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LE NOTIZIE AUTO E MOTO SU:


IL GELO SIBERIANO
SULL’ITALIA
Considerando
il peggioramento delle condizioni meteo il comune di Roma ha deciso, con
decorrenza immediata, anche la chiusura di tutti gli uffici pubblici.
Resteranno aperti solo gli uffici comunali di pronta emergenza: cioè vigili
urbani, protezione civile, servizi sociali. Il sindaco di Roma Gianni Alemanno
firmerà l'ordinanza per disporre la chiusura delle scuole a Roma per la
giornata di domani in considerazione delle previsioni meteo. La protezione
civile di Roma. ha infatti diramato lo stato di allarme a tutte le strutture
operative. "Dopo la proclamazione dello stato di allarme da parte della
Protezione Civile conseguente al peggioramento delle condizioni atmosferiche,
d'intesa con il Prefetto e sentita la direzione regionale del Ministero
dell'Istruzione, abbiamo disposto di chiudere le scuole". Lo si legge
nella nota del Campidoglio. "La proclamazione dello stato di allarme,
infatti, -prosegue la nota- consente anche di chiudere le scuole, andando oltre
la semplice ordinanza di ieri di sospensione dell'attività didattica. Invitiamo
tutti i cittadini a evitare i movimenti inutili e a fare riferimento per qualsiasi
evenienza al numero verde 800 854 854 della
Protezione civile". Il Colosseo,
il Foro Romano e il Palatino sono stati chiusi per precauzione sotto la
fitta nevicata che sta cadendo su Roma. Lo ha riferito la direttrice del
Colosseo, Rossella Rea. "Lo facciamo sempre in caso di nevicate, per il
rischio di gelate - ha spiegato -. In questi casi l'acqua ristagna, si formano
della lastre di ghiaccio e i visitatori rischiano di cadere e farsi male.
Vediamo come evolve il tempo: se domani nevica resteremo chiusi". Rea ha
negato che la chiusura sia legata al rischio di crolli al Colosseo. La nevicata
in corso su Roma non risparmia la Città del Vaticano, che si è già ricoperta di
un leggero strato nevoso. Già quasi completamente imbiancata è Piazza San Pietro, dove sparuti gruppi
di turisti non rinunciano all'insolito spettacolo. Ricoperti di bianco anche la
cupola della basilica, il tetto della Sistina, quelli del Palazzo apostolico e
degli altri palazzi vaticani, come pure il tradizionale presepe e l'albero di Natale
che campeggiano vicino all'obelisco di Piazza San Pietro. Il maltempo oggi non
ha rallentato gli impegni del Papa, che ha ricevuto in udienza un gruppo di
vescovi degli Stati Uniti in visita Ad Limina e il
prefetto dell'ex Sant'Uffizio, card. William Levada.
Ha fatto però rinviare a data da destinarsi l'udienza che Benedetto XVI avrebbe
dovuto tenere domani mattina nell'Aula Paolo VI con
circa settemila giovani, provenienti anche dall'estero, partecipanti
all'incontro mondiale dei "Giovani della pace" promosso dal Sermig. Al momento non si registrano disagi. Freddo e maltempo continuano a interessare
tutta Italia; alcune zone sono di fatto paralizzate. Resta l'allerta
meteo per la neve sulle regioni centrali tanto che Viabilità Italia del
Ministero dell'Interno ha invitato gli automobilisti a non mettersi in viaggio
in queste zone. Al nord invece, dove ora non nevica più, le temperature sono polari (a Torino -5, a Trieste -6, in Liguria -10, a
Milano -7, dove ieri è morto per assideramento un senzacasa), e si teme
per il ghiaccio. Sul Monte Rosa si sfiorano i -30 gradi. Gelo anche in parte
della Sardegna. Tutte le linee ferroviarie - hanno reso noto le Fs - sono
aperte, non si registrano particolari criticità. Situazioni di disagio si
stanno verificando in alcuni tratti autostradali dove è scattato il piano neve
che prevede anche il blocco dei tir. Fra l'altro - segnala Autostrade per
l'Italia - continua a nevicare sull'A24 ed A25; qui i mezzi pesanti vengono
fermati rispettivamente a Tivoli (direzione L'Aquila), Teramo (direzione Roma)
e Villanova (direzione Roma). Ai veicoli commerciali che si stanno dirigendo
dall'area toscana verso il sud, non è consentito di proseguire lungo
l'autostrada A1 causa nevicate in atto tra Valmontone
e Ceprano. A Roma, la neve è caduta anche questa
notte; in particolare, nella zona nord dove ha raggiunto i 5 centimetri; 3
centimetri invece nella zona nord-est della capitale. In provincia, in
Ciociaria é emergenza neve; a Frosinone si sono già accumulati dieci centimetri
e si registrano problemi per la circolazione. Imbiancata l'autostrada A1 Roma-Napoli, dove resta il divieto d'accesso per i mezzi
pesanti, e dove sono entrati in azione gli spazzaneve; a Fiuggi, dove la coltre
nevosa ha raggiunto 30 centimetri, si registrano disagi al traffico e
l'impossibilità per migliaia di pendolari di raggiungere i posti di lavoro. Una
forte nevicata ha imbiancato Ancona,
dove è stato disposta per oggi la chiusura delle scuole. Nel tratto ferroviario
marchigiano la circolazione subisce forti rallentamenti, dai 50 ai 90 minuti,
con alcuni treni soppressi e un convoglio proveniente dall'Umbria che è rimasto
bloccato per ore all'altezza della frazione di Cancelli, a Fabriano. Mezzi spartineve e spargisale sono al lavoro
in tutta la regione; decine di famiglie nell'entroterra di Pesaro Urbino sono
senza elettricità. Il Molise è paralizzato dal maltempo, le scuole sono chiuse;
solo a Campobasso sono caduti 40 centimetri di neve, un metro e mezzo in
località al di sopra dei mille metri. Le scuole sono rimaste chiuse stamane in
più di ottanta comuni, anche quelli a ridosso della costa. I mezzi spartineve
di Anas, Province, Comuni sono rimasti in azione per tutta la notte senza
sosta. Gran lavoro per protezione civile e vigili del fuoco: decine gli interventi
per soccorre automobilisti rimasti bloccati. Diverse abitazioni di campagna
risultano isolate. È arrivata in Alto
Adige l'ondata di gelo che investe l'Europa: a Predoi
la temperatura è scesa a -21,3 gradi. In gran parte delle località altoatesine il
cielo è sereno con temperature però molto inferiori alle medie stagionali. Tra
le località più fredde, San Martino in Badia ha raggiunto i -16,2, Selva Gardena i -14,4 e Valles i -14,2.
Un 46enne di Isernia è stato trovato morto nella sua auto ferma sulla Statale
17 nei pressi di Cantalupo nel Sannio (Isernia).
L'ipotesi più probabile è che sia stato colto da malore. L'auto era coperta di
neve. A rinvenire i cadavere sono stati i carabinieri. Sul posto anche i Vigili
del Fuoco per rimuovere il mezzo. La vittima si chiamava Vincenzo Tamburro era un autista di pullman. Lavorava per conto di
una ditta di Roccamandolfi (Isernia). Questa mattina
era uscito da casa per raggiungere il luogo di lavoro, ma la strada era
impraticabile e all'altezza di Cantalupo nel Sannio,
sulla Statale 17, aveva invertito il senso di marcia per rientrare a Isernia
dove non è mai arrivato perché colto da malore. Secondo quanto si è appreso non
era da solo, ma con un collega che ha chiamato i soccorsi, ma non c'é stato
nulla da fare. In Emilia-Romagna si viaggia sul 70% dei treni regionali, ma
l'emergenza resta grave su tutta la rete regionale e, nello specifico, sul nodo
bolognese. Uniche eccezioni, le tratte comprese fra Parma e Piacenza, Ferrara e
Padova e Bologna-Verona, dove al momento il livello è
di "emergenza lieve". Questa, secondo Trenitalia, è la situazione dei
convogli alle 12. Il programma di circolazione dei treni regionali attuato ieri
é stato confermato, con almeno due convogli all'ora sulle principali linee
della regione e il mantenimento di quelli a lungo raggio che si fermeranno
anche nelle stazioni previste dai treni cancellati. In particolare: sulla linea
Bologna-Piacenza potranno essere cancellati i treni
con origine/termine corsa a Parma; sulla Bologna-Rimini
potranno essere cancellati i treni con origine/termine corsa da stazioni
diverse da Rimini; sulla Bologna-Venezia potranno
saltare i collegamenti con origine/termine corsa da stazioni diverse da Padova
o Venezia; lungo la Bologna-Verona potranno essere
cancellati i treni con origine/termine corsa a Crevalcore o Poggio Rusco; sulla
linea Bologna-Prato i treni avranno origine/termine
corsa nella stazione di Bologna San Ruffillo; sulla Bologna-Ravenna prevista la cancellazione dei collegamenti
diretti; programmati interscambi a Castel Bolognese,
stazione raggiungibile con i convogli della linea Bologna-Rimini.
Ulteriori provvedimenti di circolazione, con possibili treni annullati,
potrebbero scattare sulle linee regionali con traffico minore. Intanto nella
notte, sempre causa neve e gelo, un regionale partito da Bologna e diretto a
Rimini è rimasto fermo tra l'1.30 e le 4 nella stazione di Forlì. A bordo
c'erano sei passeggeri. Trenitalia ha inviato un locomotore diesel sostitutivo
per proseguire il viaggio fino a Rimini. Dietro al regionale viaggiava un
Intercity notte Bologna-Bari, stoppato a sua volta.
Aveva a bordo circa 150 persone che sono rimaste ferme in attesa della fine
delle operazioni di soccorso. In Romagna ha ripreso a nevicare forte. A Forlì
la coltre bianca ha oramai raggiunto gli ottanta centimetri di altezza e le
strade urbane e suburbane sono difficilmente praticabili. Nelle foto da
sinistra la neve a piazza del Popolo a Roma e nei giardini pubblici di piazzale
della Vittoria nel centro di Forlì.

EUROPA SOTTO ZERO
L'Europa
resta nella morsa implacabile del gelo e della neve, che in una settimana ha
provocato centinaia di morti, in massima parte senzatetto o abitanti in case
precarie e prive di adeguato riscaldamento. I più colpiti dall'emergenza sono i
Paesi dell'Europa centrorientale e dei Balcani, in primo luogo Ucraina,
Polonia, Serbia, Bulgaria, Romania, nei quali si registra la quasi totalità
delle vittime. Difficile la situazione anche in Germania e Austria, dove
tuttavia non si registra un elevato numero di vittime. È di 101 morti in sette
giorni, di cui 38 nelle ultime 24 ore, il numero delle vittime dell'ondata di
gelo che sta flagellando l'Ucraina. In almeno 64 casi si trattava di
senzatetto. Secondo il ministero delle Emergenze della repubblica ex sovietica
11 persone sono decedute in ospedale e 26 nelle loro abitazioni. Si tratta
dell'inverno più rigido degli ultimi sei anni in Ucraina. Nella maggior parte
delle regioni della repubblica ex sovietica, difficilmente si scende al di
sotto dei 15 gradi sottozero, ma quest'anno il termometro segna temperature
abbondantemente inferiori ai -20, con minime fino a -33. Il governo ha fatto
sapere di aver allestito 2.940 tende riscaldate per far fronte all'emergenza, e
altre 113 dovrebbero essere pronte nelle prossime ore. Il freddo intenso ha
causato altri nove morti in Polonia
nelle ultime 24 ore, portando a 29 il bilancio delle vittime dall'inizio
dell'emergenza gelo venerdì scorso. In totale, sono 67 in Polonia le persone
morte a causa del freddo dallo scorso novembre. La notte scorsa a Suwalki, nel nordest del Paese, sono stati registrati -28
gradi, e stando alle previsioni la temperatura calerà ancora fino a domenica.
Anche in Polonia numerose scuole restano chiuse, mentre in molte città si
distribuiscono gratuitamente cibo e bevande calde ai più bisognosi. In Serbia, dove ha ripreso a nevicare con
insistenza, 11.500 persone sono isolate in 6.500 case di una quindicina di
villaggi tagliati fuori da ogni tipo di collegamento col mondo esterno per
l'enorme quantità di neve caduta. Le autorità hanno decretato in tali località
lo stato di emergenza, intervenendo in molti casi con gli elicotteri per i
rifornimenti e l'evacuazione di abitanti in particolare difficoltà. Anche in
Serbia il gelo non dà tregua, con temperature fra i -10 e i -20, e punte
estreme fino anche a -36. Circa 7 mila allievi non si recano a scuola da alcuni
giorni, mentre a Belgrado gli autisti di tram e autobus del trasporto pubblico
consentono ai senzatetto e a persone particolarmente bisognose di passare
l'intera giornata girando in continuazione sui mezzi pubblici, senza pagare il
biglietto. Anche in Romania
continua l'emergenza-gelo con altre 8 vittime nelle ultime 24 ore, 22 in tutto
in una settimana. Le temperature si mantengono molto basse, con punte fino a
-30. Migliaia di militari sono stati mobilitati per operazioni di soccorso e
pulizia delle strade. In Bulgaria,
dove le vittime sono finora undici, oltre mille scuole sono chiuse, con il Danubio
parzialmente gelato. Prosegue l'ondata di gelo anche in Grecia, dove un centinaio di villaggi montani sono isolati per le
abbondanti nevicate. A Mosca, la
minima di -24 della notte scorsa, con punte di -28 nell'hinterland, non ha
provocato problemi eccessivi, in una città che ha grande esperienza
nell'affrontare neve e gelo.

MONTI SULLA MOBILITÀ
NEL LAVORO
Una frase presa "fuori dal contesto
può prestarsi ad equivoco, quello che volevo dire è che i giovani devono
abituarsi all'idea che non avranno un posto fisso tuta la vita, mentre gli
italiani in genere hanno troppa diffidenza verso la mobilità". Così Mario
Monti nel videoforum su 'Repubblica.it'.
Ad una domanda fatta da un lettore del sito sulla frase pronunciata a Matrix,
il presidente del consiglio ha detto: "Immagino che sia tra i più
benevoli, perché una frase come quella presa fuori dal contesto può prestarsi
ad equivoco: se per posto fisso intendiamo un posto che ha una sua stabilità e
tutele ha delle tutele certo è un valore positivo". Quello che volevo
dire, ha aggiunto, è che "i giovani devono abituarsi all'idea che non
avranno un posto fisso tuta la vita, non avranno cioè un lavoro stabile presso
un datore di lavoro, come capitava alla mia generazione o a quelle precedenti,
un posto stabile presso un unico datore di lavoro o con la stessa sede per
tutta la vita o quasi. Dovranno abituarsi a cambiare spesso luogo e tipo di
lavoro e anche Paese e questo non è da guardare con spavento come una cosa
negativa". Insomma "il cambiamento è da guardare positivamente e non
negativamente". "Il governo prenderà una decisione al riguardo nei
tempi stabiliti e cioè entro metà febbraio e quindi, siccome il tema è così
importante, non mi sembra giusto darvi nessuna anticipazione, che sia positiva
o negativa" a questo proposito. Così il premier Mario Monti sulla
candidatura di Roma alle Olimpiadi del 2020.

FORNERO:
RIFORMA COMUNQUE
Incontro a
palazzo Chigi tra il premier Mario Monti, il leader del Terzo Polo Pier
Ferdinando Casini, quello del Pdl Angelino
Alfano e il segretario del Pd Pier Luigi Bersani. I capigruppo del Pdl di Camera e Senato Maurizio Gasparri e Fabrizio Cicchitto e l'ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi sono
stati ricevuti a palazzo Chigi dove era presente il ministro del Welfare Elsa Fornero. La riforma del mercato del lavoro è ''un treno''
che l'Italia non può perdere e il governo la farà con o senza l'accordo con le
parti sociali. Il ministro del Lavoro, Elsa Fornero,
lo dice chiaramente al tavolo a Palazzo Chigi con le organizzazioni sindacali e
imprenditoriali. Divise sull'articolo 18 e la possibilità di un intervento di
modifica, per il quale si schiera Confindustria che, secondo il leader Cgil
Susanna Camusso, ''si fa prendere un po' la mano
sull'idea che si possano avere delle scorciatoie sui licenziamenti''. Una
riforma che il ministro battezza: dopo gli interventi del governo 'Salva
Italia' e 'Cresci Italia', propone di chiamarla 'Resta e cresci in Italia'. Il
dialogo proseguirà, tra una decina di giorni ci sarà un nuovo incontro, dice il
ministro che assicura ''la piena disponibilità di ascolto''
ma al tempo stesso evidenzia ''la piena determinazione del Governo a realizzare
una riforma incisiva nel volgere di poche settimane''. I tempi sono stretti:
''Ci sono due-tre settimane per chiudere, più due che
tre'', precisa. E ci sono ''i vincoli europei'': le priorità della riforma
''debbono essere perseguite'' nel loro ''più rigoroso rispetto'',
evidenzia ancora Fornero. Al termine del tavolo, il
ministro parla di un ''incontro contrassegnato da un clima positivo e di
collaborazione'': la riforma del mercato del lavoro ha ''obiettivi generali
condivisi, mi sento di dire, da tutti i partecipanti: lotta alla
disoccupazione, in particolare giovanile, oggi al centro dell'attenzione
europea, aumento dell'occupazione femminile, innalzamento dei livelli
retributivi attraverso la crescita della produttività''. Fornero
li indica in una nota che diffonde a conclusione dell'incontro durato circa tre
ore. È invece il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, a riferire che
''sul tavolo c'è il tema'' dei licenziamenti per motivi economici e quindi del
reintegro e dell'articolo 18. ''Il ministro ha parlato di licenziamenti per
motivi economici, senza il reintegro ma solo con l'indennità di
licenziamento'', afferma Marcegaglia. Che sull'articolo 18 è altrettanto chiara
e si schiera sulla posizione del governo indicata dal premier Mario Monti:
''Non deve essere più un tabù'', crea ''una dicotomia drammatica,
pesantissima''. E propone di arrivare alla ''formulazione'' che preveda il
reintegro ''per tutti i casi di licenziamento discriminatorio. Negli altri una
indennità di licenziamento''. I sindacati non ci stanno: ''invitiamo il governo
ad una maggiore cautela sia nel modo di parlare che nel modo di agire'', dice
il leader della Cisl, Raffaele Bonanni: l'articolo 18
non va ''soppresso ma va mantenuta la sua civile e importante funzione''.
L'articolo 18 non si tocca per il segretario generale della Cgil, Susanna Camusso: ''Il problema che abbiamo non è quello dei
licenziamenti, è invece quello di come si crea lavoro in questo Paese''. Il
numero uno della Uil, Luigi Angeletti, dice: ''Non
abbiamo totem, abbiamo delle ragioni''. E boccia l'ipotesi di ridurre il
reintegro ai casi di discriminazione ma riconosce che nei casi di crisi
aziendali e ristrutturazioni ''un motivo c'è non fa piacere ma c'è''. Sindacati
e imprese comunque garantiscono la volontà di trattare con il governo. Fornero chiede di distinguere tra ''flessibilità 'cattiva',
da eliminare, e flessibilità 'buona', da valorizzare; parla del ''riordino''
degli ammortizzatori sociali, con un'apertura verso la posizione delle parti
sociali, ''attraverso una più uniforme distribuzione delle tutele, sia fra
segmenti del mercato sia durante il ciclo di vita delle persone''. E sottolinea
l'importanza dell'apprendistato, ''che dovrà diventare la forma tipica di
ingresso dei giovani'' e della formazione.

DECRETO SEMPLIFICAZIONI
Via libera
del Consiglio dei ministri al decreto legge sulle semplificazioni. È quanto si
apprende da fonti di governo. L'Esecutivo ha dato, a una settimana dal primo
esame, l'ok al testo nella sua versione definitiva. Via 333 leggi
dall'ordinamento italiano. Lo prevede l'articolo 65 di una nuova bozza del
provvedimento sulle semplificazioni. La prima norma che sarà abrogata è del
1947. Si va dalla legge sui prospetti paga a norme di singoli atenei o a
disposizioni per Expò già fatte. Torna inoltre la 'social card': è prevista una
"sperimentazione finalizzata alla proroga del programma 'carta
acquisti'". Il progetto interesserà i "Comuni con più di 250.000
abitanti" ed è prevista una dotazione di risorse per 50 milioni di euro.
Il credito d'imposta per ogni
lavoratore assunto nel Mezzogiorno a tempo indeterminato, introdotto lo scorso
anno con il decreto di maggio potrà valere fino al 2013. L'assunzione deve
essere operata, per godere del credito di imposta, non più nei dodici mesi
successivi alla data del decreto di maggio 2011 ma nel giro di
"ventiquattro mesi". Il credito d'imposta per ogni lavoratore assunto
nel Mezzogiorno a tempo indeterminato, introdotto lo scorso anno con il decreto
di maggio potrà valere fino al 2013. L'assunzione deve essere operata, per
godere del credito di imposta, non più nei dodici mesi successivi alla data del
decreto di maggio 2011 ma nel giro di "ventiquattro mesi". È quanto
prevede una nuova bozza del provvedimento sulle semplificazioni che il Cdm dovrebbe esaminare venerdì. I documenti di identità
"sono rilasciati o rinnovati con validità fino alla data, corrispondente
al giorno e al mese di nascita del titolare, immediatamente successiva alla
scadenza che sarebbe altrimenti prevista per il documento medesimo". È
quanto si legge nell'articolo 7 della bozza del provvedimento sulle
semplificazioni nella quale si specifica anche che la nuova disposizione
"si applica ai documenti rilasciati o rinnovati dopo l'entrata in vigore"
del decreto. I tir continueranno a non circolare nei giorni "festivi"
ma viene eliminata la norma che prevedeva il divieto di circolazione
nell'eventuale o eventuali giorni precedenti o successivi ai giorni festivi. Il
divieto di circolazione dei camion potrà essere deciso anche per altri giorni,
"in aggiunta a quelli festivi, da individuarsi in modo da contemperare le
esigenze di sicurezza stradale, connesse con le prevedibili condizioni di
traffico, con gli effetti che i divieti determinano sulla attività di autotrasporto
nonché sul sistema economico produttivo nel suo complesso". Stop al
condono per i cartelloni politici abusivi. Lo prevede un emendamento del
governo presentato in Commissione alla Camera durante l'esame del dl Milleproroghe. La misura sopprimerebbe una norma
precedentemente approvata dai deputati. Pane sempre fresco, anche di domenica.
L'articolo 43 della bozza del decreto Semplificazioni prevede infatti la
"soppressione del vincolo in materia di chiusura domenicale e festiva per
le imprese di panificazione di natura produttiva". Su richiesta del
ministro dei Beni culturali Lorenzo Ornaghi, oggi in
Consiglio dei ministri è stata stralciata dal decreto sulle semplificazioni la
norma che prevedeva autorizzazioni più facili per le sale cinematografiche entro
i 3.000 posti. La norma, presentata dallo stesso ministro venerdì scorso
insieme ad un altro pacchetto di disposizioni per i beni culturali, aveva
suscitato polemiche nel settore del cinema. Ornaghi,
conferma in una nota l'ufficio stampa del ministero per i Beni culturali,
"in sede di approvazione definitiva del decreto in materia di
semplificazioni, ha ritenuto opportuno procedere, dopo aver preso atto delle
molteplici e differenti osservazioni sollevate da più parti, alla richiesta
dello stralcio del provvedimento relativo all'apertura di nuove sale
cinematografiche al di sotto di 3.000 posti. La pausa di approfondimento,
conclude la nota, consentirà di ascoltare le valutazioni di tutte le parti
interessate a favorire uno sviluppo armonico e condiviso del settore
cinematografico".

CASO LUSI
Arturo Parisi (nella foto) già deputato
della Margherita e attualmente esponente del Pd, è stato interrogato per due
ore al Palazzo di Giustizia come persona informata sui fatti nell'ambito
dell'inchiesta che ha coinvolto Luigi Lusi, l'ex
tesoriere della Margherita che ha confessato di aver sottratto 13 mln di euro. Ad ascoltare Parisi, il procuratore aggiunto
Alberto Caperna e il pubblico ministero Stefano
Pesci. Al centro dell'interrogatorio, le dichiarazioni fatte qualche giorno fa
da Parisi, quando disse d'aver espresso nel 2011 perplessità sui bilanci quando
si riunì l'assemblea della Margherita. I magistrati hanno in programma di
sentire nei prossimi giorni altri esponenti della Margherita, tra cui Renzo Lusetti e Enzo Carra, tra i
firmatari di un ricorso presentato al Tribunale civile di Roma per impugnare la
validità dei rendiconti relativi al periodo 2009-2010. Secondo il legale di
Francesco Rutelli intanto, è inadeguata e non utilizzabile per un accordo la
fidejussione proposta dall'ex tesoriere della Margherita. "Allo stato la
proposta fatta da Lusi non regge - afferma Titta Madia -. Se non verrà offerta una seria garanzia nei
prossimi giorni saranno chiesti al pubblico ministero adeguati provvedimenti
cautelari nei riguardi dell'ex tesoriere". Per il momento il penalista ha
anche spiegato che da parte di Rutelli e degli altri non è stata fatta la
richiesta di sequestro di beni in possesso di Lusi.
"Vogliamo avere ancora qualche giorno di pazienza. - ha detto Madia - è
probabile che lunedì formalizzeremo quali sono le nostre intenzioni". Sul
fronte politico intanto, l'Idv di Antonio Di Pietro
annuncia un disegno di legge che prevede "il dimezzamento degli attuali
rimborsi elettorali e l'ammissibilità a ricevere questi rimborsi solo per
quelle forze politiche che, nelle elezioni corrispondenti, abbiano totalizzato
almeno il 2% dei voti validi''.

BERLUSCONI NON SI
RICANDIDA
"Ormai
mi sono fatto da parte, anche nel mio partito". L'ex premier Silvio
Berlusconi conferma così, in un'intervista al Financial Times,
di non avere alcuna intenzione di ricandidarsi a palazzo Chigi. I sondaggi mi
danno un gradimento maggiore di quello di Angela Merkel
e Nicolas Sarkozy. Ne è convinto Silvio Berlusconi,
che, in un'intervista al Financial Times spiega di
aver intenzione di rimanere influente dietro le quinte, come padre fondatore
del partito. Ma poi non esclude di potersi ricandidare al Parlamento,
sostenendo di avere sondaggi che gli danno un gradimento maggiore della Merkel e Sarkozy. "Se vado
per strada blocco il traffico. Sono un pericolo pubblico, non posso uscire a
fare shopping". Così Silvio Berlusconi si descrive al Financial Times, assicurando di avere una popolarità pari al 36% di
gradimento.

STRAGI NAZISTE
"Applicheremo
tutte le questioni inerenti a questo giudizio in collaborazione con i nostri
amici italiani, nello spirito di relazioni bilaterali strette e di piena
fiducia". Lo afferma il ministro degli Esteri tedesco Guido Westerwelle commentando la sentenza della Corte dell'Aja sulle stragi naziste. La Corte internazionale di
giustizia dell'Aja ha accolto il ricorso della
Germania contro l'Italia per ottenere il blocco delle indennità alle vittime
dei crimini nazisti. Secondo la sentenza l'Italia ''ha mancato di riconoscere
l'immunità riconosciuta dal diritto internazionale'' a Berlino per i reati
commessi dal Terzo Reich. La lettura della sentenza è durata 80 minuti. La
Corte ha accolto tutti i punti di ricorso presentati dalla Germania che
accusava l'Italia e il suo sistema giudiziario di "venire meno ai suoi
obblighi di rispetto nei confronti dell'immunità di uno stato sovrano come la
Germania in virtù del diritto internazionale". La Corte dell'Aja ha poi concordato con la richiesta di Berlino di
"ordinare all'Italia di prendere tutte le misure necessarie" affinché
le decisioni della giustizia italiana che contravvengono alla sua immunità
siano prive d'effetto e che i suoi tribunali non pronunzino più sentenze su
simili casi. Il contenzioso tra Italia e Germania presso la Corte dell'Aja, il più alto organo giudiziario dell'Onu, è cominciato
il 23 dicembre del 2008, quando Berlino ha deciso di ricorrere contro la
sentenza della Cassazione del 21 ottobre 2008 che ha riconosciuto la Germania
responsabile per essere stata la 'mandante' dei militari nazisti che il 29
giugno del 1944 uccisero 203 abitanti di Civitella, Cornia
e San Pancrazio (Arezzo), sparando a donne, bambini, uomini e vecchi, compreso
il parroco del paese. La sentenza della Cassazione a suo tempo è stata
considerata un 'precedente storico' sancendo per la prima volta il diritto per
le vittime delle stragi naziste ad essere risarcite nell'ambito di un
procedimento penale. Prima di allora c'erano state solo delle sentenze nelle
cause civili per risarcimento danni chiesto dai cosiddetti 'schiavi di Hitler'.
Nessun altro Paese al mondo aveva mai intentato cause di risarcimento nei
confronti della Germania in ottemperanza alla clausola dell'immunità
giurisdizionale. Il contenzioso tra Roma e Berlino ha portato all'iscrizione di
un'ipoteca giudiziaria su Villa Vigoni, centro
culturale italo-tedesco in provincia di Como.

COMUNE MAFIOSO
Su proposta
del Ministro dell'interno, il Consiglio dei Miniostri ha deliberato lo
scioglimento del Consiglio comunale di Ventimiglia (Imperia), dove sono state
riscontrate forme di condizionamento da parte della criminalità organizzata. Lo
si legge nella nota di Palazzo Chigi. L'amministrazione di Ventimiglia è la
seconda, nell'ultimo anno in provincia di Imperia, che viene sciolta per
infiltrazioni mafiose. Lo scorso 10 marzo analoga decisione venne presa dal
consiglio dei Ministri per il Comune di Bordighera.
Proprio nei giorni scorsi il Tar del Lazio ha respinto il ricorso dell'ex
sindaco di Bordighera, Giovanni Bosio,
contro lo scioglimento.

RESPONSABILITÀ CIVILE
MAGISTRATI
Duecentosessantaquattro
si, 211 no e un astenuto. Sono i numeri con i quali il governo va sotto su un
emendamento alla legge comunitaria della Lega Nord che introduce la
responsabilità civile per i magistrati. Nulla di grave, almeno se letta
nell'ottica della 'mission' del Governo chiamato a
mettere in ordine i conti pubblici. Ma l'incidente a Montecitorio mette in luce
una preoccupante spaccatura nella maggioranza che sostiene l'esecutivo Monti e
una ritrovata convergenza tra Pdl e Carroccio. Un
dato che spinge il premier a convocare i rappresentanti dei partiti che
sostengono il governo per una cena informale a Palazzo Chigi, nella quale Monti
ha voluto esprimere la sua preoccupazione per quanto avvenuto. Insomma, il
premier sembra voler fare il tagliando alla sua maggioranza: desidera
compattezza in vista dei prossimi voti sui provvedimenti per le
liberalizzazioni e le semplificazioni e, in prospettiva, per quello più
complicato sulla riforma del mercato del lavoro. Presso la sede del governo
giungono Pier Luigi Bersani, Pier Ferdinando Casini e Angelino
Alfano. Quest'ultimo, in realtà, era già a colloquio con il capo del governo
insieme a Maurizio Sacconi, ai presidenti del Pdl
alla Camera e al Senato, Fabrizio Cicchitto e
Maurizio Gasparri: un incontro sull'agenda europea e, alla presenza
dell'attuale ministro Elsa Fornero, sulla riforma del
lavoro. L'ex ministro Sacconi avrebbe condiviso la linea del governo, invitando
a proseguire con la stessa celerità con cui ha proceduto sulle
liberalizzazioni. Alla cena a palazzo Chigi si unisce anche il ministro Moavero. L'esito del voto sulla responsabilità civile dei
magistrati ha allarmato l'esecutivo. Monti, viene riferito, avrebbe
sottolineato che, dopo i sacrifici chiesti al Paese e l'impegno già profuso in
Europa, si deve continuare a non abbassare la guardia e proseguire lungo il
cammino tracciato con i provvedimenti già presentati dal governo. Avrebbe
perciò chiesto rassicurazioni in vista dei voti sulle liberalizzazioni e sulle
semplificazioni. Un discorso, viene riferito, rivolto principalmente al Pdl. Il Popolo della Libertà, infatti, è accusato dal Pd di
aver riallacciato una sospettosa intesa con la Lega: il voto di oggi ne sarebbe
la prova. Alfano, dal suo canto, avrebbe garantito che "la fiducia
nell'esecutivo non è in discussione" ma anche che "il Pdl non può mettere in discussione alcune linee
fondamentali come quelle sulla giustizia". Insomma, l'appoggio
all'emendamento leghista non avrebbe una connotazione politica ma di merito.
Nessuna sorpresa per il futuro da parte del Pdl ma a
patto che il governo informi i partiti passo dopo passo.

RISOLUZIONE SULLA SIRIA
Il Consiglio
di Sicurezza delle Nazioni Unite ha messo a punto una versione definitiva della
bozza di risoluzione arabo-occidentale che condanna la repressione compiuta in
Siria dal regime di Bashar al Assad.
Il testo del documento è già "in blu", cioè sarà votato entro 48 ore.
Lo si apprende da fonti diplomatiche. Nella serata di ieri i Quindici hanno
inviato il testo nei rispettivi Paesi. Finora la Russia, che nel Consiglio ha
potere di veto, si era opposta al testo proposto dalla Lega Araba. Stamani il
viceministro degli esteri, Ghennadi Gatilov, ha detto che una successiva elaborazione del testo
aveva tenuto conto di alcune richieste russe, l'omissione del riferimento alla
partenza di Assad e all'embargo sulle armi, ma non
era sufficiente per essere ricevibile da parte di Mosca. La repressione del
regime in Siria ha fatto finora "oltre 14 mila" vittime, il doppio di
quanto comunemente calcolato finora, in quanto andrebbe tenuto conto anche
delle persone fatte sparire o torturate a morte in carcere. Lo ha detto Bassam El Abdulla,
un esponente del Consiglio nazionale siriano, la maggiore organizzazione
dell'opposizione nel Paese. "Secondo noi la cifra ha passato la soglia
delle 14 mila vittime", ha detto ad Istanbul El Abdulla aggiungendo che "molti gruppi per la difesa
dei diritti umani dicono che ha superato i 7.000. Ma il numero che ci risulta
supera forse le 14 mila. Ci sono più di 60 mila persone rapite e prigioniere.
Molti di loro sono stati uccisi e torturati. E avete visto come sono presi
prigionieri e come vengono torturati. Ci sono dei video, comunque: su Youtube potete vedere le torture, gli elettroshock",
ha concluso El Abdulla
parlando nella sede del Cns situata nella città sul
Bosforo. Per la prima volta dopo quasi un anno dall'inizio della repressione in
Siria, si svolgono manifestazioni di protesta nel centro moderno di Aleppo, nel
nord della Siria, in quartieri altamente presidiati dalle forze di sicurezza. I
raduni di protesta anti-regime si svolgono nei quartieri di Fardus,
Marje, Kalasa, Shaer, Halak, Zahra
e in altre zone che si trovano in prossimità della parte antica e centrale di
Aleppo. I Comitati di coordinamento locale riferiscono dell'uccisione di tre
persone in città dal fuoco di forze di sicurezza.

LIEVE CALO
DELL’INFLAZIONE
Il tasso d'inflazione annuo a gennaio
segna un lieve rallentamento, passando al 3,2% dal 3,3% di dicembre. Lo rileva
l'Istat nelle stime provvisorie, che indicano un aumento dei prezzi su base
mensile dello 0,3%. A gennaio il rincaro del cosiddetto carrello della
spesa, ovvero i prezzi dei prodotti acquistati con maggiore frequenza (dal cibo
ai carburanti), è del 4,2% su base annua, un rialzo ben superiore al tasso
d'inflazione (3,2%). Su base mensile la crescita è dello 0,8%, ai massimi da un
anno. Caffè e zucchero continuano a rincarare e a gennaio registrano vere
e proprie impennate. Secondo le stime dell'Istat su base annua il prezzo del
caffè sale del 16,5% e quello dello zucchero del 15,9%. A gennaio la benzina
aumenta del 17,4% (dal +15,8% di dicembre) su base annua e del 4,9% su base
mensile. Lo rileva l'Istat nelle stime provvisorie, aggiungendo che il prezzo
del gasolio per i mezzi di trasporto sale del 25,2% in termini tendenziali (dal
24,3% di dicembre) e del 4,7% sul piano congiunturale.

LA
BORSA
Il
differenziale tra il btp e il bund
é di 377,3 punti alle 8.45, poco sopra la chiusura di ieri (375 punti), e il
rendimento si attesta al 5,62%. Piazza Affari gira al rialzo, con
l'indice Ftse Mib in crescita dello 0,10%. I titoli
della scuderia Ligresti guidano tanto i rialzi quanto i cali: Fonsai segna un balzo teorico dell'15,76% ed è stata
fermata al rialzo, mentre Premafin cede il 3,28% ed è
in coda al paniere principale. Corre anche Unipol (+9,56%), con buoni volumi e
28 milioni di pezzi già trattati, a fronte di scambi per 17 milioni nell'intera
seduta di ieri. Dopo le fiammate di ieri, si calmano sia Parmalat (-0,93%) sia
Benetton (-1,81%), che resta comunque leggermente al di sopra del prezzo a 4,6
dell'Opa per il delisting (4,65 euro in questo
momento). Tra i titoli principali in evidenza, va bene il Banco Popolare
(+5,20%), con Generali (+1,91%). Giù Fiat -2,83%. Piaggio sale del 3,40% dopo
l'annuncio di una fornitura alle Poste italiane. Resta debole Mps (-0,93%), dopo che Moody's ha
posto il rating dell'istituto sotto revisione. Il rendimento del Btp a 10 anni
scende al 5,55% e totalizza questa settimana una flessione di 35 punti base,
avviandosi ad archiviare la quarta settimana di fila in calo, che rappresenta
la sequenza al ribasso più lunga da dicembre del 2009. Lo spread con il Bund stringe a 372 punti base. In discesa anche il
rendimento del Btp a 2 anni che segna un calo di 5 punti base al 2,95%. Borse
asiatiche contrastate, con cali in prevalenza, dopo alcuni annunci di utili
societari inferiori alle attese. C'é poi attesa per il dato sulla
disoccupazione a gennaio negli Usa (sarà diffuso alle 14.30), che potrebbe dare
un segnale sull'andamento dell'economia nel Paese (l'attesa è che risulti
invariata all'8,5%), assieme ad altri indicatori sull'occupazione, come i
salari (é attesa una crescita di 140 mila unità). Oggi ci sarà poi un meeting a
Berlino dei ministri finanziari dei quattro paesi con tripla A dell'area euro
(Germania, Lussemburgo, Olanda e Finlandia). Il costruttore di navi Hyundai Heavy Industries ha fatto un
tonfo del 7,7% dopo aver annunciato utili operativi inferiori alle attese.
Singapore Airlines lascia il 2,9% dopo il quinto calo consecutivo degli utili
trimestrali, a causa dei costi di carburante. Sale però dell'8,1% Sony, dopo
che il Ceo entrante Kazuo Hirai ha annunciato la chiusura di alcuni impianti
sottoproduttivi, per rilanciare al società. Ecco l'andamento degli indici di
riferimento delle principali Borse dell'area Asia-Pacifico:
Tokyo -0,51%; Taiwan +0,29%; Seul -0,60%; Sydney -0,39%; Bangkok +0,20%.

LA NUOVA FERRARI F1
Si chiama
semplicemente F2012 la nuova Ferrari per il prossimo mondiale di F1. La F di
Ferrari e l'anno del mondiale. La cerimonia di presentazione, annullata quella
reale sulla pista di Fiorano, è cominciata alle 10.00
in diretta sul web. La vettura, sotto la regia di Stefano Lai, direttore della
Comunicazione Ferrari, e lo sguardo del Team Principal
Stefano Domenicali, è stata scoperta in diretta web (la cerimonia reale è stata
annullata per neve) da Felipe Massa e Fernando Alonso alle 10.05. Al primo
sguardo si conferma una vettura molto aggressiva, anche se alcune delle
componenti visibili sono prese direttamente dalla monoposto 2011. Le novità
vere si vedranno solo nei primi test. "Lottare per il titolo, cercare di
fare più punti possibile e fare delle vittorie". È l'obiettivo tracciato
da Fernando Alonso, durante la presentazione della nuova monoposto Ferrari a
Maranello via web. "Sono molto fiducioso, convinto di potere fare bene.
Tutto quello che ho è tanta voglia, tante buone cose dentro la mia testa per
iniziare bene e finire ancora meglio". È la voglia di riscatto dimostrata
da Felipe Massa durante la presentazione della nuova Ferrari a Maranello, dopo
la difficile stagione dell'anno scorso: "Questo - ha spiegato - è un anno
molto importante per me e per tutta la squadra. Un anno dove vogliamo
sicuramente tornare a lottare per il campionato". "Siamo di fronte a
una stagione molto importante, una stagione nella quale tutti noi vogliamo
tornare ai massimi livelli. Vogliamo vincere". Così Luca Cordero di
Montezemolo, presidente della Ferrari, durante la presentazione via web della
nuova 'rossa' 2012. La F2012 è la 58/a monoposto Ferrari di F1. Riprendendo una
tradizione, il nome richiama l'anno di costruzione. Il progetto HA sigla
interna 663: le modifiche principali rispetto al 2011 hanno riguardato
l'altezza della parte anteriore del telaio, la posizione dei tubi di scarico e
le mappe della gestione elettronica del motore. Il muso è alto e slanciato,
l'alettone sembra piuttosto goffo, come la calandra di un trattore. Ogni area
della vettura è stata profondamente rivista, ad iniziare dallo schema delle
sospensioni: sia sull'anteriore che sul posteriore è stata scelta la soluzione
a tirante al fine di privilegiare la prestazione aerodinamica e abbassare il
centro di gravità. L'ala anteriore deriva da quella introdotta sulla 150 Italia
nella parte finale della sua carriera agonistica ed é stata ulteriormente
evoluta: nuovi sviluppi sono programmati per le prime gare del Campionato. Il
muso presenta un gradino esteticamente non piacevole: dovendo abbassare per
regolamento la parte anteriore, si è così riusciti ad alzare al massimo la
parte inferiore del telaio per motivi aerodinamici. Le fiancate sono state
ridisegnate, attraverso la modifica delle strutture di impatto laterali, la ridisposizione dei radiatori e la rivisitazione di tutte le
appendici aerodinamiche. La parte posteriore è molto più stretta e rastremata
nella parte bassa, un obiettivo raggiunto anche attraverso l'introduzione di
una nuova scatola del cambio e la riallocazione di alcune componenti
meccaniche. Negli ultimi anni l'area degli scarichi è stata una di quelle
cruciali per il rendimento della vettura e molto si è lavorato su questo
fronte, tenendo presenti le modifiche regolamentari introdotte quest'anno.
L'ala posteriore è concettualmente simile a quella usata nel 2011 ma è stata
rivista ed è più efficiente; naturalmente, è ancora dotata del sistema di
riduzione della resistenza all'avanzamento (DRS), azionato idraulicamente. Le
prese d'aria dei freni sono state riviste, e si è lavorato insieme alla Brembo
per l'ottimizzazione dell'impianto frenante. Il motore è un'evoluzione di
quello del 2011, visto che il regolamento impone il divieto di modifiche degli
organi interni rivolte ad aumentarne la prestazione. Peraltro, un grosso sforzo
é stato compiuto al fine di migliorare l'istallazione nel nuovo telaio al fine
di non penalizzare l'aerodinamica. Un'altra area su cui hanno lavorato i
motoristi è il degrado prestazionale, con l'obiettivo di mantenere il livello
della prestazione il più elevato possibile lungo tutto l'arco di utilizzo di
ogni unità, ormai arrivato a una vita media di tre gare. La gestione
elettronica è stata rivista in base alle modifiche regolamentari sull'utilizzo
dei gas di scarico, un lavoro che ha richiesto tante ore di prove al banco. Il
sistema di recupero dell'energia cinetica mantiene la sua collocazione nella
parte inferiore centrale e ha subito una revisione mirata all'alleggerimento e
al miglioramento dell'efficienza. La collaborazione tecnica con Shell ha permesso un ulteriore progresso sul fronte benzina
e lubrificanti. Come sempre, grande attenzione è stata dedicata all'elettronica
della vettura, soprattutto come riduzione dei pesi e, ovviamente, affidabilità.
Secondo la tradizione Ferrari, molto tempo è stato dedicato al rendimento e
all'ottimizzazione dei materiali impiegati, alla fase di disegnazione
di ci ascuno dei circa seimila elementi che
compongono la vettura anche al fine di rendere più efficaci ed efficienti tutte
le operazioni che si svolgono in pista. Ovviamente, il controllo di qualità
rimane un aspetto cruciale così come l'obiettivo di raggiunger e il livello più
alto di prestazione ed affidabilità, mantenendo il più elevato standard di
sicurezza possibile. Con la riduzione del numero dei giorni di prove in pista
previsti prima dell'inizio del Campionato, passati da quindici a dodici, ha
assunto ancora maggiore importanza il lavoro propedeutico ai banchi prova che
precede il debutto in pista. Le tre sessioni di prove - a Jerez de la Frontera
e a Barcellona - serviranno a conoscere il comportamento della F2012 e ad
adattarla alle gomme Pirelli e proprio lo sfruttamento degli pneumatici
costituisce un'area su cui si è lavorato molto sia in fase di progettazione che
come gestione dell'attività in pista. Un intenso programma di sviluppo della
monoposto è previsto per la prima fase della stagione, soprattutto sotto il
profilo aerodinamico.

DIREZIONE
GIUSTA
"Non
c'é differenza tra ciò che viene perseguito a Roma e a Bruxelles. L'Italia sta
andando nella giusta direzione in modo che il suo contributo possa essere a favore
di una Europa più prospera". Lo dice Herman
Achille Van Rompuy, presidente del Consiglio europeo,
al termine dell'incontro con il premier Mario Monti a Palazzo
Chigi. "Oggi il presidente Monti mi ha descritto un nuovo pacchetto
di misure, iniziando con una liberalizzazione dell'economia" che è
"cruciale per riguadagnare la fiducia dei mercati". Lo afferma Herman Achille Van Rompuy,
presidente del Consiglio europeo, al termine dell'incontro con il premier Mario
Monti a Palazzo Chigi. "Il rallentamento dell'economica rischia di
aumentare il numero" dei disoccupati che in Europa sono già 23 milioni,
soprattutto giovani. È l'allarme lanciato dal presidente del Consiglio Ue, Herman Van Rompuy al termine
dell'incontro con il premier Mario Monti: "Dobbiamo creare nuovi e
migliori posti di lavoro", ha aggiunto. “L'Esm
entrerà in vigore a luglio 2012, prima del previsto". Lo afferma Herman Achille Van Rompuy,
presidente del Consiglio europeo, al termine dell'incontro con il premier Mario
Monti a Palazzo Chigi. "Ho presentato al presidente Van Rompuy i progressi che stiamo realizzando nella condotta
dell'economia italiana sia con decreto legge di dicembre sia con le misure di
maggiore concorrenza che ci accingiamo a prendere questa settimana". Lo
afferma il premier Mario Monti al termine dell'incontro con il presidente del
Consiglio europeo, Herman Achille Van Rompuy, a Palazzo Chigi.

LA TRAGEDIA DELLA NAVE
CONCORDIA
Berlino non esclude che vi siano vittime
tedesche nel disastro della nave Costa Concordia e il ministero degli Esteri,
secondo media locali, parla di almeno 10 dispersi. Andreas
Peschke, il portavoce del ministro Guido Westerwelle, aveva parlato di una "situazione ancora
poco chiara". Per la Bild i dispersi sono 11. A
causa del mare mosso la nave Concordia
ha cominciato a muoversi dalla posizione in cui si era incagliata. Il
coordinamento dei soccorsi ha sospeso le ricerche e evacuato i sub di vigili
del fuoco e capitanerie. Al momento la nave si è spostata di 9 centimetri sulla
verticale e 1,5 in orizzontale. L'allarme che ha fatto scattare l'ordine di evacuazione
dei vigili del fuoco "è scattato alle ore 11,38", quando "sono
stati ravvisati rumori di fondo dai sommozzatori in immersione". È quanto
spiega una nota dell'unità di crisi presieduta dal prefetto Giuseppe Linardi. Quando gli strumenti di misurazione hanno
segnalato movimenti dello scafo, "sono
state sospese le operazioni" ed evacuati i soccorritori. "Il
monitoraggio è continuo" conclude la nota e riprenderanno appena "la
situazione si stabilizza". Sulla responsabilità
del comandante Francesco Schettino il procuratore capo di Grosseto
Francesco Verusio ha detto che "l'idea che ci
siamo fatti nell'immediatezza del fatto sta trovando conferme dalle prime
indagini delle forze dell'ordine e delle autorità marittime". 'Finora sono
stati sentiti centinaia di testimoni
tra membri dell'equipaggio, turisti a bordo e soccorritori" nell'inchiesta
sul naufragio della nave Costa Concordia davanti all'isola del Giglio la sera
del 13 gennaio. Ha riferito il procuratore capo di Grosseto. I vigili del
fuoco, che hanno lavorato tutta la notte alla ricerca dei dispersi della
Concordia, hanno ritrovato, a bordo della nave, il cadavere di un uomo. Si
tratta della sesta vittima accertata del naufragio. Il corpo era nel secondo
ponte, in una parte non invasa dall'acqua. Aveva il giubbotto salvagente ed era
un passeggero. Riprendono le operazioni di soccorso sulla Concordia. I dati
arrivati dagli strumenti di monitoraggio hanno consentito al coordinamento dei
soccorsi di accertare che, al momento, la poppa della Concordia é ferma mentre
c'é una flessione della prua. Per motivi di sicurezza si è deciso di riprendere
le operazioni che, però, saranno sospese durante la notte. I Saf dei vigili del fuoco stanno ora rientrando nella nave
per riprendere le ricerche e recuperare il cadavere ritrovato questa mattina.
"Il rischio ambientale per l'Isola del Giglio è altissimo. L'obiettivo è
di evitare che il carburante esca dalla
nave: stiamo lavorando su questo. L'intervento è urgente, abbiamo
fretta". Lo ha detto il ministro dell'Ambiente Corrado Clini parlando del
rischio ambientale dovuto al naufragio della Costa Concordia. L'area
interessata dal possibile rischio ambientale "dipende dalle correnti:
sicuramente l'Isola del Giglio, probabilmente l'intero arcipelago, forse la costa.
Dipende da come si muove il mare".

LE
RESPONSABILITÀ DEL COMANDANTE
Sulla responsabilità del comandante
Francesco Schettino il procuratore capo di Grosseto Francesco Verusio ha detto che ''l'idea che ci siamo fatti
nell'immediatezza del fatto sta trovando conferme dalle prime indagini delle
forze dell'ordine e delle autorità marittime''. ''Dalle prime indagini troviamo
conferme che il comandante, al momento dell'impatto con lo scoglio, era in
plancia e che quindi era lui alla guida della nave''. È stato appurato anche
che ''ha lasciato la nave mentre ancora c'erano tante persone da soccorrere''.
Così il procuratore capo Francesco Verusio illustra
stamani lo stato dell'inchiesta sul naufragio della Costa Concordia. Domani il
gip del tribunale di Grosseto interrogherà il comandante della nave Costa
Concordia Francesco Schettino durante l'udienza di convalida del fermo disposto
a suo carico con le accuse di omicidio plurimo colposo, naufragio e abbandono
di nave. Il comandante della nave si trova adesso nel carcere di Grosseto. Un
ex ammiraglio viene sentito in queste ore dai magistrati della Procura di
Grosseto nell'inchiesta su il naufragio della nave Costa Concordia. È quanto si
apprende da fonti inquirenti. L'ex ammiraglio viene ascoltato rispetto
all'inspiegabile avvicinamento della nave all'isola del Giglio per il
cosiddetto 'inchino'. Secondo quanto appreso i Pm grossetani vogliono chiarire
se è vero che il comandante della Costa Concordia si è avvicinato troppo
all'isola del Giglio per salutare con luci e sirene accese l'ex ammiraglio
Mario Palombo, figura carismatica della marineria italiana. L'ex ammiraglio
abitualmente vive al Giglio ma la sera del 13 gennaio era a Grosseto. Al vaglio
ci sarebbe anche una telefonata tra l'ammiraglio e la Capitaneria di porto,
circostanza riferita da alcuni giornali. ''Non accetto di essere tirato in
ballo in questa storia, anche indirettamente, perché non ha proprio senso'':
così l'ex comandante Mario Palombo, intervistato dal Secolo XIX, risponde circa
l'ipotesi, avanzata da alcuni giornali, che l''inchino' della Costa Concordia
all'isola del Giglio fosse per lui. Savonese di nascita e gigliese
di origine, Palombo è unanimemente riconosciuto come un grande comandante. Per
questo passando davanti al Giglio il comandante Francesco Schettino avrebbe
voluto rendergli omaggio con 'l'inchino' della
Concordia. Palombo ha confermato al Secolo XIX che la navigazione costiera
ravvicinata è una consuetudine per molte navi da crociera. Ma ha respinto ogni
illazione circa un suo coinvolgimento nella vicenda. ''È vero, ho compiuto in
alcune occasioni avvicinamenti alla costa. Ma sempre avvisando la Capitaneria,
sebbene non fosse obbligatorio, e in massima sicurezza. Non accetto di essere
tirato in ballo in questa storia''. ''Non navigo più dal 2006, - ha aggiunto -
comandavo la Costa Fortuna, gemella della Concordia''. ''Non riesco a capire
cosa sia accaduto davvero. E mi pare strano che quel passaggio vicino al porto
non fosse stato riferito alla Guardia Costiera''. La Costa Concordia ha
navigato sotto costa, davanti all'isola del Giglio per fare un omaggio al capo
maitre gigliese Antonello Tievoli:
l'''inchino'', il saluto con le sirene, era per l'isola, per il capo dei
camerieri e per i suoi anziani genitori. Lo sostengono Il Corriere della Sera e
Il Tirreno. Il maitre è Antonello Tievoli, vive a
Rosignano (Livorno), ha 46 anni e da cinque anni è a bordo delle navi Costa.
Secondo Il Corriere della Sera, il comandante Francesco Schettino lo avrebbe
chiamato sul ponte di comando. ''Antonello vieni a vedere che stiamo sopra al
tuo Giglio'', gli avrebbero detto. Il maitre, dopo il naufragio, ai compaesani
avrebbe detto: ''Mai avrei immaginato di sbarcare a casa mia''. Secondo quanto
riporta Il Tirreno, Tievoli nel pomeriggio di venerdì
13, il giorno del naufragio, avrebbe chiamato gli anziani genitori dicendo
loro: ''Passeremo verso le 9,30, affacciatevi. I genitori vivono nell'ovest
dell'isola, nella zona del Saraceno. ''Chiama i tuoi - avrebbe detto Schettino,
secondo quanto riporta Il Tirreno - avvisa che tra poco ci avviciniamo''. Il
cognato di Tievoli, Alvaro Andolfi,
gigliese, è sull'isola, nota la manovra, e dopo il
naufragio dirà': ''Troppa sicurezza da parte del comandante''. ''Mio marito è
sconvolto e non vuole parlare. Spero che lo comprendiate''. Lo ha detto la
moglie di Antonello Tievoli, il maitre gigliese al quale il comandante della Costa Concordia,
Francesco Schettino, avrebbe dedicato l'''inchino'', passando sottocosta
all'isola del Giglio. La famiglia vive in una villetta bifamiliare in una zona
residenziale di Rosignano Solvay. Sembrerebbe escluso, invece, che l'inchino
fosse destinato al comandante in pensione, Mario Palombo, che vive a Grosseto e
solo nei mesi estive si trasferisce al Giglio.

SOFRI
LIBERO
Adriano
Sofri è libero per aver finito di scontare la pena. Per l'ex leader di Lotta
Continua, condannato a 22 anni per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi,
l'ufficio di sorveglianza di Firenze sabato ha firmato il provvedimento. Sofri
scontava la pena ai domiciliari per motivi di salute e aveva permessi per
uscire. L'ufficio di sorveglianza di Firenze spiega che la liberazione doveva
avvenire a febbraio; è stata anticipata dopo la richiesta di Sofri di avvalersi
dell'ultima riduzione di pena: ogni sei mesi i detenuti maturano uno sconto di
45 giorni per buona condotta. Al provvedimento dell'ufficio di sorveglianza dovrebbe
già aver fatto seguito l'ordine di scarcerazione, per 'fine pena anticipata',
firmato dalla procura generale di Milano. Sofri era agli arresti domiciliari
nella sua casa di Impruneta, sulle colline attorno a
Firenze dallo scorso 2 luglio. All'epoca Sofri, che venne operato per la
rottura dell'esofago avvenuta nel 2005 quando si trovava recluso nel carcere
'Don Bosco' di Pisa, stava beneficiando del differimento della pena. La
decisione del tribunale di sorveglianza a favore dei domiciliari era stata
presa sulla base di una perizia medica che, esprimendosi sulla compatibilità
dello stato di salute dell'ex leader di Lotta Continua con la carcerazione,
aveva evidenziato la ''persistenza di rischi per la salute stessa''. Quindi
Sofri, che mai ha voluto chiedere la grazia (come invece ha fatto Ovidio
Bompressi a cui è stata concessa dal presidente Giorgio Napolitano), era stato
ammesso al lavoro esterno (archivista alla scuola Normale di Pisa e curatore di
uno sterminato Fondo librario), ma la sera era costretto a rientrare nella
sezione 'esterni' del carcere di Pisa. Una situazione incompatibile con il suo
stato di salute. Con l'assegnazione agli arresti domiciliari di Adriano Sofri,
dei condannati per l'omicidio del commissario Luigi Calabresi nessuno è più in
galera. Chi a Parigi, chi a casa propria, chi graziato, insomma tutti liberi.
Il regime cui è stato assoggettato Adriano Sofri è di detenzione a tutti gli
effetti: poteva solo usufruire di permessi permanenti per ragioni di salute e
poteva uscire dalla sua abitazione di Impruneta solo
per quattro ore al giorno e senza allontanarsi dal territorio comunale. Poteva
tuttavia partecipare ad avvenimenti pubblici, solo se preventivamente
autorizzato.

INFLAZIONE
Nella media del 2011 il carrello della
spesa, il raggruppamento dei prodotti acquistati con più frequenza (dal cibo ai
carburanti) registra un aumento annuo del 3,5%, nettamente superiore a quello del
2010 (+2,0%) e al tasso d'inflazione medio annuo totale (+2,8%). Lo comunica
l'Istat, aggiungendo che si tratta del valore più alto dal 2008. Il tasso
d'inflazione medio annuo per il 2011 è pari al 2,8%, in sensibile accelerazione
rispetto all'1,5% del 2010. Lo comunica l'Istat, confermando le stime
preliminari. Si tratta del valore medio annuo più alto dal 2008 (+3,3%). Il
tasso d'inflazione a dicembre, su base annua, è rimasto stabile al 3,3%, lo
stesso valore già registrato a novembre. Lo rileva l'Istat confermando le stime
provvisorie e indicando un aumento dei prezzi su base mensile dello 0,4%. Il
tasso d'inflazione medio annuo che il 2012 eredita dal 2011 è pari all' 1,3%.
Lo comunica l'Istat precisando che si tratta del cosiddetto trascinamento, ovvero
la variazione media annua che si determinerebbe in presenza di variazioni
congiunturali nulle dell'indice generale dei prezzi.

LA
BORSA
Fluttuano
tra rialzi e ribassi gli indici dei principali mercati azionari. Le Borse
mostrano una relativa tenuta dopo l'azione di S&P
e non sembrano muoversi all'annuncio di MOody's che
conferma la tripla A alla Francia. Deboli le banche (-0,63%) mentre corrono i
titoli del settore auto (+2%). Fiat corre in rialzo del 4% con Goldman Sachs
che ribadisce il suo "attraente". In luce anche Pirelli (+3,2%)
aggiunta dagli analisti di Goldman nella loro lista 'convinction
buy' insieme a Daimler (+2,3%). Di seguito, gli indici dei titoli guida delle
principali borse europee. - Londra -0,11% - Parigi -0,22% - Francoforte +0,50%
- Madrid -0,33% - Milano -0,05% - Amsterdam +0,28% - Stoccolma -0,29% - Zurigo
+0,34%. In altalena lo spread Btp-Bund: il differenziale è sceso di nuovo sotto i 490
punti (487) e il rendimento del 10 anni italiano è in calo al 6,65%. Euro in
calo a 1,2695 contro il dollaro (1,2863 venerdì scorso dopo la chiusura
di Wall street). La moneta
unica è a 97,219 contro lo yen. Petrolio
in crescita con il greggio con consegna a febbraio in aumento dello 0,3%
a 98,91 dollari il barile.In crescita anche il brent
con consegna a febbraio, scambiato a 110,83 dollari il barile. Moody's ha confermato il rating 'tripla A' alla Francia. È
quanto riporta l'agenzia France Press. L'outlook è
stabile si legge in una nota di Moody's in cui si
rileva tuttavia che il rating di 'Tripla A' della Francia potrebbe risentire di
un eventuale peggioramento della crisi dell'eurozona e del rapporto fra debito
e Pil. Proprio l'alto livello del debito - sottolinea l'agenzia - limita la
capacità del governo francese di far fronte agli choc mentre le prospettive di
crescita interna ed esterna rappresentano significativi fattori di rischio per
gli obiettivi di bilancio di Parigi. Servono nuove regole di trasparenza per le
agenzie di rating, e per limitarne l'influenza in Europa. Lo ha detto il
ministro delle Finanze tedesco Wolfgang Schaeuble.
''D'ora in avanti lavoriamo in Europa a regole che possano imporre alle agenzie
di rating obblighi di trasparenza e garantire che le agenzie non abbiano i loro
interessi'', ha detto in un'intervista alla Deutschlandfunk.
''Io non credo che S&P's abbia capito cosa stiamo mettendo in atto in
Europa'', ha aggiunto il ministro. Il ritmo di crescita del Prodotto Interno
Lordo (Pil) della Cina potrebbe essere sceso al 9% nell' ultimo trimestre del
2011, secondo le previsioni di alcuni economisti interpellati oggi dall' agenzia
Nuova Cina. Si tratterebbe del tasso più basso da due anni e mezzo. La Borsa di
Tokyo termina gli scambi in brusca flessione (-1,43%) con il taglio dei rating
su 9 Paesi dell'Eurozona deciso da Standard & Poor's,
che ha tra l' altro privato la Francia della Tripla A e mandato l'Italia a BBB+. L'indice Nikkei, con la
crisi del debito di Eurolandia ancora lontana
dall'essere risolta, s'attesta a quota 8.378,36 e brucia 121,66 punti,
appesantito dallo yen che ha aggiornato i massimi degli ultimi 11 anni sull'euro
(sceso a 97,04) e mantenuto la sua solidità sul dollaro (in calo a 76,83).
Seduta in calo e sul finale gli indici dell'area Asia Pacifico ampliano le
perdite, toccando i minimi di un mese. Si guarda all'asta francese (circa 8,7
miliardi di euro di titoli di stato in offerta) dopo che S&P
ha tagliato il rating del paese insieme a quello di altre 8 nazioni europee.
L'MSCI Asia Pacific Index
cede l'1,3%, il massimo in quasi un mese. Pesante Shanghai che si attende un
calo nel Pil. Deboli le banche e i titoli export. Australia & New Zealand Banking Group ha perso l'1,6% Mitsubishi UFJ
Financial Group, il più grande istituto giapponese, il 2,7%, HSBC lo 0,7 per
cento. Sony, che ottiene il 21 per cento del suo fatturato in Europa, ha perso
il 2,3 per cento, Canon il 2,2%, Hutchison Whampoa l'1,5 per cento. Di seguito gli indici dei titoli
guida delle principali borse dell'area asiatica: - Tokyo -1,43% - Shanghai
-1,71% - Hong Kong -1% - Taiwan -1,09% - Seul -0,87% - Sydney -1,16%.

LIBERALIZZAZIONI
Figisc e Anisa, le due associazioni dei gestori dei distributori di
benzina aderenti a Confcommercio, hanno proclamato lo sciopero contro le
ipotesi di liberalizzazione del settore. Date e modalità devono ancora essere
decise ma, informa una nota, ''si tratterà di una chiusura prolungata: 7
giornate di chiusura degli impianti''. ''La scelta di
intervenire sull'esclusiva di fornitura nella rete carburanti, avvertono Figisc e Anisa, non produrrà
alcun effetto sui prezzi, ma otterrà il risultato di far espellere i gestori
dalla rete alla scadenza dei loro contratti e di far rendere loro dalle aziende
petrolifere e dai retisti convenzionati la vita ancor
più impossibile fin da subito. Non solo, perché la norma che autorizza gli
impianti a funzionare 24 ore su 24 solo nella modalità self service senza più
la presenza dell'operatore è un altro grossissimo chiodo piantato sulla bara
della categoria. Insomma, ci vuole davvero coraggio a sostenere che queste
siano le misure di sviluppo necessarie a far uscire dalla crisi economica il
Paese''. Le modalità e le date precise, continuano il presidente della Figisc, Luca Squeri, e quello di Anisa
(autostrade), Stefano Cantarelli, verranno decise nei prossimi giorni, ''anche
alla luce dei provvedimenti che il Governo assumerà nel prossimo Consiglio dei
Ministri''. La posta in gioco, continuano, ''è talmente importante da non
consentire incertezze di sorta: ne va davvero dell'esistenza della categoria'',
anche perché ''l'attacco contro i gestori non si può giustificare con
l'obiettivo di calmierare i prezzi dei carburanti'', dovuto ''per l'80%
all'aumento delle imposte deciso con le reiterate manovre sulle accise, mentre
l'aumento della materia prima ha inciso per il 20%''. Insomma, ''la fretta di
'liberalizzare' questo settore'' e' ''una mossa tutta 'politica' per dare una
qualche risposta mediatica alle tensioni sui prezzi''. Insomma, ''dopo avere
pescato a piene mani sulla fiscalità dei carburanti, si vuol fare intendere
agli italiani di restituire loro qualcosa scagliando il pallone nella rete del
sistema distributivo senza curarsi di chi se la prende direttamente in
faccia''. Più farmacie, più licenze per i taxi, più notai, addio alle tariffe
minime per i professionisti, gare pubbliche per le concessioni delle spiagge.
Sono queste le principali misure contenute nel decreto liberalizzazioni cui sta
lavorando il Governo che, dopo un primo giro di tavolo oggi al consiglio dei
ministri, accelererà il passo nei prossimi giorni per arrivare al varo il 19
gennaio. Nella 'bozza' che circola c'e' anche una deroga per l'articolo 18
dello Statuto dei Lavoratori anche se, secondo quanto si apprende, la norma
potrebbe essere non inserita nel testo definitivo. Continuano intanto le
proteste delle categorie colpite mentre la Cgia di
Mestre avverte che negli anni le liberalizzazioni non hanno portato risparmi ai
consumatori, ma sono costate alle famiglie italiane quasi 110 mld di euro (109,6 mld di euro,
286 euro l'anno a famiglia). Solo l'apertura del mercato dell'energia elettrica
ha dato risultati positivi. Altroconsumo stima invece
notevoli risparmi per i cittadini: 500 milioni annui dall'apertura di nuove
farmacie, oltre 3 miliardi di euro per il sistema Italia (circa 150 euro
all'anno per famiglia) dalle misure sui carburanti, un calo del 30% delle
tariffe dalla liberalizzazione delle professioni. Ecco tutte le novità secondo
quanto scritto nelle diverse bozze del decreto legge circolate in queste ore.
Sull’articolo 18 in caso di incorporazione o fusione di due o più imprese che
occupano 15 o meno dipendenti, il numero di prestatori d'opera è elevato a 50.
Questo è quanto indicato nella bozza del dl, che nell'ultima versione presenta
però un appunto a penna: tre punti interrogativi, lasciando intendere che la
materia potrebbe essere rinviata all'attenzione del ministro del Lavoro Elsa Fornero. Le licenze di taxi saranno fornite dall'Autorità
per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori servizi e forniture, che
potrà decidere quante licenze rilasciare per ogni Comune. I commercianti
potranno decidere in autonomia il periodo nel quale effettuare sconti, saldi o
vendite straordinarie, la durata delle promozioni e l'entità delle riduzioni.
Il numero delle autorizzazioni per le farmacie è stabilito in modo che ve ne
sia una ogni 3.000 abitanti. Nelle Regioni con numero di farmacie inferiore al
fabbisogno stimato, i farmaci di fascia C potranno essere venduti anche negli
esercizi commerciali. Entro il 30 giugno 2012 è bandito un concorso pubblico
per la nomina a notaio per 500 posti. Entro il 30 giugno 2013 è bandito un
ulteriore concorso pubblico per la nomina a notaio per 500 posti. Sono abrogate
tutte le tariffe professionali, sia minime sia massime. Eliminato l'obbligo di
applicare i contratti collettivi di settore nel trasporto ferroviario. Scorporo
della rete ferroviaria dal Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane. Le azioni di Rfi dovrebbero essere cedute al ministero dell'Economia. I
benzinai potranno decidere di acquistare i carburanti presso i grossisti meno
cari, anche se non hanno il marchio a cui l'impianto fa riferimento. Presso le
pompe di carburante sarà anche possibile vendere tabacchi, giornali e altri
beni. La selezione del concessionario sui beni del demanio marittimo avverrà
attraverso procedure ad evidenza pubblica trasparenti, competitive e
debitamente pubblicizzate, secondo il criterio dell'offerta economicamente più
vantaggiosa. Le concessioni non possono avere durata superiore a quattro anni.
I debiti potranno essere pagate con rate di ''importo crescente'' per aiutare i
contribuenti nel periodo di crisi. Tetto alle commissioni bancarie. Cade il
'limite minimo' di superficie per vendere quotidiani e stampa periodica nei
distributori di benzina, nei supermercati e nelle librerie. Doppio canale per i
risarcimenti delle assicurazioni a seconda che sia danneggiato il veicolo o la
persona. Le funzioni di Authority dei trasporti vengono assegnate all'Autorità
di vigilanza sui contratti pubblici o, in alternativa, all'Autorità per
l'energia e il gas, che assumono il nome di 'Autorità delle reti'. L'Agcom chiede in una segnalazione a Governo e Parlamento di
istituirla attraverso la legge sulla concorrenza e propone anche l'istituzione
di cabina di regia gestita dal Ministro dello sviluppo economico.

FISCO
Nei primi undici mesi del 2011 le
entrate tributarie si sono attestate a quota 330,592 miliardi di euro, in crescita
dell'1,1% rispetto al corrispondente periodo del 2010. È quanto risulta dai
dati diffusi dalla Banca d'Italia nel Supplemento al Bollettino Statistico
dedicato alla Finanza pubblica. Il debito pubblico italiano a novembre è sceso
a 1.905,012 miliardi di euro, rispetto ai 1.909,1 di ottobre. Risulta dai dati
diffusi dalla Banca d'Italia nel Supplemento al Bollettino statistico.

TAXI
IN SCIOPERO
Arrivano
alla spicciolata i tassisti convenuti da tutta Italia per l'assemblea che si
svolgerà fino alle 14 al Circo Massimo a Roma. Sono già presenti delegazioni di
Napoli, Milano, Torino, Firenze, Verona e un gruppo di tassiste di Palermo. Al
momento sono circa 300 i driver convenuti. Nella giornata di ieri la
convocazione dell'assemblea odierna era stata in forse dopo le dichiarazioni
del presidente di Uritaxi, Loreno
Bittarelli, che la aveva posticipata al 18 gennaio,
ovvero un giorno dopo l'incontro tra la categoria e il governo. Una presa di
posizione definita da numerose sigle sindacali (tra cui Unica-Cgil,
Ugl Taxi, Federtaxi e Cisl)
''unilaterale''. Per questo i sindacati nel pomeriggio di ieri si erano recati
dal questore per definire le modalità dell'assemblea al Circo Massimo. Il
governo avrebbe convocato i rappresentanti di tutte le sigle sindacali dei
tassisti per martedì 17 gennaio, alle 18, a Palazzo Chigi. È quanto si apprende
da fonti sindacali. La convocazione sarebbe giunta in mattinata. Disagi e
proteste nella stazioni della linea 2 della Metropolitana di Napoli a causa
dello sciopero proclamato dalle segreterie regionali dei sindacati di settore.
L'agitazione, in programma dalle 10 alle 18, sta provocando pesanti conseguenze
anche alla luce dell'assenza di taxi in circolazione a causa della protesta che
dall'11 gennaio ha portato al fermo dei mezzi. Diversi utenti hanno lamentato
una ''mancata informazione'' sullo sciopero denunciando le pesanti difficoltà
negli spostamenti cittadini. Durante lo sciopero circolano regolarmente i treni
a lunga percorrenza mentre il programma delle corse regionali e metropolitane
viene modificato in relazione alla effettiva adesione del personale alla
protesta sindacale. Oltre cento taxi, con bandiere azzurre di Confartigianato
esposte dai finestrini, sono sfilati stamane nel centro di Ancona, paralizzando
il traffico del capoluogo, per protestare contro la liberalizzazione delle
licenze prospettata dal Governo Monti. I taxi si sono radunati davanti alla
stazione ferroviaria, per poi percorrere tutte le vie principali e fermarsi
nella centrale piazza della Repubblica, dove ha parlato il dirigente
Confartigianato Gilberto Gasparoni spiegando le
ragioni della protesta. Quella odierna, ha spiegato, ''è la prima
manifestazione a sostegno delle ragioni dei tassisti, in vista dell'incontro
nazionale con il governo in programma domani a Roma. Diciamo no alla
liberalizzazione - ha proseguito - che non gioverebbe ne' agli attuali né ai
futuri tassisti''. Si invece a una concertazione ''vera'' con i Comuni, ''che
non sia però unilaterale da parte delle amministrazioni'', e disponibilità a
effettuare servizi innovativi, come ad esempio collegamenti intercomunali o
notturni, in sostituzione del trasporto pubblico. Nelle Marche (circa 1,4
milioni di abitanti) i tassisti sono in tutto 250.

I CONTROLLI DELLA GDF
Sabato i
negozi dello shopping, ora agli abusivi che espongono merce sui marciapiedi. I
controlli delle Fiamme Gialle a Roma sono proseguiti contro abusivismo e
contraffazione. I 'baschi verdi' hanno eseguito diversi sequestri soprattutto
nelle strade centrali via del Corso, via dei Condotti, Piazza di Spagna, viale
della Conciliazione, via Cola di Rienzo, Castel
Sant'Angelo), ma anche a Ostia, viale Marconi, via Portuense
e viale Europa. In provincia i controlli hanno riguardato negozi, bar,
ristoranti: il 50% è risultato non emettere regolare scontrino fiscale.
Militari in abiti civili hanno battuto a tappeto Frascati, Tivoli, Velletri, Colleferro, Fiumicino, Ladispoli, Civitavecchia, Nettuno e
Pomezia. Di 292 esercenti, sono state contestate 152 violazioni alla regolare
emissione di documenti fiscali. Intanto non si placa la 'battaglia' del sindaco
di Cortina, Andrea Franceschi, per ottenere
dall'Agenzia delle Entrate i risultati completi dei controlli fiscali
effettuati da una task force delle Entrate il 30 dicembre
scorso nella località turistica ampezzana. L'ultimo
capitolo è la lettera inviata dallo stesso sindaco all'Agenzia delle Entrate e
al direttore Attilio Befera alla luce del fax
ricevuto dal primo cittadino a firma dello stesso Befera
che, dopo una spiegazione sull'attività e sui metodi utilizzati per i
controlli, in merito ai risultati delle verifiche a Cortina è indicato che le
norme vigenti impediscono i dati richiesti da Franceschi
con una lettera del 9 gennaio scorso. “Durante la trasmissione televisiva
‘L'Arena’ dell'8 gennaio, il portavoce e capo settore della comunicazione
dell'agenzia delle entrate, Dott.sa Antonella Gorret,
- ricorda oggi il sindaco, commentando la risposta - aveva dichiarato davanti a
milioni di italiani che l'Agenzia delle Entrate è un'istituzione pubblica che
non manipola i dati e aveva garantito che gli stessi sarebbero stati forniti
nel corso della settimana successiva. Questa retromarcia è veramente molto
strana e ci rafforza ancor di più nella convinzione che i dati medi
dimostrerebbero chiaramente che il sistema imprenditoriale e sociale di Cortina
d'Ampezzo è complessivamente sano e ben distante da certe raffigurazioni fatte
da alcuni organi di informazione. L'Agenzia delle Entrate è un'istituzione
pubblica e ci attendiamo che nei confronti di un'altra istituzione pubblica ci
sia assoluta trasparenza. Pertanto chiediamo con serenità e fermezza che sia
fatta luce sull'intera vicenda".

LO SMOG NELLE CITTÀ
Al via
questa mattina alle 7.30 Area C, cioè il ticket di ingresso da cinque euro nel
centro di Milano per quasi tutte le auto, in vigore dal lunedì al venerdì fino
alle 19.30. Da giorni ai 43 varchi di ingresso e in tutta la città sono stati
montati i cartelli di avviso, e oggi ad ogni varco ci sono anche due agenti
della polizia locale. Al call center del Comune sonno
a disposizione 140 operatori, mentre Atm, cioè l'azienda dei trasporti, ha
preparato il personale, inclusi 70 addetti per dirigere il traffico sulle
banchine più affollate delle metropolitane. Dalla 'congestion
charge' sono esentati solo moto e motorini, mezzi
elettrici e (fino a dicembre) gpl, metano, bifuel e
ibridi, oltre alle auto di disabili, malati cronici e di enti e associazioni di
volontariato. Non possono invece entrare in centro auto benzina non catalitiche
e diesel euro 0, 1, 2 e 3 (salvo quelle di servizio e dei residenti). I
residenti del centro hanno 40 ingressi gratuiti e poi pagheranno un ticket
'scontato' di due euro. Gli altri devono pagarne cinque, il giorno stesso o il
giorno dopo l'ingresso. È previsto comunque un periodo di tolleranza: ci sono,
infatti, due mesi (cioè fino al 17 marzo) per pagare i ticket di questo primo
periodo. I primi effetti di Area C sul traffico milanese si sono già fatti
sentire: la congestion charge,
entrata in vigore oggi e che obbliga quasi tutti gli automobilisti a pagare 5
euro per fare ingresso in centro, ha determinato un calo del 40% degli accessi
nella Cerchia dei Bastioni. Il numero degli ingressi è infatti aumentato di un
10% (400 le auto in più) prima del debutto di Area C, tra le 7 e le 7.30,
dimezzandosi invece nella prima mezz'ora di telecamere accese (-50%). Un dato
che va confermandosi anche tra le 8 e le 8.30. Intanto il traffico intorno al
centro, specie sulla circonvallazione esterna, segnalano dalla centrale dei
vigili, non registra particolari criticità. Per non pagare il ticket di
ingresso in centro a Milano per le macchine, in vigore da oggi, il Pdl ha deciso di entrare nella cerchia dei Bastioni con un
calesse trainato da un cavallo. "Chi non vuole pagare - ha detto il
capogruppo del Popolo della libertà in Comune, Carlo Masseroli
- ha due scelte: o va in calesse o firma la nostra petizione", servono
infatti 30 mila firme per richiedere un referendum sul provvedimento e al
momento il partito di Berlusconi ne ha raccolte circa quattromila. "Quando
arriveranno le multe - ha profetizzato l'ex vice sindaco Riccardo De Corato -,
lì ci saranno davvero le proteste. Bisogna tener conto che questa mattina i
negozi sono chiusi e molti sono entrati in centro pensando di pagare le vecchie
tariffe", cioé l'Ecopass
da cui erano esentate le macchine meno inquinanti. Secondo il Pdl, questo nuovo ticket è "inutile per l'ambiente e
per il traffico ed è solo una nuova tassa che i cittadini non devono
pagare". A Londra, ad esempio, "hanno dimezzato e stanno pensando di
togliere la congestion charge".
"Noi proponiamo delle alternative - ha aggiunto Masseroli
-, ripartire col piano dei parcheggi, organizzare meglio la sosta, usare le
nuove tecnologie come l'asfalto mangia smog". Ad ammirare l'ingresso di De
Corato e Masseroli in calesse da Porta Venezia c'era
anche il consigliere Pd Carlo Monguzzi.
"Solidarietà al compagno cavallo - ha ironizzato -. Se questa é
l'opposizione ci fa piacere, noi facciamo cose serie, loro vanno in
calesse". Prime 12 multe per Area
C, non per il mancato pagamento del ticket per entrare in centro (c'é infatti tempo
fino al 17 marzo per regolarizzarsi), ma per l'accesso con auto super
inquinanti che con la nuova congestion charge, oggi al debutto, non possono entrare nella Cerchia
dei Bastioni. Le vetture sanzionate dalle pattuglie dei vigili rientrano in
quelle classi la cui circolazione non è consentita all'interno di Area C negli
orari in cui il provvedimento è in vigore (7.30-19.30, da lunedì a venerdì),
ovvero i veicoli benzina Euro 0 e diesel Euro 0, 1, 2 e 3 senza filtro
antiparticolato. Regolare il servizio di trasporto delle tre linee della metropolitana,
comunica l'Atm, dove è entrato in vigore, così come per i mezzi di superficie,
il potenziamento del servizio. L' informazione ai milanesi e non passa per i
'facilitatori' e il personale Atm nelle fermate del metrò e di tram e bus più
frequentate e per i volontari e i vigili ai varchi. Sono in funzione, inoltre,
anche il sito internet e i due call center: l'infoline del Comune 020202 e il call
center di Atm 800.437.437 a cui lavorano oggi 230 operatori. Ai centralini
della polizia locale sono arrivate oltre 2.200 richieste di informazioni. Ha
preso il via alle 9 il primo giorno di targhe alterne a Roma. Oggi la fascia
verde della Capitale è off-limits per i veicoli, moto e motorini compresi, con
targa dispari dalle 9 alle 13 e dalle 16 alle 21. Domani toccherà alle pari.
Sono escluse dal provvedimento le auto euro 5, i ciclomotori a 2 ruote 4 tempi
euro 2 e i motocicli euro 3. Via libera anche ai veicoli a trazione elettrica,
ibrida, alimentati a gpl e metano, e alle altre categorie derogate. Dalle 7:30
alle 20:30, inoltre, non potranno circolare i veicoli più inquinanti: auto a
benzina euro 0 e 1; diesel euro 0 -1- 2; ciclomotori e motoveicoli a due, tre,
quattro ruote a 2 e 4 tempi euro 0-1.

IACCHETTI CONTRO
MORANDI
Enzo
Iacchetti attacca Gianni Morandi e sul suo profilo Facebook
gli invia un grande 'vaffa' per la selezione delle
canzoni dei sei giovani in gara e l'esclusione di alcuni brani di Sanremo Social
che pure sono stati molto votati sul web. "Caro Gianni Morandi, sei
proprio un ignorante di musica dei giorni nostri, sei rimasto alla
‘Fisarmonica’ e adesso sei il capo delle giurie che scelgono i giovani per
Sanremo. Avete fatto tu e la Rai questa porcata di Sanremo Social, per dare una
possibilità agli ascoltatori del web (che stanno diventando fondamentali per il
futuro della musica) di esprimersi con un voto verso le canzoni preferite. Bene
le canzoni più votate dal web non sono state prese" scrive Iacchetti nella
sua invettiva che sta riscuotendo tanti consensi sul web. "Bella presa per
il culo non pensi? Non credi che facendo così non fai che alimentare il
sospetto che sia già tutto stabilito? Siete schiavi delle majors
della discografia. Perché non lo ammetti? È già tutto stabilito e voi prendete
per il culo centinaia di ragazzi che scrivono molto meglio della vostra musica
da buttare. In migliaia hanno speso soldi per farsi i video clip, per
iscriversi alle accademie, arrivi tu e prendi i più scarsi. Morandi, ma vattene
a fanculo va" conclude Iacchetti e firma
"Il tuo ex amico Enzo Iacchetti". "Quelli di Iacchetti sono solo
volgari insulti e come tali non meritano alcuna risposta". È la replica
del direttore di Rai1 Mauro Mazza e del direttore artistico del festival di
Sanremo, Gianmarco Mazzi, alle critiche, postate dall'attore su Facebook, alla selezione dei giovani. Come già programmato
da tempo, domani la chat del Tg1, curata da Vincenzo Mollica, ospiterà alle
14.00 Gianni Morandi e Gianmarco Mazzi che incontreranno gli utenti del web. In
quell'occasione, spiega una nota della Rai, saranno date tutte le notizie e
fornite tutte le risposte che riguardano Sanremo Social.

FESTA PER I 70 ANNI DI ALÌ
Alì? ''Mi ha insegnato ad essere più
forte''. Gli occhi di Angelo Dundee, 90 anni, storico trainer di Mohamed Alì si
illuminano nel parlare dell'amico di una vita. Dundee è una delle oltre 300
persone che hanno partecipato a Louisville, nel Kentucky, alla grande festa
organizzata per celebrare i settant'anni della leggenda della boxe. Ma anche di
un uomo che negli anni '70 si è battuto per l'uguaglianza tra bianchi e neri.
Nella città natale di Cassius Marcellus Clay i
festeggiamenti sono già partiti da giorni. E al Mohamed Alì Center sabato sera
c'erano proprio tutti: parenti, amici, politici, personalità del mondo dello
sport e dello spettacolo. E c'era anche il campionissimo, con quell'aria un po'
svanita che oramai lo caratterizza a causa della malattia, del morbo di
Parkinson. Le immagini ci consegnano un Alì compiaciuto da tanta dimostrazione
di affetto, ma anche sofferente, indebolito, spesso assistito da sua moglie,
sempre al suo fianco. ''A Mohamed piacciono i festeggiamenti - spiega Lonnie Alì - soprattutto quando riguardano lui. Da questo
punto di vista è ancora come un grande bambino''. ''Noi siamo stati una vera e
propria famiglia, siamo una famiglia e saremo per sempre una famiglia'',
afferma commosso l'anziano ex allenatore. ''Ogni cosa questo ragazzo fa e
continua a fare è grande - aggiunge Dundee - e siccome ho novant'anni posso
ancora chiamarlo ragazzo. Lui mi ha insegnato ad essere più duro, ma anche ad
essere più paziente. Insomma, mi ha insegnato ad essere più forte'.

ALTRI
GUAI PER CORONA
Il Pg di Torino Vittorio Corsi ha chiesto oggi la condanna di Fabrizio Corona a cinque anni di reclusione nel processo di appello per una presunta estorsione all'ex calciatore della Juventus David Trezeguet. Secondo l'accusa, nel 2009, a Trezeguet erano stati chiesti 25.000 euro per evitare la pubblicazione di alcune foto che lo ritraevano all'ingresso e all'uscita dell'appartamento di una ragazza conosciuta in un locale di Milano. I reati contestati a Corona sono estorsione aggravata e trattamento illecito di dati. Per gli stessi reati, il fotografo é stato condannato già in primo grado a tre anni e quattro mesi di reclusione. La sentenza è stata impugnata sia dalla Procura della Repubblica, sia dalla difesa di Corona.

BUROCRAZIA COSTOSA
Italia sconfitta dal Terzo mondo. Ruanda,
Zambia, Ghana e Namibia hanno più attrattiva del Belpaese per chi deve avviare
un'impresa. Norme complicate e burocrazia lumaca ci fanno scivolare nella
classifica fornita dalla Banca Mondiale, mentre i costi pesano come un macigno
su sviluppo e rilancio: circa lo 0,5% annuo del Pil, quasi 10 miliardi di euro,
secondo la stima dell'Istituto Bruno Leoni. In Italia il debutto nel mondo
dell'imprenditoria costa 2.673 euro contro una media europea di 399 euro.
Numeri che preoccupano Viale dell'Astronomia. I Giovani di Confindustria
chiedono al governo Monti un intervento deciso per attrarre investimenti e far
ripartire l'economia. "Serve un'azione seria di semplificazione e
liberalizzazioni - dice il presidente Jacopo Morelli-, ma anche la diffusione
di infrastrutture che rendano più agevole fare impresa: dalla rete energetica a
quella digitale". Nel Regno Unito sono sufficienti 33 euro per avviare
un'impresa, ne bastano 50 in Irlanda e sei euro in più in Bulgaria. Scegliere
la Spagna comporta un costo di 115 euro, ne servono 176 in Germania, mentre in
Romania la cifra non supera i 125 euro. Più care Svezia ed Estonia (185),
seguono Malta (210) e Cipro (265). Bisogna mettere in conto tra i 330 e i 392
euro se si opta per Finlandia, Ungheria, Repubblica Ceca, Austria, Portogallo o
Slovacchia. In Belgio la spesa iniziale sale a 517 euro e lievita in
Lussemburgo (1.000 euro), Paesi Bassi (1.040) e Grecia (1.101). Nulla a che
vedere con l'Italia, che supera di quasi 7 volte la media europea. Una
differenza che frena, inevitabilmente, la nascita di nuove aziende. I costi nel
nostro Paese non si traducono in velocità: se da aprile 2010 è possibile
registrare un'impresa in un giorno (nel 2008 era 13 giorni) ne basta uno anche
in Portogallo e ne sono sufficienti due nella Danimarca a 'costo zero'. Nella
media Ue, 7 giorni secondo i dati della Commissione Europea, rientrano inoltre
Germania, Francia e Regno Unito. Da una analisi delle variabili contenuta
invece nel 'Doing business in a more transparent world 2012' elaborata dalla Banca Mondiale
emerge che per aprire una impresa in Italia serve lo stesso numero di giorni e
di procedure che negli Usa, ma il costo incide 18 volte di più sul reddito
individuale ed è richiesto un capitale minimo pari al 10% del reddito contro lo
zero della Germania. Per avere accesso all'elettricità in Italia si impiegano
più di 6 mesi, contro due settimane in Germania. Un imprenditore del Belpaese
impiega 285 ore per adempiere alle procedure per pagare le tasse (più di 35
giorni) e la tassazione incide per il 68% sul profitto, contro il 46% della
Germania. Difficile così pensare di attrarre investimenti esteri. Se ai primi 4
posti della classifica mondiale ci sono Singapore, Hong Kong, Nuova Zelanda e
Stati Uniti, è evidente anche la distanza dalle economie dell'area euro.
Settimo il Regno Unito, 19esima la Germania e 29esima la Francia. L'Italia
perde 4 posizioni rispetto allo scorso anno e 10 rispetto al 2010 e si piazza
87esima su 183. Peggio di noi nel Vecchio Continente fa solo la Grecia. Non va
meglio il confronto con il resto del mondo. Il Ruanda scala la classifica e si
piazza 45esimo, in Polinesia il Tonga ci guarda dall'alto in basso, così come
il Botswana al centro dell'Africa meridionale o l'Armenia. E il sorpasso riesce
anche a Mongolia, Bahamas, Ghana, Namibia e Zambia. Chiude la classifica lo
stato africano del Ciad, mentre il Marocco registra la migliore performance
passando dal 115esimo al 94 posto, complici le numerose semplificazioni
introdotte nel settore edilizio che hanno alleggerito gli adempimenti fiscali.
Tempi lunghi per ottenere permessi di costruzione, difficoltà di accesso al
credito, imposte onerose, poche tutele in caso di insolvenza dei debitori sono
solo alcuni degli ostacoli che affronta chi tenta di mettersi in proprio.
Difficoltà che si riflettono sulla predisposizione dei giovani a fare impresa.
Solo un giovane italiano su tre sogna di diventare imprenditore, secondo
l'ultimo rapporto Censis. Pronto all'avventura il 32,5% dei giovani italiani
tra i 15 e 35 anni, contro il 56,3% dei coetanei spagnoli, il 48,4% dei
francesi e il 35,3% dei tedeschi. A scoraggiarci la burocrazia, "è troppo
complicato" per il 26,7% contro il 14% della media dei giovani europei, o
la paura di rischiare (17,8% contro il 15,4% della media Ue).

INCONTRO A ROMA
Il 20
gennaio il presidente Francese Sakozy e la cancelliera tedesca Angela Merkel
saranno a Roma per una trilaterale con il presidente del Consiglio Mario Monti.
"Sono grato a Sarkozy - ha poi detto il premier
Mario Monti a proposito del vertice a Roma con il presidente francese e la cancelliera tedesca Merkel - di
aver confermato la sua disponibilità all'incontro di Roma. Con lui ci sarà
anche la cancelliera Merkel.
Tutto questo - ha spiegato - va visto nella sequenza stretta e ravvicina di
incontri in vista dell'Eurogruppo e del Consiglio europeo del 30 gennaio".
"Se l'Italia, come sta facendo in questi mesi con intensità, riesce a non
essere più un problema per l'Europa, si tratta già di una buona notizia per
l'Europa stessa": lo ha detto il presidente del Consiglio, Mario Monti, in
un'intervista esclusiva alla tv France 24, poco prima di ripartire per
l'Italia. "Affinché l'Italia, la Francia e gli altri Paesi - ha aggiunto
Monti - possano essere al riparo dalle enormi perturbazioni dei mercati,
bisogna poi che l'Europa tutta insieme faccia il proprio dovere di accelerare
questo meccanismo di sostegno alla zona euro nel suo insieme. In questo, la
cooperazione con la Francia è di primaria importanza". "Per fortuna
dobbiamo andare in Parlamento ogni volta, sennò saremmo fuori dalla
democrazia" ha aggiunto Monti.

MANI IN TASCA
"È inammissibile che una porzione importante
di reddito sfugga ad ogni tassazione a fronte dei pesanti
sacrifici dei lavoratori". Lo ha detto il presidente del Consiglio Mario Monti a
Reggio Emilia, in occasione della sua visita per le celebrazione del 215° anniversario
del Tricolore, ricevendo un lungo applauso dalla platea. È necessario, lo so
bene anch'io - ha aggiunto - evitare
una pressione fiscale eccessiva". Quanto agli accertamenti fiscali,
"devono essere rispettosi dei diritti individuali: su questo vigilo e
vigilerò, ma a uomini e a donne della
Guardia di Finanza e dell'Agenzia delle Entrate voglio dire il mio grazie
e assicurare il mio appoggio", ha sottolineato il premier.
"L'espressione 'mettere le mani
nelle tasche degli italiani' non mi ha mai persuaso - ha continuato - e
comunque è incompleta" perché a metterle "nelle tasche dei
contribuenti onesti" sono
"gli italiani che evadono" e quei "privilegi e
rendite" che sono "un inciampo al gioco della concorrenza e del
mercato". Quindi, ha scherzato il presidente del Consiglio, se c'è
"un filo conduttore tra la fase 1 la fase 2 del governo è l'invito a tutti
a tenere le mani a posto". Riguardo alla crisi, il premier ha ricordato
che l'Italia con la manovra approvata il 23 dicembre ha fatto la sua parte ma occorre ora che "tutti i
componenti" dell'Unione Europa facciano altrettanto. "Noi
continueremo a fare la nostra parte", ha assicurato. "Nessuno può immaginare che l'Europa rinunci a
crescere. Non è problema di Nord o Sud. Nessun paese è tanto forte da andare avanti solo, ma ciascuno ha
bisogno di attuare politiche comuni e coordinare la crescita", ha
sottolineato Monti. "Vogliamo anche noi - ha aggiunto - un'Europa con i conti in ordine che
riesca a raggiungere la stabilità anche accettando meccanismi severi, che sono nel nostro comune interesse".
"Quanti danni, in passato - ha continuato - sono stati fatti
inconsapevolmente dicendo di sì ad ogni istanza sociale senza riguardo al fatto
che mentre dire dei no dopo scelte difficili e responsabili comporta costi
politici nel presente, dire di sì a
tutti comporta costi drammatici per coloro che non votano e forse non sono
ancora nati". "Se guardiamo dentro di noi - ha proseguito - sappiamo che l'Italia ce la può fare,
l'Italia ha sempre risposto nei momenti di difficoltà". Servono
"sacrifici", ne abbiamo chiesti "a tutti ma il governo seguirà come stella polare
giustizia sociale e equità". Il premier ha poi ribadito la volontà
del governo di andare avanti in modo incisivo sulle liberalizzazioni. "Faremo
saltare i colli di bottiglia", ha garantito. Le liberalizzazioni -
ha assicurato - saranno equilibrate e pragmatiche ma non timide". Il
premier ha spiegato che nella 'fase 2' ci sarà ampio spazio per questo capitolo
"riconoscendo che ogni settore dà un contributo, ma che è più equo se
avviene in regime di libera concorrenza". Nei prossimi mesi l'esecutivo,
ha annunciato, metterà in atto una "scossa e una accelerazione potente alla lotta contro la corruzione che
frena gli investimenti. Il governo opererà con provvedimenti legislativi e
amministrativi", ha precisato. Al termine del suo intervento al Teatro
municipale Valli, i presenti hanno tributato al premier un lungo e caloroso applauso alzandosi tutti in piedi. Al suo
arrivo il premier aveva invece subito una contestazione da parte di numerosi
sostenitori della Lega affiancati, a qualche decina di metri, da giovani de La
Destra. A contestare il capo del governo c'erano inoltre alcuni
militanti di Rifondazione comunista. Prima di recarsi al Teatro municipale, questa
mattina il premier ha preso parte alla cerimonia dell'alzabandiera in piazza Prampolini, quindi ha incontrato nella Sala del Tricolore alcuni giovani ai quali ha consegnato copia
della Costituzione. "I
giovani sono la chiave di ispirazione delle misure che il nostro governo
con molta rapidità e incisività si è trovato a dover prendere nel mese scorso -
ha detto Monti - e che dovremo prendere ancora per qualche tempo".
Terminate le celebrazioni, il presidente del Consiglio si è brevemente
intrattenuto in un colloquio privato
con il segretario del Pd Pierluigi Bersani. Tema dell'incontro
ovviamente riservato, ma l'esponente del Pd potrebbe aver insistito con il capo
del governo sulle nuove misure che l'esecutivo dovrebbe prendere in tempi
stretti e in particolare sulle liberalizzazioni e sui temi legati al mondo del
lavoro.

LIBERALIZZAZIONI
''L'emergenza
non è finita. Il peggio è passato: abbiamo corso davvero il rischio della
Grecia, del disastro. Non siamo ancora fuori dal tunnel. Però un progetto di
rilancio del Paese è stato avviato con determinazione''. Lo afferma il ministro
dello Sviluppo Economico, Corrado Passera (nella foto), in una lunga intervista
al Corriere della Sera, nella quale descrive i prossimi interventi del suo
dicastero e sottolinea l'attenzione al ''disagio occupazionale'' che interessa
''almeno sei milioni di persone''. ''La politica deve misurarsi in termini di
posti di lavoro creati - afferma Passera - non solo di Pil e di equilibrio dei
conti''. Per le imprese, il ministro annuncia che sarà ''saldato lo scaduto dei
pagamenti privati e pubblici: 60-80 miliardi di debito forzoso'', mentre sulle
liberalizzazioni e' pronto a varare anche più di un decreto al mese, ''non solo
sulle liberalizzazioni ma su tutti i temi della crescita'', precisa. ''Per
questo procederemo in ogni campo: gas, energia, commercio, trasporti,
professioni''. Quanto alle banche italiane, il ministro riconosce che ''quando
l'economia reale va male, ne risentono'' ma ''ciò non toglie che siano banche
strutturalmente sane e forti''. Il tessuto industriale dell'Italia si fonda
''su una base di aziende che tiene su l'Italia. Sono le aziende che fanno il
30% del Pil grazie alle loro esportazioni - rileva Passera - grazie a loro,
l'Italia non perde quote del commercio internazionale. Dobbiamo fare di tutto
per aiutare queste aziende''. Per finanziare i provvedimenti, Passera esclude
che si farà ricorso alla tassazione dei cittadini. ''Finito. Quel che c'era da
fare è stato fatto'', le risorse si troveranno attraverso la riduzione dei
''costi degli apparati pubblici''. Sul mercato del lavoro, il ministro
riconosce che va ''migliorata la flessibilità in entrata e resa più logica la
flessibilità in uscita'', quindi ''servono contratti più chiari, più
responsabilizzanti per le aziende''. ''Dobbiamo ridurre l'abuso del precariato
- aggiunge - valorizzare il contratto di apprendistato, liberare una
generazione dalla condanna a sottolavori senza prospettive''.

CAMERON CONTRO TOBIN
TAX
Cameron ha detto che bloccherà una Tobin Tax europea. Alla Bbc, il
premier ha detto: ''se i francesi vogliono introdurre una tassa sulle
transazioni nel loro Paese dovrebbero essere liberi di farlo. Ma l'idea di una
nuova tassa europea quando quella tassa non verrà introdotta in altri luoghi
non penso sia logica e la bloccherò''. Cameron ha sottolineato come imporre la
tassa in Europa senza che simili misure vengano introdotte altrove
danneggerebbe soltanto i posti di lavoro e la prosperità dei Paesi europei. In
risposta a quanto dichiarato dal ministro delle Finanze francese Francois Baroin - che ha
affermato che la Francia potrebbe introdurre la tassa, nonostante l'ostilità
britannica - il premier ha detto che i francesi sono liberi di fare quello che
vogliono e ha aggiunto: ''In realtà una tassa sulle transazione in Gran
Bretagna esiste già e abbiamo uno dei mercati più competitivi e di successo. Ma
l'idea di una nuova tassa europea, quando quella tassa non esisterà in altri
luoghi, credo non abbia senso e la bloccherò a meno che il resto del mondo si
metta d'accordo nello stesso momento e introduca un qualche tipo di tassa''.

È
CACCIA AGLI ASSASSINI
"Parlavano
in italiano o comunque dall'accento potrebbero essere dell'est-Europa".
È quanto avrebbe riferito agli investigatori, a proposito dei due
rapinatori-killer, Zengh Lia, la mamma della bimba di
9 mesi uccisa a Roma insieme al padre, un cittadino cinese di 31 anni, nel
quartiere di Torpignattara. "Per i tanti segnali
di forte inquietudine che mi arrivano posso dire che non mi aspetto un anno
tranquillo". Lo afferma il ministro dell'Interno, Anna Maria Cancellieri,
in un'intervista a Repubblica, nella quale sottolinea che la sua preoccupazione
va dai pacchi bomba a Equitalia, alla protesta per
Finmeccanica, alla Tav e agli episodi di cronaca come
la rapina finita male a Roma che ha portato alla morte di un uomo cinese e
della sua bambina di pochi mesi. "Purtroppo c'é un uso troppo facile delle
armi - aggiunge il ministro - ci sono armi ovunque", e sul caso del
duplice delitto a Tor Pignattara
fa sapere che "dal ministro fino all' ultimo agente siamo impegnati e
faremo di tutto per prendere quegli assassini". Il ministro rassicura
sulla necessità di reperire fondi per la sicurezza, "le risorse le
troveremo - afferma - Qui serve un salto culturale e di sicuro serve più intelligence.
Ma deve essere chiaro che un'azione di sola polizia non basta, ci vuole anche
uno stretto raccordo con la magistratura, unità d'intenti e forte impegno
sociale". Quanto alle perquisizioni senza il via libera del giudice,
Cancellieri assicura che "non sarà una pratica generalizzata ma per le
situazioni di grave emergenza". L'Ambasciata cinese in Italia ha
confermato che si terrà il 14 gennaio a Roma, come previsto, la festa del
Capodanno cinese, nonostante la comunità cinese sia scossa dall'omicidio della
piccola Joy e del papà Zhou Zeng.
Alle due vittime verrà dedicato un particolare ricordo durante la
manifestazione. Lo ha detto la portavoce della sede diplomatica di Pechino,
Yang Yenyen. La festa servirà a ribadire, ha spiegato
Yang, che le due comunità italiana e cinese oggi "sono ancora più vicine e
che una simile tragedia non deve accadere mai più ". L'ambasciatore cinese
Ding Wei e il sindaco di
Roma Gianni Alemanno daranno il via alle 14.00 in piazza del Popolo alla
manifestazione che celebra l'avvio dell'Anno del Drago.

IRAN NUCLEARE
Un sito
sotterraneo per l'arricchimento di uranio sarà "operativo in un prossimo
futuro", secondo quanto riferiscono oggi i media iraniani citando un alto
responsabile del programma nucleare. "L'impianto nucleare di Fordow per l'arricchimento sarà operativo in un prossimo
futuro", ha annunciato oggi al quotidiano Kayahan
il capo dell'Organizzazione per l'energia atomica iraniana, Fereydoun
Abbasi Davani. Il
responsabile ha precisato che in "questo sito può essere prodotto uranio
arricchito al 20%, 3,5% e 4%". L'annuncio rischia di acuire le tensioni
fra l'Iran e l'Occidente, che, a dispetto delle assicurazioni di Teheran,
sospetta che il suo programma nucleare abbia finalità militari. L'Iran è pronto
a fornire servizi e tecnologie nucleari ai "Paesi amici che ne facciano
richiesta". Lo ha detto il capo dell'Organizzazione per l'energia atomica iraniana,
Fereydoun Abbasi Davani, al termine di un incontro di cui riferiscono oggi
vari quotidiani iraniani. In particolare, precisa il quotidiano Sharq, l'offerta è diretta ai Paesi africani che hanno
ampie risorse di uranio. L'Iran ha sempre sostenuto che il suo programma
nucleare ha finalità civili, e che l'arricchimento di uranio fino al 20% è
mirato a rispondere a necessità mediche. Le autorità iraniane annunciano spesso
nuovi traguardi tecnologici raggiunti dall'industria nazionale a dispetto delle
sanzioni Onu, e proprio il primo gennaio scorso era stato comunicato che era
stata testata con successo, nell'alimentazione del reattore di ricerca di
Teheran, la prima barra di uranio prodotta nel Paese. Gli scienziati iraniani,
era stato precisato, hanno prodotto la barra arricchendo uranio al 20% e hanno
impiegato circa un mese per effettuare i test. Abbasi
ha parlato anche dei risultati nella produzione di energia nucleare, ricordando
il recente collegamento della centrale di Bushehr
alla rete elettrica nazionale.

INCARICO DOPO VOTO
La leader
dell'opposizione birmana, il premio Nobel Aung Sang Suu Kyi,
potrebbe ricevere un incarico ufficiale nel governo dopo le prossime elezioni, secondo
quanto indicato da un consigliere presidenziale birmano. Secondo quanto
dichiarato all'Afp dal Nay Zin Latt, consigliere della
presidenza birmana, Aung Sang
Suu Kyi potrebbe avere un
ruolo del governo "civile" se conquisterà un seggio dopo le legislative
parziali dell'1 aprile. Potrebbe ricevere un posto "appropriato"
nell'alta amministrazione pubblica, ma "è anche possibile che sia nominata
nel governo", ha aggiunto, precisando che ciò dipenderà anche dai suoi
desideri.

CADAVERE IN MARE
La conferma arriverà solo con l'esame
del Dna, ma è quasi certo che il cadavere rinvenuto stamani nel porticciolo del
rione Palese di Bari sia Roberto Straccia, il 24enne originario di Moresco (Fermo),
studente di lingue all'università di Pescara, scomparso lo scorso 14 dicembre
dopo essere uscito dal suo appartamento pescarese per andare a correre.
Nonostante il padre, la madre e la sorella del giovane, a causa delle pessime
condizioni di conservazione, non abbiano riconosciuto il cadavere, ci sono
elementi che portano a pensare che il corpo sia proprio quello di Roberto. Non
solo l'età apparente, ma soprattutto gli indumenti, compatibili con quelli
indossati dal 24enne il giorno della scomparsa. Pantaloncini rossi con strisce
laterali bianche, k-way blu e scarpe da ginnastica grigie, oltre all'iPod e ad un mazzo di chiavi. Quest'ultimi sono stati
riconosciuti dalla madre come quelli del figlio. Si tratta comunque di elementi
su cui si stanno ora concentrando gli accertamenti degli investigatori.
L'allarme è scattato stamani, quando nel capoluogo pugliese il mare in burrasca
ha restituito il cadavere di un giovane. Gli investigatori hanno subito parlato
di ''concrete possibilità'' che il corpo fosse quello dello studente
marchigiano. Il padre e la sorella di Straccia, Mario e Lorena, così come i
Carabinieri di Pescara, sono immediatamente partiti per Bari, dove nel tardo
pomeriggio li ha raggiunti anche la madre, Rita. Dall'esame esterno sul cadavere
non è emerso alcun elemento utile all'individuazione delle cause della morte. A
dare risposte certe, dunque, sarà l'autopsia disposta dalla Procura di Bari,
che sarà eseguita non prima di lunedì. La magistratura del capoluogo pugliese
ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio, ma l'ipotesi di reato -
spiegano fonti giudiziarie - è un atto tecnico che consente agli inquirenti di
disporre gli accertamenti necessari. Intanto, fonti vicine alla Procura di
Pescara, che sulla scomparsa di Straccia aveva aperto un fascicolo per
sequestro di persona - un atto dovuto per consentire le indagini -, fanno
sapere che il ritrovamento del cadavere ''non rafforza o indebolisce nessuna
delle ipotesi fatte fino ad ora'' e ribadiscono che sarà proprio l'autopsia a far
luce su quanto accaduto. Ma gli amici del 24enne non credono che Roberto sia
caduto in acqua, così come continuano ad escludere il suicidio: ''Roberto non
aveva alcun tipo di problema - affermano -, era un ragazzo perfetto. Se stava
in mare, qualcuno ce l'ha messo...''. Sono tanti i dubbi su questa vicenda. È
certo che, nel giorno della scomparsa, dopo essere uscito dall'appartamento
pescarese, il giovane sia andato a correre, come dimostrano le immagini di una
videocamera di sorveglianza, ma non è chiaro cosa sia accaduto nelle ore
successive. Numerosi i particolari sul passato dello studente emersi dalle
indagini, come, ad esempio, l'episodio risalente al 2004, quando Straccia,
all'epoca 17enne, finì in ospedale per un avvelenamento e si pensò ad un atto
di autolesionismo. Tra centinaia di segnalazioni relative alla presenza del
giovane in diverse zone d'Italia e battute di ricerca anche nei giorni di
festa, i Carabinieri di Pescara, in questi 24 giorni, non hanno escluso alcuna
ipotesi. Dall'allontanamento volontario, al suicidio fino al rapimento.
Ipotesi, quella del rapimento, più volte ribadita anche dalla famiglia
Straccia, convinta, dall'inizio, che Roberto fosse trattenuto contro la sua
volontà. Una morte che - ha detto il sindaco di Moresco, Amato Mercuri,
rappresenta un grande dolore per la comunità.

SEMPRE
I SOLITI
Per divieto di sosta la polizia locale
di Courmayeur ha multato nei giorni scorsi il Suv di
Daniela Santanché, ex sottosegretario del governo
Berlusconi ed esponente del Pdl, e da alcuni anni habituè della località turistica valdostana. Il fuoristrada
era parcheggiato sulla strada regionale, a poca distanza dalla zona pedonale,
ma al di fuori delle aree adibite alla sosta. Sul posto è intervenuta in un
primo momento la polizia locale, che ha comminato la contravvenzione; poco dopo
sono giunti anche i carabinieri di Courmayeur. Secondo quanto riferito da fonti
locali, il Suv è normalmente utilizzato dalla Santanché quando viene in vacanza ai piedi del Monte
Bianco. La multa è di circa 50 euro.

DOPO
CORTINA
Il blitz di Cortina non è né il primo né
l'ultimo: l'attività degli 007 del fisco proseguirà, come sempre, e punterà
soprattutto sui luoghi frequentati dai Vip. Anche perché l'evasione più forte
non si annida certo nei quartieri popolari o d'inverno tra gli stabilimenti
balneari chiusi. Questa l'indicazione che arriva dall'Agenzia delle Entrate
dopo il clamore e le polemiche suscitate dal blitz di Cortina. E non si tratta,
spiega il numero uno dell'Agenzia Attilio Befera, di
un'attività "discrezionale". Come dire: facciamo solo il nostro
dovere. Un dovere che non ha - come invece accusano alcuni esponenti della Lega
- una matrice politica. E questo é dimostrato anche dalla gran quantità di
controlli effettuati soprattutto d'estate a sud dello stivale. In fondo la
logica dei controlli è chiara: ci si concentra soprattutto sulle zone più
frequentate proprio durante il picco della stagione turistica per stanare, ad
esempio, gli esercenti furbetti che non emettono lo scontrino. Anche se per
esempio Fiscoequo denuncia che questo tipo di
attività di controllo è sempre meno frequente con un calo l'anno scorso del
700%. Ma - sostengono i commercialisti - molto meglio i controlli reali che le
elaborazioni statistiche. E i blitz piacciono anche ad Adusbef
e Federconsumatori. Da segnalare però anche oggi
nuovi attacchi ad Equitalia: minacce a Modena, busta
con proiettile al direttore di Livorno e insulti contro la sede di Caserta.
Tanti che il Direttore centrale 'servizi enti e contribuenti' di Equitalia, Angelo Coco, afferma: siamo preoccupati, ma
andremo avanti. Befera risponde alle accuse di aver
creato problemi alla stagione turistica di Cortina: "abbiamo fatto andar
bene gli affari, in quel giorno. I ristoranti hanno aumentato i loro ricavi del
300% rispetto allo stesso giorno dell'anno precedente. Quindi non abbiamo
danneggiato il turismo, tutt'altro: abbiamo favorito gli esercizi
commerciali". E rispondendo alla vecchia frase dell'ex premier, Silvio
Berlusconi ("se uno Stato mi chiede il 50% di quello che guadagno mi sento
moralmente autorizzato ad evadere") aggiunge: se si dice che evadere è
giusto vuol dire che "non siamo in un mondo civile". In ogni caso
"se i controlli li abbiamo fatti a Cortina non è per un pregiudizio verso
qualcuno ma perché sapevamo, segnalazioni alla mano, a cosa andavamo
incontro". Quindi controlli "se ne faranno ancora" e "gli
italiani devono decidere che cosa vogliono. E lo dico a chi, come Beppe Grillo,
sull'argomento mi pare in confusione. Perché a parole tutti sono d'accordo a
fare la lotta all'evasione ma solo quando non li riguarda". Ancora molto
arrabbiato si mostra però il sindaco di Cortina, Andrea Franceschi:
"é emerso che i dati forniti dalle Entrate sono stati palesemente
manipolati per far notizia e giustificare un'azione da stato di polizia".
Preoccupati anche gli albergatori che annunciano le prime disdette. Arrabbiato
anche il governatore del Veneto Luca Zaia che, in
polemica con Salvo Fleres di Grande Sud che aveva
bollato come 'stupidaggini' le rimostranze del Governatore, chiama in causa
direttamente Mario Monti: "utilizzi questa polemica per dimostrare che non
ci sono due pesi e due misure". Taglia corto Antonio De Poli (Udc): non
esiste una lotta all'evasione del Sud o del nord. Ne nasce una polemica
politica che vede due schieramenti contrapposti: chi dice che allora bisogna
controllare anche a Sud e chi, come il Futurista, gli punta il dito addosso
accusandoli di voler proteggere gli evasori. Una cosa è certa i blitz
proseguiranno: "la stagione invernale è ancora lunga...", dice il
direttore dell'accertamento, Luigi Magistro.

LAVORO
In Italia oltre due persone su tre in
cerca di lavoro si affidano a un intermediario che può essere un parente o
anche un sindacato. Ricorrere a chi si conosce già è la prima strada che si
percorre per trovare un posto. A certificare le usanze degli italiani a caccia
di un impiego è Eurostat nel rapporto 'Methods used for seeking
work', secondo dati aggiornati al secondo trimestre del 2011. Nella Penisola
chi bussa alle porte di amici, parenti o sindacati è, infatti, pari al 76,9%,
una quota superiore alla media dell'area euro (68,9%), a quella dell'Unione
europea nel complesso (69,1%) e soprattutto circa doppia a confronto con quella
di Paesi come Germania (40,2%), Belgio (36,8%), Finlandia (34,8%). Anche se nel
Vecchio continente c'è chi fa peggio, è il caso della Grecia (92,2%), ma pure
di Irlanda e Spagna. Nell'Unione europea, inoltre, si fa molta pubblicità del
proprio curriculum, del proprio percorso di studi, (68,8% Ue 17 e 71,5% Ue 27),
una modalità che viene anche seguita in Italia ma con una percentuale inferiore
(63,9%), tra le più basse, in particolare a confronto con Irlanda e Slovenia,
dove quello che Eurostat definisce come lo Study advertisement è praticato da più di nove persone su dieci
in cerca di lavoro. L'Italia risulta anche tra i Paesi che meno fanno
affidamento agli annunci di lavoro che compaiono sulla stampa o sul web, con
solo il 31,4% che si rende disponibile a una precisa prestazione o risponde a
un'offerta di impiego. Insomma, gli italiani credono poco nei contatti a
distanza e privilegiano di gran lunga gli approcci diretti e informali. Non a
caso è anche al di sotto dei valori medi europei la quota di coloro che si
rivolgono ad operatori istituzionali, come i centri pubblici per l'impiego
(31,9%), addirittura l'Italia è penultima nell'eurozona, alle spalle solo di
Cipro, con una forte distanza dalla Germania (82,8%). Un discorso simile vale
per i centri privati di impiego, come possono essere le agenzie del lavoro. In
generale, in tutta Europa chi contatta soggetti privati per essere assunto è
una minoranza, ma in Italia la fetta è ancora più risicata (18,0%). Tornado
alle preferenze degli italiani, la seconda via scelta per trovare
un'occupazione consiste nel chiedere direttamente al datore di lavoro, sempre
secondo le tabelle di Eurostat oltre sei persone su dieci in cerca si rivolge
al principale. Molto probabilmente si tratta di una modalità favorita dalla
struttura produttiva del Paese, con tantissime piccole e medie aziende, dove,
quindi, è più facile entrare in rapporto con i 'capi'.

LA
CRISI E GLI ITALIANI
Gli italiani guardano con timore e
diffidenza al 2012: quasi uno su due (48%) ritiene che la situazione economica
del Belpaese sia pessima e il 36% si aspetta un ulteriore peggioramento delle
condizioni della propria famiglia. È quanto emerge dal sondaggio Confesercenti-Swg. Inoltre, nel 2011 83 italiani su 10
(83%) hanno tagliato le spese e la crisi continua a mordere: solo il 62% riesce
a coprire con lo stipendio le spese mensili, mentre uno su quattro (28%) arriva
solo alla terza settimana. Il sondaggio Confesercenti-Swg
sulle prospettive economiche per il 2012 evidenzia un maggior pessimismo
rispetto allo scorso anno: a dichiarare che la situazione economica italiana è
pessima è il 48% contro il 33% del 2010, mentre il 36% (contro il 18% dello
scorso anno) ritiene di aspettarsi un ulteriore peggioramento delle condizioni
economiche della propria famiglia nei prossimi 12 mesi. Si affievolisce inoltre
la fiducia nel cambiamento: il 47% non crede in un cambio di marcia per l'anno
appena cominciato, sia in positivo sia in negativo, mentre coloro che si
dichiarano fiduciosi in un futuro miglioramento sono solo il 17% (in calo
rispetto al 24% dell'anno precedente). Anche il 2011 è stato caratterizzato da
prudenza: l'83% (contro il 69% del 2010) ha tagliato le spese, soprattutto
riguardo l'abbigliamento e le calzature, le vacanze e gli acquisti per la casa;
mentre solo il 5% ha aumentato le spese. Aumenta inoltre la difficoltà a far
quadrare il bilancio familiare per arrivare a fine del mese: scende infatti la
quota di persone che riesce, con il proprio il reddito, a coprire in
tranquillità le spese mensili (il 62% contro il 72% del 2010), mentre sale al
28% la fetta che riesce a far fronte a tutte le spese fino alla terza settimana
(era il 20% nel 2010). Il 10% confessa di arrivare solo alla seconda. Dalla
classe politica, infine, gli italiani si aspettano onestà (45%) e serietà
(24%). Sembrano invece interessare meno la questione morale (13%) ed il
rispetto dei principi di un'etica comune (10%). L'umiltà (8%) è la qualità meno
richiesta per una buona classe politica.

RECORD
BENZINA
Nuova fiammata dei prezzi della benzina.
Con i rialzi delle addizionali regionali sulle accise, il prezzo sfiora oggi
1,74 euro al litro. Secondo il monitoraggio di Quotidiano energia all'Ip si tocca infatti la cifra di 1,738 euro, ma al Sud e al
Centro, dove è più forte l'effetto addizionali, si arriva quasi 1,8 euro al
litro. Le addizionali, che riguardano solo la benzina e non il diesel, sono
scattate ieri in sei regioni (Piemonte, Liguria, Toscana, Marche, Umbria e
Lazio) e hanno fatto inevitabilmente lievitare i prezzi in gran parte dei
distributori italiani. Tra le compagnie petrolifere ad aggiustare i listini è
infatti stata solo la Tamoil (+0,4 cent sulla verde). Tutte le altre hanno
'subito' gli effetti delle decisioni prese dalle giunte regionali. E la riprova
sta proprio nel prezzo del gasolio, rimasto sostanzialmente stabile intorno a
1,7 euro al litro. A livello Paese, rileva QE, il prezzo medio praticato dalla
benzina (in modalità servito) va oggi da 1,729 euro al litro degli impianti Shell all'1,738 di quelli IP (no-logo in salita a 1,640).
Per il diesel si passa dall'1,699 euro al litro di Eni all'1,702 di Tamoil (no-logo
a 1,599). Il Gpl è invece tra gli 0,744 euro al litro di Eni e lo 0,756 di
Tamoil (no-logo a 0,726).

PENSIONI
L'Inps informa che sono state inviate
circa 450 mila comunicazioni ai pensionati che percepiscono pensioni mensili di
importo complessivamente superiore a mille euro, pagate in contanti, per
invitarli a comunicare all'Istituto entro il mese di febbraio 2012 modalità
alternative di riscossione. Come è noto, la legge n. 214 del 22 dicembre 2011,
ha stabilito che le Pubbliche Amministrazioni devono utilizzare strumenti di
pagamento elettronici, disponibili presso il sistema bancario o postale, per la
corresponsione di stipendi, pensioni e compensi di importo superiore a mille
euro (limite che potrà essere modificato in futuro con decreto del Ministero
dell'Economia e delle Finanze). L'adeguamento alle nuove modalità di pagamento
dovrà avvenire entro il 6 marzo 2012. L'Istituto quindi non potrà effettuare
pagamenti in contanti di importo superiore a mille euro a partire dal 7 marzo
2012. I pensionati che stanno ricevendo la lettera dell'Istituto potranno
comunicare entro il mese di febbraio 2012 le nuove modalità di riscossione,
scegliendo tra l'accredito in conto corrente, su libretto postale o su carta
ricaricabile. La richiesta di variazione della modalità di pagamento potrà
essere inoltrata attraverso il sito istituzionale da parte dei soggetti in
possesso di Pin, oppure direttamente ad una Struttura Territoriale
dell'Istituto. In alternativa, la richiesta potrà essere fatta presso gli
uffici bancari o postali, secondo le consuete modalità.

RISCHIO
TENSIONI SOCIALI
C'è un rischio reale di tensioni sociali
nei prossimi mesi". A lanciare l'allarme tramite Twitter
è la leader Cgil Susanna Camusso (nella foto). La
segretaria nazionale chiede quindi "un piano per il lavoro"
individuato come "vera emergenza". Tre i punti chiave individuati
dalla Camusso: ''Ridurre la precarietà da 46 forme di
assunzione a tre o quattro, introdurre forme flessibili più costose e
incentivare l'apprendistato''. In serata il premier Mario Monti ha chiamato i
leader di Cgil, Cisl e Uil esprimendo la volontà di raggiungere la
"massima intesa con le parti sociali sui temi del mercato del lavoro e
dell’occupazione, pur nell’esigenza di operare con la sollecitudine imposta
dalla situazione".

NAPOLITANO
AGLI ITALIANI
"L'Italia può e deve farcela".
È questo il concetto chiave lanciato dal Presidente della Repubblica nel suo discorso
di fine anno. Un messaggio durato 21 minuti con cui il capo dello Stato
ribadisce la gravità della situazione ma sottolinea anche come gli italiani,
con impegno e fiducia, potranno uscire dalla crisi. Sono necessari quindi
sacrifici, avverte Napolitano, ma questi daranno i loro frutti.
"L'emergenza resta grave - dice - e la fiducia rischia di essere oscurata
da interrogativi angosciosi che possono tradursi in scoraggiamento e indurre al
pessimismo''. "È faticoso riguadagnare credibilità, dopo aver perduto
pesantemente terreno; i nostri Buoni del Tesoro - nonostante i segnali
incoraggianti degli ultimi giorni - restano sotto attacco; il debito pubblico
che abbiamo accumulato nei decenni pesa come un macigno e ci costa tassi di
interesse pericolosamente alti" aggiunge Napolitano. "Lo sforzo di
risanamento del bilancio culminato nell'ultimo, impegnativo decreto, deve
perciò essere portato avanti con rigore. Ma siamo convinti che i frutti non
mancheranno. I sacrifici non risulteranno inutili. Specie se l'economia
riprenderà a crescere: il che dipende da adeguate scelte politiche e
imprenditoriali, come da comportamenti diffusi, improntati a laboriosità e
dinamismo, capaci di produrre coesione sociale e nazionale". Dalla crisi
si esce dando un futuro ai giovani, sottolinea il capo dello Stato. "Si è
diffusa ormai la convinzione - dice Napolitano - che dei sacrifici siano
inevitabili per tutti: ma la preoccupazione maggiore che emerge tra i cittadini
è quella di assicurare un futuro ai figli, ai giovani. È questo l'impegno cui
non possiamo sottrarci". La crisi può essere un'occasione per rendere la
nostra società "più severa e più giusta, più dinamica, moralmente e
civilmente più viva, più aperta, più coesa". La parte centrale del
discorso di Napolitano è dedicata al lavoro. Il presidente sottolinea che
''occorre definire nuove forme di sicurezza sociale che sono state finora
trascurate a favore di una copertura pensionistica più alta che in altri paesi
o anche di provvidenze generatrici di sprechi''. Il presidente della Repubblica
ricorda dunque la sua storia di sinistra, la sua vicinanza ai lavoratori, e si
rivolge ai sindacati e alle forze sociali per sottolineare come il mondo sia
ormai cambiato. Per questo occorre "ripensare e rinnovare le politiche
sociali", senza rinunciare al modello europeo fatto di dignità e diritti
del lavoro. "Sento molto le difficoltà di chi lavora e di chi rischia di
perdere il lavoro", dice, ma credo che i lavoratori e le loro
organizzazioni debbano esprimere uno "slancio costruttivo nel
confronto", fare sacrifici e avere "visione e ruolo nazionale"
come seppero fare nel Dopoguerra e nel tragico 1977 dell'inflazione al 20% e
del terrorismo. Il capo dello Stato punta poi il dito contro la
"patologia" tutta italiana, da combattere con una seria lotta
all'evasione e alla corruzione. "A partire dagli anni Ottanta - dice - la
spesa pubblica è cresciuta in modo sempre più incontrollato, e ormai
insostenibile. E c'è anche chi ne ha tratto e continua a trarne indebito
profitto: a ciò si legano strettamente fenomeni di dilagante corruzione e
parassitismo, di diffusa illegalità e anche di inquinamento criminale. Né,
quando si parla di conti pubblici da raddrizzare, si può fare a meno di mettere
nel mirino l'altra grande patologia italiana: una massiccia e ingiustificabile
evasione fiscale. Che ci si debba impegnare a fondo per colpire corruzione ed
evasione fiscale, è fuori discussione". Napolitano difende poi la nascita
del governo Monti e sottolinea che il ricorso al voto anticipato sarebbe stato
"un azzardo pesante dal punto di vista dell'interesse generale del
Paese". Napolitano riconosce quindi il "merito" dei partiti che
hanno deciso di sostenere Monti ed esorta a continuare su questa strada. Ai
cittadini infine, spetta il compito di vigilare sull'operato dei politici,
senza cadere nell'antipolitica "perché - conclude Napolitano - non c'è
futuro per l'Italia senza rigenerazione della politica e della fiducia nella
politica".

CACCIA
AGLI EVASORI
''Il nostro impegno continua e siamo
sicuri che il 2012 sarà un anno ancora più proficuo, grazie ai nuovi strumenti
che Governo e Parlamento ci hanno messo a disposizione per scovare gli
evasori''. Il direttore dell'Agenzia delle Entrate, Attilio Befera,
lo spiega in un'intervista al 'Messaggero'. ''negli ultimi anni le manovre
varate ci hanno fornito strumenti sempre più incisivi di recupero dell'evasione
fiscale. - continua Befera - Oggi, con il nuovo
redditometro, che è in fase di test, possiamo scovare l'evasione in modo più
preciso, attraverso il raffronto tra quanto dichiarato dal contribuente e le
spese che ha sostenuto''. ''La manovra 'Salva Italia' ha ulteriormente
potenziato gli effetti di questo tipo di controlli, grazie ai dati che ci
giungeranno sulle movimentazioni finanziarie e che saranno determinanti per
l'analisi del rischio di evasione ancor più precisa. - continua Befera - Va sottolineato che il redditometro è efficace non
solo per l'attività di controllo, ma soprattutto per incentivare la tax compliance. È inutile
nascondersi che tutte queste misure devono essere accompagnate da un
cambiamento diffuso del senso civico''. Befera, poi, sgomba il campo dagli equivoci su possibili violazioni
della privacy: ''Nessun rischio Grande fratello. Da gennaio le bance e gli operatori ci invieranno in automatico i
movimenti effettuati. Queste informazioni saranno accessibili a pochissime
persone solo dalla sede centrale, dotate di credenziali di sicurezza e i cui
movimenti saranno tracciati dal sistema informatico. Il tutto secondo le
indicazioni che ci fornirà il Garante delle Privacy. I dati saranno utilizzati
esclusivamente per selezionare i contribuenti da controllare e portare alla
luce con estrema facilità le disparità esistenti tra i redditi dichiarati e le
disponibilità finanziarie. Gli unici a doversi preoccupare sono gli evasori''.
''Il primo aspetto è la mancata quantificazione ufficiale del fenomeno. Molti
considerano che l’evasione sia uguale alla percentuale di sommerso, vale a dire
circa il 17% del Pil che sale al 20% se escludiamo la pubblica amministrazione.
Una percentuale, tra l'altro, con profonde differenze tra settore e settore''.
Il presidente dell'Istat, Enrico Giovannini, lo afferma in un'intervista al 'Sole
24 Ore'. ''Il sommerso calcolato dall'Istat in base a criteri statistici
potrebbe essere diverso dall'imponibile da indicare nella dichiarazione dei
redditi. - continua Giovannini - Poi questa stima riguarda solo i flussi di
reddito: non c'è, per esempio, alcuna indicazione sull'evasione delle imposte
sugli immobili né su quelle relative ad altri patrimoni detenuti dai
contribuenti''. ''È necessaria un'iniziativa scientifica valida e basata su
modelli anche utilizzati all'estero che quantifichi l'evasione sia complessiva
che per singolo tributo, il cosiddetto tax-gap. -
conclude Giannini - Solo in questo modo una parte dell'evasione recuperata
potrebbe essere destinata automaticamente, ad altri fini, ad esempio a ridurre
le aliquote legali. La mancanza di questa stima precisa fa si che non si
riescano né a cogliere miglioramenti nella lotta all'evasione, né a
quantificarli, né eventualmente a dedicare una parte dei risultati, a politiche
di redistribuzione del carico fiscale''.

POVERI
DEPUTATI
La crisi morde e i sacrifici incalzano,
anche per gli onorevoli. Così, da oggi, scatta il caro tazzina alla buvette di
Montecitorio. Il bar della Camera ritocca i prezzi all'insù, come era già stato
fatto a palazzo Madama. Un aumento che naturalmente riguarderà, alla sua
riapertura, anche il ristorante dei deputati. Gli onorevoli, intanto,
pagheranno 20 centesimi in più per la classica accoppiata della prima
colazione, cappuccino e cornetto, che passano rispettivamente da 1 euro ad 1
euro e 10 centesimi e da 80 a 90 centesimi. Costerà di più anche il caffè, da
oggi a 80 centesimi anziché 70. Più sostanzioso l'aumento (20 centesimi) per
l'orzo, per il decaffeinato (da 1 euro ad 1 euro e 20) e per il cappuccino
decaffeinato (da 1 euro ad 1 euro e 30). Anche il panino consumato al volo tra
una votazione e l'altra costerà di più ai deputati: quello con prosciutto e
mozzarella costerà 3 euro anziché 2,50; il tramezzino semplice 2,50 anziché 2
euro e quello special 2,80 anziché 2,50. Prezzi più
alti anche al bancone dei fritti: supplì, arancini e crocchette passeranno da 1
euro a 1 euro e 30 centesimi. Raddoppia il prezzo dei succhi di frutta, da 1 a
2 euro, mentre aumenta di 50 centesimi (da 2,50 a 3 euro) il trancio di pizza
bianca farcita con prosciutto e formaggio o con mortadella. Da 3 euro a 3,50 la
fetta di torta rustica, mentre la pizzetta rossa passa da 1,50 a 2,50 euro.
Prezzi in salita anche per la frutta: quella singola (mele, pere, banane) costa
ora 1 euro anziché 50 centesimi, mentre ananas, melone, mandarini, arance e uva
passano d 1 a 2 euro a porzione. Anche l'ora del tè sarà più cara per gli
onorevoli: per sorseggiare un tè caldo pagheranno 1 euro e 50 anziché 80
centesimi, mentre il tè freddo passa da 1 a 2 euro. Offrire l'aperitivo ad un
collega sarà da oggi più dispendioso: 3,50 euro anziché 1,50 per un analcolico,
e ben 4,50 euro (dai 2,00 del listino 2011) per un aperitivo alcolico. Dagli
aumenti non si salva neppure il vino: un bicchiere di bianco o di rosso passa
da 1 a 3 euro.

LE
BORSE EUROPEE
Borse europee in rialzo nella prima
seduta dell'anno. Chiuse Londra e Zurigo la Piazza più tonica é Francoforte
spinta da Volkswagen (+1,47%), Allianz (+1,14%),
Metro (+1,17%) ed E.On (+1,02%). L'indice d'area Stxe 600 sale dello 0,16% mentre a livello settoriale
guadagna mezzo punto il settore automobilistico. Poco mossi i bancari
(sottoindice dj stoxx +0,01%) con Bper
che cede il 2,08% dopo l'addio di Fabrizio Viola nuovo dg
di Mps. Deboli anche Banco Popular
Espanol (-0,57%), Unicredit (-0,7%). Piazza Affari
incrementa il rialzo dell'apertura. Il Ftse Mib sale
dell'1,16% a 15.265 punti e il Ftse All Share dell'1,12% a 16.028 punti. Tra i titoli in
evidenza FonSai (+4,84%) Terna (+3,94%), Finmeccanica
(+2,87%), Generali (+2,58%), Mps (+2,2%). Bene anche
Fiat (+1,8%), Mediaset (+1,87%), Intesa SanPaolo
(+1,62%), Bpm (+1,57%). Poco mossi Ansaldo Sts (+0,14%), Unicredit (+0,31%), Tod's (+0,32%). Lo spread
Btp-Bund stringe a 504,8 punti base e il rendimento
del 10 anni italiano torna sotto il 7% al 6,91%. In tensione il differenziale Francia-Germania che viaggia sopra i 130 punti (134),
mentre quello della Spagna oscilla sui 320 punti. Prima seduta dell'anno debole
per le Borse di Asia e Pacifico con buona parte delle Piazze però ancora chiuse
per le festività. Da segnalare la debolezza dell'euro sui timori che la ripresa
globale venga ancora ostacolata dalla crisi del debito in Europa. L'indice
d'area Msci è sotto la parità così come sono visti in
negativo i futures sul Vecchio Continente. Per un
riferimento sui mercati, tra i pochi listini aperti da evidenziare la debolezza
di Seul con le esportazioni del Paese previste in decremento quest'anno.
"Con molti mercati chiusi è difficile fare previsioni a senso unico
specialmente in assenza di scambi forti", spiega un gestore della Samsung Asset. "C'é la crisi in corso in Europa e la domanda
mondiale continuerà ad essere generalmente debole quest'anno. Bisogna vedere
quanto la Cina può ammortizzare, ma è ancora poco chiaro", spiega. Di
seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse di Asia e Pacifico.
- Tokyo chiusa per festività - Hong Kong chiusa per festività - Shanghai chiusa
per festività - Taiwan -1,69% - Seul +0,03% - Sidney chiusa per festività -
Singapore chiusa per festività - Bangkok chiusa per festività.

ARRIVA
IL MALTEMPO
In arrivo sull'Italia una lunga fase di
maltempo. Piogge e freddo caratterizzeranno infatti il ponte dell'Epifania. Le
previsioni del meteorologo Mario Giuliacci danno in
arrivo, in rapida successione, numerose perturbazioni nord atlantiche, sospinte
da veloci correnti settentrionali, che porteranno piogge in prevalenza al Centrosud e anche nevicate, sebbene per lo più limitate
Alpi di confine. Una prima perturbazione ha già raggiunto oggi la penisola con
piogge su gran parte del Centronord e domani al Centrosud. Mercoledì un'altra perturbazione darà luogo a
piogge soprattutto sulle regioni centrali. Giovedì una terza perturbazione
porterà un po' di nuvole ovunque e qualche pioggia al Sud, mentre il giorno
dell'Epifania la medesima perturbazione insisterà sull'Italia con
precipitazioni al Sud. Per quanto riguarda le temperature, resteranno miti fino
al 5 gennaio ma tra il 6 e l'8 di gennaio è prevista una moderata ondata di
freddo su tutta la penisola. Il tempo
nei prossimi giorni: Martedì 3, sereno su Alpi e regioni di Nordovest;
piogge su regioni del Medio Adriatico e su tutto il Sud tranne la Puglia.
Mercoledì 4, sereno sulle regioni di Nordovest per venti di Foehn;
nubi sul resto d'Italia; piogge su regioni centrali, Campania e Nord Sardegna;
nevicate sulle Alpi di Confine. Giovedì 5, sereno sulle regioni di Nordovest
per un secondo episodio di Foehn; un po' di nubi sul
resto d'Italia; qualche pioggia su Calabria e Sicilia; nevicate lungo le Alpi
di confine. Venerdi 6, piogge su tutto il Sud; bello
al Centronord; nevicate fino a bassa quota sui
rilievi abruzzesi, campani e calabro-lucani; freddo
ventoso ovunque per venti di Tramontana. Sabato 7, bel tempo su tutta l'Italia;
freddo e ventoso, specie al Centrosud, per venti di
Bora e di Grecale. Domenica 8, nubi al Sud; qualche pioggia sulla Puglia;
sereno sul resto d'Italia; ancora freddo ovunque per venti di Tramontana.
Lasciandosi alle spalle un avvio incerto di stagione dovuto alla mancanza di
neve, la Valle d'Aosta, ora abbondantemente innevata, scala la classifica delle
mete sciistiche più ambite, facendo registrare in questi giorni, fino
all'Epifania, il tutto esaurito e molte presenze vip. I principali comprensori,
da Breuil-Cervinia a Courmayeur, da La Thuile a Pila e al Monte Rosa, sono aperti a pieno regime.
Un tempo incerta, con qualche nevicata che si alterna a schiarite, non
scoraggia gli amanti dello sci, favoriti comunque da temperature miti rispetto
alle medie stagionali. Fino a domenica si prevedono giornate prevalentemente
soleggiate e ancora qualche precipitazione, soprattutto ai confini con Francia
e Svizzera. Grande affluenza anche per le due grandi mostre dell'inverno
valdostano: quella di Andy Warhol 'Dall'apparenza
alla trascendenzà al Centro Saint Benin di Aosta e,
al Forte di Bard, 'I tesori del Principe. Rubens, Brueghel,
Rembrandt, Cranach, Canaletto, Hayez...
Capolavori delle Collezioni del Principe del Liechtenstein'. Forte della
vetrina offerta dal Capodanno di Rai uno, in diretta da Courmayeur, la Valle
d'Aosta sta incassando in queste festività di inizio anno il gradimento del
grande pubblico, proveniente dalle regioni limitrofe, ma non solo. Tra i vip
avvistati sulle nevi valdostane il ministro dell'interno Annamaria Cancellieri
a Champoluc, quello del welfare Elsa Fornero a Courmayeur, dove ci sono anche gli ex ministri
Ignazio La Russa e Ferruccio Fazio. Il sindaco di Londra Boris Johnson sta trascorrendo qualche giorno di vacanza in Val d'Ayas.

I
FUNERALI DI DON VERZÉ
È il giorno
dell'ultimo saluto a don Verzé, il sacerdote
fondatore del San Raffaele morto a Milano sabato a 91 anni. Su di lui, a detta
del cantante Al Bano, sono state scritte "delle
cose veramente vergognose e che non si meritava", e per questo, Al Bano si augura "un po' di pace per quest'uomo che se
lo merita". Dopo essere stato nella camera ardente del fondatore del San
Raffaele, Al Bano ha spiegato che aveva scritto un
discorso che però non si è sentito di leggere perché "l'emozione,
talvolta, frega anche gli artisti". "Preferisco ricordarlo anche con
il canto - ha proseguito - attraverso tutte le cose che ha fatto e ne ha fatte
veramente tante. È un uomo che va oltre le parole". "Ho letto delle
cose veramente vergognose - ha osservato -, non se le meritava". Lo stress
può aver contribuito alla sua morte? è stato chiesto ad Al Bano.
"L'età c'era - ha risposto il cantante - si è detto che lo hanno aiutato a
morire, nel senso che tutti questi eventi non hanno facilitato il suo rimanere
in vita". Don Verzé, ha aggiunto Albano,
"parlerà sempre, vivrà sempre, grazie alle cose che ha fatto".
"Lo dico perché l'ho conosciuto bene, ho conosciuto la sua umanità, la sua
determinazione nei suoi progetti - ha aggiunto - quale uomo a 90 anni fa ancora
progetti per gli altri?". "Quella famosa cupola sapete che cos'é? -
ha detto Al Bano indicando l'ormai famosa cupola del
San Raffale - un unione tra lui e il Divino. Lui mi
disse 'voglio morire lassù', vicino al suo angelo Raffaele. Nessuno ha parlato
di cosa c'é sotto quella cupola: una bella università, una bella fucina di
cervelli di cui l'Italia ha bisogno". Al Bano ha
concluso dicendo che, per don Verzé, "i soldi
erano l'ultimo pensiero. Era un uomo senza una lira". Un applauso ha
salutato l'uscita del feretro dalla camera ardente allestita al San Raffaele.
Il corteo funebre è partito alla volta di Illasi
(Verona), dove nacque don Verzé e dove nel pomeriggio
si terranno i funerali. Nella camera ardente anche l'ex sindaco di Venezia,
Massimo Cacciari (nella foto), che insegna all'università Vita e Salute del San
Raffaele stesso, e il comico Renato Pozzetto, amico del sacerdote. Numerosi
anche i medici e gli infermieri che hanno voluto rendere omaggio mentre nella
camera ardente vengono letti messaggi per ricordarlo. "È stato un uomo
eccezionale, vedete tutto quello che ha fatto", ha detto Vittorio Malacalza, che fa parte della cordata con lo Ior per acquisire il controllo dell'ospedale San Raffaele,
che attraversa una grave crisi finanziaria. Rilancerete l'offerta di Giuseppe Rotelli? "Stiamo ancora valutando", ha risposto Malacalza riguardo l'offerta di oltre 305 milioni lanciata
dall'imprenditore. Siete pronti a raccogliere l'eredità di Don Verzé? "Forse - ha detto - non ne saremo degni".
"Il San Raffaele continuerà la sua opera perché la sua fiamma è salda e
viva", ha invece detto Giuseppe Profiti,
vicepresidente della fondazione San Raffaele del Monte Tabor,
intervenendo nella camera ardente allestita per il sacerdote all'interno della
basilica del San Raffaele.

MISSILI
IRANIANI
L'Iran ha effettuato con successo il
lancio di prova di un missile balistico a lungo raggio nel corso delle
esercitazioni navali che sta compiendo nel Golfo Persico: lo ha dichiarato
l'agenzia ufficiale iraniana Irna. "Abbiamo
collaudato un missile terra-mare chiamato Qader, che
è riuscito con successo a distruggere bersagli predeterminati nel Golfo"
Persico, ha scritto l'Irna citando il portavoce delle
manovre navali iraniane, l'ammiraglio Mahmud Mussavi.
Poche ore prima Mussavi aveva annunciato il lancio di prova del Qader (Capace) e di un altro missile balistico a lungo
raggio, il Nour. Il collaudo era già stato annunciato
e poi smentito due giorni fa. Da 10 giorni (dal 24 dicembre) l'Iran sta
conducendo un'esercitazione navale nel Golfo Persico, dopo aver minacciato la
chiusura dello Stretto di Hormuz, passaggio obbligato di tutte le rotte
petrolifere dal Golfo, in un crescendo di tensione con l'Occidente. In questi
giorni Teheran ha annunciato e poi smentito almeno una volta il lancio-test dei
suoi missili balistici a lungo raggio - in grado di colpire Israele e le basi
Usa - e ieri ha annunciato il collaudo avvenuto di un missile terra-aria.

INIZIANO
I SALDI
Al via i
saldi invernali. La stagione degli acquisti scontati 2012 si apre oggi in
Sicilia e in Basilicata ma in quasi tutte le regioni e nelle grandi città, da
Milano a Roma, da Torino a Bologna, Firenze, Napoli e Bari, partirà giovedì 5
gennaio. A fare eccezione sono il Molise e la provincia autonoma di Bolzano
dove si dovrà invece attendere il 7 gennaio, mentre i valdostani, come da
tradizione, aspetteranno fino al 10 gennaio. Per Trento la data è libera. Tutto
pronto, dunque, per l'appuntamento ufficiale, anche se - tra crisi economica e
consumi al palo - sconti, promozioni e sottoscosto imperversano un po' ovunque
già da settimane. Con le svendite invernali ogni famiglia, secondo una stima
dell'Ufficio studi di Confcommercio, spenderà in media 403 euro per l'acquisto
di capi d'abbigliamento ed accessori, per un valore complessivo di 6,1 miliardi
di euro, pari al 18% del fatturato annuo del settore (una stima più o meno
sugli stessi livelli dell'anno scorso). In media, secondo la stessa indagine,
ogni persona spenderà 168 euro. Una previsione che però viene giudicata
ottimistica dalle associazioni dei consumatori. Mentre per la Confesercenti i commercianti si attendono ''una leggera
flessione, coerentemente alla situazione economica dell'Italia''. Il Codacons,
al contrario, prevede un clamoroso flop per i prossimi sconti stagionali,
sostenendo che solo il 40% delle famiglie potrà permettersi qualche acquisto e
la spesa procapite si attesterà sui 110 euro, così da portare, in base ai primi
risultati emersi da una propria indagine, un calo delle vendite che raggiungerà
''quota -30%'' rispetto ai precedenti saldi invernali. Anche Federconsumatori e Adusbef si
aspettano nulla di buono: la spesa complessiva per i saldi, secondo prime stime
delle stesse associazioni dei consumatori, sarà di appena 2,4 miliardi di euro
e ogni famiglia spenderà in media, quindi, circa 223 euro. Al di là della
disputa sulle cifre e sulle previsioni, i commercianti confidano che i saldi
portino una boccata d'ossigeno per le vendite, fino ad oggi per niente
brillanti, a causa in primo luogo della crisi economica ma anche della stagione
mite che non ha spinto gli acquisti autunno-inverno. Restano, intanto, valide
le regole d'oro per evitare 'bufale', a partire dall'indicazione obbligatoria
per il negoziante del prezzo: quello normale di vendita, lo sconto e il prezzo.

MAXI EVASIONE
Oltre 1 milione
di euro incassati e nascosti al Fisco a partire dal 2008 e più di 60 lavoratori
retribuiti in nero, da parte di un'azienda di vendita di frutta e verdura
all'ingrosso che opera all'interno del mercato ortofrutticolo di Palermo
sottoposta a verifica fiscale dal Nucleo di polizia tributaria della Guardia di
Finanza. La consistente evasione fiscale e contributiva posta in essere dalla
società è stata scoperta dalle Fiamme Gialle che sono riuscite a individuare,
sui computer della ditta, tutti i files contenenti la
contabilità in nero, parallela a quella ufficiale, attraverso un software
decriptato dai militari. Fra le cartelle scoperte i dati riepilogativi di tutti
gli stipendi di 24 lavoratori completamente in nero nonché i cosiddetti ''fuori
busta'', vale a dire compensi corrisposti in nero ad altri 36 dipendenti che,
pur essendo regolarmente assunti arrotondavano con ulteriore somme non
certificate che poi non dichiaravano al fisco. Tra questi emolumenti anche
quelli corrisposti, per oltre 80 mila euro, agli amministratori della società,
due fratelli palermitani di 45 e 32 anni. Sulla base della contabilità
informatica parallela, i finanzieri hanno ricostruito nel dettaglio tutto il
reale giro d'affari, accertando che l'azienda aveva omesso di dichiarare al
fisco ricavi per oltre 1 milione di euro, con un'evasione all'Iva per oltre 300
mila euro e, in aggiunta, ritenute operate sui redditi di lavoro dipendente
corrisposti ma non versate al fisco per oltre 200 mila euro. Per l'impiego dei
lavoratori in nero, la ditta verificata è stata segnalata all'Inps ed all'Inail
per violazione della legislazione sul lavoro.

PARTE LA SECONDA FASE
Il governo
c'é ed è al lavoro: è il messaggio che il premier Mario Monti vuole trasmettere
al Paese, ai mercati e all'Europa, interrompendo le vacanze di Natale e
convocando un consiglio dei ministri che, anche se non approverà provvedimenti, avvia di fatto la 'fase 2'
dell'esecutivo, crescita e sviluppo dopo i sacrifici chiesti con la
manovra. Ma mercoledì e giovedì sarà per il Professore anche un test per quanto
fatto finora visto che, mentre lo spread resta sopra i 500 punti, il Tesoro
metterà all'asta titoli di Stato fino a un totale di 11,5 miliardi e dopodomani
Btp fino a 8,5 miliardi e dai rendimenti si capirà la fiducia nell'esecutivo.
Anche se il governo è consapevole, ammettono fonti del governo, della pressione
di media e partiti per varare misure che muovano il Pil e scongiurino lo
spettro della recessione, è difficile che il consiglio dei ministri convocato
per le 15 approvi provvedimenti per la crescita. Una cautela dovuta non alla
mancanza di idee per rilanciare la crescita - i capitoli delle prossime misure, dallo sblocco delle infrastrutture
alle liberalizzazioni fino al mercato del lavoro, sono già stati annunciati dal
premier - ma alla necessità di evitare passi falsi e di fare i conti con
la richiesta di confronto arrivato anche a suon di proteste dai sindacati e
dalla politica. Monti illustrerà ai ministri, e giovedì all'opinione pubblica
nella conferenza stampa di fine anno, la road map dei
prossimi mesi, convinto che nella manovra ci sono già "i semi" per lo
sviluppo. Crescita che è anche al centro delle preoccupazioni del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
che ha incontro il ministro Corrado Passera. Per smuovere il Pil, spiegano fonti
del ministero dello Sviluppo, il primo obiettivo è far diventare operativi
provvedimenti, come gli sgravi Irap, approvati con il decreto. Poi, mese per
mese, definire pacchetti diversificati: le liberalizzazioni, ad esempio,
potrebbero arrivare in tranche diverse vista la varietà dei temi, da farmacie e
taxi, accantonati in manovra, ai servizi pubblici locali fino agli ordini
professionali. C'é poi il capitolo infrastrutture, con il nuovo impulso al
project financing. Sul tavolo del governo anche il
'cantiere' fisco e il nodo della riforma del mercato del lavoro, "tema
chiave" per Monti, ma, dopo l'alt dei sindacati, sarà affrontato solo dopo
un confronto serrato con le parti sociali. Dialogo che lo stesso premier
ritiene fondamentale anche con i vertici delle istituzioni bancarie e
finanziarie: l'ex commissario Ue potrebbe incontrare nei prossimi giorni il governatore Ignazio Visco e il presidente
della Consob Giuseppe Vegas per un confronto su possibili azioni che
possano calmare i mercati. Dopo i faccia a faccia pre-natalizi, non sono
previsti incontri con i partiti della variegata maggioranza che lo sostiene.
Che, però, non smettono di mandare messaggi al governo, alternando professione
di fede a paletti che talvolta suonano come ultimatum. Mentre la Lega con
Calderoli invita Monti "ad andare in vacanza" accusando Berlusconi di
'favoreggiamento', si allarga nel Pdl il malumore nei
confronti del Governo con i due capigruppo Fabrizio Cicchitto
e Maurizio Gasparri che danno l'altolà "all'iperattivismo
di alcuni ministri" e contemporaneamente chiariscono che le
liberalizzazioni non vanno fatte "con colpi di mano unilaterali".

PDL SCONTENTO
Il Silvio Berlusconi
che si ripresenta sulla scena per dire che resta in pista attaccando ad alzo
zero la manovra di Mario Monti ridà fiato alle voci critiche del Pdl contro il governo. E proprio alla vigilia del consiglio
dei ministri convocato per impostare la 'fase 2', con singolare sincronismo, in
tanti scoraggiano protagonismi degli attuali ministri e ricordano al governo il
suo orizzonte temporale limitato. Ma il Berlusconi tornato battagliero continua
a non bastare alla Lega, nonostante
l'attacco a Monti avesse come obiettivo principale compiacere l'ex
alleato leghista. "Monti vada in vacanza e rinunci ad ogni ulteriore
Consiglio dei Ministri, visto che dopo ogni seduta del cdm
il Paese sprofonda sempre di più verso il disastro", tuona il coordinatore
delle segreterie del Carroccio, Roberto Calderoli, che invoca anche "un
tribunale del popolo" per giudicare "questo Governo che ha ridotto in
miseria i cittadini". Ma - dando per scontati i toni da opposizione
utilizzati contro l'esecutivo - l'affondo più duro è per il Cavaliere:
"Berlusconi predica bene, considerato il suo giudizio critico sulla
manovra, ma razzola male, perché questa manovra killer l'ha votata lui e quindi
è un complice di Bersani, Casini e Monti". "È surreale come la
politica si comporti nei confronti del Governo Monti", posta intanto su Facebook il leader Udc Pier Ferdinando Casini, il più
assiduo insieme al resto del Terzo Polo nel difendere il nuovo esecutivo
persino prospettandone una evoluzione 'politica'. "Leggendo i giornali -
scrive infatti Casini - sembra che molti, scampato il pericolo, siano pronti a
riprendere le vecchie abitudini. Ma il pericolo è più che mai davanti a noi e,
se non cancelliamo le vecchie abitudini, potrebbe travolgerci". Come sia sia, non
aveva visto male Monti quando - nel giorno della approvazione della manovra al
Senato - aveva bacchettato i partiti, che nei colloqui privati mostrano
grande appoggio e incoraggiamento al governo e in pubblico piantavano paletti e
ponevano veti. Dopo l'uscita di Berlusconi si rianima chi - da Cicchitto a Gasparri a Crosetto -
fin dall'inizio ha visto nel governo Monti un esecutivo a termine. E oggi
ribadisce il concetto, di fronte al gran parlare di futuri scenari che vedano
come protagonisti i ministri dell'esecutivo tecnico (un nome per tutti, Corrado
Passera) Il capogruppo dl Pdl alla Camera Cicchitto alza la guardia rispetto ad eventuali fantasiosi
progetti politici dei neo-ministri: "Nessun ministro usi il governo per
montare o smontare operazioni e schieramenti politici". Ci si limiti a
gestire l'emergenza a tre condizioni: "che dopo una durissima manovra che
ha forti elementi restrittivi seguano consistenti operazioni funzionali alla
crescita, che i processi di liberalizzazione e di privatizzazioni non si
risolvano in piccole operazioni punitive ma riguardino una serie di grandi e
impegnative questioni (trasporti ferroviari, energia, autostrade, poste,
acqua,aziende e servizi pubblici locali,la vendita di partecipazioni mobiliari
non strategiche e di larga parte del patrimonio immobiliare), che nessun
ministro usi il governo per montare e smontare operazioni e schieramenti
politici". Un tema ripreso dall'ex sottosegretario Guido Crosetto e dal Presidente dei senatori pidiellini
Maurizio Gasparri, che vuole essere chiaro: "Sosteniamo il governo Monti
per un'opera di risanamento economico
sempre più complessa, vista la crisi internazionale. Ma riteniamo che i
temi della politica, della riforma elettorale, della riforma costituzionale,
debbano essere competenza dei partiti politici". Orizzonti limitati,
dunque: "Sarebbe ben strano se un governo tecnico si intromettesse, anche
attraverso suoi esponenti, in queste vicende. E l'iperattivismo
di alcuni potrebbe causare tensioni con conseguenze dannose e sconsigliabili.
Il governo si limiti ai compiti per il quale è nato e per i quali ha ottenuto
la fiducia. Alcuni protagonismi possono causare solo danni. E non ci riferiamo,
ovviamente, al presidente Monti".

IL
NUOVO CATASTO
Saranno i
metri quadrati e non più il numero dei vani a determinare il calcolo del valore
degli immobili nella riforma del nuovo e aggiornato catasto che il governo si
prepara a varare. L'obiettivo sarà quello di aggiornare i dati dell'immenso
archivio edilizio italiano, adeguandoli alla realtà e ai valori di mercato, ora
3,73 volte più alti. Ma la riforma, che servirà anche a riequilibrare gli
estimi delle grandi città sperequati tra centro e periferia. Secondo il governo
sarà a costo zero, perché l'adeguamento della base imponibile dovrà essere
accompagnata da una riduzione delle aliquote. Vedremo, perché la riforma la
farà il governo, ma le aliquote le applicheranno i vari Comuni. L'ultimo
tentativo era stato fatto nel 2006, quando l'allora governo Prodi presentò un
collegato alla Finanziaria per mettere mano in modo organico al catasto, di
fatto ancora strutturato con il sistema di categorie e classi introdotto alla
sua nascita, con rendite rivalutate l'ultima volta nel 1990, con riferimento al
biennio precedente. Ma, la fine anticipata della legislatura, fece cadere il
progetto. Il nuovo provvedimento potrebbe adesso arrivare velocemente, proprio
per evitare la tagliola di fine legislatura. Il nuovo catasto, secondo il primo
criterio fissato dal ministero dell'Economia, dovrà comprendere oltre alla
rendita (il reddito medio ottenuto al netto delle spese di manutenzione e
gestione del bene) il valore patrimoniale del bene, per assicurare una base
imponibile adeguata da utilizzare nelle diverse tipologie di tassazione.
Scompariranno anche le attuali undici classi attualmente utilizzate.

BENE L’ASTA BOT
Già esaurito
l'effetto asta sullo spread btp-bund. Il
differenziale di rendimento tra i due titoli ritorna sulla soglia psicologica
dei 500 punti base dopo essere sceso fino a 482 punti sulla scia dei risultati
dell'asta Bot e Ctz. Il tasso sul decennale sale al
6,91%. Il Tesoro colloca Bot a 6 mesi e il rendimento medio è crollato al
3,251% dal 6,504% di fine novembre. Il Tesoro ha collocato Ctz
scadenza 2013 riuscendo a strappare un netto calo dei rendimenti al 4,853% dal
7,814% di fine novembre. Nell'asta Ctz sono stati
assegnati 1,733 miliardi, un importo che si colloca nella parte bassa della
forchetta di 1,5-2,5 miliardi, ma la domanda ha evidenziato una netta crescita
con un rapporto bid-to cover in rialzo a 2,24 da 1,59
di novembre. Altalenanti le borse europee: (Londra +0,4%, Parigi +0,1%, Madrid
e Francoforte -0,2%) dopo l'avvio di Wall street e anche Milano si è 'bruciata' quasi tutti i
guadagni segnati dopo l'asta dei titoli di Stato: l'indice Ftse
Mib segna una crescita dello 0,16%, l'Ftse All Share un aumento dello 0,19%. Nel paniere a elevata
capitalizzazione di Piazza Affari, il titolo più pesante è quello di Fondiaria
Sai, che ha accusato una nuova corrente di vendite e scende del 3,69%. Male
anche il Banco popolare (-2,30%) e Mediobanca (-2,03%). In calo Fiat (-1,22%)
mentre rimane in territorio positivo Intesa SanPaolo,
che sale dell'1,25%. Bene Lottomatica, che cresce del 2,20%, mentre tra i
titoli minori Rdb è in asta di volatilità in aumento
teorico del 32% dopo la sottoscrizione dell'aumento di capitale. Nuovo record dei depositi overnight delle
banche dell'eurozona presso la Bce: ieri gli istituti hanno parcheggiato 452
miliardi di euro un livello mai raggiunti dall'introduzione dell'euro e che
batte il massimo toccato il giorno precedente a quota 411,8 miliardi. Borse
asiatiche ancora in calo sui timori di un rallentamento della crescita
economica nell'area e con un occhio alla zona euro e alle aste di titoli di
stato oggi e domani in Italia. Ad appesantire i listini hanno contribuito in
particolare il calo della produzione industriale in Giappone e la caduta ai minimi
degli ultimi 30 mesi della fiducia del settore manifatturiero in Corea del Sud.
A Tokyo c'é da registrare poi il tonfo (-12%) di Tepco
(Tokyo Electric Power) sui
minimi dal 1951, quando la società è andata in borsa, con l'ipotesi di una
presa di controllo temporanea da parte del governo per garantire la
sopravvivenza del gruppo cui fa capo la centrale nucleare di Fukushima. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle
principali borse di Asia e Pacifico. - Tokyo -0,20% - Hong Kong -0,71% (seduta
in corso) - Shanghai +0,18% - Taiwan -0,40 - Seul -0,92% - Sidney -1,25% -
Mumbai -0,95% (seduta in corso) - Singapore -0,30% (seduta in corso) - Bangkok
-0,27%.

CALCIO SCOMESSE
Il giocatore
del Piacenza Carlo Gervasoni, dopo il suo arresto, ha
fatto "una scelta di piena collaborazione", confermando "la
sussistenza degli episodi di frode sportiva di maggior rilievo" facendo
venire "alla luce altri episodi significativi per le indagini e altri
soggetti coinvolti sinora sconosciuti agli investigatori".In particolare
"l'alterazione di molti risultati di serie B e di alcuni di Serie A e
Coppa Italia". Lo scrive il Gip di Cremona Guido Salvini
nel concedere i domiciliari al calciatore. "In particolare - annota
nell'ordinanza il giudice Salvini - Gervasoni ha narrato come nel 2009 il gruppo degli Zingari
di cui era portavoce Gegic, dopo aver manipolato
molte partite di calcio in Svizzera, abbia intrapreso in modo sistematico
contatti con giocatori italiani, grazie anche all'aiuto di Bressan
molto legato a Gegic, come da tale rapporto, che ha
coinvolto decine di giocatori, sia conseguita l'alterazione di molti risultati
di serie B e di alcuni di Serie A e Coppa Italia ( con il coinvolgimento per la
Cremonese anche di Paoloni )". Per il giudice,
"tale comportamento appare segno di una riflessione e di resipiscenza in
relazione all'attività di frode avvenuta" e Gervasoni
"si è impegnato a completare la sua ricostruzione", "fornendo i
chiarimenti che risultassero necessari". L’ex preparatore atletico del
Ravenna Nicola Santoni è ora interrogato dal Pm Roberto Di Martino su richiesta
del quale è stato arrestato il 19 dicembre nell'ambito dell'inchiesta sul Calcioscommesse. Santoni, assistito dall'avvocato Lorenzo Tomassini, ha poi ottenuto i domiciliari. "Ho letto le
agenzie di stampa che vorrebbero accreditare l'esistenza di un'intercettazione
ambientale in cui Santoni coinvolgerebbe Buffon, Fabio Cannavaro e Gattuso.
Tengo a precisare che Nicola Santoni non ha mai conosciuto i predetti
calciatori né con gli stessi ha mai avuto alcun rapporto, nemmeno
indirettamente". Ha dichiarato in una nota l’avvocato Tomassini,
"Appena possibile chiederò l'ascolto di tutte le intercettazioni,
telefoniche ed ambientali con la convinzione che la contestualizzazione dei
colloqui, primo tra i quali quello in argomento, relegherà molti scoop
giornalistici al rango di chiacchiere da bar". L'intercettazione in
questione è del 30 settembre scorso ed é una conversazione registrata nell'auto
di Santoni, tra quest' ultimo e un conoscente, Maurinho,
che in una successiva informativa la polizia presuppone possa essere
identificato in Maurinho Ernandes,
di 53 anni.

STRANIERI IN ITALIA
TRIPLICATI
La
popolazione straniera in Italia é destinata ad aumentare in modo considerevole
nei prossimi anni: passerà dagli attuali 4,6 milioni a 14,1 milioni nel 2065,
con una forbice compresa tra i 12,6 e i 15,5 milioni. A rilevarlo è l'Istat nel
report sul futuro demografico del Paese. Nel 2065 saremo 61,3 milioni: la
previsione è dell'Istat che oggi ha reso noti i dati sul futuro demografico in
Italia. Tenendo conto della variabilità associata ad eventi demografici -
calcolano gli studiosi dell'Istat - la stima della popolazione oscilla da un
minimo di 53,4 milioni ad un massimo di 69,1 milioni. L'altro dato
significativo è che la popolazione italiana è destinata ad invecchiare
gradualmente. L'età media aumenta da 43,5 anni nel 2011 a 49,8 nel 2059. Nei
prossimi 30 anni aumenterà in modo accentuato il numero degli anziani: gli
ultra 65enni, oggi pari al 20,3% del totale, aumenteranno fino al 2043, anno in
cui oltrepasseranno il 32%. Dopo questo anno, tuttavia, la quota degli ultra
65enni si consoliderà intorno al valore del 32-33%, con un massimo del 33,2%
nel 2056. E' quanto rileva l'Istat illustrando il futuro demografico del Paese.
Al tempo stesso la popolazione fino a 14 anni di età, oggi pari al 14%,
decrescerà fino al 2037,anno in cui sarà pari al 12,4%. Per quanto riguarda
l'invecchiamento, l'Istat rileva che dopo il 2059 l'età media si stabilizza sul
valore di 49,7 anni, a indicare una presumibile conclusione del processo di
invecchiamento della popolazione. Sul fronte dell'età degli italiani, dopo il
2043 la quota di ultra 65enni si consolida intorno al valore del 32-33%, con un
massimo del 33,2% nel 2056. Per quanto riguarda i giovani, invece, dopo il 2037
la percentuale degli under 15enni si assesta fino a raggiungere un massimo del
12,7% nel 2065. Il margine di incertezza associato a questa stima fa comunque
ritenere che nello stesso anno la quota potrebbe oscillare in un intervallo
compreso tra l'11% e il 14%. Diminuisce la popolazione in età lavorativa, tra i
15 e i 64 anni: passerà dall'attuale 65,7% al 62,8% nel 2026. A rilevarlo è
l'Istat, nel report sul futuro demografico del Paese. Nel lungo termine la
riduzione sarà più accentuata, fino a un minimo del 54,3% nel 2056,anno dopo il
quale l'indicatore si stabilizza a 54,7% nel 2065.

CAPODANNO A CASA
Crisi e
tasse spengono il Capodanno: l'86% degli italiani celebrerà il nuovo anno a
casa, mai così tanti negli ultimi cinque anni. È quanto emerge dall'indagine Confesercenti-Swg, secondo cui il "taglio"
comincerà dal veglione per cui si spenderà in totale 2,4 miliardi, ben 328
milioni in meno del 2010. Circa 6 italiani su 10 spenderanno meno di 75 euro
ciascuno, trascinando la spesa media a quota 92 euro, il 12% in meno dello
scorso anno, un record: dal 2003 ad oggi non era mai stata così bassa. Nel
2007, allo scoppio della crisi - ricorda Confesercenti
- rimase fra le mura domestiche l'83% delle persone, il 4% in meno di questo
Capodanno. Il taglio comincerà dal veglione: in totale gli italiani spenderanno
2,4 miliardi per celebrare il nuovo anno, 328 milioni in meno del 2010. Circa 6
italiani su 10 spenderanno meno di 75 euro ciascuno, trascinando la spesa media
a quota 92 euro, il 12% in meno dello scorso anno. Anche questo è un record:
dal 2003 ad oggi non era mai stata così bassa. Crollano dal 7% al 2%, invece,
gli italiani che sceglieranno di cenare al ristorante, e diminuiscono anche le
persone che vogliono festeggiare la fine dell'anno in discoteca: nel 2010 erano
il 2%, quest'anno la metà. Rimangono stabili, al 4%, coloro che non faranno
alcun festeggiamento per Capodanno perché in difficoltà economica. Si riduce la
quota di italiani che mette in conto una vacanza tra il 22 dicembre ed il 6
gennaio del 2012: si passa dal 21% del 2010 al 17% di quest'anno. Nello
specifico, partirà per Capodanno solo il 6% degli intervistati, contro il 10%
dello scorso anno. Scende dal 5% al 4% la percentuale di italiani che andranno
in vacanza in Italia, mentre raddoppia, dall'1% al 2%, la quota di chi sceglie
come destinazione l'Europa. A rinunciare alla vacanza - spiega Confesercenti - sono specialmente le fasce professionali
più basse e le famiglie più numerose, un dato che può essere facilmente
interpretato nel momento in cui si identifica come principale motivo di
rinuncia alla vacanza la difficoltà finanziaria, probabilmente collegata alla
congiuntura economica negativa che ha caratterizzato l'Italia negli ultimi
anni. Al calo dei viaggi consegue la diminuzione delle prenotazioni, stimata
tra il 23% e il 28%, con una flessione sia per il lungo raggio che per il
medio.

CALA
IL PIL
Il prodotto interno lordo nel terzo
trimestre 2011 è diminuito dello 0,2% rispetto al trimestre precedente. Nei
confronti del terzo trimestre 2010 si rileva invece un aumento dello 0,2%. Lo
comunica l'Istat. L'Istat ha rivisto al ribasso i dati sul prodotto interno
lordo nei primi due trimestri del 2011. La crescita tendenziale, cioè rispetto
al trimestre corrispondente del 2010, del primo trimestre di quest'anno è stata
rivista da +1% a +0,8%, mentre quella del secondo trimestre passa da +0,8% a +0,7%.
Restano invece invariati i dati sulla crescita congiunturale, cioè rispetto al
trimestre precedente: +0,1% nel primo trimestre 2011 e +0,3% nel secondo
trimestre. Con un calo dello 0,2% rispetto al trimestre precedente, nel periodo
luglio-settembre 2011 si registra il primo dato negativo del prodotto interno
lordo dal quarto trimestre 2009, quando si era registrato un calo dello 0,1%.
E' quanto risulta dai dati Istat. La crescita acquisita per il 2011 è pari allo
0,5%. Lo comunica l'Istat, spiegando che è il risultato che si otterrebbe se
nel quarto trimestre la variazione congiunturale fosse nulla. Nel terzo
trimestre 2011 "tutte le componenti della domanda interna sono risultate
in diminuzione", riferisce ancora l'Istat. Le importazioni si sono ridotte
dell'1,1%, le esportazioni sono cresciute dell'1,6%. Il terzo trimestre 2011 -
informa ancora l'istituto di statistica - ha avuto due giornate lavorative in
più rispetto al trimestre precedente e una giornata lavorativa in meno del
terzo trimestre 2010. Richieste boom per 489 miliardi di euro alla prima asta
di rifinanziamento a 3 anni della Bce senza limite di ammontare e al tasso
dell'1%: all'operazione hanno partecipato 523 banche. L'assegnazione dei fondi
da parte della Bce è in programma domani. La domanda delle banche è stata
dunque molto forte collocandosi nella parte alta della forchetta di previsione
che oscillava in un range molto ampio tra i 300 e i
500 miliardi. Oltre a questa asta straordinaria varata dalla Bce per iniettare
liquidità nel sistema e scongiurare un credit crunch, l'istituto di Francoforte ha assegnato oggi altri
30 miliardi nell'asta a tre mesi e 33 miliardi di dollari nell'operazione a 14
giorni. Si allenta la pressione sui titoli di stato italiani e lo spread Btp-Bund si restringe a 480 punti base. Il rendimento del
10 anni italiano è al 6,73%. Il differenziale tra Oat
francesi e il Bund è a 119,6 e quello dei Bonos spagnoli a 332. Dopo aver allungato in scia all'asta
della Bce Piazza Affari riduce il rialzo: l'indice Ftse
Mib segna un progresso limitato allo 0,6%. Resta tonica Intesa Sanpaolo (+3,33%), mentre si appesantisce Fonsai (-4,73%), sulle attese per una possibile
ricapitalizzazione. Debole anche Unicredit (-1,69%), che della compagnia
assicurativa controlla il 6,98%. Sul listino delle blue
chips prevale il segno meno, che interessa Prysmian (-2,65%), Fiat (-1,39%) e Fiat Industrial
(-1,09%), insieme a Mps (-1,07%) e Bpm (-1,5%). In territorio positivo Generali (+1,67%) e
Telecom (+0,5%). Tra i titoli a minor capitalizzazione balzo di Apulia Contoprestito (+33,98%),
che si adegua al prezzo dell'opa a 0,3 euro lanciata
da Banca Apulia per il ritiro dal listino. Bene Interpump (+1,33%), che ha annunciato un'acquisizione in
Brasile. Il dato sulla costruzione di nuove abitazioni negli Usa, segno di una
ripresa dell'economia, e la riduzione della tensione sul debito pubblico
europeo dopo il successo dell'asta dei titoli di stato spagnoli, hanno favorito
anche le borse di Asia e Pacifico, che hanno replicato la corsa dei listini occidentali
di ieri. Gli investitori hanno premiato i titoli dei grandi esportatori,
favoriti anche dal rialzo delle quotazioni dell'euro rispetto allo yen. A parte
lo scivolone di Tepco (-9,83%), gestore dell'impianto
nucleare di Fukushima, sulla piazza nipponica sono
cresciuti i titoli dell'elettronica e dell'auto, da Sony (+3,42%)a Mazda Motor
(+3,01%), Tdk (+2,53%), Honda (+2,42%) e Fujifilm
(+2,06%). Bene Aluminum Corporation of China (+3,35%) e Petrochina
(+3,4%) ad Hong Kong, ancora aperta, grazie all'andamento delle quotazioni dei
metalli e del greggio, che ha sfiorato i 98,3 dollari per barile. A Sidney,
oltre agli estrattivo-minerari Atlas
Iron (+6,23%), Alacer Gold (+5,74%) e Bhp Billiton (+2,96%), si segnala il balzo di James Hardie Industries (+1,83%),
grande esportatore negli Usa di prefabbricati e materiali edili. Di seguito,
gli indici dei titoli guida delle principali borse di Asia e Pacifico. - Tokyo
+1,48% - Hong Kong +1,51% (seduta in corso) - Shanghai -1,12% - Taiwan +4,56% -
Seul +3,09% - Sidney +2,13% - Mumbai +1,70% (seduta in corso) - Singapore
+2,08% - Bangkok +1,35% - Giakarta +0,84% (seduta in
corso). La Borsa di Seul azzera le pesanti perdite di lunedì seguite allo shock
della morte del 'caro leader' Kim Jong-il grazie a
una doppia seduta positiva, di una, quella di oggi, segnata da un balzo del
3,09%. L'indice Kospi, sostenuto dai segnali di
ripresa in Europa e Usa, sale di 55,35 punti, a quota 1.848,41.

ALT
DI BERSANI SU ART.18
''Il governo lo deve capire, lo capirà,
altrimenti...''. Il segretario del Pd Pier Luigi Bersani, conversando con i
giornalisti durante il brindisi al gruppo del Pd, torna ad esprimere le sue
perplessità sul fatto che sulla riforma del mercato del lavoro si parta
dall'art.18 e dalle norme sui licenziamenti mentre la priorità è favorire le
assunzioni. Il prossimo anno, sostiene Bersani, ''non sarà semplice e bisogna
mettere al centro le condizioni reali delle persone, l'occupazione, il lavoro,
i redditi''. Quindi, commenta il leader Pd, ''è roba da matti'' pensare di toccare l'art.18. "Avremo un
anno di recessione, ormai é chiaro e partiamo da livelli già bassi di
occupazioni e redditi. Bisogna focalizzarsi sulla grande questione sociale.
L'Italia non si salva senza cambiamento e coesione". Lo afferma Pier Luigi
Bersani nel brindisi al gruppo Pd alla Camera. ''Il paese - ha affermato il
segretario Pd - non si salva senza cambiamento e coesione, ci vogliono tutte e
due le cose, pensare di salvarlo con una sola non va bene''. E coesione
significa ''orecchie a terra agli interlocutori sociali''. Sulla questione
sociale il Pd, assicura Bersani, ''riuscirà a dare qualche buon riferimento al governo'' e in un anno ''non semplice l'asset
del Pd è lavoro e redditi''. ''Voglio sperare che sull'articolo 18, si possa
intervenire con un ddl organico, garantendo, naturalmente, un canale
privilegiato ma senza ricorrere alla decretazione d'urgenza, proprio per
evitare uno scontro sociale che non vuole il Parlamento, né certamente vuole il
governo''. Lo ha afferma il presidente del Senato,
Renato Schifani, nel corso dell'incontro con la Stampa parlamentare. ''Siamo
pronti - assicura Schifani - ad assumerci le nostre responsabilità perché, mai
come ora, il Paese ha bisogno di coesione politica e sociale''. Quindi è
necessario un rapporto organico, sereno, costruttivo e responsabile tra
istituzioni, governo e parti sociali che devono dare una mano al Paese in
questo momento'' conclude il presidente del Senato. ''Mi trovo a disagio con
situazioni reimportate dal bipolarismo distruttivo. La Cisl vuole un patto
sociale e un cambio di passo, in modo che le questioni, da lavoro a fisco, siano
dentro un equilibrio che mandi avanti la società in modo condiviso''. Lo ha
detto il segretario generale Cisl, Raffaele Bonanni.

AUMENTARE
I SALARI
Sulla riforma
del mercato del lavoro la disponibilità del Governo al dialogo con le parti
sociali è piena ma si deve poter parlare di tutto perché non ci possono essere
''terreni inesplorati''. Il ministro del Welfare Elsa Fornero
tira dritto anche sul lavoro, e sottolinea che tra le priorità del Governo c'è
l'aumento dei salari, ''perché sono bassi'' e perché il divario nella
distribuzione del reddito ''è cresciuto negli ultimi 15 anni''. La sfida quindi
è quella della riforma del sistema con una maggiore flessibilità e nello stesso
tempo buste paga più pesanti per i lavoratori. Per ora non c'è ancora una
proposta ma la direzione dovrebbe essere quella del cuneo fiscale con la
riduzione della pressione fiscale sul lavoro dipendente. Una misura che però ha
bisogno di risorse consistenti ed è possibile quindi che l'intervento del
Governo si limiti a una agevolazione sui contratti di secondo livello e quindi
sugli aumenti salariali legati alla produttività. Certo che la signora Fornero è per lo meno un personaggio assai stravagante:
vuole aumentare i salari dei lavoratori perché li ritiene troppo bassi, ma
nella recente manovra ha voluto a tutti i costi bloccare per due anni
l’indicizzazione di pensioni da poco più di 1.400 euro che sono senz’altro
inferiori agli stipendi dei dipendenti. Un comportamento che sommato alle
lacrime da “coccodrillo” in diretta televisiva ci fanno pensare che questi
tecnici, oltre che incompetenti, provino divertimento nel loro nuovo ruolo
istituzionale e ci sorge un dubbio: non è che ci stanno prendendo per i
fondelli?. Intanto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, invita
al senso della misura e ad evitare esasperazioni: ''Credo non giovino giudizi
perentori, battute prezzanti, contrapposizioni sempliciste. Si blocchi sul nascere
ogni esasperazione polemica'', osserva il Capo dello Stato (d’altronde Monti
l’ha voluto lui, prima facendolo senatore a vita, poi favorendone l’ascesa a
capo del governo, e forse ora inizia ad avere i primi dubbi). Intanto l'a.d. Fiat, Sergio Marchionne, si limita ad auspicare un
accordo sul tema: ''l'unica cosa che posso dire . che ci si metta d'accordo e
si vada avanti. Abbiamo riconquistato un po' di credibilità, bisogna portare il
discorso a conclusione''. Alla collega Fornero arriva
poi la solidarietà di un'altra donna ministro, Anna Maria Cancellieri, secondo
cui ''non è possibile essere esposti al linciaggio morale per un'intervista''.
''Prima di gennaio non ci sono appuntamenti - ha detto Fornero
- l'impegno è di studiare la materia''. Alla domanda se il Governo interverrà
sul mercato del lavoro Fornero ha risposto: ''dipende
se ce lo lasciano. Da parte mia la disponibilità al dialogo (e alle lacrime,
ndr) è piena ma non ci devono essere preclusioni di nessun tipo. Dobbiamo
parlare del mondo del lavoro e delle giovani generazioni, non si vuole
preconizzare nessuno più di quanto lo sia già. Bisogna riuscire ad aumentare i
salari perché sono bassi''. Quanto alla possibilità di un intervento che tenga
fuori dalla discussione l'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori (quello che
prevede il reintegro nel posto di lavoro in caso di licenziamento senza giusta
causa) Fornero dice che ''non ci sono cose che sono
terreni inesplorati''. Dello stesso avviso la presidente di Confindustria, Emma
Marcegaglia: "siamo interessati a un accordo con i sindacati a patto che
nessuno ponga pregiudiziali", sottolinea. In Italia un lavoratore
dipendente single senza figli prende in media 25.155 dollari piazzandosi al
22mo posto della classifica Ocse (superando, rispetto all'anno scorso, la
Grecia). L'Italia è comunque ultima per media salariale tra i Paesi del G7. Il
numero uno della Cisl, Raffaele Bonanni ribadisce il
proprio no a interventi sull'articolo 18 mentre è pronto a parlare di come
aumentare i salari. ''Io sfido la Fornero - ha detto
- a discutere come alzare il salario ai flessibili e di come il Governo debba
incentivare fiscalmente e con altri strumenti questa possibilità, questo
significa andare incontro ai giovani''. ''Più che i salari, che può darsi siano
un po' più bassi (del resto d'Europa) - ha detto il vice presidente di
Confindustria Alberto Bombassei - il problema è il
costo del lavoro che è molto più alto. Bisogna conciliare - ha detto - maggiori
salari e minor costo del lavoro''.

MONTEZEMOLO E LA
POLITICA
''Il
prossimo anno occorrerà preparare, in vista del 2013, l'apertura di una nuova
stagione della politica italiana''. Lo scrive Luca Cordero di Montezemolo sul
sito di Italia Futura. ''Le prossime elezioni non saranno una tappa di routine,
ma un appuntamento storico che dovrà aprire una nuova stagione''. In una
lettera agli associati di Italia Futura Luca Cordero di Montezemolo sottolinea
che, in vista di un appuntamento "storico" come le prossime elezioni
politiche, "nel 2012 l'impegno di Italia Futura sarà rivolto in questa
direzione, promuovendo la svolta di programmi e persone che l'Italia si
merita". "La seconda repubblica ha fallito - afferma - Ostaggio di
populismi di destra e sinistra, la politica ha perso progressivamente contatto
con i problemi quotidiani degli italiani e con le sfide imposte da uno scenario
internazionale difficile, ma anche ricco di opportunità". "Alla nuova
stagione politica che si aprirà - nota Montezemolo - gli italiani vogliono
partecipare con spirito civico e passione per ricostruire la nostra democrazia.
Ripristinare una politica forte, autorevole e credibile è la vera sfida che ci
attende nel prossimo anno. Perché sarebbe del tutto velleitario sperare, come
pure qualcuno fa nelle stanze dei partiti, che tutto cambi affinché niente
cambi". "Quando le scadenze istituzionali porteranno nuovamente i
cittadini alle urne, l'offerta elettorale dovrà essere composta da una nuova
leva di idee e classi dirigenti che si contenderanno il consenso democratico
lasciandosi alle spalle una stagione fallimentare. - prosegue - In nessun caso
gli italiani accetterebbero di veder tornare gli stessi protagonisti che hanno
condotto il Paese a questa situazione. Rinnovare profondamente la classe
dirigente politica rimane per l'Italia una priorità assoluta", sottolinea
Montezemolo. Perciò Italia Futura intensificherà "il lavoro sul
territorio, con l'obiettivo di avere una rete regionale forte e radicata in
tutta Italia entro giugno". Promuoverà inoltre "l'adozione di
provvedimenti, concreti e operativi", a partire da "una proposta per
la rapida alienazione del patrimonio pubblico e la conseguente riduzione del
debito”.

EVASORI TOTALI
Il Nucleo di Polizia Tributaria della
Guardia di Finanza di Como sta dando esecuzione, dalle prime ore della mattina,
al sequestro di beni mobili, immobili e conti correnti, nei confronti di 46
persone indagate nell'ambito di una complessa indagine su una frode fiscale
internazionale, inchiesta diretta dal pm Mirko Monti della Procura della
Repubblica di Busto Arsizio. I reati a vario titolo contestati sono
l'associazione per delinquere, la frode fiscale, la truffa, il falso e il
favoreggiamento. I sequestri riguardano 37 immobili ubicati in 6 province, 17
conti correnti, 6 depositi titoli, 4 cassette di sicurezza, e 9 automezzi, per
un valore complessivo di 26 milioni di euro. Nell'indagine è stato applicato
l'istituto del sequestro per equivalente, grazie al quale possono essere
sottoposti a confisca anche beni non direttamente connessi al reato, ma che
siano nella disponibilità dell'indagato. In caso di condanna, tali beni
verranno confiscati e acquisiti dall'erario. Gli indagati sono accusati di far
parte di un'organizzazione dedita a una frode fiscale internazionale messa in
atto con il sistema del cosiddetto ''carosello''. Secondo quanto ricostruito
dalla Finanza varie società ''cartiere'' emettevano false fatture relative a
prodotti elettronici che venivano acquistati in esenzione di Iva da paesi
dell'Unione Europea e poi venivano ceduti a operatori italiani senza ricaricare
l'imposta, come invece prevede la legge. Questo ha consentito agli indagati,
oltre che di evadere il pagamento dell'Iva, di immettere sul mercato una grande
quantità di prodotti a prezzi illegalmente concorrenziali, che mettevano fuori
mercato gli operatori che invece applicavano correttamente l'imposta. Le cifre
del sistema fraudolento sono importanti: sono state accertate un'evasione
fiscale di oltre 300 milioni di euro, e l'emissione di fatture false per 184
milioni di euro. Le indagini hanno inoltre permesso di accertare anche una
truffa da 6 milioni di euro ai danni di varie banche e finanziarie, le quali
concedevano crediti alle imprese coinvolte, sulla base di anticipi fatture
emesse nei confronti di società inesistenti. Le indagini, durate quasi 3 anni,
hanno interessato l'intero territorio nazionale, con collegamenti in altri
Paesi comunitari, tra i quali Romania, Spagna, Austria, Francia e Germania, o
anche extra-Ue, come la Repubblica di Panama, noto
paradiso fiscale. Sono 38 le società coinvolte nel sistema fraudolento con sede
in Lombardia, Veneto, Puglia, Lazio, Campania, Umbria, Emilia Romagna, Piemonte
e Abruzzo, nonché in Paesi dell'Unione Europea. Tra queste, 12 sono risultate
evasori totali.

CALCIO
SCOMESSE
Spuntano nuovi particolari
dall'ordinanza di custodia cautelare che ha portato all'arresto di Cristiano
Doni (nella foto). Nelle intercettazioni figura una chiamata del giocatore
(effettuata con la scheda rumena) a un'utenza mobile intestata alla società Mdf Italia spa di Milano, di cui è presidente il
consigliere d'amministrazione atalantino Isidoro Fratus.
Lo ha rilevato L'Eco di Bergamo nell'edizione di stamattina. Interpellato dal
quotidiano, Fratus non ha voluto rilasciare commenti.
Doni contatta il telefonino della Mdf il 24 marzo
2011, due giorni prima di Padova-Atalanta, una delle
partite finite nel mirino degli inquirenti di Cremona. La telefonata avviene
alle 18.18 e dura 4 minuti, preceduta dallo scambio di tre sms. A proposito di Padova-Atalanta (finita 1-1), il gip Salvini
scrive nell'ordinanza che si tratta di "una partita che, secondo quanto si
desume dalle intercettazioni, ha visto raggiunto l'obiettivo che le squadre
stesse si proponevano". E ancora: "L'esistenza di un accordo tra le
due società è sostanzialmente confermato dalle dichiarazioni rese in occasione
degli interrogatori". Sulla partita sarebbe stata giocata "una cifra
enorme che conferma la combine". In un'intercettazione Bellavista, ex
capitano del Bari arrestato in estate, informa che in Asia erano stati giocati
23 milioni di euro sul pareggio. Lo stesso Doni, per interposta persona,
avrebbe scommesso 10 mila euro sul risultato.

CROLLO
NELLE DOLOMITI
Una parte rocciosa alla base del Sass Maor, nel gruppo dolomitico
della Pale di San Martino, è franata. Il cedimento, avvenuto nella parete est,
non ha provocato nessun danno alle persone ma ha cancellato gran parte di tre
vie alpinistiche. La frana, con una base di circa 300 metri secondo i primi
rilievi, è avvenuta due giorni fa di prima mattina, quando in zona era presente
una fitta nebbia, ma solo ora ci si è potuti rendere conto della portata del
fenomeno. Secondo gli esperti, il distacco potrebbe essere stato provocato
dall'azione degli agenti atmosferici sulla roccia, come già era avvenuto tre
anni fa sempre nel gruppo delle Pale sul pilastro Castiglioni.
Sempre nelle Dolomiti si sono verificati negli ultimi anni altri due imponenti
distacchi: nel 2007 in val Fiscalina e nell'agosto di
quest'anno a Cima Una nella zona di Sesto Pusteria.

PIRATERIA
La nave Savina
Caylyn è stata liberata. Lo confermano fonti vicine
alle famiglie dei marittimi imbarcati sulla nave presa in ostaggio dai pirati
somali e sequestrata lo scorso febbraio. La notizia si sta già diffondendo a
Procida, luogo d'origine di diversi marinai ed è stata accolta con grande
gioia. I pirati hanno ricevuto 'l'ultima tranche di 3 milioni di dollari su un
totale di 11,5' per il riscatto della Savina Caylyn. Lo ha affermato un pirata all'agenzia Reuters. ''Non voglio dire nulla fino a quando non avrò la
conferma ufficiale che la Savina Caylyn
è stata liberata''. Sono le uniche parole pronunciate da Adriano Bon, il padre
di Eugenio, marinaio imbarcato sulla nave sequestrata dai pirati somali e
liberata oggi. L'uomo si è chiuso in casa, un appartamento nel centro di
Trieste, limitandosi a dire solo queste parole ai tanti cronisti e fotografi
che si accalcano in queste ore davanti all'edificio. Per ora affidano a Facebook la gioia per la liberazione dei loro parenti, i
marinai della Savina Caylyn
dopo più di dieci mesi nelle mani dei pirati somali. Libera Lubrano Lavadera, figlia del comandante Giuseppe, ha scritto nel
suo status: 'Finalmente liberi'. Anche Annarita Guardascione,
sorella del terzo ufficiale di coperta, Crescenzo Guardascione, ha scelto una sola parola: 'Libero!!!'.

UCCISI
SOLDATI NATO
Cinque soldati delle forze della Nato in
Afghanistan, l'Isaf, sono stati uccisi in un agguato
in Afghanistan. Una bomba artigianale è esplosa mentre il convoglio militare si
trovava nei pressi di Ghazni, nel sud ovest del
Paese, secondo quando indicano a Kabul fonti della coalizione, senza dare
maggiori dettagli. Secondo i Talebani, il convoglio vittima dell'agguato era
polacco. Da Varsavia, fonti giornalistiche confermano che le cinque vittime
sono polacche.

UCCISI
CIVILI IN SIRIA
Almeno 111 civili sono stati uccisi
martedì dalle forze si sicurezza siriane a Kafrueid,
nella regione d'Idleb, nel nord est della Siria,
secondo un nuovo bilancio dell'Osservatorio siriano dei diritti umani. Ieri, la
stessa associazione, basata in Gran Bretagna, aveva parlato di 37 morti nella
stessa città, precisando però di temere un massacro nel villaggio, dove
''decine di civili'' erano stati accerchiati dalle Forze armate.

AEREO
CADE SU AUTOSTRADA
Un piccolo aereo privato si è schiantato
al suolo, esplodendo, su una autostrada del New Jersey, e tutte le cinque
persone a bordo, tra cui un uomo d'affari di New York, sono rimaste uccise.
Nonostante l'intenso traffico sull'autostrada, la interstatale 287, nessun
automobilista è rimasto coinvolto nell'incidente. Il piccolo aereo, un
monomotore Socata, era decollato dall'aeroporto di Teterboro ed era diretto ad Atlanta, in Georgia. Ai comandi
c'era l'uomo d'affari, Jeffery Buckalew,
di 45 anni, direttore esecutivo di una società di consulenze finanziarie di
Manhattan, la Greenhill North American Advisory. Con lui, che era il proprietario dell'aereo e
aveva un'esperienza di molte ore di volo, a bordo c'erano sua moglie, due dei
loro figli, e un suo collega della stessa società, Rakesh
Chawla. Le cause dell'incidente non sono ancora state
chiarite, ma non si esclude il cedimento strutturale. Secondo le prime
indicazioni, un'ala del velivolo è stata trovata su un albero a circa mezzo
chilometro dal luogo dell'impatto.

I
REATORI DI FUKUSIMA
I reattori
della disastrata centrale nucleare di Fukushima
saranno smantellati in 30-40 anni, in linea con le anticipazioni circolate dei
giorni scorsi dopo la diffusione di una bozza sul piano generale. È quanto
infatti prevede il progetto di governo giapponese e Tepco,
il gestore della struttura, reso pubblico a pochi giorni dall'annuncio ufficiale
sulla messa in sicurezza dell'impianto. Il periodo fino a 40 anni, di cui
almeno 25 anni necessari per recuperare il combustibile nucleare parzialmente
fuso dei reattori 1, 2 e 3, è pari al doppio del periodo dedicato per lo
smantellamento dell'impianto di Tokai e rimarca le difficoltà per operare nella
struttura contaminata dalle radiazioni. I lavori richiederanno più del doppio
di quanto richiesto dall'incidente del 1979 all'unità n.2 di Three Mile Island (Usa), interessato da parziale fusione. La Tepco ha illustrato la road map
necessaria per preparare la rimozione delle barre di carburante dai tre
reattori danneggiati che richiederà 10 anni, includendo l'immediata riparazione
delle strutture di contenimento e lo svuotamento delle vasche del combustibile
esausto nelle quali dovrebbero essere stoccate le barre recuperate.

ALONSO SI SEPARA DALLA
MOGLIE
Il pilota
spagnolo della Ferrari Fernando Alonso ha annunciato in un comunicato diffuso
sul suo sito web la separazione dalla moglie, la cantante Raquel del Rosario.
''Dopo cinque anni di matrimonio abbiamo deciso di porre fine alla nostra
relazione come coppia'', si spiega nella dichiarazione, firmata da Alonso e del
Rosario. ''È una decisione molto meditata e presa di comune accordo. Ci
separiamo come coppia ma non come amici. Fra di noi rimane una relazione molto
buona ed una reciproca ammirazione''. ''Con questo comunicato - prosegue
la dichiarazione sottoscritta da Alonso e da Raquel del Rosario - vogliamo
evitare qualsiasi tipo di speculazione sulla nostra decisione'' e ''chiediamo
ai media di rispettare la nostra vita personale''. Nessuna spiegazione viene
fornita sui motivi alla base della decisione. Il pilota e la cantante, ricorda
Abc online, si erano conosciuti a un concerto del gruppo El
Sueno de Morfeo organizzato a Madrid per festeggiare
dopo la prima vittoria iridata del campione spagnolo con la scuderia Renault.

MANOVRA APPROVATA
La Camera
conferma la fiducia al governo sulla manovra economica con 495 voti a favore,
88 contrari e quattro astenuti. "Vorrei concludere con una nota di
responsabile serenità. Ho letto stamattina: 'Monti è disperato. Ho fatto un
rapido esame di coscienza dopo aver letto quel titolo e per un attimo mi sono
sentito colpevole perché non mi sento affatto disperato", ha detto Mario
Monti. "Poi svegliatomi un po' - conclude - quella parvenza di
colpevolezza è sparita perché non c'é motivo di disperazione per quel che mi
riguarda e soprattutto per le nostre istituzioni politiche e civili e per
quanto riguarda il nostro Paese". Certo. Ha ragione Monti, i disperati
sono solo quei poveri italiani che il presidente del Consiglio ha tartassato
con la manovra. Attenti alle lobby: "Le liberalizzazioni le abbiamo
iniziate le proseguiremo e le faremo insieme, governo e Parlamento. Non saranno
contro qualcuno ma con convinzione a favore dei cittadini". Lo afferma il
premier Mario Monti intervenendo in aula alla Camera. "Abbiamo fatto una
manovra molto pesante. Non intendiamo rincorrere manovra su manovra perché
facendo così si va contro un muro". Pier Luigi Bersani, in conferenza
stampa con il candidato all'Eliseo François Holland,
avverte così il governo sostenendo che al rigore è necessario unire la
crescita. "Noi siamo a sostegno - ha spiegato Bersani - di un governo di
emergenza e transizione affidato a due obiettivi: portare via l'Italia dal
precipizio e evitare che l'Italia sia un rischio per l'euro e per l'Europa e
affinché l'Italia torni ad avere una voce forte per una correzione forte delle
politiche europee impostate dai governi di destra". Per colpa di
Berlusconi "che per anni ha detto che i conti erano a posto ci siamo
trovati sull'orlo di un caso greco, ci siamo fermati sull'orlo del precipizio e
siamo in una situazione politica di emergenza e transizione rispetto alla quale
il Pd sarà coerente e fermo e, anche se non avremo il cento per cento di quello
che faremmo noi, daremo una mano". Il nuovo Trattato per il Patto di
bilancio potrà entrare in vigore anche solo con l'adesione di nove Paesi
dell'Eurozona. È quanto prevede la bozza del testo diffusa oggi. I negoziati
per arrivare alla stesura definitiva del documento prenderanno il via martedì e
Londra vi parteciperà con lo status di osservatore. "Un ritorno autorevole
dell'Italia al tavolo delle istituzioni europee e nella cerchia di impegnativi
incontri ristretti è già in atto". Lo ha detto il capo dello Stato Giorgio
Napolitano intervenendo alla conferenza degli ambasciatori. Il Pd darà una mano
perché l'Italia si allontani dal precipizio e non metta a rischio la stabilità
dell'euro e lo farà "con la generosità di chi è primo partito nel Paese ma
questa fase non è il nostro orizzonte che é invece un appuntamento
elettorale": Pier Luigi Bersani spiega così il sostegno del Pd al governo.
“Il pacchetto che ha avuto la fiducia dalla Camera è molto convincente anche se
c'é ancora molto da fare soprattutto su occupazione e crescita e voglio esprimere
un apprezzamento per il ruolo del Parlamento per il supporto che sta dando al
governo". Lo ha detto il commissario agli Affari economici e monetari Olli Rehn incontrando i media
italiani. Non hanno votato la manovra del governo 23 deputati del Pdl, 3 di Fli e 2 del Pd, più 5
del Misto e due di Popolo e Territorio. Quattro gli astenuti, tutti del Pdl. Sei i parlamentari in missione. Tra gli assenti
spiccano i nomi degli ex ministri Giulio Tremonti (principale autore della
rovina italiana) e Paolo Romani, oltre a Michela Brambilla. Gli altri deputati
assenti del Pdl
sono: Filippo Ascierto, Vincenzo Barba,
Viviana Beccalossi, Isabella Bertolini, Maurizio Bianconi, Guido Crosetto, Marcello De Angelis, Rocco Girlanda,
Antonello Iannarilli, Pietro Lunardi, Gianni Mancuso,
Barbara Mannucci, Antonio Martino, Fiamma Nirenstein, Alfonso Papa, Adriano Paroli,
Mauro Pili, Maria Rosaria Rossi, Roberto Rosso, Stefano Saglia. Di Fli mancavano all'appello Giulia Bongiorno, Carmelo Briguglio e Mirko Tremaglia. Dell'Udc, Riccardo Antonio
Merlo. Per il Pd non hanno votato Gianclaudio Bressa e Francesca Cilluffo. Due
gli assenti anche per 'Popolo e Territorio': Domenico Scilipoti
e Maria Grazia Siliquini. Nel Misto mancavano Aurelio Misiti,
Luciano Sardelli, Antonio Gaglione,
Beppe Giulietti, Francesco Stagno d'Alcontres. Sono 4 i deputati del Pdl
che si sono astenuti nel voto di fiducia sulla manovra. Sono Deborah Bergamini, Giulio Marini, Giuseppe Moles
e Giuseppina Castiello. Il governo Monti arriverà a
fine legislatura? "Ma siete matti!": così il leader della Lega,
Umberto Bossi uscendo dall'Aula a Montecitorio.

CRISI E MINACCE
Fitch minaccia di
tagliare il rating di sei Paesi fra cui l'Italia. Lo comunica l'agenzia di
rating, precisando che i Paesi coinvolti sono Spagna, Belgio, Slovenia, Cipro e
Irlanda. I timori che aleggiano su Eurolandia restano
"pressanti e non sono stati attenuati" dall'ultimo vertice Ue, spiega
Fitch, sottolineando che "desta particolare
preoccupazione l'assenza di un piano finanziario credibile". Secondo
l'agenzia di rating "é necessario un coinvolgimento più attivo della BCe" per venire a capo della crisi. Fitch prevede di concludere la revisione dei sei Paesi
messi sotto osservazione entro la fine del mese prossimo. La recessione
nell'eurozona l'anno prossimo sarà più profonda di quanto previsto finora. E'
l'avvertimento che lancia Standard & Poor's,
sottolineando che Paesi esportatori come Germania, Austria, Olanda, Belgio e Finlandia
saranno vulnerabili alla recessione. I paesi esportatori dell'Eurozona
rischiano di subire una contrazione della crescita più forte rispetto ai paesi
importatori col peggioramento della crisi e il calo della domanda, spiega
S&P. Secondo l'agenzia di rating a pesare l'anno prossimo saranno
soprattutto le misure di austerità varate in Eurolandia
per fronteggiare la crisi dei debiti sovrani. La Camera dà la fiducia alla
manovra sui conti pubblici italiani del governo di Mario Monti ma le borse, che
erano salite nell'attesa del voto, cominciano invece ora ad oscillare e a
indebolirsi. L'attesa si sposta, secondo gli operatori, sui prezzi al consumo
negli Stati Uniti. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali
borse europee: Londra +0,48%; Parigi -0,05%; Francoforte -0,07%; Madrid -0,34%,
Milano +0,42%; Amsterdam +0,16%; Stoccolma -0,45%; Zurigo -0,53%. Lo spread tra
il btp e il bund si riporta
sopra quota 450 punti base a 452. Il rendimento del decennale sale al 6,43%. La
recessione nell'eurozona l'anno prossimo sarà più profonda di quanto previsto
finora. È l'avvertimento che lancia Standard & Poor's,
sottolineando che Paesi esportatori come Germania, Austria, Olanda, Belgio e
Finlandia saranno vulnerabili alla recessione. Seduta in rialzo per le Borse
nell'area Asia Pacifico interrompendo la serie negativa dopo i dati Usa
macroeconomici migliori delle attese. Le nuove richieste di sussidio di
disoccupazione in America sono calate ai minimi da oltre tre anni a questa
parte mentre la produzione industriale negli Stati Uniti a novembre è calata
meno del previsto. Questo lascia sperare i mercati in una soluzione alla crisi
del debito in Europa o almeno che questa non trascini poi tutta l'economia
globale in recessione. Bene i titoli export come Samsung che guadagna oltre il
2%, Hyundai Motor il 2%, Li&Fung l'1,1 per cento.
Rally per i titoli tecnologici e in particolare per le 'internet company' dopo
il report di Nomura che mostra una forte crescita
della domanda per l'ecommerce. CyberAgent,
un'azienda di pubblicità online, ha fatto un balzo a Tokyo del 4,1%, DeNa un operatore nei social media ha guadagnato il 4,3 per
cento. Di seguito, gli indici dei titoli guida delle principali borse di Asia e
Pacifico. Chiusura in modesto rialzo oggi per Wall Street,
con il Dow Jones che sale dello 0,32 per cento, a
11.861,85 punti, il Nasdaq che sale dello 0,07 per cento a 2.541,01 punti, e lo
S&P 500 che sale dello 0,33 per cento a 1.215,85
punti.

DATI ISTAT
Nel
2010 ben quattro disoccupati su dieci risultano essere under trenta. È
quanto emerge dai dati contenuti nelle tabelle dell'Annuario statistico
italiano 2011. A fronte, infatti, di un totale di 2,1 milioni di persone in cerca
di occupazione i giovani disoccupati sotto i 30 anni sono 834 mila, ovvero il
39,7%. La spesa delle famiglie italiane nel 2011 è aumentata di appena 11 euro
rispetto al 2009 raggiungendo i 2.453 euro medi al mese (+0,5%). È quanto
rileva l'Istat spiegando che la spesa incorpora anche l'inflazione (+1,5%
nell'anno). I consumi nel 2010 sono quindi al palo con gli italiani costretti a
stringere la cinghia. La natalità in Italia diminuisce e nel 2010, con 561.944
nuovi bebè tocca il livello minimo dal 2006 (quando furono 560.010). Lo rivela
l'Istat nell'annuario statistico. I nuovi nati italiani nel 2010 sono stati
483.862 mentre gli stranieri sono stati 78.082. Il numero dei nuovi nati
italiani è il più basso dal '95,inizio delle serie storiche. Italia sempre più
paese "anziano", con le nascite che continuano a calare, con 6
cittadini su 100 che sono ultraottantenni, e con una fuga dal matrimonio (meno
13 mila) anche se si preferisce ancora la cerimonia tradizionale in chiesa. È
la foto del Paese che emerge dall'Annuario 2011 dell'Istat dove l'aumento della
popolazione è dovuto soltanto agli arrivi di stranieri. Alla fine del 2010
l'Italia conta 60.626.442 residenti, circa 286.000 in più rispetto all'anno
precedente. L'incremento si deve al saldo attivo del movimento migratorio
(+311.658 unità) che, pur in calo, neutralizza l'effetto negativo del saldo
naturale (-25.544 unità). Le nascite segnano, infatti, una nuova battuta
d'arresto (dai 568.857 nati vivi del 2009 ai 561.944 del 2010), un dato che
risulta diffuso su tutta la Penisola. L'Italia continua ad essere un Paese con
i "capelli grigi". A fine 2010 un residente ogni cinque ha più di 65
anni e gli ultraottantenni sono ormai il 6% della popolazione. L'indice di
vecchiaia (rapporto tra la popolazione con più di 65 anni e quella con meno di
15) raggiunge il valore di 144,5 a livello nazionale; tuttavia, mentre il
processo di invecchiamento prosegue nel Mezzogiorno (che tuttavia resta la
ripartizione con maggiore equilibrio fra giovani anziani), nelle altre aree del
Paese si registra un lieve calo. Stabile risulta la graduatoria internazionale
(dati 2009): la Germania, con un indice pari a 150,2, si conferma il paese con
la struttura per età più "vecchia", seguito da Italia (144), Grecia
(131,9) e Bulgaria (129,2). I residenti stranieri in Italia hanno superato
quota 4,5 milioni, sono il 7,5% della popolazione totale e provengono per la
maggior parte dall'Unione europea (29,2%), dall'Europa centro-orientale (24,0%)
e dall'Africa settentrionale (14,9%). Si tratta per lo più di una popolazione
giovane: quasi la metà dei cittadini stranieri ha un'età compresa fra i 18 e i
39 anni, mentre oltre uno su cinque è minorenne. Nel 2010 il numero medio di
figli per donna si attesta a 1,41, lo stesso valore dell'anno precedente. Si
conferma, quindi, l'arresto della crescita che si era avuta successivamente al
1995, anno in cui la fecondità italiana toccò il minimo (1,19 figli per donna).
Prosegue anche nel 2010 il trend discendente della nuzialità registrato dopo la
ripresa del 2007. Con oltre 13.000 matrimoni in meno celebrati (217.185), il
tasso di nuzialità scende dal 3,8 al 3,6 per mille. Il matrimonio religioso
resta la scelta più diffusa in tutta la Penisola (63,1%): nelle regioni
meridionali la percentuale sale al 77,6%, contro il 51,4% del Nord e il 55,1%
del Centro. La spesa per la protezione sociale (previdenza, assistenza e
sanità) nel 2010 ha raggiunto quota 463,324 miliardi con una crescita del 2,2%
sul 2009 e una incidenza sul Pil pari al 29,9%. E' quanto emerge dall'annuario
statistico Istat 2011 secondo il quale il 93,6% della spesa (433,524 miliardi)
è stata effettuata dalle amministrazioni pubbliche. L'Istat segnala che la
protezione sociale è finanziata per il 52,8% da contributi sociali, voce in
calo sul 2009 (erano il 55,6% delle fonti di finanziamento). La spesa per la
protezione sociale effettuata dalle amministrazioni pubbliche (434 miliardi)
nel 20101 - precisa l'Istat - è stata destinata per 412 miliardi alle
prestazioni per i cittadini, il 2,5% in più dell'anno precedente, con
un'incidenza del 26,6% sul Pil (26,5% nel 2009) e del 55,8% sulla spesa
pubblica corrente. Quasi due terzi della spesa delle amministrazioni pubbliche
si concentra nella previdenza (66,4% pari a oltre 273 miliardi), alla sanità è
destinato il 25,6% (oltre 105 miliardi) mentre per l'assistenza si spende l'8%
del totale (oltre 33 miliardi). L'incidenza sul prodotto interno lordo è pari
al 17,7% per la previdenza, al 6,8% per la sanità, al 2,1% per l'assistenza.
Fra le fonti di finanziamento, i contributi sociali rappresentano il 52,8% del
totale (55,6% nel 2007). Fra il 2007 e il 2010 - precisa l'Istituto di
statistica - i contributi sociali effettivi a carico dei datori di lavoro, che
hanno beneficiato in questo arco di tempo di sgravi contributivi per quasi 26
miliardi di euro, crescono in media dello 0,8%, quelli a carico dei lavoratori
(dipendenti e indipendenti) dell'1,8%. La seconda voce rilevante, pari al
46,2%, è quella delle contribuzioni diverse, costituita in gran parte da
trasferimenti statali (74,2% nel 2010 contro il 70% del 2007). Nel 2010,
rispetto al 2009, l'aumento delle retribuzioni contrattuali per dipendente a
tempo pieno maggiore è stato registrato per la Presidenza del Consiglio, con un
+15,2%. Un vera e propria impennata se si considera il rialzo medio, pari al
2,1%. Risulta dalle tabelle dell'Istat contenute dall'Annuario statistico
italiano 2011.