenziale e che non debbano avere il rispetto dei cittadini. Lavoreremo
per ricostruire un rapporto basato sulla fiducia".

LO SPREAD E LE BORSE
Lo spread tra il btp decennale e
l'equivalente bund tedesco cala sotto i 440 punti base (438). Il tasso sul
titolo del Tesoro scende al 5,86%. In calo anche il differenziale della Spagna.
La forbice Madrid-Berlino si restringe a 485 punti dai 507 di stamane col tasso
sui bonos in discesa al 6,33%. Avvicinandosi a metà giornata Piazza Affari è
tornata in negativo, con tutte le Borse europee nervose in attesa dei dati
macroeconomici Usa di giornata, in particolare su mercato immobiliare e
produzione industriale: l'indice Ftse Mib segna una perdita dello 0,64%, l'Ftse
All Share un ribasso dello 0,71%. Sempre molto deboli Monte dei Paschi
(-5,33%), Mediolanum (-4,26%) e Pirelli, che cede il 3,51%. Tiene Unicredit
(+0,64%), sale Intesa (+1,61%), mentre corre sempre del 5,11% Finmeccanica. Si
è allentata la pressione sulle borse europee dopo un avvio pesante sui
persistenti timori sul destino della Grecia e della zona euro. A livello
settoriale le banche perdono lo 0,73%, più pesanti le materie prime (-2,3% il
Dj stoxx comparto), le auto (-1,6%) e le costruzioni (-1,5%). In linea con le
altre Borse europee, Piazza Affari si riporta attorno alla parità: l'indice Ftse
Mib segna una crescita dello 0,10%, l'Ftse All Share un calo dello 0,06%. Tra i
titoli principali, Mediolanum cede il 4,1% e Mps poco più del 3%, mentre Fiat e
Telecom restano piatte sulla chiusura di ieri mentre Unicredit e Intesa
SanPaolo crescono oltre il punto percentuale. Sempre in rally Finmeccanica:
+5,1%. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali Borse europee:
- Londra -1,03% - Parigi -0,18% - Francoforte -0,90% - Madrid -1,67% - Milano
+0,10% - Amsterdam -0,77% - Stoccolma -1,92% - Zurigo -0,14%. La Spagna corre
il rischio di non avere più accesso ai mercati per finanziarsi. A lanciare
l'allarme è lo stesso primo ministro Mariano Rajoy. "Al momento c'é un
rischio concreto di essere tagliati fuori dai mercati, oppure dover pagare tassi
astronomici", ha detto il premier al parlamento di Madrid".
"Tutte le misure che stiamo prendendo sono necessarie per uscire dal
tunnel", ha sottolineato Rajoy. L'appello del premier spagnolo arriva con
lo spread Madrid-Berlino al record storico di 507 punti base e con il
rendimento dei bonos al 6,49%. A marzo i titoli decennali iberici pagavano meno
del 5%. Chiusura in netto ribasso per la Borsa di Tokyo. L'indice Nikkei segna
un calo dell'1,12% a 8.801,17 punti. Anche le Borse asiatiche dopo quelle europee
accusano l'incertezza che grava sulla zona euro con la Grecia che si avvia a
nuove elezioni: l'indice Msci Asia Pacific che raggruppa i maggiori titoli
dell'Estremo Oriente cede circa due punti percentuali, con Seul che cede oltre
il 3%. Molto male anche Hong Kong, che perde oltre il 3% il peggior scivolone
degli ultimi sei mesi, mentre Tokyo ha cercato di contenere i ribassi. Sul
mercato giapponese, in particolare, pesano i cali della Tepco (-5,03%) e del
gruppo automobilistico Isuzu, mentre qualche acquisto si registra tra i gruppi
del cemento. Inferiore al punto percentuale il ribasso delle Borse cinesi,
mentre molto male è andata anche a Sidney, dove sono quotati diversi titoli che
possono anticipare l'avvio dei loro settori in Europa. Deboli sul mercato
australiano soprattutto i grandi gruppi delle materie prime e le società dei
macchinari industriali, che hanno accusato il forte calo degli ordini nel
comparto in Giappone. Segno che la ripresa, anche in Asia, è lontana e incerta.

LA
SITUAZIONE GRECA
"La vicenda Grecia è stata gestita
malissimo" e "l'Europa ancora adesso forse pretende cose
impossibili". Lo ha affermato il ministro dello Sviluppo economico,
Corrado Passera, nel corso di Uno mattina. In ogni caso, ha proseguito,
"credo che l'euro possa reggere anche senza Atene: è un fatto acquisito o
quanto meno un'ipotesi molto ragionevole". Secondo Passera, invece,
"bisognerebbe aiutare la Grecia a uscire da questa situazione".
Tornando sulla gestione della crisi a livello internazionale, il ministro ha
poi sottolineato che il problema "era relativamente piccolo, rappresentava
pochissimi punti percentuali del pil europeo", invece "é stato
gestito malissimo" e l'Europa "ancora adesso forse pretende cose
impossibili, dopo i grandi sacrifici che i greci hanno pagato". Comunque,
ha concluso, "non è in discussione la credibilità dell'euro".
"Non si può rinegoziare il piano di aiuti" per la Grecia. Lo ha detto
il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schauble. "E' un programma
studiato in modo molto dettagliato e non si può rinegoziare". Già ieri, al
termine dell'Ecofin a Bruxelles, il ministro tedesco aveva dichiarato che il
voto anticipato in Grecia "non cambia la situazione" e Atene deve
"attuare il suo programma per rimanere nell'euro", come è "nella
volontà della maggioranza dei suoi cittadini". La Banca Centrale Europea
ha ridotto drasticamente gli aiuti finanziari alle banche greche negli ultimi
mesi. Secondo quanto scrive il quotidiano olandese Het Financieele Dagblad,
l'Eurotower ha più che dimezzato l'iniezione di liquidità nelle banche
elleniche dai 73 miliardi di gennaio. La decisione di Francoforte di ridurre il
sostegno finanziario é dovuta al fatto che in Grecia non è in corso nessuna ricapitalizzazione
delle banche, aggiunge il giornale.

ARRESTATI
FALSI INVALIDI
I carabinieri del comando provinciale di
Napoli stanno seguendo un'ordinanza di custodia cautelare in carcere nei
confronti di 56 falsi invalidi. Sono accusati di truffa aggravata ai danni
dello Stato, contraffazione di sigilli, falsità materiale e ideologica e
distruzione di atti. Sono stati sequestrati 16 appartamenti, tre terreni, 170
conti e depositi bancari e 100 automezzi. A 52 degli arrestati sono stati
concessi gli arresti domiciliari; quattro sono stati chiusi nel carcere di
Poggioreale. Le indagini che hanno portato all'operazione sono cominciate nel
2009, affidate alla Sezione reati contro la Pubblica Amministrazione della
procura della Repubblica di Napoli con un apposito pool costituito da tre
magistrati. Fino ad ora tali indagini hanno consentito l'arresto di 287 persone
ed il sequestro di beni mobili ed immobili per un valore complessivo di oltre
10 milioni di euro. Le indagini che hanno portato agli arresti di oggi hanno
permesso di verificare il coinvolgimento anche di persone in qualche modo
collegate alla criminalità organizzata nella truffa ai danni dell' Inps,
facendo emergere l'ipotesi che i proventi delle false pensioni di invalidità
possano costituire un ulteriore canale di approvvigionamento economico a favore
di persone direttamente o indirettamente collegate a gruppi camorristici. Tale
dato è stato confermato anche da una recente sentenza di condanna del Tribunale
di Napoli a otto anni di reclusione di alcune persone - organiche ad un clan
camorristico radicato nel centro storico di Napoli - arrestate nel febbraio
2011, che agivano quali procacciatori di falsi invalidi. I destinatari della
misura cautelare emesse dal gip ed eseguite oggi dai carabinieri sono persone
che, mediante falsa documentazione, hanno indebitamente ottenuto pensioni di
invalidità, comprensive di indennità di accompagnamento, causando all'Inps un
danno quantificato in oltre 2 milioni di euro. Nel corso delle indagini si è
verificato anche un tentativo di ostacolare l'attività degli inquirenti,
realizzato mediante la distruzione di documentazione medica e amministrativa
contraffatta. Anche Patrizia Ferriero ed Assunta Stolder, rispettivamente
moglie e sorella del boss della camorra del quartiere Forcella, Raffaele
Stolder sono tra le persone alle quali i carabinieri hanno notificato questa
mattina ordinanze di custodia cautelare nell'ambito dell'inchiesta sui falsi
invalidi. Dalle indagini, coordinate dal pm Giancarlo Novelli, è emerso che
entrambe, da diversi anni, percepivano pensione di invalidità ed indennità di
accompagnamento, dal momento che risultavano affette da gravi disturbi
psichici. A Patrizia Ferriero, arrestata nei giorni scorsi per associazione
camorristica, la misura cautelare è stata notificata in carcere. La cognata,
invece, ha avuto il beneficio degli arresti domiciliari. Ferriero è la madre di
Nunzia Stolder, eletta negli anni scorsi nelle lsite del Pdl nel consiglio
circoscrizionale del quartiere San Lorenzo Vicaria.

SPENDING
REVIEW
"Sicuramente è possibile ci siano
dei tagli sulla spesa sanitaria. Per quanto riguarda le auto blu che sono di
mia competenza abbiamo previsto un risparmio calcolabile in 350 milioni".
Così il ministro della Funzione Pubblica Filippo Patroni Griffi rispondendo a
chi gli chiedeva se vosse vero che i maggiori introiti previsti dalla spending
review arriveranno da tagli alla sanità e dal taglio delle auto blu. Secondo altre
ipotesi dal primo resoconto di spesa, che il commissario Enrico Bondi dovrà
presentare in settimana a Monti, dovrebbe risultare che la parte più
consistente dei 4,2 miliardi di risparmi previsti dalla spending review
dovrebbe derivare per 3 miliardi dalla riorganizzazione degli appalti. Il
ministero della Funzione Pubblica ha istituito una task force per il
monitoraggio delle consulenze esterne delle pubbliche amministrazioni
sull'esempio del monitoraggio sulle auto blu. Lo ha annunciato Patroni Griffi
prima di un'audizione in commissione finanza alla Camera. Della Task Force
faranno parte la Corte dei Conti, l'ispettorato delle finanze e l'ispettorato
della funzione pubblica. I dati sui distacchi sindacali "non lasciano
indifferenti. Stiamo riflettendo su questo aspetto con il professor Amato che
deve approfondire il tema del finanziamento a partiti e sindacati". Così
il ministro della Funzione Pubblica commentando la relazione della Corte dei
Conti sul lavoro nel settore pubblico diffusa ieri. I distacchi, ha spiegato,
potrebbero essere configurati come "finanziamento indiretto ai
sindacati".

LETTERA
MINATORIA
Una lettera con minacce al presidente di
Equitalia Sud è arrivata questa mattina nella redazione centrale del quotidiano
'Calabria Ora'. La busta è stata lasciata nella cassetta delle lettere.
All'interno c'erano i fogli con
l'intestazione del Nucleo Olga, Federazione anarchica informale Fronte
rivoluzionario internazionale. ''Fai Calabria - si legge nella lettera -
avvisa che Equitalia Sud sarà oggetto di attenzione nella persona del suo
presidente, becero uomo d'affari e servitore del potere economico''. Gli
anarchici proseguono: ''La riscossione in Italia è divenuta una ruberia al popolo
che sarà segnata con il marchio della vita, ma questa volta vi avvisiamo prima,
una serie di provvedimenti contro il popolo sono stati la causa del fallimento
sociale e ci ha 'obbligati' a militare sul campo di battaglia''. ''La Signora,
ministro Cancellieri - si legge nella lettera - ha detto che se si attacca
Equitalia è come attaccare lo Stato, quindi attaccheremo lo Stato anche attraverso Equitalia fin quando lo Stato non
cambierà marcia a tutela il Popolo, gli Operai e le Imprese''. Ogni altro suicidio per la crisi, prosegue il
testo, ''è ritenuto un omicidio di Stato'' e sarà ''punito con il
marchio della vita sino ad elevare il livello a ricordo della vita''. I
terroristi nel testo scrivono che lo Stato potrebbe ''modificare il Durc
facendolo divenire strumento di compensazione tra Stato e Imprese che si vedono
fallite proprio perché tale documento, il Durc, non è più regolare per forza di
cose, potrebbe anche eliminare tale documento in blocco''. ''Diciamo - si legge
ancora - a Monti che lui è uno dei 7
rimasti e che il Popolo non ha nessun interesse a rimanere in Europa, a
salvare le banche, a saldare i conti di uno Stato che ha sperperato per conto
proprio, nessun interesse ad acquistare aerei a propulsione nucleare, ad avere
Maserati blindate, nessun interesse a pareggiare un bilancio di chi dopo 60
mesi va in pensione milionaria, il Popolo ci ha dato mandato e sacrificheremo
anche le nostre vite per la causa giusta''. La missiva termina con la frase
''Lunga vita alla cospirazione delle cellule di fuoco, lunga vita alla Fai/Fri,
viva l'anarchia''.

HOLLANDE
INCONTRA LA MERKEL
"Francia e Germania hanno la
volontà di lavorare insieme per i due paesi e per l'Europa intera". Lo ha
dichiarato Francois Hollande (nella foto) nel corso della conferenza stampa con
Angela Merkel. "Conosciamo le responsabilità che sono le nostre come
francesi e tedeschi e cercheremo di trovare le soluzioni ai problemi
esistenti", ha detto la cancelliera tedesca. Che riguardo la Grecia ha ribadito:
"Auspichiamo che la Grecia resti nell'Euro, e una maggioranza di greci ha
lo stesso desiderio". E assicura: "Con Hollande siamo d'accordo, la
Grecia deve far parte dell'Ue". Hollande è stato accolto con gli onori
militari al suo arrivo a Berlino. Una breve cerimonia che ha preceduto il
colloquio tra il presidente francese e il cancelliere Angela Merkel.

TROPPI
VEICOLI IN ITALIA
Se l'Italia avesse messo in campo, nel
decennio 2001-2010, politiche di miglioramento dell'accessibilità stradale, il
modo in cui i centri urbani sono collegati alla rete nel suo complesso, tali da
allineare il sistema-paese all'andamento dello stesso indicatore in Germania,
si sarebbe registrato un incremento del Pil pari a 142 miliardi di euro. La
perdita è stata calcolata dall'ufficio studi di Confcommercio e pubblicata nel
Libro Bianco sui Trasporti e le Infrastrutture presentato oggi. Con un parco
veicoli circolante di 41,4 milioni di unità l'Italia ha un record mondiale ed
europeo per densità in rapporto alla propria rete stradale. E' quanto emerge
dal Libro bianco su Trasporti e Infrastrutture presentato oggi da Confcommercio
in cui si afferma che l'aumento, rispetto al 1970, è stato del 271%, a fronte
di una crescita dell'intera rete stradale del paese del 34%. Si dunque è
passati da 81 a 225 veicoli per ogni km di strada disponibile. Sul fronte
infrastrutturale, si legge nel documento, l'Italia ha una densità autostradale
di 2,2 km ogni 100 km quadrati rispetto a 5,5 di Olanda, Belgio e Lussemburgo,
3,6 della Spagna e 2,7 della Germania. Aspettano di essere realizzate o
completate da quasi mezzo secolo: sono le cosiddette 'incompiute', un gruppo di
27 infrastrutture viarie cominciate e mai portate a termine. Tutte insieme
valgono 31 miliardi e hanno accumulato ritardi che variano da un minimo di 5
anni (la terza corsia dell'A11 in Toscana e il prolungamento dell'A27 in
Veneto) a un massimo di 50 (il tunnel Rapallo Fontanabuona in Liguria e la
trasversale Fano-Grosseto in Toscana). Lo dice il Libro Bianco su
Infrastrutture e Trasporti di Confcommercio. La velocità media attuale nei
maggiori centri urbani italiani ricorda da vicino quella raggiunta alla fine
del '700: oscilla intorno ai 15 km/h e scende fino a 7-8 km/h nelle ore di
punta. È quanto afferma il Libro bianco sui Trasporti e le Infrastrutture
presentato oggi da Confcommercio che nel capitolo 'Il Bel Paese congestionato'
afferma che si tratta di uno dei sintomi più macroscopici del
'congestionamento' delle reti urbane e metropolitane italiane. Tra gli
indicatori maggiormente utilizzati per misurare la congestione ci sono
l'accessibilità, che analizza il modo in cui i singoli nodi (come i centri
urbani) sono collegati alla rete nel suo complesso, e la connettività, che
esamina gli spostamenti all'interno delle aree designate dai singoli nodi. La
connettività media nelle province italiane evidenzia decrementi medi che
oscillano tra il 20 e il 30%, con trend di peggioramento medio nel decennio di
osservazione (2001-2010) del 2,5% all'anno in termini relativi; l'accessibilità
ha fatto segnare nello stesso periodo un calo costante in tutte le regioni
italiane: dal 19,4% perso in Abruzzo (massima performance negativa) all'1,5%
perso in Sicilia. La media nazionale evidenzia un peggioramento del 15%, che
appare particolarmente grave se rapportato ai trend positivi registrati invece
tra i principali competitor europei, Germania in primis.

IMMATRICOLAZIONI
IN CALO
Ad aprile la domanda di nuove auto nella UE è stato
negativa per il settimo mese consecutivo, con 1.017.912 immatricolazioni pari a
un calo del 6,9% rispetto allo stesso mese dello scorso
anno. Lo comunica l'Acea, l'Associazione delle case costruttrici che operano in
Europa. Dall'inizio dell'anno, il mercato dell'Ue si è ridotto del 7,5%,
rispetto allo stesso periodo di un anno fa, con un totale di 4.332.342 nuove
registrazioni. Risultati negativi sulle immatricolazioni di nuove auto a marzo
si sono registrati in Italia (-18%), Francia (-1,9%) e Spagna (-21,7%), mentre
il Regno Unito (+3,3%) e Germania (+2,9%) hanno registrato una performance
migliore rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Da gennaio ad aprile,
le performance nei vari paesi restano contrastanti: quello tedesco (+1,8%) e
quello britannico (+1,4%) si confermano in crescita mentre quello spagnolo è
sceso del 7,0%, così come Italia (-20,2%) e Francia (-17,5%). Quanto al gruppo Fiat ha immatricolato nei 27
paesi Ue oltre a quelli aderenti all'Efta 75.426 vetture, per una quota del
7,1% (era del 5,4% a marzo), in calo
dell'11,3% rispetto a un anno fa. Nei primi quattro mesi dell'anno le immatricolazioni
del Lingotto sono oltre 293mila (-17,9%) con una quota del 6,5%. Per quanto
riguarda il marchio Fiat le auto immatricolate in Europa ad aprile sono state
54.500 (-10,9%), per una quota del 5,2%. Sono oltre 9.342 le Lancia/Chrysler
immatricolate nell'ultimo mese (+8,1%) e 8.704 le Alfa Romeo (-31,3%). Prosegue la crescita di Jeep in Europa che
ad aprile ha immatricolato 2.308 auto (+31,9% rispetto allo scorso anno).
Quanto a Ferrari e Maserati hanno immatricolato, complessivamente, ad aprile
434 auto. Per quanto riguarda il marchio Fiat "nonostante il calo del
mercato penalizzi soprattutto il segmento delle city car, dove Fiat è
particolarmente forte, Panda e 500 -rileva la società- si confermano ancora una
volta le vetture più vendute del segmento A. Oltre 17mila le Panda
immatricolate in aprile per una quota del 17,8% del segmento. Alle sue spalle
la 500, con 12.500 vendite e il 12,8% di quota. Bene anche Punto e Freemont,
tra le top ten dei loro segmenti così come Qubo e Doblò lo sono tra i
multispazio''. Per Lancia/Chrysler ''il marchio -sottolinea il Lingotto-
ottiene risultati di rilievo in tutte le principali nazioni europee. Oltre
all'Italia, dove raggiunge una quota del 5,8%, in crescita rispetto all'anno
scorso di 0,9 punti percentuali, Lancia/Chrysler in Germania aumenta i volumi
dell'82,6%, in Francia del 120,5% , nel Regno Unito (dove lo scorso anno il
brand era presente solo con Chrysler) addirittura del 1.105,6% e raggiunge lo
0,2% di quota. Bene anche in Spagna, dove migliora la quota di 0,1 punti
percentuali e si attesta allo 0,3%".

DECRETO FORNERO
Il decreto
sui lavoratori esodati è pronto e riguarda una platea di 65 mila persone. Lo ha
detto il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, ai sindacati nel corso dell'incontro
al ministero del Lavoro. Il decreto interministeriale, secondo quanto
riferiscono i sindacati, conferma che saranno salvaguardati i lavoratori
esodati che hanno fatto un accordo con l'azienda e che raggiungeranno i
requisiti per accedere alla pensione con le vecchie regole entro il 2013. Il
vincolo delle risorse "non può essere messo in discussione": così il
ministro del Lavoro, Elsa Fornero, al tavolo sugli esodati, confermando che
saranno salvaguardati in 65mila. Per quelli che sono fuori "si vedrà. Mi
prendo - avrebbe detto secondo partecipanti alla riunione - tutta
l'impopolarità di un provvedimento impopolare". Sotto il profilo
"dell'attenzione ai segmenti più deboli, forse siamo in ritardo". Lo
ha detto il ministro del Lavoro Elsa Fornero parlando all'assemblea delle
Confcooperative. “Ammetto una qualche mia responsabilità - ha detto ancora
Fornero - è mancata forse una maggiore attenzione a quelli che sono i più
sofferenti nel Paese". Il governo, ha spiegato ancora, ha puntato sul rigore
necessario per uscire dalla crisi pensando a una crescita a breve "che non
si è avuta e si è pensato che ci sarebbe stata più attenzione ai segmenti più
deboli". Via libera della commissione Affari Costituzionali della Camera
all'emendamento dei relatori, Gianclaudio Bressa (Pd) e Peppino Calderisi
(Pdl), alla proposta di legge sui controlli e finanziamenti dei partiti, che
innalza dal 33% al 50% il taglio della rata dei rimborsi elettorali prevista
per luglio. “I partiti" che "intendano concorrere alla ripartizione
dei rimborsi" sono tenuti a dotarsi di un atto costitutivo e di uno
statuto, trasmessi al presidente del Senato e a quello della Camera". Lo
prevede un emendamento dei relatori alla proposta di legge sui partiti in
discussione in commissione Affari Costituzionali alla Camera. Atto costitutivo
e statuto sono in forma di "atto pubblico" e devono indicare
"l'organo competente ad approvare il rendiconto di esercizio" e la
"gestione economico-finanziaria".

GUAI PER MONTE DEI
PASCHI
Una cinquantina di finanzieri si sono
presentati questa mattina, prima dell'apertura degli uffici, a Rocca Salimbeni,
sede di Banca Monte dei Paschi di Siena. Secondo quanto si appreso, dopo aver
chiesto a tutti i dipendenti in arrivo l'ufficio di appartenenza, gli uomini
della Gdf si sarebbero spostati negli uffici finanziari. L'inchiesta della
procura di Siena, che questa mattina ha determinato l'accesso della Guardia di
finanza nella sede del Monte dei Paschi riguarda presunti reati di aggiotaggio
e ostacolo agli organi di Vigilanza. L'apprende l'Ansa da fonti contattate a
Siena. L'abitazione e l'ufficio senese dell'ex presidente della banca Mps
Giuseppe Mussari, ora presidente dell'Abi, sono stati perquisiti questa mattina
dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta sull'acquisizione di
Antonveneta. Lo apprende l'ANSA da fonti qualificate. Mussari - viene ribadito
- non è indagato. L'indagine su Banca Monte dei Paschi e in particolare sulla
acquisizione di Antonveneta sarebbe partita nell'autunno scorso. È quanto si
apprende da fonti investigative. In particolare uomini del gruppo valutario
della Guardia di Finanza di Roma vogliono capire come il Monte abbia acquisito
l'Istituto veneto ad un prezzo di 9,3 miliardi di euro, poi salito a 10,3
dall'Istituto spagnolo Santander che solo due mesi prima aveva pagato la stessa
Antonveneta 6,6miliardi di euro. Stamani gli uomini della Gdf hanno perquisito
anche l'abitazione senese dell'ex dg della Fondazione Marco Parlangeli.
L'acquisizione di Antonveneta avvenuta da parte del Monte dei Paschi nel 2008.
È questo il motivo, secondo quanto si apprende, che ha portato questa mattina
ad un blitz della Gdf negli uffici della banca toscana. L'inchiesta è
coordinata dalla Procura di Siena. L'accesso della Guardia di finanza nella
sede del Monte dei Paschi è stato disposto dalla Procura della Repubblica di
Siena che ha ordinato una serie molto estesa di perquisizioni, sia in uffici di
istituti di credito collegati, sia nelle abitazioni di alcuni dirigenti della
banca. Sulla vicenda vi è per il momento un rigoroso riserbo da parte degli
investigatori. Stanno operando finanzieri del nucleo di polizia valutaria e del
comando provinciale di Siena. Mediobanca è stata oggetto di una perquisizione
della Guardia di Finanza come istituzione informata dei fatti in relazione a
operazioni poste in essere dal gruppo Mps, nelle quali Mediobanca ha ricoperto
insieme ad altre primarie istituzioni internazionali un ruolo tecnico connesso
con la sua ordinaria operatività. È quanto si apprende da fonti vicine alla
banca. Dopo il passaggio in asta di volatilità sull'emotività della notizia
delle indagini della Procura di Siena, Monte dei Paschi di Siena è tornata alle
normali trattative di Piazza Affari, con il titolo che cede il 6,70% a 0,23
euro. Ingenti ma non eccezionali gli scambi: al momento sono passate di mano
140 milioni di azioni Mps, contro una media quotidiana dell'ultimo mese di Borsa
di 184 milioni di 'pezzi'. Sono almeno due gli indagati nell'ambito
dell'inchiesta della procura di Siena sull'acquisizione di Antonveneta da parte
di Mps. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati a esponenti di Mps.
L'inchiesta sarebbe nata un paio di mesi fa su iniziativa degli investigatori
senesi. Nell'inchiesta della Procura di Siena sull'acquisizione di Antonveneta
da parte del Monte dei Paschi, sono indagati "alcuni dirigenti
dell'istituto senese e di altre società di credito". Lo si apprende da
fonti vicine all'inchiesta.

CROLLA
LA BORSA
Lo spread
tra Btp e Bund supera i 410 punti base (413) con il rendimento del Btp
decennale in rialzo al 5,64%. Il rendimento del Bund a 10 anni e' sceso sotto
la soglia dell'1,50%, a 1,498%, per la prima volta dal 1989 in base alle serie
storiche di Bloomberg. A nuovi minimi anche il tasso del quinquennale tedesco,
sceso allo 0,518%. Lo spread tra i decennali spagnolo e tedeschi è vicino a
quota 460 (457,8) e quello della Francia a 136,9. In attesa dell'avvio di Wall
street cedono le Borse europee, tutte in forte calo e appesantite da Madrid,
che perde il 3,5%, e da Milano, in calo di due punti percentuali. Le vendite
seguono di pari passo la forte tensione sui titoli di Stato spagnoli e
italiani, con i decennali che segnano aumenti dei loro rendimenti superiori ai
20 punti base e spread contro i Bund tedeschi in crescita evidente: il Btp
decennale segna un differenziale sempre sopra quota 400. L'indice Stoxx 600,
che fotografa l'andamento dei principali titoli quotati sui listini del Vecchio
continente, perde oltre un punto percentuale e i cali più evidenti sono
accusati dai titoli delle banche e dell'energia. Tiene il mercato finanziario di
Atene, che oscilla attorno parità. Di seguito, gli indici dei titoli guida
delle principali Borse europee: - Londra -1,25% - Parigi -1,21% - Francoforte
-0,81% - Madrid -3,57% - Milano -2,03% - Amsterdam -1,15% - Stoccolma -0,79% -
Zurigo -1,26%. Precipita ai minimi dal 2003 la Borsa di Madrid. L'indice di
riferimento Ibex 35 cede in chiusura il 2,77%, scendendo a 6.812,70 punti, il
livello più basso da ottobre 2003.

MONTI ELOGIA BERLUSCONI
"Il governo precedente ha fatto
molto in termini di riforme strutturali ma noi crediamo,così come lo credono i
mercati e la Ue, che l'Italia ora debba fare di più".Lo ha detto Mario
Monti a Firenze. "Credo che ci sia stata una forte continuità tra i vari
governi italiani da molto tempo, da Prodi a Berlusconi ad altri",ha
aggiunto il premier, parlando della fiducia nell'integrazione europea.
"Spero che nella scia di questa tradizione e con una rinnovata credibilità
sulla volontà degli italiani di disciplinare il loro comportamento economico
l'Italia - ha aggiunto Monti - saprà dare un aiuto a tutta la Ue a trovare
rapidamente una via sostenibile e significativa per la crescita". Diciamo
ad esempio che "per i prossimi tre anni gli investimenti per la broad band
o l'agenda digitale vengono incoraggiati" perché "non andranno
contati ai fini del Fiscal Compact". È la proposta lanciata a Firenze da
Mario Monti, sottolineando che in questa ipotesi "non c'é proprio niente
di elusivo della disciplina di bilancio". L'integrazione Ue non si può
fermare "alle politiche di bilancio" ma deve "promuovere
convergenze tra le economie" per una "più intensa e sostenibile
crescita". "E tutto ciò richiede il superamento di ogni remora allo
sviluppo dell'unione politica, assicurandone anche le indispensabili basi
istituzionali". Così Giorgio Napolitano. "Oggi è la forza delle cose,
degli stessi progressi già compiuti su quella strada e dei radicali mutamenti
intervenuti nel quadro mondiale, a porci l'imperativo di un balzo in avanti
dell'Europa unita, secondo l'originaria ispirazione democratica e
federale". Nell'ambito della crisi l'Europa si sta muovendo "nella
direzione giusta". Lo ha detto Fabrizio Saccomanni, direttore della Banca
d'Italia, intervenendo al convegno 'The State of the Union' a Firenze. "Ci
stiamo muovendo - ha proseguito - verso il rafforzamento delle azioni e della
attività delle istituzioni europee: ciò permetterà di avere una flessibilità e
una interoperabilità che consentirà alla Ue di far fronte alle crisi generate
dai mercati finanziari globlali".

GRECIA
INGOVERNABILE
Alexis
Tsipras (nella foto), leader della Coalizione delle Sinistre radicali (Syriza),
impegnato in una serie di colloqui con gli altri partiti greci nel tentativo di
formare il governo, ha chiesto un incontro con il neo presidente francese
Francois Hollande. Lo riferiscono le radio ateniesi. "Abbiamo chiesto un
incontro con Hollande giovedì o venerdì in occasione della visita a Parigi di
Tsipras per colloqui con il leader della sinistra radicale francese Jean-Luc
Mélenchon", ha spiegato un portavoce di Syriza. ''Se la Grecia decide di
uscire dall'euro, non possiamo costringerla''. A dirlo è il ministro delle
Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble, secondo l'agenzia Bloomberg. ''Saranno loro
- dice Schaeuble - a decidere se restare o no''. L'ipotesi che la Grecia voglia
rinegoziare i termini del pacchetto di aiuti ricevuto dall'Europa rischia di causare
una ''incertezza catastrofica''. Tutti gli occhi sulla Grecia, dove la
situazione sta degenerando aumentando i rischi per l'euro. Gli investitori e
Wall Street fanno i conti su un'eventuale uscita di Atene dall'area euro:
l'impatto sarebbe pesante. Lo afferma il Wall Street Journal, sottolineando che
''se le prospettive di un'uscita della Grecia aumentassaro sarebbe difficile
fermare una fuga dalla periferia dell'Europa. Un'uscita metterebbe in dubbio i
contratti in euro, con conseguenze sull'economia reale, non solo sul mercato
finanziario''. Ma - mette in evidenza il Wall Street Journal - ci sono motivi
forti per far restare la Grecia nell'area euro, almeno nel breve termine.
''Lasciare l'euro è difficile per la Grecia: anche se Atene smettesse di ripagare
il proprio debito, il governo si troverebbe in ogni caso a spendere più di
quanto sia nelle sue possibilità. Il salvataggio è l'unica voce che consente al
governo di Atene di andare avanti e senza la Grecia non avrebbe altra scelta
che imporre i dolorosi tagli contro i quali i greci si sono schierati''. A
questo si aggiunge il fatto che il salvataggio ha lasciato i governi europei,
la Banca Centrale Europea (Bce) e il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) come
principali creditori della Grecia. ''Lasciare uscire la Grecia significherebbe
assumersi perdite''.

AGENZIA DELLE ENTRATE
OCCUPATA
Centinaia di
operai della Fiat hanno occupato la sede dell'Agenzia delle Entrate a Termini Imerese.
Gli operai della Fiat e delle aziende dell'indotto hanno deciso di occupare a
oltranza l'Agenzia delle Entrate di Termini Imerese. "Non ce ne andremo da
qui fino a quando non sarà trovata una soluzione per i 2.200 lavoratori,
compresi i 670 esodati per i quali il governo deve subito intervenire",
dice il segretario della Fiom di Palermo, Roberto Mastrosimone. L'Agenzia è
stata occupata stamattina dopo un'assemblea davanti i cancelli della
Fiat. Tra i lavoratori c'è molta tensione. Il blitz è scattato alla fine
dell'assemblea organizzata da Fim, Fiom e Uilm davanti ai cancelli dello
stabilimento, dove la produzione è ferma dallo scorso dicembre. Il passaggio
della fabbrica alla Dr Motor di Massimo Di Risio non è stato ancora
perfezionato per le difficoltà dell'imprenditore ad ottenere fondi dalle banche
per capitalizzare la società. Sono complessivamente 2200 gli operai che temono
per il proprio futuro, tra questi ci sono 600 ''esodati'' in attesa delle
decisioni del ministro del Lavoro Elsa Fornero.

SUICIDIO IN REGIONE A
BOLOGNA
Choc a
Bologna. Il consigliere regionale e comunale Maurizio Cevenini (nella foto con Bersani),
58 anni, ex candidato sindaco del Pd e recordman in Italia per celebrazioni dei
matrimoni civili, è morto suicida gettandosi dal palazzo dell'assemblea
legislativa. Stava male da tempo, era molto depresso, secondo quanto si è
appreso. Cevenini si ritirò il 25 ottobre 2010 dalla corsa per la poltrona di
primo cittadino a Bologna in seguito ad un attacco ischemico. Sarebbero diversi i biglietti che Cevenini
avrebbe lasciato prima di suicidarsi. È molto probabile che il suicidio sia
stato compiuto ieri in serata o nella notte, visto che la sua macchina è
rimasta parcheggiata nel parcheggio sotterraneo e non risulterebbero accessi in
mattinata. Ora la famosa smart bianca con le bande rossoblu, come i colori del
Bologna, è stata portata nel piazzale della Regione, guidata da un agente. Ieri
Cevenini aveva partecipato alla seduta dell'Assemblea legislativa. "Pensate a mia moglie e mia
figlia", ha scritto in uno dei biglietti lasciati sulla
propria scrivania prima di lanciarsi dall'alto, probabilmente proprio dal suo
ufficio di consigliere segretario nell'Ufficio di Presidenza dell'Assemblea
legislativa dell'Emilia-Romagna. Da lì si sarebbe gettato nel vuoto,
cadendo sul tetto di una palazzina rialzata sul retro dell'edificio. Gli
accertamenti sulla vicenda sono condotti dalla polizia: uno degli elementi da
capire è se Cevenini abbia passato la notte nel palazzo. Il corpo sarebbe
stato trovato infatti da una guardia giurata poco prima delle 8. Ieri sera
Maurizio Cevenini è stato atteso,
invano, ad una festa dei club dei tifosi del Bologna. All'Estragon
doveva, com'era solito fare, visto che era uno 'specialista' del genere,
condurre una lotteria di beneficienza. C'erano circa 500 persone e una decina
di calciatori della squadra. "Verso le 21.15 - racconta Matteo
Fogacci, giornalista sportivo che poi l'ha dovuto sostituire come battitore -
lo abbiamo chiamato e ci ha risposto che sarebbe arrivato in un quarto d'ora.
Ma poi non si é visto. L'ho richiamato alle 22.30 perché dovevamo cominciare,
ma da quel momento non ha più risposto". "Apprendo con sgomento la
tragica notizia. Lo ricordo come un uomo animato da passione civile e politica,
pieno di energie e molto amato dalla sua città", afferma Massimo D'Alema. Cevenini era
"davvero un pezzo importante della nostra città. Era la personificazione
di una politica aperta e serena. Si era sempre messo a servizio degli obiettivi
comuni", fa sapere l'ex presidente del Consiglio, Romano Prodi. "Notizia sconvolgente, non
riesco a crederci", commenta il segretario del Pd, Pier Luigi Bersani. "È una notizia che mi
sconvolge. È un colpo all'intero PD, non solo in Emilia Romagna ma a livello
nazionale. Cevenini era un uomo nato e cresciuto tra la gente che aveva una
popolarità altissima, pari all'amore che riceveva dalle persone", commenta
Francesco Boccia
(Pd). "Sono molto triste per Maurizio Cevenini, un bolognese doc, un
serio amministratore, un grande tifoso del Bologna. Che vuoto, addio...",
ha scritto su Twitter il leader dell'Udc Pier Ferdinando Casini. Cordoglio espresso anche dall'Idv. Il Comune di Bologna ha esposto la bandiera a lutto. A Palazzo d'Accursio
gli appuntamenti della giornata sono stati annullati. Gli sguardi di tutti sono
increduli e tristi. Il sindaco Virginio Merola, a Roma per impegni
istituzionali, ha deciso di rientrare al più presto. Alcuni in Comune l'avevano
visto di recente e ricordano un Cevenini un po' spento, con meno sprint del
solito. Anche presso la sede della Provincia la bandiera è a lutto. Dopo la
tragica notizia il Pd ha deciso di annullare la manifestazione al Pantheon promossa in occasione della Giornata
dell'Europa e prevista per oggi pomeriggio.

FISCO
Italia e
Svizzera hanno aperto un dialogo per affrontare "i diversi temi finanziari
e fiscali". Lo rende noto il Ministero del Tesoro. Durante un colloquio
bilaterale "si è discusso del modello di convenzione sulla
regolarizzazione dei valori patrimoniali detenuti in Svizzera da non
residenti". Risolta la questione dei frontalieri. Le discussioni hanno
riguardato l'accesso ai mercati finanziari, le black list esistenti, la
revisione della Convenzione bilaterale per evitare le doppie imposizioni (anche
con riferimento allo scambio di informazioni) e l'accordo relativo
all'imposizione dei lavoratori frontalieri. Le parti - informa il Tesoro -
hanno convenuto l'istituzione di un gruppo di pilotaggio che si riunirà il 24
maggio 2012. Risolto il blocco dei ristorni dei frontalieri e il relativo
ordine di pagamento in favore dell'Italia è stato dato.
"Prossimamente" il Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Monti
avrà un incontro di lavoro con la Presidente della Confederazione Svizzera
Eveline Widmer-Schlumpf su temi finanziari e fiscali. Oggi il consigliere
diplomatico del Ministro dell'Economia e delle Finanze, Carlo Baldocci e il
segretario di Stato del Dipartimento Federale delle Finanze svizzero, Michael
Ambùhl, hanno tenuto un colloquio preparatorio "anche alla luce dei
recenti sviluppi a livello di Unione Europea".

LA
FESTA DEI LAVORATORI
Un 1 maggio all'insegna della crisi
tanto che c'è chi azzarda anche un possibile parallelo tra la situazione
odierna e quella della Grande Depressione americana. Si allunga la lista dei
suicidi per la perdita del lavoro o per i fallimenti, dovuti alle difficili
condizioni economiche. A Napoli ieri un portinaio si è tolto la vita, dopo aver
ricevuto la lettera di licenziamento, mentre a uccidersi il giorno prima era
stato un imprenditore nel nuorese. Meno di una settimana fa è stata la volta di
un immobiliarista al Vomero. A togliersi la vita, denuncia la Cgia di Mestre
sono sempre più anche gli imprenditori. Sono stati i 23 suicidi tra gli
appartenenti a questa categoria dall'inizio di quest'anno. Dal rapporto
mondiale dell'Ilo, l'agenzia specializzata sul lavoro dell'Onu, arriva poi un nuovo allarme disoccupazione per l'Italia.
Ha raggiunto il 9,7% nel quarto
trimestre 2011 e, soprattutto, il tasso reale potrebbe essere più alto vista la
massa di lavoratori in cassa integrazione. La disoccupazione in Italia,
certifica l'Ilo, raggiunge nel quarto trimestre 2011 il livello più alto dal 2001, al 9,7%. Ma ''il tasso reale potrebbe
essere più alto", perché ai quasi 2,1 milioni di disoccupati si aggiungono
250mila lavoratori in cig''. Le categorie più colpite sono quella dei giovani e
quella dei disoccupati di lunga durata. La disoccupazione giovanile, salita al 32,6% durante il 4°
trimestre del 2011, è più che raddoppiata dall'inizio del 2008. Allo stesso
modo, i disoccupati di lunga durata rappresentano il 51,1% del totale dei
disoccupati durante il 4° trimestre del 2011. Inoltre, prosegue l'Ilo, molti
lavoratori escono completamente fuori dal mercato del lavoro: nello scorso
anno, il tasso dei lavoratori che non
cercano più lavoro ha raggiunto il 5% del totale della forza lavoro. Il
numero dei Neet (giovani che non studiano, non lavorano e non frequentano corsi
di formazione) ha raggiunto il livello
"allarmante" di 1,5 milioni. Crescono anche le pratiche riguardanti cittadini italiani
che partono dai tavoli dei volontari di Avvocato di Strada, l'associazione non
profit che offre assistenza legale ai
senza fissa dimora. Il dato emerge dal convegno 'I diritti al tempo
della crisi' in seno al quale l'associazione ha presentato il rapporto annuale
delle proprie attività. "Durante il 2011, - afferma Antonio Mumolo,
presidente e fondatore di Avvocato di Strada - sono state aperte dai nostri
avvocati volontari 2360 pratiche. Nei dodici mesi precedenti le pratiche erano
state 2212: un incremento dovuto a fattori diversi, fra cui senza dubbio la
crisi economica che ha indebolito ulteriormente categorie già fragili e ne ha
create di nuove". Dai dati globali emerge una prevalenza delle persone di
origine extra-comunitaria (1392 pratiche, il 59% del totale), ma sono ancora in crescita gli italiani,
che sono stati 732, pari al 31%
del totale: erano stati 395 nel 2008. In crescita anche il numero delle
pratiche che riguardano donne finite in strada e che sono state 779, pari al
33% del totale".

I
TAGLI DEL GOVERNO
Dovrà avere una fiera determinazione il
commissario straordinario del governo, spalleggiato dal Comitato di revisione,
per portare a termine nella maniera più efficace il progetto della spending
review. Quale che sarà l'impatto finale del taglio alla spesa
pubblica (secondo le stime del governo 4,2 miliardi per il 2012),
l'operazione dovrà passare tra le forche caudine dei partiti, tutti pronti a muovere
osservazioni nei confronti di questa iniziativa del governo. Per rendere
operativa la spending review, il
governo si appresta a varare un decreto legge con cui verrà nominato il
commissario straordinario. Che, su proposta del ministro Piero Giarda, sarà Enrico Bondi e si occuperà solo del capitolo
'beni e servizi'. Queste, a quanto si apprende, le decisioni prese dal
consiglio dei ministri. Il capitolo beni e servizi nel 2011 è stato pari a 140
miliardi di euro, tra spese dello stato centrale e degli enti. Il commissario,
si legge nella bozza del provvedimento, dovrà
definire il ''livello di spesa per l'acquisto di beni e servizi'' e ne coordina
l'attività di acquisizione. Inoltre dovrà presentare un cronoprogramma,
potrà chiedere informazioni alla pubblica amministrazione, dovrà disporre
ispezioni ad opera della Ragioneria generale dello stato e dovrà segnalare al
Cdm le attività suscettibili di soppressione. Il provvedimento prevede il
rispetto obbligatorio dei parametri Consip per gli acquisti. Per il
coordinamento generale delle attività di spending review è costituito ''il comitato dei ministri per la revisione
della spesa pubblica'' che sarà presieduto dal presidente del consiglio
dei ministri, dal ministro delegato per il programma di governo, dal ministro
della pubblica amministrazione, dal viceministro dell'economia, dal
sottosegretario della presidenza del Consiglio dei ministri. Il comitato, che
sarà costituito presso il ministero delegato per il programma di governo, avrà
il compito di ''analizzare la struttura della spesa pubblica, nelle diverse
amministrazioni e con la finalità di proporne a razionalizzazione e la
riqualificazione''. Sempre nella bozza si legge che i ministeri dovranno presentare la loro relazione sui tagli di spesa
entro il 31 maggio di quest'anno. Ma la questione dei tagli agita i partiti. Nei confronti della
spending review, infatti, in queste ore si è andato formando un fronte
abbastanza compatto che vede tutti gli schieramenti, di maggioranza e
opposizione, impegnati in un 'pressing' sul governo e in particolare su Monti
per dare ai tagli questa o quella direzione precisa. E' l'impostazione stessa
dell'intervento, insomma, che ognuno rivendica a modo suo. Tra i più
determinati, oggi, a fare sentire la propria voce è stato il segretario del Pd Pier Luigi Bersani,
che ne ha parlato nel corso di un tour elettorale a Palermo. "Non credo
proprio che ci siano margini per toccare la scuola nell'ambito della spending
review. Forse si può parlare di riorganizzazione ma non di tagli, altrimenti ci
diamo altre mazzate e pregiudichiamo la crescita. Diciamo da sempre che abbiamo
una spesa pubblica squilibrata", ha chiarito Bersani. Il leader Pd ha
indicato dove la forbice dovrebbe affondare: "Si può incidere sul settore
della spesa della pubblica amministrazione, ad esempio l'acquisto di beni e
servizi. Ma non si può tagliare su
stato sociale o istruzione, sul lavoro e gli investimenti perché altrimenti
crolliamo". Secondo Bersani sono altri i settori che devono mettere
mano al portafogli: "Bisogna tassare le transazioni finanziarie, la
finanza deve pagare per tutto ciò che ha prodotto". Le indicazioni dei
democratici combaciano poco, però, con le priorità che il Pdl ha sottoposto al
governo in fatto di tagli. "È chiaro che bisogna usare i bisturi e non
l'accetta - ha premesso Fabrizio
Cicchitto-. Mentre possono essere ridimensionate le spese inerenti il
personale amministrativo, è necessario prestare molta attenzione a non tagliare
le spese per quanto riguarda la sicurezza in quanto tale: quello che sta
avvenendo in questi giorni, infatti, sta dimostrando che c'è una emergenza
sicurezza rispetto alla quale i cittadini non possono essere lasciati da
soli". Anche Futuro e libertà ha bacchettato il governo sulla spending
review. Italo Bocchino ha subito
contestato i termini massimi dell'intervento: "Se il governo taglia solo
qualche miliardo di spesa pubblica non è spending review ma spending caress,
una carezza al grande carrozzone della pubblica amministrazione che spende 800
miliardi all'anno tra le cui pieghe sono annidati clientelismo, sperpero e
corruzione". Secondo il vicepresidente di Fli, "limitarsi a una
sforbiciata dello 0,5% non serve granché e Futuro e Libertà insiste affinché si
punti a un taglio di almeno 40 miliardi. La nostra proposta è dimezzare i
finanziamenti a fondo perduto alle imprese, risparmiando oltre venti miliardi e
trasformando il residuo in credito d'imposta, nonché tagliare i costi per gli
acquisti di beni e servizi bloccandoli al 2009, risparmiando così altri 15 miliardi
circa". Anche Francesco Rutelli
ha la sua ricetta: bisogna intervenire "sulla pesa sanitaria delle
Regioni, sono oltre 110 miliardi, e c'è una quota abbastanza significativa di
sprechi -ha detto il leader dell'Api-. Si può anche tagliare sui fondi perduti
per le aziende trasformandoli in credito di imposta, e nella finta formazione.
Questi tre capitoli che comportano un accordo con le regioni potrebbero portare
a risparmi importanti e dunque impedire che ci siano nuove tasse". Se
questa è l'aria che tira nella maggioranza, figurarsi nell'opposizione:
"Quella che sta facendo il governo è una spending review all'acqua di
rose, giusto un ritocco di facciata, un buffetto sulle guance di qua e di là
per non dare fastidio a nessuno. Non si fa quello che serve davvero, ovvero,
agire sul cuore improduttivo e parassitario della spesa pubblica di questo
Paese", ha spiegato Massimo Donadi.
Secondo il capogruppo di Idv alla Camera, "bisogna agire con la scure su
quei settori dove si è incrostata l'intermediazione della politica e dove si
annidano sprechi e malaffare: la sanità, dove la spesa è aumentata del 50 per
cento senza alcun vantaggio per i cittadini; le 7.000 aziende controllate dagli
enti locali; tagli seri ai 7 miliardi di euro per le auto blu, ai 7 miliardi
per le consulenze, ai 20 miliardi per la sanità e ai 60 miliardi di euro che
ogni anno vengono bruciati dalla corruzione". E Oliviero Diliberto è amaro: "Se si volesse fare uno spending
review vero, per far uscire l'Italia da questa crisi, bisognerebbe puntare su
due questioni chiave: primo, cancellare i 30 miliardi di finanziamento a fondo
perduto annuo alle imprese e secondo tagliare le spese per la difesa, a partire
dall'acquisto dei cacciabombardieri. Ho la sensazione che invece sia l'ennesimo
titolo dietro il quale si nasconderà un massacro verso le fasce deboli".

AUMENTI
INSOSTENIBILI
Sempre più caro il carrello della spesa per gli
italiani. I prezzi dei prodotti acquistati con maggiore
frequenza, rileva l'Istat, registrano un aumento su base mensile dello 0,4% e
il tasso di crescita tendenziale sale al 4,7% dal 4,6% di marzo. Per effetto
soprattutto dei rialzi congiunturali dei beni energetici regolamentati (energia
elettrica e gas), i prezzi dei prodotti a media frequenza d'acquisto subiscono
forti rincari (+0,9%) e crescono su base annua del 2,9% (in lieve decelerazione
dal 3,1% di marzo 2012). Dall'Istat
arriva poi il dato sulla benzina. Con il prezzo che aumenta del 3,1% sul
mese precedente e con il tasso di crescita tendenziale sale al 20,8% (in
sensibile accelerazione dal 18,6% di marzo). Il prezzo del Gasolio per mezzi di
trasporto segna un rialzo su base mensile dello 0,9% e cresce su base annua del
20,5% (dal 22,5% del mese precedente). Un rincaro congiunturale marcato si
registra per il prezzo degli Altri carburanti (+4,4%), il cui tasso di
variazione tendenziale accelera ulteriormente e sale al 12,5% (dal 7,7% di
marzo). Infine, il prezzo del Gasolio per riscaldamento aumenta dello 0,3% sul
mese precedente e del 10,1% su quello corrispondente del 2011 (era +11,7% a
marzo)". Nel mese di aprile, secondo le stime preliminari, l'indice
nazionale dei prezzi al consumo per l'intera collettività (NIC), comprensivo dei
tabacchi, registra un aumento dello
0,5% rispetto al mese precedente e del 3,3% nei confronti di aprile 2011 (lo
stesso valore registrato a marzo). L'inflazione acquisita per il 2012 è pari al
2,7%''. È quanto rileva l'Istat. ''L'inflazione di fondo, calcolata al netto
dei beni energetici e degli alimentari freschi, resta al 2,3%. Al netto dei
soli beni energetici, il tasso di crescita tendenziale dell'indice dei prezzi
al consumo resta stazionario al 2,2% - continua l'Istat -.La stabilizzazione
dell'inflazione è il risultato della stazionarietà (al 4,2%) del tasso di
crescita tendenziale dei prezzi dei beni, accompagnato da un lieve
rallentamento di quello dei servizi (2,2% dal 2,3% del mese precedente). Come
conseguenza di questi andamenti, il differenziale inflazionistico tra beni e
servizi aumenta di un decimo di punto percentuale rispetto al mese di marzo''.
''Sotto il profilo settoriale, nel mese di aprile i più rilevanti effetti di
sostegno alla dinamica congiunturale dell'indice generale vanno imputati ai Beni
energetici regolamentati e non regolamentati (rispettivamente +2,2% e +2,0%).
Impatti significativi derivano, inoltre, dagli aumenti su base mensile dei
prezzi dei Servizi relativi ai Trasporti (+1,3%) e dei Ricreativi, culturali e
per la cura della persona (+1,2%)'', continua l'Istat. ''I prezzi dei prodotti
acquistati con maggiore frequenza registrano un aumento su base mensile dello
0,4% e il tasso di crescita tendenziale sale al 4,7% dal 4,6% di marzo. Per
effetto soprattutto dei rialzi congiunturali dei beni energetici regolamentati
(energia elettrica e gas), i prezzi dei prodotti a media frequenza d'acquisto
subiscono forti rincari (+0,9%) e crescono su base annua del 2,9% (in lieve
decelerazione dal 3,1% di marzo 2012) -conclude la nota-. Sulla base delle
stime preliminari, l'indice armonizzato dei prezzi al consumo (IPCA) aumenta
dello 0,9% sul mese precedente e del 3,8% su quello corrispondente del 2011 (lo
stesso valore di marzo)''. Sui dati lancia l'allarme il Codacons: ''Secondo le
stime preliminari dell'Istat rese note oggi, ad aprile il rincaro annuo del
cosiddetto carrello della spesa, cioè dei prezzi dei prodotti acquistati con
maggiore frequenza, è stato del 4,7%, un valore ancora più alto del record del
mese scorso. Tradotto in termini di costo della vita significa che una famiglia
di 3 persone spenderà, per fare la spesa di tutti i giorni, 635 euro in più su
base annua, mentre per una famiglia di 4 persone la stangata sarà di 686 euro
all'anno''. È quanto scrive il Codacons in una nota. ''È evidente che aumentare
ad ottobre l'Iva significherebbe una ulteriore spinta sui prezzi già alle
stelle", concludono i consumatori. Inflazione in calo al 2,6% ad aprile
nell'eurozona. È la stima flash diffusa da Eurostat, che ricorda che a marzo il
tasso di inflazione annuale era stato del 2,7%.

LA
LEGA E STIFFONI
La posizione del senatore leghista
Piergiorgio Stiffoni, autosospesosi venerdì dagli incarichi,
al vaglio dei magistrati milanesi che indagano sull'ex tesoriere della Lega
Francesco Belsito. Stando a quanto si apprende il senatore, attraverso il conto
del gruppo del Carroccio aperto presso una sede della Bnl, avrebbe fatto operazioni
sospette tra le quali emissione di assegni circolari e
prelievo di contanti. Operazioni sulle quali anche l'Unità di Informazione
Finanziaria di Bankitalia ha fatto delle segnalazioni. Le somme 'interessate' vengono definite
rilevanti ma non ancora quantificate nel dettaglio. Tra il 2010 e il
2011, sul conto, sarebbero transitati tra i 3 e i 4 milioni di euro. Soldi
frutto di rimborsi statali destinati al gruppo che assume così una funzione
pubblica. Per questo l'ipotesi che gli inquirenti potrebbero fare nei prossimi
giorni a carico di Stiffoni potrebbe essere quella di peculato. Per Stiffoni,
intanto, è scattata l'espulsione dal Carroccio. "Abbiamo preso atto
della autosospensione del senatore Stiffoni e il consiglio federale ha
deliberato la sua cancellazione dal libro dei soci ordinari militanti il che
equivale tecnicamente all'espulsione e Stiffoni
quindi è fuori dal movimento", ha annunciato il triumviro Maroni al
termine del consiglio federale tenutosi questo pomeriggio nella sede della Lega
Nord di via Bellerio, Davanti ad uno scandalo che si allarga di giorno in
giorno, Roberto Maroni assicura
che ''fatta pulizia, ripartiremo più forti di prima''. Anche se, aggiunge l'ex
ministro dell'Interno, ''capisco la reazione di chi legge sui giornali notizie
che lo sconvolgono e dice di non
fidarsi più di noi". "Ai leghisti confusi e delusi - afferma
Maroni, intervenendo a Como a sostegno della campagna elettorale del candidato
sindaco del Carroccio, Alberto Mascetti - voglio dire che capisco appunto la
loro reazione, ma errare è umano. L'importante
è stato reagire subito e noi lo abbiamo fatto. Si poteva reagire in due
modi: o facendo finta di niente o aprendo le finestre e cambiando aria. Non
chiedo la fede assoluta ai leghisti, ma chiedo loro di valutare attentamente
quanto fatto in queste settimane dalla Lega.

AMMINISTRATIVE
COMMISSARIATE
Saranno 30, su 770 in totale, i Comuni che
si presenteranno commissariati alle elezioni amministrative per precedenti
dimissioni dei sindaci e crisi politiche locali. Tra questi anche tre
capoluoghi di provincia: Brindisi,
Parma e Catanzaro. Gli altri 27 Comuni commissariati sono Platì (RC), Pignataro
Maggiore (CE), Ascoli Satriano (FG), Azeglio (TO), Simeri Crichi (CZ), Coriano
(RN), Montegrotto Terme (PD), Villa Faraldi (IM), Scansano (GR), Lardirago
(PV), Cavagnolo (TO), Acerra (NA), Pofi (FR), Lombriasco (TO), Spoltore (PE),
San Salvo (CH), Carolei (CS), San Michele di Bari (BA), Luzzi (CS),
Campodolcino (SO), Mazzano Romano (ROMA), Campolieto (CB), Saluggia (VC),
Longiano (FC), Chivasso (TO), Alice Belcolle (AL), Cassinetta (MI).

LA
CRISI NEL LAVORO
Esplode la richiesta di ore di cig a
marzo. Secondo la Cgil con poco meno di 100 mln di ore è il peggiore risultato
degli ultimi 10 mesi. Le 99.722.546 ore di marzo segnano su febbraio un
+21,63%. Da inizio anno oltre 455 mila lavoratori hanno subito un taglio del
reddito per circa 908 mln di euro, pari a 1.900 euro per ogni singolo
lavoratore. Il ministro Elsa Fornero ha proposto ai sindacati "un primo
incontro per ricercare soluzioni quanto più condivise" sul problema degli
esodati. La lettera, che non individua ancora una data, sottolinea il
"comune interesse" a "collaborare per rassicurare i lavoratori
interessati, evitando incresciose incomprensioni e fraintendimenti".Il
ministro del Lavoro ha scritto una lettera di due pagine ai leader di Cigl,
Cisl, Uil e Ugl. Affronta il tema degli esodati ma indica che un incontro
"potrebbe costituire occasione utile anche per un esame della problematica
connessa alle ricongiunzioni onerose", altro nodo sul fronte delle pensioni
al centro della manifestazione unitaria dei sindacati della scorsa settimana.
Elsa Fornero premette di aver già chiarito "come si sia arrivati, in sede
tecnicà ha determinare il numero" degli esodati, che il ministero
definisce "salvaguardati". Ed auspica "pertanto che ogni dubbio,
alimentato da notizie e dati basati su elementi non omogenei né coerenti, possa
essere stato fugato". Dubbi e incertezze, indica il ministro, sarebbero
nati "dalla confusione tra tre platee ben distinte: quella appunto dei salvaguardati"
e "la platea del tutto diversa dei lavoratori per i quali, in base ad
accordi collettivi stipulati entro il 4 dicembre 2011 fosse previsto, al
termine di un percorso di fruizione di strumenti di integrazione reddituale
(cig, mobilità) l'accesso al trattamento pensionistico". Per questa
seconda platea, ribadisce il ministro, "il governo sta valutando
l'adozione di specifici interventi, ai fini dei quali é indispensabile definire
le caratteristiche e le reali dimensioni, in relazione anche all'arco temporale
che separa ciascuno dei lavoratori dal raggiungimento dei requisiti
pensionistici, da un lato, previgenti, e, dall'altro, introdotti dalla riforma.
È evidente che in funzione di ciò vanno modulate le misure volte a garantire
tutela reddituale per i casi di maggiore problematicità". Confido, dice il
ministro, che "ove il lasso temporale che separa il lavoratore dalla
pensione sia ampio non si debba ipotizzare il ricorso solo ad un accesso al
trattamento pensionistico piuttosto che di prolungamento di integrazione
salariale, quanto lavorare anche nella prospettiva di offrire nuove opportunità
occupazionali in funzione dell'auspicata ripresa economica, così da evitare di
disperdere professionalità utili". "Naturalmente", rileva il
ministro del Lavoro, "ogni soluzione non potrà che essere ricercata in un
quadro di compatibilità finanziaria, ancor più imposta dalla persistente
situazione di difficoltà economica".

LEGA
NELLA BUFERA
Umberto Bossi è arrivato, a sorpresa, ad
un incontro pubblico elettorale tenuto da Roberto Maroni a Besozzo, nel
Varesotto. I due stanno parlottando tra loro e sorridendo dietro il palco del
comizio. Oggi la Lega si compatta e torna la forza politica principale del
Paese" ha detto Umberto Bossi, riferendosi all'incontro con Roberto
Maroni. "Maroni - ha proseguito il Senatur – è il bene della Lega: Io voto
per il bene della Lega - ha proseguito e - e lui è il bene della
Lega". Roberto Maroni ha detto che "il rilancio è già avvenuto alla
serata dell'orgoglio leghista a Bergamo: da lì è ripresa l'attività politica
della Lega insieme alle pulizie, unico partito, che stiamo facendo e che
continueremo a fare finché non sarà sistemato tutto". La Lega Nord - ha
proseguito Maroni parlando dei progetti di Angelino Alfano e Pier Ferdinando
Casini - è "l'unico punto fermo nel panorama politico italiano, perché la
Lega Nord é e rimarrà la Lega Nord". Quanto agli altri partiti che si
stanno rinnovando "é un casino". "Casini - prosegue
- disfa e fa un nuovo partito e non si sa che partito farà", ha
risposto il triumviro leghista a chi gli chiedeva se si possa in futuro
dialogare con le nuove formazioni. Alfano dice che farà la rivoluzione...
"Si vedrà - risponde - quando capiremo che cosa succederà allora potremo
anche dialogare, ma per adesso c'é solo confusione". L'ex ministro
dell'Interno ha quindi tenuto ad osservare che "la differenza fra la Lega
e gli altri partiti è che gli altri hanno bisogno continuamente di cambiare
identità o simbolo o nome, mentre noi siamo orgogliosamente leghisti e
continueremo ad esserlo con l'ambizione di diventare il primo partito del
Nord".

IL
CASO RUBY
''Le donne sono per loro natura
esibizioniste. E se poi sono donne dello spettacolo, gli piace di montare degli
spettacolini''. È destinata a sollevare delle polemiche la frase pronunciata
ieri da Silvio Berlusconi durante una pausa dell'udienza del processo Ruby, nel
quale è imputato per concussione e prostituzione minorile. A proposito degli
spettacoli delle sue ospiti ad Arcore, l'ex premier ha affermato che non erano
spogliarelli ma solo gare di ''burlesque''. ''Le donne sono per loro natura
esibizioniste. - ha aggiunto Berlusconi - E se poi sono donne dello spettacolo,
gli piace di montare degli spettacolini, e quindi - riferendosi alle ragazze,
alcune delle quali già showgirl televisive - facevano delle gare di
burlesque''.

SEQUESTRATI
La Guardia di Finanza ha sequestrato
titoli di credito di Stato americani per un valore nominale di circa 1,5
miliardi di dollari e certificati di deposito per mille tonnellate d'oro per un
controvalore di oltre 3 miliardi di euro, poiché ritenuti di dubbia
provenienza. Il sequestro rientra nell'ambito di un'operazione denominata
'Million dollar', che ha interessato le province di Roma e Viterbo e arriva a
conclusione di un'indagine condotta dai militari delle Fiamme gialle durata
diversi mesi su un giro di titoli del debito pubblico Usa emessi 'al portatore'.
Titoli che sono stati emessi dalla Federal Reserve negli anni Trenta e tuttora
in circolazione. Secondo gli investigatori, i titoli erano presumibilmente
destinati a garanzia di prestiti o per realizzare opache transazioni
finanziarie internazionali.

UE
HA FIDUCIA IN ITALIA
Nella casse
del Fondo monetario internazionale (Fmi) potrebbero arrivare più di 400
miliardi di dollari di risorse aggiuntive per rafforzare la sua capacità di aiutare
i Paesi membri colpiti dalla crisi, non solo quelli europei. La cifra è quella
indicata nella bozza del comunicato finale del G20 ancora in corso a
Washington. Ma le resistenze degli Stati Uniti e all'interno del gruppo di
Paesi dei cosiddetti Brics (Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica) rischiano
di sminuire la portata dell'accordo. Al momento - come ha spiegato la stessa
numero uno del Fondo, Christine Lagarde, mentre la riunione prosegue - la somma
raccolta ammonta a 357 miliardi di dollari. Gli ultimi Paesi che hanno deciso
di dare il loro contributo per il rafforzamento della dotazione finanziaria del
Fmi sono il Regno Unito e la Corea del Sud con 15 miliardi di dollari ciascuno
e Australia e Singapore con 7 miliardi per uno. Se questo fosse il risultato
finale non si potrebbe certo parlare di un successo, visto che la cifra
indicata nella bozza di comunicato approdata sul tavolo del G20 all'inizio
della riunione è già inferiore a quanto era stato richiesto dal Fondo
monetario, 600 miliardi di dollari.La preoccupazione è per come potrebbero
reagire i mercati, che si attendono un aumento delle risorse del Fmi di almeno
400 miliardi. Questo in una giornata in cui le tensioni finanziarie sono
tornate a turbare il clima dell'Eurozona, con lo spread tra i titoli italiani e
i bund tedeschi che ha nuovamente toccato i 400 punti: "E' la volatilità.
Non vedo nulla di nuovo rispetto ai giorni passati", ha commentato il
viceministro dell'economia, Vittorio Grilli, che partecipa ai lavori del G20
insieme al governatore di Bankitalia, Ignazio Visco, e al presidente della Bce,
Mario Draghi. Intanto il commissario Ue agli affari economici e monetari, Olli
Rehn, ha ribadito la sua fiducia nell'azione portata avanti dal governo Monti,
al quale ha riconosciuto "forte determinazione e impegno nell'affrontare
sia la sfida del consolidamento dei conti sia quella della crescita con le
liberalizzazioni e la riforma del mercato del lavoro".L'Europa è stata
chiaramente al centro della riunione del G20. Nella bozza di comunicato si
parla di una crescita 2012 dell'economia mondiale "ancora moderata, mentre
persistono significativi rischi al ribasso". Questo vale soprattutto per
il Vecchio Continente che continua a rappresentare l'epicentro della crisi.
Preoccupazioni anche per l'elevato livello raggiunto dal prezzo del petrolio,
che si riflette inevitabilmente in un aumento dei prezzi dell'energia. Su
questo fronte i Paesi del G20 "si impegnano a vigilare e sono pronti a
ulteriori azioni se necessario". Viene quindi sottolineato "l'impegno
dei Paesi produttori per assicurare un'adeguata fornitura"."Il G20
apprezza gli sforzi fatti da Italia e Spagna". Lo ha detto il presidente
della Bce, Mario Draghi. Italia e Spagna "hanno compiuto progressi notevoli"
negli ultimi mesi ha aggiunto esprimendo soddisfazione per la risposta alla
crisi che sta arrivando dai singoli Paesi europei, a partire da Italia e
Spagna. "Entrambi - ha detto nel corso di una conferenza stampa al termine
della riunione del G20 a Washington - stanno facendo progressi rispetto alla
situazione dello scorso novembre, sia sul fronte del consolidamento delle
finanze pubbliche sia su quello delle riforme. Progressi - aggiunto - che sono
notevoli". "Se paragoniamo la situazione di oggi con quella di cinque,
sei mesi fa - ha aggiunto Draghi - si vede chiaramente che è decisamente
migliorata". I titoli di Stato di Italia, Spagna e anche Francia
continuano a soffrire, con lo spread dei Btp tornato sopra i 400 punti base. Ma
le borse respirano, aiutate da trimestrali e dati macroeconomici positivi, a
partire dalla fiducia tedesca e dal 'firewall' del Fondo monetario
internazionale che verrà probabilmente potenziato di 400 miliardi di euro per
sostenere l'Europa. Dopo l'aggiornamento delle previsioni economiche italiane e
i nuovi obiettivi di finanza pubblica del 'Def', oggi Bruxelles ha speso parole
a favore di Roma: "L'Italia è impegnata in un piano di riforme molto
ambiziose a lungo termine e questo ha bisogno di essere valutato sul lungo
termine", ha detto un portavoce dell'Ue rifiutandosi di commentare i
"movimenti speculativi". Un 'assist' che arrivava mentre, stamani, lo
spread tornava oltre i 400 centesimi arrivando a toccare secondo l'agenzia
Reuters quota 414, un massimo da inizio febbraio, e chiudere a 405 (396 sugli
schermi Bloomberg) con rendimento decennale arrivato fino a 5,74%. Il mercato è
sotto pressione, soffre anche la Francia (spread vicino a 140), ma è la Spagna
il punto più debole: il premio di rendimento dei 'bonos' decennali ha sfiorato
i 436 centesimi, con un rendimento decennale oltre il 6%: livelli di guardia.

ELEZIONI IN FRANCIA
Sarkozy
chiama a raccolta i suoi per smentire i sondaggi negativi e attacca il rivale
socialista Hollande (nella foto): sarà ostaggio dell'estrema sinistra. Assist da
Berlino: sì ai controlli nazionali anti clandestini. Hollande per l'intervento
Onu in Siria e la riduzione dei tassi Bce. Oggi silenzio elettorale. Domani il
primo turno. "Unitevi, mobilitatevi, prendete la parola, imponete la
vostra vittoria, venite in massa domenica, ogni scheda costruirà la vittoria,
abbiamo bisogno di tutti": così, Nicolas Sarkozy - emozionato - si è
rivolto venerdì ai suoi fedelissimi, tutti in piedi, concludendo l'ultimo
comizio a Nizza prima del silenzio elettorale di sabato. A due giorni dal primo
turno delle presidenziali, Sarkozy ha lanciato un appello e tentato di
rianimare una squadra un po' avvilita dai sondaggi negativi: "Sono un
sentimentale, la presidenza non mi ha trasformato, non sono diventato una
mummia - ha detto il presidente - sono un essere umano che ama profondamente la
sua patria, la sua gente". Poi, è venuto il momento dell'appello, gridato
a squarciagola: "Sono impegnato per il mio Paese, amo il mio Paese.
Mobilitatevi, prendete la parola, imponete la vostra vittoria, venite in massa
domenica, ogni scheda costruirà la vittoria. Abbiamo bisogno di tutti. Le forze
contro di noi sono così imponenti che solo il popolo francese potrà dire che la
scelta è quella della Francia, della Francia forte". ''Resteremo uniti, tutti
insieme, fino alla vittoria della rivoluzione dei cittadini''. Con queste
parole Jean-Luc Melenchon ha ufficialmente chiuso la sua campagna elettorale
per il primo turno delle presidenziali francesi, davanti a 70.000 sostenitori e
centinaia di bandiere rosse, radunati al Parco delle esposizioni di Parigi, e
ad altre migliaia che lo seguivano via Internet, attraverso il suo sito. Prima
di Melenchon sono saliti sul palco tutti i 'senatori' della coalizione che lo
sostiene, il Front de gauche, dal responsabile di campagna ed ex leader del
Partito comunista operaio (Pcof) Christian Pierrel, alla co-presidente del
Parti de gauche Martine Billard, al segretario generale del Partito comunista
francese (Pcf) Pierre Laurent. Tutti con il collo ornato da una sciarpa rossa,
in tinta con l'immancabile cravatta che è ormai diventata il marchio di
fabbrica del candidato di estrema sinistra. Sono ormai quasi le 20 quando
Melenchon, acclamato dai militanti, è salito sul palco, ripercorrendo tutti i
temi del programma del Fdg e della sinistra europea: il rifiuto della retorica
della sicurezza e dello spauracchio islamista, la ''lotta di classe'' per
difendere i salari, gli attacchi ai banchieri e alla politica europea di
risposta alla crisi, in testa il finanziamento a tasso agevolato delle banche
da parte della Bce, il richiamo all'internazionalismo dei valori progressisti.
Ma anche la critica alla stampa ''che si definisce di sinistra'', e in
particolare al settimanale Nouvel Observateur, reo di sostenere troppo apertamente
i socialisti. E, più in generale, a tutti quelli che hanno giudicato
''utopico'' il suo programma. La soddisfazione è palpabile, tanto tra i leader
del Front de gauche quanto tra i loro sostenitori, e comprensibile: quella che
fino a un anno fa era considerata una piccola coalizione di partiti estremisti
e minoritari nel corso della campagna elettorale ha pian piano guadagnato punti
nei sondaggi e attenzione dei media, diventando la vera novità del panorama
politico francese e arrivando ad aspirare al terzo posto nel primo turno. Un
successo inatteso, frutto di una serie di fattori: l'indiscutibile carisma di
Melenchon e la sua capacità di presentarsi come elemento di aggregazione nel
campo spesso frammentario dell'estrema sinistra, ma anche l'efficiente supporto
logistico offerto dalla capillare rete territoriale del Partito comunista
francese. Forte di questo exploit, il candidato dalla cravatta rossa tiene a
marcare con chiarezza le distanze tra il suo progetto politico e quello del
partito socialista, pur senza mettere in discussione un eventuale appoggio nel
ballottaggio: ''Non mi sono candidato per essere il primo ministro di Francois
Hollande, - afferma in un'intervista pubblicata oggi da Les Echos - ci sono due
tesi differenti a sinistra, perché negarlo? Io ne incarno una''.

I SINDACATI CONTRO LA
FORNERO
Il ministro
del Lavoro, Elsa Fornero "ha un comportamento molto bizzarro". Così
il segretario generale della Cisl, Raffaele Bonanni
commenta la decisione del ministro del Lavoro di incontrare i lavoratori della
Alenia di Torino. Andasse pure nelle fabbriche - sottolinea Bonanni a margine
della manifestazione Cisl in Lombardia per il lavoro in corso a Milano - però
interloquisse anche con i sindacati. È strana la cosa che il ministro va nelle
fabbriche a discutere, non si capisce
che cosa, ma poi non discute con i lavoratori stessi sugli esodati, ad
esempio, e non chiarisce perché non firma ancora il decreto di 800 milioni di
euro per il salario di produttività. Il suo - conclude Bonanni- è un modo molto
bizzarro di comportarsi ed è chiaro che lei è libera di fare ciò che vuole però la sostanza e la forma sono importanti".
''Tanto tuonò che piovve'', commenta poi Bonanni riguardo l'apertura venuta dal
ministro del Lavoro Fornero sul caso degli esodati. Bonanni sollecita affinché
''l'incontro si faccia subito, non
abbiamo ancora una data ma la vorremmo avere al più presto -conclude
Bonanni- perché questo incontro deve rassicurare tante persone che aspettano da
diverso tempo''. Anche Susanna Camusso boccia la scelta del ministro Elsa
Fornero di partecipare all'assemblea dei lavoratori dell'Alenia a Caselle per
discutere con loro la riforma del lavoro. "È una logica di sfida",
afferma la leader della Cgil, ma il ministro ribatte: "I lavoratori di
Alenia hanno raccolto 1.000 firme, non accettare sarebbe stato scortese. Se lei
ha un altro modo di intendere la cortesia..".

RIMBORSI
ELETTORALI
"Parte oggi la campagna 'Giù le
mani dal sacco' contro il finanziamento pubblico ai partiti mascherato da
rimborso elettorale". Lo dichiara il leader dell'Italia dei valori Antonio
Di Pietro, che questa mattina sarà ai banchetti di Termoli. "L'Idv
restituisce la parola ai cittadini che troveranno in tutte le piazze d'Italia i
nostri banchetti e gazebo per la raccolta
firme a sostegno della proposta di legge d'iniziativa popolare per abrogare i
rimborsi elettorali", prosegue. "Cancellare lo sperpero
immorale di denaro pubblico è l'unica strada per combattere alla fonte la
corruzione e ristabilire la sovranità popolare tradita dopo il referendum del
'93. Ancora una volta, saranno gli italiani a fare quelle riforme che il
Parlamento non ha il coraggio di fare", conclude il leader Idv.

PARTE
IL NUOVO TRENO “ITALO”
"Dobbiamo
raggiungere il 20-25% del mercato entro il 2014". Lo ha indicato il
presidente di Ntv Luca Cordero di Montezemolo a margine del viaggio inaugurale
di Italo, il treno della società privata che dal 28 aprile farà concorrenza a
Trenitalia sull'alta velocità. "Nessun nuovo ingresso di azionisti in
vista per Ntv", ha spiegato Luca Cordero di Montezemolo: "non per il
momento, non è previsto", ha risposto a chi gli chiedeva se fosse
prevedibile l'ingresso di nuovi azionisti. Il presidente di Ntv, a margine del
viaggio inaugurale di Italo, ha puntualizzato che l'umore degli azionisti
"non è dei migliori, perché abbiamo investito tanto, ma non abbiamo
staccato ancora nessun biglietto, ma ci crediamo molto". A proposito
dell'umore degli azionisti di Ntv, Montezemolo ha precisato che "c'é
grande entusiasmo e voglia di fare bene". "Domani avremo sul treno i
nostri azionisti", ha aggiunto il presidente della società riferendosi al
viaggio inaugurale dedicato alle autorità. "C'e una bella squadra convinta
di questa sfida", ha aggiunto Montezemolo, sottolineando che questa è
un'impresa che "non ha dietro Pantalone, gli imprenditori rischiano di
tasca propria e ci credono". "Si parla tanto di crescita, questa è la
vera crescita del Paese, di chi investe e rischia", secondo Montezemolo,
parlando della propria società. "Abbiamo un miliardo di investimenti,
1.000 persone di età media sotto i 30 anni, tutti a tempo indeterminato e
almeno la metà donne - ha detto - questi sono segnali veri. È una giornata
importante - ha proseguito - dopo tanto lavoro, una giornata che dimostra che
abbiamo fiducia in questo Paese. Dobbiamo essere orgogliosi a essere i primi in
Europa ad avere un azionista privato nell'alta velocità". "Fra
qualche tempo, avviato il servizio, lascerò la presidenza", ha annunciato
il presidente di Ntv precisando che rimarrà comunque azionista della società. A
proposito della decisione di lasciare la presidenza di Ntv, Montezemolo ha poi
puntualizzato che "non è un discorso di oggi. Prima o poi lasciamo - ha
detto a margine del viaggio inaugurale di Italo - e torniamo a fare gli
azionisti". "Ntv punta a raggiungere un load factor (fattore di
riempimento) del 30% entro fine maggio". Lo ha dichiarato l'ad della
società che dal 28 aprile farà concorrenza a Trenitalia sull'alta velocità,
Giuseppe Sciarrone. "All'inizio pensiamo di raggiungere un load factor del
30% nel primo mese e poi gradualmente cresceremo", ha detto Sciarrone a
margine del viaggio inaugurale di Italo.

MILLE
MIGLIA 2012
Vladimir Putin, presidente eletto della
Russia, è stato invitato a partecipare alla Mille Miglia 2012. L'annuncio è
stato dato oggi a Firenze, alla presentazione in anteprima nazionale della
edizione di quest'anno della corsa, 1600 km da Brescia a Roma e ritorno dal 17
al 19 maggio. Cinque vetture d'epoca saranno messe a disposizione di regnanti e
capi di Stato esteri: oltre a Putin sono stati invitati il sultano del Brunei
Hassanal Bolkiah, il re di Giordania Abdullah II, il principe ereditario di Abu
Dhabi Mohammed Bin Zayed Al Mahyan, più una personalità di cui non é stato reso
noto il nome per ragioni si sicurezza. "Gli inviti sono stati inviati
direttamente dal Governo italiano", ha spiegato Sandro Binelli, segretario
generale del comitato organizzatore. Molti membri del governo, a partire dal
premier Mario Monti, sono nel comitato d'onore della corsa. Riserbo sui
partecipanti, tra cui ci sarà "il gotha dell'industria mondiale - ha detto
Binelli - e dei board delle case automobilistiche". Fra gli ex piloti, il
vincitore della 24 Ore di Le Mans del 1989 Jochen Mass, e l'83enne leggenda
della Formula 1 Stirling Moss (nella foto) che, col 91enne collaudatore Norman
Dewis, porterà in strada la Jaguar C-Type del 1952. La trentesima
rievocazione della corsa è un evento che "ha saputo coniugare in maniera
perfetta - ha dichiarato il presidente dell'Aci, Angelo Sticchi Damiani - un
passato glorioso, nella continuazione di una grande tradizione, con un presente
altrettanto ricco", Tre le tappe: Brescia-Ferrara, Ferrara-Roma,
Roma-Brescia, con fermate in Toscana a Sansepolcro e San Casciano Val di Pesa.
Il 15 maggio alla Fiera di Brescia 375 vetture si allineeranno per formare la
freccia rossa logo della Mille Miglia, un mosaico fotografato dall'alto per
entrare nel Guinness World Record. La Mille Miglia torna a passare dopo 5 anni
per la via Cassia, con sosta per il pranzo a San Casciano Val di Pesa, e un
passaggio presso la casa di Niccolò Machiavelli a cinque secoli dalla stesura
de 'Il Principe'. Il percorso è stato presentato oggi a Firenze. "È
importante per noi tornare sul percorso storico della Cassia", ha detto il
segretario generale del comitato organizzatore, Sandro Binelli: proprio per le
curve della Cassia, negli anni d'oro della corsa, si svolgevano i duelli
decisivi prima di varcare l'Appennino. L'ultima tappa, il 19 maggio da Roma a
Brescia, risalirà la penisola passando per Siena, immettendosi sulla Cassia
presso Bargino, giungendo a Firenze per proseguire verso il passo della Futa.
"La corsa più bella del mondo ha un folto seguito di appassionati nel
nostro territorio", ha dichiarato Massimiliano Pescini, sindaco di San
Casciano, cittadina storico punto di rifornimento e assistenza per le vetture ufficiali
Alfa Romeo: in una mostra curata dall'Officina Bellini il pubblico vedrà auto
d'epoca e foto di campioni leggendari come Tazio Nuvolari. "Ci saranno
anche 140 Ferrari per il 'Tribute to Mille Miglia' in testa alla
carovana", ha spiegato Gianluca Selvi, presidente della società
Settepuntotredici che cura il passaggio nel Chianti. I passaggi della prima
Ferrari a San Casciano e Firenze sono previsti per le ore 11.56 e 12.31, mentre
l'ultima vettura delle 375 in gara, tutte auto da corsa d'epoca col 'pedigree'
da Mille Miglia 1927-57, passerà da San Casciano alle 15.31 e da Firenze alle
16. La sosta nel Chianti, con prodotti tipici per il pranzo, si svolgerà in
collaborazione con il Comune di San Casciano e l'Aci di Firenze: gli sponsor
sono Chiantibanca, Confindustria Firenze sud Chianti, Consorzio del vino
Chianti Classico Gallo Nero, Azienda olearia del Chianti, Convivium Firenze.

L’FMI
SULL’ITALIA
L'economia italiana si contrarrà nel
2012 dell'1,9% e nel 2013 dello 0,3%. La stima è del Fondo Monetario
Internazionale (Fmi), che rivede così al rialzo le precedenti previsioni di
gennaio rispettivamente di 0,2 e 0,3 punti percentuali. a contrazione dell'1,9%
dell'economia italiana nel 2012 si confronta con il -1,8% del Pil della Spagna
(stime riviste al ribasso di 0,2 punti percentuali rispetto a gennaio).
L'economia spagnola ripartirà nel 2013, quando è atteso un Pil in crescita
dello 0,1%. Il Fondo Monetario Internazionale rivede al rialzo le stime della
crescita mondiale per il 2012 e il 2013. Il Pil crescerà quest'anno del 3,5% e
il prossimo del 4,1%, rispettivamente 0,2 e 0,1 punti percentuali in più
rispetto alle stime di gennaio. L'economia americana crescerà quest'anno del 2,1%
per poi accelerare nel 2013 al +2,4%. Il Fmi stima per Eurolandia una
contrazione del Pil dello 0,3% quest'anno. Il pil dell'area euro crescere dello
0,9% nel 2013. La ripresa economica italiana inizierà solo nel 2013 dopo una
recessione più profonda rispetto a quella dell'area euro nel suo complesso, per
la quale é prevista una contrazione del Pil nella prima metà del 2012. Ma poi
inizierà la ripresa. Il Fmi prevede per l'Italia per il quarto trimestre 2013
un Pil in progresso dello 0,7% contro il -2,0% del quarto trimestre 2012.
"Le elezioni in Spagna e la nomina di un nuovo presidente del consiglio in
Italia hanno dato qualche rassicurazione agli investitori", afferma
Olivier Blanchard, capo economista del Fmi, nella lettera di introduzione del
Wolrd Economci Outlook. L'Italia, come gli altri Paesi dell'area euro con una
posizione di bilancio debole deve attuare i piani approvati. Il tasso di
disoccupazione in Italia si attesterà al 9,5% nel 2012 e salirà al 9,7% nel
2013. È la stima del Fmi, secondo il quale la disoccupazione nell'area euro
sarà pari al 10,9% quest'anno e al 10,8% il prossimo. La Spagna è il paese
europeo con la disoccupazione più alta, al 24,2% nel 2012 e al 23,09% nel 2013.
Le prospettive per l'economia mondiale si stanno gradualmente rafforzando, ma i
recenti miglioramenti sono fragili e i rischi al ribasso elevati. Il Fmi
sottolinea che i rischi maggiori che pesano sull'economia sono l'Europa e il
petrolio, con le tensioni geopolitiche che hanno effetto sul mercato e
potrebbero causare, in caso di distruzioni alla produzione in Iran, un balzo
dei prezzi. "Le condizioni del mercato del lavoro resteranno molto
difficili in diverse economie avanzate", mette in evidenza il Fmi, secondo
il quale fra gli altri rischi che potrebbero pesare sull'economia ci sono le
pressioni disinflazionistiche. "Nel breve termine il rischio maggiore è il
reintensificarsi" dell'interazione negativa fra la qualità degli asset
delle banche e il rischio sovrano. "La maggiore preoccupazione è che
l'economia globale continui a essere suscettibile di rischi al ribasso che
pesano sulla fiducia dei consumatori e degli investitori e che la ripresa
resterà anemica nelle economie avanzate. Le previsioni del Fmi di un calo del
Pil italiano dell'1,9% nel 2012 "sono troppo pessimiste". È quanto
afferma il direttore generale di Bankitalia, Fabrizio Saccomanni, che rileva
come siano migliori le stime sia della Bce che della Commissione Ue e che una
ripresa sarà possibile "già alla fine di quest'anno.

IMU
A RATE
L'Imu sulla
prima casa potrà essere pagata, a scelta del contribuente, in due o tre rate.
Lo prevede un emendamento di Gianluca Galletti dell'Udc, al dl fiscale, approvato
dalla commissione Finanze della Camera. Secondo questa novità introdotta nel
decreto il contribuente entro il 16 giugno, scadenza della prima rata, potrà
decidere se pagare il 33%, e avere altre due rate (a settembre e dicembre),
oppure pagare il 50% e avere una seconda e ultima rata a dicembre. La novità
riguarda sempre l'Imu sulla prima casa e sulle pertinenze. La revisione del
catasto annunciata con la delega fiscale non farà aumentare le tasse sulla
casa. Lo ha detto il viceministro all'Economia, Vittorio Grilli, parlando in
commissione finanze al Senato. ''L'obiettivo della revisione del catasto -
spiega - non è quello di aumentare le entrate dall'Imu''. "I Comuni
possono considerare direttamente adibita ad abitazione principale" la casa
di proprietà di anziani o disabili "che acquisiscono la residenza in
istituti di ricovero o sanitari" a condizione che la stessa non risulti
locata. Lo prevede un emendamento del relatore approvato dalla commissione
Finanze della Camera. I Comuni potranno agevolare, come una abitazione
principale, la casa "posseduta da cittadini italiani non residenti nel
territorio dello Stato, a titolo di proprietà o di usufrutto in Italia, a
condizione che non risulti locata". Lo prevede un emendamento del relatore
al dl fiscale approvato dalla commissione Finanze della Camera. È stato
dichiarato ammissibile l'emendamento del governo sul beauty contest del governo
al dl fiscale. È quanto si apprende da fonti della presidenza della Camera.
L'emendamento sulle nuove frequenze tv, presentato al dl fiscale, che è
all'esame della Commissione Finanze della Camera, prevede che saranno
"assegnate mediante pubblica gara indetta entro 120 giorni dall'entrata in
vigore del presente articolo". L'emendamento del governo, che azzera il
beauty contest, prevede l'assegnazione delle frequenze "ad operatori di
rete sulla base di differenti lotti, mediante procedure di gara aggiudicate
all'offerta economica più elevata anche mediante rilanci competitivi,
assicurando la separazione verticale tra fornitori di programmi e operatori di
rete".

I PARTITI POLITICI PER
NAPOLITANO
I partiti "non sono il regno del
male, del calcolo particolaristico e della corruzione", sottolinea il presidente
della Repubblica Giorgio Napolitano ricordando la figura di Benigno Zaccagnini.
"Guai a fare di tutte le erbe un fascio - aggiunge - a demonizzare i
partiti, a rifiutare la politica". ''Il marcio ha sempre potuto
manifestarsi - scrive il Capo dello Stato in un messaggio per la commemorazione
di Benigno Zaccagnini - e sempre si deve estirpare: ma anche quando sembra
diffondersi e farsi soffocante, non dimentichiamo tutti gli esempi passati e
presenti di onestà e serietà politica, di personale disinteresse, di
applicazione appassionata ai problemi della comunità. Guai a fare di tutte le
erbe un fascio, a demonizzare i partiti, a rifiutare la politica". Ha
concluso il Capo dello Stato: "E per cambiare quel che va cambiato, per
riformare quel che va riformato oggi qui, senza ulteriore indugio, per
trasmettere ai giovani la 'vocazione alla politica', è il momento di trarre
respiro e fiducia dall'esempio, tra i più alti e limpidi che possiamo
ricordare, di Benigno Zaccagnini". "Ehi! Non pensate di cavarvela così. Con qualche comparsata
televisiva e un Rigor Montis radiocomandato, mantenendovi a distanza dai
cittadini sparando frasi fatte sull'antipolitica". Ma "nessuno uscirà
da qui senza un pubblico dibattimento. Senza una pena esemplare". Lo scrive
Beppe Grillo sul suo
blog. In un lungo post pubblicato sul suo blog, Beppe Grillo mette nero su
bianco (senza però citare nessun nome) le sue accuse alla politica. E afferma:
"Lo so che confidate nella memoria breve degli italiani. Vi volete
ripresentare, riverginati dai media, alle elezioni 2013. Avete il terrore di
perdere il controllo delle operazioni. Sapete bene cosa vuol dire non disporre
più di giornali e televisioni infarciti di servi e senza le forze dell'Ordine
ai vostri comandi. Vuol dire essere messi sotto processo dalla Nazione che
avete distrutto". "Nessuno uscirà di qui, parafrasando Jim Morrison,
senza un pubblico dibattimento. Senza una pena esemplare", scrive il
fondatore del Movimento 5 Stelle. "C'é
assoluta urgenza di controlli sui finanziamenti in corso ai partiti. Chi
non li vuole subito, vuol dire che ha qualcosa da nascondere". Così
Pierluigi Bersani chiede la
riforma immediata sui controlli, al termine della segreteria del Partito
democratica. "Io ribadisco il concetto: può anche essere un solo euro, ma
il finanziamento ci deve essere. Perché non esiste democrazia che non riconosca
che la politica é un processo collettivo. Questo è un principio sul quale non
transigo". Così Bersani ribadisce la tesi, sostenuta con i leader Pdl e
Udc Alfano e Casini, che sarebbe "un drammatico errore cancellare il
finanziamento pubblico ai partiti". "Bisogna arrivare ad un sistema
che porti a regime i contributi volontari e riduca i finanziamenti pubblici, ma
che non metta i partiti tra le mani delle lobby altrimenti creiamo un problema
più grande". Il leader dell'Udc, Pier Ferdinando Casini, a Ravenna per i 100 anni della nascita di Benigno
Zaccagnini, parlamentare, ministro e segretario della Dc, torna a parlare così
del finanziamento ai partiti.

LA
CRISI DELLA LEGA
"Ho sentito un dovere in questo momento in cui il
mio partito è continuamente sui giornali". Davide Boni (nella foto) ha
spiegato così le sue dimissioni da presidente del Consiglio regionale della
Lombardia. "Ne ho sentito il bisogno", ha poi aggiunto l'esponente
della Lega in una conferenza stampa, aggiungendo che "non c'é stato altro,
la mia situazione giudiziaria non è cambiata rispetto a 5 settimane fa" e
"sono estraneo" a quella vicenda. Boni ha spiegato che le sue
dimissioni dal Pirellone saranno depositate domattina (18 aprile), mentre il
sostituto (che sarà sempre leghista) verrà eletto l'8 maggio, nella prima
seduta del Consiglio regionale. Di conseguenza, Boni lascerà anche la
presidenza della Conferenza dei presidenti delle assemblee legislative delle
Regioni e delle Province autonome. "La Lega è la mia vita, da domani
tornerò alla politica attiva, che mi mancava", ha sostenuto l'esponente
della Lega spiegando in una conferenza stampa i motivi delle sue dimissioni. Ma
non c'é solo questo che, a suo dire, lo ha indotto a fare un passo indietro che
era stato evitato più di un mese fa. "Dopo 35 giorni - ha detto facendo
riferimento all'informazione di garanzia ricevuta per un presunto giro di
tangenti - la situazione non è facile, soprattutto a livello personale,
soprattutto avendo una famiglia". Boni ha assicurato di essere comunque
"sereno". Quella delle dimissioni è stata una "scelta maturata nel tempo, sofferta,
che ho preso io con la mia famiglia. E per una volta non ho obbedito né a
Maroni, né a Calderoli né a Bossi", ha aggiunto, ricordando di aver
ricevuto "anche ieri la fiducia" dei triumviri della Lega e di aver
incontrato in via Bellerio anche Umberto Bossi. "Maroni e Calderoli - ha
concluso - sono stati i primi a telefonarmi oggi per ringraziarmi". "Se devo essere polemico, il mio pensiero va a
Nichi Vendola e Vasco Errani": ha risposto così Davide Boni a chi
in conferenza stampa gli ha chiesto un parere sulle polemiche che riguardano le
scelte di Filippo Penati. Il presidente dimissionario del Consiglio regionale
della Lombardia ha fatto riferimento ai due governatori del centrosinistra che
sono indagati e non si dimettono. "Io il passo l'ho fatto - ha aggiunto
l'esponente della Lega - qualcun altro evidentemente non se la sente".
"In funzione di quanto ha fatto il mio Segretario federale, Umberto Bossi,
che ha fatto un passo indietro per agevolare una serena condizione politica per
il movimento, faccio anch'io un passo indietro, precisando che nessuno me l'ha
mai chiesto, in totale autonomia", fatto sapere Boni con una
nota. "Nessuno me l'ha mai chiesto" di dimettermi, ha spiegato
il presidente del Consiglio regionale della Lombardia, dicendo di averlo fatto
"in totale autonomia, quindi, ed in assenza di qualsivoglia nuovo elemento
riguardante le indagini che mi hanno mio malgrado coinvolto". "Dopo
22 anni di militanza - continua Boni - non posso e non voglio però fare altro,
ancora una volta, che seguire l'esempio del mio segretario federale, Umberto
Bossi, al quale già rimisi il mandato un mese fa. Se fa un passo indietro lui,
diviene un imperativo morale per me seguirlo". L'esponente della Lega
conferma infine che finora ha sempre avuto la fiducia di via Bellerio, dopo
l'emergere dell'indagine per corruzione a suo carico, a inizio marzo: "Il
triumvirato sia in precedenza sia in occasione della riunione con i consiglieri
regionali, durante la quale sono state discusse le dimissioni di Monica Rizzi,
non ha mai chiesto le mie dimissioni, rinnovandomi la fiducia". La stessa
cosa che "peraltro fin da subito la segreteria politica federale, alla
quale ho dato le mie spiegazioni, mi ha concesso fiducia incondizionata,
confermandola nel tempo". Con le dimissioni annunciate da Davide Boni da
presidente del Consiglio regionale della Lombardia sale a tre il numero degli
esponenti della Lega che hanno lasciato nell'ultima settimana il Pirellone.
Martedì della scorsa settimana è toccato a Renzo Bossi formalizzare le sue dimissioni
da consigliere per lo scandalo dell'uso dei rimborsi elettorali del Carroccio.
Proprio stamani Boni ha messo in votazione la ratifica. Ieri Monica Rizzi, che
aveva curato la candidatura di Bossi Jr a Brescia nel 2010, si è dimessa da
assessore allo Sport della Giunta Formigoni su pressione del movimento. Il
passo indietro di Boni oggi chiude anche la polemiche per le sue mancate
dimissioni dopo essere stato indagato per corruzione e finanziamento illecito
dei partiti a inizio marzo. Sempre dichiaratosi innocente, Boni mise a
disposizione il suo mandato ai vertici della Lega, che però gli rinnovarono la
fiducia a livello di segreteria federale. Ma le nuove indagini che hanno
coinvolto il Carroccio, e le conseguenti dimissioni di Bossi Jr e della Rizzi,
hanno cambiato il quadro della situazione. Roberto Formigoni non intende lasciare il suo incarico di
presidente della Lombardia. "In questo momento - ha spiegato alla
Telefonata di Belpietro su Canale 5 - confermo che il mio desiderio è di
completare la legislatura fino al 2015 dando dimostrazione che il nostro è e
resta e sarà in questi tre anni un buon governo a vantaggio dei
cittadini". "Non la do certamente vinta - è la sua conclusione - a
chi penserebbe di mettermi in fuga o trovare scorciatoie". "Anche Gesù ha sbagliato a scegliersi uno dei
collaboratori, non pensiamo di essere impeccabili. Può essere che
ciascuno di noi abbia nelle sue infinite conoscenze una persona che non è
perfettamente limpida ma questo lo stabilirà la magistratura"; così il
presidente della Lombardia, Roberto Formigoni, a margine dell'inaugurazione del
Salone del Mobile a Fieramilano, ha risposto a una domanda sui suoi rapporti
con Pierluigi Daccò, coinvolto nell'inchiesta sul San Raffaele e la Fondazione
Maugeri. Le dimissioni da consigliere regionale del leghista Renzo Bossi sono state accolte
all'unanimità dall'aula del Pirellone. Ma la votazione, un passaggio di solito
formale, è stata accompagnata da uno scambio polemico. "La vicenda del
consigliere Renzo Bossi - ha detto Luca Gaffuri (Pd) - è l'immagine di una
legislatura andata a male e che deve finire presto". Stefano Galli (Lega)
ha però chiesto "soprattutto all'opposizione di fare autocritica: noi
siamo coerenti". Per prassi l'accettazione delle dimissioni di un
consigliere regionale non viene accompagnata da dibattito, ma le opposizioni
hanno voluto evidenziare che il passo indietro di Renzo Bossi non è come gli
altri. La discussione è durata un quarto d'ora: una volta ratificate
all'unanimità le dimissioni, in Aula ha fatto il suo ingresso Clotilde
Lupatini, leghista bresciana che ha preso il posto di Bossi Jr, eletta nello
stesso collegio. Non è naturalmente in Aula Monica Rizzi, altra leghista
bresciana che si è dimessa ieri (16 marzo) da assessore regionale allo Sport che
non è consigliere e dunque ha concluso la sua esperienza al Pirellone.

MONTI E IL TALLONE DI ACHILLE
"Siamo
d'accordo che il tallone d'Achille dell'Europa è la questione della crescita.
Italia e Finlandia concordano sulla ricetta da seguire: riforme strutturali che
diano maggiore flessibilità all'offerta e aumento alla competitività". Lo
afferma il premier Mario Monti al termine dell'incontro con il primo ministro
della Repubblica di Finlandia, Jyrki Katainen. "Le tensioni delle
ultime settimane mostrano che non dobbiamo abbassare la guardia. Occorre
continuare a lavorare per porre le finanze pubbliche su una base più sana e
proseguire con le riforme", aggiunge Monti. Borse europee di buon
passo a metà mattinata con lo Stoxx 600 che guadagna quasi un punto percentuale
dopo che l'indice che misura le aspettative sull'economia tedesca è
inaspettatamente salito rivedendo i massimi da giugno 2010. Prosegue la corsa
di Milano (Ftse Mib +2,46%, Ftse All Share +2,31%). Sopra o a ridosso del punto
Parigi (+1,3%) Francoforte (+1,08%), Madrid (+1,03%). A spingere gli indici è
la corsa delle banche (+2,68%). In luce Banco Popolare (+6,32%), Bpm (+6,1%),
Intesa (+5,03%). Scende sotto quota 380 punti base lo spread Btp-Bund. La
forbice si restringe a 373 punti dopo l'esito dell' asta della Spagna che ha
collocato più del target massimo di 3 miliardi ma a tassi più alti. Il
rendimento del 10 anni italiano scende al 5,49%. Il divario Spagna-Germania si
riduce sotto i 420 punti base (a 415,8) con il tasso dei Bonos che torna sotto
il 6% (5,92%).

LIBERATA
Una donna italiana rapita da uomini
armati nel deserto meridionale dell'Algeria sarebbe stata rilasciata. Lo
riferisce la tv al Arabiya in una breaking news sul suo sito. In Algeria sono
state rapite la turista Maria Sandra Mariani (nella foto) e la coooperante
sarda Rossella Urru. Al momento non ci sono altre conferme. "La Farnesina
e lo stesso ministro degli Esteri Giulio Terzi, personalmente e attraverso
l'Unità di Crisi, stanno seguendo costantemente gli sviluppi" circa la
presunta liberazione di un'italiana rapita in Algeria riferita da media arabi.
Al ministero fanno sapere che "sono in corso le verifiche".

LA
CRISI E I SUICIDI
È in prevalenza la mancanza del lavoro o
comunque di qualche prospettiva economica la ragione del dilagare dei suicidi
nel nostro Paese, che ormai ogni giorno miete vittime soprattutto tra i
disoccupati e tra i cosiddetti 'esodati', tra coloro cioè che anche per ragioni
anagrafiche nutrono meno speranze di altri di trovare un'altra occupazione. A
livello territoriale, al di là delle ragioni più strettamente legate al lavoro,
è il Centro-Nord a detenere il triste scettro dei casi di suicidio, con la
Lombardia al primo posto. Il fenomeno dei tanti che quotidianamente compiono il
gesto estremo è però riconducibile, racconta il Secondo Rapporto dell'Eures
('Il suicidio in Italia al tempo della crisi), soprattutto alla figura
maschile. Nel 2010 sono stati 362 i suicidi dei disoccupati, spiega l'Eures,
superando così i 357 del 2009, che già rappresentavano una forte impennata
rispetto ai 270 accertati in media nel triennio precedente. Il numero dei
suicidi tra i disoccupati tra il 2008 e il 2010 si attesta complessivamente al
39,2% del totale, salendo al 44,7% tra quanti hanno perso il lavoro.
Considerando la sola componente maschile, l'aumento dei suicidi dei senza
lavoro appare ancora più preoccupante (da 213 casi nel 2008 a 303 nel 2009, a
310 nel 2010), attestandosi a +45,5% tra il 2008 e il 2010, confermando così la
centralità della variabile occupazionale nella definizione dell'identità e del
ruolo sociale degli uomini. Ma la crisi si fa sentire soprattutto sui
cosiddetti 'esodati', vale a dire tra coloro che hanno tra i 45 e i 64 anni,
con un incremento del 12,6% nel 2010 rispetto al 2009 e del 16,8% rispetto al
2008. Ma la disoccupazione, informa l'Eures, è anche alla base dei suicidi
nelle fasce di età tra 45 e i 54 anni, aumentati del 13,3% rispetto al 2009, e
in quella 55-64 anni (+10,5%); il tutto a fronte di una crescita complessiva
dell'8,1%. Tuttavia, come confermano anche le cronache di queste ultime
settimane, a sentire il fiato sul collo della gelata economica sono anche gli
artigiani e i commercianti. E secondo l'Eures nel 2010 336 tra questi hanno
deciso di farla finita (contro i 343 del 2009). Lo studio definisce "molto
alto il rischio suicidario" in questo ambito: in particolare nel 2010 si
sono contate 192 vittime tra i lavoratori in proprio (artigiani e commercianti)
e 144 tra gli imprenditori e i liberi professionisti (151 nel 2009), nel 90%
dei casi uomini. Secondo la fotografia dell'Eures sono aumentati nel 2010 i
suicidi nelle regioni del Centro-Nord; ma a livello territoriale il primato se
l'é aggiudicato la Lombardia (con 496 casi, +3% rispetto al 2009), seguita dal
Veneto (320, pari al 10,5% del totale, con un aumento del 16,4% sul 2009) e
l'Emilia Romagna (278, 9,1%). Più della metà dei suicidi censiti in Italia si
verifica in una regione del Nord (1.628 casi nel 2010, pari al 53,4% del
totale), a fronte del 20,5% al Centro (624 casi) e del 26,1% al Sud (796 casi).
Anche in termini relativi il Nord conferma i valori più alti, con 5,9 suicidi
ogni 100 mila abitanti, contro i 5,3 del Centro e dei 3,8 del Sud. Ma è il
Centro Italia a registrare nel 2010 la crescita più consistente, con un +11,2%
sul 2009, che sale a +27,3% nel Lazio, con 266 suicidi.

LO
RIFAREI DI NUOVO
"Lo
rifarei di nuovo". Così Anders Breivik, durante la sua testimonianza nella
seconda giornata del processo per le stragi di Oslo e Utoya. "Ho messo in atto
il più sofisticato e spettacolare attacco politico commesso in Europa dalla
Seconda Guerra Mondiale" ha detto ancora Anders Breivik, che ha poi
aggiunto che per lui finire la sua vita in prigione o morire per il suo popolo
rappresentano "il più grande onore" che potesse ottenere. Durante la
sua deposizione Breivik ha affermato che i ragazzi uccisi a Utoya non erano
"giovani innocenti". "I militanti del Partito laburista sono
indottrinati: non bambini innocenti, ma attivisti politici", ha spiegato
l'autore delle stragi del 22 luglio scorso che ha aggiunto: "Uccidere 70
persone può impedire una guerra civile". "Le persone che mi accusano
di essere malvagio, confondono il fatto di essere malvagi con l'essere
violenti", si difende il killer che si è professato non colpevole. La
differenza, secondo Breivik, risiede nelle intenzioni: certi atti di violenza
possono prevenire violenza maggiori. "Quando la rivoluzione pacifica è
impossibile, l'unica via è la rivoluzione violenta". Il killer al suo arrivo
in aula si è di nuovo rivolto ai giudici con il saluto di estrema destra (pugno
chiuso prima sul cuore e poi a braccio teso) Anders Breivik, in apertura della
seconda giornata del processo per la strage di Oslo e Utoya, costate la
vita a 77 persone. Un giudice popolare, che aveva invocato su internet la
morte per Anders Breivik, è stato ricusato dai giudici, che hanno esaminato la
richiesta avanzata da accusa, difesa e parti civili. Il processo, dopo una
sospensione di mezz'ora, è ripreso con il tribunale che ha autorizzato il
killer, chiamato a testimoniare, a leggere una sua dichiarazione. Ieri il
procuratore norvegese, Svein Holden, ha mostrato un video dove si vedono gli
attimi successivi alla prima esplosione davanti alla sede del governo nella
capitale. Breivik non ha mostrato alcuna emozione mentre scorrevano le
immagini, mentre le famiglie delle vittime si sono commosse e sono esplose in
un grido liberatorio nel momento in cui la bomba esplodeva. Nel corso
dell'udienza l'accusa ha fatto ascoltare la drammatica telefonata di una
giovane donna che si trovava nell'isola di Utoya mentre chiamava la polizia.
''Venite subito... spara continuamente'', è l'appello della ragazza che
supplica le forze dell'ordine. Non è chiaro se la giovane sia sopravvissuta o
meno alla carneficina. Breivik, anche in questo caso è rimasto
impassibile. "Non riconosco i tribunali norvegesi. Avete ricevuto il
vostro mandato da partiti politici che sostengono il multiculturalismo", è
stata la sua prima dichiarazione alla corte, davanti alla quale ha sottolineato
di "riconoscere i fatti ma non mi riconosco colpevole" da un punto di
vista penale.

COME CAMBIANO I COGNOMI
IN ITALIA
Per la prima
volta una grande città del nord registra il primato di un cognome
esclusivamente meridionale: Russo conquista Torino, scalzando il nome di
famiglia piemontese per eccellenza, Ferrero. Sempre per la prima volta un
cognome straniero conquista il 1° posto assoluto in una delle prime 10 città
italiane più popolose del nord, accade a Brescia, con il cognome Singh,
indiano-pakistano. Ed ancora per la prima volta anche città medie o piccole
presentano cognomi stranieri tra i primi: il tunisino Fatnassi 2° a Imperia, i
singalesi Fernando e Warnakulasuriya, 14° e 22° a Verona. È Chen il cognome più
pratese. I signori e le signore Chen, di origine cinese, strappano dunque il
podio ai signori e alle signore Gori, quest'ultimo fino ad ora il cognome più
diffuso a Prato, la città toscana che ospita una delle comunità orientali più
consistenti d'Italia: tra regolari e no si contano ben oltre trentamila cinesi
su 188 mila abitanti. La ricerca sui cognomi italiani, realizzata da Enzo
Caffarelli, professore di Onomastica presso l’università di Roma, Tor Vergata,
grazie alla collaborazione delle Anagrafi dei Comuni italiani e pubblicata
sull’ultimo numero di Anci Rivista, può vantare molti primati: per la prima
volta sono disponibili dati del XXI secolo e per la prima volta un’inchiesta
sui cognomi più diffusi nelle città italiane viene realizzata sull’intera
popolazione anziché sui titolari di abbonamenti telefonici, che sono invece
soltanto una piccola parte dei residenti e non rappresentano milioni di giovani
e di bambini. I dati che emergono meritano attenzione: il cognome Esposito è
ora 12° a Torino, mentre nella Aosta regginizzata sono calabresi ben 8 cognomi
sui primi 10 e 11. Un fatto notevole è rappresentato dalle divergenze tra le
classifiche riportate anche in un recente passato e le nuove. Tale differenza
si manifesta con spostamenti di posizione notevoli. Se confrontiamo i dati
forniti dai Comuni ad Anci Rivista nel 2011 con quelli di Seat/Pagine Gialle
del 1999-2000, troviamo per esempio Rossi non più 1° a Latina, superato da
Russo, e 1° invece a Viterbo, dove sorpassa il locale Delle Monache, a Udine al
posto di Rizzi nonché a Rovigo per Ferrari. Russo è il primo cognome per
diffusione in Sicilia, il 2º in Campania, Puglia, Basilicata e Calabria e
complessivamente il n.1 del Meridione, mentre nel Centro-nord il primato
appartiene a Rossi. Secondo le leggi fonetiche della nostra lingua e nei nostri
dialetti, Russo non può essersi in alcun modo generato in Piemonte o in
Lombardia o in Emilia o in Toscana o nel Lazio. Eppure oggi è diventato il n. 1
a Torino, come detto, e a Latina. Inoltre sale a Novara dal 14º al 5º posto, a
Genova dal 19º al 12º, a Bologna dall’86º addirittura al 14º, a Trieste dal 46º
al 14º, a Livorno dal 98º al 44º, a Grosseto dal 98º al 17º.

ANGELINA E BRAD PRESTO
SPOSI
Ora che Brad Pitt e Angelina Jolie sono
ufficialmente fidanzati, l'attenzione si è spostata sull'organizzazione del
grande evento, di cui sino ad oggi non erano emersi dettagli. Ma secondo quanto
riportano ora alcuni siti di gossip, le due star stanno organizzando il
matrimonio nella loro gigantesca tenuta nel sud della Francia, in estate, per
poi spostarsi per almeno due anni a vivere in Inghilterra insieme alla loro
tribù di figli (sei, tra naturali e adottivi). Secondo il New York Post, i due
futuri sposi hanno passato gli ultimi sei mesi ad organizzare le nozze, a cui
dovrebbero partecipare circa 200-300 persone, la maggior parte dei quali
provenienti dall'elite di Hollywood. "Sono stati in silenzio per mesi per
preparare uno dei più affascinanti matrimoni di tutti i tempi. - ha detto un
amico della coppia - Ho visto il loro castello, è il luogo più romantico che si
possa immaginare". Tra gli invitati sono già dati per certi Matt Damon,
George Clooney, Johnny Depp e Tom Cruise. E in molti si chiedono se alle nozze
prenderà parte anche l'ex moglie di Brad, Jennifer Aniston, che avrebbe detto
di non poter essere più felice di quanto già lo sia per Pitt.

ITALIA
IN RECESSIONE
“Gli ambiziosi obiettivi di bilancio
dell'Italia potrebbero essere compromessi dalla recessione e da tassi
d'interesse troppo alti e il governo potrebbe essere costretto a varare nuove
misure di austerità per portare a termine il programma”. Lo scrive il Financial
Times, citando un rapporto confidenziale circolato all'ultimo vertice a
Copenhagen. Secondo il dossier, dal titolo 'La situazione di Bilancio in
Italia' e compilato dalla Commissione Europea, Roma da maggio 2010 ha varato
misure "davvero notevoli" per consolidare il bilancio, pari a più di
100 miliardi di euro ed equivalente al 7% del Pil. Tutto questo le ha permesso
"di riguadagnarsi la fiducia dei mercati ed ora è in rotta verso
l'obiettivo del pareggio di bilancio nel 2013, dopo aver segnato un deficit
pari al 3,9% del Pil nel 2011". Ma, prosegue il rapporto citato dal
quotidiano londinese, "gli sforzi dell'Italia per raggiungere gli
obiettivi di bilancio potrebbero essere messi a rischio da prospettive
deprimenti per quanto riguarda la crescita e da tassi d'interesse relativamente
alti". Quindi "il governo dovrebbe essere pronto a evitare ogni
ritardo nell'esecuzione delle misure e intraprendere ulteriori azioni se
necessario". La redditività delle banche italiane continuerà ad essere
bassa nei prossimi anni e ciò le spingerà ad adottare una politica di dividendi
conservativa. È quanto scrive Standard & Poor's in un rapporto, spiegando
che questo scenario è dovuto alle perdite riportate nei bilanci 2011 per le
ingenti svalutazioni degli avviamenti. Avvio di seduta all'insegna della
cautela per le borse europee che aspettano indicazioni dagli Usa, dove nel
pomeriggio verranno resi noti i dati sulla ordini industriali e in serata i
verbali della riunione della Fed a febbraio. Nonostante la chiusura positiva
dei listini asiatici, le borse europee hanno iniziato le contrattazioni
segnando ribassi frazionali, con Francoforte e Londra che si mantengono appena
sopra la parità, mentre gli spread dell'area euro con i bund tedeschi non
segnano particolari tensioni. Guidano i ribassi bancari e materie prime
(entrambi gli indici Dj Stoxx di settore cedono lo 0,47%) mentre tengono i
titoli dell'energia (+0,29%), supportati dal caro-petrolio. Di seguito gli
indici dei titoli guida delle principali borse del Vecchio Continente: - Londra
+0,08% - Parigi -0,09% - Francoforte +0,06% - Madrid -0,20% - Milano -0,22% -
Amsterdam -0,05% - Stoccolma -0,26% - Zurigo -0,22%. Lo spread fra il btp
decennale e l'analogo bund tedesco apre la giornata a 330 punti, stessa
indicazione della chiusura di ieri. Il rendimento del decennale si attesta al
5,12%.

LAVORO
Per il
governo "la situazione non soddisfacente nel mercato del lavoro"
rappresenta "un ostacolo" alla crescita e alle prospettive per nuova
occupazione. Lo spiega il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano ad
Amman. "Il disegno di legge sarà presentato da qui a qualche giorno",
ha detto Napolitano sottolineando che Monti sta esaminando il progetto sul
lavoro preparato dal ministro Fornero. "Domani sera vedrò lo stato
dell'arte perché il presidente del Consiglio doveva esaminare il progetto
preparato dal ministro Fornero e da altri membri del governo, e vedrà se è
pronto per sottoporlo alla mia firma", spiega Napolitano sottolineando che
la sua firma "é soltanto di autorizzazione alla presentazione al
Parlamento" in quanto "non è un decreto legge". "Meglio
fare la riforma insieme che separati. Il tema però è cosa si fa se la Cgil dice
no alla modifica dell'art. 18. Ci preoccupa che l'agenda la detti il sindacato
e non il governo che ha come bussola il bene dell'Italia e degli
italiani". L'ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano, a margine di
un convegno a Palermo.. Alfano ha aggiunto: "Se il tentativo è quello di
non scontentare la Cgil, il nostro è quello di non scontentare gli italiani
approvando una riforma che crei più sviluppo e occupazione". Il segretario
del Pd, Pierluigi Bersani, ritiene che sull'art. 18 si arriverà ad un accordo
prima della tornata delle elezioni amministrative. "Io ci credo".
Bersani, a chi parla di un Pd schiacciato dalla Cgil, replica di non voler
rispondere "neanche più. Perché non voglio essere offensivo. Noi siamo un
grande partito, più grande di quello di Alfano e ragioniamo con le nostre
teste. Naturalmente ascoltando imprenditori e lavoratori, ma ragionando sulla
nostra idea di società che, per esempio, non può prevedere che il posto di
lavoro sia sempre, unicamente, semplicemente, monetizzato anche in assenza di
una giusta causa di licenziamento". "Non appartiene - ha ribadito
Bersani - ad un modello di società che abbiamo in testa noi. E non assomiglia
ai migliori modelli di società che ci sono in Europa. Tocca - ha spiegato - ai
sindacati fare il loro mestiere, agli imprenditori il loro mestiere, ma tocca
ai partiti di dare un'idea di quale sia l'Italia che vogliamo nel futuro".
Bersani ha rilevato che "ragionando e approfondendo, un'intesa sia
possibile. Anche perché noi non poniamo un tema di bandiera del Pd. Ho sentito
- ha ricordato - parole sagge dal presidente di Confagricoltura e dal card.
Bagnasco e da tanti imprenditori che hanno detto 'cerchiamo di risolvere il
problema centrale'. Quindi se non vogliono ascoltare me, ascoltino chi si sta
pronunciando, ascoltino l'orientamento dell'opinione pubblica italiana che non
è un orientamento a conservare, ma a riformare tutti insieme. Non possiamo
accendere i fuochi inutili in un momento così difficili; ma tutti insieme si
riprende la strada". Se saltano le modifiche all'articolo 18, per la
presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, "deve esserci allora una nuova
proposta completamente diversa". A suo avviso infatti, "in questo
modo salta l'equilibrio della riforma, e piuttosto che una cattiva riforma del
mercato del lavoro è meglio non farla o farla in un altro momento". Il
Governo deve decidere se vuole essere equilibrato o attaccare solo la
condizione dei lavoratori: lo ha detto il segretario generale della Cgil,
Susanna Camusso rispondendo a una domanda dei conduttori di "Un giorno da
pecora". Alla domanda se il Governo cederà sull'artiocolo 18 Camusso ha risposto
"gli farebbe bene". La leader Cgil ha ribadito che contro le
modifiche all'articolo 18 introdotte dal Governo con il Ddl la Cgil
"continuerà la sua battaglia". "La pratica dell'articolo 18 non
può rimanere per mesi sul tavolo della discussione fino alle prossime elezioni
politiche perché rischia di provocare lacerazioni sociali e tensioni fra i
partiti che sostengono il governo Monti, cosa di cui in questo momento non c'é
assolutamente bisogno". Lo ha detto il presidente dell'Udc, Pier
Ferdinando Casini intervenendo oggi alla presentazione della lista Udc a
sostegno del candidato sindaco per Cuneo, Federico Borgna. "Credo - ha
affermato - che almeno un ramo del Parlamento debba riuscire ad approvare la
riforma del mercato del lavoro entro le Amministrative del 6 e 7 maggio. Sono
convinto che si riuscirà a trovare un accordo e che alla fine potremo sostenere
il progetto che il governo Monti porterà in Parlamento". "Credo - ha
ancora detto Casini rivelando di aver parlato con il ministro Elsa Fornero sia
ieri che stamani - che prima delle amministrative almeno un ramo del Parlamento
debba approvare la riforma del lavoro che però, ribadisco, è molto più
complessa del solo articolo 18". "Il governo - ha concluso - prenderà
le decisioni e noi lo sosterremo. Questa azione di modernizzazione non può
restare a metà strada".

ACCONTO IMU
L'acconto di giugno dell'Imu si pagherà
con "le aliquote di base e la detrazione" già fissata per la prima
abitazione. Lo prevede un emendamento dei relatori al dl fiscale appena
depositato alle Commissioni Bilancio e Finanze del Senato. "Per l'anno
2012 il pagamento della prima rata dell'imposta municipale propria - si legge
nell'emendamento a firma dei relatori - è effettuato, senza applicazione di
sanzioni ed interessi, in misura pari al 50% dell'importo ottenuto applicando
le aliquote di base e la detrazione previste". La seconda rata "é
versata a saldo dell'imposta complessivamente dovuta per l'intero anno con
conguaglio sulla prima rata".

LEGA
INDAGATA
Carabinieri e uomini della Finanza si
sono presentati stamani nella sede della Lega in via Bellerio a Milano. La
perquisizione in corso riguarda, a quanto si è appreso, una inchiesta relativa
alla vicenda degli investimenti in
Tanzania effettuati dal tesoriere del partito Francesco Belsito (nella
foto), il quale risulta indagato per appropriazione indebita e truffa ai danni
dello Stato. Oltre alla Guardia di Finanza in via Bellerio si sono recati
i carabinieri del Noe e del Nucleo Operativo Ecologico di Roma. Con loro c'é il
pm napoletano Henry John Woodcock. Stamattina nell'ambito delle indagini
coordinate dal procuratore aggiunto Alfredo Robledo e dai pm Paolo Filippini e
Roberto Pellicano, come spiega una nota del procuratore della Repubblica di
Milano Edmondo Bruti Liberati, "sono state eseguite perquisizioni nei
luoghi in disponibilità degli indagati, nonché di soggetti loro
collegati". La procura di Milano "procede per il reato di
appropriazione indebita aggravata a carico di Belsito Francesco, Scala Paolo e
Bonet Stefano, con riferimento al denaro
sottratto al partito politico Lega Nord". I pm procedono
"inoltre per il delitto di truffa
aggravata ai danni dello stato a carico dello stesso Belsito con
riferimento delle somme ricevute a titolo di rimborso spese elettorali". La procura, infine, procede
"per truffa ai danni dello Stato a carico di Bonet Stefano e Belsito
Francesco con riferimento alle erogazioni concesse allo Stato sotto forma di
credito di imposta in favore della società Siram Spa con sede a Milano". I
presunti reati sarebbero stati commessi "in Milano e altrove dal 2010 al
gennaio 2012". L'attività di indagine, conclude la nota, "é svolta in
coordinamento con le procura di Napoli e Reggio Calabria". Le
perquisizioni sono coordinate dalle procure di Napoli, Milano e Reggio
Calabria. Per quanto concerne l'indagine degli inquirenti partenopei l'ipotesi di
reato formulata è di riciclaggio.
A quanto si è appreso l'inchiesta della procura di Napoli scaturisce
dall'indagine che portò al coinvolgimento del direttore dell'Avanti! Valter Lavitola e dell'imprenditore
barese Gianpaolo Tarantini. I
magistrati di Napoli sono alla ricerca di prove in relazione al presunto
riciclaggio e indagano in particolare sui rapporti tra un imprenditore veneto e
il tesoriere della Lega Francesco Belsito. Fonti della procura precisano che
tuttavia la Lega non è coinvolta in attività di riciclaggio.

MORTI
IN MARE
Dieci
migranti, sei somali e quattro eritrei, sarebbero morti in mare durante la
traversata tra la Libia e le coste italiane. Soccorsi dalla nave Orione della
Marina Militare e da una motovedetta della Guardia Costiera. I migranti,
tutti provenienti da paesi dell'Africa sub sahariana, hanno raccontato che i
loro compagni di viaggio sarebbero affogati dopo essere finiti in mare. Sono
stati gli stessi extracomunitari a lanciare l'Sos con un telefono satellitare.
Le operazioni sono state condotte dalle unità italiane nonostante
l'imbarcazione si trovasse in acque Sar (ricerca e soccorso ndr) di competenza
maltese. I profughi, tra i quali 12 donne tre delle quali in avanzato stato di
gravidanza, erano su un gommone alla deriva che rischiava di affondare a causa
del mare Forza 4-5. I superstiti, giunti in serata a Lampedusa profondamente
provati dalla traversata, hanno ribadito quanto avevano già sostenuto nel corso
delle loro telefonate. Le dieci vittime sarebbero finite in mare poche ore dopo
la partenza, avvenuta nella notte tra venerdì e sabato da un porto al confine
tra la Libia e la Tunisia. Il racconto viene ritenuto attendibile dagli
operatori umanitari che hanno raccolto le testimonianze degli immigrati. I 48
superstiti sono già stati imbarcati sul traghetto di linea che li trasferirà a
Porto Empedocle.

EVASORI TOTALI
È
proprietaria di uno yacht da oltre un milione di euro (1.200.000 euro), ma è
sconosciuta al fisco. L'ha scoperta la guardia di finanza nel corso di
un'operazione che hanno chiamato 'Sailing money' e che è stata condotta dal
Roan di Bari in tutta la Puglia per il monitoraggio delle imbarcazioni da
diporto di particolare pregio all'ormeggio e per la verifica della congruità
contributiva dei proprietari contro evasione o elusione fiscale. Nel corso
dell'operazione, sono state 963 le imbarcazioni controllate, tra le quali 755
yacht oltre i 10 metri di lunghezza. Nell'incrocio con le banche dati sono
quindi emerse 286 posizioni di 'significativo potenziale interesse', spiegano
dalla Guardia di finanza. Le situazioni 'sospette' individuate dal
reparto aeronavale di Bari della guardia di finanza riguardano in genere
persone fisiche che dichiarano redditi apparentemente non coerenti con il
valore dell'imbarcazione posseduta o dei canoni di leasing versati per l'acquisto,
e anche società che non si occupano della gestione di imbarcazioni per il
diporto. Dai controlli si è individuato il proprietario di uno yacht da 310
mila euro che non ha presentato alcuna dichiarazione al fisco, ma versa un
leasing da 50 mila euro annui. Si è inoltre scoperta una società con reddito
dichiarato di 36.354 euro intestataria di una barca a vela del valore di 120
mila euro. Un'altra azienda, con un reddito dichiarato di 1.326 euro e
specializzata in attività diversa dalla gestione delle imbarcazioni risulta
intestataria di uno yacht a motore del valore di 700 mila euro. Le posizioni
sospette emerse nei controlli vengono approfondite - fa sapere la guardia di
finanza - dai militari dei Comandi provinciali, per trovare ulteriori elementi
di rilievo fiscale e di reddito e verificare la corrispondenza e la congruità
rispetto alla effettiva capacità contributiva e al tenore di vita manifestato
anche dal possesso delle imbarcazioni di particolare pregio.

POMPE BENZINA MANOMESSE
Otto persone
sono state denunciate dal Comando provinciale della Guardia di Finanza di Roma
per aver manomesso pistole e colonnine dei distributori di benzina. Le Fiamme
Gialle hanno proceduto anche al sequestro di 22 colonnine e 52 pistole
erogatrici di carburante.

MONTI
E IL RISANAMENTO
No a "prematuri e pericolosi impulsi a rilassamento" del quadro di risanamento.
Lo ha detto il premier Mario Monti parlando in commissione Attività produttive
e Finanze della Camera. "Ogni arretramento - ha poi aggiunto - può dare
cadute gravi del sistema". "In queste ultime settimane c'é stata una
distensione del quadro finanziario italiano e europeo ma che non si è
perfettamente normalizzato. Siamo in una posizione di attenta vigilanza
rispetto ai mercati finanziari". Dopo "lo scrutinio positivo dei
mercati e delle organizzazioni internazionali" sui conti pubblici dell'Italia,
testimoniato "dall'andamento dello spread", ora "occorre rilanciare la crescita".
Il confronto sulla riforma del mercato del lavoro "è in dirittura d'arrivo". Lo ha detto il premier Mario Monti
alle commissioni Attività produttive e Finanze della Camera. "Il
risultato" ha detto Monti verrà "portato in Parlamento".
"Stiamo lavorando attivamente con partner europei fino a poco mesi fa
inavvicinabili. Penso alla Germania con cui ci siamo avvicinati per coniugare
politiche di rigore finanziarie e politiche per la crescita". "Credo
che sia da considerare lo sforzo per le liberalizzazioni
non di ossequio a un principio ma uno sforzo concreto per più crescita e
più equità. È un dovere contribuire a questo sforzo". Lo afferma Mario
Monti davanti le commissioni della Camera, sottolineando come non sia frequente
"servire" queste due cause. Il decreto legge sulla concorrenza
"non ha perso un grammo del quantum di liberalizzazioni ma anzi ha
acquistato in realismo e capacità di applicazione". Monti replica così a quanti
anche all'estero hanno più volte parlato di "arretramenti" durante
l'iter. Sul fronte liberalizzazioni "l'attività normativa non può dirsi mai finita: non si elimina
l'obbligo per il governo di presentare ddl sulla concorrenza. Quella può esser
sede appropriata per continuare l'opera e andare più in là, per fare una
manutenzione intelligente ed adeguata". "Non posso che pensar bene su
una intesa. Naturalmente abbiamo sempre confidato sul senso di responsabilità
dei partiti e anche sull'abilità di certi ministri che stanno lavorando per la
mediazione su un tema delicato e sensibile che interessa la crescita del
Paese". Lo dice il presidente del Senato, Renato Schifani. "Mi
auguro, stiamo lavorando per questo, che l'accordo" sulla riforma del
mercato del lavoro "sia raggiunto entro pochi giorni". Lo dice il
ministro del Lavoro, Elsa Fornero, esprimendo "fiducia". Un accordo
che sia raggiunto, sottolinea Fornero intervenendo ad un convegno per ricordare
Marco Biagi a 10 anni dalla sua morte, "non perché proposto da un governo
tecnico, ma perché scaturisce dal Paese nel suo insieme, dal desiderio di
guardare al futuro del Paese" ed in particolare ai giovani. "Esprimo
la mia fiducia che l'accordo sarà realizzato", afferma il ministro. "Una
volta fatto l'accordo, poi non sarà tutto facile, bisogna lavorare subito
perché funzioni, perché alle regole seguano i comportamenti" altrimenti
l'accordo resta "lettera morta", arrivando a "modificare anche
atteggiamenti consolidati. Spero questo accordo migliori le prospettive dei
giovani, perché - evidenzia Fornero - è il primo obiettivo che ci siamo
dati". Sulla base di "principi" che guardano ad un mercato del
lavoro che sia "il più inclusivo possibile, non segmentato, non esclusivo
e un po' meno incerto". Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, in
accordo con il Ministro del lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero, ha
convocato a Palazzo Chigi le Parti Sociali per martedì 20 marzo alle ore 15.30.
"Il Presidente del Consiglio, Mario Monti, in accordo con il Ministro del
lavoro e delle politiche sociali Elsa Fornero - si legge nella nota di Palazzo
Chigi - ha convocato a Palazzo Chigi le Parti Sociali per martedì 20 marzo alle
ore 15.30. La riunione verterà sulla 'Riforma del mercato del lavoro in una
prospettiva di crescita' e sarà l'occasione per tirare le somme di un percorso
di dialogo avviato a Palazzo Chigi il 23 gennaio 2012 e che porterà ad una
conclusione, auspicabilmente con un pieno accordo, entro la fine di
marzo". "Il Governo - prosegue la nota - ha sempre considerato la
riforma del mercato del lavoro una priorità della sua azione nonché uno
strumento essenziale per offrire nuovo impulso alla crescita del Paese. Anche
per questo considera positivamente lo spirito di collaborazione e il contributo
di idee offerto sin dal primo momento dalle Parti Sociali".
"All'incontro prenderanno parte anche il Ministro dello sviluppo economico
Corrado Passera, il Ministro dell'istruzione e della ricerca scientifica
Francesco Profumo, il Vice Ministro dell'economia e delle finanze Vittorio
Grilli e il Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Antonio
Catricalà", conclude. "Tutte le nostre energie e il nostro impegno
sono volti a far sì che il governo possa varare entro la prossima settimana la
riforma del mercato del lavoro. Serve una riforma coraggiosa, che sia equa e
solidale e che non penalizzi le piccole e medie imprese ed i lavoratori. Questa
è la vera priorità che il Paese attende, e che attendono anche i mercati
finanziari e l'Europa". Lo scrive su Facebook il segretario del Pdl
Angelino Alfano. "La proposta Fornero sul lavoro avrà alcune conseguenze
chiare: colpisce le piccole e medie aziende aumentando i contributi,
burocratizza ancor di più i contratti del lavoro inibendo le possibilità di
ingresso per i giovani e disegna un approccio al tema lavoro che non ci
consentirà di competere con il resto del mondo e non parla nemmeno dei temi
collegati all'art. 18. Ho grande rispetto per la signora Fornero e la sua
schiettezza, ma questa soluzione non é accettabile". Lo dice Guido
Crosetto (PdL). "C'é la possibilità di arrivare ad un accordo ma c'é
ancora qualche problema su cui stasera bisognerà discutere. Non tanto
l'articolo 18 ma il tema degli ammortizzatori, dei contratti e delle
risorse". Così Pier Luigi Bersani che oggi ha continuato il giro di
contatti con le parti sociali sulla riforma del lavoro. "Mi aspetto - ha
affermato Bersani - parole chiare e passi avanti sulla riforma. Noi abbiamo
avuto contatti con tutti e c'é la possibilità di arrivare ad un accordo se si
risolve ancora qualche problema". Per il leader del Pd "bisogna
rendere moderno il sistema di tutele e se facciamo una operazione buona tutti
insieme diciamo una cosa chiara: che l'Italia può riprendere il cammino".

LA
STRAGE DEL BUS
Resta riservata la prognosi di tre
bambini ricoverati a Losanna dopo il drammatico incidente del pullman belga
martedì sera in Svizzera. Le loro condizioni sono ancora preoccupanti e
"la loro prognosi vitale è riservata", ha riferito stamane l'agenzia
di stampa svizzera Ats. Tutti e tre sono in terapia intensiva presso il Centro
ospedaliero universitario di Losanna (Chuv). Le loro famiglie sono presenti.
Almeno sei tra i bambini feriti nell'incidente di Sierre, ricoverati
nell'ospedale di Vist, saranno rimpatriati oggi. Lo ha riferito Michel Callens,
responsabile sanitario dell'organizzazione cattolica belga Intersoc. Per domani
è invece previsto il rientro di 13 altri bambini che si trovano nell'ospedale
di Sion. Un quattordicesimo paziente è ancora in terapia intensiva, ma non è in
pericolo di vita. Più gravi i piccoli pazienti che sono a Berna e Losanna
"di cui per ora non è previsto il rimpatrio". Una squadra di medici
legali è al lavoro nell'obitorio di Sion per il riconoscimento delle 28 salme.
Lo riferisce la polizia cantonale del capoluogo del cantone vallese. A partire
dalle 8.30 di oggi le famiglie delle 28 vittime vengono condotte ad una ad una
alla camera mortuaria di Sion per il riconoscimento dei corpi. Una dolorosa
staffetta di auto e furgoni della polizia fa la spola tra l'Hotel de Vigne,
centro di raccolta dei parenti e l'obitorio. Tutti i famigliari sono
accompagnati da medici e psicologi. Tutto si svolge con grande compostezza,
anche se all'uscita del centro funerario i genitori non riescono a nascondere
la disperazione, alcuni vengono sorretti dai sanitari che sono con loro.
All'obitorio di Sion è anche al lavoro in queste ore, secondo quanto ha
riferito la polizia cantonale, un'equipe di medici legali che sta effettuando
test del Dna su quei corpi che sono stati resi irriconoscibili dall'impatto di
martedì sera. "La polizia cantonale ha interrogato tutti i bambini
feriti" sull'incidente. Lo ha detto Michel Callens, responsabile sanitario
dell'organizzazione cattolica Intersoc, incontrando i giornalisti davanti
all'ospedale di Sion. "Su questo - ha aggiunto - non posso fornire
ulteriori dettagli". "Dove sono i nostri amici?". È questa la
domanda più ricorrente che si pongono i bambini feriti ricoverati dopo
l'incidente nel tunnel di Sierre. Lo ha riferito Michel Callens, medico
dell'organizzazione Intersoc, che ha organizzato la settimana bianca dei
ragazzi belgi. "Si pongono tante domande. - ha riferito ancora il medico -
Si chiedono cosa è successo e per ora è meglio non spiegarlo loro nei
dettagli". Il Papa esprime il suo dolore e il suo cordoglio per le vittime
dell'incidente. "Il Papa - si legge in un telegramma che il Segretario di
Stato vaticano, card. Tarcisio Bertone, ha inviato a nome di Benedetto XVI
all'arcivescovo di Bruxelles, André Leonard - si unisce nella preghiera al
dolore delle famiglie e affida le vittime alla misericordia di Dio, pregando di
accoglierle nella sua luce. Egli esprime la sua profonda vicinanza alle persone
ferite e alle loro famiglie, ai soccorritori, pregando il Signore di portare
loro aiuto e consolazione in questa prova". Poco prima dell'incidente
stradale l'autista dell'autobus avrebbe inserito un Dvd nel lettore del
veicolo: lo scrive il giornale fiammingo Het Laatste Nieuws sul suo sito
Internet citando le testimonianze di alcuni bambini sopravvissuti alla strage.
Un attimo di disattenzione da parte dell'autista, scrive il giornale, potrebbe
quindi avergli fatto perdere il controllo del mezzo. Da parte sua, tuttavia, un
portavoce della polizia svizzera - citato dal giornale elvetico Aargauer
Zeitung - ha detto che si tratta di "speculazioni", sottolineando che
dalle immagini video delle telecamere nella galleria non risulta che l'autista
fosse alle prese con un Dvd prima dell'incidente. Ma il racconto dei piccoli
testimoni oculari parla chiaro: "Poco prima dell'incidente, l'autista ha
voluto mettere un Dvd" nel lettore, hanno detto alcuni bambini che sono
rimasti feriti nell'incidente ai loro genitori e al personale dell'ospedale in
cui sono ricoverati in Svizzera, secondo quanto riporta il sito del giornale
fiammingo. Sempre sulla base di queste testimonianze anonime, lo stesso
quotidiano scrive che un insegnante della scuola di Heverlee (centro) avrebbe
dato un Dvd all'autista poco prima dell'incidente. I familiari delle vittime
del tragico incidente del pullman belga hanno visitato oggi il luogo della
tragedia, la galleria autostradale di Sierre (Svizzera) all'interno del quale
si è schiantato il veicolo. In un mesto pellegrinaggio, i familiari sono giunti
sul luogo del dramma a bordo di pulmini con i vetri scuri. Scortati dalla
polizia, molti genitori portavano in mano rose e messaggi, lasciati sul posto
in memoria delle 28 vittime, tra cui 22 bambini, ha riferito l'agenzia di
stampa svizzera. Una cappella ardente è stata allestita a Sion e una marcia
bianca dovrebbe peraltro svolgersi stasera alle 20.00 a Martigny, sempre nel
Vallese. L'iniziativa è stata lanciata in modo spontaneo su Facebook, ha detto
all'Ats il sindaco della località Marc-Henri Favre.

BENE
LO SPREAD ITALIANO
''Tra i Paesi dell'area euro, l'Italia
ha riportato il maggiore restringimento dei differenziali di rendimento sulle
obbligazioni sovrane nonostante il suo declassamento da parte delle tre
principali agenzie di rating''. Lo scrive la Bce notando il calo dello 'spread'
di 166 punti fra fine novembre e inizio marzo. In Italia la fiducia dei
consumatori ''si è gradualmente indebolita per riportarsi su livelli analoghi a
quelli osservati durante la recessione del 2008-2009''. La Bce nota invece un
''rafforzamento significativo'' della fiducia in Germania e Spagna, e un
recupero ''contenuto'' in Francia. I due maxi-prestiti a lungo termine sborsati
dalla Banca centrale europea a dicembre e febbraio sono stati decisi ''a fronte
di circostanze straordinarie nell'ultimo trimestre del 2011'' e ''potrebbero aver
contribuito a contenere gli effetti di contagio della crisi del debito
sovrano''. Il 'fiscal compact' per rendere più stringenti le regole europee di
bilancio ''è un passo nella giusta direzione''. Tuttavia, in prospettiva,
serviranno ''progressi verso un'autentica fiscal stability union''. Il board
dell'Fmi ha dato il via libera ad aiuti per 28 miliardi di euro alla Grecia.
L'approvazione dei 28 miliardi di euro in quattro anni - si legge in una nota
del Fondo - comporta un esborso immediato di 1,65 miliardi di euro in favore di
Atene.

CONTI
CORRENTI GRATIS
Giallo nel governo sui Conti Correnti
gratis ai pensionati con trattamenti pensionistici fino a 1.500 euro. Polillo: misura
verrà cambiata, ma viene smentito da De Vincenti. Il governo interverrà, con un
successivo provvedimento, sulla misura del dl liberalizzazioni che prevede la
gratuità dei conti correnti per i pensionati che percepiscono fino a 1.500 euro
al mese. Lo ha detto il sottosegretario all'Economia Gianfranco Polillo alla
Camera sottolineando come la misura sia un danno per le banche. Il
sottosegretario all'Economia Gianfranco Polillo sottolinea come le misure sui
conti correnti gratis per i soggetti titolari di trattamenti pensionistici fino
a 1.500 euro, "comportando un notevole danno per le banche, potrebbero
causare un'ulteriore stretta creditizia che si riverbererebbe inevitabilmente
sulle imprese e le famiglie". Inoltre, rileva "come la disposizione
sulla riduzione delle commissioni interbancarie si risolverebbe in una
riduzione dei ricavi per le banche con effetti indiretti anche sul gettito
fiscale". Sempre secondo quanto riferito dai bollettini, Polillo segnala
come la commissione Bilancio del Senato abbia ritenuto di dare nulla osta sul
punto per la mancanza di effetti diretti sulla finanza pubblica, malgrado la
contrarietà del Governo" e fa dunque "presente che il Governo si
riserva di intervenire in merito, presumibilmente con un successivo provvedimento,
data la difficoltà di introdurre modifiche a quello in esame". Polillo,
come si legge nel bollettino delle commissioni parlamentari, ricorda come
"siano state introdotte nel corso dell'esame presso il Senato con il
parere contrario del Governo e rileva come tale contrarietà fosse dovuta, più
che a motivazioni di merito, a ragioni di metodo, in quanto, a suo avviso,
sarebbe stata preferibile la convocazione di un tavolo tecnico tra i soggetti
interessati, piuttosto che intervenire con legge". Il Sottosegretario
"osserva peraltro come la disposizione porrebbe anche problemi di natura
applicativa, non essendo espressamente prevista l'esclusione dei soggetti che
percepiscono altri redditi tali da fare superare, magari largamente, la soglia
dei 1.500 euro mensili". Il sottosegretario allo Sviluppo Claudio De
Vincenti ha smentito il suo collega all'Economia Gianfranco Polillo
sull'intenzione del Governo di modificare la norma del dl liberalizzazioni sui
conti correnti gratis. La smentita è stata fatta durante i lavori della
Commissione finanze e attività produttive della Camera. All'inizio dei lavori
diversi parlamentari hanno chiesto chiarimenti a De Vincenti sulle parole di
Polillo in Commissione Bilancio. "Sulla norma sui conti correnti - ha
replicato il sottosegretario - assolutamente il Governo ha dato parere
positivo. Di ciò che riporta un lancio d'agenzia non ci importa nulla".
Incalzato da altri deputati, il sottosegretario ha ribadito: "Vale ciò che
il Parlamento ha deciso".

L’ESPRESSO
ACCUSA
Il tesoriere della Margherita Luigi Lusi
(nella foto) avrebbe girato centinaia di migliaia di euro della Margherita al
Centro per il futuro sostenibile (Cfs), la fondazione di cui Francesco Rutelli
è presidente. È quanto rivela il settimanale 'L'Espresso’, al quale risulta che
il Cfs ha ricevuto da Lusi, dal novembre 2009 al luglio 2011, ben 866 mila
euro, in media oltre 43 mila euro al mese. Secondo il settimanale, il primo
bonifico alla fondazione (conto corrente Unicredit-Banca di Roma numero
000401107758) è del 13 novembre 2009, quando Rutelli, dopo aver lasciato il Pd,
sta lanciando l'Api, il suo partito personale nato appena due giorni prima. La
fondazione il 13 novembre riceve da Lusi i primi 48 mila euro della Margherita.
Altri 48 mila arrivano a gennaio del 2010. Poi, tra quelli che risultano a
'l'Espresso’ ne giungono altri 140 mila a ottobre, 145 mila a novembre, altri
140 mila il 17 dicembre 2010. Nel 2011 per Rutelli e la sua fondazione il primo
febbraio arrivano dalle casse del partito, che non esiste più, ulteriori 145
mila euro, mentre altri 200 mila piovono con due distinti versamenti nel mese
di luglio. "Accuse ridicole". Così Francesco Rutelli definisce le
rivelazioni dell'Espresso sul caso Lusi. Rutelli assicura di non aver avuto da
Lusi "nemmeno un centesimo". E accusa L'Espresso di essersi prestato
a un'opera di "inquinamento e depistaggio" dell'indagine in corso.
Per questo Rutelli querelerà il settimanale. La precisazione di Rutelli è
contenuta in una lunga nota del suo ufficio stampa che risponde "alle
notizie e alle falsità pubblicate da l'Espresso". "Le informazioni,
quelle vere e quelle false si legge nella nota - sono state certamente fornite
dall'ex tesoriere Lusi, come parte della sua azione di inquinamento del
procedimento penale in corso contro di lui, già sanzionata dagli inquirenti
della Procura della Repubblica di Roma, che hanno definito i precedenti
articoli 'assai verosimilmente ispirati dallo stesso indagato'; 'segnali
preoccupanti', poiché contengono 'circostanze che non emergono dagli atti e dai
documenti acquisiti al fascicolo processuale e che, qualora veritiere,
sarebbero probabilmente note al solo Lusi'. Proprio tali attività - prosegue la
nota - hanno reso necessario procedere senza indugi al sequestro, lo scorso 8
marzo, di ulteriori beni di Lusi e dei suoi familiari indagati. Per lo stesso
motivo i magistrati hanno acquisito al processo la registrazione
dell'intervista di Lusi alla trasmissione Servizio Pubblico. Dunque, l'Espresso
sapeva di rendersi strumento di una condotta di inquinamento e depistaggio
dell'indagine e del tentativo vano di intimidazione delle persone offese".
"L'accusa esplicita a Rutelli - si legge ancora nella nota - é assolutamente
ridicola. Egli è stato per dieci anni il leader del Partito - e tuttora è
responsabile, in base allo Statuto, della rappresentanza politica e
dell'attività dell'organizzazione. È stato Rutelli colui che ha portato un
incessante impegno anche per la trasparente acquisizione delle risorse della
Margherita, attraverso le campagne elettorali e l'autofinanziamento. Rutelli
non ha avuto personalmente neppure un centesimo dalla Margherita: ha svolto il
suo incarico a titolo assolutamente gratuito. È bene, anzi, rivendicare uno
stile che forse non ha in Italia molti riscontri: Rutelli è leader dell'ApI, e
non riceve un centesimo (nell'ultimo anno, ha anzi versato quasi 50.000 euro di
contributi al suo movimento). È capogruppo al Senato, e ha scelto di non avere alcuna
indennità per questo impegno istituzionale. Lo stesso vale per le altre
attività, di puro volontariato politico: la co-Presidenza del Partito
Democratico Europeo e il ruolo di consigliere comunale a Roma (dove non
riscuote neppure un gettone di presenza). Il titolo dell'Espresso ('Da Lusi
866mila euro a Rutellì) è puramente e semplicemente un falso, e come tale sarà
perseguito". "Nel pieno rispetto delle regole e delle previsioni
statutarie - prosegue la nota - il tesoriere della Margherita ha disposto il
finanziamento di centinaia di iniziative. Tra queste, nell'arco di dieci anni,
iniziative politico-culturali di alto valore che stavano e stanno molto a cuore
a Rutelli, quali il Centro di Formazione Politica di Milano, il Centro per un
Futuro Sostenibile, l'Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di
liberazione in Italia (INSMLI). È arduo sostenere che tali iniziative meritino
biasimo, anziché apprezzamento. In particolare, il CFS, nato per iniziativa di
Rutelli nel 1989, si occupa di ambiente, vi partecipano politici di ogni
schieramento politico e scienziati di qualità, e sarebbe il colmo se venisse
presentato quasi fosse un'attività collegata alle malefatte del Lusi! Anche in
questo caso, Rutelli non ha mai riscosso un centesimo per il suo impegno dal
1989 ad oggi; al contrario, contribuisce economicamente alle attività (nel
2012, ha finora versato un contributo personale di 2.500 euro). Lo stesso
spirito di volontariato vale per tutti gli altri promotori (salvo, ovviamente,
per il piccolo staff). È straordinariamente falso che Rutelli sia accusato di
aver ricevuto soldi da una Fondazione cui invece contribuisce con la sua
attività di volontariato". "È invece gravissima - continua la nota -
l'accusa implicita, l'allusione ripetuta in tutto l'articolo dell'Espresso: che
l'attività di iniziativa e volontariato politico di Rutelli sia in realtà
finanziamento occulto all'ApI: 'i soldi alla fondazione del leader dell'ApI
proprio quando l'ex sindaco di Roma aveva appena lasciato il PD per fondare il suo
nuovo partito. Si tratta di un accostamento inqualificabile, incluse le malizie
sugli uffici, condivisi con l'Alliance of democrats, con cui il Centro ha
indetto molti impegni pubblici da anni a questa parte, italiani ed
internazionali, con la partecipazione di capi di stato, leader politici,
scienziati e associazioni di prestigio internazionale". "Per questa
serie di motivi, e tutti gli altri che saranno rinvenuti dagli avvocati
difensori di Rutelli - Titta Madia e Vincenzo Zeno Zencovich - l'Espresso (che
ha ricevuto e riceve molti fondi pubblici), e quanti riportassero tali
diffamazioni, saranno chiamati a rispondere in giudizio".

NUOVO
RINVIO
L'Alta Corte del Kerala ha oggi rinviato
a lunedì 19 marzo la discussione sulla richiesta italiana riguardante la
giurisdizione sull'incidente in mare del 15 febbraio in cui sono morti due
pescatori indiani e due marò sono finiti in carcere a Trivandrum. Durante
l'udienza davanti al giudice P.S. Gopinathan, durata oltre due ore, la pubblica
accusa ha presentato una miriade di leggi indiane e internazionali, oltre a
precedenti giuridici, a sostegno delle leggi indiane sulla cosiddetta
"zona contigua", che si estende dopo acque territoriali (fino a 12
miglia nautiche), e dove si trovava la Enrica Lexie al momento dell'incidente.
A presentare le tesi sono stati i legali dello stato del Kerala, del governo
centrale e i due avvocati che rappresentano i familiari dei pescatori uccisi. A
un certo punto l'accusa ha anche mostrato al giudice una mappa dell'Oceano
Indiano in cui si mostrano le rotte seguite dai mercantili che "per
evitare i pirati somali" preferiscono passare vicino alla costa
occidentale dell'India considerata più sicura, anche se più "a
rischio" per la presenza dei pescherecci. Nella sua arringa l'avvocato
Raman Pillai, del team italiano, ha parlato di "confusione" delle
tesi accusatorie basate in particolare su una convenzione dell'Organizzazione
marittima internazionale che, secondo lui, si applica soltanto agli atti di
terrorismo internazionale e alla pirateria in alto mare. Il giudice ha quindi
deciso di continuare la discussione lunedì. Sempre nella stessa sezione
dell'Alta Corte del Kerala è prevista per martedì una nuova udienza sulla
richiesta dell'armatore di autorizzare la partenza della petroliera ancorata al
largo del porto di Kochi. L'Alta Corte del Kerala ha deciso di non permettere
per ora la partenza della petroliera Enrica Lexie in quanto le indagini
sull'uccisione di due pescatori sono ancora in corso. Secondo il giudice, la
petizione presentata dall'armatore sarà deferita a un'altra sezione del
tribunale che sta esaminando un ricorso presentato dai familiari di una delle 2
vittime. Per la pubblica accusa, "la presenza della nave è richiesta"
almeno fino a quando non sarà noto l'esito della perizia balistica. - Mentre
cresce la suspense per le elezioni di Piravom, piccolo centro agricolo a un'ora
di auto da Kochi, si apre uno spiraglio per la sistemazione dei marò fuori dal
carcere come richiesto con insistenza dalla autorità italiane. Un quotidiano
scriveva stamane che il trasferimento in una "guest house" potrebbe
avvenire la prossima settimana. Il voto suppletivo di sabato, cruciale test per
il partito del Congresso, sta tenendo il mondo politico del Kerala con il fiato
sospeso, condizionando anche la battaglia legale in corso all'Alta Corte dove
domani si tengono due importanti udienze per la liberazione dei marò e il
"rilascio" della petroliera Enrica Lexie, ancorata al largo del porto
di Kochi con a bordo quattro fucilieri del San Marco, cinque ufficiali e 19
marinai indiani. Proprio la nave, coinvolta lo scorso 15 febbraio
nell'uccisione di due pescatori indiani scambiati per pirati, continua a essere
al centro della polemica sulla responsabilità di chi ha permesso che entrasse
in acque territoriali indiane. In un'audizione, il ministro della Difesa,
Giampaolo Di Paola, confermando la versione del collega Giulio Terzi - e anche
le iniziali rivelazioni della stampa locale - ha detto che è stato usato
l'inganno. In particolare, la decisione di condurre il mercantile nel porto di
Kochi è stata presa dall'armatore dietro una precisa richiesta scritta delle
autorità indiane a proposito di un presunto attacco di pirati. La ricostruzione
coincide anche con quella del legale di Luigi D'amato, proprietario della
Lexie, che oggi ha ammesso: "é stata l'unica cosa saggia da fare" in
quanto le autorità indiane con un sotterfugio avevano chiesto collaborazione
per un sospetto attacco di pirateria. L'avvocato ha poi svelato il drammatico
"pressing" delle autorità indiane per convincere il comandante a
"collaborare" e a consegnare i due marò. La petroliera è stata
infatti scortata nella rada di Kochi da due motovedette della guardia costiera
e da un elicottero. Proprio questo particolare mostra però la "buona
fede" del capitano convinto di "non avere nulla da nascondere".
I giudici dell'Alta Corte del Kerala si devono pronunciare domani sul
mercantile che ha chiesto di poter riprendere il mare dopo aver pagato le
cauzioni (circa 450 mila euro) richieste dai familiari delle vittime. Spunta
però un'altra petizione, quella delle sorelle del giovane pescatore Ajash Pink
che chiedono l'arresto del comandante Umberto Vitelli e che sarà esaminata domani.
Sempre all'Alta Corte, domani, c'é una nuova udienza sul ricorso in merito alla
giurisdizione internazionale sostenuta dall'Italia ma contestata con fermezza
dall'India. "Pensiamo non sia ancora conclusiva" ha detto il ministro
degli Esteri, Giulio Terzi, in aula alla Camera, aggiungendo che le autorità
italiane sono inoltre "ancora in attesa della perizia balistica"
sulle pallottole che hanno colpito i due pescatori indiani. Ma anche in questo
caso, forse, bisognerà aspettare il verdetto di Piravom, dove sembra che i
comunisti siano favoriti sul candidato del Congresso del chief minister Oommen
Chandy che guida il Kerala.

NOVEMILA
MORTI IN SIRIA
Il ministro degli Esteri turco, Ahmet
Davutoglu, ha tracciato un quadro della repressione siriana più grave di quello
ufficiale alzando la cifra delle vittime a "circa 9.000" col rischio
che siano in realtà fino a 20 mila considerando i dispersi. "Fino ad oggi
ci sono circa 9.000 morti. Si dice che, con i dispersi, siano circa 20
mila", ha detto Davutoglu in un'intervista televisiva riferita
dall'agenzia turca Anadolu. "Più di 70 mila sono arrestati", ha
aggiunto il ministro sottolineando che il regime ha perso ogni legittimità. La
stima accreditata da Davutoglu supera quella formulata l'altro ieri dal
presidente dell' Assemblea generale dell'Onu, Nassir Abdulaziz al-Nasser (più
di 8.000) e quella attribuita all'Osservatorio siriano per i diritti dell'Uomo
(Osdh, più di 8.500). Solo il Consiglio nazionale siriano (Snc, la vacillante
piattaforma degli oppositori siriani all'estero) parla comunemente di 10 mila
(come fatto l'altro ieri dal suo presidente, Burhan Ghalioun). Davutoglu,
nell'intervista trasmessa ieri sera, come riferisce ancora l'Anadolu ha
affermato che "non c"e un briciolo di legittimità in Assad, agli
occhi di chi ha perso i propri parenti. Le elezioni appena annunciate per il 7
maggio saranno solo "un voto cosmetico" finche Assad rimarrà al potere,
ha detto ancora il ministro sottolineando che la leadership siriana si è mossa
troppo tardi per riformare il Paese. Gli attivisti siriani dei Comitati di
coordinamento locali anti-regime hanno documentato oggi l'uccisione di 46
persone, per lo più nella regione di Idlib, da parte delle forze fedeli al
presidente Bashar al Assad. I Comitati pubblicano una lista dettagliata con le
generalità delle vittime e le circostanze della loro morte. Continua sostenuto
l'afflusso di profughi siriani in Turchia: come riferisce l'emittente turca Ntv
in sovrimpressione, mille persone hanno passato la frontiera nelle ultime 24
ore. L'emittente cita fonti ufficiali contattate dalla Reuters. Già ieri
autorità turche avevano fatto sapere di attendersi un flusso di circa 50 mila
profughi oltre ai 13.500 già accolti attualmente nelle sette tendopoli turche.
L'Italia ha sospeso l'attività della propria Ambasciata a Damasco e rimpatriato
dello staff della sede diplomatica, secondo quanto riferisce la Farnesina.
"Anche in considerazione delle gravi condizioni di sicurezza, insieme ai
principali partner dell'Unione Europea, abbiamo inteso ribadire la più ferma
condanna verso le inaccettabili violenze attuate dal regime siriano nei
confronti dei propri cittadini", informa il ministero degli Esteri.
"L'Italia continuerà a sostenere il popolo siriano e a lavorare per una
soluzione pacifica della crisi, che ne garantisca i diritti fondamentali e le
legittime aspirazioni democratiche. - continua la Farnesina - Sosteniamo
pienamente gli sforzi dell'Inviato Speciale dell' ONU e della Lega Araba, Kofi
Annan, per ottenere uno stop immediato alla violenza e per consentire l'accesso
degli operatori umanitari e l'avvio del dialogo politico". L'esercito
siriano ha preso il totale controllo della città ribelle di Idlib, nel
nord-ovest della Siria, dopo un assalto durato quattro giorni. Lo ha riferito
un attivista che parla anche di 10 morti ieri in tutto il Paese e in
particolare nelle provincia di Idlib. "Da ieri a Idlib non si compatte più,
l'Esercito libero siriano si è ritirato e l'esercito regolare ha preso
d'assalto l'intera città, conducendo anche perquisizioni casa per casa",
ha raccontato Noureddine al-Abdo da Idlib. Maltrattamenti e torture
sistematiche nelle carceri siriane ai danni degli oppositori del regime del
presidente Bashar al Assad: lo denuncia un nuovo rapporto di Amnesty
International sulla situazione in Siria alla vigilia dell'anniversario del 15
marzo, a un anno dall'esplosione della rivolta. "Volevo morire: parlano i sopravvissuti
alla tortura in Siria", si intitola il rapporto che documenta 31 metodi di
tortura e maltrattamenti praticati dalle forze di sicurezza, dai militari e
dalle shabiha (le bande armate filo-governative) attraverso i racconti di
testimoni e vittime che l'organizzazione per i diritti umani ha incontrato in
Giordania nel febbraio di quest'anno. "Le testimonianze che abbiamo
ascoltato - afferma Ann Harrison, vicedirettrice ad interim del Programma Medio
Oriente e Africa del Nord di Amnesty International - descrivono dall'interno un
sistema di detenzione e interrogatori che, a un anno dall'inizio delle
proteste, ha il principale obiettivo di degradare, umiliare e mettere a tacere
col terrore le vittime". Molte vittime denunciano l'haflet al-istiqbal ('festa
di benvenuto), all'arrivo nel centro di detenzione, con pugni e percosse con
bastoni, calci dei fucili, fruste e cavi di corda intrecciata. Il momento di
maggior pericolo è "quello dell'interrogatorio": i sopravvissuti
hanno descritto la tecnica del dulab ('pneumatico): il detenuto è infilato in
un pneumatico da camion e viene picchiato, anche con cavi e bastoni. Poi c'é lo
shabeh: il detenuto "é appeso a un gancio o ad altro attrezzo in modo che
i piedi fluttuino nel vuoto o le loro dita tocchino a malapena il pavimento;
spesso, in questa posizione, viene picchiato". E ancora, scosse
elettriche, abusi e violenze sessuali: l'elenco dell'orrore nelle carceri
siriane è senza fine.

AFGHANISTAN
Gli Stati Uniti non credono che il
presidente afghano Hamid Karzai (nella foto) abbia chiesto alle forze Isaf di
ritirarsi immediatamente da tutti i villaggi del Paese dopo la strage di 16
civili compiuta da un soldato americano. Lo afferma una fonte della Difesa Usa.
È quanto ha affermato ai giornalisti una fonte anonima della Difesa Usa Da
parte sua il portavoce del Pentagono George Little ha aggiunto: "Siamo
convinti che l'affermazione di Karzai rifletta un obiettivo: fare in modo che
il suo Paese diventi il prima possibile indipendente e sovrano. Pensiamo che si
debba lavorare insieme, perché questo è anche l'obiettivo dell'America, e
crediamo che si debba realizzare in modo responsabile". Il programma del
presidente Usa Barack Obama sul processo di transizione in Afghanistan è in
linea con quanto dichiarato oggi dal presidente Hamid Karzai. Lo sostiene una
fonte del Pentagono secondo la quale questa valutazione è condivisa anche dal
segretario alla Difesa Leon Panetta. Il presidente afghano Hamid Karzai ha
chiesto alle forze dell'Isaf di ritirarsi da tutti i villaggi del paese dopo la
strage di 16 civili compiuta da un soldato americano. Inoltre il governo
afghano intende assicurare la sicurezza del paese al posto dell'Isaf, la forza
internazionale sotto comando Nato, a partire dal 2013 e non alla fine del 2014
come previsto fino ad oggi. Intanto i talebani hanno annunciato la sospensione
dei colloqui di pace con gli Stati Uniti. Il dipendente afghano della base di
Camp Bastion che ha fatto esplodere ieri un camion nell' aeroporto di una base
militare britannica del Sud dell'Afghanistan dove stava per arrivare il
Segretario alla Difesa americano Leon Panetta, ha cercato di colpire un gruppo
di militari americani che si trovavano sul posto ad accoglierlo. Lo ha detto un
ufficiale dell'esercito Usa oggi a Kabul. L'afghano che ieri ha fatto esplodere
un'auto sulla pista dell'aeroporto militare della provincia di Helmand
(Afghanistan meridionale) dove stava per atterrare un aereo con a bordo il
Segretario alla Difesa americano Leon Panetta, è morto a seguito delle gravi
ustioni riportate. Lo ha detto il vice capo della Forza internazionale di
assistenza alla sicurezza, generale Curtis Scaparotti, secondo cui
l'attentatore aveva probabilmente un contenitore di benzina a cui ha dato fuoco
per realizzare l'attentato. È salito ad almeno 13 morti, di cui molte donne e
bambini, il bilancio dello scoppio di un rudimentale ordigno (ied) oggi su una
strada della provincia meridionale afghana di Uruzgan. Lo riferisce l'agenzia
di stampa Afghan Islamic Press (AIP). Farid Hayel, portavoce della polizia
provinciale, ha confermato che "la mina è stata collocata dai talebani ed
è scoppiata al passaggio di un veicolo su cui viaggiavano i civili".
L'incidente, ha infine detto il portavoce, è avvenuto a metà giornata nell'area
di Siyachoi del distretto di Diarawud. "La sicurezza in Afghanistan
migliora. Le forze afgane possono agire di più autonomamente. Resta però molto
da fare". Lo ha detto il portavoce del governo tedesco Steffen Seibert
rispondendo ad alcune domane su Twitter, a un anno dal suo ingresso sul social
network. Seibert ha risposto in questi termini a chi chiedeva in base a quali
valutazioni si è deciso il ritiro delle truppe nel 2014. Nei giorni scorsi la
cancelliera è stata in missione in Afghanistan, e Seibert ha risposto a una
domanda anche sul viaggio lampo della Merkel. Il portavoce ha riferito di
"colloqui intensi" nel Paese, rispondendo a chi glielo ha chiesto che
la delegazione "con la protezione dell'esercito tedesco si è sentita al
sicuro".

COPPIE
GAY E FAMIGLIA
Le coppie omosessuali, se con l'attuale
legislazione "non possono far valere il diritto a contrarre matrimonio né
il diritto alla trascrizione del matrimonio celebrato all'estero",
tuttavia hanno il "diritto alla 'vita familiare'" e a "vivere
liberamente una condizione di coppia" con la possibilità, in presenza di
"specifiche situazioni", di un "trattamento omogeneo a quello
assicurato dalla legge alla coppia coniugata". Lo afferma la Cassazione,
in una sentenza depositata oggi. È la prima volta, lo scrive la stessa Corte
nella sentenza n.4184, che la Cassazione si trova ad affrontare il caso di una
coppia gay che chiede il riconoscimento del proprio matrimonio contratto
all'estero: i due uomini si erano sposati nel 2002 a L'Aja ed avevano poi
chiesto la trascrizione del certificato di nozze, come atto pubblico, al comune
di Latina dove sono residenti. Al rifiuto del Comune di riconoscere questo
certificato e quindi il matrimonio, la coppia ha fatto ricorso sia in Tribunale
che alla Corte d'Appello di Roma, ricorsi entrambi respinti. Di qui l'ulteriore
istanza in Cassazione, dove la Prima Sezione Civile motiva la sua decisione -
che è comunque di rigetto del ricorso - in circa 80 pagine. La Suprema Corte
spiega che, se è vero che in Italia ancora non esiste una legislazione che
preveda il matrimonio tra gay (citando a questo riguardo anche la recente
sentenza della Corte Costituzionale che appunto aveva detto no ai matrimoni
omosessuali), il quadro europeo dei diritti dei gay ed il contesto sociale è
fortemente cambiato. Infatti, essendo stata superata grazie alla Convenzione
Europea dei diritti dell'Uomo "la concezione secondo cui la diversità di
sesso dei nubendi é presupposto indispensabile, per così dire naturalistico
della stessa esistenza del matrimonio", la Cassazione sottolinea che
"l'intrascrivibilità delle unioni omosessuali dipende non più dalla loro
'inesistenza' e neppure dalla loro invalidità ma dalla loro inidoneità a
produrre quali atti di matrimonio, appunto, qualsiasi effetto giuridico
nell'ordinamento italiano". Le coppie gay, come i coniugi, hanno però il
diritto ad una "vita familiare" e ad esigere e a far valere per
questo il diritto ad un "trattamento omogeneo a quello assicurato dalla
legge alla coppia coniugata". Il Circolo Mario Mieli definisce
"storica" la sentenza odierna della Cassazione. "Ieri l'Europa
oggi la Cassazione" sottolinea aggiungendo che alla luce di questa
sentenza "appare evidente come sia urgente che il legislatore si adegui
rapidamente alla mutata realtà sociale". "Non solo, infatti - fa
notare il Circolo Mieli - sono venuti meno gli ostacoli che qualcuno immaginava
al riconoscimento di questi diritti, ma le coppie omosessuali risultano ormai
titolari del diritto a un 'trattamento omogeneo a quello assicurato' alle
coppie etero regolarmente sposate". Il Circolo Mario Mieli offre quindi la
sua piena assistenza legale a tutte le coppie omosessuali conviventi che, alla
luce di questa sentenza, vorranno far valere nel concreto i loro diritti
dinnanzi ai giudici ma chiede "con vigore" che "sia la politica
a dare risposte concrete e adeguate a questa forte richiesta di giustizia ed
eguaglianza. Non si può più aspettare". La sentenza della Cassazione
"ha segnato un altro importante passo avanti sulla strada di una sempre
più efficace protezione delle coppie omosessuali". Lo dichiara Paolo
Patané, presidente nazionale Arcigay. "Sono almeno tre i punti che -
spiega - ci sembrano configurare un'autentica rivoluzione copernicana. Da una
parte la Corte afferma che le coppie omosessuali godono pienamente di un
'diritto alla vita familiare', recependo quindi l'orientamento già espresso
dalla Corte europea dei diritti dell'uomo nel 2010. In secondo luogo la
Cassazione riecheggia quasi testualmente la decisione già adottata dalla nostra
Corte costituzionale sempre nel 2010, riconoscendo alle persone omosessuali 'il
diritto a vivere liberamente una condizione di coppia' con la possibilità di
ricorrere ai giudici 'a prescindere dall'intervento del legislatore in materia.
Ma soprattutto - osserva Patané - la Corte formula importanti affermazioni di
principio che sembrano smentire le posizioni recentemente espresse da alcuni
politici circa la natura necessariamente eterosessuale del matrimonio. Difatti,
la sentenza chiarisce che 'e' stata radicalmente superata la concezione secondo
cui la diversità di sesso dei nubendi è presupposto indispensabile, per così
dire naturalistico, della stessa esistenza del matrimoniò. Grande riconoscenza
all'avvocato Francesco Bilotta, vero padre di una strategia giudiziaria che sta
trascinando l'Italia dei politici pavidi e balbettanti più vicino all'Europa
delle grandi scelte e dei grandi ideali. Da oggi principi fino a ieri
incredibili entrano nel nostro ordinamento come autentico diritto
vivente". "Che cosa aspetta il nostro Parlamento a prendere atto che
la società è cambiata e con essa la geografia delle relazioni
affettive?"Lo dichiara Imma Battaglia, presidente Dì Gay Project.
"Ieri segnali forti dalle istituzioni europee; oggi dalla
Cassazione". "Quando ci si deciderà a colmare una volta per tutte il
vuoto legislativo che pone ostacoli alla tutela dei diritti di tutte le coppie?
Se non ora - chiede Imma Battaglia - quando?". La Cassazione ha
"ritenuto irrilevante l'identità di sesso" per la
"qualificazione del rapporto di coppia" di tipo matrimoniale. E
questo indica tra l'altro una "perdita di valore dell'essenza del
matrimonio in quanto tale". Lo afferma il presidente dei giuristi
cattolici italiani, Francesco D'Agostino, a proposito della sentenza della
Cassazione che stabilisce che le coppie dello stesso sesso "possono adire
i giudici comuni per far valere... il diritto ad un trattamento omogeneo a
quello assicurato dalla legge alla coppia coniugata". "Mi pare che,
adesso, la Corte di Cassazione - afferma D'Agostino interpellato sul tema dalla
Radio vaticana - si sia mossa secondo le linee indicate dalla Corte
Costituzionale, riconoscendo che, per rapporti di coppia come quello di cui
stiamo parlando, si deve applicare non una nuova normativa - che solo il
legislatore potrebbe elaborare - ma si potrebbero applicare, secondo specifiche
esigenze per le coppie di fatto omosessuali, situazioni già previste per le
coppie coniugali. Questo avviene già, in Italia, per le coppie di fatto
eterosessuali per cui, in molti casi, si applicano normative previste per le
coppie coniugali. Quello che mi sembra da notare é che, seguendo la Corte
Costituzionale, la Cassazione, con una sentenza che certamente farà discutere,
ha ritenuto irrilevante l'identità di sesso per la qualificazione di questo
rapporto di coppia". A giudizio di
D'Agostino, "dietro a tutta questa dinamica - che riguarda ormai la grande
maggioranza dei Paesi occidentali - non c'é tanto una nuova consapevolezza del
valore del rapporto di coppia omosessuale quanto, piuttosto, una continua e,
sembra, inarrestabile perdita di valore dell'essenza del matrimonio in quanto
tale. Quanto più il matrimonio viene interpretato come un'esperienza eticamente
ed antropologicamente fragile, e priva comunque di un grande spessore sociale,
tanto più diventa facile equiparare al matrimonio esperienze di rapporto - come
quella omosessuale - che, con il matrimonio autentico, hanno ben poco a che
fare, ma che possono diventare apparentemente simili al matrimonio quando il
matrimonio eterosessuale viene progressivamente svuotato di senso, di valore o
di dignità".

VENDITE
AUTO FIAT IN RECESSIONE
A febbraio Fiat Group Automobiles ha
immatricolato in Europa (27 Paesi Ue + Efta) 66.249 nuove vetture, segnando un
calo del 16,5% rispetto alle 79.309 dello stesso mese del 2011. Nel gennaio
scorso le vendite del Lingotto in Europa erano scese del 15,9% a 69.479 unità.
Per quanto riguarda i singoli brand del Gruppo del Lingotto, secondo i dati
forniti dall'Acea, Fiat a febbraio ha immatricolato in Europa (Ue 27 + Efta)
46.671 vetture, in calo del 18,3% rispetto alle 57.112 unità del febbraio 2011.
Alfa Romeo ha venduto 8.102 unità, segnando un calo del 29,4%. In
controtendenza, invece Lancia/Chrysler, che ha venduto 8.887 vetture, in
crescita del 3,1%; e Jeep, con 2.257 immatricolazioni, in aumento del 58,1%. A
febbraio la quota di mercato in Europa (27 Paesi Ue + Efta) di Fiat Group
Automobiles si è attestata al 7,2%, in calo dal 7,8% di febbraio 2011, ma in
progresso rispetto al 6,9% del gennaio scorso. Per quanto riguarda i singoli
marchi, Fiat a febbraio ha segnato in Europa una quota di mercato del 5,1%, in
calo rispetto al 5,6% dell'anno precedente. In flessione anche la quota di Alfa
Romeo, allo 0,9% dall'1,1% del febbraio 2011. Aumentano invece le quote di
mercato di Lancia/Chrysler, salita all'1% dallo 0,8% dell'anno precedente, e di
Jeep, cresciuta allo 0,2% dallo 0,1% del 2011.

RIFIUTI
A ROMA
"Vorrei capire se si può trovare
una soluzione a breve. Delle due l'una: o Malagrotta forever o c'é la possibilità
concreta di trovare una soluzione", per la quale "mi sono dato 10
giorni". Così il ministro Clini sui rifiuti a Roma in audizione in
commissione Ecomafie, nel corso della quale critica l'uso di procedure
straordinarie. "Il 22 mi auguro - il ministro dell'Ambiente Corrado Clini
in audizione in commissione Ecomafie - di avere elementi per fare passo avanti.
E' evidente che non possiamo permetterci il lusso di un'emergenza nella
Capitale d'Italia. Sappiamo tutti cosa questo vorrebbe significare". "Nulla
è tramontato. Il ministro Clini ha costituito su nostra richiesta un tavolo
tecnico insieme al commissario Pecoraro e li si esamineranno dal punto di vista
tecnico tutte le ipotesi. Ci sarà una graduatoria della realizzabilità dei
siti". Così il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, a margine della
presentazione del Manifesto per la sostenibilità ambientale, risponde a chi gli
chiede se le due ipotesi di discarica a Riano e Corcolle siano tramontate.

FALSI
Centomila oggetti con il marchio 'Thun' contraffatto sono stati sequestrati a Cittanova dai finanzieri della Compagnia di Palmi. Gli oggetti sono stati trovati in un capannone, dentro degli scatoloni. I finanzieri hanno accertato che gli oggetti con il marchio contraffatto della ditta altoatesina, venivano importati direttamente dalla Cina dal commerciante a cui sono stati sequestrati e che è stato denunciato.

COM’È DIFFICILE FARE
QUALCOSA IN ITALIA
Vertice a
Palazzo Chigi per l'asse ferroviario Tav Torino-Lione. Alla riunione partecipano
il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri; il ministro dello Sviluppo
Economico, Trasporti e Infrastrutture, Corrado Passera; il sottosegretario alla
presidenza del Consiglio, Antonio Catricalà; e il commissario straordinario di
governo, Mario Virano. "Chiediamo al governo di costituire con la Ue un
tavolo tecnico per valutare l'opportunità del progetto Tav in Val di Susa visto
che è vecchio di oltre 20 anni. E nell'attesa sospendere i lavori". Lo
afferma il leader Idv, Antonio Di Pietro, al termine dell'esecutivo nazionale
del partito. È stato dichiarato fuori pericolo Luca Abbà, il leader No Tav
rimasto folgorato lunedì su un traliccio dell'alta tensione sul quale era
salito per protestare contro l'ampliamento del cantiere della Tav in Val di
Susa. Lo ha reso noto Maurizio Berardino, direttore della rianimazione
dell'ospedale Cto di Torino dove Abbà è ricoverato. Luca Abbà - ha riferito
Berardino - é stato sottoposto a un intervento di chirurgia plastica muscolare
al fine di ridurre le conseguenze della scarica elettrica. Il quadro generale -
ha aggiunto - ha confermato la tendenza al miglioramento della funzione renale
e respiratoria. La risonanza magnetica eseguita ha permesso di valutare
l'entità del danno da folgorazione, che ha interessato soprattutto il braccio
destro, danneggiato nella componente muscolare e nervosa, e la gamba destra,
cha ha riportato soltanto danni muscolari. Attualmente - ha reso noto Berardino
- è in corso un intervento di fasciotomia esplorativa effettuata dai medici del
gruppo di chirurgia plastica per grandi ustionati dell'ospedale, diretto da
Maurizio Stella. Il problema delle tossine nel sangue, invece, è stato già
risolto. Secondo quanto riferito da Berardino, vi potranno essere problemi
motori almeno all'inizio e il lavoro sui nervi comincerà a partire dal secondo
o terzo mese dall'incidente. "La posizione del governo è stata espressa in
modo chiaro: rigoroso rispetto delle normative italiane ed Europee in materia
ambientale ma anche fare le infrastrutture che servono a questo Paese".
Così il ministro dell'Ambiente Clini a proposito della Tav parlando a margine
di una iniziativa sui rifiuti promossa dal Cobat. Si a tenere "i canali di
comunicazione aperti con la popolazione locale", ma "é in atto
un'occupazione della val di Susa non da parte delle forze dell'ordine, ma da
parte di movimenti antagonisti che non c'entrano con la val di Susa e che
vogliono dare una rappresentazione sbagliata: la maggioranza della gente è a
favore dell'opera". Il governatore del Piemonte, Roberto Cota,
intervenendo questa mattina a Radio Anch'io ha ribadito la necessità di
realizzare l'infrastruttura. "Un referendum tra la popolazione - ha
aggiunto Cota - di fatto c'é stato attraverso l'ultima consultazione elettorale
che ha avuto al centro proprio il tema della Tav. Il progetto è stato più volte
discusso e modificato tanto che è stato istituito un osservatorio e si è
arrivato a cambiare il progetto iniziale. il progetto attuale non ha un impatto
ambientale. Le preoccupazioni sull' ambiente sono già state affrontate e
risolte". Cota contesta anche chi ritiene l'opera troppo costosa:
"Adesso si realizza una prima tranche e il costo viene in gran parte
assorbito dalla Francia", ha ricordato Cota. È trascorsa tranquilla, senza
manifestazioni in strada, né altri episodi di rilievo - secondo quanto si
apprende dalla Questura di Torino - la notte in valle di Susa, dopo la
manifestazione di ieri sera e l'occupazione, per circa tre ore, dell'autostrada
A32 Torino-Bardonecchia da parte degli attivisti del movimento No Tav. Dopo le
operazioni di bonifica e la verifica delle condizioni di sicurezza, in
particolare nella zona della galleria 'Parontin', dove ieri sera si è svolta la
manifestazione No Tav, l'autostrada è interamente percorribile in entrambi i
sensi di marcia. Una breve protesta No-Tav si è verificata stamani, a Milano,
in una stazione secondaria, quella di Rogoredo. Una ventina di manifestanti,
intorno alle 8, all'arrivo di un treno Frecciarossa proveniente da Torino e
diretto a Roma, hanno occupato temporaneamente i binari per lasciarli prima
dell' arrivo della Polfer. Secondo quanto riferito dalla polizia non ci sono
stati attimi di tensione e il treno è ripartito. "Margini non ce ne sono:
l'opera è di valore fondamentale per il Paese, e non solo per il Piemonte e fa
parte di impegni presi con il l'Europa. Non ci sono spazi": è stato chiaro
il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri, parlando della Tav su Radio 1
a Radio Anch'Io. "L'opera - ha aggiunto il ministro - è stata meditata e
partecipata. Ci sono stati incontri con la popolazione e fatte importanti
modifiche al progetto: siamo ad un punto di non ritorno". "Abbiamo
dato massima disponibilità all'ascolto - ha proseguito il ministro Cancellieri
- per avere compensazioni maggiori o perché quelle promesse arrivino nei tempi
puntuali. Ieri abbiamo avuto incontro al Viminale con i presidenti della
Regione, della Provincia e con il sindaco di Torino. L'opera è inderogabile ma
c'é una apertura ad ascoltare la minoranza dei sindaci che dissentono anche se
non sono direttamente interessati all'opera. Chi è nel territorio é favorevole,
accanto ci sono queste contestazioni. Occorre ascoltare tutti ma quando si
fanno delle scelte vanno portate avanti. Non c'é nessun dubbio che l'opera debba
andare avanti". "Ognuno - ha concluso il ministro - deve assumersi la
responsabilità del proprio ruolo, anche di fronte alle generazioni future.
Quando uno Stato fa delle scelte, sono molto meditate e occorre attenervisi,
rispettarle, ci sono interessi generali che vanno oltre al piccolo interesse
singolo". “Io purtroppo il film degli anni di piombo l'ho visto e vissuto
già da funzionario. Il nostro impegno è questo: tutto quello che dobbiamo fare
lo faremo affinché quel film non si ripeta". Lo ha detto il ministro
dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, intervenendo a Radio Anch'Io su Radio 1.
"È una storia che abbiamo già visto. Le persone devono aiutarci, chi ha
voglia di vivere un Paese sereno. Solo col concorso di tutti riusciremo a
fronteggiare pericoli che vogliamo che si ripetano". Il Presidente del
Consiglio Mario Monti - informa una nota di P. Chigi - ha convocato per oggi
pomeriggio a Palazzo Chigi, al suo rientro da Bruxelles dove si trova per il
Consiglio europeo, una riunione sui lavori per l'asse ferroviario TAV
Torino-Lione, per verificarne lo stato di avanzamento nelle necessarie misure
di sicurezza. La linea del governo
sulla Tav resta la stessa? ''Si''. Così il presidente del consiglio
Mario Monti ha risposto ad una domanda dei giornalisti, al termine del
consiglio europeo. Un appello al Governo da esponenti della società civile,
della cultura e della politica per la riapertura di un dialogo in Valsusa. Nel
documento chiedono "con forza che il Governo Italiano risponda
positivamente alla richiesta d'incontro da parte dei sindaci della Valsusa
affinché si possa svolgere un confronto democratico con i territori
direttamente interessati dall'opera". Ritengono necessario, inoltre, che
si apra "un confronto tecnico sul merito dell'opera". Tra i firmatari
don Ciotti, il presidente della Regione Puglia Niki Vendola, il sindaco di
Napoli Luigi De Magistris, di Bari Michele Emiliano, Livio Pepino (giurista,
già componente Consiglio superiore magistratura), Michele Curto (capogruppo
Sinistra, ecologia e libertà, Comune Torino), Giorgio Airaudo (responsabile
nazionale auto della Fiom) docenti universitari tra cui lo storico Marco
Revelli, Monica Frassoni (presidente Verdi europei), Paolo Beni (presidente
nazionale Arci), Giovanni Palombarini (giurista, già Procuratore aggiunto
Cassazione).

DOMENICA I FUNERALI DI
DALLA
Il funerale di Lucio Dalla si svolgerà
domenica, nel giorno del suo compleanno, nella basilica di San Petronio di Piazza
Maggiore a Bologna, alle 14,30. La camera ardente sarà allestita domani, dalle
9.30, nel cortile d'onore di Palazzo d'Accursio, il palazzo comunale che si
affaccia sempre su piazza Maggiore e resterà aperta fino a quando ci sarà gente
in coda per rendergli omaggio. Il Comune si sta preparando a gestire l'arrivo
da tutta Italia di migliaia di fan per l'ultimo saluto all'artista. Dopo il funerale nella basilica di San
Petronio, Lucio Dalla sarà sepolto al cimitero della Certosa di Bologna, vicino
alle tombe dei due genitori. Il carro funebre che trasporta il feretro
di Lucio Dalla ha lasciato la camera mortuaria cappella Saint-Roch di Losanna
poco dopo le 11.30 alla volta di Bologna, con un'ora di ritardo rispetto
all'orario annunciato. La partenza del feretro è stata salutata da alcuni fan
con baci e lanci di fiori. Nella camera mortuaria un gruppo ristretto di amici
e collaboratori, che è un po' anche la famiglia del cantautore, ha vegliato per
tutta la notte la salma. Il cantante Ron è stato visto uscire, a bordo di
un'automobile con targa italiana, poco prima delle 11, dal garage della
cappella. Il feretro di Lucio Dalla è poi arrivato a Bologna alle 18.15,
attraversando la 'sua' piazza Maggiore ha raggiunto la vicinissima casa di via
D'Azeglio. Il carro funebre è stato accolto da un lungo applauso delle tante
persone presenti ad aspettarlo. A seguirlo la sua Porsche gialla. Intanto è
stato deciso che in piazza Maggiore, risuoneranno le canzoni di Lucio Dalla e
domenica, giorno del funerale, a Bologna sarà lutto cittadino. Lo ha annunciato
il sindaco di Bologna Virginio Merola. "Da stasera - ha detto il sindaco
Merola - esporremo da Palazzo d'Accursio un'immagine di Lucio Dalla con la
scritta 'Ciao Lucio'. Domenica il lutto si manifesterà con i rintocchi della
campana dell'Arengo in concomitanza con la partenza del feretro dal Palazzo
Comunale". "La scomparsa di Lucio è una perdita per tutto il mondo
della cultura, pertanto credo sia giusto mettere a disposizione la città per
ricordarlo ogni 4 marzo, e che sia la comunità degli artisti a decidere
modalità e forme". Lo ha annunciato il sindaco di Bologna Virginio Merola.
Il sindaco ha anche apprezzato "la bella idea di sonorizzare via D'Azeglio
con le sue musiche, come proposto dal consigliere Benedetto Zacchiroli".
Sono in prevalenza immigrati italiani in Svizzera i fan che si sono presentati
davanti alla camera mortuaria. "Abito qui vicino, ho saputo adesso dalla
televisione che Lucio Dalla era qui e sono corsa subito", racconta Maria
Castrenzi, italiana di nascita ma in Svizzera da molto tempo. "Sono
davvero dispiaciuta e triste - aggiunge - era uno di famiglia". Porta in
mano una rosa rossa e un bigliettino ("é un messaggio personale a
Dalla") la signora Begonia, spagnola di origine. Natale Trimarchi, siciliano,
ma da 30 anni a Losanna, vorrebbe entrare nella struttura funeraria per rendere
omaggio al feretro, ma glielo impediscono. "Sto andando a lavorare, faccio
l'autista di autobus - fa sapere -, ma prima voglio vedere Dalla, lo voglio
salutare, purtroppo non ho potuto partecipare al suo ultimo concerto".
Arriva alla Cappella Saint Roch anche Flavio Durante, fisarmonicista che ha
anche accompagnato Dalla in alcuni concerti: "Sono un suo amico - racconta
- contavo di vederlo in una sua tappa del tour, non ne ho avuto il tempo, era
una brava persona, onesta, che non si può dimenticare". Lucio Dalla viene
ricordato questa mattina anche con numerosi necrologi, soprattutto dal mondo
della musica, della cultura e dello sport, ma non solo. "Lascia un vuoto
incolmabile nella cultura e nella tradizione musicale italiana", scrive la
casa discografica Emi Music Publishing Italia, mentre la Federazione Industria
musicale italiana (Fimi) lo definisce "autore e grande interprete della
scena musicale italiana" e l'Associazione Fonografici italiani ne ricorda
"il genio creativo e la Sua continua attività artistica in favore della
musica italiana", e annuncia una messa in suffragio martedì prossimo nella
chiesa S.Francesco di Paola "da Lui frequentata" a Milano, in via
Montenapoleone. Per Assomusica, Dalla "con il suo genio e la sua
sensibilità ha reso unica la sua musica e quella italiana". La Fondazione
del Monte di Bologna e Ravenna ricorda di aver condiviso con l'artista
"molte iniziative qualificate dalla sua professionalità e silenziosa
generosità", il rettore dell'Università di Bologna Ivano Dionigi lo
definisce non solo "innovatore e protagonista del mondo musicale", ma
anche "uno dei più cari Laureati dell'Alma Mater". La Doctor Dixie
Jazz Band "piange con affetto, commozione e ammirazione l'improvvisa
scomparsa dell'amico di sempre e grande artista", così come il suo leader
Nardo Giardina e il regista Pupi Avati. Il Coni di Bologna lo ricorda
"sempre vicino allo sport della città", per tutto il Bologna Fc 1909
- con il presidente Albano Guaraldi - era un "artista sublime e
appassionato sostenitore dei nostri colori". Giorgio Armani, "con
infinita tristezza e commozione, ricorderà sempre l' amico e il grande
artista". "La tua presenza e le tue canzoni ci hanno tenuto compagnia
per tanti anni - scrive lo staff del ristorante Cesarina - ci marcherai
moltissimo, ma resterai sempre vivo nei nostri cuori".

MONTI
PLAUDE ALLE MISURE UE
Lo spread btp-bund chiude la settimana
sui minimi di settembre scorso a 310,7 punti base. Il rendimento del decennale
si attesta al 4,91%. Nel corso della giornata il rendimento del titolo italiano
a 10 anni è sceso anche sotto quello della Spagna per la prima volta da agosto,
per poi chiudere la seduta in pareggio al 4,91%. L'Italia 'sorpassa' la Spagna
nella corsa dello spread. Il differenziale nei confronti della Spagna é
diventato positivo per l'Italia per 0,003 punti percentuali, con il rendimento
dei Btp che è sceso brevemente sotto quello dei bonos spagnoli per la prima
volta dal 5 agosto 2011, per poi risalire. L'Italia è rimasta soddisfatta dalle
misure per la crescita emerse dal consiglio europeo. Lo ha detto il premier
Mario Monti al termine del consiglio Ue. Fiscal compact ora "l'Europa si
avvia a definire quello che chiamerei 'Econoimic compact'", un patto cioé
per le riforme economiche. Lo ha detto il premier Monti in conferenza stampa a
Bruxelles. "Già nel consiglio di fine gennaio dissi che se volgiamo
veramente avere un rafforzamento della governance dell'Unione economica e
monetaria non bastava avere un rafforzamento dell'Unione monetaria, ma occorre
un'adeguata governance dell'Unione economica in quanto tale e oggi sono stati
fatti passi notevoli. Governance economica vuol dire governance
dell'integrazione". Lo afferma il premier. Abbiamo ricevuto apprezzamenti
per la diminuzione dei nostri tassi d'interesse, ma soprattutto quello che
stiamo facendo sul piano della politica economica". ha detto Monti.
"Molti collegano le necessarie azioni che i paesi devono fare, come ad
esempio la Grecia, alla necessità di accompagnarle ad un vigoroso contrasto
all'evasione che richiede però, per poter essere vigoroso, maggiori sforzi al
livello europeo, anche per quanto riguarda paesi terzi come in primo luogo la
Svizzera".Così Mario Monti. Il voto del Senato, ieri, sulle
liberalizzazioni "riguarda in grandissima parte i servizi, dalla
distribuzione del gas a quelli finanziari e bancari alle libere professioni"
che devono essere "mossi" per avere un mercato più attivo ed
efficiente. Lo ha detto il premier Mario Monti parlando di uno "sforzo
comune" europeo. "Fa piacere che per la prima volta da due anni in
qua il consiglio europeo non è stato dominato da crisi finanziaria ma
finalmente è stato dedicato alla crescita e l'occupazione". Lo ha detto il
premier Mario Monti al termine del vertice Ue. Sia sul mercato del lavoro che
sulle liberalizzazioni "un filone della letteratura quotidiana ci ha
accusati di essere forti con i deboli e deboli con i forti". Ma, "ad
esempio sulle banche, senza entrare nel merito non mi sembra che queste abbiano
considerato morbida l'azione del governo". Lo ha detto il premier Mario
Monti. Sulle liberalizzazioni relative al settore dei taxi "non vedo
grande differenza fra l'impostazione originaria e quella finale che mi sembra
più operativa". Lo ha detto il premier Mario Monti, aggiungendo che
"grave sarebbe stato se avessero continuato ad essere i comuni a decidere
sulle licenze" e che non si è "ceduto alle pressioni".
"Abbiamo agito con realismo, realismo che significa non cedere alle
pressioni, abbiamo resisto e mi sarei preoccupato se ci fossero stati
arretramenti". Lo afferma il presidente del consiglio. Il 2011 si chiude
con una crescita del Pil dello 0,4%. Lo rileva l'Istat, aggiungendo che nel
2010 l'aumento era stato dell'1,8% (dato rivisto al rialzo). Si è così
registrata una netta frenata della crescita. L'ultima previsione del governo
stimava un Pil nel 2011 a +0,6%. Nel 2011 il Pil ai prezzi di mercato é stato
pari a 1.580.220 milioni di euro correnti, con un aumento dell'1,7% rispetto
all'anno precedente. La variazione del Pil in volume è stata pari allo 0,4%. Si
tratta del dato grezzo, mentre il dato corretto per gli effetti di calendario
era stato duffuso nella stima preliminare di metà febbraio (+0,4%). Dal lato
della domanda nel 2011 si registra una crescita del 5,6% delle esportazioni di
beni e servizi e una diminuzione dell'1,9% degli investimenti fissi lordi,
mentre i consumi finali nazionali sono rimasti stazionari. Le importazioni sono
aumentate dello 0,4%. A livello settoriale, il valore aggiunto ha registrato un
aumento in volume pari all'1,2% nell'industria in senso stretto e allo 0,8% nei
servizi; le costruzioni hanno invece mostrato una flessione del 3,5% e
l'agricoltura, silvicoltura e pesca dello 0,5%. Nel 2011 il rapporto tra debito pubblico e Pil in
Italia sale a quota 120,1%. Si tratta
del livello più alto dal 1996. Lo comunica l'Istat, aggiungendo che nel
2010 il rapporto era stato pari al 118,7%. Il rapporto deficit-Pil si è
attestato nel 2011 al 3,9%. L'Istat ricorda che nel 2010 il rapporto è stato
del 4,6%. Si è, quindi, rilevato un miglioramento. Le ultime stime del governo
prevedevano un rapporto nel 2011 pari al 3,8%. Il Pil italiano, in termini di volume, rimane inferiore ai livelli pre-crisi. "Nonostante la
crescita degli ultimi due anni - afferma l'Istat - nel 2011 il Pil in volume si
è attestato su livelli ancora inferiori a quelli registrati negli anni
precedenti la crisi economica del 2008-2009". Il Pil segna una crescita
dello 0,4% in 2011, in rallentamento netto sul 2010, quando l'aumento era stato
più consistente e pari all'1,8%, in deciso recupero rispetto alla flessione del
5,5% manifestatasi nel 2009. Nel 2011 la spesa per consumi finali delle
famiglie residenti sale in volume dello 0,2%, in frenata rispetto al 2010
(+1,2%). A trainare i consumi - per l'Istat - é la spesa per i servizi (+1,6%),
mentre il consumo di beni cala (-0,9%); particolarmente marcata nella media
dell'anno è stata la flessione della spesa per i generi alimentari (-1,3%).
Cala lievemente la pressione fiscale complessiva (ammontare delle imposte
dirette, indirette, in conto capitale e dei contributi sociali in rapporto al Pil)
risultando pari a 42,5%, in riduzione di 0,1 punti percentuali sul 2010. Lo
comunica l'Istat. Le entrate totali, pari al 46,6% del Pil, sono aumentate nel
2011 dell'1,7% rispetto all'anno precedente (+1,1% nel 2010). Lo comunica
l'Istat, precisando che le entrate correnti hanno registrato un incremento
dell'1,3%, attestandosi al 45,9% del Pil. In particolare, le imposte indirette
sono cresciute del 2,0%, trainate prevalentemente dall'aumento del gettito
dell'Iva e delle imposte sugli oli minerali e gas metano. Le imposte dirette
sono risultate in riduzione dello 0,1%, essenzialmente per effetto della
contrazione dell'Irpef. La dinamica delle entrate complessive, più sostenuta
rispetto a quella delle entrate correnti, è da ascrivere principalmente all'aumento
di quelle in conto capitale (+47,2%), spiega l'Istat. Queste ultime risentono
della forte crescita delle imposte in conto capitale (+99,1%), dovuta
prevalentemente ai versamenti una tantum dell'imposta sostitutiva sul
riallineamento dei valori contabili ai principi internazionali Ias. Nel 2011 il
saldo primario (indebitamento netto meno la spesa per interessi) è risultato é
pari a 15.658 milioni di euro correnti, valore questo pari all'1,0% del Pil. Lo
comunica l'Istat. Nel 2010 era risultato nullo. I redditi da lavoro dipendente
sono aumentati dell'1,8% nel 2011, quanto le retribuzioni lorde. Lo comunica
l'Istat. Tuttavia guardando alle uscite delle Amministrazioni pubbliche i
redditi da lavoro dipendente si sono ridotti dell'1,2%, in presenza di una riduzione
delle unità di lavoro delle Amministrazioni pubbliche.

TORNA
IL MALTEMPO
Ha le ore
contate l'ondata di caldo fuori stagione che ha caratterizzato l'ultima parte
di febbraio e i primi giorni di marzo. Sino a sabato si potranno registrare
ancora temperature oltre i 20 gradi, ma domenica torna l'inverno e la colonnina
delle temperature segnerà dieci grandi in meno. Sull'imminente ritorno del
freddo sono concordi le previsioni fornite da 3bmeteo e da Ilmeteo.it. Oggi,
sottolinea dal sito Ilmeteo.it, il meteorologo Antonio Sanò, sarà la giornate
più calda con clima primaverile anomalo, fino a 21 gradi centigradi, e 20°C
anche in Toscana, Lazio e sulla Sicilia. "Anomalo, ma non eccezionale"
osserva Sanò, "perché già nel 2008 si registrarono picchi record di oltre
27 gradi centigradi sulla Pianura Padana. Sabato aumenteranno le nubi e prime
pioviggini sulla Liguria annunceranno un peggioramento. Domenica cambierà il
tempo con piogge e temporali al Nordest e piogge al Sud dal pomeriggio. Mentre
lunedì 5 Marzo, quando aria più fresca dalla Francia, di origine polare
marittima (islandese), raggiungerà tutte le nostre regioni. Nevicherà
copiosamente sulle Alpi e sull'Appennino emiliano, e tra lunedì e martedì
pioggia mista a neve cadrà anche sulle pianure del Piemonte fino a Torino e
tanta neve a 300m cadrà sul Cuneese, astigiano, alessandrino, in Liguria e
sull'Appennino Emiliano. Insomma, un colpo di coda invernale. In particolare,
secondo Francesco Nucera di 3bmeteo, da domenica l'Italia sarà colpita da
un'ondata di maltempo, che porterà pioggia e neve sui rilievi. Le temperature
scenderanno di 10 gradi, lasciando il posto a valori più normali per il
periodo. Il mese di marzo sarà caratterizzato dall'alternanza di periodi
soleggiati a quelli più freddi ed instabili.

PAROLE OFFENSIVE
“Vorremmo
avere un sindacato che non protegge assenteisti cronici, ladri e quelli che non
fanno il loro lavoro". Così la leader di Confindustria, Emma Marcegaglia,
al convegno di Federmeccanica: "noi abbiamo detto che l'art.18 deve
rimanere per atti discriminatori ma vogliamo poter licenziare quelli che non
fanno il loro lavoro". La presidente Marcegaglia ha sottolineato come
anche gli industriali vogliono una revisione della "flessibilità
cattiva" in entrata, ossia "siamo consapevoli che ci sono stati degli
abusi e questi vanno combattuti". Ma d'altra parte "vogliamo rivedere
anche la flessibilità cattiva in uscita". A questo proposito, ha ricordato
l'episodio che vide al centro di una contestazione il segretario della Cisl,
Raffaele Bonanni: "La persona che aveva tirato un candelotto a Bonanni era
in malattia: il datore di lavoro - ha detto Marcegaglia - lo licenziò, il
giudice lo ha riassunto". Certo, una revisione dell'art.18 "sarà
molto difficile ma noi non molliamo, andiamo avanti" pur volendo comunque
lasciarlo per tutti quegli atti discriminatori ma "vogliamo poter
licenziare quelli che non fanno il loro lavoro". "La trovo
offensiva". E' l'unico commento del segretario della Cgil Susanna Camusso,
oggi a Modena, alle parole di Emma Marcegaglia sull'art.18 pronunciate al
convegno di Federmeccanica. Parlando ad un'iniziativa della Cgil, Camusso ha
ribadito che sostenere che "l'articolo 18 sia un ostacolo a licenziare significa
dire che si vuole una logica per cui se hai gli occhi azzurri, tu puoi essere
licenziato: si chiama discriminazione". Per questo, ha proseguito,
"noi diciamo di no, non perché difendiamo i privilegi di qualcuno contro
altri, ma per l'idea che quando sei un lavoratore hai dei diritti e dei doveri
e se hai solo dei doveri non sei una persona libera". Queste, ha concluso
Camusso, "sembrano banalità ma non lo sono, quando in una grande impresa
non si viene più assunti se hai in tasca la tessera Fiom-Cgil".
"Dire, come fa Marcegaglia, di volere un sindacato che non protegge
assenteisti cronici, ladri e chi non fa il proprio lavoro è davvero
troppo". Lo afferma la Cgil su Twitter in risposta a quanto detto dalla
leader di Confindustria. Sono "affermazioni non vere che offendono il
ruolo del sindacato confederale. Le smentisca". L'accordo sulla riforma
del mercato del lavoro è possibile? "Secondo me sì, assolutamente",
risponde il ministro del Welfare, Elsa Fornero, a margine di un'audizione alla
Camera. "Io lavoro per un accordo con i sindacati", aggiunge. E a chi
chiede al ministro del Welfare un commento sulle parole del leader della Cisl,
Raffaele Bonanni, che 'accusa' il governo di voler rompere la trattativa, il
ministro replica: "Bonanni non accusa...". "Minacciare non serve
mai". È la risposta del leader della Cgil Susanna Camusso al premier Monti
per il quale l'accordo sul mercato del lavoro si troverà comunque, anche senza
l'ok dei sindacati. A un incontro alla facoltà di Giurisprudenza di Modena, Camusso
ha detto che le parole di Monti non sono una novità: "Questa cosa l'ha
detta molte volte, ma noi continuiamo ad insistere che su una materia così
complessa come l'ingresso al lavoro e gli ammortizzatori é bene fare un accordo
con le parti sociali". In vista del prossimo incontro con il governo, la
Cgil si aspetta dall'esecutivo un "taglio diverso" nella trattativa
sulle modifiche al mercato del lavoro. A chiederlo, da Modena dove è ospite di
un incontro all'università, è stata la segretaria Susanna Camusso: "Ci
aspettiamo molte risposte che non ci sono state ieri", ha detto,
sottolineando che "quando si parla di un ammortizzatore universale bisogna
anche indicare quanto vale, quanto dura e come lo si matura". Dunque la
Cgil chiede al governo un cambio di marcia: "Se l'idea che ha espresso il
governo è quella di una riduzione della spese, è chiaro che lo strumento non è
universale e la risposta non è sufficiente". Per la Camusso, infatti,
"sicuramente se si intende estendere la platea degli ammortizzatori,
bisogna immaginarsi che le risorse che sono state spese in questo periodo
vadano in gran parte confermate". "Inchioderemo il governo alle sue
responsabilità: infatti, da quello che ho capito, per fare quello che vuole,
vuole rompere la trattativa. Non lo permetteremo". Lo ha detto a Firenze
Raffaele Bonanni, segretario generale della Cisl, parlando della riforma del
mercato del lavoro. "La cosa che deve capire il governo è che noi non
molleremo il tavolo, e sbaglia chi pensa di farlo", ha detto, aggiungendo
che "saremo inchiodati al tavolo per trovare soluzioni responsabili".
Sciopero generale, se il governo non ascolterà le richieste dei sindacati,
sulla riforma del mercato del lavoro? "Non penso che sia utile mettere il
carro davanti ai buoi per adesso", ha risposto Raffaele Bonanni,
segretario generale della Cisl, parlando coi giornalisti a Firenze, a margine
dell'assemblea regionale dei delegati Fim-Cisl della Toscana. "Il governo
- ha affermato - deve prendersi le sue reponsabilità: non può ritenere che lo
scenario che dobbiamo costruire è che loro tirino dritti per fare quello che
vogliono, e noi facciamo lo sciopero generale. No, c'e in mezzo una realtà
molto più conveniente per gli italiani e per i lavoratori", ha concluso
Bonanni, che si è detto a favore del sistema di disincentivi alla flessibilità
in entrata proposto dal ministro Elsa Fornero e criticato da Confindustria. La
task force della Commissione europea per l'occupazione (European Commission
Action team) è partita per l'Italia per "lavorare in stretto contatto con
una squadra di esperti nazionali e individuare ulteriori azioni mirate per far
fronte alla disoccupazione giovanile e sostenere le piccole e medie
imprese": lo ha reso noto oggi l'esecutivo Ue in un comunicato. In
particolare, la task force cercherà di valutare come meglio procedere per
"promuovere l'uso della quota del 29% dei fondi strutturali Ue che deve
essere ancora assegnata in Italia a progetti in grado di fare la maggiore
differenza in un breve periodo di tempo", ha spiegato la Commissione.
"In generale - prosegue la nota -, l'attuazione dei fondi strutturali (in
Italia) rimane sotto la media Ue, soprattutto nelle Regioni del Sud" e un
più veloce utilizzo di queste risorse "potrebbe creare nuove opportunità".
Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero ha convocato le parti sociali per
proseguire il confronto sulla riforma del mercato del lavoro per giovedì 23
febbraio alle 18.00 nella sede del ministero a Via Veneto. Lo si apprende da
fonti sindacali. La convocazione è indirizzata a nove sigle (Cgil, Cisl, Uil,
Ugl, Confindustria, Rete Imprese, Abi, Ania e Alleanza delle cooperative.

I REDDITI DEI MINISTRI
Boom di
accessi al sito del governo sul quale vengono pubblicati i redditi di ministri
e componenti dell'esecutivo. La pagina on line è andata temporaneamente in tilt
per i troppi click. Al momento solo il premier Mario Monti non ha ancora
pubblicato on-line la propria dichiarazione patrimoniale. "Si deve dire
che chi guadagna e paga le tasse non è un peccatore, e va guardato con
benevolenza, non con invidia". Lo ha detto il ministro della giustizia
Paola Severino rispondendo ai giornalisti che le ricordavano che il suo reddito
è fra i più alti fra quelli dei ministri. "Chi produce redditi in nero -
ha aggiunto il ministro - deve essere considerato in termini negativi, ma chi
guadagna e paga le tasse deve essere guardato positivamente". Il ministro
ha poi ricordato di aver "pienamente concordato con il presidente del
Consiglio su questa iniziativa" della pubblicazione dei redditi on line.
Slitta a giovedì la comunicazione del ministro della Pubblica Amministrazione,
Filippo Patroni Griffi, sugli stipendi dei supermanager interessati dal tetto
previsto dal dl 'salva-Italia'. Le commissioni Affari Costituzionali e Lavoro
della Camera che stanno esaminando il decreto della presidenza del Consiglio
sulla norma hanno chiesto nei giorni scorsi che venga pubblicata la lista dei
dirigenti interessati. "Ho inviato una circolare - dice il ministro - per
raccogliere i dati che conto di avere giovedì". Elsa Fornero passa da un
reddito di 402 mila euro nel 2010 a uno stipendio nel 2012 da ministro del
Lavoro di 199 mila euro (cui vanno aggiunte una diaria mensile di 129,68 euro e
una giornaliera di 224,895, per un massimo di 15 giorni di permanenza a Roma).
Fornero ha una Toyota Aygo del 2011 e cinque immobili in proprietà o
comproprietà. Ha infine 227 azioni Pirelli, 227 Prelios spa ex Pirelli Real
Estate e 630 Warrant azioni ordinarie Parmalat. Il ministro della giustizia
Paola Severino (nella foto) ha totalizzato nel 2011 (redditi riferiti al 2010)
un imponibile netto di 7.005.649,00 di euro ed ha versato tasse, contributi ed
imposte per 4.017.761,00 di euro. Il compenso annuo lordo per l'attività
ministeriale sarà pari a 195.225,20 euro. Il ministro Severino - secondo i dati
sulla trasparenza pubblicati sul sito del ministero - risulta proprietario di
due appartamenti a Roma e di uno a Cortina d'Ampezzo (gravato di mutuo);
possiede due autovetture e una imbarcazione (in leasing); ha in portafoglio
4.576 azioni Generali e 500 azioni Gbm; e obbligazioni (compresi Btp) per un
valore nominale di oltre quattro milioni di euro. Noto avvocato, il ministro
Severino è anche professore ordinario alla Luiss di Roma, ma ora non riceve
compensi essendo in aspettativa. Il ministro dello Sviluppo economico, Corrado
Passera, nel 2011 ha avuto un reddito complessivo di circa 3,5 milioni di euro,
su cui ha pagato 1,4 milioni di tasse. È quanto emerge dalla posizione
patrimoniale e reddituale pubblicata sul sito del ministero. Da ministro, il
compenso scenderà a 220mila euro circa. Nel patrimonio figurano, tra l'altro,
depositi per 8,8 milioni sostanzialmente derivanti dalla vendita delle azioni
Intesa, azioni, obbligazioni, una casa a Parigi e una Mercedes. Come annunciato
ieri dal premier Mario Monti, dunque, Passera ha pubblicato online il proprio
patrimonio e il proprio reddito. Nel dettaglio, il reddito complessivo
dichiarato dal ministro nel 2011 (anno d'imposta 2010) è stato pari a 3.529.602
euro, con un imponibile di 3.185.043 euro. I beni immobili indicati nella
dichiarazione dei redditi sono un fabbricato di 141 metri quadrati a Parigi e
un terreno di 3.220 metri quadrati a Casale Marettimo (Pisa), detenuti entrambi
al 100%. Nella casella beni mobili figura solo una Mercedes A180 immatricolata
nel 2010. Più corposa la voce relativa agli strumenti finanziari: Passera
possiede azioni della Lariohotels spa, pari al 33% circa (di cui il 21,6% in
nuda proprietà) per un valore patrimoniale complessivo di circa 5 milioni e il
33,33% della Immobiliare Venezia Srl, per un valore di 1,6 milioni. Tra gli
altri depositi figurano, oltre agli 8,8 milioni derivanti dalla vendita delle
azioni Intesa a fine dicembre, titoli obbligazionari per 169mila euro, titoli
obbligazionari in dollari per 23mila euro, polizze vita per 1,28 milioni e
fondo pensione complementare per 3,3 milioni. Il ministro Passera, infine,
registra un indebitamento finanziario (mutui accesi per l'acquisto degli
immobili) pari 2 milioni di euro (importo residuo) con il Banco di Brescia e a
910mila euro (importo residuo) con il Credit Lyonnais. Il ministro degli Esteri
Giulio Terzi di Sant'Agata nel 2012 riceverà per il suo incarico 203 mila euro
lordi. Nel 2010 percepiva 123 mila euro di stipendio, più 214 mila di indennità
da ambasciatore negli Usa. Con la nomina alla Farnesina 'perde' dunque
virtualmente oltre 100 mila euro. Il ministro possiede una Golf del 2012, una
Ford Focus del 2004 e una Harley Davidson 883 del 2005. Ha terreni agricoli a
Curno e Brembate di Sopra (Bg), una villa a Brembate di Sopra e due
comproprietà, a Roma e New York. Nessuna azione. Il ministro Giulio Terzi di
Santagata percepirà nel 2012 uno stipendio di 203.653,44 euro. Nel 2010 il suo
reddito è stato di 123.643 euro, cui si deve aggiungere un'indennità non
reddituale di 214.939,41 euro, percepita per il servizio all'estero come
Ambasciatore d'Italia a Washington. Attualmente Terzi non riveste altri
incarichi oltre a quello di ministro e non riceve altri compensi. Non ha nessun
investimento in strumenti finanziari. Ma ha cinque immobili, tra proprietà e
comproprietà. E' titolare al 100% di circa 30 mila mq di terreni agricoli a
Curno (Bergamo) e Brembate (Bergamo). Inoltre ha la proprietà di una villa con
pertinenze e annesso giardino a Brembate di Sopra (Bergamo) e un garage a
Bergamo. Sono invece in comproprietà, rispettivamente al 75% e al 50%, i due
appartamento del ministro a Roma e a New York. Per il 2010 il ministro della
Funzione pubblica, Filippo Patroni Griffi ha dichiarato un reddito complessivo
di 504.367 euro pagando un'imposta netta di 208.743 euro. È quanto si legge
nella dichiarazione dei redditi 2011 del ministro pubblicata sul sito. Nel 2012
il reddito con l'incarico da ministro dovrebbe dimezzarsi dato che il compenso
annuo lordo sarà di 205.915 euro. Il ministro, secondo quanto si legge sulla
posizione patrimoniale pubblicata sul sito, ha piena proprietà solo di un
fabbricato a Roma di tre vani mentre per altri tre fabbricati e un terreno ha
una nuda proprietà condivisa. Il compenso lordo 2012 del ministro per gli
Affari Europei Enzo Moavero Milanesi, è di 199.788,25 euro e risulta
leggermente inferiore a quanto percepito nel precedente incarico presso il
Tribunale dell'Unione europea, dal quale ha dato le dimissioni: 222.804 euro,
inclusivo delle indennità. Il ministro non ricopre attualmente altri incarichi
e ha sospeso anche le collaborazioni a titolo gratuito che svolgeva presso
alcune università. Moavero possiede al 50% con la sorella la 'Gerundo srl', che
loca alcuni locali commerciali: valore, 213 mila euro. Ha inoltre 100 mila euro
in Btp, circa 200 mila euro in fondi comuni di investimento e circa 200 mila in
gestioni di portafogli di investimento. Il ministro ha inoltre un appartamento
di 11 vani a Roma e due appartamenti contigui a Bruxelles (abitazione della
famiglia). È anche comproprietario con la sorella di un appartamento con box a
Monte Argentario (Grosseto), uno a Roma, una casa con rustico e giardino a
Cavenago d'Adda (Lodi) e due comproprietà condominiali all'8% a Roma. Infine,
il ministro ha un'auto: una Lancia Y del 2001. Lorenzo Ornaghi prevede di
guadagnare 194.813,04 euro lordi nel 2012 come ministro dei Beni culturali. Ma
a differenza dei colleghi di governo, non indica sulla scheda patrimoniale
pubblicata sul sito del ministero i redditi percepiti nel 2010 da professore
ordinario all'Università Cattolica del Sacro Cuore, incarico dal quale è in
aspettativa dallo scorso novembre. Ornaghi dichiara invece la proprietà di tre
appartamenti: uno di 90 mq con box a Villasanta (Monza), una comproprietà al
50% di 60 mq a Porto Valtravaglia sul lago Maggiore e un altro appartamento di
115 mq con box a Concorezzo (Monza). Ornaghi non possiede auto. Ha invece 8.373
azioni Unicredit spa e 1.100 azioni Conafi prestito. Sul conto corrente
bancario ha 25 mila euro e possiede inoltre Btp a diversa scadenza per un
totale di 145 mila euro. Il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri
riceverà nel 2012 per il suo incarico uno stipendio lordo di 183 mila euro,
mentre nulla emerge sui redditi dichiarati nel 2011. Dalla dichiarazione
pubblicata sul sito del ministero risulta che Cancellieri ha la proprietà di cinque
immobili a Milano e due a Roma. Ha inoltre 17 comproprietà: un negozio al 50% a
Milano, nonchéterreni e fabbricati al 20% a Palazzolo Acreide (SR). Possiede
anche 100 azioni della Banca Popolare di Vicenza e una Toyota Land Cruiser del
2001. Il ministro della Difesa Giampaolo di Paola per il suo incarico percepirà
199 mila euro lordi nel 2012 (25 mila nel 2011). Nel 2011 ha ricevuto inoltre
314 mila euro di pensione provvisoria e 29 mila per servizio all'estero. Di
Paola risulta proprietario al 50% di una casa a Livorno di 130 mq. Ha due auto,
una Mercedes Classe B e una Volkswagen Polo CV. Ed è titolare di azioni Enel,
Finmeccanica, Deutesche Telekom. E di Bot/Btp per 150.000 euro, una polizza
assicurativa Generali di 85.000 euro e obbligazioni per 655.000 euro. Per
quanto riguarda le azioni, il ministro ne possiede 398 di Enel, 68 di
Finmeccanica e 14 di Deutesche Telekom. Possiede inoltre alcune quote di fondi
comuni di investimento: 1.468 di Pioneer Paesi Emergenti, pari a 15mila euro, e
5.877 di Pioneer SSF Euro, pari a 30mila euro. Il ministro dell'istruzione
Francesco Profumo nel 2012 riceverà per il suo incarico 199 mila euro lordi. È
in aspettativa non retribuita da professore al Politecnico di Torino. E nel
2010 dichiarava un reddito lordo di 227 mila euro. Profumo possiede 7 tra
proprietà e comproprietà di immobili ad Albissola Mare (Sv), Savona e Torino e
un appartamento al 50% a Salina (Me). Auto: una Lancia Lybra del 2001. E
inoltre azioni di Intesa, Monte dei Paschi, De Longhi, Enel, Telecom Italia,
Unicredit e Finmeccanica. E' di 199.778 euro lo stipendio lordo che percepirà
nel 2012 il ministro Francesco Profumo. In calo rispetto al reddito lordo
dichiarato per il 2010, prima di ricevere l'incarico di governo: 227.512 euro.
Il ministro dell'Istruzione ha la proprietà di una casa a Savona, mentre
possiede al 50% altri due appartamenti, uno a Torino, l'altro a Salina
(Messina). Nella dichiarazione patrimoniale pubblicata sul sito del ministero
compaiono inoltre tre garage in comproprietà al 50% a Torino e un appartamento
e un garage in comproprietà al 25% ad Albissola Mare (Savona). Profumo dichiara
inoltre 894 azioni di Intesa San Paolo, 1.210 azioni di Monte dei Paschi di
Siena e 5.199 di Unicredit, 250 azioni De Longhi e 262 Enel, 3.630 azioni di
Telecom Italia, 137 di Finmeccanica, 250 di Delclima spa. Il ministro ha anche
una quota nel fondo comune di investimento Pioneer euro governativo breve
termine. E la gestione di un portafoglio di investimento Pioneer Investment
Management SGRpA, del valore di 42.070,38 euro. Guadagnava più da dipendente
del ministero che da ministro, Mario Catania. Il titolare delle Politiche
agricole percepirà infatti 211 mila euro nel 2012, mentre nel 2010 ne prendeva
213 mila e nel 2011, prima della nomina, aveva uno stipendio di 280 mila euro.
I suoi risparmi sono tutti investiti in titoli di Stato, per un valore di 450
mila euro. Catania ha inoltre una Volkswagen Golf del 2004. Ed é proprietario
della casa in cui vive a Roma: circa 120 mq. Ha anche la proprietà del 50% di
una casa a Manciano (Gr). Il ministro Mario Catania ha dichiarato per il 2010
un reddito di 213.700 euro, interamente ascrivibile "alla retribuzione da
lavoro dipendente presso il ministero" delle Politiche agricole, da capo
dipartimento delle politiche europee ed internazionali. Nel 2011 gli spettava
una retribuzione lorda annua di 280.600, ma, scrive Catania nella sua
dichiarazione patrimoniale, "per effetto della nomina a ministro la
retribuzione annua lorda è scesa a 211.047,46 euro", reddito previsto per
il 2012. Catania è nato a Roma il 5 marzo 1952. Non è sposato e non ha figli.
E' proprietario dell'appartamento in cui vive a Roma (circa 120 mq) ed ha
inoltre la proprietà del 50% di una abitazione monofamiliare di circa 120 mq
nel comune di Manciano, in provincia di Grosseto. Il ministro guida una
Volkswagen Golf 1600 cc. del 2004. Non é titolare di imprese e non possiede
quote e azioni societarie, ma ha investito i suoi risparmi in titoli di Stato,
per un valore di 450.000 euro. Nel 2010 il ministro dell'Ambiente Corrado Clini
ha percepito un reddito di 173.383 euro come compenso annuo lordo da direttore
generale del ministero dell'Ambiente, incarico per il quale ora è collocato in
aspettativa senza assegni. Leggermente superiore lo stipendio da ministro per
il 2012: 199.778,25 euro. Clini è proprietario del 50% di un appartamento a
Mirano (Venezia) e di una Fiat 500 immatricolata nel 2010. Non possiede azioni.
Il ministro per la Cooperazione Andrea Riccardi percepirà nel 2012 per il suo
incarico 199.778,25 euro. Dal marzo 2011 riceve inoltre una pensione da
professore universitario di 81.154,58 euro. Per un totale di circa 280 mila
euro. Nel 2010 Riccardi dichiarava invece un reddito lordo di 120.309 euro. Il
ministro possiede un appartamento e un terreno a Trevi (Pg) e la nuda proprietà
di un appartamento a Roma, in usufrutto alla madre. E due depositi titoli
presso Unicredit e Monte dei Paschi di Siena. “Il reddito 2012 dipenderà dalla
durata del governo". Questa la nota sulla dichiarazione patrimoniale di
Pietro Giarda. Il ministro per i rapporti con il Parlamento percepisce un
compenso mensile lordo di 16.234 euro. Mentre nel 2010 dichiarava redditi per
262.288 euro. Giarda risulta proprietario di 10 immobili, tra cui quattro baite
un pascolo e un terreno sulle Alpi, ad Alagna Valsesia. Auto: una Seat Ibiza
del 2002. E inoltre 501.411 euro di attività finanziarie. Nel 2010 Piero Giarda
ha dichiarato 262.288 euro totali, esclusi i redditi di pensione: 31.145 euro
da lavoro autonomo, più 4.224 dal possesso di alcuni fabbricati, più i compensi
per gli incarichi in due consigli di amministrazione e un collegio dei
revisori, per 226.919 euro. Il ministro risulta proprietario di 10 immobili,
tra i quali: una antica baita in legno da ristrutturare, tre baitelli in
pietra, un appartamento di 90 mq, un appezzamento di terreno e un terreno da
pascolo, tutti in comproprietà ad Alagna Valsesia (Vercelli). Inoltre un
terreno e fabbricato rurale a Cassina Valsassina (Lc), in comproprietà. Giarda
possiede anche un appartamento a Milano da 175 metri quadri, con box. Tra le
attività finanziarie il ministro annovera azioni in 14 società quotate in borsa
per l'ammontare di 405.306 euro, obbligazioni per 44.063 euro, titoli di stato
e depositi per 51mila 987 euro. In totale le attività finanziarie di Giarda
ammontano a 501.411 euro. Il ministro della Salute Renato Balduzzi guadagnerà
quest'anno 199.778 euro, contro i 143.750 dichiarati nel 2010. Lo rende noto
nella dichiarazione patrimoniale pubblicata sul sito del ministero. Balduzzi
dichiara 11 immobili, in proprietà e comproprietà, ad Alessandria, Molino dé
Torti (Al), Avise (Ao) e Bordighera (Im): tra gli altri anche una cantina. Tre
le auto del ministro, tutte del 2006: una Subaru B9 Tribeca, una Fiat Multipla
e una Fiat Panda. Numerose le azioni possedute. Il ministro per la Coesione
territoriale Fabrizio Barca guadagnerà nel 2012 199.778,25 euro. Una cifra
superiore rispetto al reddito complessivo dichiarato nel 2010, di 160.484,00
euro. Barca, che allega anche dichiarazione dei redditi della moglie Clarissa
Botsford (24.004 euro), ha la proprietà di un fabbricato a Roma di tre vani (70
mq) e uno a Roccagorga, in provincia di Latina (35 mq), in comproprietà al 50%
con la moglie. La moglie è proprietaria di 3 vani (70 mq) a Roma. In comunione
di beni con il coniuge, il ministro dichiara inoltre polizze vita per 117.203
euro, obbligazioni per 112.510 euro e altri strumenti finanziari per 9.735
euro. Sempre in comunione di beni, l'auto di famiglia: una Renault New Kangoo
del 2010 (di proprietà della moglie). Il sottosegretario ai Beni culturali
Roberto Cecchi riceve per il suo incarico uno stipendio annuo lordo di
186.346,54 euro. Nella posizione patrimoniale pubblicata sul sito del ministero
non dichiara invece i redditi degli scorsi anni. Cecchi ricopre anche tre
incarichi a titolo gratuito: componente della commissione scientifica delle
Scuderie del Quirinale, presidente del Comitato scientifico della Fondazione
Città Italia e componente del consiglio generale della Fondazione G.Cini. E' in
aspettativa non retribuita da segretario generale del ministero. Mentre dopo la
nomina a sottosegretario ha dato le dimissioni dagli incarichi di componente
dell'Ufficio di piano presso il ministero delle Infrastrutture e membro del
Comitato tecnico scientifico del commissario delegato per l'emergenza della
mobilità sull'A4. Il sottosegretario dichiara inoltre di non avere azioni, ma
di possedere il 50% di un appartamento di circa 100 mq a Milano e la
comproprietà di due appartamenti a Firenze: il 16,6% di uno di 80 mq e il 33,3%
di uno di 100 mq. Cecchi ha infine un'auto Volkswagen Passat KW103 del 2011 e
una moto BMW R 1200 R del 2010. Arriva anche (con un ritardo dovuto a motivi
'tenici') la dichiarazione dell'altro sottosegretario all'Economia, Vieri
Ceriani. Per il 2012 percepisce "nella presunzione di vigenza della
carica" un compenso lordo annuale di 188.868,91 euro, così come l'altro
sottosegretario all'Economia Gianfranco Polillo. Ceriani dichiara poi di essere
proprietario "al 100%" di due appartamenti a Roma - uno di 7,5 e
l'altro di 9,5 vani -, di due fabbricati e un terreno a Serravalle (PT). Il
sottosegretario ha una moto Morini 350 del 1991, una moto Honda Trasalp del
1989 e, dal 2009, la sua auto è una Peugeot 807. Detiene infine "50 azioni
CSR (valore 1.559,00) e non è titolare di attività patrimoniali, di gestioni
patrimoniali fiduciarie, di portafogli di investimento, né di patrimoni
destinati ad uno specifico affare".

MONTI OTTIMISTA
“Siamo
certamente meno vicini al baratro di quanto non fossimo tre mesi fa e questo è
percepito dai mercati e dal mondo”. Così il presidente del consiglio Mario
Monti, in una conferenza stampa a Bruxelles al termine dell'Ecofin. Il premier
commenta l'accordo della notte sugli aiuti alla Grecia osservando che è
importante perché toglie i rischi immediati di contagio. Adesso sia in Europa
che in Italia, argomenta, è il momento di guardare alla crescita, senza perdere
di vista la necessità di tenere al sicuro i conti. "Adesso sia in Europa
che in Italia, senza perdere di vista nemmeno un momento la necessità di tenere
al sicuro i conti, è il momento di concentrarsi sulla crescita". Francia,
Germania e Stati Uniti hanno avuto "una parte psicologica e uno stimolo
importanti" per l'opera di risanamento avviata dall'Italia per uscire dal
"baratro della crisi finanziaria". "Non trovo che i mercati non
abbiano dato una buona accoglienza" all'accordo sulla Grecia - ha detto il
premier Mario Monti sottolineando che - lo spread é sceso un pelo anche
oggi". Quanto alle Borse, ha osservato che "sono importanti ma non mi
sono mai persuaso che dobbiamo leggere lì il pronostico sull'efficacia delle
misure di politica economia". A suo parere "é coerente che l'impatto
si colga più sulle dinamiche dei tassi e degli spread che sui corsi
azionari". Per un beneficio "quantitativo" per i contribuenti
dalla lotta all'evasione "bisogna aspettare un momento", ma non è
detto che ciò significhi dover aspettare il 2014 visto che qualcosa può essere
fatto anche prima. Monti ha di fatto smentito che nel prossimo Cdm ci saranno
interventi a riduzione delle tasse grazie alle entrate derivanti dall'evasione
fiscale. "Ho letto anche io negli organi di stampa tempi, obiettivi e
scansioni del girare i risultati della lotta all'evasione in benefici per i
contribuenti onesti", ha premesso il presidente del Consiglio in
conferenza stampa a Bruxelles. "Sapete che andiamo coi piedi di piombo,
nell'interesse dei cittadini, e non abbiamo contabilizzato nessun beneficio
dalla lotta all'evasione, ma ce ne attendiamo di robusti di benefici, per le
azioni condotte, per gli strumenti a disposizione e per il cambiamento di
psicologia nel Paese". Tuttavia, ha proseguito, "non ci sarà questo
venerdì nel Cdm, come a leggere alcune speranze parrebbe, una serie di misure
di riforma fiscale rivolte anche a questo obiettivo; c'é un'importante serie di
misure di semplificazione fiscale, e credo che l'azione - che io credo debba essere
necessariamente un po' vigorosa per combattere l'evasione - debba poi rifluire
in beneficio della collettività in termini di finanza pubblica più sicura e
solida, ma anche in termini di beneficio quantitativo ai contribuenti onesti.
Un aspetto del beneficio quantitativo per i contribuenti privati e le imprese -
ha sottolineato Monti - è quello di un sistema fiscale più semplice e su questo
avremo diverse cose nel provvedimento di venerdì". Per quanto riguarda
"invece un ristoro e un ristorno quantitativo dei benefici dall'evasione
bisogna aspettare un momento". Lo stesso premier ha però fatto capire che
un intervento di riduzione delle tasse potrebbe arrivare prima del 2014: è
affrettato dire che "nel 2013 c'é il pareggio di bilancio e quindi solo da
allora si può cominciare a sorridere da parte del fisco", ha spiegato.
"Non è detto" che sia così, ha proseguito, "perché il pareggio
di bilancio, che resta un obiettivo fondamentale per il 2013, può essere
perseguito con varie combinazioni di entrate e uscite e quindi ci riserviamo di
disegnare un profilo tenendo conto di tutte le circostanze, compresa la
legittima aspettativa del contribuente onesto a vedere, non dico premiata la
propria onestà perché l'essere onesti è un dovere", ma perlomeno a vedersi
"riconosciuto" il proprio comportamento. Sull'Ici sui beni
commerciali della Chiesa "siamo in dirittura d'arrivo". Lo ha detto
Mario Monti. "Non so se viaggia con il decreto di venerdì - ha detto
rimandando ai tecnici di Palazzo Chigi - ma è in dirittura d'arrivo".
"Chiediamo scusa - ha ironizzato - se prendiamo tempo di riflettere fino
all'ultimo come per le Olimpiadi". Sarà la Commissione europea, ed in
particolare il commissario Almunia, a decidere sulla eventualità che possa
essere chiesto un rimborso per gli aiuti di stato concessi dall'Italia per la
mancata richiesta di pagamento dell'Ici sugli immobili della Chiesa. "C'é
una disciplina ma è un tema che lascio ad Almunia" ha detto Monti
spiegando come non esiste un obbligo di rimborso. Citando il "clamoroso
caso del 2002, quando la Commissione europea ha ottenuto dalla Gertmania
l'eliminazione delle garanzie alle banche pubbliche che esistevano da un
secolo" Monti ha osservato che "se fosse stato un obbligo, il
rimborso sarebbe stato una bomba nucleare e non sarebbe stato possibile
toglierle".

TASSE E FISCO
I proventi
della lotta all'evasione dal 2014 saranno in parte destinati "a misure
anche non strutturali di sostegno del reddito di soggetti appartenenti alle
fasce di reddito più basse, con riferimento all'incremento delle detrazioni
fiscali per i familiari a carico". Lo prevede la bozza del dl fiscale
all'esame del pre consiglio. Il calo delle tasse, "a decorrere dall'anno
2014", cioè dall'anno successivo al pareggio di bilancio, è legato al
maggior gettito della lotta all'evasione realizzate nel 2012-13 e sarà
condizionato comunque al "rispetto degli obiettivi di finanza
pubblica". Per combattere i giochi illegali e l'evasione nel settore sarà
possibile per gli ispettori dei Monopoli entrare in una sala e 'giocare'. La
bozza del dl Fisco che fissa in 100.000 euro l'anno la dotazione di "un
fondo destinato alle operazioni di gioco a fini di controllo".Gli
appartenenti all'Amministrazione autonoma dei Monopoli di Stato saranno dunque
"autorizzati ad effettuare operazioni di gioco - si legge nella bozza del
dl Fisco - presso locali in cui si effettuano scommesse o sono installati
apparecchi" da gioco "al solo fine di acquisire elementi di prova in
ordine alle eventuali violazioni in materia di gioco pubblico, ivi comprese
quelle relative al divieto di gioco dei minori". Stessa possibilità di
fingersi scommettitori viene data "al personale della Polizia di Stato,
all'Arma dei carabinieri, al Corpo della Guardia di Finanza" che
"agiscono previo concerto con le competenti strutture dell'Amministrazione
autonoma dei monopoli di Stato". Aumenta di sei volte la sanzione per chi
esporta illegalmente capitali all'estero. Passerà infatti dal 5% al 30%, sulla
somma eccedente il limite di valuta esportabile, la multa prevista in caso di
violazioni. "L'Agenzia delle entrate elabora, nell'ambito della propria
attività di pianificazione degli accertamenti, liste selettive di contribuenti,
i quali siano stati ripetutamente segnalati in forma non anonima all'Agenzia
stessa o al Corpo della Guardia di Finanza in ordine alla violazione
dell'obbligo di emissione della ricevuta fiscale o dello scontrino fiscale,
ovvero del documento certificativo dei corrispettivi". "A decorrere
dall'esercizio finanziario 2012 possono partecipare al riparto del 5 per mille
dell'imposta sul reddito delle persone fisiche gli enti che pur non avendo
assolto in tutto o in parte, entro i termini di scadenza, agli adempimenti
richiesti per l'ammissione al contributo, abbiano i requisiti sostanziali
richiesti dalle norme di riferimento; presentino le domande di iscrizione e
provvedano alle successive integrazioni documentali entro il 30
settembre". "L'obbligo di comunicazione delle operazioni rilevanti ai
fini dell'Iva per le quali è previsto l'obbligo di emissione della fattura è
assolto con la trasmissione, per ciascun cliente e fornitore, dell'importo di
tutte le operazioni attive e passive effettuate. Per le operazioni per le quali
non è previsto l'obbligo di emissione della fattura la comunicazione deve
essere effettuata qualora le operazioni siano di importo non inferiore ad euro
3.600, comprensivo dell'Iva". È prevista l' "eliminazione
dell'obbligo di chiedere l'indicazione del domicilio fiscale negli atti
presentati all'Amministrazione finanziaria". "Il debitore può
chiedere che il piano di rateazione" dei debiti fiscali "preveda, in
luogo di rate costanti, rate variabili di importo crescente per ciascun anno".
“A decorrere dal 1° luglio 2012, non si procede all'accertamento,
all'iscrizione a ruolo e alla riscossione dei crediti relativi ai tributi
erariali, regionali e locali, qualora l'ammontare dovuto, comprensivo di
sanzioni amministrative e interessi, non superi, per ciascun credito, l'importo
di euro 30, con riferimento ad ogni periodo d'imposta. La disposizione non si
applica qualora il credito derivi da ripetuta violazione degli obblighi di
versamento relativi ad un medesimo tributo".

MARCHIONNE PRO
BOMBASSEI
Il programma
di Alberto Bombassei "é certamente innovativo e votato al radicale
cambiamento dell'associazione". Lo indica l'ad di Fiat Sergio Marchionne
(nella foto), che dice: "Noi ci riconosciamo in questo processo di
rinnovamento che se dovesse essere completato, porrebbe le basi per un rientro
della Fiat in Confindustria". "Il modo di operare che Confindustria
ha attuato fino ad oggi non basta più", sottolinea l'ad di Fiat con una
nota. "Pur essendo la Fiat uscita da Confindustria riconosco l'importanza
che l'Associazione potrà avere nel rilancio dell'economia italiana",
premette Marchionne, che scrive: "La scelta del futuro presidente è quindi
molto importante. Giorgio Squinzi e Alberto Bombassei sono due persone per bene
e due grandi industriali. Su Squinzi non mi posso pronunciare perché non lo
conosco personalmente. Bombassei, invece, lo conosco molto bene: è un
imprenditore di assoluto valore che guida un'azienda che da anni fornisce
prodotti d'eccellenza alla Fiat, alla Ferrari e da qualche tempo alla Chrysler.
La Brembo è all'avanguardia tecnologica e con una forte vocazione
internazionale". Alberto Bombassei, dice il numero uno del Lingotto
"é un uomo aperto al dialogo, all'innovazione e al cambiamento. Queste sue
doti sarebbero molto utili a Confindustria che dovrà essere profondamente
rinnovata per partecipare da protagonista alla modernizzazione del nostro
Paese, in linea con le riforme che il Governo Monti sta portando avanti".

OCCUPAZIONE
GIOVANILE IN CALO
L'occupazione dei giovani tra i 18 e i
29 anni continua a calare, "nella media dei primi tre trimestri del 2011
ha subito una flessione del 2,5% (circa 80 mila unità)". È quanto ha
affermato il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, nel corso di
un'audizione alla commissione Bilancio della Camera dei deputati. Guardando
alla fascia d'età 15-24 anni la disoccupazione in Italia risulta pari al 31%, "la
più alta dopo la Spagna". E' quanto ha affermato il presidente dell'Istat,
Enrico Giovannini, nel corso dell'audizione alla commissione Bilancio della
Camera dei deputati. Un'analisi dell'Istat, proposta in via sperimentale per il
2005, "mostra come tra i servizi la quota del sommerso economico raggiunga
il 56,8% per l'aggregato degli alberghi e pubblici esercizi e il 52,9% per il
lavoro domestico". Lo ha affermato il presidente dell'Istituto, Enrico
Giovannini, nel corso dell'audizione in commissione Bilancio alla Camera dei
deputati, spiegando che "la rilevanza dell'economia sommersa è molto
diversificata tra le attività", e raggiunge nei settori citati delle
punte.

L’ITALIA
È UN PAESE CORROTTO
"Illegalità, corruzione e malaffare
sono fenomeni ancora notevolmente presenti nel Paese le cui dimensioni sono di
gran lunga superiori a quelle che vengono, spesso faticosamente, alla
luce". Lo ha detto il presidente della Corte dei Conti, Luigi Giampaolino
(nella foto con Napolitano), nel discorso di inaugurazione dell'anno
giudiziario. In Italia e in Europa si assiste ad "una caduta della
compliance. Per la sola imposta sul valore aggiunto per l'Italia si evidenzia
un tax gap superiore al 36%, di
gran lunga il più elevato tra i grandi Paesi europei, con l'eccezione della
Spagna". Il 2011 "sarà ricordato nella storia della finanza pubblica
italiana, per la severità della
situazione economica e per l'affanno con il quale i governi hanno
rincorso i rimedi necessari a fronteggiarla e ad arginarne gli effetti più
devastanti". Lo ha detto il presidente della Corte dei Conti, Luigi
Giampaolino, nel discorso di inaugurazione dell'anno giudiziario. Incarichi e
consulenze restano una spina nel fianco della pubblica amministrazione.
Nonostante le sentenze e le leggi, ci sono ancora "casi macroscopici"
in cui si perseguono "obiettivi personalistici cui è estraneo l'interesse
pubblico". Lo ha detto il procuratore generale aggiunto della Corte dei
Conti Maria Teresa Arganelli.

MOODY’S
BOCCIA
Moody's ha
abbassato il rating o rivisto le prospettive (outlook) su 114 banche europee
appartenenti a 16 Paesi diversi. Lo si legge in una nota. Tra gli istituti
colpiti 24 sono italiani. Le azioni sui rating riflettono, afferma Moody's,
"la pressione combinata" derivante in primo luogo dall' "avverso
e prolungato impatto della crisi dell'area dell'euro che rende il contesto
operativo molto difficile per le banche europee", in secondo luogo dal
"deterioramento del merito di credito dei rating sovrani, che ha portato
all'aggiustamento dei rating di nove Paesi lo scorso 13 febbraio" e infine
dalle "sfide importanti" che dovranno affrontare le banche con
"significative attività sui mercati dei capitali". Queste difficoltà,
secondo Moody's, non riescono ad essere compensate dalla presenza di fattori
positivi come il supporto offerto dai governi al sistema bancario e la politica
monetaria accomodante. Moody's ha tagliato il rating dell'Eni e delle Poste da
A2 ad A3, mantenendo negative le prospettive, e ha rivisto da stabile a
negativo l'outlook di Finmeccanica. Lo si legge in una nota dell'agenzia in cui
si spiega che la decisione fa seguito all'abbassamento del rating dell'Italia
da A2 ad A3 decisa lo scorso 13 febbraio. Moody's ha rivisto il giudizio su 9
gruppi assicurativi europei. L'agenzia di rating ha abbassato il rating di
Unipol, Generali, Mapfre, Caser e Allianz Spa a causa "degli investimenti
e dell'esposizione operativa in Italia e Spagna" mentre ha rivisto
l'outlook di Allianz Se, Axa, Aviva a causa dell'indebolimento delle condizioni
economiche e delle prospettive per l'Eurozona. Sotto osservazione per un
possibile downgrade anche Scottish Widows, Clerical Medical e Sns Reaal. - Sono
in tutto 24 le banche italiane, molte sono comunque società controllate e di
piccole dimensioni, colpite dalla scure di Moody's: il maggior numero in
Europa. L'Italia precede Spagna (21 istituti colpiti), Francia (10) e Gran
Bretagna (9). Diverse sono le istituzioni finite nel mirino dell'agenzia in
Austria, Danimarca, Germania, Olanda e Portogallo. In Svizzera due le banche
sotto revisione, mentre in Belgio, Finlandia, Lussemburgo e Norvegia solo una.
Nelle 19 pagine dedicate ai tagli da Moody's, spunta un nuovo acronimo
destinato a diventare familiare: RuR Down (Rating under Review for Downgrade,
rating sotto osservazione in vista di un nuovo taglio), che rappresenta un
peggioramento rispetto anche al precedente outlook negativo. Nel dettaglio, il
RuR Down tocca alle italiane capogruppo Banca Carige, Banca della Marca Credito
Cooperativo, Banca delle Marche, Banca Monastler e del Sile, Monte dei Paschi
(che c'era già prima), Bnl, Banca Poolare Alto Adige, Banca popolare di
Cividale, Banca popolare di Marostica, Banca popolare di Spoleto, Banca Sella,
Banca Tercas, Banco Popolare, Cassa di Risparmio di Bolzano, Cassa di Risparmio
della Provincia di Chieti, Cassa di Risparmio di Cesena, Cassa di Risparmio di
Parma e Piacenza, Credito Emiliano, Credito Valtellinese, Iccrea Bancaimpresa,
Intesa Sanpaolo, Unicredit, Ubi Banca e Unipol Banca. Si 'salvano',
restando con l'outlook negativo, solo Cassa Depositi e Prestiti e l'Istituto
Servizi Mercato Agricolo Alimentare (Ismea), entrambe a controllo pubblico. Le
Borse europee faticano sotto le incertezze per il salvataggio della Grecia e le
azioni di Moody's su banche, assicurazioni e società europee e sui big del
credito mondiale. Maglia nera è Madrid (-2,5%), davanti a Milano (-1,8%) e
Francoforte (-1,1%) mentre le perdite degli altri listini si attestano sotto il
punto percentuale, con l'eccezione di Atene (-2,9%). In Borsa soffrono banche,
auto, assicurazioni e materie prime mentre sul mercato dei titoli di stato si
registra un allargamento degli spread con i Bund tedeschi da parte dei Paesi
periferici, con il Btp decennale italiano che si mantiene a ridosso dei 400
punti base. Male Bbva (-4,7%) assieme agli altri istituti spagnoli, oggetto di
divieto di vendite allo scoperto, scivola Abb (-4,3%) dopo i profitti sotto le
attese nel quarto trimestre del 2011 (830 milioni di dollari). I titoli
dell'auto sono penalizzati dal calo delle vendite a gennaio in Europa, con Fiat
(-3,2%) e Peugeot (-4,5%) che segnano i ribassi più consistenti. Bene invece
Renault (+3,1%) grazie ai conti. Si appesantisce ancora Piazza Affari, oggi tra
i peggiori listini del Vecchio Continente. Il Ftse Mib cede l'1,98% sotto
zavorrata dall'Enel (-5,47%), Unipol (-4,44%), Mediobanca (-4,24%) e Fiat
(-3,81%). Borse asiatiche in calo sui timori per il salvataggio della Grecia e
dopo l'annuncio di Moody's che potrebbe tagliare il rating delle banche
mondiali a causa dei crescenti costi della raccolta generati dalla crisi del
debito sovrano in Europa. Tokyo ha chiuso in calo dello 0,24%, Hong Kong cede
lo 0,61% mentre Seul (-1,38%) e Sydney (-1,68%) sono stati i listini peggiori.
Lo spread tra Btp e Bund tedesco si é riportato decisamente sotto quota 400
punti, attestandosi, intorno alle 13, a 394. In discesa il rendimento del Btp,
al 5,77%.

LA TASSA SUGLI IMMOBILI
"Secondo nostre stime sugli
introiti dell'Ici sugli immobili commerciali della Chiesa l'importo complessivo
dovrebbe attestarsi tra i 500 e i 600 milioni di euro, anche se uno studio
dell'Ifel parla di 1 miliardo di euro": lo ha reso noto il presidente
dell'Anci Graziano Delrio al termine di un Ufficio di Presidenza
dell'Associazione tenutasi questa mattina. Sarebbe stato opportuno, ha detto
ancora Delrio, "che su questo tema il governo discutesse anche con
noi", in ogni caso "é bene ricordare che l'intenzione dell'esecutivo
è aderente con le direttive Ue, e allo stesso tempo anche la Chiesa si è detta
disponibile a discutere". L'emendamento sull'Ici proposto dal premier
Monti "costituisce un progresso sensibile". Lo ha detto il portavoce
del commissario Ue alla Concorrenza Almunia. "Una volta approvato, sarà
attentamente esaminato. L'emendamento ci sembra un progresso sensibile e noi
speriamo di potere chiudere la procedura di infrazione contro l'Italia".
''Si è parlato di tutto ma non di Ici''. Lo ha riferito ai giornalisti
l'ambasciatore dell'Italia presso la Santa Sede, Francesco Maria Greco, al
termine dell' incontro bilaterale Governo-Chiesa in occasione dell'anniversario
della firma dei Patti Lateranensi. Il premier Monti ha invece lasciato
l'incontro senza rilasciare commenti. ''Non può essere il problema dell'Ici a
mettere in discussione o ad inquinare i rapporti che ha lo Stato italiano con
la Chiesa''. Lo ha detto il presidente del Senato Renato Schifani al termine
delle celebrazioni dei Patti Lateranensi. "Se il Governo ha individuato
delle norme non punitive nei confronti della Chiesa le valuteremo con favore".
Così il segretario del Pdl, Angelino Alfano in merito all'emendamento per il
pagamento dell'Ici anche per alcuni immobili della Chiesa. "Non abbiamo
ancora visto il testo - ha concluso Alfano - ma non abbiamo nessun
pregiudizio".