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IL GELO SIBERIANO SULL’ITALIA

Considerando il peggioramento delle condizioni meteo il comune di Roma ha deciso, con decorrenza immediata, anche la chiusura di tutti gli uffici pubblici. Resteranno aperti solo gli uffici comunali di pronta emergenza: cioè vigili urbani, protezione civile, servizi sociali. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno firmerà l'ordinanza per disporre la chiusura delle scuole a Roma per la giornata di domani in considerazione delle previsioni meteo. La protezione civile di Roma. ha infatti diramato lo stato di allarme a tutte le strutture operative. "Dopo la proclamazione dello stato di allarme da parte della Protezione Civile conseguente al peggioramento delle condizioni atmosferiche, d'intesa con il Prefetto e sentita la direzione regionale del Ministero dell'Istruzione, abbiamo disposto di chiudere le scuole". Lo si legge nella nota del Campidoglio. "La proclamazione dello stato di allarme, infatti, -prosegue la nota- consente anche di chiudere le scuole, andando oltre la semplice ordinanza di ieri di sospensione dell'attività didattica. Invitiamo tutti i cittadini a evitare i movimenti inutili e a fare riferimento per qualsiasi evenienza al numero verde 800 854 854 della Protezione civile". Il Colosseo, il Foro Romano e il Palatino sono stati chiusi per precauzione sotto la fitta nevicata che sta cadendo su Roma. Lo ha riferito la direttrice del Colosseo, Rossella Rea. "Lo facciamo sempre in caso di nevicate, per il rischio di gelate - ha spiegato -. In questi casi l'acqua ristagna, si formano della lastre di ghiaccio e i visitatori rischiano di cadere e farsi male. Vediamo come evolve il tempo: se domani nevica resteremo chiusi". Rea ha negato che la chiusura sia legata al rischio di crolli al Colosseo. La nevicata in corso su Roma non risparmia la Città del Vaticano, che si è già ricoperta di un leggero strato nevoso. Già quasi completamente imbiancata è Piazza San Pietro, dove sparuti gruppi di turisti non rinunciano all'insolito spettacolo. Ricoperti di bianco anche la cupola della basilica, il tetto della Sistina, quelli del Palazzo apostolico e degli altri palazzi vaticani, come pure il tradizionale presepe e l'albero di Natale che campeggiano vicino all'obelisco di Piazza San Pietro. Il maltempo oggi non ha rallentato gli impegni del Papa, che ha ricevuto in udienza un gruppo di vescovi degli Stati Uniti in visita Ad Limina e il prefetto dell'ex Sant'Uffizio, card. William Levada. Ha fatto però rinviare a data da destinarsi l'udienza che Benedetto XVI avrebbe dovuto tenere domani mattina nell'Aula Paolo VI con circa settemila giovani, provenienti anche dall'estero, partecipanti all'incontro mondiale dei "Giovani della pace" promosso dal Sermig. Al momento non si registrano disagi. Freddo e maltempo continuano a interessare tutta Italia; alcune zone sono di fatto paralizzate. Resta l'allerta meteo per la neve sulle regioni centrali tanto che Viabilità Italia del Ministero dell'Interno ha invitato gli automobilisti a non mettersi in viaggio in queste zone. Al nord invece, dove ora non nevica più, le temperature sono polari (a Torino -5, a Trieste -6, in Liguria -10, a Milano -7, dove ieri è morto per assideramento un senzacasa), e si teme per il ghiaccio. Sul Monte Rosa si sfiorano i -30 gradi. Gelo anche in parte della Sardegna. Tutte le linee ferroviarie - hanno reso noto le Fs - sono aperte, non si registrano particolari criticità. Situazioni di disagio si stanno verificando in alcuni tratti autostradali dove è scattato il piano neve che prevede anche il blocco dei tir. Fra l'altro - segnala Autostrade per l'Italia - continua a nevicare sull'A24 ed A25; qui i mezzi pesanti vengono fermati rispettivamente a Tivoli (direzione L'Aquila), Teramo (direzione Roma) e Villanova (direzione Roma). Ai veicoli commerciali che si stanno dirigendo dall'area toscana verso il sud, non è consentito di proseguire lungo l'autostrada A1 causa nevicate in atto tra Valmontone e Ceprano. A Roma, la neve è caduta anche questa notte; in particolare, nella zona nord dove ha raggiunto i 5 centimetri; 3 centimetri invece nella zona nord-est della capitale. In provincia, in Ciociaria é emergenza neve; a Frosinone si sono già accumulati dieci centimetri e si registrano problemi per la circolazione. Imbiancata l'autostrada A1 Roma-Napoli, dove resta il divieto d'accesso per i mezzi pesanti, e dove sono entrati in azione gli spazzaneve; a Fiuggi, dove la coltre nevosa ha raggiunto 30 centimetri, si registrano disagi al traffico e l'impossibilità per migliaia di pendolari di raggiungere i posti di lavoro. Una forte nevicata ha imbiancato Ancona, dove è stato disposta per oggi la chiusura delle scuole. Nel tratto ferroviario marchigiano la circolazione subisce forti rallentamenti, dai 50 ai 90 minuti, con alcuni treni soppressi e un convoglio proveniente dall'Umbria che è rimasto bloccato per ore all'altezza della frazione di Cancelli, a Fabriano.  Mezzi spartineve e spargisale sono al lavoro in tutta la regione; decine di famiglie nell'entroterra di Pesaro Urbino sono senza elettricità. Il Molise è paralizzato dal maltempo, le scuole sono chiuse; solo a Campobasso sono caduti 40 centimetri di neve, un metro e mezzo in località al di sopra dei mille metri. Le scuole sono rimaste chiuse stamane in più di ottanta comuni, anche quelli a ridosso della costa. I mezzi spartineve di Anas, Province, Comuni sono rimasti in azione per tutta la notte senza sosta. Gran lavoro per protezione civile e vigili del fuoco: decine gli interventi per soccorre automobilisti rimasti bloccati. Diverse abitazioni di campagna risultano isolate. È arrivata in Alto Adige l'ondata di gelo che investe l'Europa: a Predoi la temperatura è scesa a -21,3 gradi. In gran parte delle località altoatesine il cielo è sereno con temperature però molto inferiori alle medie stagionali. Tra le località più fredde, San Martino in Badia ha raggiunto i -16,2, Selva Gardena i -14,4 e Valles i -14,2. Un 46enne di Isernia è stato trovato morto nella sua auto ferma sulla Statale 17 nei pressi di Cantalupo nel Sannio (Isernia). L'ipotesi più probabile è che sia stato colto da malore. L'auto era coperta di neve. A rinvenire i cadavere sono stati i carabinieri. Sul posto anche i Vigili del Fuoco per rimuovere il mezzo. La vittima si chiamava Vincenzo Tamburro era un autista di pullman. Lavorava per conto di una ditta di Roccamandolfi (Isernia). Questa mattina era uscito da casa per raggiungere il luogo di lavoro, ma la strada era impraticabile e all'altezza di Cantalupo nel Sannio, sulla Statale 17, aveva invertito il senso di marcia per rientrare a Isernia dove non è mai arrivato perché colto da malore. Secondo quanto si è appreso non era da solo, ma con un collega che ha chiamato i soccorsi, ma non c'é stato nulla da fare. In Emilia-Romagna si viaggia sul 70% dei treni regionali, ma l'emergenza resta grave su tutta la rete regionale e, nello specifico, sul nodo bolognese. Uniche eccezioni, le tratte comprese fra Parma e Piacenza, Ferrara e Padova e Bologna-Verona, dove al momento il livello è di "emergenza lieve". Questa, secondo Trenitalia, è la situazione dei convogli alle 12. Il programma di circolazione dei treni regionali attuato ieri é stato confermato, con almeno due convogli all'ora sulle principali linee della regione e il mantenimento di quelli a lungo raggio che si fermeranno anche nelle stazioni previste dai treni cancellati. In particolare: sulla linea Bologna-Piacenza potranno essere cancellati i treni con origine/termine corsa a Parma; sulla Bologna-Rimini potranno essere cancellati i treni con origine/termine corsa da stazioni diverse da Rimini; sulla Bologna-Venezia potranno saltare i collegamenti con origine/termine corsa da stazioni diverse da Padova o Venezia; lungo la Bologna-Verona potranno essere cancellati i treni con origine/termine corsa a Crevalcore o Poggio Rusco; sulla linea Bologna-Prato i treni avranno origine/termine corsa nella stazione di Bologna San Ruffillo; sulla Bologna-Ravenna prevista la cancellazione dei collegamenti diretti; programmati interscambi a Castel Bolognese, stazione raggiungibile con i convogli della linea Bologna-Rimini. Ulteriori provvedimenti di circolazione, con possibili treni annullati, potrebbero scattare sulle linee regionali con traffico minore. Intanto nella notte, sempre causa neve e gelo, un regionale partito da Bologna e diretto a Rimini è rimasto fermo tra l'1.30 e le 4 nella stazione di Forlì. A bordo c'erano sei passeggeri. Trenitalia ha inviato un locomotore diesel sostitutivo per proseguire il viaggio fino a Rimini. Dietro al regionale viaggiava un Intercity notte Bologna-Bari, stoppato a sua volta. Aveva a bordo circa 150 persone che sono rimaste ferme in attesa della fine delle operazioni di soccorso. In Romagna ha ripreso a nevicare forte. A Forlì la coltre bianca ha oramai raggiunto gli ottanta centimetri di altezza e le strade urbane e suburbane sono difficilmente praticabili. Nelle foto da sinistra la neve a piazza del Popolo a Roma e nei giardini pubblici di piazzale della Vittoria nel centro di Forlì.

 

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EUROPA SOTTO ZERO

L'Europa resta nella morsa implacabile del gelo e della neve, che in una settimana ha provocato centinaia di morti, in massima parte senzatetto o abitanti in case precarie e prive di adeguato riscaldamento. I più colpiti dall'emergenza sono i Paesi dell'Europa centrorientale e dei Balcani, in primo luogo Ucraina, Polonia, Serbia, Bulgaria, Romania, nei quali si registra la quasi totalità delle vittime. Difficile la situazione anche in Germania e Austria, dove tuttavia non si registra un elevato numero di vittime. È di 101 morti in sette giorni, di cui 38 nelle ultime 24 ore, il numero delle vittime dell'ondata di gelo che sta flagellando l'Ucraina. In almeno 64 casi si trattava di senzatetto. Secondo il ministero delle Emergenze della repubblica ex sovietica 11 persone sono decedute in ospedale e 26 nelle loro abitazioni. Si tratta dell'inverno più rigido degli ultimi sei anni in Ucraina. Nella maggior parte delle regioni della repubblica ex sovietica, difficilmente si scende al di sotto dei 15 gradi sottozero, ma quest'anno il termometro segna temperature abbondantemente inferiori ai -20, con minime fino a -33. Il governo ha fatto sapere di aver allestito 2.940 tende riscaldate per far fronte all'emergenza, e altre 113 dovrebbero essere pronte nelle prossime ore. Il freddo intenso ha causato altri nove morti in Polonia nelle ultime 24 ore, portando a 29 il bilancio delle vittime dall'inizio dell'emergenza gelo venerdì scorso. In totale, sono 67 in Polonia le persone morte a causa del freddo dallo scorso novembre. La notte scorsa a Suwalki, nel nordest del Paese, sono stati registrati -28 gradi, e stando alle previsioni la temperatura calerà ancora fino a domenica. Anche in Polonia numerose scuole restano chiuse, mentre in molte città si distribuiscono gratuitamente cibo e bevande calde ai più bisognosi. In Serbia, dove ha ripreso a nevicare con insistenza, 11.500 persone sono isolate in 6.500 case di una quindicina di villaggi tagliati fuori da ogni tipo di collegamento col mondo esterno per l'enorme quantità di neve caduta. Le autorità hanno decretato in tali località lo stato di emergenza, intervenendo in molti casi con gli elicotteri per i rifornimenti e l'evacuazione di abitanti in particolare difficoltà. Anche in Serbia il gelo non dà tregua, con temperature fra i -10 e i -20, e punte estreme fino anche a -36. Circa 7 mila allievi non si recano a scuola da alcuni giorni, mentre a Belgrado gli autisti di tram e autobus del trasporto pubblico consentono ai senzatetto e a persone particolarmente bisognose di passare l'intera giornata girando in continuazione sui mezzi pubblici, senza pagare il biglietto. Anche in Romania continua l'emergenza-gelo con altre 8 vittime nelle ultime 24 ore, 22 in tutto in una settimana. Le temperature si mantengono molto basse, con punte fino a -30. Migliaia di militari sono stati mobilitati per operazioni di soccorso e pulizia delle strade. In Bulgaria, dove le vittime sono finora undici, oltre mille scuole sono chiuse, con il Danubio parzialmente gelato. Prosegue l'ondata di gelo anche in Grecia, dove un centinaio di villaggi montani sono isolati per le abbondanti nevicate. A Mosca, la minima di -24 della notte scorsa, con punte di -28 nell'hinterland, non ha provocato problemi eccessivi, in una città che ha grande esperienza nell'affrontare neve e gelo.

 

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MONTI SULLA MOBILITÀ NEL LAVORO

Una frase presa "fuori dal contesto può prestarsi ad equivoco, quello che volevo dire è che i giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso tuta la vita, mentre gli italiani in genere hanno troppa diffidenza verso la mobilità". Così Mario Monti nel videoforum su 'Repubblica.it'. Ad una domanda fatta da un lettore del sito sulla frase pronunciata a Matrix, il presidente del consiglio ha detto: "Immagino che sia tra i più benevoli, perché una frase come quella presa fuori dal contesto può prestarsi ad equivoco: se per posto fisso intendiamo un posto che ha una sua stabilità e tutele ha delle tutele certo è un valore positivo". Quello che volevo dire, ha aggiunto, è che "i giovani devono abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso tuta la vita, non avranno cioè un lavoro stabile presso un datore di lavoro, come capitava alla mia generazione o a quelle precedenti, un posto stabile presso un unico datore di lavoro o con la stessa sede per tutta la vita o quasi. Dovranno abituarsi a cambiare spesso luogo e tipo di lavoro e anche Paese e questo non è da guardare con spavento come una cosa negativa". Insomma "il cambiamento è da guardare positivamente e non negativamente". "Il governo prenderà una decisione al riguardo nei tempi stabiliti e cioè entro metà febbraio e quindi, siccome il tema è così importante, non mi sembra giusto darvi nessuna anticipazione, che sia positiva o negativa" a questo proposito. Così il premier Mario Monti sulla candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020.

 

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FORNERO: RIFORMA COMUNQUE

Incontro a palazzo Chigi tra il premier Mario Monti, il leader del Terzo Polo Pier Ferdinando Casini, quello del Pdl Angelino Alfano e il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. I capigruppo del Pdl di Camera e Senato Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto e l'ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi sono stati ricevuti a palazzo Chigi dove era presente il ministro del Welfare Elsa Fornero. La riforma del mercato del lavoro è ''un treno'' che l'Italia non può perdere e il governo la farà con o senza l'accordo con le parti sociali. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero, lo dice chiaramente al tavolo a Palazzo Chigi con le organizzazioni sindacali e imprenditoriali. Divise sull'articolo 18 e la possibilità di un intervento di modifica, per il quale si schiera Confindustria che, secondo il leader Cgil Susanna Camusso, ''si fa prendere un po' la mano sull'idea che si possano avere delle scorciatoie sui licenziamenti''. Una riforma che il ministro battezza: dopo gli interventi del governo 'Salva Italia' e 'Cresci Italia', propone di chiamarla 'Resta e cresci in Italia'. Il dialogo proseguirà, tra una decina di giorni ci sarà un nuovo incontro, dice il ministro che assicura ''la piena disponibilità di ascolto'' ma al tempo stesso evidenzia ''la piena determinazione del Governo a realizzare una riforma incisiva nel volgere di poche settimane''. I tempi sono stretti: ''Ci sono due-tre settimane per chiudere, più due che tre'', precisa. E ci sono ''i vincoli europei'': le priorità della riforma ''debbono essere perseguite'' nel loro ''più rigoroso rispetto'', evidenzia ancora Fornero. Al termine del tavolo, il ministro parla di un ''incontro contrassegnato da un clima positivo e di collaborazione'': la riforma del mercato del lavoro ha ''obiettivi generali condivisi, mi sento di dire, da tutti i partecipanti: lotta alla disoccupazione, in particolare giovanile, oggi al centro dell'attenzione europea, aumento dell'occupazione femminile, innalzamento dei livelli retributivi attraverso la crescita della produttività''. Fornero li indica in una nota che diffonde a conclusione dell'incontro durato circa tre ore. È invece il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a riferire che ''sul tavolo c'è il tema'' dei licenziamenti per motivi economici e quindi del reintegro e dell'articolo 18. ''Il ministro ha parlato di licenziamenti per motivi economici, senza il reintegro ma solo con l'indennità di licenziamento'', afferma Marcegaglia. Che sull'articolo 18 è altrettanto chiara e si schiera sulla posizione del governo indicata dal premier Mario Monti: ''Non deve essere più un tabù'', crea ''una dicotomia drammatica, pesantissima''. E propone di arrivare alla ''formulazione'' che preveda il reintegro ''per tutti i casi di licenziamento discriminatorio. Negli altri una indennità di licenziamento''. I sindacati non ci stanno: ''invitiamo il governo ad una maggiore cautela sia nel modo di parlare che nel modo di agire'', dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni: l'articolo 18 non va ''soppresso ma va mantenuta la sua civile e importante funzione''. L'articolo 18 non si tocca per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: ''Il problema che abbiamo non è quello dei licenziamenti, è invece quello di come si crea lavoro in questo Paese''. Il numero uno della Uil, Luigi Angeletti, dice: ''Non abbiamo totem, abbiamo delle ragioni''. E boccia l'ipotesi di ridurre il reintegro ai casi di discriminazione ma riconosce che nei casi di crisi aziendali e ristrutturazioni ''un motivo c'è non fa piacere ma c'è''. Sindacati e imprese comunque garantiscono la volontà di trattare con il governo. Fornero chiede di distinguere tra ''flessibilità 'cattiva', da eliminare, e flessibilità 'buona', da valorizzare; parla del ''riordino'' degli ammortizzatori sociali, con un'apertura verso la posizione delle parti sociali, ''attraverso una più uniforme distribuzione delle tutele, sia fra segmenti del mercato sia durante il ciclo di vita delle persone''. E sottolinea l'importanza dell'apprendistato, ''che dovrà diventare la forma tipica di ingresso dei giovani'' e della formazione.

 

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DECRETO SEMPLIFICAZIONI

Via libera del Consiglio dei ministri al decreto legge sulle semplificazioni. È quanto si apprende da fonti di governo. L'Esecutivo ha dato, a una settimana dal primo esame, l'ok al testo nella sua versione definitiva. Via 333 leggi dall'ordinamento italiano. Lo prevede l'articolo 65 di una nuova bozza del provvedimento sulle semplificazioni. La prima norma che sarà abrogata è del 1947. Si va dalla legge sui prospetti paga a norme di singoli atenei o a disposizioni per Expò già fatte. Torna inoltre la 'social card': è prevista una "sperimentazione finalizzata alla proroga del programma 'carta acquisti'". Il progetto interesserà i "Comuni con più di 250.000 abitanti" ed è prevista una dotazione di risorse per 50 milioni di euro. Il credito d'imposta per ogni lavoratore assunto nel Mezzogiorno a tempo indeterminato, introdotto lo scorso anno con il decreto di maggio potrà valere fino al 2013. L'assunzione deve essere operata, per godere del credito di imposta, non più nei dodici mesi successivi alla data del decreto di maggio 2011 ma nel giro di "ventiquattro mesi". Il credito d'imposta per ogni lavoratore assunto nel Mezzogiorno a tempo indeterminato, introdotto lo scorso anno con il decreto di maggio potrà valere fino al 2013. L'assunzione deve essere operata, per godere del credito di imposta, non più nei dodici mesi successivi alla data del decreto di maggio 2011 ma nel giro di "ventiquattro mesi". È quanto prevede una nuova bozza del provvedimento sulle semplificazioni che il Cdm dovrebbe esaminare venerdì. I documenti di identità "sono rilasciati o rinnovati con validità fino alla data, corrispondente al giorno e al mese di nascita del titolare, immediatamente successiva alla scadenza che sarebbe altrimenti prevista per il documento medesimo". È quanto si legge nell'articolo 7 della bozza del provvedimento sulle semplificazioni nella quale si specifica anche che la nuova disposizione "si applica ai documenti rilasciati o rinnovati dopo l'entrata in vigore" del decreto. I tir continueranno a non circolare nei giorni "festivi" ma viene eliminata la norma che prevedeva il divieto di circolazione nell'eventuale o eventuali giorni precedenti o successivi ai giorni festivi. Il divieto di circolazione dei camion potrà essere deciso anche per altri giorni, "in aggiunta a quelli festivi, da individuarsi in modo da contemperare le esigenze di sicurezza stradale, connesse con le prevedibili condizioni di traffico, con gli effetti che i divieti determinano sulla attività di autotrasporto nonché sul sistema economico produttivo nel suo complesso". Stop al condono per i cartelloni politici abusivi. Lo prevede un emendamento del governo presentato in Commissione alla Camera durante l'esame del dl Milleproroghe. La misura sopprimerebbe una norma precedentemente approvata dai deputati. Pane sempre fresco, anche di domenica. L'articolo 43 della bozza del decreto Semplificazioni prevede infatti la "soppressione del vincolo in materia di chiusura domenicale e festiva per le imprese di panificazione di natura produttiva". Su richiesta del ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, oggi in Consiglio dei ministri è stata stralciata dal decreto sulle semplificazioni la norma che prevedeva autorizzazioni più facili per le sale cinematografiche entro i 3.000 posti. La norma, presentata dallo stesso ministro venerdì scorso insieme ad un altro pacchetto di disposizioni per i beni culturali, aveva suscitato polemiche nel settore del cinema. Ornaghi, conferma in una nota l'ufficio stampa del ministero per i Beni culturali, "in sede di approvazione definitiva del decreto in materia di semplificazioni, ha ritenuto opportuno procedere, dopo aver preso atto delle molteplici e differenti osservazioni sollevate da più parti, alla richiesta dello stralcio del provvedimento relativo all'apertura di nuove sale cinematografiche al di sotto di 3.000 posti. La pausa di approfondimento, conclude la nota, consentirà di ascoltare le valutazioni di tutte le parti interessate a favorire uno sviluppo armonico e condiviso del settore cinematografico".

 

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CASO LUSI

Arturo Parisi (nella foto) già deputato della Margherita e attualmente esponente del Pd, è stato interrogato per due ore al Palazzo di Giustizia come persona informata sui fatti nell'ambito dell'inchiesta che ha coinvolto Luigi Lusi, l'ex tesoriere della Margherita che ha confessato di aver sottratto 13 mln di euro. Ad ascoltare Parisi, il procuratore aggiunto Alberto Caperna e il pubblico ministero Stefano Pesci. Al centro dell'interrogatorio, le dichiarazioni fatte qualche giorno fa da Parisi, quando disse d'aver espresso nel 2011 perplessità sui bilanci quando si riunì l'assemblea della Margherita. I magistrati hanno in programma di sentire nei prossimi giorni altri esponenti della Margherita, tra cui Renzo Lusetti e Enzo Carra, tra i firmatari di un ricorso presentato al Tribunale civile di Roma per impugnare la validità dei rendiconti relativi al periodo 2009-2010. Secondo il legale di Francesco Rutelli intanto, è inadeguata e non utilizzabile per un accordo la fidejussione proposta dall'ex tesoriere della Margherita. "Allo stato la proposta fatta da Lusi non regge - afferma Titta Madia -. Se non verrà offerta una seria garanzia nei prossimi giorni saranno chiesti al pubblico ministero adeguati provvedimenti cautelari nei riguardi dell'ex tesoriere". Per il momento il penalista ha anche spiegato che da parte di Rutelli e degli altri non è stata fatta la richiesta di sequestro di beni in possesso di Lusi. "Vogliamo avere ancora qualche giorno di pazienza. - ha detto Madia - è probabile che lunedì formalizzeremo quali sono le nostre intenzioni". Sul fronte politico intanto, l'Idv di Antonio Di Pietro annuncia un disegno di legge che prevede "il dimezzamento degli attuali rimborsi elettorali e l'ammissibilità a ricevere questi rimborsi solo per quelle forze politiche che, nelle elezioni corrispondenti, abbiano totalizzato almeno il 2% dei voti validi''.

 

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BERLUSCONI NON SI RICANDIDA

"Ormai mi sono fatto da parte, anche nel mio partito". L'ex premier Silvio Berlusconi conferma così, in un'intervista al Financial Times, di non avere alcuna intenzione di ricandidarsi a palazzo Chigi. I sondaggi mi danno un gradimento maggiore di quello di Angela Merkel e Nicolas Sarkozy. Ne è convinto Silvio Berlusconi, che, in un'intervista al Financial Times spiega di aver intenzione di rimanere influente dietro le quinte, come padre fondatore del partito. Ma poi non esclude di potersi ricandidare al Parlamento, sostenendo di avere sondaggi che gli danno un gradimento maggiore della Merkel e Sarkozy. "Se vado per strada blocco il traffico. Sono un pericolo pubblico, non posso uscire a fare shopping". Così Silvio Berlusconi si descrive al Financial Times, assicurando di avere una popolarità pari al 36% di gradimento.

 

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STRAGI NAZISTE

"Applicheremo tutte le questioni inerenti a questo giudizio in collaborazione con i nostri amici italiani, nello spirito di relazioni bilaterali strette e di piena fiducia". Lo afferma il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle commentando la sentenza della Corte dell'Aja sulle stragi naziste. La Corte internazionale di giustizia dell'Aja ha accolto il ricorso della Germania contro l'Italia per ottenere il blocco delle indennità alle vittime dei crimini nazisti. Secondo la sentenza l'Italia ''ha mancato di riconoscere l'immunità riconosciuta dal diritto internazionale'' a Berlino per i reati commessi dal Terzo Reich. La lettura della sentenza è durata 80 minuti. La Corte ha accolto tutti i punti di ricorso presentati dalla Germania che accusava l'Italia e il suo sistema giudiziario di "venire meno ai suoi obblighi di rispetto nei confronti dell'immunità di uno stato sovrano come la Germania in virtù del diritto internazionale". La Corte dell'Aja ha poi concordato con la richiesta di Berlino di "ordinare all'Italia di prendere tutte le misure necessarie" affinché le decisioni della giustizia italiana che contravvengono alla sua immunità siano prive d'effetto e che i suoi tribunali non pronunzino più sentenze su simili casi. Il contenzioso tra Italia e Germania presso la Corte dell'Aja, il più alto organo giudiziario dell'Onu, è cominciato il 23 dicembre del 2008, quando Berlino ha deciso di ricorrere contro la sentenza della Cassazione del 21 ottobre 2008 che ha riconosciuto la Germania responsabile per essere stata la 'mandante' dei militari nazisti che il 29 giugno del 1944 uccisero 203 abitanti di Civitella, Cornia e San Pancrazio (Arezzo), sparando a donne, bambini, uomini e vecchi, compreso il parroco del paese. La sentenza della Cassazione a suo tempo è stata considerata un 'precedente storico' sancendo per la prima volta il diritto per le vittime delle stragi naziste ad essere risarcite nell'ambito di un procedimento penale. Prima di allora c'erano state solo delle sentenze nelle cause civili per risarcimento danni chiesto dai cosiddetti 'schiavi di Hitler'. Nessun altro Paese al mondo aveva mai intentato cause di risarcimento nei confronti della Germania in ottemperanza alla clausola dell'immunità giurisdizionale. Il contenzioso tra Roma e Berlino ha portato all'iscrizione di un'ipoteca giudiziaria su Villa Vigoni, centro culturale italo-tedesco in provincia di Como.

 

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COMUNE MAFIOSO

Su proposta del Ministro dell'interno, il Consiglio dei Miniostri ha deliberato lo scioglimento del Consiglio comunale di Ventimiglia (Imperia), dove sono state riscontrate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata. Lo si legge nella nota di Palazzo Chigi. L'amministrazione di Ventimiglia è la seconda, nell'ultimo anno in provincia di Imperia, che viene sciolta per infiltrazioni mafiose. Lo scorso 10 marzo analoga decisione venne presa dal consiglio dei Ministri per il Comune di Bordighera. Proprio nei giorni scorsi il Tar del Lazio ha respinto il ricorso dell'ex sindaco di Bordighera, Giovanni Bosio, contro lo scioglimento.

 

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RESPONSABILITÀ CIVILE MAGISTRATI

Duecentosessantaquattro si, 211 no e un astenuto. Sono i numeri con i quali il governo va sotto su un emendamento alla legge comunitaria della Lega Nord che introduce la responsabilità civile per i magistrati. Nulla di grave, almeno se letta nell'ottica della 'mission' del Governo chiamato a mettere in ordine i conti pubblici. Ma l'incidente a Montecitorio mette in luce una preoccupante spaccatura nella maggioranza che sostiene l'esecutivo Monti e una ritrovata convergenza tra Pdl e Carroccio. Un dato che spinge il premier a convocare i rappresentanti dei partiti che sostengono il governo per una cena informale a Palazzo Chigi, nella quale Monti ha voluto esprimere la sua preoccupazione per quanto avvenuto. Insomma, il premier sembra voler fare il tagliando alla sua maggioranza: desidera compattezza in vista dei prossimi voti sui provvedimenti per le liberalizzazioni e le semplificazioni e, in prospettiva, per quello più complicato sulla riforma del mercato del lavoro. Presso la sede del governo giungono Pier Luigi Bersani, Pier Ferdinando Casini e Angelino Alfano. Quest'ultimo, in realtà, era già a colloquio con il capo del governo insieme a Maurizio Sacconi, ai presidenti del Pdl alla Camera e al Senato, Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri: un incontro sull'agenda europea e, alla presenza dell'attuale ministro Elsa Fornero, sulla riforma del lavoro. L'ex ministro Sacconi avrebbe condiviso la linea del governo, invitando a proseguire con la stessa celerità con cui ha proceduto sulle liberalizzazioni. Alla cena a palazzo Chigi si unisce anche il ministro Moavero. L'esito del voto sulla responsabilità civile dei magistrati ha allarmato l'esecutivo. Monti, viene riferito, avrebbe sottolineato che, dopo i sacrifici chiesti al Paese e l'impegno già profuso in Europa, si deve continuare a non abbassare la guardia e proseguire lungo il cammino tracciato con i provvedimenti già presentati dal governo. Avrebbe perciò chiesto rassicurazioni in vista dei voti sulle liberalizzazioni e sulle semplificazioni. Un discorso, viene riferito, rivolto principalmente al Pdl. Il Popolo della Libertà, infatti, è accusato dal Pd di aver riallacciato una sospettosa intesa con la Lega: il voto di oggi ne sarebbe la prova. Alfano, dal suo canto, avrebbe garantito che "la fiducia nell'esecutivo non è in discussione" ma anche che "il Pdl non può mettere in discussione alcune linee fondamentali come quelle sulla giustizia". Insomma, l'appoggio all'emendamento leghista non avrebbe una connotazione politica ma di merito. Nessuna sorpresa per il futuro da parte del Pdl ma a patto che il governo informi i partiti passo dopo passo.

 

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RISOLUZIONE SULLA SIRIA

Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha messo a punto una versione definitiva della bozza di risoluzione arabo-occidentale che condanna la repressione compiuta in Siria dal regime di Bashar al Assad. Il testo del documento è già "in blu", cioè sarà votato entro 48 ore. Lo si apprende da fonti diplomatiche. Nella serata di ieri i Quindici hanno inviato il testo nei rispettivi Paesi. Finora la Russia, che nel Consiglio ha potere di veto, si era opposta al testo proposto dalla Lega Araba. Stamani il viceministro degli esteri, Ghennadi Gatilov, ha detto che una successiva elaborazione del testo aveva tenuto conto di alcune richieste russe, l'omissione del riferimento alla partenza di Assad e all'embargo sulle armi, ma non era sufficiente per essere ricevibile da parte di Mosca. La repressione del regime in Siria ha fatto finora "oltre 14 mila" vittime, il doppio di quanto comunemente calcolato finora, in quanto andrebbe tenuto conto anche delle persone fatte sparire o torturate a morte in carcere. Lo ha detto Bassam El Abdulla, un esponente del Consiglio nazionale siriano, la maggiore organizzazione dell'opposizione nel Paese. "Secondo noi la cifra ha passato la soglia delle 14 mila vittime", ha detto ad Istanbul El Abdulla aggiungendo che "molti gruppi per la difesa dei diritti umani dicono che ha superato i 7.000. Ma il numero che ci risulta supera forse le 14 mila. Ci sono più di 60 mila persone rapite e prigioniere. Molti di loro sono stati uccisi e torturati. E avete visto come sono presi prigionieri e come vengono torturati. Ci sono dei video, comunque: su Youtube potete vedere le torture, gli elettroshock", ha concluso El Abdulla parlando nella sede del Cns situata nella città sul Bosforo. Per la prima volta dopo quasi un anno dall'inizio della repressione in Siria, si svolgono manifestazioni di protesta nel centro moderno di Aleppo, nel nord della Siria, in quartieri altamente presidiati dalle forze di sicurezza. I raduni di protesta anti-regime si svolgono nei quartieri di Fardus, Marje, Kalasa, Shaer, Halak, Zahra e in altre zone che si trovano in prossimità della parte antica e centrale di Aleppo. I Comitati di coordinamento locale riferiscono dell'uccisione di tre persone in città dal fuoco di forze di sicurezza.

 

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LIEVE CALO DELL’INFLAZIONE

Il tasso d'inflazione annuo a gennaio segna un lieve rallentamento, passando al 3,2% dal 3,3% di dicembre. Lo rileva l'Istat nelle stime provvisorie, che indicano un aumento dei prezzi su base mensile dello 0,3%.  A gennaio il rincaro del cosiddetto carrello della spesa, ovvero i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (dal cibo ai carburanti), è del 4,2% su base annua, un rialzo ben superiore al tasso d'inflazione (3,2%). Su base mensile la crescita è dello 0,8%, ai massimi da un anno.  Caffè e zucchero continuano a rincarare e a gennaio registrano vere e proprie impennate. Secondo le stime dell'Istat su base annua il prezzo del caffè sale del 16,5% e quello dello zucchero del 15,9%. A gennaio la benzina aumenta del 17,4% (dal +15,8% di dicembre) su base annua e del 4,9% su base mensile. Lo rileva l'Istat nelle stime provvisorie, aggiungendo che il prezzo del gasolio per i mezzi di trasporto sale del 25,2% in termini tendenziali (dal 24,3% di dicembre) e del 4,7% sul piano congiunturale.

 

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LA BORSA

Il differenziale tra il btp e il bund é di 377,3 punti alle 8.45, poco sopra la chiusura di ieri (375 punti), e il rendimento si attesta al 5,62%.  Piazza Affari gira al rialzo, con l'indice Ftse Mib in crescita dello 0,10%. I titoli della scuderia Ligresti guidano tanto i rialzi quanto i cali: Fonsai segna un balzo teorico dell'15,76% ed è stata fermata al rialzo, mentre Premafin cede il 3,28% ed è in coda al paniere principale. Corre anche Unipol (+9,56%), con buoni volumi e 28 milioni di pezzi già trattati, a fronte di scambi per 17 milioni nell'intera seduta di ieri. Dopo le fiammate di ieri, si calmano sia Parmalat (-0,93%) sia Benetton (-1,81%), che resta comunque leggermente al di sopra del prezzo a 4,6 dell'Opa per il delisting (4,65 euro in questo momento). Tra i titoli principali in evidenza, va bene il Banco Popolare (+5,20%), con Generali (+1,91%). Giù Fiat -2,83%. Piaggio sale del 3,40% dopo l'annuncio di una fornitura alle Poste italiane. Resta debole Mps (-0,93%), dopo che Moody's ha posto il rating dell'istituto sotto revisione. Il rendimento del Btp a 10 anni scende al 5,55% e totalizza questa settimana una flessione di 35 punti base, avviandosi ad archiviare la quarta settimana di fila in calo, che rappresenta la sequenza al ribasso più lunga da dicembre del 2009. Lo spread con il Bund stringe a 372 punti base. In discesa anche il rendimento del Btp a 2 anni che segna un calo di 5 punti base al 2,95%. Borse asiatiche contrastate, con cali in prevalenza, dopo alcuni annunci di utili societari inferiori alle attese. C'é poi attesa per il dato sulla disoccupazione a gennaio negli Usa (sarà diffuso alle 14.30), che potrebbe dare un segnale sull'andamento dell'economia nel Paese (l'attesa è che risulti invariata all'8,5%), assieme ad altri indicatori sull'occupazione, come i salari (é attesa una crescita di 140 mila unità). Oggi ci sarà poi un meeting a Berlino dei ministri finanziari dei quattro paesi con tripla A dell'area euro (Germania, Lussemburgo, Olanda e Finlandia). Il costruttore di navi Hyundai Heavy Industries ha fatto un tonfo del 7,7% dopo aver annunciato utili operativi inferiori alle attese. Singapore Airlines lascia il 2,9% dopo il quinto calo consecutivo degli utili trimestrali, a causa dei costi di carburante. Sale però dell'8,1% Sony, dopo che il Ceo entrante Kazuo Hirai ha annunciato la chiusura di alcuni impianti sottoproduttivi, per rilanciare al società. Ecco l'andamento degli indici di riferimento delle principali Borse dell'area Asia-Pacifico: Tokyo -0,51%; Taiwan +0,29%; Seul -0,60%; Sydney -0,39%; Bangkok +0,20%.

 

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LA NUOVA FERRARI F1

Si chiama semplicemente F2012 la nuova Ferrari per il prossimo mondiale di F1. La F di Ferrari e l'anno del mondiale. La cerimonia di presentazione, annullata quella reale sulla pista di Fiorano, è cominciata alle 10.00 in diretta sul web. La vettura, sotto la regia di Stefano Lai, direttore della Comunicazione Ferrari, e lo sguardo del Team Principal Stefano Domenicali, è stata scoperta in diretta web (la cerimonia reale è stata annullata per neve) da Felipe Massa e Fernando Alonso alle 10.05. Al primo sguardo si conferma una vettura molto aggressiva, anche se alcune delle componenti visibili sono prese direttamente dalla monoposto 2011. Le novità vere si vedranno solo nei primi test. "Lottare per il titolo, cercare di fare più punti possibile e fare delle vittorie". È l'obiettivo tracciato da Fernando Alonso, durante la presentazione della nuova monoposto Ferrari a Maranello via web. "Sono molto fiducioso, convinto di potere fare bene. Tutto quello che ho è tanta voglia, tante buone cose dentro la mia testa per iniziare bene e finire ancora meglio". È la voglia di riscatto dimostrata da Felipe Massa durante la presentazione della nuova Ferrari a Maranello, dopo la difficile stagione dell'anno scorso: "Questo - ha spiegato - è un anno molto importante per me e per tutta la squadra. Un anno dove vogliamo sicuramente tornare a lottare per il campionato". "Siamo di fronte a una stagione molto importante, una stagione nella quale tutti noi vogliamo tornare ai massimi livelli. Vogliamo vincere". Così Luca Cordero di Montezemolo, presidente della Ferrari, durante la presentazione via web della nuova 'rossa' 2012. La F2012 è la 58/a monoposto Ferrari di F1. Riprendendo una tradizione, il nome richiama l'anno di costruzione. Il progetto HA sigla interna 663: le modifiche principali rispetto al 2011 hanno riguardato l'altezza della parte anteriore del telaio, la posizione dei tubi di scarico e le mappe della gestione elettronica del motore. Il muso è alto e slanciato, l'alettone sembra piuttosto goffo, come la calandra di un trattore. Ogni area della vettura è stata profondamente rivista, ad iniziare dallo schema delle sospensioni: sia sull'anteriore che sul posteriore è stata scelta la soluzione a tirante al fine di privilegiare la prestazione aerodinamica e abbassare il centro di gravità. L'ala anteriore deriva da quella introdotta sulla 150 Italia nella parte finale della sua carriera agonistica ed é stata ulteriormente evoluta: nuovi sviluppi sono programmati per le prime gare del Campionato. Il muso presenta un gradino esteticamente non piacevole: dovendo abbassare per regolamento la parte anteriore, si è così riusciti ad alzare al massimo la parte inferiore del telaio per motivi aerodinamici. Le fiancate sono state ridisegnate, attraverso la modifica delle strutture di impatto laterali, la ridisposizione dei radiatori e la rivisitazione di tutte le appendici aerodinamiche. La parte posteriore è molto più stretta e rastremata nella parte bassa, un obiettivo raggiunto anche attraverso l'introduzione di una nuova scatola del cambio e la riallocazione di alcune componenti meccaniche. Negli ultimi anni l'area degli scarichi è stata una di quelle cruciali per il rendimento della vettura e molto si è lavorato su questo fronte, tenendo presenti le modifiche regolamentari introdotte quest'anno. L'ala posteriore è concettualmente simile a quella usata nel 2011 ma è stata rivista ed è più efficiente; naturalmente, è ancora dotata del sistema di riduzione della resistenza all'avanzamento (DRS), azionato idraulicamente. Le prese d'aria dei freni sono state riviste, e si è lavorato insieme alla Brembo per l'ottimizzazione dell'impianto frenante. Il motore è un'evoluzione di quello del 2011, visto che il regolamento impone il divieto di modifiche degli organi interni rivolte ad aumentarne la prestazione. Peraltro, un grosso sforzo é stato compiuto al fine di migliorare l'istallazione nel nuovo telaio al fine di non penalizzare l'aerodinamica. Un'altra area su cui hanno lavorato i motoristi è il degrado prestazionale, con l'obiettivo di mantenere il livello della prestazione il più elevato possibile lungo tutto l'arco di utilizzo di ogni unità, ormai arrivato a una vita media di tre gare. La gestione elettronica è stata rivista in base alle modifiche regolamentari sull'utilizzo dei gas di scarico, un lavoro che ha richiesto tante ore di prove al banco. Il sistema di recupero dell'energia cinetica mantiene la sua collocazione nella parte inferiore centrale e ha subito una revisione mirata all'alleggerimento e al miglioramento dell'efficienza. La collaborazione tecnica con Shell ha permesso un ulteriore progresso sul fronte benzina e lubrificanti. Come sempre, grande attenzione è stata dedicata all'elettronica della vettura, soprattutto come riduzione dei pesi e, ovviamente, affidabilità. Secondo la tradizione Ferrari, molto tempo è stato dedicato al rendimento e all'ottimizzazione dei materiali impiegati, alla fase di disegnazione di ci ascuno dei circa seimila elementi che compongono la vettura anche al fine di rendere più efficaci ed efficienti tutte le operazioni che si svolgono in pista. Ovviamente, il controllo di qualità rimane un aspetto cruciale così come l'obiettivo di raggiunger e il livello più alto di prestazione ed affidabilità, mantenendo il più elevato standard di sicurezza possibile. Con la riduzione del numero dei giorni di prove in pista previsti prima dell'inizio del Campionato, passati da quindici a dodici, ha assunto ancora maggiore importanza il lavoro propedeutico ai banchi prova che precede il debutto in pista. Le tre sessioni di prove - a Jerez de la Frontera e a Barcellona - serviranno a conoscere il comportamento della F2012 e ad adattarla alle gomme Pirelli e proprio lo sfruttamento degli pneumatici costituisce un'area su cui si è lavorato molto sia in fase di progettazione che come gestione dell'attività in pista. Un intenso programma di sviluppo della monoposto è previsto per la prima fase della stagione, soprattutto sotto il profilo aerodinamico.

 

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DIREZIONE GIUSTA

"Non c'é differenza tra ciò che viene perseguito a Roma e a Bruxelles. L'Italia sta andando nella giusta direzione in modo che il suo contributo possa essere a favore di una Europa più prospera". Lo dice Herman Achille Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, al termine dell'incontro con il premier Mario Monti a Palazzo Chigi. "Oggi il presidente Monti mi ha descritto un nuovo pacchetto di misure, iniziando con una liberalizzazione dell'economia" che è "cruciale per riguadagnare la fiducia dei mercati". Lo afferma Herman Achille Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, al termine dell'incontro con il premier Mario Monti a Palazzo Chigi. "Il rallentamento dell'economica rischia di aumentare il numero" dei disoccupati che in Europa sono già 23 milioni, soprattutto giovani. È l'allarme lanciato dal presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy al termine dell'incontro con il premier Mario Monti: "Dobbiamo creare nuovi e migliori posti di lavoro", ha aggiunto. “L'Esm entrerà in vigore a luglio 2012, prima del previsto". Lo afferma Herman Achille Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo, al termine dell'incontro con il premier Mario Monti a Palazzo Chigi. "Ho presentato al presidente Van Rompuy i progressi che stiamo realizzando nella condotta dell'economia italiana sia con decreto legge di dicembre sia con le misure di maggiore concorrenza che ci accingiamo a prendere questa settimana". Lo afferma il premier Mario Monti al termine dell'incontro con il presidente del Consiglio europeo, Herman Achille Van Rompuy, a Palazzo Chigi.

 

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LA TRAGEDIA DELLA NAVE CONCORDIA

Berlino non esclude che vi siano vittime tedesche nel disastro della nave Costa Concordia e il ministero degli Esteri, secondo media locali, parla di almeno 10 dispersi. Andreas Peschke, il portavoce del ministro Guido Westerwelle, aveva parlato di una "situazione ancora poco chiara". Per la Bild i dispersi sono 11. A causa del mare mosso la nave Concordia ha cominciato a muoversi dalla posizione in cui si era incagliata. Il coordinamento dei soccorsi ha sospeso le ricerche e evacuato i sub di vigili del fuoco e capitanerie. Al momento la nave si è spostata di 9 centimetri sulla verticale e 1,5 in orizzontale. L'allarme che ha fatto scattare l'ordine di evacuazione dei vigili del fuoco "è scattato alle ore 11,38", quando "sono stati ravvisati rumori di fondo dai sommozzatori in immersione". È quanto spiega una nota dell'unità di crisi presieduta dal prefetto Giuseppe Linardi. Quando gli strumenti di misurazione hanno segnalato movimenti dello scafo, "sono state sospese le operazioni" ed evacuati i soccorritori. "Il monitoraggio è continuo" conclude la nota e riprenderanno appena "la situazione si stabilizza". Sulla responsabilità del comandante Francesco Schettino il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio ha detto che "l'idea che ci siamo fatti nell'immediatezza del fatto sta trovando conferme dalle prime indagini delle forze dell'ordine e delle autorità marittime". 'Finora sono stati sentiti centinaia di testimoni tra membri dell'equipaggio, turisti a bordo e soccorritori" nell'inchiesta sul naufragio della nave Costa Concordia davanti all'isola del Giglio la sera del 13 gennaio. Ha riferito il procuratore capo di Grosseto. I vigili del fuoco, che hanno lavorato tutta la notte alla ricerca dei dispersi della Concordia, hanno ritrovato, a bordo della nave, il cadavere di un uomo. Si tratta della sesta vittima accertata del naufragio. Il corpo era nel secondo ponte, in una parte non invasa dall'acqua. Aveva il giubbotto salvagente ed era un passeggero. Riprendono le operazioni di soccorso sulla Concordia. I dati arrivati dagli strumenti di monitoraggio hanno consentito al coordinamento dei soccorsi di accertare che, al momento, la poppa della Concordia é ferma mentre c'é una flessione della prua. Per motivi di sicurezza si è deciso di riprendere le operazioni che, però, saranno sospese durante la notte. I Saf dei vigili del fuoco stanno ora rientrando nella nave per riprendere le ricerche e recuperare il cadavere ritrovato questa mattina. "Il rischio ambientale per l'Isola del Giglio è altissimo. L'obiettivo è di evitare che il carburante esca dalla nave: stiamo lavorando su questo. L'intervento è urgente, abbiamo fretta". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini parlando del rischio ambientale dovuto al naufragio della Costa Concordia. L'area interessata dal possibile rischio ambientale "dipende dalle correnti: sicuramente l'Isola del Giglio, probabilmente l'intero arcipelago, forse la costa. Dipende da come si muove il mare".

 

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LE RESPONSABILITÀ DEL COMANDANTE

Sulla responsabilità del comandante Francesco Schettino il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio ha detto che ''l'idea che ci siamo fatti nell'immediatezza del fatto sta trovando conferme dalle prime indagini delle forze dell'ordine e delle autorità marittime''. ''Dalle prime indagini troviamo conferme che il comandante, al momento dell'impatto con lo scoglio, era in plancia e che quindi era lui alla guida della nave''. È stato appurato anche che ''ha lasciato la nave mentre ancora c'erano tante persone da soccorrere''. Così il procuratore capo Francesco Verusio illustra stamani lo stato dell'inchiesta sul naufragio della Costa Concordia. Domani il gip del tribunale di Grosseto interrogherà il comandante della nave Costa Concordia Francesco Schettino durante l'udienza di convalida del fermo disposto a suo carico con le accuse di omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono di nave. Il comandante della nave si trova adesso nel carcere di Grosseto. Un ex ammiraglio viene sentito in queste ore dai magistrati della Procura di Grosseto nell'inchiesta su il naufragio della nave Costa Concordia. È quanto si apprende da fonti inquirenti. L'ex ammiraglio viene ascoltato rispetto all'inspiegabile avvicinamento della nave all'isola del Giglio per il cosiddetto 'inchino'. Secondo quanto appreso i Pm grossetani vogliono chiarire se è vero che il comandante della Costa Concordia si è avvicinato troppo all'isola del Giglio per salutare con luci e sirene accese l'ex ammiraglio Mario Palombo, figura carismatica della marineria italiana. L'ex ammiraglio abitualmente vive al Giglio ma la sera del 13 gennaio era a Grosseto. Al vaglio ci sarebbe anche una telefonata tra l'ammiraglio e la Capitaneria di porto, circostanza riferita da alcuni giornali. ''Non accetto di essere tirato in ballo in questa storia, anche indirettamente, perché non ha proprio senso'': così l'ex comandante Mario Palombo, intervistato dal Secolo XIX, risponde circa l'ipotesi, avanzata da alcuni giornali, che l''inchino' della Costa Concordia all'isola del Giglio fosse per lui. Savonese di nascita e gigliese di origine, Palombo è unanimemente riconosciuto come un grande comandante. Per questo passando davanti al Giglio il comandante Francesco Schettino avrebbe voluto rendergli omaggio con 'l'inchino' della Concordia. Palombo ha confermato al Secolo XIX che la navigazione costiera ravvicinata è una consuetudine per molte navi da crociera. Ma ha respinto ogni illazione circa un suo coinvolgimento nella vicenda. ''È vero, ho compiuto in alcune occasioni avvicinamenti alla costa. Ma sempre avvisando la Capitaneria, sebbene non fosse obbligatorio, e in massima sicurezza. Non accetto di essere tirato in ballo in questa storia''. ''Non navigo più dal 2006, - ha aggiunto - comandavo la Costa Fortuna, gemella della Concordia''. ''Non riesco a capire cosa sia accaduto davvero. E mi pare strano che quel passaggio vicino al porto non fosse stato riferito alla Guardia Costiera''. La Costa Concordia ha navigato sotto costa, davanti all'isola del Giglio per fare un omaggio al capo maitre gigliese Antonello Tievoli: l'''inchino'', il saluto con le sirene, era per l'isola, per il capo dei camerieri e per i suoi anziani genitori. Lo sostengono Il Corriere della Sera e Il Tirreno. Il maitre è Antonello Tievoli, vive a Rosignano (Livorno), ha 46 anni e da cinque anni è a bordo delle navi Costa. Secondo Il Corriere della Sera, il comandante Francesco Schettino lo avrebbe chiamato sul ponte di comando. ''Antonello vieni a vedere che stiamo sopra al tuo Giglio'', gli avrebbero detto. Il maitre, dopo il naufragio, ai compaesani avrebbe detto: ''Mai avrei immaginato di sbarcare a casa mia''. Secondo quanto riporta Il Tirreno, Tievoli nel pomeriggio di venerdì 13, il giorno del naufragio, avrebbe chiamato gli anziani genitori dicendo loro: ''Passeremo verso le 9,30, affacciatevi. I genitori vivono nell'ovest dell'isola, nella zona del Saraceno. ''Chiama i tuoi - avrebbe detto Schettino, secondo quanto riporta Il Tirreno - avvisa che tra poco ci avviciniamo''. Il cognato di Tievoli, Alvaro Andolfi, gigliese, è sull'isola, nota la manovra, e dopo il naufragio dirà': ''Troppa sicurezza da parte del comandante''. ''Mio marito è sconvolto e non vuole parlare. Spero che lo comprendiate''. Lo ha detto la moglie di Antonello Tievoli, il maitre gigliese al quale il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, avrebbe dedicato l'''inchino'', passando sottocosta all'isola del Giglio. La famiglia vive in una villetta bifamiliare in una zona residenziale di Rosignano Solvay. Sembrerebbe escluso, invece, che l'inchino fosse destinato al comandante in pensione, Mario Palombo, che vive a Grosseto e solo nei mesi estive si trasferisce al Giglio.

 

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SOFRI LIBERO

Adriano Sofri è libero per aver finito di scontare la pena. Per l'ex leader di Lotta Continua, condannato a 22 anni per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi, l'ufficio di sorveglianza di Firenze sabato ha firmato il provvedimento. Sofri scontava la pena ai domiciliari per motivi di salute e aveva permessi per uscire. L'ufficio di sorveglianza di Firenze spiega che la liberazione doveva avvenire a febbraio; è stata anticipata dopo la richiesta di Sofri di avvalersi dell'ultima riduzione di pena: ogni sei mesi i detenuti maturano uno sconto di 45 giorni per buona condotta. Al provvedimento dell'ufficio di sorveglianza dovrebbe già aver fatto seguito l'ordine di scarcerazione, per 'fine pena anticipata', firmato dalla procura generale di Milano. Sofri era agli arresti domiciliari nella sua casa di Impruneta, sulle colline attorno a Firenze dallo scorso 2 luglio. All'epoca Sofri, che venne operato per la rottura dell'esofago avvenuta nel 2005 quando si trovava recluso nel carcere 'Don Bosco' di Pisa, stava beneficiando del differimento della pena. La decisione del tribunale di sorveglianza a favore dei domiciliari era stata presa sulla base di una perizia medica che, esprimendosi sulla compatibilità dello stato di salute dell'ex leader di Lotta Continua con la carcerazione, aveva evidenziato la ''persistenza di rischi per la salute stessa''. Quindi Sofri, che mai ha voluto chiedere la grazia (come invece ha fatto Ovidio Bompressi a cui è stata concessa dal presidente Giorgio Napolitano), era stato ammesso al lavoro esterno (archivista alla scuola Normale di Pisa e curatore di uno sterminato Fondo librario), ma la sera era costretto a rientrare nella sezione 'esterni' del carcere di Pisa. Una situazione incompatibile con il suo stato di salute. Con l'assegnazione agli arresti domiciliari di Adriano Sofri, dei condannati per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi nessuno è più in galera. Chi a Parigi, chi a casa propria, chi graziato, insomma tutti liberi. Il regime cui è stato assoggettato Adriano Sofri è di detenzione a tutti gli effetti: poteva solo usufruire di permessi permanenti per ragioni di salute e poteva uscire dalla sua abitazione di Impruneta solo per quattro ore al giorno e senza allontanarsi dal territorio comunale. Poteva tuttavia partecipare ad avvenimenti pubblici, solo se preventivamente autorizzato.

 

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INFLAZIONE

Nella media del 2011 il carrello della spesa, il raggruppamento dei prodotti acquistati con più frequenza (dal cibo ai carburanti) registra un aumento annuo del 3,5%, nettamente superiore a quello del 2010 (+2,0%) e al tasso d'inflazione medio annuo totale (+2,8%). Lo comunica l'Istat, aggiungendo che si tratta del valore più alto dal 2008. Il tasso d'inflazione medio annuo per il 2011 è pari al 2,8%, in sensibile accelerazione rispetto all'1,5% del 2010. Lo comunica l'Istat, confermando le stime preliminari. Si tratta del valore medio annuo più alto dal 2008 (+3,3%). Il tasso d'inflazione a dicembre, su base annua, è rimasto stabile al 3,3%, lo stesso valore già registrato a novembre. Lo rileva l'Istat confermando le stime provvisorie e indicando un aumento dei prezzi su base mensile dello 0,4%. Il tasso d'inflazione medio annuo che il 2012 eredita dal 2011 è pari all' 1,3%. Lo comunica l'Istat precisando che si tratta del cosiddetto trascinamento, ovvero la variazione media annua che si determinerebbe in presenza di variazioni congiunturali nulle dell'indice generale dei prezzi.

 

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LA BORSA

Fluttuano tra rialzi e ribassi gli indici dei principali mercati azionari. Le Borse mostrano una relativa tenuta dopo l'azione di S&P e non sembrano muoversi all'annuncio di MOody's che conferma la tripla A alla Francia. Deboli le banche (-0,63%) mentre corrono i titoli del settore auto (+2%). Fiat corre in rialzo del 4% con Goldman Sachs che ribadisce il suo "attraente". In luce anche Pirelli (+3,2%) aggiunta dagli analisti di Goldman nella loro lista 'convinction buy' insieme a Daimler (+2,3%).  Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse europee. - Londra -0,11% - Parigi -0,22% - Francoforte +0,50% - Madrid -0,33% - Milano -0,05% - Amsterdam +0,28% - Stoccolma -0,29% - Zurigo +0,34%. In altalena lo spread Btp-Bund: il differenziale è sceso di nuovo sotto i 490 punti (487) e il rendimento del 10 anni italiano è in calo al 6,65%. Euro in calo a 1,2695 contro il dollaro (1,2863 venerdì scorso dopo la chiusura di Wall street). La moneta unica è a 97,219 contro lo yen. Petrolio in crescita con il greggio con consegna a febbraio in aumento dello 0,3% a 98,91 dollari il barile.In crescita anche il brent con consegna a febbraio, scambiato a 110,83 dollari il barile. Moody's ha confermato il rating 'tripla A' alla Francia. È quanto riporta l'agenzia France Press. L'outlook è stabile si legge in una nota di Moody's in cui si rileva tuttavia che il rating di 'Tripla A' della Francia potrebbe risentire di un eventuale peggioramento della crisi dell'eurozona e del rapporto fra debito e Pil. Proprio l'alto livello del debito - sottolinea l'agenzia - limita la capacità del governo francese di far fronte agli choc mentre le prospettive di crescita interna ed esterna rappresentano significativi fattori di rischio per gli obiettivi di bilancio di Parigi. Servono nuove regole di trasparenza per le agenzie di rating, e per limitarne l'influenza in Europa. Lo ha detto il ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble. ''D'ora in avanti lavoriamo in Europa a regole che possano imporre alle agenzie di rating obblighi di trasparenza e garantire che le agenzie non abbiano i loro interessi'', ha detto in un'intervista alla Deutschlandfunk. ''Io non credo che S&P's abbia capito cosa stiamo mettendo in atto in Europa'', ha aggiunto il ministro. Il ritmo di crescita del Prodotto Interno Lordo (Pil) della Cina potrebbe essere sceso al 9% nell' ultimo trimestre del 2011, secondo le previsioni di alcuni economisti interpellati oggi dall' agenzia Nuova Cina. Si tratterebbe del tasso più basso da due anni e mezzo. La Borsa di Tokyo termina gli scambi in brusca flessione (-1,43%) con il taglio dei rating su 9 Paesi dell'Eurozona deciso da Standard & Poor's, che ha tra l' altro privato la Francia della Tripla A e mandato l'Italia a BBB+. L'indice Nikkei, con la crisi del debito di Eurolandia ancora lontana dall'essere risolta, s'attesta a quota 8.378,36 e brucia 121,66 punti, appesantito dallo yen che ha aggiornato i massimi degli ultimi 11 anni sull'euro (sceso a 97,04) e mantenuto la sua solidità sul dollaro (in calo a 76,83). Seduta in calo e sul finale gli indici dell'area Asia Pacifico ampliano le perdite, toccando i minimi di un mese. Si guarda all'asta francese (circa 8,7 miliardi di euro di titoli di stato in offerta) dopo che S&P ha tagliato il rating del paese insieme a quello di altre 8 nazioni europee. L'MSCI Asia Pacific Index cede l'1,3%, il massimo in quasi un mese. Pesante Shanghai che si attende un calo nel Pil. Deboli le banche e i titoli export. Australia & New Zealand Banking Group ha perso l'1,6% Mitsubishi UFJ Financial Group, il più grande istituto giapponese, il 2,7%, HSBC lo 0,7 per cento. Sony, che ottiene il 21 per cento del suo fatturato in Europa, ha perso il 2,3 per cento, Canon il 2,2%, Hutchison Whampoa l'1,5 per cento. Di seguito gli indici dei titoli guida delle principali borse dell'area asiatica: - Tokyo -1,43% - Shanghai -1,71% - Hong Kong -1% - Taiwan -1,09% - Seul -0,87% - Sydney -1,16%.

 

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LIBERALIZZAZIONI

Figisc e Anisa, le due associazioni dei gestori dei distributori di benzina aderenti a Confcommercio, hanno proclamato lo sciopero contro le ipotesi di liberalizzazione del settore. Date e modalità devono ancora essere decise ma, informa una nota, ''si tratterà di una chiusura prolungata: 7 giornate di chiusura degli impianti''. ''La scelta di intervenire sull'esclusiva di fornitura nella rete carburanti, avvertono Figisc e Anisa, non produrrà alcun effetto sui prezzi, ma otterrà il risultato di far espellere i gestori dalla rete alla scadenza dei loro contratti e di far rendere loro dalle aziende petrolifere e dai retisti convenzionati la vita ancor più impossibile fin da subito. Non solo, perché la norma che autorizza gli impianti a funzionare 24 ore su 24 solo nella modalità self service senza più la presenza dell'operatore è un altro grossissimo chiodo piantato sulla bara della categoria. Insomma, ci vuole davvero coraggio a sostenere che queste siano le misure di sviluppo necessarie a far uscire dalla crisi economica il Paese''. Le modalità e le date precise, continuano il presidente della Figisc, Luca Squeri, e quello di Anisa (autostrade), Stefano Cantarelli, verranno decise nei prossimi giorni, ''anche alla luce dei provvedimenti che il Governo assumerà nel prossimo Consiglio dei Ministri''. La posta in gioco, continuano, ''è talmente importante da non consentire incertezze di sorta: ne va davvero dell'esistenza della categoria'', anche perché ''l'attacco contro i gestori non si può giustificare con l'obiettivo di calmierare i prezzi dei carburanti'', dovuto ''per l'80% all'aumento delle imposte deciso con le reiterate manovre sulle accise, mentre l'aumento della materia prima ha inciso per il 20%''. Insomma, ''la fretta di 'liberalizzare' questo settore'' e' ''una mossa tutta 'politica' per dare una qualche risposta mediatica alle tensioni sui prezzi''. Insomma, ''dopo avere pescato a piene mani sulla fiscalità dei carburanti, si vuol fare intendere agli italiani di restituire loro qualcosa scagliando il pallone nella rete del sistema distributivo senza curarsi di chi se la prende direttamente in faccia''. Più farmacie, più licenze per i taxi, più notai, addio alle tariffe minime per i professionisti, gare pubbliche per le concessioni delle spiagge. Sono queste le principali misure contenute nel decreto liberalizzazioni cui sta lavorando il Governo che, dopo un primo giro di tavolo oggi al consiglio dei ministri, accelererà il passo nei prossimi giorni per arrivare al varo il 19 gennaio. Nella 'bozza' che circola c'e' anche una deroga per l'articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori anche se, secondo quanto si apprende, la norma potrebbe essere non inserita nel testo definitivo. Continuano intanto le proteste delle categorie colpite mentre la Cgia di Mestre avverte che negli anni le liberalizzazioni non hanno portato risparmi ai consumatori, ma sono costate alle famiglie italiane quasi 110 mld di euro (109,6 mld di euro, 286 euro l'anno a famiglia). Solo l'apertura del mercato dell'energia elettrica ha dato risultati positivi. Altroconsumo stima invece notevoli risparmi per i cittadini: 500 milioni annui dall'apertura di nuove farmacie, oltre 3 miliardi di euro per il sistema Italia (circa 150 euro all'anno per famiglia) dalle misure sui carburanti, un calo del 30% delle tariffe dalla liberalizzazione delle professioni. Ecco tutte le novità secondo quanto scritto nelle diverse bozze del decreto legge circolate in queste ore. Sull’articolo 18 in caso di incorporazione o fusione di due o più imprese che occupano 15 o meno dipendenti, il numero di prestatori d'opera è elevato a 50. Questo è quanto indicato nella bozza del dl, che nell'ultima versione presenta però un appunto a penna: tre punti interrogativi, lasciando intendere che la materia potrebbe essere rinviata all'attenzione del ministro del Lavoro Elsa Fornero. Le licenze di taxi saranno fornite dall'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture, che potrà decidere quante licenze rilasciare per ogni Comune. I commercianti potranno decidere in autonomia il periodo nel quale effettuare sconti, saldi o vendite straordinarie, la durata delle promozioni e l'entità delle riduzioni. Il numero delle autorizzazioni per le farmacie è stabilito in modo che ve ne sia una ogni 3.000 abitanti. Nelle Regioni con numero di farmacie inferiore al fabbisogno stimato, i farmaci di fascia C potranno essere venduti anche negli esercizi commerciali. Entro il 30 giugno 2012 è bandito un concorso pubblico per la nomina a notaio per 500 posti. Entro il 30 giugno 2013 è bandito un ulteriore concorso pubblico per la nomina a notaio per 500 posti. Sono abrogate tutte le tariffe professionali, sia minime sia massime. Eliminato l'obbligo di applicare i contratti collettivi di settore nel trasporto ferroviario. Scorporo della rete ferroviaria dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Le azioni di Rfi dovrebbero essere cedute al ministero dell'Economia. I benzinai potranno decidere di acquistare i carburanti presso i grossisti meno cari, anche se non hanno il marchio a cui l'impianto fa riferimento. Presso le pompe di carburante sarà anche possibile vendere tabacchi, giornali e altri beni. La selezione del concessionario sui beni del demanio marittimo avverrà attraverso procedure ad evidenza pubblica trasparenti, competitive e debitamente pubblicizzate, secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Le concessioni non possono avere durata superiore a quattro anni. I debiti potranno essere pagate con rate di ''importo crescente'' per aiutare i contribuenti nel periodo di crisi. Tetto alle commissioni bancarie. Cade il 'limite minimo' di superficie per vendere quotidiani e stampa periodica nei distributori di benzina, nei supermercati e nelle librerie. Doppio canale per i risarcimenti delle assicurazioni a seconda che sia danneggiato il veicolo o la persona. Le funzioni di Authority dei trasporti vengono assegnate all'Autorità di vigilanza sui contratti pubblici o, in alternativa, all'Autorità per l'energia e il gas, che assumono il nome di 'Autorità delle reti'. L'Agcom chiede in una segnalazione a Governo e Parlamento di istituirla attraverso la legge sulla concorrenza e propone anche l'istituzione di cabina di regia gestita dal Ministro dello sviluppo economico.

 

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FISCO

Nei primi undici mesi del 2011 le entrate tributarie si sono attestate a quota 330,592 miliardi di euro, in crescita dell'1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2010. È quanto risulta dai dati diffusi dalla Banca d'Italia nel Supplemento al Bollettino Statistico dedicato alla Finanza pubblica. Il debito pubblico italiano a novembre è sceso a 1.905,012 miliardi di euro, rispetto ai 1.909,1 di ottobre. Risulta dai dati diffusi dalla Banca d'Italia nel Supplemento al Bollettino statistico.

 

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TAXI IN SCIOPERO

Arrivano alla spicciolata i tassisti convenuti da tutta Italia per l'assemblea che si svolgerà fino alle 14 al Circo Massimo a Roma. Sono già presenti delegazioni di Napoli, Milano, Torino, Firenze, Verona e un gruppo di tassiste di Palermo. Al momento sono circa 300 i driver convenuti. Nella giornata di ieri la convocazione dell'assemblea odierna era stata in forse dopo le dichiarazioni del presidente di Uritaxi, Loreno Bittarelli, che la aveva posticipata al 18 gennaio, ovvero un giorno dopo l'incontro tra la categoria e il governo. Una presa di posizione definita da numerose sigle sindacali (tra cui Unica-Cgil, Ugl Taxi, Federtaxi e Cisl) ''unilaterale''. Per questo i sindacati nel pomeriggio di ieri si erano recati dal questore per definire le modalità dell'assemblea al Circo Massimo. Il governo avrebbe convocato i rappresentanti di tutte le sigle sindacali dei tassisti per martedì 17 gennaio, alle 18, a Palazzo Chigi. È quanto si apprende da fonti sindacali. La convocazione sarebbe giunta in mattinata. Disagi e proteste nella stazioni della linea 2 della Metropolitana di Napoli a causa dello sciopero proclamato dalle segreterie regionali dei sindacati di settore. L'agitazione, in programma dalle 10 alle 18, sta provocando pesanti conseguenze anche alla luce dell'assenza di taxi in circolazione a causa della protesta che dall'11 gennaio ha portato al fermo dei mezzi. Diversi utenti hanno lamentato una ''mancata informazione'' sullo sciopero denunciando le pesanti difficoltà negli spostamenti cittadini. Durante lo sciopero circolano regolarmente i treni a lunga percorrenza mentre il programma delle corse regionali e metropolitane viene modificato in relazione alla effettiva adesione del personale alla protesta sindacale. Oltre cento taxi, con bandiere azzurre di Confartigianato esposte dai finestrini, sono sfilati stamane nel centro di Ancona, paralizzando il traffico del capoluogo, per protestare contro la liberalizzazione delle licenze prospettata dal Governo Monti. I taxi si sono radunati davanti alla stazione ferroviaria, per poi percorrere tutte le vie principali e fermarsi nella centrale piazza della Repubblica, dove ha parlato il dirigente Confartigianato Gilberto Gasparoni spiegando le ragioni della protesta. Quella odierna, ha spiegato, ''è la prima manifestazione a sostegno delle ragioni dei tassisti, in vista dell'incontro nazionale con il governo in programma domani a Roma. Diciamo no alla liberalizzazione - ha proseguito - che non gioverebbe ne' agli attuali né ai futuri tassisti''. Si invece a una concertazione ''vera'' con i Comuni, ''che non sia però unilaterale da parte delle amministrazioni'', e disponibilità a effettuare servizi innovativi, come ad esempio collegamenti intercomunali o notturni, in sostituzione del trasporto pubblico. Nelle Marche (circa 1,4 milioni di abitanti) i tassisti sono in tutto 250.

 

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I CONTROLLI DELLA GDF

Sabato i negozi dello shopping, ora agli abusivi che espongono merce sui marciapiedi. I controlli delle Fiamme Gialle a Roma sono proseguiti contro abusivismo e contraffazione. I 'baschi verdi' hanno eseguito diversi sequestri soprattutto nelle strade centrali via del Corso, via dei Condotti, Piazza di Spagna, viale della Conciliazione, via Cola di Rienzo, Castel Sant'Angelo), ma anche a Ostia, viale Marconi, via Portuense e viale Europa. In provincia i controlli hanno riguardato negozi, bar, ristoranti: il 50% è risultato non emettere regolare scontrino fiscale. Militari in abiti civili hanno battuto a tappeto Frascati, Tivoli, Velletri, Colleferro, Fiumicino, Ladispoli, Civitavecchia, Nettuno e Pomezia. Di 292 esercenti, sono state contestate 152 violazioni alla regolare emissione di documenti fiscali. Intanto non si placa la 'battaglia' del sindaco di Cortina, Andrea Franceschi, per ottenere dall'Agenzia delle Entrate i risultati completi dei controlli fiscali effettuati da una task force delle Entrate il 30 dicembre scorso nella località turistica ampezzana. L'ultimo capitolo è la lettera inviata dallo stesso sindaco all'Agenzia delle Entrate e al direttore Attilio Befera alla luce del fax ricevuto dal primo cittadino a firma dello stesso Befera che, dopo una spiegazione sull'attività e sui metodi utilizzati per i controlli, in merito ai risultati delle verifiche a Cortina è indicato che le norme vigenti impediscono i dati richiesti da Franceschi con una lettera del 9 gennaio scorso. “Durante la trasmissione televisiva ‘L'Arena’ dell'8 gennaio, il portavoce e capo settore della comunicazione dell'agenzia delle entrate, Dott.sa Antonella Gorret, - ricorda oggi il sindaco, commentando la risposta - aveva dichiarato davanti a milioni di italiani che l'Agenzia delle Entrate è un'istituzione pubblica che non manipola i dati e aveva garantito che gli stessi sarebbero stati forniti nel corso della settimana successiva. Questa retromarcia è veramente molto strana e ci rafforza ancor di più nella convinzione che i dati medi dimostrerebbero chiaramente che il sistema imprenditoriale e sociale di Cortina d'Ampezzo è complessivamente sano e ben distante da certe raffigurazioni fatte da alcuni organi di informazione. L'Agenzia delle Entrate è un'istituzione pubblica e ci attendiamo che nei confronti di un'altra istituzione pubblica ci sia assoluta trasparenza. Pertanto chiediamo con serenità e fermezza che sia fatta luce sull'intera vicenda".

 

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LO SMOG NELLE CITTÀ

Al via questa mattina alle 7.30 Area C, cioè il ticket di ingresso da cinque euro nel centro di Milano per quasi tutte le auto, in vigore dal lunedì al venerdì fino alle 19.30. Da giorni ai 43 varchi di ingresso e in tutta la città sono stati montati i cartelli di avviso, e oggi ad ogni varco ci sono anche due agenti della polizia locale. Al call center del Comune sonno a disposizione 140 operatori, mentre Atm, cioè l'azienda dei trasporti, ha preparato il personale, inclusi 70 addetti per dirigere il traffico sulle banchine più affollate delle metropolitane. Dalla 'congestion charge' sono esentati solo moto e motorini, mezzi elettrici e (fino a dicembre) gpl, metano, bifuel e ibridi, oltre alle auto di disabili, malati cronici e di enti e associazioni di volontariato. Non possono invece entrare in centro auto benzina non catalitiche e diesel euro 0, 1, 2 e 3 (salvo quelle di servizio e dei residenti). I residenti del centro hanno 40 ingressi gratuiti e poi pagheranno un ticket 'scontato' di due euro. Gli altri devono pagarne cinque, il giorno stesso o il giorno dopo l'ingresso. È previsto comunque un periodo di tolleranza: ci sono, infatti, due mesi (cioè fino al 17 marzo) per pagare i ticket di questo primo periodo. I primi effetti di Area C sul traffico milanese si sono già fatti sentire: la congestion charge, entrata in vigore oggi e che obbliga quasi tutti gli automobilisti a pagare 5 euro per fare ingresso in centro, ha determinato un calo del 40% degli accessi nella Cerchia dei Bastioni. Il numero degli ingressi è infatti aumentato di un 10% (400 le auto in più) prima del debutto di Area C, tra le 7 e le 7.30, dimezzandosi invece nella prima mezz'ora di telecamere accese (-50%). Un dato che va confermandosi anche tra le 8 e le 8.30. Intanto il traffico intorno al centro, specie sulla circonvallazione esterna, segnalano dalla centrale dei vigili, non registra particolari criticità. Per non pagare il ticket di ingresso in centro a Milano per le macchine, in vigore da oggi, il Pdl ha deciso di entrare nella cerchia dei Bastioni con un calesse trainato da un cavallo. "Chi non vuole pagare - ha detto il capogruppo del Popolo della libertà in Comune, Carlo Masseroli - ha due scelte: o va in calesse o firma la nostra petizione", servono infatti 30 mila firme per richiedere un referendum sul provvedimento e al momento il partito di Berlusconi ne ha raccolte circa quattromila. "Quando arriveranno le multe - ha profetizzato l'ex vice sindaco Riccardo De Corato -, lì ci saranno davvero le proteste. Bisogna tener conto che questa mattina i negozi sono chiusi e molti sono entrati in centro pensando di pagare le vecchie tariffe", cioé l'Ecopass da cui erano esentate le macchine meno inquinanti. Secondo il Pdl, questo nuovo ticket è "inutile per l'ambiente e per il traffico ed è solo una nuova tassa che i cittadini non devono pagare". A Londra, ad esempio, "hanno dimezzato e stanno pensando di togliere la congestion charge". "Noi proponiamo delle alternative - ha aggiunto Masseroli -, ripartire col piano dei parcheggi, organizzare meglio la sosta, usare le nuove tecnologie come l'asfalto mangia smog". Ad ammirare l'ingresso di De Corato e Masseroli in calesse da Porta Venezia c'era anche il consigliere Pd Carlo Monguzzi. "Solidarietà al compagno cavallo - ha ironizzato -. Se questa é l'opposizione ci fa piacere, noi facciamo cose serie, loro vanno in calesse".  Prime 12 multe per Area C, non per il mancato pagamento del ticket per entrare in centro (c'é infatti tempo fino al 17 marzo per regolarizzarsi), ma per l'accesso con auto super inquinanti che con la nuova congestion charge, oggi al debutto, non possono entrare nella Cerchia dei Bastioni. Le vetture sanzionate dalle pattuglie dei vigili rientrano in quelle classi la cui circolazione non è consentita all'interno di Area C negli orari in cui il provvedimento è in vigore (7.30-19.30, da lunedì a venerdì), ovvero i veicoli benzina Euro 0 e diesel Euro 0, 1, 2 e 3 senza filtro antiparticolato. Regolare il servizio di trasporto delle tre linee della metropolitana, comunica l'Atm, dove è entrato in vigore, così come per i mezzi di superficie, il potenziamento del servizio. L' informazione ai milanesi e non passa per i 'facilitatori' e il personale Atm nelle fermate del metrò e di tram e bus più frequentate e per i volontari e i vigili ai varchi. Sono in funzione, inoltre, anche il sito internet e i due call center: l'infoline del Comune 020202 e il call center di Atm 800.437.437 a cui lavorano oggi 230 operatori. Ai centralini della polizia locale sono arrivate oltre 2.200 richieste di informazioni. Ha preso il via alle 9 il primo giorno di targhe alterne a Roma. Oggi la fascia verde della Capitale è off-limits per i veicoli, moto e motorini compresi, con targa dispari dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 21. Domani toccherà alle pari. Sono escluse dal provvedimento le auto euro 5, i ciclomotori a 2 ruote 4 tempi euro 2 e i motocicli euro 3. Via libera anche ai veicoli a trazione elettrica, ibrida, alimentati a gpl e metano, e alle altre categorie derogate. Dalle 7:30 alle 20:30, inoltre, non potranno circolare i veicoli più inquinanti: auto a benzina euro 0 e 1; diesel euro 0 -1- 2; ciclomotori e motoveicoli a due, tre, quattro ruote a 2 e 4 tempi euro 0-1.

 

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IACCHETTI CONTRO MORANDI

Enzo Iacchetti attacca Gianni Morandi e sul suo profilo Facebook gli invia un grande 'vaffa' per la selezione delle canzoni dei sei giovani in gara e l'esclusione di alcuni brani di Sanremo Social che pure sono stati molto votati sul web. "Caro Gianni Morandi, sei proprio un ignorante di musica dei giorni nostri, sei rimasto alla ‘Fisarmonica’ e adesso sei il capo delle giurie che scelgono i giovani per Sanremo. Avete fatto tu e la Rai questa porcata di Sanremo Social, per dare una possibilità agli ascoltatori del web (che stanno diventando fondamentali per il futuro della musica) di esprimersi con un voto verso le canzoni preferite. Bene le canzoni più votate dal web non sono state prese" scrive Iacchetti nella sua invettiva che sta riscuotendo tanti consensi sul web. "Bella presa per il culo non pensi? Non credi che facendo così non fai che alimentare il sospetto che sia già tutto stabilito? Siete schiavi delle majors della discografia. Perché non lo ammetti? È già tutto stabilito e voi prendete per il culo centinaia di ragazzi che scrivono molto meglio della vostra musica da buttare. In migliaia hanno speso soldi per farsi i video clip, per iscriversi alle accademie, arrivi tu e prendi i più scarsi. Morandi, ma vattene a fanculo va" conclude Iacchetti e firma "Il tuo ex amico Enzo Iacchetti". "Quelli di Iacchetti sono solo volgari insulti e come tali non meritano alcuna risposta". È la replica del direttore di Rai1 Mauro Mazza e del direttore artistico del festival di Sanremo, Gianmarco Mazzi, alle critiche, postate dall'attore su Facebook, alla selezione dei giovani. Come già programmato da tempo, domani la chat del Tg1, curata da Vincenzo Mollica, ospiterà alle 14.00 Gianni Morandi e Gianmarco Mazzi che incontreranno gli utenti del web. In quell'occasione, spiega una nota della Rai, saranno date tutte le notizie e fornite tutte le risposte che riguardano Sanremo Social.

 

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FESTA PER I 70 ANNI DI ALÌ

Alì? ''Mi ha insegnato ad essere più forte''. Gli occhi di Angelo Dundee, 90 anni, storico trainer di Mohamed Alì si illuminano nel parlare dell'amico di una vita. Dundee è una delle oltre 300 persone che hanno partecipato a Louisville, nel Kentucky, alla grande festa organizzata per celebrare i settant'anni della leggenda della boxe. Ma anche di un uomo che negli anni '70 si è battuto per l'uguaglianza tra bianchi e neri. Nella città natale di Cassius Marcellus Clay i festeggiamenti sono già partiti da giorni. E al Mohamed Alì Center sabato sera c'erano proprio tutti: parenti, amici, politici, personalità del mondo dello sport e dello spettacolo. E c'era anche il campionissimo, con quell'aria un po' svanita che oramai lo caratterizza a causa della malattia, del morbo di Parkinson. Le immagini ci consegnano un Alì compiaciuto da tanta dimostrazione di affetto, ma anche sofferente, indebolito, spesso assistito da sua moglie, sempre al suo fianco. ''A Mohamed piacciono i festeggiamenti - spiega Lonnie Alì - soprattutto quando riguardano lui. Da questo punto di vista è ancora come un grande bambino''. ''Noi siamo stati una vera e propria famiglia, siamo una famiglia e saremo per sempre una famiglia'', afferma commosso l'anziano ex allenatore. ''Ogni cosa questo ragazzo fa e continua a fare è grande - aggiunge Dundee - e siccome ho novant'anni posso ancora chiamarlo ragazzo. Lui mi ha insegnato ad essere più duro, ma anche ad essere più paziente. Insomma, mi ha insegnato ad essere più forte'.

 

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ALTRI GUAI PER CORONA

Il Pg di Torino Vittorio Corsi ha chiesto oggi la condanna di Fabrizio Corona a cinque anni di reclusione nel processo di appello per una presunta estorsione all'ex calciatore della Juventus David Trezeguet. Secondo l'accusa, nel 2009, a Trezeguet erano stati chiesti 25.000 euro per evitare la pubblicazione di alcune foto che lo ritraevano all'ingresso e all'uscita dell'appartamento di una ragazza conosciuta in un locale di Milano. I reati contestati a Corona sono estorsione aggravata e trattamento illecito di dati. Per gli stessi reati, il fotografo é stato condannato già in primo grado a tre anni e quattro mesi di reclusione. La sentenza è stata impugnata sia dalla Procura della Repubblica, sia dalla difesa di Corona.Inizio modulo

 

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BUROCRAZIA COSTOSA

Italia sconfitta dal Terzo mondo. Ruanda, Zambia, Ghana e Namibia hanno più attrattiva del Belpaese per chi deve avviare un'impresa. Norme complicate e burocrazia lumaca ci fanno scivolare nella classifica fornita dalla Banca Mondiale, mentre i costi pesano come un macigno su sviluppo e rilancio: circa lo 0,5% annuo del Pil, quasi 10 miliardi di euro, secondo la stima dell'Istituto Bruno Leoni. In Italia il debutto nel mondo dell'imprenditoria costa 2.673 euro contro una media europea di 399 euro. Numeri che preoccupano Viale dell'Astronomia. I Giovani di Confindustria chiedono al governo Monti un intervento deciso per attrarre investimenti e far ripartire l'economia. "Serve un'azione seria di semplificazione e liberalizzazioni - dice il presidente Jacopo Morelli-, ma anche la diffusione di infrastrutture che rendano più agevole fare impresa: dalla rete energetica a quella digitale". Nel Regno Unito sono sufficienti 33 euro per avviare un'impresa, ne bastano 50 in Irlanda e sei euro in più in Bulgaria. Scegliere la Spagna comporta un costo di 115 euro, ne servono 176 in Germania, mentre in Romania la cifra non supera i 125 euro. Più care Svezia ed Estonia (185), seguono Malta (210) e Cipro (265). Bisogna mettere in conto tra i 330 e i 392 euro se si opta per Finlandia, Ungheria, Repubblica Ceca, Austria, Portogallo o Slovacchia. In Belgio la spesa iniziale sale a 517 euro e lievita in Lussemburgo (1.000 euro), Paesi Bassi (1.040) e Grecia (1.101). Nulla a che vedere con l'Italia, che supera di quasi 7 volte la media europea. Una differenza che frena, inevitabilmente, la nascita di nuove aziende. I costi nel nostro Paese non si traducono in velocità: se da aprile 2010 è possibile registrare un'impresa in un giorno (nel 2008 era 13 giorni) ne basta uno anche in Portogallo e ne sono sufficienti due nella Danimarca a 'costo zero'. Nella media Ue, 7 giorni secondo i dati della Commissione Europea, rientrano inoltre Germania, Francia e Regno Unito. Da una analisi delle variabili contenuta invece nel 'Doing business in a more transparent world 2012' elaborata dalla Banca Mondiale emerge che per aprire una impresa in Italia serve lo stesso numero di giorni e di procedure che negli Usa, ma il costo incide 18 volte di più sul reddito individuale ed è richiesto un capitale minimo pari al 10% del reddito contro lo zero della Germania. Per avere accesso all'elettricità in Italia si impiegano più di 6 mesi, contro due settimane in Germania. Un imprenditore del Belpaese impiega 285 ore per adempiere alle procedure per pagare le tasse (più di 35 giorni) e la tassazione incide per il 68% sul profitto, contro il 46% della Germania. Difficile così pensare di attrarre investimenti esteri. Se ai primi 4 posti della classifica mondiale ci sono Singapore, Hong Kong, Nuova Zelanda e Stati Uniti, è evidente anche la distanza dalle economie dell'area euro. Settimo il Regno Unito, 19esima la Germania e 29esima la Francia. L'Italia perde 4 posizioni rispetto allo scorso anno e 10 rispetto al 2010 e si piazza 87esima su 183. Peggio di noi nel Vecchio Continente fa solo la Grecia. Non va meglio il confronto con il resto del mondo. Il Ruanda scala la classifica e si piazza 45esimo, in Polinesia il Tonga ci guarda dall'alto in basso, così come il Botswana al centro dell'Africa meridionale o l'Armenia. E il sorpasso riesce anche a Mongolia, Bahamas, Ghana, Namibia e Zambia. Chiude la classifica lo stato africano del Ciad, mentre il Marocco registra la migliore performance passando dal 115esimo al 94 posto, complici le numerose semplificazioni introdotte nel settore edilizio che hanno alleggerito gli adempimenti fiscali. Tempi lunghi per ottenere permessi di costruzione, difficoltà di accesso al credito, imposte onerose, poche tutele in caso di insolvenza dei debitori sono solo alcuni degli ostacoli che affronta chi tenta di mettersi in proprio. Difficoltà che si riflettono sulla predisposizione dei giovani a fare impresa. Solo un giovane italiano su tre sogna di diventare imprenditore, secondo l'ultimo rapporto Censis. Pronto all'avventura il 32,5% dei giovani italiani tra i 15 e 35 anni, contro il 56,3% dei coetanei spagnoli, il 48,4% dei francesi e il 35,3% dei tedeschi. A scoraggiarci la burocrazia, "è troppo complicato" per il 26,7% contro il 14% della media dei giovani europei, o la paura di rischiare (17,8% contro il 15,4% della media Ue).

 

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INCONTRO A ROMA

Il 20 gennaio il presidente Francese Sakozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel saranno a Roma per una trilaterale con il presidente del Consiglio Mario Monti. "Sono grato a Sarkozy - ha poi detto il premier Mario Monti a proposito del vertice a Roma con il presidente francese e la cancelliera tedesca Merkel - di aver confermato la sua disponibilità all'incontro di Roma. Con lui ci sarà anche la cancelliera Merkel. Tutto questo - ha spiegato - va visto nella sequenza stretta e ravvicina di incontri in vista dell'Eurogruppo e del Consiglio europeo del 30 gennaio". "Se l'Italia, come sta facendo in questi mesi con intensità, riesce a non essere più un problema per l'Europa, si tratta già di una buona notizia per l'Europa stessa": lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, in un'intervista esclusiva alla tv France 24, poco prima di ripartire per l'Italia. "Affinché l'Italia, la Francia e gli altri Paesi - ha aggiunto Monti - possano essere al riparo dalle enormi perturbazioni dei mercati, bisogna poi che l'Europa tutta insieme faccia il proprio dovere di accelerare questo meccanismo di sostegno alla zona euro nel suo insieme. In questo, la cooperazione con la Francia è di primaria importanza". "Per fortuna dobbiamo andare in Parlamento ogni volta, sennò saremmo fuori dalla democrazia" ha aggiunto Monti.

 

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MANI IN TASCA

"È inammissibile che una porzione importante di reddito sfugga ad ogni tassazione a fronte dei pesanti sacrifici dei lavoratori". Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti a Reggio Emilia, in occasione della sua visita per le celebrazione del 215° anniversario del Tricolore, ricevendo un lungo applauso dalla platea. È necessario, lo so bene anch'io - ha aggiunto - evitare una pressione fiscale eccessiva". Quanto agli accertamenti fiscali, "devono essere rispettosi dei diritti individuali: su questo vigilo e vigilerò, ma a uomini e a donne della Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Entrate voglio dire il mio grazie e assicurare il mio appoggio", ha sottolineato il premier. "L'espressione 'mettere le mani nelle tasche degli italiani' non mi ha mai persuaso - ha continuato - e comunque è incompleta" perché a metterle "nelle tasche dei contribuenti onesti" sono "gli italiani che evadono" e quei "privilegi e rendite" che sono "un inciampo al gioco della concorrenza e del mercato". Quindi, ha scherzato il presidente del Consiglio, se c'è "un filo conduttore tra la fase 1 la fase 2 del governo è l'invito a tutti a tenere le mani a posto". Riguardo alla crisi, il premier ha ricordato che l'Italia con la manovra approvata il 23 dicembre ha fatto la sua parte ma occorre ora che "tutti i componenti" dell'Unione Europa facciano altrettanto. "Noi continueremo a fare la nostra parte", ha assicurato. "Nessuno può immaginare che l'Europa rinunci a crescere. Non è problema di Nord o Sud. Nessun paese è tanto forte da andare avanti solo, ma ciascuno ha bisogno di attuare politiche comuni e coordinare la crescita", ha sottolineato Monti. "Vogliamo anche noi - ha aggiunto - un'Europa con i conti in ordine che riesca a raggiungere la stabilità anche accettando meccanismi severi, che sono nel nostro comune interesse". "Quanti danni, in passato - ha continuato - sono stati fatti inconsapevolmente dicendo di sì ad ogni istanza sociale senza riguardo al fatto che mentre dire dei no dopo scelte difficili e responsabili comporta costi politici nel presente, dire di sì a tutti comporta costi drammatici per coloro che non votano e forse non sono ancora nati". "Se guardiamo dentro di noi - ha proseguito - sappiamo che l'Italia ce la può fare, l'Italia ha sempre risposto nei momenti di difficoltà". Servono "sacrifici", ne abbiamo chiesti "a tutti ma il governo seguirà come stella polare giustizia sociale e equità". Il premier ha poi ribadito la volontà del governo di andare avanti in modo incisivo sulle liberalizzazioni. "Faremo saltare i colli di bottiglia", ha garantito. Le liberalizzazioni - ha assicurato - saranno equilibrate e pragmatiche ma non timide". Il premier ha spiegato che nella 'fase 2' ci sarà ampio spazio per questo capitolo "riconoscendo che ogni settore dà un contributo, ma che è più equo se avviene in regime di libera concorrenza". Nei prossimi mesi l'esecutivo, ha annunciato, metterà in atto una "scossa e una accelerazione potente alla lotta contro la corruzione che frena gli investimenti. Il governo opererà con provvedimenti legislativi e amministrativi", ha precisato. Al termine del suo intervento al Teatro municipale Valli, i presenti hanno tributato al premier un lungo e caloroso applauso alzandosi tutti in piedi. Al suo arrivo il premier aveva invece subito una contestazione da parte di numerosi sostenitori della Lega affiancati, a qualche decina di metri, da giovani de La Destra. A contestare il capo del governo c'erano inoltre alcuni militanti di Rifondazione comunista. Prima di recarsi al Teatro municipale, questa mattina il premier ha preso parte alla cerimonia dell'alzabandiera in piazza Prampolini, quindi ha incontrato nella Sala del Tricolore alcuni giovani ai quali ha consegnato copia della Costituzione. "I giovani sono la chiave di ispirazione delle misure che il nostro governo con molta rapidità e incisività si è trovato a dover prendere nel mese scorso - ha detto Monti - e che dovremo prendere ancora per qualche tempo". Terminate le celebrazioni, il presidente del Consiglio si è brevemente intrattenuto in un colloquio privato con il segretario del Pd Pierluigi Bersani. Tema dell'incontro ovviamente riservato, ma l'esponente del Pd potrebbe aver insistito con il capo del governo sulle nuove misure che l'esecutivo dovrebbe prendere in tempi stretti e in particolare sulle liberalizzazioni e sui temi legati al mondo del lavoro.

 

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LIBERALIZZAZIONI

''L'emergenza non è finita. Il peggio è passato: abbiamo corso davvero il rischio della Grecia, del disastro. Non siamo ancora fuori dal tunnel. Però un progetto di rilancio del Paese è stato avviato con determinazione''. Lo afferma il ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera (nella foto), in una lunga intervista al Corriere della Sera, nella quale descrive i prossimi interventi del suo dicastero e sottolinea l'attenzione al ''disagio occupazionale'' che interessa ''almeno sei milioni di persone''. ''La politica deve misurarsi in termini di posti di lavoro creati - afferma Passera - non solo di Pil e di equilibrio dei conti''. Per le imprese, il ministro annuncia che sarà ''saldato lo scaduto dei pagamenti privati e pubblici: 60-80 miliardi di debito forzoso'', mentre sulle liberalizzazioni e' pronto a varare anche più di un decreto al mese, ''non solo sulle liberalizzazioni ma su tutti i temi della crescita'', precisa. ''Per questo procederemo in ogni campo: gas, energia, commercio, trasporti, professioni''. Quanto alle banche italiane, il ministro riconosce che ''quando l'economia reale va male, ne risentono'' ma ''ciò non toglie che siano banche strutturalmente sane e forti''. Il tessuto industriale dell'Italia si fonda ''su una base di aziende che tiene su l'Italia. Sono le aziende che fanno il 30% del Pil grazie alle loro esportazioni - rileva Passera - grazie a loro, l'Italia non perde quote del commercio internazionale. Dobbiamo fare di tutto per aiutare queste aziende''. Per finanziare i provvedimenti, Passera esclude che si farà ricorso alla tassazione dei cittadini. ''Finito. Quel che c'era da fare è stato fatto'', le risorse si troveranno attraverso la riduzione dei ''costi degli apparati pubblici''. Sul mercato del lavoro, il ministro riconosce che va ''migliorata la flessibilità in entrata e resa più logica la flessibilità in uscita'', quindi ''servono contratti più chiari, più responsabilizzanti per le aziende''. ''Dobbiamo ridurre l'abuso del precariato - aggiunge - valorizzare il contratto di apprendistato, liberare una generazione dalla condanna a sottolavori senza prospettive''.

 

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CAMERON CONTRO TOBIN TAX

Cameron ha detto che bloccherà una Tobin Tax europea. Alla Bbc, il premier ha detto: ''se i francesi vogliono introdurre una tassa sulle transazioni nel loro Paese dovrebbero essere liberi di farlo. Ma l'idea di una nuova tassa europea quando quella tassa non verrà introdotta in altri luoghi non penso sia logica e la bloccherò''. Cameron ha sottolineato come imporre la tassa in Europa senza che simili misure vengano introdotte altrove danneggerebbe soltanto i posti di lavoro e la prosperità dei Paesi europei. In risposta a quanto dichiarato dal ministro delle Finanze francese Francois Baroin - che ha affermato che la Francia potrebbe introdurre la tassa, nonostante l'ostilità britannica - il premier ha detto che i francesi sono liberi di fare quello che vogliono e ha aggiunto: ''In realtà una tassa sulle transazione in Gran Bretagna esiste già e abbiamo uno dei mercati più competitivi e di successo. Ma l'idea di una nuova tassa europea, quando quella tassa non esisterà in altri luoghi, credo non abbia senso e la bloccherò a meno che il resto del mondo si metta d'accordo nello stesso momento e introduca un qualche tipo di tassa''.

 

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È CACCIA AGLI ASSASSINI

"Parlavano in italiano o comunque dall'accento potrebbero essere dell'est-Europa". È quanto avrebbe riferito agli investigatori, a proposito dei due rapinatori-killer, Zengh Lia, la mamma della bimba di 9 mesi uccisa a Roma insieme al padre, un cittadino cinese di 31 anni, nel quartiere di Torpignattara. "Per i tanti segnali di forte inquietudine che mi arrivano posso dire che non mi aspetto un anno tranquillo". Lo afferma il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri, in un'intervista a Repubblica, nella quale sottolinea che la sua preoccupazione va dai pacchi bomba a Equitalia, alla protesta per Finmeccanica, alla Tav e agli episodi di cronaca come la rapina finita male a Roma che ha portato alla morte di un uomo cinese e della sua bambina di pochi mesi. "Purtroppo c'é un uso troppo facile delle armi - aggiunge il ministro - ci sono armi ovunque", e sul caso del duplice delitto a Tor Pignattara fa sapere che "dal ministro fino all' ultimo agente siamo impegnati e faremo di tutto per prendere quegli assassini". Il ministro rassicura sulla necessità di reperire fondi per la sicurezza, "le risorse le troveremo - afferma - Qui serve un salto culturale e di sicuro serve più intelligence. Ma deve essere chiaro che un'azione di sola polizia non basta, ci vuole anche uno stretto raccordo con la magistratura, unità d'intenti e forte impegno sociale". Quanto alle perquisizioni senza il via libera del giudice, Cancellieri assicura che "non sarà una pratica generalizzata ma per le situazioni di grave emergenza". L'Ambasciata cinese in Italia ha confermato che si terrà il 14 gennaio a Roma, come previsto, la festa del Capodanno cinese, nonostante la comunità cinese sia scossa dall'omicidio della piccola Joy e del papà Zhou Zeng. Alle due vittime verrà dedicato un particolare ricordo durante la manifestazione. Lo ha detto la portavoce della sede diplomatica di Pechino, Yang Yenyen. La festa servirà a ribadire, ha spiegato Yang, che le due comunità italiana e cinese oggi "sono ancora più vicine e che una simile tragedia non deve accadere mai più ". L'ambasciatore cinese Ding Wei e il sindaco di Roma Gianni Alemanno daranno il via alle 14.00 in piazza del Popolo alla manifestazione che celebra l'avvio dell'Anno del Drago.

 

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IRAN NUCLEARE

Un sito sotterraneo per l'arricchimento di uranio sarà "operativo in un prossimo futuro", secondo quanto riferiscono oggi i media iraniani citando un alto responsabile del programma nucleare. "L'impianto nucleare di Fordow per l'arricchimento sarà operativo in un prossimo futuro", ha annunciato oggi al quotidiano Kayahan il capo dell'Organizzazione per l'energia atomica iraniana, Fereydoun Abbasi Davani. Il responsabile ha precisato che in "questo sito può essere prodotto uranio arricchito al 20%, 3,5% e 4%". L'annuncio rischia di acuire le tensioni fra l'Iran e l'Occidente, che, a dispetto delle assicurazioni di Teheran, sospetta che il suo programma nucleare abbia finalità militari. L'Iran è pronto a fornire servizi e tecnologie nucleari ai "Paesi amici che ne facciano richiesta". Lo ha detto il capo dell'Organizzazione per l'energia atomica iraniana, Fereydoun Abbasi Davani, al termine di un incontro di cui riferiscono oggi vari quotidiani iraniani. In particolare, precisa il quotidiano Sharq, l'offerta è diretta ai Paesi africani che hanno ampie risorse di uranio. L'Iran ha sempre sostenuto che il suo programma nucleare ha finalità civili, e che l'arricchimento di uranio fino al 20% è mirato a rispondere a necessità mediche. Le autorità iraniane annunciano spesso nuovi traguardi tecnologici raggiunti dall'industria nazionale a dispetto delle sanzioni Onu, e proprio il primo gennaio scorso era stato comunicato che era stata testata con successo, nell'alimentazione del reattore di ricerca di Teheran, la prima barra di uranio prodotta nel Paese. Gli scienziati iraniani, era stato precisato, hanno prodotto la barra arricchendo uranio al 20% e hanno impiegato circa un mese per effettuare i test. Abbasi ha parlato anche dei risultati nella produzione di energia nucleare, ricordando il recente collegamento della centrale di Bushehr alla rete elettrica nazionale.

 

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INCARICO DOPO VOTO

La leader dell'opposizione birmana, il premio Nobel Aung Sang Suu Kyi, potrebbe ricevere un incarico ufficiale nel governo dopo le prossime elezioni, secondo quanto indicato da un consigliere presidenziale birmano. Secondo quanto dichiarato all'Afp dal Nay Zin Latt, consigliere della presidenza birmana, Aung Sang Suu Kyi potrebbe avere un ruolo del governo "civile" se conquisterà un seggio dopo le legislative parziali dell'1 aprile. Potrebbe ricevere un posto "appropriato" nell'alta amministrazione pubblica, ma "è anche possibile che sia nominata nel governo", ha aggiunto, precisando che ciò dipenderà anche dai suoi desideri.

 

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CADAVERE IN MARE

La conferma arriverà solo con l'esame del Dna, ma è quasi certo che il cadavere rinvenuto stamani nel porticciolo del rione Palese di Bari sia Roberto Straccia, il 24enne originario di Moresco (Fermo), studente di lingue all'università di Pescara, scomparso lo scorso 14 dicembre dopo essere uscito dal suo appartamento pescarese per andare a correre. Nonostante il padre, la madre e la sorella del giovane, a causa delle pessime condizioni di conservazione, non abbiano riconosciuto il cadavere, ci sono elementi che portano a pensare che il corpo sia proprio quello di Roberto. Non solo l'età apparente, ma soprattutto gli indumenti, compatibili con quelli indossati dal 24enne il giorno della scomparsa. Pantaloncini rossi con strisce laterali bianche, k-way blu e scarpe da ginnastica grigie, oltre all'iPod e ad un mazzo di chiavi. Quest'ultimi sono stati riconosciuti dalla madre come quelli del figlio. Si tratta comunque di elementi su cui si stanno ora concentrando gli accertamenti degli investigatori. L'allarme è scattato stamani, quando nel capoluogo pugliese il mare in burrasca ha restituito il cadavere di un giovane. Gli investigatori hanno subito parlato di ''concrete possibilità'' che il corpo fosse quello dello studente marchigiano. Il padre e la sorella di Straccia, Mario e Lorena, così come i Carabinieri di Pescara, sono immediatamente partiti per Bari, dove nel tardo pomeriggio li ha raggiunti anche la madre, Rita. Dall'esame esterno sul cadavere non è emerso alcun elemento utile all'individuazione delle cause della morte. A dare risposte certe, dunque, sarà l'autopsia disposta dalla Procura di Bari, che sarà eseguita non prima di lunedì. La magistratura del capoluogo pugliese ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, ma l'ipotesi di reato - spiegano fonti giudiziarie - è un atto tecnico che consente agli inquirenti di disporre gli accertamenti necessari. Intanto, fonti vicine alla Procura di Pescara, che sulla scomparsa di Straccia aveva aperto un fascicolo per sequestro di persona - un atto dovuto per consentire le indagini -, fanno sapere che il ritrovamento del cadavere ''non rafforza o indebolisce nessuna delle ipotesi fatte fino ad ora'' e ribadiscono che sarà proprio l'autopsia a far luce su quanto accaduto. Ma gli amici del 24enne non credono che Roberto sia caduto in acqua, così come continuano ad escludere il suicidio: ''Roberto non aveva alcun tipo di problema - affermano -, era un ragazzo perfetto. Se stava in mare, qualcuno ce l'ha messo...''. Sono tanti i dubbi su questa vicenda. È certo che, nel giorno della scomparsa, dopo essere uscito dall'appartamento pescarese, il giovane sia andato a correre, come dimostrano le immagini di una videocamera di sorveglianza, ma non è chiaro cosa sia accaduto nelle ore successive. Numerosi i particolari sul passato dello studente emersi dalle indagini, come, ad esempio, l'episodio risalente al 2004, quando Straccia, all'epoca 17enne, finì in ospedale per un avvelenamento e si pensò ad un atto di autolesionismo. Tra centinaia di segnalazioni relative alla presenza del giovane in diverse zone d'Italia e battute di ricerca anche nei giorni di festa, i Carabinieri di Pescara, in questi 24 giorni, non hanno escluso alcuna ipotesi. Dall'allontanamento volontario, al suicidio fino al rapimento. Ipotesi, quella del rapimento, più volte ribadita anche dalla famiglia Straccia, convinta, dall'inizio, che Roberto fosse trattenuto contro la sua volontà. Una morte che - ha detto il sindaco di Moresco, Amato Mercuri, rappresenta un grande dolore per la comunità.

 

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SEMPRE I SOLITI

Per divieto di sosta la polizia locale di Courmayeur ha multato nei giorni scorsi il Suv di Daniela Santanché, ex sottosegretario del governo Berlusconi ed esponente del Pdl, e da alcuni anni habituè della località turistica valdostana. Il fuoristrada era parcheggiato sulla strada regionale, a poca distanza dalla zona pedonale, ma al di fuori delle aree adibite alla sosta. Sul posto è intervenuta in un primo momento la polizia locale, che ha comminato la contravvenzione; poco dopo sono giunti anche i carabinieri di Courmayeur. Secondo quanto riferito da fonti locali, il Suv è normalmente utilizzato dalla Santanché quando viene in vacanza ai piedi del Monte Bianco. La multa è di circa 50 euro.

 

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DOPO CORTINA

Il blitz di Cortina non è né il primo né l'ultimo: l'attività degli 007 del fisco proseguirà, come sempre, e punterà soprattutto sui luoghi frequentati dai Vip. Anche perché l'evasione più forte non si annida certo nei quartieri popolari o d'inverno tra gli stabilimenti balneari chiusi. Questa l'indicazione che arriva dall'Agenzia delle Entrate dopo il clamore e le polemiche suscitate dal blitz di Cortina. E non si tratta, spiega il numero uno dell'Agenzia Attilio Befera, di un'attività "discrezionale". Come dire: facciamo solo il nostro dovere. Un dovere che non ha - come invece accusano alcuni esponenti della Lega - una matrice politica. E questo é dimostrato anche dalla gran quantità di controlli effettuati soprattutto d'estate a sud dello stivale. In fondo la logica dei controlli è chiara: ci si concentra soprattutto sulle zone più frequentate proprio durante il picco della stagione turistica per stanare, ad esempio, gli esercenti furbetti che non emettono lo scontrino. Anche se per esempio Fiscoequo denuncia che questo tipo di attività di controllo è sempre meno frequente con un calo l'anno scorso del 700%. Ma - sostengono i commercialisti - molto meglio i controlli reali che le elaborazioni statistiche. E i blitz piacciono anche ad Adusbef e Federconsumatori. Da segnalare però anche oggi nuovi attacchi ad Equitalia: minacce a Modena, busta con proiettile al direttore di Livorno e insulti contro la sede di Caserta. Tanti che il Direttore centrale 'servizi enti e contribuenti' di Equitalia, Angelo Coco, afferma: siamo preoccupati, ma andremo avanti. Befera risponde alle accuse di aver creato problemi alla stagione turistica di Cortina: "abbiamo fatto andar bene gli affari, in quel giorno. I ristoranti hanno aumentato i loro ricavi del 300% rispetto allo stesso giorno dell'anno precedente. Quindi non abbiamo danneggiato il turismo, tutt'altro: abbiamo favorito gli esercizi commerciali". E rispondendo alla vecchia frase dell'ex premier, Silvio Berlusconi ("se uno Stato mi chiede il 50% di quello che guadagno mi sento moralmente autorizzato ad evadere") aggiunge: se si dice che evadere è giusto vuol dire che "non siamo in un mondo civile". In ogni caso "se i controlli li abbiamo fatti a Cortina non è per un pregiudizio verso qualcuno ma perché sapevamo, segnalazioni alla mano, a cosa andavamo incontro". Quindi controlli "se ne faranno ancora" e "gli italiani devono decidere che cosa vogliono. E lo dico a chi, come Beppe Grillo, sull'argomento mi pare in confusione. Perché a parole tutti sono d'accordo a fare la lotta all'evasione ma solo quando non li riguarda". Ancora molto arrabbiato si mostra però il sindaco di Cortina, Andrea Franceschi: "é emerso che i dati forniti dalle Entrate sono stati palesemente manipolati per far notizia e giustificare un'azione da stato di polizia". Preoccupati anche gli albergatori che annunciano le prime disdette. Arrabbiato anche il governatore del Veneto Luca Zaia che, in polemica con Salvo Fleres di Grande Sud che aveva bollato come 'stupidaggini' le rimostranze del Governatore, chiama in causa direttamente Mario Monti: "utilizzi questa polemica per dimostrare che non ci sono due pesi e due misure". Taglia corto Antonio De Poli (Udc): non esiste una lotta all'evasione del Sud o del nord. Ne nasce una polemica politica che vede due schieramenti contrapposti: chi dice che allora bisogna controllare anche a Sud e chi, come il Futurista, gli punta il dito addosso accusandoli di voler proteggere gli evasori. Una cosa è certa i blitz proseguiranno: "la stagione invernale è ancora lunga...", dice il direttore dell'accertamento, Luigi Magistro.

 

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LAVORO

In Italia oltre due persone su tre in cerca di lavoro si affidano a un intermediario che può essere un parente o anche un sindacato. Ricorrere a chi si conosce già è la prima strada che si percorre per trovare un posto. A certificare le usanze degli italiani a caccia di un impiego è Eurostat nel rapporto 'Methods used for seeking work', secondo dati aggiornati al secondo trimestre del 2011. Nella Penisola chi bussa alle porte di amici, parenti o sindacati è, infatti, pari al 76,9%, una quota superiore alla media dell'area euro (68,9%), a quella dell'Unione europea nel complesso (69,1%) e soprattutto circa doppia a confronto con quella di Paesi come Germania (40,2%), Belgio (36,8%), Finlandia (34,8%). Anche se nel Vecchio continente c'è chi fa peggio, è il caso della Grecia (92,2%), ma pure di Irlanda e Spagna. Nell'Unione europea, inoltre, si fa molta pubblicità del proprio curriculum, del proprio percorso di studi, (68,8% Ue 17 e 71,5% Ue 27), una modalità che viene anche seguita in Italia ma con una percentuale inferiore (63,9%), tra le più basse, in particolare a confronto con Irlanda e Slovenia, dove quello che Eurostat definisce come lo Study advertisement è praticato da più di nove persone su dieci in cerca di lavoro. L'Italia risulta anche tra i Paesi che meno fanno affidamento agli annunci di lavoro che compaiono sulla stampa o sul web, con solo il 31,4% che si rende disponibile a una precisa prestazione o risponde a un'offerta di impiego. Insomma, gli italiani credono poco nei contatti a distanza e privilegiano di gran lunga gli approcci diretti e informali. Non a caso è anche al di sotto dei valori medi europei la quota di coloro che si rivolgono ad operatori istituzionali, come i centri pubblici per l'impiego (31,9%), addirittura l'Italia è penultima nell'eurozona, alle spalle solo di Cipro, con una forte distanza dalla Germania (82,8%). Un discorso simile vale per i centri privati di impiego, come possono essere le agenzie del lavoro. In generale, in tutta Europa chi contatta soggetti privati per essere assunto è una minoranza, ma in Italia la fetta è ancora più risicata (18,0%). Tornado alle preferenze degli italiani, la seconda via scelta per trovare un'occupazione consiste nel chiedere direttamente al datore di lavoro, sempre secondo le tabelle di Eurostat oltre sei persone su dieci in cerca si rivolge al principale. Molto probabilmente si tratta di una modalità favorita dalla struttura produttiva del Paese, con tantissime piccole e medie aziende, dove, quindi, è più facile entrare in rapporto con i 'capi'.

 

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LA CRISI E GLI ITALIANI

Gli italiani guardano con timore e diffidenza al 2012: quasi uno su due (48%) ritiene che la situazione economica del Belpaese sia pessima e il 36% si aspetta un ulteriore peggioramento delle condizioni della propria famiglia. È quanto emerge dal sondaggio Confesercenti-Swg. Inoltre, nel 2011 83 italiani su 10 (83%) hanno tagliato le spese e la crisi continua a mordere: solo il 62% riesce a coprire con lo stipendio le spese mensili, mentre uno su quattro (28%) arriva solo alla terza settimana. Il sondaggio Confesercenti-Swg sulle prospettive economiche per il 2012 evidenzia un maggior pessimismo rispetto allo scorso anno: a dichiarare che la situazione economica italiana è pessima è il 48% contro il 33% del 2010, mentre il 36% (contro il 18% dello scorso anno) ritiene di aspettarsi un ulteriore peggioramento delle condizioni economiche della propria famiglia nei prossimi 12 mesi. Si affievolisce inoltre la fiducia nel cambiamento: il 47% non crede in un cambio di marcia per l'anno appena cominciato, sia in positivo sia in negativo, mentre coloro che si dichiarano fiduciosi in un futuro miglioramento sono solo il 17% (in calo rispetto al 24% dell'anno precedente). Anche il 2011 è stato caratterizzato da prudenza: l'83% (contro il 69% del 2010) ha tagliato le spese, soprattutto riguardo l'abbigliamento e le calzature, le vacanze e gli acquisti per la casa; mentre solo il 5% ha aumentato le spese. Aumenta inoltre la difficoltà a far quadrare il bilancio familiare per arrivare a fine del mese: scende infatti la quota di persone che riesce, con il proprio il reddito, a coprire in tranquillità le spese mensili (il 62% contro il 72% del 2010), mentre sale al 28% la fetta che riesce a far fronte a tutte le spese fino alla terza settimana (era il 20% nel 2010). Il 10% confessa di arrivare solo alla seconda. Dalla classe politica, infine, gli italiani si aspettano onestà (45%) e serietà (24%). Sembrano invece interessare meno la questione morale (13%) ed il rispetto dei principi di un'etica comune (10%). L'umiltà (8%) è la qualità meno richiesta per una buona classe politica.

 

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RECORD BENZINA

Nuova fiammata dei prezzi della benzina. Con i rialzi delle addizionali regionali sulle accise, il prezzo sfiora oggi 1,74 euro al litro. Secondo il monitoraggio di Quotidiano energia all'Ip si tocca infatti la cifra di 1,738 euro, ma al Sud e al Centro, dove è più forte l'effetto addizionali, si arriva quasi 1,8 euro al litro. Le addizionali, che riguardano solo la benzina e non il diesel, sono scattate ieri in sei regioni (Piemonte, Liguria, Toscana, Marche, Umbria e Lazio) e hanno fatto inevitabilmente lievitare i prezzi in gran parte dei distributori italiani. Tra le compagnie petrolifere ad aggiustare i listini è infatti stata solo la Tamoil (+0,4 cent sulla verde). Tutte le altre hanno 'subito' gli effetti delle decisioni prese dalle giunte regionali. E la riprova sta proprio nel prezzo del gasolio, rimasto sostanzialmente stabile intorno a 1,7 euro al litro. A livello Paese, rileva QE, il prezzo medio praticato dalla benzina (in modalità servito) va oggi da 1,729 euro al litro degli impianti Shell all'1,738 di quelli IP (no-logo in salita a 1,640). Per il diesel si passa dall'1,699 euro al litro di Eni all'1,702 di Tamoil (no-logo a 1,599). Il Gpl è invece tra gli 0,744 euro al litro di Eni e lo 0,756 di Tamoil (no-logo a 0,726).

 

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PENSIONI

L'Inps informa che sono state inviate circa 450 mila comunicazioni ai pensionati che percepiscono pensioni mensili di importo complessivamente superiore a mille euro, pagate in contanti, per invitarli a comunicare all'Istituto entro il mese di febbraio 2012 modalità alternative di riscossione. Come è noto, la legge n. 214 del 22 dicembre 2011, ha stabilito che le Pubbliche Amministrazioni devono utilizzare strumenti di pagamento elettronici, disponibili presso il sistema bancario o postale, per la corresponsione di stipendi, pensioni e compensi di importo superiore a mille euro (limite che potrà essere modificato in futuro con decreto del Ministero dell'Economia e delle Finanze). L'adeguamento alle nuove modalità di pagamento dovrà avvenire entro il 6 marzo 2012. L'Istituto quindi non potrà effettuare pagamenti in contanti di importo superiore a mille euro a partire dal 7 marzo 2012. I pensionati che stanno ricevendo la lettera dell'Istituto potranno comunicare entro il mese di febbraio 2012 le nuove modalità di riscossione, scegliendo tra l'accredito in conto corrente, su libretto postale o su carta ricaricabile. La richiesta di variazione della modalità di pagamento potrà essere inoltrata attraverso il sito istituzionale da parte dei soggetti in possesso di Pin, oppure direttamente ad una Struttura Territoriale dell'Istituto. In alternativa, la richiesta potrà essere fatta presso gli uffici bancari o postali, secondo le consuete modalità.

 

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RISCHIO TENSIONI SOCIALI

C'è un rischio reale di tensioni sociali nei prossimi mesi". A lanciare l'allarme tramite Twitter è la leader Cgil Susanna Camusso (nella foto). La segretaria nazionale chiede quindi "un piano per il lavoro" individuato come "vera emergenza". Tre i punti chiave individuati dalla Camusso: ''Ridurre la precarietà da 46 forme di assunzione a tre o quattro, introdurre forme flessibili più costose e incentivare l'apprendistato''. In serata il premier Mario Monti ha chiamato i leader di Cgil, Cisl e Uil esprimendo la volontà di raggiungere la "massima intesa con le parti sociali sui temi del mercato del lavoro e dell’occupazione, pur nell’esigenza di operare con la sollecitudine imposta dalla situazione".

 

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NAPOLITANO AGLI ITALIANI

"L'Italia può e deve farcela". È questo il concetto chiave lanciato dal Presidente della Repubblica nel suo discorso di fine anno. Un messaggio durato 21 minuti con cui il capo dello Stato ribadisce la gravità della situazione ma sottolinea anche come gli italiani, con impegno e fiducia, potranno uscire dalla crisi. Sono necessari quindi sacrifici, avverte Napolitano, ma questi daranno i loro frutti. "L'emergenza resta grave - dice - e la fiducia rischia di essere oscurata da interrogativi angosciosi che possono tradursi in scoraggiamento e indurre al pessimismo''. "È faticoso riguadagnare credibilità, dopo aver perduto pesantemente terreno; i nostri Buoni del Tesoro - nonostante i segnali incoraggianti degli ultimi giorni - restano sotto attacco; il debito pubblico che abbiamo accumulato nei decenni pesa come un macigno e ci costa tassi di interesse pericolosamente alti" aggiunge Napolitano. "Lo sforzo di risanamento del bilancio culminato nell'ultimo, impegnativo decreto, deve perciò essere portato avanti con rigore. Ma siamo convinti che i frutti non mancheranno. I sacrifici non risulteranno inutili. Specie se l'economia riprenderà a crescere: il che dipende da adeguate scelte politiche e imprenditoriali, come da comportamenti diffusi, improntati a laboriosità e dinamismo, capaci di produrre coesione sociale e nazionale". Dalla crisi si esce dando un futuro ai giovani, sottolinea il capo dello Stato. "Si è diffusa ormai la convinzione - dice Napolitano - che dei sacrifici siano inevitabili per tutti: ma la preoccupazione maggiore che emerge tra i cittadini è quella di assicurare un futuro ai figli, ai giovani. È questo l'impegno cui non possiamo sottrarci". La crisi può essere un'occasione per rendere la nostra società "più severa e più giusta, più dinamica, moralmente e civilmente più viva, più aperta, più coesa". La parte centrale del discorso di Napolitano è dedicata al lavoro. Il presidente sottolinea che ''occorre definire nuove forme di sicurezza sociale che sono state finora trascurate a favore di una copertura pensionistica più alta che in altri paesi o anche di provvidenze generatrici di sprechi''. Il presidente della Repubblica ricorda dunque la sua storia di sinistra, la sua vicinanza ai lavoratori, e si rivolge ai sindacati e alle forze sociali per sottolineare come il mondo sia ormai cambiato. Per questo occorre "ripensare e rinnovare le politiche sociali", senza rinunciare al modello europeo fatto di dignità e diritti del lavoro. "Sento molto le difficoltà di chi lavora e di chi rischia di perdere il lavoro", dice, ma credo che i lavoratori e le loro organizzazioni debbano esprimere uno "slancio costruttivo nel confronto", fare sacrifici e avere "visione e ruolo nazionale" come seppero fare nel Dopoguerra e nel tragico 1977 dell'inflazione al 20% e del terrorismo. Il capo dello Stato punta poi il dito contro la "patologia" tutta italiana, da combattere con una seria lotta all'evasione e alla corruzione. "A partire dagli anni Ottanta - dice - la spesa pubblica è cresciuta in modo sempre più incontrollato, e ormai insostenibile. E c'è anche chi ne ha tratto e continua a trarne indebito profitto: a ciò si legano strettamente fenomeni di dilagante corruzione e parassitismo, di diffusa illegalità e anche di inquinamento criminale. Né, quando si parla di conti pubblici da raddrizzare, si può fare a meno di mettere nel mirino l'altra grande patologia italiana: una massiccia e ingiustificabile evasione fiscale. Che ci si debba impegnare a fondo per colpire corruzione ed evasione fiscale, è fuori discussione". Napolitano difende poi la nascita del governo Monti e sottolinea che il ricorso al voto anticipato sarebbe stato "un azzardo pesante dal punto di vista dell'interesse generale del Paese". Napolitano riconosce quindi il "merito" dei partiti che hanno deciso di sostenere Monti ed esorta a continuare su questa strada. Ai cittadini infine, spetta il compito di vigilare sull'operato dei politici, senza cadere nell'antipolitica "perché - conclude Napolitano - non c'è futuro per l'Italia senza rigenerazione della politica e della fiducia nella politica".

 

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CACCIA AGLI EVASORI

''Il nostro impegno continua e siamo sicuri che il 2012 sarà un anno ancora più proficuo, grazie ai nuovi strumenti che Governo e Parlamento ci hanno messo a disposizione per scovare gli evasori''. Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera, lo spiega in un'intervista al 'Messaggero'. ''negli ultimi anni le manovre varate ci hanno fornito strumenti sempre più incisivi di recupero dell'evasione fiscale. - continua Befera - Oggi, con il nuovo redditometro, che è in fase di test, possiamo scovare l'evasione in modo più preciso, attraverso il raffronto tra quanto dichiarato dal contribuente e le spese che ha sostenuto''. ''La manovra 'Salva Italia' ha ulteriormente potenziato gli effetti di questo tipo di controlli, grazie ai dati che ci giungeranno sulle movimentazioni finanziarie e che saranno determinanti per l'analisi del rischio di evasione ancor più precisa. - continua Befera - Va sottolineato che il redditometro è efficace non solo per l'attività di controllo, ma soprattutto per incentivare la tax compliance. È inutile nascondersi che tutte queste misure devono essere accompagnate da un cambiamento diffuso del senso civico''. Befera, poi, sgomba il campo dagli equivoci su possibili violazioni della privacy: ''Nessun rischio Grande fratello. Da gennaio le bance e gli operatori ci invieranno in automatico i movimenti effettuati. Queste informazioni saranno accessibili a pochissime persone solo dalla sede centrale, dotate di credenziali di sicurezza e i cui movimenti saranno tracciati dal sistema informatico. Il tutto secondo le indicazioni che ci fornirà il Garante delle Privacy. I dati saranno utilizzati esclusivamente per selezionare i contribuenti da controllare e portare alla luce con estrema facilità le disparità esistenti tra i redditi dichiarati e le disponibilità finanziarie. Gli unici a doversi preoccupare sono gli evasori''. ''Il primo aspetto è la mancata quantificazione ufficiale del fenomeno. Molti considerano che l’evasione sia uguale alla percentuale di sommerso, vale a dire circa il 17% del Pil che sale al 20% se escludiamo la pubblica amministrazione. Una percentuale, tra l'altro, con profonde differenze tra settore e settore''. Il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, lo afferma in un'intervista al 'Sole 24 Ore'. ''Il sommerso calcolato dall'Istat in base a criteri statistici potrebbe essere diverso dall'imponibile da indicare nella dichiarazione dei redditi. - continua Giovannini - Poi questa stima riguarda solo i flussi di reddito: non c'è, per esempio, alcuna indicazione sull'evasione delle imposte sugli immobili né su quelle relative ad altri patrimoni detenuti dai contribuenti''. ''È necessaria un'iniziativa scientifica valida e basata su modelli anche utilizzati all'estero che quantifichi l'evasione sia complessiva che per singolo tributo, il cosiddetto tax-gap. - conclude Giannini - Solo in questo modo una parte dell'evasione recuperata potrebbe essere destinata automaticamente, ad altri fini, ad esempio a ridurre le aliquote legali. La mancanza di questa stima precisa fa si che non si riescano né a cogliere miglioramenti nella lotta all'evasione, né a quantificarli, né eventualmente a dedicare una parte dei risultati, a politiche di redistribuzione del carico fiscale''.

 

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POVERI DEPUTATI

La crisi morde e i sacrifici incalzano, anche per gli onorevoli. Così, da oggi, scatta il caro tazzina alla buvette di Montecitorio. Il bar della Camera ritocca i prezzi all'insù, come era già stato fatto a palazzo Madama. Un aumento che naturalmente riguarderà, alla sua riapertura, anche il ristorante dei deputati. Gli onorevoli, intanto, pagheranno 20 centesimi in più per la classica accoppiata della prima colazione, cappuccino e cornetto, che passano rispettivamente da 1 euro ad 1 euro e 10 centesimi e da 80 a 90 centesimi. Costerà di più anche il caffè, da oggi a 80 centesimi anziché 70. Più sostanzioso l'aumento (20 centesimi) per l'orzo, per il decaffeinato (da 1 euro ad 1 euro e 20) e per il cappuccino decaffeinato (da 1 euro ad 1 euro e 30). Anche il panino consumato al volo tra una votazione e l'altra costerà di più ai deputati: quello con prosciutto e mozzarella costerà 3 euro anziché 2,50; il tramezzino semplice 2,50 anziché 2 euro e quello special 2,80 anziché 2,50. Prezzi più alti anche al bancone dei fritti: supplì, arancini e crocchette passeranno da 1 euro a 1 euro e 30 centesimi. Raddoppia il prezzo dei succhi di frutta, da 1 a 2 euro, mentre aumenta di 50 centesimi (da 2,50 a 3 euro) il trancio di pizza bianca farcita con prosciutto e formaggio o con mortadella. Da 3 euro a 3,50 la fetta di torta rustica, mentre la pizzetta rossa passa da 1,50 a 2,50 euro. Prezzi in salita anche per la frutta: quella singola (mele, pere, banane) costa ora 1 euro anziché 50 centesimi, mentre ananas, melone, mandarini, arance e uva passano d 1 a 2 euro a porzione. Anche l'ora del tè sarà più cara per gli onorevoli: per sorseggiare un tè caldo pagheranno 1 euro e 50 anziché 80 centesimi, mentre il tè freddo passa da 1 a 2 euro. Offrire l'aperitivo ad un collega sarà da oggi più dispendioso: 3,50 euro anziché 1,50 per un analcolico, e ben 4,50 euro (dai 2,00 del listino 2011) per un aperitivo alcolico. Dagli aumenti non si salva neppure il vino: un bicchiere di bianco o di rosso passa da 1 a 3 euro.

 

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LE BORSE EUROPEE

Borse europee in rialzo nella prima seduta dell'anno. Chiuse Londra e Zurigo la Piazza più tonica é Francoforte spinta da Volkswagen (+1,47%), Allianz (+1,14%), Metro (+1,17%) ed E.On (+1,02%). L'indice d'area Stxe 600 sale dello 0,16% mentre a livello settoriale guadagna mezzo punto il settore automobilistico. Poco mossi i bancari (sottoindice dj stoxx +0,01%) con Bper che cede il 2,08% dopo l'addio di Fabrizio Viola nuovo dg di Mps. Deboli anche Banco Popular Espanol (-0,57%), Unicredit (-0,7%). Piazza Affari incrementa il rialzo dell'apertura. Il Ftse Mib sale dell'1,16% a 15.265 punti e il Ftse All Share dell'1,12% a 16.028 punti. Tra i titoli in evidenza FonSai (+4,84%) Terna (+3,94%), Finmeccanica (+2,87%), Generali (+2,58%), Mps (+2,2%). Bene anche Fiat (+1,8%), Mediaset (+1,87%), Intesa SanPaolo (+1,62%), Bpm (+1,57%). Poco mossi Ansaldo Sts (+0,14%), Unicredit (+0,31%), Tod's (+0,32%). Lo spread Btp-Bund stringe a 504,8 punti base e il rendimento del 10 anni italiano torna sotto il 7% al 6,91%. In tensione il differenziale Francia-Germania che viaggia sopra i 130 punti (134), mentre quello della Spagna oscilla sui 320 punti. Prima seduta dell'anno debole per le Borse di Asia e Pacifico con buona parte delle Piazze però ancora chiuse per le festività. Da segnalare la debolezza dell'euro sui timori che la ripresa globale venga ancora ostacolata dalla crisi del debito in Europa. L'indice d'area Msci è sotto la parità così come sono visti in negativo i futures sul Vecchio Continente. Per un riferimento sui mercati, tra i pochi listini aperti da evidenziare la debolezza di Seul con le esportazioni del Paese previste in decremento quest'anno. "Con molti mercati chiusi è difficile fare previsioni a senso unico specialmente in assenza di scambi forti", spiega un gestore della Samsung Asset. "C'é la crisi in corso in Europa e la domanda mondiale continuerà ad essere generalmente debole quest'anno. Bisogna vedere quanto la Cina può ammortizzare, ma è ancora poco chiaro", spiega. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse di Asia e Pacifico. - Tokyo chiusa per festività - Hong Kong chiusa per festività - Shanghai chiusa per festività - Taiwan -1,69% - Seul +0,03% - Sidney chiusa per festività - Singapore chiusa per festività - Bangkok chiusa per festività.

 

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ARRIVA IL MALTEMPO

In arrivo sull'Italia una lunga fase di maltempo. Piogge e freddo caratterizzeranno infatti il ponte dell'Epifania. Le previsioni del meteorologo Mario Giuliacci danno in arrivo, in rapida successione, numerose perturbazioni nord atlantiche, sospinte da veloci correnti settentrionali, che porteranno piogge in prevalenza al Centrosud e anche nevicate, sebbene per lo più limitate Alpi di confine. Una prima perturbazione ha già raggiunto oggi la penisola con piogge su gran parte del Centronord e domani al Centrosud. Mercoledì un'altra perturbazione darà luogo a piogge soprattutto sulle regioni centrali. Giovedì una terza perturbazione porterà un po' di nuvole ovunque e qualche pioggia al Sud, mentre il giorno dell'Epifania la medesima perturbazione insisterà sull'Italia con precipitazioni al Sud. Per quanto riguarda le temperature, resteranno miti fino al 5 gennaio ma tra il 6 e l'8 di gennaio è prevista una moderata ondata di freddo su tutta la penisola. Il tempo nei prossimi giorni: Martedì 3, sereno su Alpi e regioni di Nordovest; piogge su regioni del Medio Adriatico e su tutto il Sud tranne la Puglia. Mercoledì 4, sereno sulle regioni di Nordovest per venti di Foehn; nubi sul resto d'Italia; piogge su regioni centrali, Campania e Nord Sardegna; nevicate sulle Alpi di Confine. Giovedì 5, sereno sulle regioni di Nordovest per un secondo episodio di Foehn; un po' di nubi sul resto d'Italia; qualche pioggia su Calabria e Sicilia; nevicate lungo le Alpi di confine. Venerdi 6, piogge su tutto il Sud; bello al Centronord; nevicate fino a bassa quota sui rilievi abruzzesi, campani e calabro-lucani; freddo ventoso ovunque per venti di Tramontana. Sabato 7, bel tempo su tutta l'Italia; freddo e ventoso, specie al Centrosud, per venti di Bora e di Grecale. Domenica 8, nubi al Sud; qualche pioggia sulla Puglia; sereno sul resto d'Italia; ancora freddo ovunque per venti di Tramontana. Lasciandosi alle spalle un avvio incerto di stagione dovuto alla mancanza di neve, la Valle d'Aosta, ora abbondantemente innevata, scala la classifica delle mete sciistiche più ambite, facendo registrare in questi giorni, fino all'Epifania, il tutto esaurito e molte presenze vip. I principali comprensori, da Breuil-Cervinia a Courmayeur, da La Thuile a Pila e al Monte Rosa, sono aperti a pieno regime. Un tempo incerta, con qualche nevicata che si alterna a schiarite, non scoraggia gli amanti dello sci, favoriti comunque da temperature miti rispetto alle medie stagionali. Fino a domenica si prevedono giornate prevalentemente soleggiate e ancora qualche precipitazione, soprattutto ai confini con Francia e Svizzera. Grande affluenza anche per le due grandi mostre dell'inverno valdostano: quella di Andy Warhol 'Dall'apparenza alla trascendenzà al Centro Saint Benin di Aosta e, al Forte di Bard, 'I tesori del Principe. Rubens, Brueghel, Rembrandt, Cranach, Canaletto, Hayez... Capolavori delle Collezioni del Principe del Liechtenstein'. Forte della vetrina offerta dal Capodanno di Rai uno, in diretta da Courmayeur, la Valle d'Aosta sta incassando in queste festività di inizio anno il gradimento del grande pubblico, proveniente dalle regioni limitrofe, ma non solo. Tra i vip avvistati sulle nevi valdostane il ministro dell'interno Annamaria Cancellieri a Champoluc, quello del welfare Elsa Fornero a Courmayeur, dove ci sono anche gli ex ministri Ignazio La Russa e Ferruccio Fazio. Il sindaco di Londra Boris Johnson sta trascorrendo qualche giorno di vacanza in Val d'Ayas.

 

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I FUNERALI DI DON VERZÉ

È il giorno dell'ultimo saluto a don Verzé, il sacerdote fondatore del San Raffaele morto a Milano sabato a 91 anni. Su di lui, a detta del cantante Al Bano, sono state scritte "delle cose veramente vergognose e che non si meritava", e per questo, Al Bano si augura "un po' di pace per quest'uomo che se lo merita". Dopo essere stato nella camera ardente del fondatore del San Raffaele, Al Bano ha spiegato che aveva scritto un discorso che però non si è sentito di leggere perché "l'emozione, talvolta, frega anche gli artisti". "Preferisco ricordarlo anche con il canto - ha proseguito - attraverso tutte le cose che ha fatto e ne ha fatte veramente tante. È un uomo che va oltre le parole". "Ho letto delle cose veramente vergognose - ha osservato -, non se le meritava". Lo stress può aver contribuito alla sua morte? è stato chiesto ad Al Bano. "L'età c'era - ha risposto il cantante - si è detto che lo hanno aiutato a morire, nel senso che tutti questi eventi non hanno facilitato il suo rimanere in vita". Don Verzé, ha aggiunto Albano, "parlerà sempre, vivrà sempre, grazie alle cose che ha fatto". "Lo dico perché l'ho conosciuto bene, ho conosciuto la sua umanità, la sua determinazione nei suoi progetti - ha aggiunto - quale uomo a 90 anni fa ancora progetti per gli altri?". "Quella famosa cupola sapete che cos'é? - ha detto Al Bano indicando l'ormai famosa cupola del San Raffale - un unione tra lui e il Divino. Lui mi disse 'voglio morire lassù', vicino al suo angelo Raffaele. Nessuno ha parlato di cosa c'é sotto quella cupola: una bella università, una bella fucina di cervelli di cui l'Italia ha bisogno". Al Bano ha concluso dicendo che, per don Verzé, "i soldi erano l'ultimo pensiero. Era un uomo senza una lira". Un applauso ha salutato l'uscita del feretro dalla camera ardente allestita al San Raffaele. Il corteo funebre è partito alla volta di Illasi (Verona), dove nacque don Verzé e dove nel pomeriggio si terranno i funerali. Nella camera ardente anche l'ex sindaco di Venezia, Massimo Cacciari (nella foto), che insegna all'università Vita e Salute del San Raffaele stesso, e il comico Renato Pozzetto, amico del sacerdote. Numerosi anche i medici e gli infermieri che hanno voluto rendere omaggio mentre nella camera ardente vengono letti messaggi per ricordarlo. "È stato un uomo eccezionale, vedete tutto quello che ha fatto", ha detto Vittorio Malacalza, che fa parte della cordata con lo Ior per acquisire il controllo dell'ospedale San Raffaele, che attraversa una grave crisi finanziaria. Rilancerete l'offerta di Giuseppe Rotelli? "Stiamo ancora valutando", ha risposto Malacalza riguardo l'offerta di oltre 305 milioni lanciata dall'imprenditore. Siete pronti a raccogliere l'eredità di Don Verzé? "Forse - ha detto - non ne saremo degni". "Il San Raffaele continuerà la sua opera perché la sua fiamma è salda e viva", ha invece detto Giuseppe Profiti, vicepresidente della fondazione San Raffaele del Monte Tabor, intervenendo nella camera ardente allestita per il sacerdote all'interno della basilica del San Raffaele.

 

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MISSILI IRANIANI

L'Iran ha effettuato con successo il lancio di prova di un missile balistico a lungo raggio nel corso delle esercitazioni navali che sta compiendo nel Golfo Persico: lo ha dichiarato l'agenzia ufficiale iraniana Irna. "Abbiamo collaudato un missile terra-mare chiamato Qader, che è riuscito con successo a distruggere bersagli predeterminati nel Golfo" Persico, ha scritto l'Irna citando il portavoce delle manovre navali iraniane, l'ammiraglio Mahmud Mussavi. Poche ore prima Mussavi aveva annunciato il lancio di prova del Qader (Capace) e di un altro missile balistico a lungo raggio, il Nour. Il collaudo era già stato annunciato e poi smentito due giorni fa. Da 10 giorni (dal 24 dicembre) l'Iran sta conducendo un'esercitazione navale nel Golfo Persico, dopo aver minacciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio obbligato di tutte le rotte petrolifere dal Golfo, in un crescendo di tensione con l'Occidente. In questi giorni Teheran ha annunciato e poi smentito almeno una volta il lancio-test dei suoi missili balistici a lungo raggio - in grado di colpire Israele e le basi Usa - e ieri ha annunciato il collaudo avvenuto di un missile terra-aria.

 

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INIZIANO I SALDI

Al via i saldi invernali. La stagione degli acquisti scontati 2012 si apre oggi in Sicilia e in Basilicata ma in quasi tutte le regioni e nelle grandi città, da Milano a Roma, da Torino a Bologna, Firenze, Napoli e Bari, partirà giovedì 5 gennaio. A fare eccezione sono il Molise e la provincia autonoma di Bolzano dove si dovrà invece attendere il 7 gennaio, mentre i valdostani, come da tradizione, aspetteranno fino al 10 gennaio. Per Trento la data è libera. Tutto pronto, dunque, per l'appuntamento ufficiale, anche se - tra crisi economica e consumi al palo - sconti, promozioni e sottoscosto imperversano un po' ovunque già da settimane. Con le svendite invernali ogni famiglia, secondo una stima dell'Ufficio studi di Confcommercio, spenderà in media 403 euro per l'acquisto di capi d'abbigliamento ed accessori, per un valore complessivo di 6,1 miliardi di euro, pari al 18% del fatturato annuo del settore (una stima più o meno sugli stessi livelli dell'anno scorso). In media, secondo la stessa indagine, ogni persona spenderà 168 euro. Una previsione che però viene giudicata ottimistica dalle associazioni dei consumatori. Mentre per la Confesercenti i commercianti si attendono ''una leggera flessione, coerentemente alla situazione economica dell'Italia''. Il Codacons, al contrario, prevede un clamoroso flop per i prossimi sconti stagionali, sostenendo che solo il 40% delle famiglie potrà permettersi qualche acquisto e la spesa procapite si attesterà sui 110 euro, così da portare, in base ai primi risultati emersi da una propria indagine, un calo delle vendite che raggiungerà ''quota -30%'' rispetto ai precedenti saldi invernali. Anche Federconsumatori e Adusbef si aspettano nulla di buono: la spesa complessiva per i saldi, secondo prime stime delle stesse associazioni dei consumatori, sarà di appena 2,4 miliardi di euro e ogni famiglia spenderà in media, quindi, circa 223 euro. Al di là della disputa sulle cifre e sulle previsioni, i commercianti confidano che i saldi portino una boccata d'ossigeno per le vendite, fino ad oggi per niente brillanti, a causa in primo luogo della crisi economica ma anche della stagione mite che non ha spinto gli acquisti autunno-inverno. Restano, intanto, valide le regole d'oro per evitare 'bufale', a partire dall'indicazione obbligatoria per il negoziante del prezzo: quello normale di vendita, lo sconto e il prezzo.

 

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MAXI EVASIONE

Oltre 1 milione di euro incassati e nascosti al Fisco a partire dal 2008 e più di 60 lavoratori retribuiti in nero, da parte di un'azienda di vendita di frutta e verdura all'ingrosso che opera all'interno del mercato ortofrutticolo di Palermo sottoposta a verifica fiscale dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza. La consistente evasione fiscale e contributiva posta in essere dalla società è stata scoperta dalle Fiamme Gialle che sono riuscite a individuare, sui computer della ditta, tutti i files contenenti la contabilità in nero, parallela a quella ufficiale, attraverso un software decriptato dai militari. Fra le cartelle scoperte i dati riepilogativi di tutti gli stipendi di 24 lavoratori completamente in nero nonché i cosiddetti ''fuori busta'', vale a dire compensi corrisposti in nero ad altri 36 dipendenti che, pur essendo regolarmente assunti arrotondavano con ulteriore somme non certificate che poi non dichiaravano al fisco. Tra questi emolumenti anche quelli corrisposti, per oltre 80 mila euro, agli amministratori della società, due fratelli palermitani di 45 e 32 anni. Sulla base della contabilità informatica parallela, i finanzieri hanno ricostruito nel dettaglio tutto il reale giro d'affari, accertando che l'azienda aveva omesso di dichiarare al fisco ricavi per oltre 1 milione di euro, con un'evasione all'Iva per oltre 300 mila euro e, in aggiunta, ritenute operate sui redditi di lavoro dipendente corrisposti ma non versate al fisco per oltre 200 mila euro. Per l'impiego dei lavoratori in nero, la ditta verificata è stata segnalata all'Inps ed all'Inail per violazione della legislazione sul lavoro.

 

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PARTE LA SECONDA FASE

Il governo c'é ed è al lavoro: è il messaggio che il premier Mario Monti vuole trasmettere al Paese, ai mercati e all'Europa, interrompendo le vacanze di Natale e convocando un consiglio dei ministri che, anche se non approverà provvedimenti, avvia di fatto la 'fase 2' dell'esecutivo, crescita e sviluppo dopo i sacrifici chiesti con la manovra. Ma mercoledì e giovedì sarà per il Professore anche un test per quanto fatto finora visto che, mentre lo spread resta sopra i 500 punti, il Tesoro metterà all'asta titoli di Stato fino a un totale di 11,5 miliardi e dopodomani Btp fino a 8,5 miliardi e dai rendimenti si capirà la fiducia nell'esecutivo. Anche se il governo è consapevole, ammettono fonti del governo, della pressione di media e partiti per varare misure che muovano il Pil e scongiurino lo spettro della recessione, è difficile che il consiglio dei ministri convocato per le 15 approvi provvedimenti per la crescita. Una cautela dovuta non alla mancanza di idee per rilanciare la crescita - i capitoli delle prossime misure, dallo sblocco delle infrastrutture alle liberalizzazioni fino al mercato del lavoro, sono già stati annunciati dal premier - ma alla necessità di evitare passi falsi e di fare i conti con la richiesta di confronto arrivato anche a suon di proteste dai sindacati e dalla politica. Monti illustrerà ai ministri, e giovedì all'opinione pubblica nella conferenza stampa di fine anno, la road map dei prossimi mesi, convinto che nella manovra ci sono già "i semi" per lo sviluppo. Crescita che è anche al centro delle preoccupazioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che ha incontro il ministro Corrado Passera. Per smuovere il Pil, spiegano fonti del ministero dello Sviluppo, il primo obiettivo è far diventare operativi provvedimenti, come gli sgravi Irap, approvati con il decreto. Poi, mese per mese, definire pacchetti diversificati: le liberalizzazioni, ad esempio, potrebbero arrivare in tranche diverse vista la varietà dei temi, da farmacie e taxi, accantonati in manovra, ai servizi pubblici locali fino agli ordini professionali. C'é poi il capitolo infrastrutture, con il nuovo impulso al project financing. Sul tavolo del governo anche il 'cantiere' fisco e il nodo della riforma del mercato del lavoro, "tema chiave" per Monti, ma, dopo l'alt dei sindacati, sarà affrontato solo dopo un confronto serrato con le parti sociali. Dialogo che lo stesso premier ritiene fondamentale anche con i vertici delle istituzioni bancarie e finanziarie: l'ex commissario Ue potrebbe incontrare nei prossimi giorni il governatore Ignazio Visco e il presidente della Consob Giuseppe Vegas per un confronto su possibili azioni che possano calmare i mercati. Dopo i faccia a faccia pre-natalizi, non sono previsti incontri con i partiti della variegata maggioranza che lo sostiene. Che, però, non smettono di mandare messaggi al governo, alternando professione di fede a paletti che talvolta suonano come ultimatum. Mentre la Lega con Calderoli invita Monti "ad andare in vacanza" accusando Berlusconi di 'favoreggiamento', si allarga nel Pdl il malumore nei confronti del Governo con i due capigruppo Fabrizio Cicchitto e Maurizio Gasparri che danno l'altolà "all'iperattivismo di alcuni ministri" e contemporaneamente chiariscono che le liberalizzazioni non vanno fatte "con colpi di mano unilaterali".

 

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PDL SCONTENTO

Il Silvio Berlusconi che si ripresenta sulla scena per dire che resta in pista attaccando ad alzo zero la manovra di Mario Monti ridà fiato alle voci critiche del Pdl contro il governo. E proprio alla vigilia del consiglio dei ministri convocato per impostare la 'fase 2', con singolare sincronismo, in tanti scoraggiano protagonismi degli attuali ministri e ricordano al governo il suo orizzonte temporale limitato. Ma il Berlusconi tornato battagliero continua a non bastare alla Lega, nonostante l'attacco a Monti avesse come obiettivo principale compiacere l'ex alleato leghista. "Monti vada in vacanza e rinunci ad ogni ulteriore Consiglio dei Ministri, visto che dopo ogni seduta del cdm il Paese sprofonda sempre di più verso il disastro", tuona il coordinatore delle segreterie del Carroccio, Roberto Calderoli, che invoca anche "un tribunale del popolo" per giudicare "questo Governo che ha ridotto in miseria i cittadini". Ma - dando per scontati i toni da opposizione utilizzati contro l'esecutivo - l'affondo più duro è per il Cavaliere: "Berlusconi predica bene, considerato il suo giudizio critico sulla manovra, ma razzola male, perché questa manovra killer l'ha votata lui e quindi è un complice di Bersani, Casini e Monti". "È surreale come la politica si comporti nei confronti del Governo Monti", posta intanto su Facebook il leader Udc Pier Ferdinando Casini, il più assiduo insieme al resto del Terzo Polo nel difendere il nuovo esecutivo persino prospettandone una evoluzione 'politica'. "Leggendo i giornali - scrive infatti Casini - sembra che molti, scampato il pericolo, siano pronti a riprendere le vecchie abitudini. Ma il pericolo è più che mai davanti a noi e, se non cancelliamo le vecchie abitudini, potrebbe travolgerci". Come sia sia, non aveva visto male Monti quando - nel giorno della approvazione della manovra al Senato - aveva bacchettato i partiti, che nei colloqui privati mostrano grande appoggio e incoraggiamento al governo e in pubblico piantavano paletti e ponevano veti. Dopo l'uscita di Berlusconi si rianima chi - da Cicchitto a Gasparri a Crosetto - fin dall'inizio ha visto nel governo Monti un esecutivo a termine. E oggi ribadisce il concetto, di fronte al gran parlare di futuri scenari che vedano come protagonisti i ministri dell'esecutivo tecnico (un nome per tutti, Corrado Passera) Il capogruppo dl Pdl alla Camera Cicchitto alza la guardia rispetto ad eventuali fantasiosi progetti politici dei neo-ministri: "Nessun ministro usi il governo per montare o smontare operazioni e schieramenti politici". Ci si limiti a gestire l'emergenza a tre condizioni: "che dopo una durissima manovra che ha forti elementi restrittivi seguano consistenti operazioni funzionali alla crescita, che i processi di liberalizzazione e di privatizzazioni non si risolvano in piccole operazioni punitive ma riguardino una serie di grandi e impegnative questioni (trasporti ferroviari, energia, autostrade, poste, acqua,aziende e servizi pubblici locali,la vendita di partecipazioni mobiliari non strategiche e di larga parte del patrimonio immobiliare), che nessun ministro usi il governo per montare e smontare operazioni e schieramenti politici". Un tema ripreso dall'ex sottosegretario Guido Crosetto e dal Presidente dei senatori pidiellini Maurizio Gasparri, che vuole essere chiaro: "Sosteniamo il governo Monti per un'opera di risanamento economico sempre più complessa, vista la crisi internazionale. Ma riteniamo che i temi della politica, della riforma elettorale, della riforma costituzionale, debbano essere competenza dei partiti politici". Orizzonti limitati, dunque: "Sarebbe ben strano se un governo tecnico si intromettesse, anche attraverso suoi esponenti, in queste vicende. E l'iperattivismo di alcuni potrebbe causare tensioni con conseguenze dannose e sconsigliabili. Il governo si limiti ai compiti per il quale è nato e per i quali ha ottenuto la fiducia. Alcuni protagonismi possono causare solo danni. E non ci riferiamo, ovviamente, al presidente Monti".

 

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IL NUOVO CATASTO

Saranno i metri quadrati e non più il numero dei vani a determinare il calcolo del valore degli immobili nella riforma del nuovo e aggiornato catasto che il governo si prepara a varare. L'obiettivo sarà quello di aggiornare i dati dell'immenso archivio edilizio italiano, adeguandoli alla realtà e ai valori di mercato, ora 3,73 volte più alti. Ma la riforma, che servirà anche a riequilibrare gli estimi delle grandi città sperequati tra centro e periferia. Secondo il governo sarà a costo zero, perché l'adeguamento della base imponibile dovrà essere accompagnata da una riduzione delle aliquote. Vedremo, perché la riforma la farà il governo, ma le aliquote le applicheranno i vari Comuni. L'ultimo tentativo era stato fatto nel 2006, quando l'allora governo Prodi presentò un collegato alla Finanziaria per mettere mano in modo organico al catasto, di fatto ancora strutturato con il sistema di categorie e classi introdotto alla sua nascita, con rendite rivalutate l'ultima volta nel 1990, con riferimento al biennio precedente. Ma, la fine anticipata della legislatura, fece cadere il progetto. Il nuovo provvedimento potrebbe adesso arrivare velocemente, proprio per evitare la tagliola di fine legislatura. Il nuovo catasto, secondo il primo criterio fissato dal ministero dell'Economia, dovrà comprendere oltre alla rendita (il reddito medio ottenuto al netto delle spese di manutenzione e gestione del bene) il valore patrimoniale del bene, per assicurare una base imponibile adeguata da utilizzare nelle diverse tipologie di tassazione. Scompariranno anche le attuali undici classi attualmente utilizzate.

 

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BENE L’ASTA BOT

Già esaurito l'effetto asta sullo spread btp-bund. Il differenziale di rendimento tra i due titoli ritorna sulla soglia psicologica dei 500 punti base dopo essere sceso fino a 482 punti sulla scia dei risultati dell'asta Bot e Ctz. Il tasso sul decennale sale al 6,91%. Il Tesoro colloca Bot a 6 mesi e il rendimento medio è crollato al 3,251% dal 6,504% di fine novembre. Il Tesoro ha collocato Ctz scadenza 2013 riuscendo a strappare un netto calo dei rendimenti al 4,853% dal 7,814% di fine novembre. Nell'asta Ctz sono stati assegnati 1,733 miliardi, un importo che si colloca nella parte bassa della forchetta di 1,5-2,5 miliardi, ma la domanda ha evidenziato una netta crescita con un rapporto bid-to cover in rialzo a 2,24 da 1,59 di novembre. Altalenanti le borse europee: (Londra +0,4%, Parigi +0,1%, Madrid e Francoforte -0,2%) dopo l'avvio di Wall street e anche Milano si è 'bruciata' quasi tutti i guadagni segnati dopo l'asta dei titoli di Stato: l'indice Ftse Mib segna una crescita dello 0,16%, l'Ftse All Share un aumento dello 0,19%. Nel paniere a elevata capitalizzazione di Piazza Affari, il titolo più pesante è quello di Fondiaria Sai, che ha accusato una nuova corrente di vendite e scende del 3,69%. Male anche il Banco popolare (-2,30%) e Mediobanca (-2,03%). In calo Fiat (-1,22%) mentre rimane in territorio positivo Intesa SanPaolo, che sale dell'1,25%. Bene Lottomatica, che cresce del 2,20%, mentre tra i titoli minori Rdb è in asta di volatilità in aumento teorico del 32% dopo la sottoscrizione dell'aumento di capitale.   Nuovo record dei depositi overnight delle banche dell'eurozona presso la Bce: ieri gli istituti hanno parcheggiato 452 miliardi di euro un livello mai raggiunti dall'introduzione dell'euro e che batte il massimo toccato il giorno precedente a quota 411,8 miliardi. Borse asiatiche ancora in calo sui timori di un rallentamento della crescita economica nell'area e con un occhio alla zona euro e alle aste di titoli di stato oggi e domani in Italia. Ad appesantire i listini hanno contribuito in particolare il calo della produzione industriale in Giappone e la caduta ai minimi degli ultimi 30 mesi della fiducia del settore manifatturiero in Corea del Sud. A Tokyo c'é da registrare poi il tonfo (-12%) di Tepco (Tokyo Electric Power) sui minimi dal 1951, quando la società è andata in borsa, con l'ipotesi di una presa di controllo temporanea da parte del governo per garantire la sopravvivenza del gruppo cui fa capo la centrale nucleare di Fukushima. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse di Asia e Pacifico. - Tokyo -0,20% - Hong Kong -0,71% (seduta in corso) - Shanghai +0,18% - Taiwan -0,40 - Seul -0,92% - Sidney -1,25% - Mumbai -0,95% (seduta in corso) - Singapore -0,30% (seduta in corso) - Bangkok -0,27%.

 

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CALCIO SCOMESSE

Il giocatore del Piacenza Carlo Gervasoni, dopo il suo arresto, ha fatto "una scelta di piena collaborazione", confermando "la sussistenza degli episodi di frode sportiva di maggior rilievo" facendo venire "alla luce altri episodi significativi per le indagini e altri soggetti coinvolti sinora sconosciuti agli investigatori".In particolare "l'alterazione di molti risultati di serie B e di alcuni di Serie A e Coppa Italia". Lo scrive il Gip di Cremona Guido Salvini nel concedere i domiciliari al calciatore. "In particolare - annota nell'ordinanza il giudice Salvini - Gervasoni ha narrato come nel 2009 il gruppo degli Zingari di cui era portavoce Gegic, dopo aver manipolato molte partite di calcio in Svizzera, abbia intrapreso in modo sistematico contatti con giocatori italiani, grazie anche all'aiuto di Bressan molto legato a Gegic, come da tale rapporto, che ha coinvolto decine di giocatori, sia conseguita l'alterazione di molti risultati di serie B e di alcuni di Serie A e Coppa Italia ( con il coinvolgimento per la Cremonese anche di Paoloni )". Per il giudice, "tale comportamento appare segno di una riflessione e di resipiscenza in relazione all'attività di frode avvenuta" e Gervasoni "si è impegnato a completare la sua ricostruzione", "fornendo i chiarimenti che risultassero necessari". L’ex preparatore atletico del Ravenna Nicola Santoni è ora interrogato dal Pm Roberto Di Martino su richiesta del quale è stato arrestato il 19 dicembre nell'ambito dell'inchiesta sul Calcioscommesse. Santoni, assistito dall'avvocato Lorenzo Tomassini, ha poi ottenuto i domiciliari. "Ho letto le agenzie di stampa che vorrebbero accreditare l'esistenza di un'intercettazione ambientale in cui Santoni coinvolgerebbe Buffon, Fabio Cannavaro e Gattuso. Tengo a precisare che Nicola Santoni non ha mai conosciuto i predetti calciatori né con gli stessi ha mai avuto alcun rapporto, nemmeno indirettamente". Ha dichiarato in una nota l’avvocato Tomassini, "Appena possibile chiederò l'ascolto di tutte le intercettazioni, telefoniche ed ambientali con la convinzione che la contestualizzazione dei colloqui, primo tra i quali quello in argomento, relegherà molti scoop giornalistici al rango di chiacchiere da bar". L'intercettazione in questione è del 30 settembre scorso ed é una conversazione registrata nell'auto di Santoni, tra quest' ultimo e un conoscente, Maurinho, che in una successiva informativa la polizia presuppone possa essere identificato in Maurinho Ernandes, di 53 anni.

 

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STRANIERI IN ITALIA TRIPLICATI

La popolazione straniera in Italia é destinata ad aumentare in modo considerevole nei prossimi anni: passerà dagli attuali 4,6 milioni a 14,1 milioni nel 2065, con una forbice compresa tra i 12,6 e i 15,5 milioni. A rilevarlo è l'Istat nel report sul futuro demografico del Paese. Nel 2065 saremo 61,3 milioni: la previsione è dell'Istat che oggi ha reso noti i dati sul futuro demografico in Italia. Tenendo conto della variabilità associata ad eventi demografici - calcolano gli studiosi dell'Istat - la stima della popolazione oscilla da un minimo di 53,4 milioni ad un massimo di 69,1 milioni. L'altro dato significativo è che la popolazione italiana è destinata ad invecchiare gradualmente. L'età media aumenta da 43,5 anni nel 2011 a 49,8 nel 2059. Nei prossimi 30 anni aumenterà in modo accentuato il numero degli anziani: gli ultra 65enni, oggi pari al 20,3% del totale, aumenteranno fino al 2043, anno in cui oltrepasseranno il 32%. Dopo questo anno, tuttavia, la quota degli ultra 65enni si consoliderà intorno al valore del 32-33%, con un massimo del 33,2% nel 2056. E' quanto rileva l'Istat illustrando il futuro demografico del Paese. Al tempo stesso la popolazione fino a 14 anni di età, oggi pari al 14%, decrescerà fino al 2037,anno in cui sarà pari al 12,4%. Per quanto riguarda l'invecchiamento, l'Istat rileva che dopo il 2059 l'età media si stabilizza sul valore di 49,7 anni, a indicare una presumibile conclusione del processo di invecchiamento della popolazione. Sul fronte dell'età degli italiani, dopo il 2043 la quota di ultra 65enni si consolida intorno al valore del 32-33%, con un massimo del 33,2% nel 2056. Per quanto riguarda i giovani, invece, dopo il 2037 la percentuale degli under 15enni si assesta fino a raggiungere un massimo del 12,7% nel 2065. Il margine di incertezza associato a questa stima fa comunque ritenere che nello stesso anno la quota potrebbe oscillare in un intervallo compreso tra l'11% e il 14%. Diminuisce la popolazione in età lavorativa, tra i 15 e i 64 anni: passerà dall'attuale 65,7% al 62,8% nel 2026. A rilevarlo è l'Istat, nel report sul futuro demografico del Paese. Nel lungo termine la riduzione sarà più accentuata, fino a un minimo del 54,3% nel 2056,anno dopo il quale l'indicatore si stabilizza a 54,7% nel 2065.

 

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CAPODANNO A CASA

Crisi e tasse spengono il Capodanno: l'86% degli italiani celebrerà il nuovo anno a casa, mai così tanti negli ultimi cinque anni. È quanto emerge dall'indagine Confesercenti-Swg, secondo cui il "taglio" comincerà dal veglione per cui si spenderà in totale 2,4 miliardi, ben 328 milioni in meno del 2010. Circa 6 italiani su 10 spenderanno meno di 75 euro ciascuno, trascinando la spesa media a quota 92 euro, il 12% in meno dello scorso anno, un record: dal 2003 ad oggi non era mai stata così bassa. Nel 2007, allo scoppio della crisi - ricorda Confesercenti - rimase fra le mura domestiche l'83% delle persone, il 4% in meno di questo Capodanno. Il taglio comincerà dal veglione: in totale gli italiani spenderanno 2,4 miliardi per celebrare il nuovo anno, 328 milioni in meno del 2010. Circa 6 italiani su 10 spenderanno meno di 75 euro ciascuno, trascinando la spesa media a quota 92 euro, il 12% in meno dello scorso anno. Anche questo è un record: dal 2003 ad oggi non era mai stata così bassa. Crollano dal 7% al 2%, invece, gli italiani che sceglieranno di cenare al ristorante, e diminuiscono anche le persone che vogliono festeggiare la fine dell'anno in discoteca: nel 2010 erano il 2%, quest'anno la metà. Rimangono stabili, al 4%, coloro che non faranno alcun festeggiamento per Capodanno perché in difficoltà economica. Si riduce la quota di italiani che mette in conto una vacanza tra il 22 dicembre ed il 6 gennaio del 2012: si passa dal 21% del 2010 al 17% di quest'anno. Nello specifico, partirà per Capodanno solo il 6% degli intervistati, contro il 10% dello scorso anno. Scende dal 5% al 4% la percentuale di italiani che andranno in vacanza in Italia, mentre raddoppia, dall'1% al 2%, la quota di chi sceglie come destinazione l'Europa. A rinunciare alla vacanza - spiega Confesercenti - sono specialmente le fasce professionali più basse e le famiglie più numerose, un dato che può essere facilmente interpretato nel momento in cui si identifica come principale motivo di rinuncia alla vacanza la difficoltà finanziaria, probabilmente collegata alla congiuntura economica negativa che ha caratterizzato l'Italia negli ultimi anni. Al calo dei viaggi consegue la diminuzione delle prenotazioni, stimata tra il 23% e il 28%, con una flessione sia per il lungo raggio che per il medio.

 

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CALA IL PIL

Il prodotto interno lordo nel terzo trimestre 2011 è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Nei confronti del terzo trimestre 2010 si rileva invece un aumento dello 0,2%. Lo comunica l'Istat. L'Istat ha rivisto al ribasso i dati sul prodotto interno lordo nei primi due trimestri del 2011. La crescita tendenziale, cioè rispetto al trimestre corrispondente del 2010, del primo trimestre di quest'anno è stata rivista da +1% a +0,8%, mentre quella del secondo trimestre passa da +0,8% a +0,7%. Restano invece invariati i dati sulla crescita congiunturale, cioè rispetto al trimestre precedente: +0,1% nel primo trimestre 2011 e +0,3% nel secondo trimestre. Con un calo dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, nel periodo luglio-settembre 2011 si registra il primo dato negativo del prodotto interno lordo dal quarto trimestre 2009, quando si era registrato un calo dello 0,1%. E' quanto risulta dai dati Istat. La crescita acquisita per il 2011 è pari allo 0,5%. Lo comunica l'Istat, spiegando che è il risultato che si otterrebbe se nel quarto trimestre la variazione congiunturale fosse nulla. Nel terzo trimestre 2011 "tutte le componenti della domanda interna sono risultate in diminuzione", riferisce ancora l'Istat. Le importazioni si sono ridotte dell'1,1%, le esportazioni sono cresciute dell'1,6%. Il terzo trimestre 2011 - informa ancora l'istituto di statistica - ha avuto due giornate lavorative in più rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno del terzo trimestre 2010. Richieste boom per 489 miliardi di euro alla prima asta di rifinanziamento a 3 anni della Bce senza limite di ammontare e al tasso dell'1%: all'operazione hanno partecipato 523 banche. L'assegnazione dei fondi da parte della Bce è in programma domani. La domanda delle banche è stata dunque molto forte collocandosi nella parte alta della forchetta di previsione che oscillava in un range molto ampio tra i 300 e i 500 miliardi. Oltre a questa asta straordinaria varata dalla Bce per iniettare liquidità nel sistema e scongiurare un credit crunch, l'istituto di Francoforte ha assegnato oggi altri 30 miliardi nell'asta a tre mesi e 33 miliardi di dollari nell'operazione a 14 giorni. Si allenta la pressione sui titoli di stato italiani e lo spread Btp-Bund si restringe a 480 punti base. Il rendimento del 10 anni italiano è al 6,73%. Il differenziale tra Oat francesi e il Bund è a 119,6 e quello dei Bonos spagnoli a 332. Dopo aver allungato in scia all'asta della Bce Piazza Affari riduce il rialzo: l'indice Ftse Mib segna un progresso limitato allo 0,6%. Resta tonica Intesa Sanpaolo (+3,33%), mentre si appesantisce Fonsai (-4,73%), sulle attese per una possibile ricapitalizzazione. Debole anche Unicredit (-1,69%), che della compagnia assicurativa controlla il 6,98%. Sul listino delle blue chips prevale il segno meno, che interessa Prysmian (-2,65%), Fiat (-1,39%) e Fiat Industrial (-1,09%), insieme a Mps (-1,07%) e Bpm (-1,5%). In territorio positivo Generali (+1,67%) e Telecom (+0,5%). Tra i titoli a minor capitalizzazione balzo di Apulia Contoprestito (+33,98%), che si adegua al prezzo dell'opa a 0,3 euro lanciata da Banca Apulia per il ritiro dal listino. Bene Interpump (+1,33%), che ha annunciato un'acquisizione in Brasile. Il dato sulla costruzione di nuove abitazioni negli Usa, segno di una ripresa dell'economia, e la riduzione della tensione sul debito pubblico europeo dopo il successo dell'asta dei titoli di stato spagnoli, hanno favorito anche le borse di Asia e Pacifico, che hanno replicato la corsa dei listini occidentali di ieri. Gli investitori hanno premiato i titoli dei grandi esportatori, favoriti anche dal rialzo delle quotazioni dell'euro rispetto allo yen. A parte lo scivolone di Tepco (-9,83%), gestore dell'impianto nucleare di Fukushima, sulla piazza nipponica sono cresciuti i titoli dell'elettronica e dell'auto, da Sony (+3,42%)a Mazda Motor (+3,01%), Tdk (+2,53%), Honda (+2,42%) e Fujifilm (+2,06%). Bene Aluminum Corporation of China (+3,35%) e Petrochina (+3,4%) ad Hong Kong, ancora aperta, grazie all'andamento delle quotazioni dei metalli e del greggio, che ha sfiorato i 98,3 dollari per barile. A Sidney, oltre agli estrattivo-minerari Atlas Iron (+6,23%), Alacer Gold (+5,74%) e Bhp Billiton (+2,96%), si segnala il balzo di James Hardie Industries (+1,83%), grande esportatore negli Usa di prefabbricati e materiali edili. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse di Asia e Pacifico. - Tokyo +1,48% - Hong Kong +1,51% (seduta in corso) - Shanghai -1,12% - Taiwan +4,56% - Seul +3,09% - Sidney +2,13% - Mumbai +1,70% (seduta in corso) - Singapore +2,08% - Bangkok +1,35% - Giakarta +0,84% (seduta in corso). La Borsa di Seul azzera le pesanti perdite di lunedì seguite allo shock della morte del 'caro leader' Kim Jong-il grazie a una doppia seduta positiva, di una, quella di oggi, segnata da un balzo del 3,09%. L'indice Kospi, sostenuto dai segnali di ripresa in Europa e Usa, sale di 55,35 punti, a quota 1.848,41.

 

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ALT DI BERSANI SU ART.18

''Il governo lo deve capire, lo capirà, altrimenti...''. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, conversando con i giornalisti durante il brindisi al gruppo del Pd, torna ad esprimere le sue perplessità sul fatto che sulla riforma del mercato del lavoro si parta dall'art.18 e dalle norme sui licenziamenti mentre la priorità è favorire le assunzioni. Il prossimo anno, sostiene Bersani, ''non sarà semplice e bisogna mettere al centro le condizioni reali delle persone, l'occupazione, il lavoro, i redditi''. Quindi, commenta il leader Pd, ''è roba da matti'' pensare di toccare l'art.18. "Avremo un anno di recessione, ormai é chiaro e partiamo da livelli già bassi di occupazioni e redditi. Bisogna focalizzarsi sulla grande questione sociale. L'Italia non si salva senza cambiamento e coesione". Lo afferma Pier Luigi Bersani nel brindisi al gruppo Pd alla Camera. ''Il paese - ha affermato il segretario Pd - non si salva senza cambiamento e coesione, ci vogliono tutte e due le cose, pensare di salvarlo con una sola non va bene''. E coesione significa ''orecchie a terra agli interlocutori sociali''. Sulla questione sociale il Pd, assicura Bersani, ''riuscirà a dare qualche buon riferimento al governo'' e in un anno ''non semplice l'asset del Pd è lavoro e redditi''. ''Voglio sperare che sull'articolo 18, si possa intervenire con un ddl organico, garantendo, naturalmente, un canale privilegiato ma senza ricorrere alla decretazione d'urgenza, proprio per evitare uno scontro sociale che non vuole il Parlamento, né certamente vuole il governo''. Lo ha afferma il presidente del Senato, Renato Schifani, nel corso dell'incontro con la Stampa parlamentare. ''Siamo pronti - assicura Schifani - ad assumerci le nostre responsabilità perché, mai come ora, il Paese ha bisogno di coesione politica e sociale''. Quindi è necessario un rapporto organico, sereno, costruttivo e responsabile tra istituzioni, governo e parti sociali che devono dare una mano al Paese in questo momento'' conclude il presidente del Senato. ''Mi trovo a disagio con situazioni reimportate dal bipolarismo distruttivo. La Cisl vuole un patto sociale e un cambio di passo, in modo che le questioni, da lavoro a fisco, siano dentro un equilibrio che mandi avanti la società in modo condiviso''. Lo ha detto il segretario generale Cisl, Raffaele Bonanni.

 

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AUMENTARE I SALARI

Sulla riforma del mercato del lavoro la disponibilità del Governo al dialogo con le parti sociali è piena ma si deve poter parlare di tutto perché non ci possono essere ''terreni inesplorati''. Il ministro del Welfare Elsa Fornero tira dritto anche sul lavoro, e sottolinea che tra le priorità del Governo c'è l'aumento dei salari, ''perché sono bassi'' e perché il divario nella distribuzione del reddito ''è cresciuto negli ultimi 15 anni''. La sfida quindi è quella della riforma del sistema con una maggiore flessibilità e nello stesso tempo buste paga più pesanti per i lavoratori. Per ora non c'è ancora una proposta ma la direzione dovrebbe essere quella del cuneo fiscale con la riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente. Una misura che però ha bisogno di risorse consistenti ed è possibile quindi che l'intervento del Governo si limiti a una agevolazione sui contratti di secondo livello e quindi sugli aumenti salariali legati alla produttività. Certo che la signora Fornero è per lo meno un personaggio assai stravagante: vuole aumentare i salari dei lavoratori perché li ritiene troppo bassi, ma nella recente manovra ha voluto a tutti i costi bloccare per due anni l’indicizzazione di pensioni da poco più di 1.400 euro che sono senz’altro inferiori agli stipendi dei dipendenti. Un comportamento che sommato alle lacrime da “coccodrillo” in diretta televisiva ci fanno pensare che questi tecnici, oltre che incompetenti, provino divertimento nel loro nuovo ruolo istituzionale e ci sorge un dubbio: non è che ci stanno prendendo per i fondelli?. Intanto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, invita al senso della misura e ad evitare esasperazioni: ''Credo non giovino giudizi perentori, battute prezzanti, contrapposizioni sempliciste. Si blocchi sul nascere ogni esasperazione polemica'', osserva il Capo dello Stato (d’altronde Monti l’ha voluto lui, prima facendolo senatore a vita, poi favorendone l’ascesa a capo del governo, e forse ora inizia ad avere i primi dubbi). Intanto l'a.d. Fiat, Sergio Marchionne, si limita ad auspicare un accordo sul tema: ''l'unica cosa che posso dire . che ci si metta d'accordo e si vada avanti. Abbiamo riconquistato un po' di credibilità, bisogna portare il discorso a conclusione''. Alla collega Fornero arriva poi la solidarietà di un'altra donna ministro, Anna Maria Cancellieri, secondo cui ''non è possibile essere esposti al linciaggio morale per un'intervista''. ''Prima di gennaio non ci sono appuntamenti - ha detto Fornero - l'impegno è di studiare la materia''. Alla domanda se il Governo interverrà sul mercato del lavoro Fornero ha risposto: ''dipende se ce lo lasciano. Da parte mia la disponibilità al dialogo (e alle lacrime, ndr) è piena ma non ci devono essere preclusioni di nessun tipo. Dobbiamo parlare del mondo del lavoro e delle giovani generazioni, non si vuole preconizzare nessuno più di quanto lo sia già. Bisogna riuscire ad aumentare i salari perché sono bassi''. Quanto alla possibilità di un intervento che tenga fuori dalla discussione l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (quello che prevede il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento senza giusta causa) Fornero dice che ''non ci sono cose che sono terreni inesplorati''. Dello stesso avviso la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia: "siamo interessati a un accordo con i sindacati a patto che nessuno ponga pregiudiziali", sottolinea. In Italia un lavoratore dipendente single senza figli prende in media 25.155 dollari piazzandosi al 22mo posto della classifica Ocse (superando, rispetto all'anno scorso, la Grecia). L'Italia è comunque ultima per media salariale tra i Paesi del G7. Il numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni ribadisce il proprio no a interventi sull'articolo 18 mentre è pronto a parlare di come aumentare i salari. ''Io sfido la Fornero - ha detto - a discutere come alzare il salario ai flessibili e di come il Governo debba incentivare fiscalmente e con altri strumenti questa possibilità, questo significa andare incontro ai giovani''. ''Più che i salari, che può darsi siano un po' più bassi (del resto d'Europa) - ha detto il vice presidente di Confindustria Alberto Bombassei - il problema è il costo del lavoro che è molto più alto. Bisogna conciliare - ha detto - maggiori salari e minor costo del lavoro''.

 

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MONTEZEMOLO E LA POLITICA

''Il prossimo anno occorrerà preparare, in vista del 2013, l'apertura di una nuova stagione della politica italiana''. Lo scrive Luca Cordero di Montezemolo sul sito di Italia Futura. ''Le prossime elezioni non saranno una tappa di routine, ma un appuntamento storico che dovrà aprire una nuova stagione''. In una lettera agli associati di Italia Futura Luca Cordero di Montezemolo sottolinea che, in vista di un appuntamento "storico" come le prossime elezioni politiche, "nel 2012 l'impegno di Italia Futura sarà rivolto in questa direzione, promuovendo la svolta di programmi e persone che l'Italia si merita". "La seconda repubblica ha fallito - afferma - Ostaggio di populismi di destra e sinistra, la politica ha perso progressivamente contatto con i problemi quotidiani degli italiani e con le sfide imposte da uno scenario internazionale difficile, ma anche ricco di opportunità". "Alla nuova stagione politica che si aprirà - nota Montezemolo - gli italiani vogliono partecipare con spirito civico e passione per ricostruire la nostra democrazia. Ripristinare una politica forte, autorevole e credibile è la vera sfida che ci attende nel prossimo anno. Perché sarebbe del tutto velleitario sperare, come pure qualcuno fa nelle stanze dei partiti, che tutto cambi affinché niente cambi". "Quando le scadenze istituzionali porteranno nuovamente i cittadini alle urne, l'offerta elettorale dovrà essere composta da una nuova leva di idee e classi dirigenti che si contenderanno il consenso democratico lasciandosi alle spalle una stagione fallimentare. - prosegue - In nessun caso gli italiani accetterebbero di veder tornare gli stessi protagonisti che hanno condotto il Paese a questa situazione. Rinnovare profondamente la classe dirigente politica rimane per l'Italia una priorità assoluta", sottolinea Montezemolo. Perciò Italia Futura intensificherà "il lavoro sul territorio, con l'obiettivo di avere una rete regionale forte e radicata in tutta Italia entro giugno". Promuoverà inoltre "l'adozione di provvedimenti, concreti e operativi", a partire da "una proposta per la rapida alienazione del patrimonio pubblico e la conseguente riduzione del debito”.

 

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EVASORI TOTALI

Il Nucleo di Polizia Tributaria della Guardia di Finanza di Como sta dando esecuzione, dalle prime ore della mattina, al sequestro di beni mobili, immobili e conti correnti, nei confronti di 46 persone indagate nell'ambito di una complessa indagine su una frode fiscale internazionale, inchiesta diretta dal pm Mirko Monti della Procura della Repubblica di Busto Arsizio. I reati a vario titolo contestati sono l'associazione per delinquere, la frode fiscale, la truffa, il falso e il favoreggiamento. I sequestri riguardano 37 immobili ubicati in 6 province, 17 conti correnti, 6 depositi titoli, 4 cassette di sicurezza, e 9 automezzi, per un valore complessivo di 26 milioni di euro. Nell'indagine è stato applicato l'istituto del sequestro per equivalente, grazie al quale possono essere sottoposti a confisca anche beni non direttamente connessi al reato, ma che siano nella disponibilità dell'indagato. In caso di condanna, tali beni verranno confiscati e acquisiti dall'erario. Gli indagati sono accusati di far parte di un'organizzazione dedita a una frode fiscale internazionale messa in atto con il sistema del cosiddetto ''carosello''. Secondo quanto ricostruito dalla Finanza varie società ''cartiere'' emettevano false fatture relative a prodotti elettronici che venivano acquistati in esenzione di Iva da paesi dell'Unione Europea e poi venivano ceduti a operatori italiani senza ricaricare l'imposta, come invece prevede la legge. Questo ha consentito agli indagati, oltre che di evadere il pagamento dell'Iva, di immettere sul mercato una grande quantità di prodotti a prezzi illegalmente concorrenziali, che mettevano fuori mercato gli operatori che invece applicavano correttamente l'imposta. Le cifre del sistema fraudolento sono importanti: sono state accertate un'evasione fiscale di oltre 300 milioni di euro, e l'emissione di fatture false per 184 milioni di euro. Le indagini hanno inoltre permesso di accertare anche una truffa da 6 milioni di euro ai danni di varie banche e finanziarie, le quali concedevano crediti alle imprese coinvolte, sulla base di anticipi fatture emesse nei confronti di società inesistenti. Le indagini, durate quasi 3 anni, hanno interessato l'intero territorio nazionale, con collegamenti in altri Paesi comunitari, tra i quali Romania, Spagna, Austria, Francia e Germania, o anche extra-Ue, come la Repubblica di Panama, noto paradiso fiscale. Sono 38 le società coinvolte nel sistema fraudolento con sede in Lombardia, Veneto, Puglia, Lazio, Campania, Umbria, Emilia Romagna, Piemonte e Abruzzo, nonché in Paesi dell'Unione Europea. Tra queste, 12 sono risultate evasori totali.

 

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CALCIO SCOMESSE

Spuntano nuovi particolari dall'ordinanza di custodia cautelare che ha portato all'arresto di Cristiano Doni (nella foto). Nelle intercettazioni figura una chiamata del giocatore (effettuata con la scheda rumena) a un'utenza mobile intestata alla società Mdf Italia spa di Milano, di cui è presidente il consigliere d'amministrazione atalantino Isidoro Fratus. Lo ha rilevato L'Eco di Bergamo nell'edizione di stamattina. Interpellato dal quotidiano, Fratus non ha voluto rilasciare commenti. Doni contatta il telefonino della Mdf il 24 marzo 2011, due giorni prima di Padova-Atalanta, una delle partite finite nel mirino degli inquirenti di Cremona. La telefonata avviene alle 18.18 e dura 4 minuti, preceduta dallo scambio di tre sms. A proposito di Padova-Atalanta (finita 1-1), il gip Salvini scrive nell'ordinanza che si tratta di "una partita che, secondo quanto si desume dalle intercettazioni, ha visto raggiunto l'obiettivo che le squadre stesse si proponevano". E ancora: "L'esistenza di un accordo tra le due società è sostanzialmente confermato dalle dichiarazioni rese in occasione degli interrogatori". Sulla partita sarebbe stata giocata "una cifra enorme che conferma la combine". In un'intercettazione Bellavista, ex capitano del Bari arrestato in estate, informa che in Asia erano stati giocati 23 milioni di euro sul pareggio. Lo stesso Doni, per interposta persona, avrebbe scommesso 10 mila euro sul risultato.

 

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CROLLO NELLE DOLOMITI

Una parte rocciosa alla base del Sass Maor, nel gruppo dolomitico della Pale di San Martino, è franata. Il cedimento, avvenuto nella parete est, non ha provocato nessun danno alle persone ma ha cancellato gran parte di tre vie alpinistiche. La frana, con una base di circa 300 metri secondo i primi rilievi, è avvenuta due giorni fa di prima mattina, quando in zona era presente una fitta nebbia, ma solo ora ci si è potuti rendere conto della portata del fenomeno. Secondo gli esperti, il distacco potrebbe essere stato provocato dall'azione degli agenti atmosferici sulla roccia, come già era avvenuto tre anni fa sempre nel gruppo delle Pale sul pilastro Castiglioni. Sempre nelle Dolomiti si sono verificati negli ultimi anni altri due imponenti distacchi: nel 2007 in val Fiscalina e nell'agosto di quest'anno a Cima Una nella zona di Sesto Pusteria.

 

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PIRATERIA

La nave Savina Caylyn è stata liberata. Lo confermano fonti vicine alle famiglie dei marittimi imbarcati sulla nave presa in ostaggio dai pirati somali e sequestrata lo scorso febbraio. La notizia si sta già diffondendo a Procida, luogo d'origine di diversi marinai ed è stata accolta con grande gioia. I pirati hanno ricevuto 'l'ultima tranche di 3 milioni di dollari su un totale di 11,5' per il riscatto della Savina Caylyn. Lo ha affermato un pirata all'agenzia Reuters. ''Non voglio dire nulla fino a quando non avrò la conferma ufficiale che la Savina Caylyn è stata liberata''. Sono le uniche parole pronunciate da Adriano Bon, il padre di Eugenio, marinaio imbarcato sulla nave sequestrata dai pirati somali e liberata oggi. L'uomo si è chiuso in casa, un appartamento nel centro di Trieste, limitandosi a dire solo queste parole ai tanti cronisti e fotografi che si accalcano in queste ore davanti all'edificio. Per ora affidano a Facebook la gioia per la liberazione dei loro parenti, i marinai della Savina Caylyn dopo più di dieci mesi nelle mani dei pirati somali. Libera Lubrano Lavadera, figlia del comandante Giuseppe, ha scritto nel suo status: 'Finalmente liberi'. Anche Annarita Guardascione, sorella del terzo ufficiale di coperta, Crescenzo Guardascione, ha scelto una sola parola: 'Libero!!!'.

 

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UCCISI SOLDATI NATO

Cinque soldati delle forze della Nato in Afghanistan, l'Isaf, sono stati uccisi in un agguato in Afghanistan. Una bomba artigianale è esplosa mentre il convoglio militare si trovava nei pressi di Ghazni, nel sud ovest del Paese, secondo quando indicano a Kabul fonti della coalizione, senza dare maggiori dettagli. Secondo i Talebani, il convoglio vittima dell'agguato era polacco. Da Varsavia, fonti giornalistiche confermano che le cinque vittime sono polacche.

 

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UCCISI CIVILI IN SIRIA

Almeno 111 civili sono stati uccisi martedì dalle forze si sicurezza siriane a Kafrueid, nella regione d'Idleb, nel nord est della Siria, secondo un nuovo bilancio dell'Osservatorio siriano dei diritti umani. Ieri, la stessa associazione, basata in Gran Bretagna, aveva parlato di 37 morti nella stessa città, precisando però di temere un massacro nel villaggio, dove ''decine di civili'' erano stati accerchiati dalle Forze armate.

 

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AEREO CADE SU AUTOSTRADA

Un piccolo aereo privato si è schiantato al suolo, esplodendo, su una autostrada del New Jersey, e tutte le cinque persone a bordo, tra cui un uomo d'affari di New York, sono rimaste uccise. Nonostante l'intenso traffico sull'autostrada, la interstatale 287, nessun automobilista è rimasto coinvolto nell'incidente. Il piccolo aereo, un monomotore Socata, era decollato dall'aeroporto di Teterboro ed era diretto ad Atlanta, in Georgia. Ai comandi c'era l'uomo d'affari, Jeffery Buckalew, di 45 anni, direttore esecutivo di una società di consulenze finanziarie di Manhattan, la Greenhill North American Advisory. Con lui, che era il proprietario dell'aereo e aveva un'esperienza di molte ore di volo, a bordo c'erano sua moglie, due dei loro figli, e un suo collega della stessa società, Rakesh Chawla. Le cause dell'incidente non sono ancora state chiarite, ma non si esclude il cedimento strutturale. Secondo le prime indicazioni, un'ala del velivolo è stata trovata su un albero a circa mezzo chilometro dal luogo dell'impatto.

 

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I REATORI DI FUKUSIMA

I reattori della disastrata centrale nucleare di Fukushima saranno smantellati in 30-40 anni, in linea con le anticipazioni circolate dei giorni scorsi dopo la diffusione di una bozza sul piano generale. È quanto infatti prevede il progetto di governo giapponese e Tepco, il gestore della struttura, reso pubblico a pochi giorni dall'annuncio ufficiale sulla messa in sicurezza dell'impianto. Il periodo fino a 40 anni, di cui almeno 25 anni necessari per recuperare il combustibile nucleare parzialmente fuso dei reattori 1, 2 e 3, è pari al doppio del periodo dedicato per lo smantellamento dell'impianto di Tokai e rimarca le difficoltà per operare nella struttura contaminata dalle radiazioni. I lavori richiederanno più del doppio di quanto richiesto dall'incidente del 1979 all'unità n.2 di Three Mile Island (Usa), interessato da parziale fusione. La Tepco ha illustrato la road map necessaria per preparare la rimozione delle barre di carburante dai tre reattori danneggiati che richiederà 10 anni, includendo l'immediata riparazione delle strutture di contenimento e lo svuotamento delle vasche del combustibile esausto nelle quali dovrebbero essere stoccate le barre recuperate.

 

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ALONSO SI SEPARA DALLA MOGLIE

Il pilota spagnolo della Ferrari Fernando Alonso ha annunciato in un comunicato diffuso sul suo sito web la separazione dalla moglie, la cantante Raquel del Rosario. ''Dopo cinque anni di matrimonio abbiamo deciso di porre fine alla nostra relazione come coppia'', si spiega nella dichiarazione, firmata da Alonso e del Rosario. ''È una decisione molto meditata e presa di comune accordo. Ci separiamo come coppia ma non come amici. Fra di noi rimane una relazione molto buona ed una reciproca ammirazione''. ''Con questo comunicato - prosegue la dichiarazione sottoscritta da Alonso e da Raquel del Rosario - vogliamo evitare qualsiasi tipo di speculazione sulla nostra decisione'' e ''chiediamo ai media di rispettare la nostra vita personale''. Nessuna spiegazione viene fornita sui motivi alla base della decisione. Il pilota e la cantante, ricorda Abc online, si erano conosciuti a un concerto del gruppo El Sueno de Morfeo organizzato a Madrid per festeggiare dopo la prima vittoria iridata del campione spagnolo con la scuderia Renault.

 

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MANOVRA APPROVATA

La Camera conferma la fiducia al governo sulla manovra economica con 495 voti a favore, 88 contrari e quattro astenuti. "Vorrei concludere con una nota di responsabile serenità. Ho letto stamattina: 'Monti è disperato. Ho fatto un rapido esame di coscienza dopo aver letto quel titolo e per un attimo mi sono sentito colpevole perché non mi sento affatto disperato", ha detto Mario Monti. "Poi svegliatomi un po' - conclude - quella parvenza di colpevolezza è sparita perché non c'é motivo di disperazione per quel che mi riguarda e soprattutto per le nostre istituzioni politiche e civili e per quanto riguarda il nostro Paese". Certo. Ha ragione Monti, i disperati sono solo quei poveri italiani che il presidente del Consiglio ha tartassato con la manovra. Attenti alle lobby: "Le liberalizzazioni le abbiamo iniziate le proseguiremo e le faremo insieme, governo e Parlamento. Non saranno contro qualcuno ma con convinzione a favore dei cittadini". Lo afferma il premier Mario Monti intervenendo in aula alla Camera. "Abbiamo fatto una manovra molto pesante. Non intendiamo rincorrere manovra su manovra perché facendo così si va contro un muro". Pier Luigi Bersani, in conferenza stampa con il candidato all'Eliseo François Holland, avverte così il governo sostenendo che al rigore è necessario unire la crescita. "Noi siamo a sostegno - ha spiegato Bersani - di un governo di emergenza e transizione affidato a due obiettivi: portare via l'Italia dal precipizio e evitare che l'Italia sia un rischio per l'euro e per l'Europa e affinché l'Italia torni ad avere una voce forte per una correzione forte delle politiche europee impostate dai governi di destra". Per colpa di Berlusconi "che per anni ha detto che i conti erano a posto ci siamo trovati sull'orlo di un caso greco, ci siamo fermati sull'orlo del precipizio e siamo in una situazione politica di emergenza e transizione rispetto alla quale il Pd sarà coerente e fermo e, anche se non avremo il cento per cento di quello che faremmo noi, daremo una mano". Il nuovo Trattato per il Patto di bilancio potrà entrare in vigore anche solo con l'adesione di nove Paesi dell'Eurozona. È quanto prevede la bozza del testo diffusa oggi. I negoziati per arrivare alla stesura definitiva del documento prenderanno il via martedì e Londra vi parteciperà con lo status di osservatore. "Un ritorno autorevole dell'Italia al tavolo delle istituzioni europee e nella cerchia di impegnativi incontri ristretti è già in atto". Lo ha detto il capo dello Stato Giorgio Napolitano intervenendo alla conferenza degli ambasciatori. Il Pd darà una mano perché l'Italia si allontani dal precipizio e non metta a rischio la stabilità dell'euro e lo farà "con la generosità di chi è primo partito nel Paese ma questa fase non è il nostro orizzonte che é invece un appuntamento elettorale": Pier Luigi Bersani spiega così il sostegno del Pd al governo. “Il pacchetto che ha avuto la fiducia dalla Camera è molto convincente anche se c'é ancora molto da fare soprattutto su occupazione e crescita e voglio esprimere un apprezzamento per il ruolo del Parlamento per il supporto che sta dando al governo". Lo ha detto il commissario agli Affari economici e monetari Olli Rehn incontrando i media italiani. Non hanno votato la manovra del governo 23 deputati del Pdl, 3 di Fli e 2 del Pd, più 5 del Misto e due di Popolo e Territorio. Quattro gli astenuti, tutti del Pdl. Sei i parlamentari in missione. Tra gli assenti spiccano i nomi degli ex ministri Giulio Tremonti (principale autore della rovina italiana) e Paolo Romani, oltre a Michela Brambilla. Gli altri deputati assenti del Pdl  sono: Filippo Ascierto, Vincenzo Barba, Viviana Beccalossi, Isabella Bertolini, Maurizio Bianconi, Guido Crosetto, Marcello De Angelis, Rocco Girlanda, Antonello Iannarilli, Pietro Lunardi, Gianni Mancuso, Barbara Mannucci, Antonio Martino, Fiamma Nirenstein, Alfonso Papa, Adriano Paroli, Mauro Pili, Maria Rosaria Rossi, Roberto Rosso, Stefano Saglia. Di Fli mancavano all'appello Giulia Bongiorno, Carmelo Briguglio e Mirko Tremaglia. Dell'Udc, Riccardo Antonio Merlo. Per il Pd non hanno votato Gianclaudio Bressa e Francesca Cilluffo. Due gli assenti anche per 'Popolo e Territorio': Domenico Scilipoti e Maria Grazia Siliquini. Nel Misto mancavano Aurelio Misiti, Luciano Sardelli, Antonio Gaglione, Beppe Giulietti, Francesco Stagno d'Alcontres. Sono 4 i deputati del Pdl che si sono astenuti nel voto di fiducia sulla manovra. Sono Deborah Bergamini, Giulio Marini, Giuseppe Moles e Giuseppina Castiello. Il governo Monti arriverà a fine legislatura? "Ma siete matti!": così il leader della Lega, Umberto Bossi uscendo dall'Aula a Montecitorio.

 

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CRISI E MINACCE

Fitch minaccia di tagliare il rating di sei Paesi fra cui l'Italia. Lo comunica l'agenzia di rating, precisando che i Paesi coinvolti sono Spagna, Belgio, Slovenia, Cipro e Irlanda. I timori che aleggiano su Eurolandia restano "pressanti e non sono stati attenuati" dall'ultimo vertice Ue, spiega Fitch, sottolineando che "desta particolare preoccupazione l'assenza di un piano finanziario credibile". Secondo l'agenzia di rating "é necessario un coinvolgimento più attivo della BCe" per venire a capo della crisi. Fitch prevede di concludere la revisione dei sei Paesi messi sotto osservazione entro la fine del mese prossimo. La recessione nell'eurozona l'anno prossimo sarà più profonda di quanto previsto finora. E' l'avvertimento che lancia Standard & Poor's, sottolineando che Paesi esportatori come Germania, Austria, Olanda, Belgio e Finlandia saranno vulnerabili alla recessione. I paesi esportatori dell'Eurozona rischiano di subire una contrazione della crescita più forte rispetto ai paesi importatori col peggioramento della crisi e il calo della domanda, spiega S&P. Secondo l'agenzia di rating a pesare l'anno prossimo saranno soprattutto le misure di austerità varate in Eurolandia per fronteggiare la crisi dei debiti sovrani. La Camera dà la fiducia alla manovra sui conti pubblici italiani del governo di Mario Monti ma le borse, che erano salite nell'attesa del voto, cominciano invece ora ad oscillare e a indebolirsi. L'attesa si sposta, secondo gli operatori, sui prezzi al consumo negli Stati Uniti. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse europee: Londra +0,48%; Parigi -0,05%; Francoforte -0,07%; Madrid -0,34%, Milano +0,42%; Amsterdam +0,16%; Stoccolma -0,45%; Zurigo -0,53%. Lo spread tra il btp e il bund si riporta sopra quota 450 punti base a 452. Il rendimento del decennale sale al 6,43%. La recessione nell'eurozona l'anno prossimo sarà più profonda di quanto previsto finora. È l'avvertimento che lancia Standard & Poor's, sottolineando che Paesi esportatori come Germania, Austria, Olanda, Belgio e Finlandia saranno vulnerabili alla recessione. Seduta in rialzo per le Borse nell'area Asia Pacifico interrompendo la serie negativa dopo i dati Usa macroeconomici migliori delle attese. Le nuove richieste di sussidio di disoccupazione in America sono calate ai minimi da oltre tre anni a questa parte mentre la produzione industriale negli Stati Uniti a novembre è calata meno del previsto. Questo lascia sperare i mercati in una soluzione alla crisi del debito in Europa o almeno che questa non trascini poi tutta l'economia globale in recessione. Bene i titoli export come Samsung che guadagna oltre il 2%, Hyundai Motor il 2%, Li&Fung l'1,1 per cento. Rally per i titoli tecnologici e in particolare per le 'internet company' dopo il report di Nomura che mostra una forte crescita della domanda per l'ecommerce. CyberAgent, un'azienda di pubblicità online, ha fatto un balzo a Tokyo del 4,1%, DeNa un operatore nei social media ha guadagnato il 4,3 per cento. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse di Asia e Pacifico. Chiusura in modesto rialzo oggi per Wall Street, con il Dow Jones che sale dello 0,32 per cento, a 11.861,85 punti, il Nasdaq che sale dello 0,07 per cento a 2.541,01 punti, e lo S&P 500 che sale dello 0,33 per cento a 1.215,85 punti.

 

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DATI ISTAT

Nel 2010  ben quattro disoccupati su dieci risultano essere under trenta. È quanto emerge dai dati contenuti nelle tabelle dell'Annuario statistico italiano 2011. A fronte, infatti, di un totale di 2,1 milioni di persone in cerca di occupazione i giovani disoccupati sotto i 30 anni sono 834 mila, ovvero il 39,7%. La spesa delle famiglie italiane nel 2011 è aumentata di appena 11 euro rispetto al 2009 raggiungendo i 2.453 euro medi al mese (+0,5%). È quanto rileva l'Istat spiegando che la spesa incorpora anche l'inflazione (+1,5% nell'anno). I consumi nel 2010 sono quindi al palo con gli italiani costretti a stringere la cinghia. La natalità in Italia diminuisce e nel 2010, con 561.944 nuovi bebè tocca il livello minimo dal 2006 (quando furono 560.010). Lo rivela l'Istat nell'annuario statistico. I nuovi nati italiani nel 2010 sono stati 483.862 mentre gli stranieri sono stati 78.082. Il numero dei nuovi nati italiani è il più basso dal '95,inizio delle serie storiche. Italia sempre più paese "anziano", con le nascite che continuano a calare, con 6 cittadini su 100 che sono ultraottantenni, e con una fuga dal matrimonio (meno 13 mila) anche se si preferisce ancora la cerimonia tradizionale in chiesa. È la foto del Paese che emerge dall'Annuario 2011 dell'Istat dove l'aumento della popolazione è dovuto soltanto agli arrivi di stranieri. Alla fine del 2010 l'Italia conta 60.626.442 residenti, circa 286.000 in più rispetto all'anno precedente. L'incremento si deve al saldo attivo del movimento migratorio (+311.658 unità) che, pur in calo, neutralizza l'effetto negativo del saldo naturale (-25.544 unità). Le nascite segnano, infatti, una nuova battuta d'arresto (dai 568.857 nati vivi del 2009 ai 561.944 del 2010), un dato che risulta diffuso su tutta la Penisola. L'Italia continua ad essere un Paese con i "capelli grigi". A fine 2010 un residente ogni cinque ha più di 65 anni e gli ultraottantenni sono ormai il 6% della popolazione. L'indice di vecchiaia (rapporto tra la popolazione con più di 65 anni e quella con meno di 15) raggiunge il valore di 144,5 a livello nazionale; tuttavia, mentre il processo di invecchiamento prosegue nel Mezzogiorno (che tuttavia resta la ripartizione con maggiore equilibrio fra giovani anziani), nelle altre aree del Paese si registra un lieve calo. Stabile risulta la graduatoria internazionale (dati 2009): la Germania, con un indice pari a 150,2, si conferma il paese con la struttura per età più "vecchia", seguito da Italia (144), Grecia (131,9) e Bulgaria (129,2). I residenti stranieri in Italia hanno superato quota 4,5 milioni, sono il 7,5% della popolazione totale e provengono per la maggior parte dall'Unione europea (29,2%), dall'Europa centro-orientale (24,0%) e dall'Africa settentrionale (14,9%). Si tratta per lo più di una popolazione giovane: quasi la metà dei cittadini stranieri ha un'età compresa fra i 18 e i 39 anni, mentre oltre uno su cinque è minorenne. Nel 2010 il numero medio di figli per donna si attesta a 1,41, lo stesso valore dell'anno precedente. Si conferma, quindi, l'arresto della crescita che si era avuta successivamente al 1995, anno in cui la fecondità italiana toccò il minimo (1,19 figli per donna). Prosegue anche nel 2010 il trend discendente della nuzialità registrato dopo la ripresa del 2007. Con oltre 13.000 matrimoni in meno celebrati (217.185), il tasso di nuzialità scende dal 3,8 al 3,6 per mille. Il matrimonio religioso resta la scelta più diffusa in tutta la Penisola (63,1%): nelle regioni meridionali la percentuale sale al 77,6%, contro il 51,4% del Nord e il 55,1% del Centro. La spesa per la protezione sociale (previdenza, assistenza e sanità) nel 2010 ha raggiunto quota 463,324 miliardi con una crescita del 2,2% sul 2009 e una incidenza sul Pil pari al 29,9%. E' quanto emerge dall'annuario statistico Istat 2011 secondo il quale il 93,6% della spesa (433,524 miliardi) è stata effettuata dalle amministrazioni pubbliche. L'Istat segnala che la protezione sociale è finanziata per il 52,8% da contributi sociali, voce in calo sul 2009 (erano il 55,6% delle fonti di finanziamento). La spesa per la protezione sociale effettuata dalle amministrazioni pubbliche (434 miliardi) nel 20101 - precisa l'Istat - è stata destinata per 412 miliardi alle prestazioni per i cittadini, il 2,5% in più dell'anno precedente, con un'incidenza del 26,6% sul Pil (26,5% nel 2009) e del 55,8% sulla spesa pubblica corrente. Quasi due terzi della spesa delle amministrazioni pubbliche si concentra nella previdenza (66,4% pari a oltre 273 miliardi), alla sanità è destinato il 25,6% (oltre 105 miliardi) mentre per l'assistenza si spende l'8% del totale (oltre 33 miliardi). L'incidenza sul prodotto interno lordo è pari al 17,7% per la previdenza, al 6,8% per la sanità, al 2,1% per l'assistenza. Fra le fonti di finanziamento, i contributi sociali rappresentano il 52,8% del totale (55,6% nel 2007). Fra il 2007 e il 2010 - precisa l'Istituto di statistica - i contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro, che hanno beneficiato in questo arco di tempo di sgravi contributivi per quasi 26 miliardi di euro, crescono in media dello 0,8%, quelli a carico dei lavoratori (dipendenti e indipendenti) dell'1,8%. La seconda voce rilevante, pari al 46,2%, è quella delle contribuzioni diverse, costituita in gran parte da trasferimenti statali (74,2% nel 2010 contro il 70% del 2007). Nel 2010, rispetto al 2009, l'aumento delle retribuzioni contrattuali per dipendente a tempo pieno maggiore è stato registrato per la Presidenza del Consiglio, con un +15,2%. Un vera e propria impennata se si considera il rialzo medio, pari al 2,1%. Risulta dalle tabelle dell'Istat contenute dall'Annuario statistico italiano 2011.